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        <title>Orafinanza.it - Approfondimenti e Notizie dal mondo della Borsa</title>
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        <description>Notizie, approfondimenti, analisi e tutorial nel mondo della finanza</description>
        <lastBuildDate>Sun, 09 Aug 2026 09:56:31 GMT</lastBuildDate>
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        <copyright>All rights reserved, Fucina del Tag srl</copyright>
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            <title><![CDATA[SpaceX ancora positivo dopo il maxi-sblocco da 100 miliardi ]]></title>
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            <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 13:30:43 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Dopo il rally del 6,1% di ieri guidato dai volumi record, le azioni della società di Elon Musk aprono la seduta di Wall Street in crescita.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Inizio di seduta a Wall Street nel segno della stabilità per <strong>SpaceX</strong>. Al suono della campanella della borsa di New York, il titolo della compagnia aerospaziale muove i primi passi guadagnando oltre l’1%, salendo a 116,79 dollari dopo l&#x27;intensa volatilità dei giorni scorsi.</p><p>L&#x27;attenzione degli operatori resta altissima all&#x27;indomani del tanto temuto ‘unlock day’, la scadenza dei vincoli di lock-up che giovedì ha svincolato fino a <strong>911,5 milioni di azioni</strong>, per un controvalore di circa 100 miliardi di dollari, permettendo agli insider di vendere le proprie quote.</p><p>Nonostante i timori della vigilia per una possibile ondata di vendite a catena, la seduta di ieri si è chiusa con un deciso <strong>+6,1%</strong>, in seguito a un avvio incerto caratterizzato da oscillazioni entro il 3%. A sostenere il titolo è stata una domanda eccezionale: oltre <strong>255 milioni di azioni</strong> sono passate di mano, registrando il volume di scambio più alto mai visto dalla prima settimana successiva al debutto in borsa.</p><p>Il rialzo ha parzialmente riscattato il pesante calo del 14% subito nella giornata di mercoledì, innescato dalla delusione degli investitori per le spese legate all&#x27;intelligenza artificiale (superiori alle stime) emerse nella prima trimestrale della società.</p><p>“Gli elevati volumi suggeriscono che diversi primi investitori abbiano effettivamente venduto, ma il rialzo del titolo conferma che la domanda è stata tale da assorbire l&#x27;offerta senza crolli”, spiega <strong>Charu Chanana</strong>, chief investment strategist di Saxo Markets.</p><p>Il forte aumento dell&#x27;offerta fluttuante — passata da 639 milioni a <strong>1,55 miliardi di azioni</strong> in circolazione — ha attirato l&#x27;attenzione dei venditori allo scoperto. Secondo i dati di S3 Partners, lo short interest ha raggiunto il <strong>36% del flottante</strong>, con gli investitori ribassisti che hanno accumulato oltre 9 miliardi di dollari di profitti teorici durante il crollo infrasettimanale del titolo.</p><p>Tuttavia, parte del rally di ieri potrebbe essere stato alimentato proprio dalle ricoperture di queste posizioni corte (shortcovering). Nel mercato delle opzioni si sono registrati volumi imponenti (1,8 milioni di contratti scambiati), con forti scommesse rialziste sia da parte di investitori istituzionali che da piccoli risparmiatori retail, i quali hanno acquistato in massa durante il calo post-trimestrale.</p><p>Per gli investitori entrati durante o dopo l&#x27;IPO di giugno a 135 dollari per azione, la strada sarà ancora ricca di appuntamenti finanziari.</p><p>Gli analisti di <strong>Bernstein</strong> sottolineano come il piano di sblocco della società sia “un meccanismo insolitamente complesso articolato su nove tappe principali anziché sulla classica scadenza unica a 180 giorni”.</p><p>I riflettori restano puntati sul lungo termine: la tappa finale è prevista per <strong>giugno 2027</strong>, quando sbloccherà le sue quote il fondatore <strong>Elon Musk</strong>, rendendo negoziabili i suoi 6,4 miliardi di azioni ordinarie di Classe A.</p><p>Nel frattempo, Wall Street osserva l&#x27;andamento odierno per capire se l&#x27;accumulo di liquidità sul mercato aperto troverà nuovi acquirenti istituzionali.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Occupazione USA debole, Wall Street accelera al rialzo]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/occupazione-usa-debole-wall-street-accelera-al-rialzo/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=occupazione-usa-debole-wall-street-accelera-al-rialzo</link>
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            <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 12:45:17 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>L’economia statunitense ha creato meno posti di lavoro a luglio, diffondendo maggiore ottimismo in vista della decisione di politica monetaria da parte della Federal Reserve.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Arrivati i dati macro sul lavoro previsti per oggi, evento macro principale di questa settimana mentre resta l’incertezza per la situazione in Medio Oriente.</p><p>Le nuove <strong>buste paga del settore agricolo</strong> di luglio sono diminuite di 23 mila, quando le previsioni erano di un aumento (85 mila) e a giugno erano cresciute di 20 mila, riviste dalle 57 mila precedenti.</p><p>Il <strong>salario medio orario</strong> si è raffreddato a +0,1% rispetto alle previsioni (+0,3%) e al dato precedente, mentre il <strong>tasso di disoccupazione</strong> è sceso leggermente, al 4,1% dal 4,2% di giugno (attese 4,2%).</p><p>&quot;È difficile definire questo rapporto altro che debole, quindi la reazione istintiva di rialzo dei tassi potrebbe persistere, dato che il mercato sta scontando gli aggressivi aumenti della Fed”, secondo <strong>Jersey </strong>di Business Insider.</p><p>“Non si vorrebbe mai pensare che il presidente della Fed desideri una riduzione dei posti di lavoro americani, ma è giusto dire che il debole rapporto odierno potrebbe allentare un po&#x27; la pressione su Warsh, dopo la valanga di critiche che ha dovuto sopportare da mercoledì scorso per non aver alzato i tassi o, quantomeno, per non aver specificato in modo esplicito di essere pronto ad alzarli”, scrive <strong>Chris Anstey</strong>, redattore senior di Bloomberg.</p><p><strong>Wall Street</strong> viaggiava di poco sopra la parità prima del dato, per poi accelerare al rialzo, traendo forza dalla possibilità che questo dato possa condizionare le scelte della Fed.</p><p>A correre di più sono i future sul <strong>Nasdaq 100</strong>, in crescita dell’1%, mentre seguono in scia quelli sullo <strong>S&amp;P500</strong> (+0,40%) e quelli sul <strong>Dow Jones</strong> (+0,30%).</p><p>Il dollaro vira al ribasso nei confronti dell’euro, con il cross <strong>EUR/USD</strong> che sale a 1,1565, mentre il Bitcoin continuava a guadagnare l’1%, a 65 mila dollari.</p><p>Anche l’<strong>oro</strong> accelerava al rialzo: prezzo spot a 4.360 dollari e future a 4.419 dollari l’oncia.</p><p>Il settore energetico e le materie prime continuano ad affrontare una fase di estrema volatilità, fortemente condizionati dal riacutizzarsi delle tensioni geopolitiche in <strong>Medio Oriente</strong> e dal persistere dell&#x27;incertezza sulla risoluzione del conflitto che coinvolge gli <strong>Stati Uniti</strong> e l&#x27;<strong>Iran</strong>.</p><p>Le tensioni nella regione sono tornate ad intensificarsi dopo che le milizie Houthi dello Yemen, alleate di Teheran, hanno sferrato nuovi attacchi verso l&#x27;Arabia Saudita, uno dei principali produttori ed esportatori mondiali di greggio.</p><p>Il governo di Riyadh ha lanciato un allarme ufficiale, avvertendo che attacchi coordinati da parte degli Houthi e delle milizie irachene sostenute dall&#x27;Iran potrebbero essere imminenti.</p><p>Parallelamente, si sono registrate esplosioni nei pressi dello Stretto di Hormuz: fonti di stampa semi-ufficiali iraniane hanno attribuito tali episodi a operazioni di intercettazione di &quot;obiettivi ostili&quot; condotte dalle forze armate di Teheran.</p><p>L&#x27;Iran sta attualmente esaminando un disegno di legge preliminare che intenderebbe vietare tassativamente il transito attraverso lo Stretto di Hormuz alle navi militari e commerciali provenienti da Stati Uniti, Israele e altri Paesi considerati &quot;ostili&quot;. </p><p>La proposta di legge prevede severe sanzioni finanziarie in caso di violazione, imponendo multe che potrebbero raggiungere fino al 20% del valore totale del carico trasportato dalla nave intercettata. </p><p>Sebbene Iran e Oman stiano proseguendo i colloqui nel tentativo di raggiungere un accordo per riaprire parzialmente il traffico nella via d&#x27;acqua strategica, Teheran punta a inserire clausole d&#x27;esclusione rigide nei confronti delle imbarcazioni americane e israeliane.</p><p></p><p>In questo contesto di grave instabilità, i prezzi del petrolio hanno registrato andamenti altalenanti. Dopo un deciso rialzo registrato nella sessione di ieri, le quotazioni del <strong>Brent</strong> hanno mostrato un leggero ritracciamento (-0,7%), muovendosi tra gli 82 e gli 83 dollari al barile.</p><p>Nonostante i recuperi di breve termine dovuti al mancato raggiungimento di un accordo di pace, <strong>il Brent si avvia a chiudere la settimana con una flessione complessiva di circa il 6,9%-7%</strong>, posizionandosi su valori ben inferiori rispetto al recente picco di 102 dollari al barile toccato soltanto due settimane fa.</p><p><strong>Under Armour</strong> (-3%): prevede per i ricavi dell’intero anno un calo percentuale a una cifra media, rispetto alle precedenti previsioni che indicavano un leggero calo. Ricavi nel primo trimestre pari a 1,10 miliardi di dollari, mancando di poco le stime degli analisti di 1,11 miliardi (dati LSEG).</p><p><strong>FIGS</strong> (+27%): ricavi del secondo trimestre pari a 196,6 milioni di dollari, superiori alle stime di 185,9 milioni di dollari.</p><p><strong>Sweetgreen</strong> (-15%): prevede che le vendite a parità di punti vendita registrino un calo compreso tra il 7% e l’8%, rispetto alle precedenti previsioni che indicavano una flessione dal 2% al 4%.</p><p><strong>Amrize</strong> (-5%): rivede al ribasso le previsioni sull’EBITDA rettificato per l’intero esercizio da 3,25-3,34 miliardi di dollari a 3,1-3,2 miliardi.</p><p><strong>Fluor Corp</strong> (+5%): nel secondo trimestre utile per azione rettificato di 91 centesimi e un ricavo di 4,3 miliardi di dollari, superando le stime di consenso degli analisti pari a 70 centesimi e 3,92 miliardi (dati LSEG).<br/><br/></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Dividendi 2026: Mid Cap Borsa italiana]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/dividendi-mid-cap-borsa-italiana/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=dividendi-mid-cap-borsa-italiana</link>
