Usa, attese per un "non landing", Europa invece in soft landing

Gli USA sono attesi sperimentare un qualcosa piรน vicino ad un rallentamento (no landing), mentre leggere limature del PIL sono attese nei paesi dellโEurozona (soft landing). Lโinflazione รจ attesa decelerare in modo deciso grazie alle politiche monetarie restrittive adottate dalle banche centrali.
PIL QoQ dellโItalia del 4Q22 in uscita alle 10:00 (stima -0,1% contro +0,5% del 3Q22). Sempre alle 10:00 il PMI composito di febbraio dellโEuropa (stima 52,3 punti contro 50,3 di gennaio). Alle 16:00 รจ invece il turno dellโISM non manifatturiero di febbraio (stima 54,5 punti contro 55,2 di gennaio).
Il dato di inflazione Italiana di febbraio รจ risultato piรน alto delle stime (9,2% contro 8,8% atteso), ma in flessione rispetto al 10% di gennaio. Lo stesso per lโinflazione dellโEuropa, risultata a febbraio pari allโ8,5%, contro lโ8,2% atteso e lโ8,6% di gennaio.
Richieste di sussidi settimanali alla disoccupazione USA ancora in flessione: 190k contro 195k atteso e 192k della scorsa settimana. Parallelamente il costo unitario del lavoro QoQ del 4Q22 รจ cresciuto in modo decisamente elevato: 3,2% contro 1,6% atteso e 2% del 3Q22.
Spesso ai meeting delle banche centrali, le stime di crescita del PIL e di inflazione per il 2023-24 vengono cambiate. E purtroppo entrambe in peggio. Cerchiamo dunque di fare il punto andando a vedere le previsioni economiche dei principali istituti finanziari. Queste suggeriscono un generale rallentamento dellโeconomia con la crescita del PIL reale mondiale che si stima possa attestarsi tra lโ1,6% e il 2,8%. In larga parte questa sarร trainata dallโeconomia cinese, stimata in netta ripresa (+4,8%) grazie soprattutto alla fine della politica zero-covid.
Le economie occidentali sono invece stimate in leggera recessione (-0,2%). Tra queste, gli USA sono attesi sperimentare un qualcosa piรน vicino ad un rallentamento (no landing), mentre leggere limature del PIL sono attese nei paesi dellโEurozona (soft landing). Lโinflazione รจ attesa decelerare in modo deciso grazie alle politiche monetarie restrittive adottate dalle banche centrali. La frenata sarร maggiore negli USA, dove รจ prevista una flessione al 3,7%, rispetto allโEurozona dove la crescita dei prezzi รจ attesa attestarsi al 6,5%.
Come tutte le previsioni, esistono alcuni rischi potenziali, in questo caso orientati al rialzo. Tra questi:
- lโeffetto inflattivo su produzione, beni e servizi della crescita del prezzo dellโenergia. Il timore รจ che per esempio lโinflazione possa rialzare la testa nellโinverno 2023-24 per le difficoltร di riempire gli stoccaggi europei allo stesso ritmo di quanto fatto nel 2022. E questo anche perchรฉ nel 2023 il mercato del gas naturale liquefatto non sarร in grado di compensare completamente le forniture perse, a causa della ripresa della domanda nel mercato cinese e asiatico. Il compito di eguagliare domanda e offerta di gas รจ affidato alle politiche di risparmio della domanda di gas, il cui risultato รจ piuttosto incerto;
- la stabilitร delle catene di approvvigionamento e i problemi geopolitici. Nel corso del 2023 lโinflazione รจ attesa flettere anche grazie alla ripresa delle catene di approvvigionamento. Il rimbalzo delle scorte dovrebbe contribuire ad esercitare una pressione al ribasso sui prezzi di materie prime e semilavorati. I conflitti geopolitici, i cui risvolti economici sono di difficile prevedibilitร , rischiano tuttavia di compromettere nuovamente il funzionamento delle catene internazionali del valore;
- la sostenibilitร dei debiti sovrani. Lโincremento dei tassi di interesse imposto dalle banche centrali, unito ad una significativa crescita dello stock di debito, ne aumenta il costo per i paesi piรน indebitati. Eโ quasi scontato che questo crei tensioni sui mercati dovuti alla sostenibilitร finanziaria dei paesi maggiormente indebitati, con inevitabili conseguenze sul sistema finanziario mondiale. Per lโEuropa esiste un rischio ulteriore. Essendo poco probabile che la clausola di salvaguardia generale venga estesa anche al 2024, i budget degli stati per il prossimo anno dovranno presentare politiche fiscali ragionevolmente piรน restrittive di quelle che hanno caratterizzato gli anni a seguito della pandemia. Di quanto piรน restrittive, dipenderร ovviamente dalla riforma del Patto di stabilitร e crescita, che รจ nell'agenda europea per il 2023. Ma questo crea incertezza.
E gli investimenti? Partiamo dalle obbligazioni. I rendimenti obbligazionari reali sono notevolmente rimbalzati a svantaggio degli investitori nel 2022, quando le banche centrali hanno posto fine alla repressione finanziaria (modalitร di tassare gli obbligazionisti mantenendo i rendimenti reali negativi). Lโuscita dalla repressione finanziaria ha comportato gravi perdite per gli investitori in titoli a reddito fisso (rendimenti piรน elevati comportano, come noto, una riduzione dei prezzi dei titoli). Nellโera della repressione finanziaria, gli investitori in obbligazioni hanno dovuto assumere un maggiore rischio di credito per smorzare i rendimenti reali negativi. Adesso, invece, non รจ piรน necessario e gli investitori in obbligazioni possono evitare i rischi di credito piรน elevati, come lโhigh yield, e optare per obbligazioni di migliore qualitร , ottenendo un rendimento decente. Non escludiamo che nel corso dellโanno il rapporto rischio/rendimento si possa spostare ancora verso le fasce piรน alte del rischio di credito, costringendo cosรฌ gli investitori ad assumere piรน rischio (ad esempio quando gli indicatori anticipatori raggiungeranno il minimo nel 2023 e lโeconomia mostrerร segni di ripresa nel 2024).
Veniamo alle azioni. I mercati azionari di tutto il mondo hanno subรฌto una forte pressione nei primi nove mesi del 2022, a causa soprattutto del rialzo dei tassi di interesse. Riteniamo che il sell-off sia del tutto eccezionale perchรฉ รจ stato quasi interamente dovuto al derating dei multipli, ossia da valutazioni in calo, mentre le aspettative sugli utili sono rimaste stabili.
Nel 2023 riteniamo che gli investitori si concentreranno sempre piรน sulle prospettive degli utili e in particolare sulla resilienza degli utili societari a fronte del forte rallentamento dellโattivitร economica e delle pressioni inflazionistiche. Crediamo quindi che sia ragionevole per gli investitori mantenere una strategia orientata verso i titoli di qualitร ed a elevato cashflow.
Piรน avanti e probabilmente a cavallo tra prima e la seconda metร del 2023, si potrร gradualmente iniziare a valutare settori piรน ciclici, che dovrebbero iniziare a guardare oltre il rallentamento temporaneo e a scontare una ripresa economica nel 2024.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
