Usa, attese per un "non landing", Europa invece in soft landing

03/03/2023 08:30
Usa, attese per un "non landing", Europa invece in soft landing

Gli USA sono attesi sperimentare un qualcosa piรน vicino ad un rallentamento (no landing), mentre leggere limature del PIL sono attese nei paesi dellโ€™Eurozona (soft landing). Lโ€™inflazione รจ attesa decelerare in modo deciso grazie alle politiche monetarie restrittive adottate dalle banche centrali.

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PIL QoQ dellโ€™Italia del 4Q22 in uscita alle 10:00 (stima -0,1% contro +0,5% del 3Q22). Sempre alle 10:00 il PMI composito di febbraio dellโ€™Europa (stima 52,3 punti contro 50,3 di gennaio). Alle 16:00 รจ invece il turno dellโ€™ISM non manifatturiero di febbraio (stima 54,5 punti contro 55,2 di gennaio).

Il dato di inflazione Italiana di febbraio รจ risultato piรน alto delle stime (9,2% contro 8,8% atteso), ma in flessione rispetto al 10% di gennaio. Lo stesso per lโ€™inflazione dellโ€™Europa, risultata a febbraio pari allโ€™8,5%, contro lโ€™8,2% atteso e lโ€™8,6% di gennaio.

Richieste di sussidi settimanali alla disoccupazione USA ancora in flessione: 190k contro 195k atteso e 192k della scorsa settimana. Parallelamente il costo unitario del lavoro QoQ del 4Q22 รจ cresciuto in modo decisamente elevato: 3,2% contro 1,6% atteso e 2% del 3Q22.

Spesso ai meeting delle banche centrali, le stime di crescita del PIL e di inflazione per il 2023-24 vengono cambiate. E purtroppo entrambe in peggio. Cerchiamo dunque di fare il punto andando a vedere le previsioni economiche dei principali istituti finanziari. Queste suggeriscono un generale rallentamento dellโ€™economia con la crescita del PIL reale mondiale che si stima possa attestarsi tra lโ€™1,6% e il 2,8%. In larga parte questa sarร  trainata dallโ€™economia cinese, stimata in netta ripresa (+4,8%) grazie soprattutto alla fine della politica zero-covid.

Le economie occidentali sono invece stimate in leggera recessione (-0,2%). Tra queste, gli USA sono attesi sperimentare un qualcosa piรน vicino ad un rallentamento (no landing), mentre leggere limature del PIL sono attese nei paesi dellโ€™Eurozona (soft landing). Lโ€™inflazione รจ attesa decelerare in modo deciso grazie alle politiche monetarie restrittive adottate dalle banche centrali. La frenata sarร  maggiore negli USA, dove รจ prevista una flessione al 3,7%, rispetto allโ€™Eurozona dove la crescita dei prezzi รจ attesa attestarsi al 6,5%.

Come tutte le previsioni, esistono alcuni rischi potenziali, in questo caso orientati al rialzo. Tra questi:

  • lโ€™effetto inflattivo su produzione, beni e servizi della crescita del prezzo dellโ€™energia. Il timore รจ che per esempio lโ€™inflazione possa rialzare la testa nellโ€™inverno 2023-24 per le difficoltร  di riempire gli stoccaggi europei allo stesso ritmo di quanto fatto nel 2022. E questo anche perchรฉ nel 2023 il mercato del gas naturale liquefatto non sarร  in grado di compensare completamente le forniture perse, a causa della ripresa della domanda nel mercato cinese e asiatico. Il compito di eguagliare domanda e offerta di gas รจ affidato alle politiche di risparmio della domanda di gas, il cui risultato รจ piuttosto incerto;
  • la stabilitร  delle catene di approvvigionamento e i problemi geopolitici. Nel corso del 2023 lโ€™inflazione รจ attesa flettere anche grazie alla ripresa delle catene di approvvigionamento. Il rimbalzo delle scorte dovrebbe contribuire ad esercitare una pressione al ribasso sui prezzi di materie prime e semilavorati. I conflitti geopolitici, i cui risvolti economici sono di difficile prevedibilitร , rischiano tuttavia di compromettere nuovamente il funzionamento delle catene internazionali del valore;
  • la sostenibilitร  dei debiti sovrani. Lโ€™incremento dei tassi di interesse imposto dalle banche centrali, unito ad una significativa crescita dello stock di debito, ne aumenta il costo per i paesi piรน indebitati. Eโ€™ quasi scontato che questo crei tensioni sui mercati dovuti alla sostenibilitร  finanziaria dei paesi maggiormente indebitati, con inevitabili conseguenze sul sistema finanziario mondiale. Per lโ€™Europa esiste un rischio ulteriore. Essendo poco probabile che la clausola di salvaguardia generale venga estesa anche al 2024, i budget degli stati per il prossimo anno dovranno presentare politiche fiscali ragionevolmente piรน restrittive di quelle che hanno caratterizzato gli anni a seguito della pandemia. Di quanto piรน restrittive, dipenderร  ovviamente dalla riforma del Patto di stabilitร  e crescita, che รจ nell'agenda europea per il 2023. Ma questo crea incertezza.

E gli investimenti? Partiamo dalle obbligazioni. I rendimenti obbligazionari reali sono notevolmente rimbalzati a svantaggio degli investitori nel 2022, quando le banche centrali hanno posto fine alla repressione finanziaria (modalitร  di tassare gli obbligazionisti mantenendo i rendimenti reali negativi). Lโ€™uscita dalla repressione finanziaria ha comportato gravi perdite per gli investitori in titoli a reddito fisso (rendimenti piรน elevati comportano, come noto, una riduzione dei prezzi dei titoli). Nellโ€™era della repressione finanziaria, gli investitori in obbligazioni hanno dovuto assumere un maggiore rischio di credito per smorzare i rendimenti reali negativi. Adesso, invece, non รจ piรน necessario e gli investitori in obbligazioni possono evitare i rischi di credito piรน elevati, come lโ€™high yield, e optare per obbligazioni di migliore qualitร , ottenendo un rendimento decente. Non escludiamo che nel corso dellโ€™anno il rapporto rischio/rendimento si possa spostare ancora verso le fasce piรน alte del rischio di credito, costringendo cosรฌ gli investitori ad assumere piรน rischio (ad esempio quando gli indicatori anticipatori raggiungeranno il minimo nel 2023 e lโ€™economia mostrerร  segni di ripresa nel 2024).

Veniamo alle azioni. I mercati azionari di tutto il mondo hanno subรฌto una forte pressione nei primi nove mesi del 2022, a causa soprattutto del rialzo dei tassi di interesse. Riteniamo che il sell-off sia del tutto eccezionale perchรฉ รจ stato quasi interamente dovuto al derating dei multipli, ossia da valutazioni in calo, mentre le aspettative sugli utili sono rimaste stabili.

Nel 2023 riteniamo che gli investitori si concentreranno sempre piรน sulle prospettive degli utili e in particolare sulla resilienza degli utili societari a fronte del forte rallentamento dellโ€™attivitร  economica e delle pressioni inflazionistiche. Crediamo quindi che sia ragionevole per gli investitori mantenere una strategia orientata verso i titoli di qualitร  ed a elevato cashflow.

Piรน avanti e probabilmente a cavallo tra prima e la seconda metร  del 2023, si potrร  gradualmente iniziare a valutare settori piรน ciclici, che dovrebbero iniziare a guardare oltre il rallentamento temporaneo e a scontare una ripresa economica nel 2024.

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