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            <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 12:15:44 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Scopri il calendario aggiornato dei dividendi delle mid cap quotate su Borsa Italiana: tutte le date di stacco e pagamento mese per mese.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>Mid Cap</strong> rappresentano una parte spesso trascurata ma estremamente interessante del mercato azionario italiano. Si tratta di società solide, in fase di crescita, che in molti casi adottano <strong>politiche di dividendo regolari e sostenibili</strong>, offrendo un buon equilibrio tra rendimento e potenziale di apprezzamento del capitale.</p><p>Analizzare i dividendi delle Mid Cap è fondamentale per chi vuole diversificare il proprio portafoglio oltre le grandi capitalizzazioni, puntando su realtà dinamiche ma con fondamentali solidi. Se sei interessato anche alle big cap, può esserti utile il <a href="https://www.orafinanza.it/it/dividendi-2023-calendario-dividendi-borsa-italiana">calendario dividendi FTSE MIB 2026</a>.</p><p>Ecco il calendario dividendi 2026 sulle società Mid Cap quotate su Borsa Italiana. Un utile strumento per investitori e appassionati di dividendi che vogliono pianificare al meglio il proprio portafoglio, tenendo d’occhio date di stacco e potenziali rendimenti. L&#x27;elenco verrà aggiornato man mano che arriveranno ulteriori informazioni sui dividendi.</p><ul><li><a href="https://www.orafinanza.it/it/dividendo-banca-generali-acconto-saldo-e-date-stacco"><strong>Banca Generali</strong></a>: In occasione dell&#x27;approvazione del bilancio al 31 dicembre 2024 l&#x27;Assemblea degli Azionisti di Banca Generali ha approvato la distribuzione di un dividendo ordinario pari a 2,80 euro suddiviso in due tranche. Dopo il primo acconto di maggio 2026, il saldo di <strong>0,65 euro per azione sarà distribuito il</strong> <strong>23 febbraio 2026</strong>, con pagamento dal 25 febbraio.</li></ul><ul><li><strong>Dividendo Anima</strong>: Il CdA di Anima Holding proporrà all’assemblea degli azionisti un dividendo unitario di 0,5 euro per azione. La cedola sarà staccata lunedì 20 aprile 2026, con pagamento dal 22 aprile.</li></ul><ul><li><strong>Banco Desio</strong>: Il CdA di Banco di Desio e della Brianza ha proposto all&#x27;Assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,5105 per azione, corrispondente a un dividend yield pari al 6,56%. Il dividendo, se approvato, sarà staccato il 4 maggio 2026, con pagamento dal giorno 6 maggio 2026.</li><li><a href="https://www.orafinanza.it/it/dividendo-banca-generali-acconto-saldo-e-date-stacco"><strong>Banca Generali:</strong></a> Il Cda di Banca Generali ha proposto all’Assemblea degli azionisti un dividendo di 2,90 euro per azione, composto da un acconto di €2,20 per azione che staccherà&nbsp; il 18 maggio 2026, data di pagamento 20 maggio 2026 e un saldo di 0,70 euro a febbraio 2027.</li></ul><ul><li><strong>Piaggio</strong>: Piaggio staccherà un dividendo di 0,057 per azione. Il dividendo sarà staccato il 21 settembre 2026, con pagamento dal giorno 23 settembre 2026.</li></ul><ul><li><strong>Mondadori Editore</strong>: Mondadori Editore staccherà un dividendo complessivo di 0,154 euro per azione, di cui la prima parte di 0,077 euro già distribuita a maggio 2026. La seconda tranche da 0,077 euro sarà distribuita il 23 novembre 2026, con pagamento dal 25 novembre.</li></ul><p><br/></p><ul><li><a href="https://www.orafinanza.it/it/dividendo-banca-generali-acconto-saldo-e-date-stacco"><strong>Banca Generali:</strong></a> Banca Generali staccherà un saldo dividendo pari a 0,70 euro. Il dividendo è suddiviso in due tranche, di cui l’acconto €2,20 per azione è stato staccato il 18 maggio 2026, mentre il <strong>saldo di €0,70 per azione staccherà il 22 febbraio 2027</strong> per un ammontare totale di 338,87 milioni di euro.</li></ul>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Dividendi</category>
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            <title><![CDATA[Banco Bpm, analisti positivi dopo la trimestrale]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-banco-bpm-analisti-positivi-dopo-la-trimestrale/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-banco-bpm-analisti-positivi-dopo-la-trimestrale</link>
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            <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:00:39 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>I report di alcune case d’affari dopo i conti dell’istituto di Piazza Meda parlano di una solida performance operativa, oltre a puntare la lente sul possibile appeal speculativo legato ad eventuali operazioni con Crédit Agricole.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Luci su <strong>Banco Bpm</strong> dopo la diffusione dei <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-banco-bpm-guidance-buyback-risultati-semestrali-2026">risultati del secondo trimestre arrivata ieri</a>, ben accolta da mercato ed analisti, anche se oggi il titolo dell’istituto apriva in negativo (-1%) dopo il +3,93% della seduta di ieri.</p><p>L&#x27;istituto ha <strong>rivisto al rialzo l&#x27;obiettivo di distribuzione</strong> complessiva per il periodo 2024-2027, portandolo da 6 a circa 7 miliardi di euro, mantenendo al contempo un <strong>CET1 ratio</strong> atteso ben al di sopra della soglia minima del 13%.</p><p>Nel secondo trimestre l&#x27;<strong>utile netto</strong> ha raggiunto 581 milioni di euro, superando il consenso di mercato. Positivo anche l&#x27;andamento del <strong>margine di interesse</strong>, delle commissioni e della qualità del credito, con il rapporto tra crediti deteriorati lordi sceso all&#x27;1,96% e un costo del rischio inferiore alle attese.</p><p>Dopo i conti, gli analisti di <strong>Equita</strong> hanno alzato dell&#x27;8% a 16,8 euro il prezzo obiettivo sulle azioni Banco Bpm, confermando la raccomandazione hold. &quot;Risultati migliori delle attese con sorpresa da net interest income, trading e CoR. Il Cet1 al 14,4% permette un incremento della remunerazione&quot;, sintetizzano dalla sim.</p><p>Il broker riconosce una &quot;solida performance operativa&quot;, oltre a puntare la lente sul &quot;possibile appeal speculativo legato ad eventuali operazioni con Crédit Agricole&quot;.</p><p>Tra gli altri analisti, ieri era arrivato il report di <strong>Barclays </strong>(raccomandazione overweight e prezzo obiettivo a 17,2 euro), secondo il quale i risultati del secondo trimestre sono &quot;solidi&quot; e apprezza la revisione al rialzo delle previsioni, &quot;in particolare per quanto riguarda la distribuzione&quot;.</p><p>Per <strong>Deutsche Bank</strong>, Piazza Meda ha &quot;registrato un trimestre solido&quot; con un &quot;utile netto&quot; superiore alle stime &quot;grazie a una performance molto solida su tutti i fronti, ovvero margine di interesse, commissioni, costi e costo del rischio&quot;.</p><p>I conti di Bpm sono &quot;ben al di sopra delle attese&quot;, soprattutto per l&#x27;utile netto del periodo aprile-giugno 2026, &quot;grazie a una top line migliore e a un minor costo del rischio&quot;, scrive invece <strong>WebSim Intermonte</strong>.</p><p>Oltretutto la casa d&#x27;affari ha <strong>confermato il target price sul titolo a 15,7 euro</strong>, con raccomandazione neutral, poiché ritiene che &quot;l&#x27;attuale valutazione incorpori già il migliorato profilo di utili insieme a un certo appeal speculativo su fronte M&amp;A, non sufficiente in questa fase a giustificare una view più costruttiva&quot;.</p><p>La banca d&#x27;affari incorpora inoltre 750 milioni di euro di buyback nelle proprie previsioni, stimando una distribuzione complessiva di circa 7,1 miliardi nel quadriennio 2024-2027.</p><p>Sul fronte strategico, il management di Banco Bpm ha confermato <strong>l&#x27;interruzione delle discussioni con Mps</strong> per una possibile fusione tra pari.</p><p>&quot;Come nell&#x27;Odissea alcune rotte si chiudono e altre si aprono, dal nostro porto sicuro continueremo il nostro viaggio pienamente convinti di esplorare ogni opzione strategica&quot;, spiegava l’ad di Mps, <strong>Luigi Lovaglio</strong>, utilizzando una metafora letteraria, a proposito della decisione di Banco Bpm di interrompere le trattative per una integrazione alla pari.</p><p>Tornando sul riferimento dell&#x27;Odissea, Lovaglio ha aggiunto che, &quot;come ho detto alcune rotte si chiudono e altre si aprono. Essendo un navigatore esperto so che i venti possono cambiare, a volte ti spingono e a volte ti riportano al porto di partenza. La nostra responsabilità è essere pronti a sfruttare i venti migliori&quot;.</p><p>Da Piazza Meda hanno <strong>ribadito invece l&#x27;interesse per una potenziale operazione con Crédit Agricole Italia</strong>.</p><p>Secondo Barclays, un&#x27;eventuale intesa con i francesi rappresenta il <strong>principale fattore di rialzo</strong> per il caso d&#x27;investimento, con un potenziale incremento a doppia cifra dell&#x27;utile per azione in funzione delle valutazioni e delle sinergie realizzabili.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[IonQ e Rigetti battono le attese. Facciamo il punto sul quantum computing]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/ionq-e-rigetti-battono-le-attese-facciamo-punto-sul-quantum-computing/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=ionq-e-rigetti-battono-le-attese-facciamo-punto-sul-quantum-computing</link>
