Caccia ai titoli leggeri


In attesa del “risveglio” dei titoli “pesanti” occorre andare alla caccia dei titoli leggeri.


Possibili rendimenti dal 10% al 20%

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Dopo un anno molto volatile, gli investitori del mercato azionario confidano in una performance migliore nel 2023. Da inizio anno l’S&P 500 ha dato segnali di risveglio (+2,3%) ma non abbastanza per pensare che i giorni difficili siano alle spalle. Entrando però nel dettaglio emerge un dato interessante: è in corso un rally di oltre il 20% da parte di circa tre quarti dei titoli dell’indice S&P 500 dai minimi di 52 settimane. Ma nonostante ciò il benchmark è ancora sotto del 17% rispetto al massimo storico toccato il 3 gennaio 2022.

Perché accade? Il peso eccessivo di alcuni titoli tecnologici sul listino. Le big five del tech, vale a dire Alphabet (Google), Amazon, Apple, Meta (Facebook) e Microsoft, sono responsabili di quasi la metà delle perdite dell’S&P 500 negli ultimi 12 mesi. Apple e Microsoft, ciascuna con una capitalizzazione di mercato di circa 2.000 miliardi di dollari, rappresentano oltre l’11% nell’S&P 500. Allo stesso modo, il gruppo American Airlines, che nel 2023 ha guadagnato il 34%, ha contribuito poco a far salire l’indice a causa del suo peso dello 0,03%. Per ottenere una panoramica più chiara del mercato, alcuni esperti guardano quindi alla versione equamente ponderata dell’indice S&P 500 che sta registrando la migliore performance, rispetto alla versione “pesata”, dal 2019. In attesa del “risveglio” dei titoli “pesanti” occorre andare alla caccia dei titoli leggeri: tra questi i migliori sinora sono stati i servizi di comunicazione e dei consumi discrezionali.

Italia ricca di titoli leggeri

Volgendo lo sguardo all’Italia le cose vanno meglio: l’indice FTSE Mib 40 è la top performer in Europa da inizio anno, la terza al mondo alle spalle di Messico e Hong Kong. Il rendimento del BTP a 10 anni è sceso sotto il 3,8% e lo spread sotto 180 punti, sui minimi da 6 mesi. Anche in questo caso però, rispetto ai massimi a 1 anno, i principali indici del listino milanese, perdono ancora oltre l’8%. Ma scorrendo la lista delle società tradizionalmente leggere, ovvero quelle appartenenti all’indice Euronext Growth Milan, il 20% fa meglio dell’indice e oltre il 10% mette a segno un rialzo a doppia cifra. Best performer Alfonsino +104%, alle sue spalle Ecosuntek +61% e Grifal +35%. Messi insieme i 3 titoli capitalizzano però solo lo 0,75% del listino. Per chi cerca rendimento, in attesa che gli indici si “risveglino” sotto la spinta dei titoli pesanti, è necessario scovare le gemme nascoste. Per operare in questa prospettiva, serve una ricetta da mettere in pratica in modo sistematico. L’utilizzo di criteri qualitativi e quantitativi, avere sempre un orizzonte d'investimento di medio periodo, esperienza, competenze trasversali e accesso alle figure chiave delle società per creare un dialogo continuativo con il singolo titolo quotato, facendo leva su una ricerca finanziaria di qualità.

Il certificate che punta sui titoli dell’Euronext Growth Milan

Approccio utilizzato da Integrae Sim, advisor dell’Actively Management Certificate “Integrae Growth Milan Excellence” ISIN IT0006752866 emesso da Smart Etn, che investe su una selezione di titoli appartenenti all’indice Euronext Growth Milan (EGM). Con questo strumento è possibile esporre il proprio portafoglio a una gestione sistematica delle opportunità offerte sia della società già quotate che quotande, dal momento che Integrae Sim, è leader per numero di IPO in assoluto sul mercato EGM, e oltre 50 coperture attive da parte dell’ufficio studi, in più grande d’Italia sul listino EGM.


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