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            <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 08:45:59 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Ricavi superiori alle previsioni per entrambe le società, e IonQ alza anche la guidance 2026. Le perdite restano enormi, ma nel quantum computing il mercato guarda soprattutto alla tecnologia, ai contratti governativi e alle risorse necessarie per arrivare alla commercializzazione su larga scala.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>IonQ e Rigetti Computing hanno battuto le attese di Wall Street nel secondo trimestre, confermando la crescita commerciale del quantum computing. Ma gli investitori hanno accolto i risultati senza entusiasmo: IonQ giovedì ha perso lo 0,5% a 39,72 dollari, mentre Rigetti ha ceduto il 3,5% nell’after-hours, a 16,53 dollari.</p><p>Una reazione apparentemente sorprendente davanti a numeri migliori delle previsioni, ma che dice molto della particolare fase attraversata dal settore. <strong>Per società come IonQ e Rigetti i risultati trimestrali hanno ancora un&#x27;importanza relativa. Il quantum computing rimane un business embrionale</strong>, nel quale gli investitori scommettono soprattutto sui progressi tecnologici e sulla possibilità di arrivare, verso la fine del decennio, a sistemi utilizzabili su larga scala.</p><p>La questione fondamentale, quindi, non è quanto fatturano oggi queste aziende, ma quale posizione stanno costruendo nel futuro mercato del quantum e se dispongono delle risorse finanziarie necessarie per arrivarci.</p><p><br/></p><p>Fra le due società, IonQ è di gran lunga quella che ha raggiunto le maggiori dimensioni commerciali. <strong>Nel secondo trimestre i ricavi sono saliti a 80,1 milioni di dollari, quasi quattro volte quelli dello stesso periodo del 2025 e nettamente superiori ai 66,5 milioni previsti dagli analisti.</strong></p><p>La perdita rettificata per azione è stata di 33 centesimi, contro i 56 centesimi attesi dal mercato.</p><p>La crescita è stata sostenuta dalla diffusione del computer quantistico Tempo e dalla domanda per i servizi cloud della società. <strong>Secondo l&#x27;amministratore delegato Niccolo de Masi, il 60% dei clienti di IonQ acquista ormai più di un prodotto e stanno aumentando anche le vendite internazionali.</strong></p><p>Ancora più significativa è stata la revisione delle previsioni per l&#x27;intero esercizio. IonQ si aspetta ora ricavi compresi fra 280 e 290 milioni di dollari, rispetto alla precedente indicazione di 260-270 milioni e ai 268,6 milioni stimati dal consensus.</p><p>«Abbiamo avuto cinque o sei trimestri spettacolari di seguito», ha commentato de Masi a <em>Barron</em>&#x27;s, sostenendo che la strategia adottata dalla società sta funzionando sia dal punto di vista tecnologico sia da quello commerciale.</p><p><br/></p><p>Naturalmente c&#x27;è l&#x27;altra faccia della medaglia. IonQ continua a bruciare una quantità impressionante di denaro. <strong>La perdita netta trimestrale ha sfiorato 1,9 miliardi di dollari, mentre la perdita Ebitda rettificata è stata di 120,3 milioni</strong>, contro rispettivamente 177,5 milioni e 36,5 milioni nello stesso periodo dell&#x27;anno precedente.</p><p>Una parte importante dell&#x27;aumento dei costi è collegata alla strategia di acquisizioni con cui IonQ sta cercando di trasformarsi da produttore di computer quantistici in un gruppo tecnologico molto più ampio, attivo anche nel networking, nei sensori e nella produzione di semiconduttori.</p><p><strong>L&#x27;operazione più importante è l&#x27;acquisizione per 1,8 miliardi di dollari di SkyWater Technology, appena completata dopo il via libera della Federal Trade Commission.</strong> Grazie a SkyWater, IonQ dispone ora di proprie fonderie negli Stati Uniti e può controllare direttamente una parte fondamentale della catena produttiva, dalla fabbricazione dei semiconduttori al chip design e al packaging avanzato.</p><p><br/></p><p>Il quantum computing è ormai considerato una tecnologia strategica dal governo americano e questo rappresenta un altro elemento fondamentale per valutare le prospettive delle società del settore.</p><p><em>Barron</em>’s riporta che <strong>IonQ ha costituito alla fine dello scorso anno una divisione dedicata ai clienti membri della pubblica amministrazione Usa e de Masi ha partecipato in luglio a un summit alla Casa Bianca. Il Ceo ha ricordato i numerosi contratti e programmi di ricerca in corso con il governo americano </strong>e ha anticipato che potrebbero arrivare nuovi annunci nella seconda metà dell&#x27;anno.</p><p>La società non ha invece partecipato all&#x27;accordo preliminare raggiunto in maggio dal Dipartimento del Commercio con alcune aziende americane del quantum, che prevede finanziamenti federali in cambio di partecipazioni azionarie. Fra le società coinvolte c&#x27;è Rigetti.</p><p><br/></p><p>I numeri di Rigetti mostrano una società in una fase commerciale decisamente meno avanzata rispetto a IonQ. <strong>I ricavi del secondo trimestre sono stati pari a 5,14 milioni di dollari, contro 1,8 milioni di un anno prima e 4,4 milioni del primo trimestre.</strong> Il fatturato ha superato, sia pure di poco, i 5,09 milioni previsti dagli analisti.</p><p>La perdita rettificata è stata di 5 centesimi per azione, in linea con il consensus, mentre <strong>la perdita operativa è aumentata a 28,1 milioni di dollari dai 20,4 milioni dello stesso periodo del 2025.</strong></p><p><br/></p><p>Rigetti utilizza computer quantistici basati su circuiti superconduttori, una delle tecnologie più mature e finanziate del settore, ma cerca di distinguersi attraverso un&#x27;architettura basata sui chiplet.</p><p>Uno dei grandi problemi del quantum computing è aumentare il numero dei qubit senza provocare contemporaneamente un aumento degli errori. <strong>Rigetti punta a costruire sistemi più potenti collegando fra loro diversi chip, invece di concentrare un numero sempre maggiore di qubit su un singolo processore.</strong></p><p>L&#x27;inizio del 2026 non era stato semplice: la società aveva dovuto rinviare il lancio del sistema Cepheus-1-108Q per raggiungere alcuni obiettivi tecnici. Negli ultimi mesi sono però arrivati segnali più incoraggianti sul fronte commerciale.</p><p>Rigetti sta consegnando sistemi basati sul processore Novera e ha ricevuto un importante ordine da un centro di ricerca indiano. <strong>È prevista inoltre la fornitura di un computer quantistico al Pittsburgh Supercomputing Center nell&#x27;ambito di un progetto finanziato dalla National Science Foundation e sviluppato attraverso la partnership strategica con Hewlett Packard Enterprise.</strong></p><p>Le vendite di sistemi installati direttamente presso i clienti saranno uno degli indicatori più importanti da seguire: ogni macchina vale milioni di dollari e un aumento delle consegne potrebbe quindi modificare rapidamente le dimensioni del fatturato di Rigetti.</p><p><br/></p><p>Anche per Rigetti il rapporto con Washington può diventare decisivo. In maggio la società ha firmato una lettera d&#x27;intenti con il Dipartimento del Commercio che prevede 100 milioni di dollari di finanziamenti federali in cambio di una partecipazione azionaria di valore corrispondente. L&#x27;accordo, ha precisato la società, deve ancora essere perfezionato.</p><p><strong>Il sostegno pubblico rappresenta una forte validazione della tecnologia di Rigetti</strong>, ma soprattutto contribuisce a risolvere il problema che accompagna praticamente tutte le società pure player del quantum computing: finanziare per anni investimenti molto elevati prima che il mercato raggiunga dimensioni sufficienti a rendere sostenibile il business.</p><p><strong>Rigetti ha chiuso giugno senza debiti e con 541,3 milioni di dollari fra liquidità, equivalenti e investimenti disponibili per la vendita</strong>. Una riserva considerevole rispetto alle attuali dimensioni della società e alle perdite operative.</p><p><br/></p><p>IonQ e Rigetti si trovano dunque in posizioni molto diverse. La prima ha già raggiunto ricavi significativamente superiori, sta costruendo attraverso acquisizioni una piattaforma tecnologica integrata e dispone di rapporti consolidati con il governo americano. La seconda rimane molto più piccola, ma sta cercando di ritagliarsi uno spazio attraverso la propria architettura tecnologica, le vendite di sistemi e il sostegno federale.</p><p><strong>Entrambe, però, condividono la caratteristica fondamentale dell&#x27;intero settore: continuano a perdere molto denaro.</strong></p><p><strong>È anche per questo che Wall Street ha reagito con relativa indifferenza a risultati trimestrali migliori delle attese. Nel quantum computing di oggi qualche milione di ricavi in più o in meno difficilmente cambia la valutazione di lungo periodo.</strong></p><p>La partita vera si gioca sulla capacità di migliorare le macchine, conquistare clienti, stringere alleanze strategiche e mantenere abbastanza risorse finanziarie per continuare a investire.</p><p>Per IonQ e Rigetti, come per gran parte dei loro concorrenti, il traguardo decisivo rimane la fine del decennio, quando il quantum computing dovrebbe cominciare a dimostrare se può trasformarsi da grande promessa tecnologica in un vero mercato industriale.</p><p></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Approfondimenti</category>
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            <title><![CDATA[Dividendo Tenaris 2027: acconto, saldo e date stacco]]></title>
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            <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 08:00:39 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Tenaris staccherà un acconto dividendo di 0,59 dollari per azione il 23 novembre 2026.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Il CdA di Tenaris ha approvato la distribuzione di un <strong>acconto dividendo Tenaris pari a 0,59 dollari per azione </strong>(1,18 dollari per ADS), corrispondente a circa 600 milioni di dollari.</p><p>L&#x27;ammontare dell’acconto è stato reso noto il 5 agosto in occasione della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre 2026 (come da <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-tenaris-calendario-finanziario">calendario finanziario Tenaris</a>).</p><p><strong>Quando stacca il dividendo Tenaris? </strong>Il dividendo staccherà il <strong>23</strong> <strong>novembre 2026 </strong>per i titoli quotati in Europa e Messico, mentre per quelli quotati negli Stati Uniti il 24 novembre.<br/></p><p>Il diritto a percepire il dividendo si concretizza solamente se gli azionisti mantengono le azioni Tenaris in portafoglio fino al 23 novembre, giorno dello stacco del dividendo. La data di stacco, o ex-date, rappresenta il momento in cui Tenaris riconosce ufficialmente il diritto al dividendo. Pertanto, per essere idonei a ricevere il dividendo, occorre <strong>aver acquistato le azioni Tenaris entro venerdì 20 novembre</strong>, ovvero il giorno prima della data di stacco. Acquistare le azioni il giorno stesso dello stacco non garantisce il diritto al dividendo.</p><p><strong>Quando paga il dividendo Tenaris?</strong> Il dividendo Tenaris verrà messo in pagamento dal <strong>25 novembre 2026</strong>. La data di pagamento segna il momento in cui gli investitori ricevono i proventi.</p><p><a href="https://www.orafinanza.it/it/dividendi-2023-calendario-dividendi-borsa-italiana">Consulta il calendario aggiornato dei dividendi Ftse Mib.</a></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Dividendi</category>
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            <title><![CDATA[Generali, semestre leggermente migliore delle attese]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-assiurazioni-generali-risultati-primo-semestre-2026/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-assiurazioni-generali-risultati-primo-semestre-2026</link>
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            <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 08:00:30 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il management della Compagnia del Leone parla di crescita eccellente nei primi sei mesi dell’anno, con tutti i segmenti di business in aumento mentre l’attuazione del piano procede in maniera positiva.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>“Eccellente crescita del risultato operativo e dell’utile netto normalizzato grazie a tutti i segmenti di business”. Con queste parole, il management di <strong>Assicurazioni Generali</strong> parla dei risultati del primo semestre 2026 diffusi ieri a mercato chiuso, sottolineando la “solida crescita dei principali indicatori”.</p><p>I premi complessivi salgono a <strong>53,4 miliardi di euro, in aumento del 5,8%</strong>, sostenuti sia dal segmento Danni, che registra una crescita del 6,3%, sia dal Vita, in progresso del 5,5%. Particolarmente positivo l’andamento della <strong>raccolta netta Vita</strong>, che raggiunge 8,3 miliardi, mentre il <strong>New Business Value</strong> cresce in modo significativo a 1,9 miliardi, con un incremento del 21,1%.</p><p>Nel comparto Danni, il <strong>Combined Ratio si attesta al 91,5%</strong>, in aumento di 0,5 punti percentuali, mentre il Combined Ratio non attualizzato sale al 93,8%, segnando un incremento di 0,7 punti. L’andamento degli indicatori è stato condizionato in particolare dalla maggiore incidenza degli eventi catastrofali naturali (<strong>Nat-Cat</strong>), che hanno avuto un impatto negativo per 1,9 punti percentuali.</p><p>Particolarmente forte la performance sul fronte della redditività, con il <strong>risultato operativo che sale a 4,5 miliardi, in crescita dell’11,2%</strong>, grazie al contributo positivo di tutti i segmenti di attività. Bene anche l’<strong>Asset &amp; Wealth Management</strong>, il cui risultato operativo aumenta del 31,3%, sostenuto dall’andamento positivo di entrambe le divisioni. Il <strong>risultato netto normalizzato</strong> raggiunge così 2,5 miliardi, con una crescita del 13,7%, mentre l’<strong>utile per azione normalizzato</strong> sale a 1,68 euro, segnando un progresso del 14,3%.</p><p>Sul fronte patrimoniale, gli <strong>asset under management (AUM) complessivi del Gruppo</strong> aumentano a 944 miliardi, in crescita del 4,9% rispetto alla fine del 2025.</p><p>Si conferma inoltre la solidità finanziaria di Generali, con un <strong>Solvency Ratio pari al 216%</strong>, rispetto al 219% di fine 2025. Il dato, sottolinea il gruppo, beneficia della forte generazione di capitale e include già l’impatto del <strong>programma di buyback da 500 milioni di euro</strong>.</p><p>“Gli eccellenti risultati del Gruppo dimostrano l’ottimo progresso del nostro piano ‘Lifetime Partner 27: Driving Excellence’, grazie alla performance molto solida di tutti i segmenti”, spiega nella nota <strong>Philippe Donnet</strong>.</p><p>“Nel business assicurativo, Vita e Danni proseguono nella solida traiettoria di sviluppo del risultato operativo e della redditività tecnica, nonostante un maggiore impatto delle catastrofi naturali. La nostra piattaforma di Asset Management continua ad ampliare il portafoglio di clienti terzi, mentre Banca Generali conferma ancora una volta il successo del proprio modello di business. Questa performance riflette l’impegno di tutti i nostri colleghi e della nostra rete distributiva”, aggiunge il manager.</p><p>Per quanto riguarda il <strong>futuro</strong>, Donnet spiega che la società continuerà “a perseguire l’eccellenza nelle relazioni con i clienti, nelle competenze core e nel modello operativo del Gruppo, facendo leva sull’AI e sull’uso dei dati e con un forte focus sulla sostenibilità. Proseguiremo in questo percorso positivo che ha alla base costanza, disciplina e una visione di lungo termine, restando fortemente focalizzati sul raggiungimento degli ambiziosi obiettivi del nostro piano e sulla creazione di valore per tutti i nostri stakeholder”.</p><p>A Piazza Affari, intanto, accoglienza fredda per i conti: le azioni Generali cedono lo 0,30% dopo un’ora di scambi, <strong>scendendo così a 44,70 euro</strong>.</p><p>I risultati sono &quot;forti&quot;, commentano gli analisti di <strong>Banca Akros</strong>, che evidenziano poi come &quot;la performance sia accelerata nel secondo trimestre&quot;. Le stime di Eps 2026-2028 vengono aumentate di una bassa singola cifra percentuale e il broker ha alzato da 42 a 45 euro il target price sulle azioni Generali, confermando la raccomandazione neutral.</p><p><strong>Jefferies</strong> conferma la raccomandazione buy, sottolineando come i conti abbiano mostrato un risultato operativo del 3% migliore del consenso e un utile netto adjusted del 5% superiore alle attese del mercato, sottolineano gli analisti.</p><p>Infine, <strong>Alphavalue</strong> conferma la raccomandazione add con prezzo obiettivo posto a 48,1 euro. Il gruppo, commentano gli analisti, ha messo a segno &quot;un altro set di risultati forti&quot;, con una performance &quot;forte&quot; in tutte le divisioni.</p><p><em>Fonte: sito web ufficiale di Generali</em></p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Mps, primo semestre con ricavi in crescita]]></title>
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            <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 07:30:57 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il management della banca senese parla di crescita profittevole, qualità della performance operativa, solidità patrimoniale e capacità di generare valore in modo sostenibile.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Arrivati i conti di <strong>Banca Monte dei Paschi di Siena</strong> al 30 giugno 2026, caratterizzati da una crescita per l’istituto guidato da <strong>Luigi Lovaglio</strong>.</p><p>La banca ha realizzato <strong>ricavi</strong> per 4,024 miliardi di euro, segnando così una crescita (+4,1%) rispetto ai 3,866 miliardi dei primi sei mesi del 2025.</p><p>Il <strong>margine di interesse</strong> nel periodo è stato di 2,097 miliardi, in linea con il dato dello scorso anno (2,091 miliardi), mentre sono aumentate (+3,6%) le <strong>commissioni nette</strong> (1,288 miliardi) grazie alla crescita del comparto delle attività di gestione/intermediazione e consulenza (+5,4%, pari a +42,6 milioni) che ha beneficiato sia di maggiori proventi legati all&#x27;operatività CIB, sia di maggiori proventi legati alla gestione del risparmio (maggiori flussi collocati alla clientela e crescita dei volumi medi gestiti).</p><p>Sostanzialmente stabili le <strong>commissioni sull&#x27;attività bancaria commerciale</strong> (+0,2%, pari a +1,1 milioni).</p><p>Il <strong>risultato operativo netto</strong> è arrivato a 2,008 miliardi, salendo del 8,2% rispetto allo stesso periodo dell&#x27;anno precedente, grazie ad un contributo del secondo trimestre pari a 1,060 miliardi (+11,8%).</p><p>I <strong>volumi di raccolta complessiva</strong> sono risultati pari a 371,3 miliardi, in crescita del 3,0% (pari a +10,7 miliardi escludendo gli effetti della cessione di MP Banque) rispetto al 31 marzo 2026, trainati dalla raccolta indiretta (+8,6 mld di euro); in crescita anche la raccolta diretta (+2,1 miliardi).</p><p>Infine, per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 30 giugno 2026 il <strong>Common Equity Tier 1 Ratio </strong>si è attestato a 16,3% (rispetto al 15,9% del 31 marzo 2026 e al 16,2% del 31 dicembre 2025) e il Total Capital Ratio è risultato pari a 18,3% (rispetto al 17,9% del 31 marzo 2026 e al 18,4% del 31 dicembre 2025). Tali valori non includono gli utili di periodo, prevedendo un dividend pay-out fino al 100% dell&#x27;utile netto del gruppo.</p><p>“I risultati del primo semestre dell’anno confermano la forza della dimensione industriale del gruppo: crescita profittevole, qualità della performance operativa, solidità patrimoniale e capacità di generare valore in modo sostenibile”, scrive il management della banca nella nota diffusa stamattina.</p><p>Passando al secondo trimestre, l’utile di 610 milioni consente al risultato netto del primo semestre di superare l’asticella di 1 miliardo (1,1 miliardi) in crescita del 25% rispetto allo scorso anno su base omogenea includendo Mediobanca, <strong>superando la stima di consenso degli analisti</strong>.</p><p>Il completamento dell&#x27;integrazione con Mediobanca <strong>è previsto nel quarto trimestre</strong> mentre il cda presieduto da Cesare Bisoni rende noto che “con il supporto degli advisor, proseguono le analisi delle opzioni strategiche, secondo un approccio rigoroso e finalizzato alla massimizzazione del valore nel lungo periodo per tutti gli strakeholder”.</p><p>Il margine di interesse del trimestre, pari a 1,062 miliardi, scrive la banca, evidenzia un aumento del 2,5% rispetto al primo trimestre 2026. In questo caso, la crescita è stata registrata principalmente sui rapporti con clientela al costo ammortizzato, grazie all&#x27;aumento dei volumi medi di impiego, a fronte di una sostanziale stabilità dei tassi.</p><p>“Il gruppo continua a rafforzare il proprio ruolo nel sistema bancario, sostenuto da un modello di business sempre più diversificato e con un network altamente competitivo e radicato sul territorio”, sottolinea la banca nella nota.</p><p>A Piazza Affari, però, l’accoglienza è fredda per le azioni Mps: +0,50% nei primi minuti di scambi dopo la diffusione dei conti, scambiate intorno quota 12 euro.</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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        </item>
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            <title><![CDATA[Un altro fronte di guerra in Medio Oriente]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/un-altro-fronte-di-guerra-in-medio-oriente/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=un-altro-fronte-di-guerra-in-medio-oriente</link>
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            <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il rapporto di oggi dovrebbe confermare un mercato del lavoro stabile ma non brillante: tasso di disoccupazione fermo al 4,2% e circa 80.000 nuovi posti di lavoro non agricoli attesi a luglio, dopo i 57.000 di giugno. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro dovrebbe rimbalzare dopo il minimo di cinque anni toccato a giugno.</p><p>Un dato in linea con le attese, specie con disoccupazione al 4,1%, lascerebbe aperta la porta a un rialzo dei tassi a settembre.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Le borse stanno rallentando in vista dell’arrivo dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti, dietro al lieve calo di ieri di Wall Street c’è anche il nuovo balzo del prezzo del petrolio.</p><p><strong>Il future del Dax di Francoforte è sulla parità.</strong></p><p><strong>Le borse dell’Asia Pacifico</strong> sono intorno alla parità al termine di una settimana dal bilancio positivo per Shanghai, Tokyo e Taipei, negativa per Seul ed Hong Kong.</p><p><strong>Il rapporto di oggi sull&#x27;occupazione negli Stati Uniti dovrebbe confermare un mercato del lavoro stabile ma non brillante: tasso di disoccupazione fermo al 4,2% e circa 80.000 nuovi posti di lavoro non agricoli attesi a luglio, dopo i 57.000 di giugno. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro dovrebbe rimbalzare dopo il minimo di cinque anni toccato a giugno</strong>.</p><p>Gli economisti descrivono una situazione di equilibrio: né assunzioni in forte accelerazione né licenziamenti di massa, con l&#x27;economia che finora ha retto alla guerra con l&#x27;Iran, giunta al sesto mese. «La situazione rimane relativamente stabile, senza che il mercato del lavoro sia particolarmente forte o debole», ha detto Brian Bethune (Boston College).</p><p>La crescita prevista, pur sotto la media di 111.000 posti al mese del secondo trimestre, resterebbe ben oltre i 20-50.000 necessari per assorbire l&#x27;aumento della popolazione in età lavorativa, soglia ridotta dalla stretta sull&#x27;immigrazione voluta da Trump. Grande attenzione anche alle revisioni di maggio e giugno, dopo che i tagli dello scorso anno costarono il posto alla commissaria BLS Erika McEntarfer, licenziata da Trump senza prove di manipolazione dei dati.</p><p>Alcuni economisti, tra cui Veronica Clark (Citigroup), notano segnali di possibili revisioni al ribasso nei dati JOLTS. Attesa una ripresa nel tempo libero/ospitalità dopo il calo record di 61.000 posti a giugno, mentre il manifatturiero potrebbe accelerare dopo il balzo dell&#x27;indice ISM sull&#x27;occupazione. La crescita salariale annua dovrebbe restare al 3,5%.<br/><strong>Un dato in linea con le attese, specie con disoccupazione al 4,1%, lascerebbe aperta la porta a un rialzo dei tassi a settembre.</strong><br/>Per Shruti Mishra (Bank of America) i rischi al ribasso che avevano motivato i tagli dello scorso anno “si sono dissipati”.</p><p><strong>Il petrolio tipo WTI</strong> è salito ieri di quasi il 5%, stamattina l’apprezzamento continua. Il greggio del Texas è scambiato a 78 dollari il barile.</p><p><strong>Gli Houthi hanno condotto un attacco &quot;su larga scala” contro le forze del governo yemenita sostenuto dall&#x27;Arabia Saudita</strong>, colpendo la regione sud-occidentale saudita di Najran.<br/>Il gruppo militante, sostenuto dall&#x27;Iran, ha dichiarato giovedì che attacchi con droni e missili nel nord e nell&#x27;est dello Yemen hanno ucciso e ferito &quot;centinaia&quot; di soldati, secondo un comunicato su Telegram. L&#x27;Associated Press aveva precedentemente affermato che almeno 30 soldati del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale erano stati uccisi negli attacchi.<br/>Gli Houthi hanno affermato che l&#x27;operazione è stata condotta in risposta a quello che hanno descritto come &quot;un massiccio rafforzamento militare saudita nelle sue fasi finali&quot;.</p><p>Gli attacchi rappresentano una delle più gravi escalation in Yemen da quando gli Houthi e la coalizione a guida saudita hanno raggiunto un cessate il fuoco nel 2022.</p><p><strong>L&#x27;Arabia Saudita si aspetta attacchi coordinati imminenti da nord e da sud da parte delle milizie irachene e degli Houthi yemeniti sotto la supervisione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, ha affermato giovedì un alto funzionario saudita a Reuters</strong>.</p><p>Riyadh continua comunque a perseguire la distensione e una soluzione negoziata, questi attacchi quindi, potrebbero avere lo scopo di ostacolare gli sforzi diplomatici.</p><p>Il 29 luglio l’Arabia Saudita aveva detto di aver effettuato attacchi insieme al CENTCOM contro gruppi sostenuti dall’Iran in Iraq, dopo averli accusati di attacchi con droni contro i propri impianti petroliferi.</p><p>Secondo quanto riportato dai media locali, l&#x27;Iran cercherà di impedire alle navi statunitensi e israeliane di attraversare lo Stretto di Hormuz e richiederà un risarcimento ai paesi ostili prima di autorizzarne il transito. &quot;Questo non sarà certo ben accolto a Washington&quot;, ha affermato Thomas Warrick, ex funzionario del Dipartimento di Stato e ora senior fellow non residente presso l&#x27;Atlantic Council. &quot;Invece di fare concessioni da entrambe le parti, entrambe le parti stanno aumentando le proprie richieste&quot;.<br/>Tuttavia, interrogato giovedì sera alla Casa Bianca sui negoziati, il presidente Donald Trump ha risposto: &quot;Procedono bene”.</p><p><strong>Le esportazioni e le importazioni cinesi sono aumentate vertiginosamente a luglio, secondo i dati ufficiali, grazie al boom dell&#x27;intelligenza artificiale</strong> che ha incrementato la domanda internazionale di prodotti tecnologici cinesi. Le esportazioni sono cresciute del 23,9% su base annua il mese scorso, secondo quanto riportato dall&#x27;Amministrazione generale delle dogane. Le importazioni, invece, sono aumentate del 27,5%, sebbene questa cifra sia inferiore al +36% registrato a giugno.</p><p>Gli Stati Uniti hanno colto di sorpresa la Banca Centrale Europea la scorsa settimana con il loro storico intervento valutario a sostegno del Giappone, il Financial Times riporta che la controparte di Francoforte è stata informata delle vendite di euro.</p><p>La presidente della BCE Christine Lagarde e il segretario al Tesoro Scott Bessent hanno discusso della transazione sabato, dopo che l&#x27;operazione del 31 luglio da parte degli Stati Uniti era stata eseguita, afferma il quotidiano.</p><p>Alcuni alti funzionari della BCE considerano l&#x27;utilizzo da parte degli Stati Uniti di euro, anziché dollari, come una violazione senza precedenti delle consolidate convenzioni sulla cooperazione tra le autorità monetarie occidentali, hanno affermato le fonti.</p><p><strong>Banca Monte Paschi</strong> ha chiuso il primo semestre con un utile netto di pertinenza della capogruppo di 1,118 miliardi di euro, in aumento del 25,3% rispetto allo stesso periodo del 2025 su dati riesposti per includere Mediobanca.</p><p><br/></p><p><strong>Generali</strong> ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile netto rettificato di 2,543 miliardi di euro, in aumento del 13,7% rispetto allo stesso periodo dell&#x27;anno precedente, sostenuto dalla crescita di tutte le divisioni operative.<br/>Avvierà un buyback da 500 milioni di euro il 10 agosto.</p><p>Il Ceo Philippe Donnet ha detto, a proposito delle indiscrezioni riguardanti la compagnia scaturite dall&#x27;offerta di Intesa su Mps, che &quot;tutta la squadra è focalizzata sull&#x27;implementazione del piano strategico&quot;. &quot;Andiamo avanti senza pensarci&quot;, ha aggiunto.</p><p>Ha anche detto che &quot;al fine di tutelare l&#x27;indipendenza e l&#x27;integrità del gruppo tutte le implicazioni devono essere valutate con massima attenzione e cura anche da parte di tutte le autorità competenti, italiane ed europee”.</p><p><br/></p><p><strong>Unipol</strong> chiude il primo semestre del 2026 con un utile netto consolidato &#x27;reported&#x27; di 913 milioni di euro, in aumento del 46,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, sostenuto dal miglioramento della redditività assicurativa e dalla gestione finanziaria.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>La Finestra sui Mercati</category>
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            <title><![CDATA[Prima che l’IA possa offrire vantaggi tangibili, deve prima essere finanziata]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/prima-che-ia-possa-offrire-vantaggi-tangibili-deve-prima-essere-finanziata/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=prima-che-ia-possa-offrire-vantaggi-tangibili-deve-prima-essere-finanziata</link>
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            <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 06:15:27 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Attesi oggi dati importanti sul mercato del lavoro USA, capaci di muovere il dollaro e i rendimenti dei Treasury. Gli investitori si chiedono da tempo chi continuerà ad acquistare tutto il debito pubblico statunitense.</p><p><em>A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM</em></p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi i mercati avranno gli occhi puntati soprattutto sugli Stati Uniti, dove arriva il dato più atteso della settimana: l’Employment Situation di luglio. Alle 14:30 sono attesi i Nonfarm Payrolls, il tasso di disoccupazione e le dinamiche salariali. Dopo il risultato piuttosto debole di giugno (+57k posti), le attese sono per una creazione di occupazione intorno ai 70k unità, con il tasso di disoccupazione che dovrebbe restare fermo al 4,2%. Anche la crescita delle retribuzioni orarie è vista stabile (+0,3% mensile e +3,5% annuo).</p><p></p><p>Si tratta di un numero capace di muovere in modo significativo sia il dollaro sia i rendimenti dei Treasury. Un dato sotto le attese, specialmente se accompagnato da un rialzo della disoccupazione, potrebbe riaccendere le scommesse su un orientamento più accomodante della Fed. Al contrario, un risultato solido o superiore alle previsioni rafforzerebbe l’idea di un’economia ancora resiliente darebbe impulso alla Fed per aumentare i tassi.</p><p></p><p>Sul fronte europeo la giornata è più leggera, ma non del tutto priva di spunti. La Germania pubblicherà la produzione industriale di giugno, attesa in netto rallentamento dopo il buon risultato del mese precedente. In contemporanea usciranno anche i dati sulla bilancia commerciale tedesca, mentre dalla Francia arriveranno sia il saldo commerciale sia il tasso di disoccupazione del secondo trimestre. Questi numeri serviranno soprattutto a capire se l’industria europea, e in particolare quella tedesca, continua a mostrare segnali di debolezza o se emergono i primi indizi di una stabilizzazione.</p><p></p><p>Sono ormai anni che gli investitori obbligazionari si pongono una domanda ricorrente: chi continuerà ad acquistare tutto il debito pubblico statunitense? I deficit federali rimangono elevati, il fabbisogno di finanziamento continua a crescere e la Fed non è più l&#x27;acquirente dominante che era durante l&#x27;era del QE. Gli investitori si sono concentrati sempre più sulla capacità del mercato di assorbire un flusso costante di emissioni di titoli del Tesoro. Ma cosa succederebbe se la domanda si spostasse ora su chi altro ha bisogno di accedere al capitale, per esempio le società dell’IA?</p><p></p><p>E questo ci porta dritti al tema dello sviluppo dell&#x27;IA. La maggior parte delle discussioni intorno dell’IA si concentra su produttività, innovazione e crescita dei profitti. Prima che questa possa offrire vantaggi tangibili, deve prima essere finanziata. Occorre quindi costruire data center, espandere la produzione di energia, ammodernare le reti di trasmissione e produrre semiconduttori avanzati richiede e questo richiese enormi quantità di capitale.</p><p></p><p>L&#x27;intelligenza artificiale è già diventata uno dei maggiori cicli di investimento nella storia degli Stati Uniti, avvicinandosi alla costruzione delle ferrovie in termini di quota della spesa totale nell&#x27;economia. Tuttavia, i guadagni di produttività potrebbero impiegare anni per concretizzarsi pienamente, mentre il fabbisogno di finanziamenti si sta manifestando ora. Per i mercati obbligazionari, ciò significa una crescente domanda di capitale a lungo termine, mentre allo stesso tempo il fabbisogno di finanziamento del Tesoro rimane elevato. I titoli del Tesoro statunitensi e le emissioni obbligazionarie societarie legate all&#x27;IA sono asset diversi, ma in definitiva attraggono molti degli stessi investitori orientati al reddito a lungo termine. Il risultato è una crescente concorrenza per il capitale. E la storia suggerisce che i mercati reagiscono alla concorrenza attraverso la determinazione dei prezzi. Gli investitori potrebbero quindi richiedere rendimenti più elevati per assorbire l&#x27;offerta aggiuntiva. Gli emittenti societari potrebbero dover offrire maggiori concessioni per portare le operazioni sul mercato. Non escludiamo che gli spread creditizi possano ampliarsi man mano che gli investitori diventano più selettivi, soprattutto se le emissioni continuano ad accelerare.</p><p></p><p>Una ricerca della Fed di Dallas (come il finanziamento del debito tramite IA influisce sull&#x27;offerta di duration e sui tassi di interesse) dello scorso febbraio individua diversi canali attraverso i quali il finanziamento dell&#x27;IA potrebbe influenzare i mercati obbligazionari. Tra questi figurano le emissioni di obbligazioni societarie di alta qualità, le strategie di investimento che aumentano la domanda di obbligazioni a lungo termine senza acquistarle direttamente e la possibilità per le società che emettono titoli legati all&#x27;IA di competere con i debitori tradizionali per attrarre capitali dagli investitori.</p><p></p><p>Gli investitori spesso considerano l&#x27;intelligenza artificiale (IA) come un&#x27;opportunità di investimento azionario. Tuttavia, potrebbe diventare sempre più anche un&#x27;opportunità di investimento obbligazionario. Se l&#x27;emissione di titoli di Stato e i finanziamenti legati all&#x27;IA continueranno a crescere simultaneamente, i rendimenti a lungo termine e i premi a termine potrebbero rimanere sotto pressione al rialzo anche se l&#x27;inflazione dovesse moderarsi.</p><p></p><p>La rivoluzione dell&#x27;IA potrebbe in definitiva stimolare la produttività e la crescita, ma i mercati devono finanziare questo futuro prima di poterne potenzialmente beneficiare. Nei prossimi mesi, riteniamo che una delle forze più importanti che plasmeranno i mercati obbligazionari potrebbe essere la crescente competizione tra data center e deficit.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Opinioni</category>
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            <title><![CDATA[SK Hynix sprofonda, riflettori sulla piattaforma Nextrade]]></title>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 13:15:17 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Dopo il calo del 10% registrato sul mercato principale di Seul sulla scia del sell-off globale dei semiconduttori, il titolo arriva a perdere il 30% nelle contrattazioni pre-apertura della borsa alternativa Nextrade, salvo recuperare gran parte delle perdite. Crescono i dubbi sul funzionamento del nuovo mercato.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Nuova giornata all&#x27;insegna dell&#x27;estrema volatilità per <strong>SK Hynix</strong>, uno dei principali produttori mondiali di chip per la memoria. </p><p>Le azioni della società sono finite sotto pressione dopo il forte ribasso registrato nella seduta regolare alla Borsa di Seul, dove il titolo ha chiuso con una perdita del 10%, penalizzato dal clima negativo che ha colpito l&#x27;intero comparto dei semiconduttori dopo le vendite viste a Wall Street. </p><p>Forte il calo anche alla borsa di New York, con un -7% nelle contrattazioni pre market USA poco prima del suono della campanella.</p><p>Alle difficoltà del mercato principale si è aggiunto un nuovo episodio di forte instabilità nelle contrattazioni di pre-apertura sulla piattaforma alternativa <strong>Nextrade</strong>. Durante la sessione iniziata alle 8 del mattino, ora locale, undici azioni sono state scambiate al prezzo di 1.168.000 won, pari al limite massimo di ribasso giornaliero del 30%.</p><p>Il movimento si è però rivelato di breve durata e, nel corso della sessione di 50 minuti, il titolo ha progressivamente recuperato terreno, chiudendo il pre-market con una flessione di circa il 2%.</p><p>Il crollo registrato sul mercato principale trova una spiegazione soprattutto nel <strong>deterioramento del sentiment verso il settore dei semiconduttori</strong>. Dopo le perdite accusate dai titoli tecnologici statunitensi, gli investitori hanno ridotto l&#x27;esposizione anche ai principali produttori asiatici di chip, trascinando al ribasso SK Hynix. Il successivo tonfo del 30% su Nextrade, invece, è stato determinato dalle particolari modalità di funzionamento della piattaforma di negoziazione, che in fase di apertura utilizza un sistema diverso rispetto alla Borsa principale e che, in presenza di una liquidità limitata e di pochi scambi, può amplificare notevolmente i movimenti dei prezzi.</p><p>Non è la prima volta che accade. Appena una settimana fa il titolo aveva già vissuto un episodio quasi identico: anche in quell&#x27;occasione le azioni erano precipitate del 30% nelle contrattazioni pre-market su Nextrade, salvo poi recuperare rapidamente gran parte delle perdite. Quel flash crash aveva avuto ripercussioni ben più ampie, provocando la liquidazione automatica di circa 60 milioni di dollari di posizioni rialziste su un contratto derivato legato a SK Hynix negoziato sulla piattaforma crypto Hyperliquid.</p><p>Il ripetersi di questi episodi sta alimentando le <strong>critiche nei confronti di Nextrade</strong>, il mercato alternativo lanciato lo scorso anno per aumentare la concorrenza al Korea Exchange offrendo orari di negoziazione più estesi e commissioni inferiori. Sebbene la piattaforma stia rapidamente conquistando quote di mercato, gli operatori temono che oscillazioni così violente possano compromettere il corretto processo di formazione dei prezzi, soprattutto nelle fasi di apertura.</p><p>La stessa Nextrade ha spiegato che, a differenza delle borse tradizionali, il mercato non utilizza più riferimenti di prezzo per determinare le quotazioni iniziali, ma si basa su un&#x27;unica fonte e adotta un sistema di negoziazione continua fin dall&#x27;avvio della seduta. Secondo la società, questo approccio è simile a quello adottato da molti sistemi di negoziazione alternativi internazionali, dove la priorità è favorire l&#x27;esecuzione degli ordini piuttosto che la determinazione del prezzo di apertura.</p><p>Per evitare il ripetersi di episodi analoghi, la piattaforma introdurrà dal prossimo 14 settembre un meccanismo di <strong>Static Volatility Interruption</strong>. Il sistema farà scattare automaticamente un&#x27;asta di due minuti ogni volta che gli ordini di acquisto o vendita si discosteranno di almeno il 10% dal prezzo di chiusura della seduta precedente, consentendo di individuare un prezzo di equilibrio prima della ripresa degli scambi.</p><p>A differenza dell&#x27;episodio della scorsa settimana, il nuovo flash crash ha avuto conseguenze molto più contenute anche sul mercato delle criptovalute.</p><p>Secondo i dati della società di analisi <strong>Allium</strong>, le liquidazioni dei contratti derivati su SK Hynix negoziati sulla blockchain Hyperliquid si sono limitate a circa 230 mila dollari.</p><p>Gli analisti spiegano che l&#x27;impatto è stato ridotto perché il precedente crollo aveva già eliminato gran parte delle posizioni speculative con leva finanziaria, rendendo il mercato meno vulnerabile a nuove oscillazioni improvvise.</p><p></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Tech in calo a Wall Street con il crollo di Sandisk]]></title>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 12:30:49 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>I future sul Nasdaq 100 cedono con il permanere delle incertezze per le alte valutazioni e le alte aspettative per le trimestrali.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Wall Street alternata prima dell’apertura, con i tech in difficoltà dopo le trimestrali di alcune grandi produttrici di chip.</p><p>Sono infatti i future sul <strong>Nasdaq 100</strong> a soffrire di più: -0,60%, mentre i contratti sul <strong>Dow Jones</strong> guadagnano lo 0,20% e quelli sullo <strong>S&amp;P500</strong> scambiano di poco sopra la parità (+0,10%).</p><p>Poco mosso il dollaro nei confronti dell’euro, con la coppia <strong>EUR/USD</strong> a 1,1543, mentre il <strong>Bitcoin</strong> resta a 64.400 dollari.</p><p>Leggera crescita per l’<strong>oro</strong>: prezzo spot a 4.250 dollari e future a 4.300 dollari l’oncia.</p><p>Dal fronte macro, oggi erano attese le <strong>richieste iniziali di disoccupazione</strong> per la settimana terminata il primo di agosto, risultate 199 mila, in linea con le attese (203 mila) e alle 197 mila precedenti.</p><p>I tech faticano oggi dopo che i risultati trimestrali di <strong>Sandisk</strong> e <strong>Western Digital</strong> non sono riusciti a sostenere lo slancio di un settore che quest’anno è diventato uno dei più gettonati a Wall Street. Le azioni <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-sandisk-guidance-trimestrale">Sandisk cedevano il 9% nel pre market USA</a>, mentre quelle di Western Digital perdevano il 14%.</p><p>Entrambe hanno comunicato ieri ricavi trimestrali superiori alle stime elaborate da LSEG, ma inferiori alle elevate aspettative del mercato.</p><p>La reazione sottolinea l’elevato livello di aspettativa fissato per i titoli preferiti dal mercato nel settore dell’IA dopo i guadagni stellari registrati quest’anno, con utili solidi e previsioni ottimistiche che non riescono a soddisfare gli investitori.</p><p>In recupero (+3%) il titolo <strong>SpaceX</strong>, vicino ai minimi storici, mentre oggi arriva la scadenza da 101 miliardi di dollari del periodo di lock-up, fattore che potrebbe mettere sotto pressione il titolo qualora gli insider decidessero di vendere le proprie azioni. Intanto, le azioni Nvidia sono salite di oltre il 3% ieri dopo che SpaceX ha dichiarato che utilizzerà esclusivamente i suoi chip.</p><p>Nel frattempo, il <strong>Brent</strong> si manteneva intorno agli 80 dollari al barile dopo che l&#x27;<strong>Iran</strong> ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con l&#x27;Oman su una rotta navale proposta attraverso <strong>lo Stretto di Hormuz</strong>, sollevando la prospettiva di una ripresa dei flussi energetici attraverso questa fondamentale via d&#x27;acqua.</p><p>Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha affermato che le due nazioni raggiungerebbero un accordo &quot;se alcune terze parti non ostacoleranno questo processo&quot;. </p><p>&quot;Fino a quando non verrà confermato uno sviluppo più positivo in Medio Oriente, e prima degli importanti dati sull&#x27;occupazione statunitense di domani, i mercati hanno assunto un atteggiamento di attesa&quot;, spiega <strong>Karl Steiner</strong>, responsabile dell&#x27;analisi presso SEB. </p><p>&quot;Questo si riflette nell&#x27;andamento del mercato azionario, in un prezzo del petrolio sostanzialmente invariato e in piccoli movimenti nel rendimento del Treasury statunitense a 10 anni”, ha aggiunto.</p><p></p><p><strong>Moderna</strong> (+3%): ieri la FDA statunitense ha approvato il vaccino contro l’influenza stagionale della società, il primo a base di RNA messaggero ad essere approvato per questa indicazione.</p><p><strong>Warner Bros Discovery</strong> (-0,60%): ha registrato ricavi pari a 8,72 miliardi di dollari nel secondo trimestre, ben al di sotto della stima di 9,29 miliardi (dati LSEG).</p><p><strong>Epam Systems</strong> (-13%): prevede ora un tasso di crescita annuo dei ricavi compreso tra il 3,2% e il 4,2%, in calo rispetto alla precedente forbice del 4,0%-6,5%.</p><p><strong>Oscar Health</strong> (+13%): secondo i dati LSEG, la società registra nel secondo trimestre un utile di 1,10 dollari per azione, contro una stima media degli analisti di 39 centesimi.</p><p></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Dividendo Banca Generali 2026: acconto, saldo e date stacco]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/dividendo-banca-generali-acconto-saldo-e-date-stacco/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=dividendo-banca-generali-acconto-saldo-e-date-stacco</link>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 09:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Banca Generali distribuirà un dividendo 2026 di €2,90 per azione, da corrispondere a maggio 2026 e febbraio 2027. </p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Banca Generali distribuirà un saldo dividendo pari a 0,70 euro. Lo ha confermato l’Assemblea degli Azionisti riunitasi il 16 aprile. Il dividendo è suddiviso in due tranche, di cui l’acconto €2,20 per azione è stato staccato il 18 maggio 2026, mentre il <strong>saldo di €0,70 per azione staccherà il 22 febbraio 2027 </strong>per un ammontare totale di 338,87 milioni di euro.</p><p></p><p><strong>Quando stacca il dividendo Banca Generali? </strong>Il saldo dividendo Banca Generali (relativo all&#x27;esercizio 2025) staccherà il <strong>22 febbraio 2027</strong>.</p><p>Il diritto a percepire il dividendo si concretizza solamente se gli azionisti mantengono le azioni Banca Generali in portafoglio fino al giorno dello stacco del dividendo. La data di stacco, o ex-date, rappresenta il momento in cui Banca Generali riconosce ufficialmente il diritto al dividendo. </p><p><strong>Quando acquistare le azioni Banca Generali per avere il dividendo? </strong>Per essere idonei a ricevere il saldo dividendo occorre<strong> aver acquistato le azioni Banca Generali entro</strong> il giorno prima della data di stacco, il <strong>19 febbraio 2027</strong>. Acquistare le azioni il giorno stesso dello stacco non garantisce il diritto al dividendo.</p><p><strong>Quando paga il dividendo Banca Generali? </strong>Il saldo dividendo Banca Generali verrà messo in pagamento dal <strong>24 febbraio 2027</strong>. La data di pagamento segna il momento in cui gli investitori ricevono i proventi.</p><p>Consulta il calendario dei <a href="https://www.orafinanza.it/it/dividendi-mid-cap-borsa-italiana/">dividendi Mid Cap di Borsa Italiana</a> e i <a href="https://www.orafinanza.it/it/dividendi-2023-calendario-dividendi-borsa-italiana">dividendi Ftse Mib.</a></p><p><strong>Quanto ha remunerato Banca Generali i suoi azionisti nel corso degli anni?</strong> Ecco l&#x27;entità dei dividendi Banca Generali distribuiti dal 2011 ad oggi. </p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Dividendi</category>
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        </item>
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            <title><![CDATA[SanDisk crolla dopo la guidance deludente]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-sandisk-guidance-trimestrale/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-sandisk-guidance-trimestrale</link>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 09:00:40 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Nonostante utili e ricavi record grazie ai risultati dei data center si scatenano le vendite sul titolo per le stime future inferiori alle aspettative di Wall Street.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Brusco crollo in borsa per <strong>SanDisk</strong> dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali, nonostante abbia registrato i migliori dati finanziari dalla sua quotazione.</p><p>Il titolo è sprofondava del 8% nelle contrattazioni pre market USA, dopo che la società aveva presentato ieri sera una guidance per il prossimo trimestre fiscale inferiore alle attese degli analisti.</p><p>Il mercato, che scontava una crescita ancora più aggressiva trainata dalla domanda di intelligenza artificiale, ha reagito con delusione, realizzando i profitti accumulati dopo il rally degli scorsi mesi (+390% da gennaio).</p><p>Nel quarto trimestre fiscale, chiuso il 3 luglio 2026, SanDisk ha registrato <strong>ricavi</strong> per 8,97 miliardi di dollari, in crescita del 372% su base annua e superiori del 4% rispetto alle stime degli analisti.</p><p>Gli <strong>utili per azione (EPS) adjusted</strong> hanno raggiunto 39,25 dollari, ben al di sopra delle attese di 34,96 dollari, mentre il margine lordo aggiustato ha toccato l’84,6%, un <strong>nuovo record</strong> per l’azienda e superiore alle previsioni.</p><p>Per l’intero anno fiscale, i ricavi hanno sfiorato i 20,25 miliardi, con un aumento del 175% rispetto al 2025, trainati dalla domanda dei data center per l’IA e dal rimbalzo dei prezzi delle memorie NAND.</p><p>Il <strong>vero motore della crescita è stato il business dei data center</strong>, che ha registrato ricavi per 2,98 miliardi, quasi 13 volte superiori a quelli dello stesso periodo dell’anno precedente.</p><p>Anche l’<strong>edge computing </strong>ha contribuito in modo significativo, con ricavi di 5,43 miliardi di dollari (+392% su base annua), mentre il <strong>settore consumer</strong>, con 556 milioni di dollari, ha registrato un calo del 5%, confermando il passaggio verso applicazioni aziendali e legate all’IA.</p><p>La delusione del mercato è arrivata dalle <strong>previsioni</strong> per il primo trimestre dell’anno fiscale 2027. SanDisk ha indicato <strong>ricavi</strong> compresi tra 10,3 e 10,8 miliardi di dollari, con un valore medio di 10,55 miliardi, inferiore alle attese di Wall Street, che oscillavano tra 10,8 e 11,2 miliardi.</p><p>Anche gli <strong>utili per azione adjusted</strong>, previsti tra 44 e 46 dollari, sono risultati in linea con le stime, ma senza ulteriori revisioni al rialzo.</p><p>Il <strong>margine lordo</strong>, pur rimanendo elevato (83%-85%), non ha mostrato segni di ulteriore crescita, deludendo gli investitori che speravano in una continuità del trend positivo.</p><p>Il mercato, che nelle settimane precedenti aveva scommesso su una domanda di storage per l’IA in costante espansione, ha reagito con vendite immediate.</p><p>Gli analisti avevano continuato a rivedere al rialzo le stime per SanDisk, convinti che la tensione tra domanda e offerta delle memorie NAND e l’aumento degli investimenti in server per l’IA avrebbero spinto ulteriormente la redditività.</p><p>Nonostante la delusione a breve termine, SanDisk ha cercato di rassicurare il mercato con <strong>segnali positivi sul lungo periodo</strong>. L’azienda ha annunciato di aver siglato <strong>tre nuovi accordi pluriennali</strong> e <strong>ampliato due partnership</strong> esistenti, portando il valore minimo contrattuale degli otto accordi a lungo termine a 93,3 miliardi di dollari. Questi contratti garantiscono una visibilità elevata sui ricavi per i prossimi anni, riducendo la ciclicità tradizionale del settore dello storage.</p><p>Inoltre, SanDisk ha annunciato un nuovo <strong>programma di riacquisto azionario da 14 miliardi di dollari</strong>, portando il totale autorizzato a 15,5 miliardi. Questa mossa, unita alla correzione del titolo a luglio, suggerisce che la direzione ritiene attraente la valutazione attuale e che la società gode di una solida posizione finanziaria, con flussi di cassa robusti.</p><p>Nonostante il calo post-earnings, Wall Street continua a guardare con fiducia a SanDisk.</p><p>Goldman Sachs ha mantenuto il rating buy con un obiettivo di prezzo a 12 mesi di 2.200 dollari, sottolineando il potenziale a lungo termine dell’azienda.</p><p>Tuttavia, il mercato sembra volere prove più concrete di una crescita sostenuta, e la guidance deludente ha ricordato a tutti che, anche per un’azienda in forte espansione come SanDisk, le aspettative possono essere un’arma a doppio taglio.</p><p>L&#x27;analista di Wedbush <strong>Matt Bryson</strong> si aspetta che lo slancio degli utili continui fino all&#x27;esercizio 2027 e 2028 e ritiene che le limitate aggiunte di capacità produttiva e gli accordi pluriennali con i clienti dovrebbero sostenere i prezzi e la redditività anche se gli incrementi trimestrali dovessero moderarsi.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Bper Banca alza le previsioni dopo semestre da record]]></title>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 08:15:47 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>I numeri dei primi sei mesi del 2026 dalla banca guidata da Gianni Franco Papa sono risultati i migliori di sempre per un semestre e spingo il management all’ottimismo per i prossimi anni.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-banco-bpm-guidance-buyback-risultati-semestrali-2026">Banco Bpm</a>, anche <strong>Bper Banca</strong> alza la propria guidance e lo fa a seguito dell’aggiornamento del suo piano industriale ‘<strong>B:Dynamic Full Value 2027</strong>’, innalzando così le proprie ambizioni per il 2028 dopo che già alla fine del 2025 l’istituto ha già superato gli obiettivi fissati nel Piano industriale annunciato nel 2024.</p><p>Ora la banca guidata da Giuseppe Castagna si attende <strong>ricavi totali</strong> in aumento da 7,4 miliardi di euro nel 2025 a circa 8 miliardi nel 2028, con un CAGR del 2,3%. L&#x27;<strong>utile netto</strong> è stimato in circa 2,7 miliardi nel 2028.</p><p>Il <strong>margine di interesse</strong> è atteso in aumento da 4,4 miliardi a circa 4,7 miliardi nel 2028, mentre le <strong>commissioni nette</strong> sono viste in crescita di circa 400 milioni, da 2,6 miliardi a circa 3 miliardi, grazie al contributo del Wealth Management, della bancassurance e dei servizi bancari. La loro incidenza sui ricavi totali è prevista in aumento da circa il 35% a circa il 38% nel 2028.</p><p>Previsione di calo per gli <strong>oneri operativi</strong>, esclusi gli ammortamenti e svalutazioni, da circa 3 miliardi nel 2025 a circa 2,8 miliardi nel 2028, nonostante la significativa crescita dei ricavi e gli impatti per circa 200 milioni riconducibili all&#x27;inflazione e agli ammortamenti. Tale risultato sarà sostenuto da risparmi lordi stimati in circa 300 milioni: di conseguenza, il Cost/Income ratio è previsto in miglioramento da circa il 45% nel 2025 a circa il 40% nel 2028.</p><p>Infine, il <strong>Cet1 ratio</strong> è previsto su livelli superiori al 14,5%, nonostante la maggiore remunerazione degli azionisti.</p><p>Dopo la diffusione di queste previsioni, le azioni Bper Banca guadagnano l’1% a Piazza Affari dopo un’ora di scambi, salendo così sopra i 15 euro.</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p>L’ottimismo porta il management della banca ad <strong>incrementare anche il payout complessivo</strong>, portandolo a “<strong>pari o superiore all’85%</strong>”, attraverso una combinazione equilibrata di dividendi cash e acquisti di azioni proprie, corrispondente, per competenza, a una remunerazione complessiva degli azionisti di circa 7,5 miliardi nel periodo 2025-2028.</p><p>Le distribuzioni cumulate agli azionisti relative al 2025 e quelle accantonate a valere sull&#x27;utile del primo semestre 2026 superano 3,1 miliardi, includendo lo share buyback già autorizzato fino a 750 milioni.<br/><br/></p><p>A guidare l’aumento delle previsioni di Bper ci sono i conti del primo semestre caratterizzati da un <strong>utile netto ordinario da record</strong>, il migliore di sempre, pari a 1,326 miliardi, con un incremento del 14,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato è <strong>superiore alle attese degli analisti</strong> che si attendevano un utile netto semestrale in area 1,19 miliardi.</p><p>Tra gli altri dati, il <strong>margine di interesse</strong> è arrivato a 2,212 miliardi, in crescita dell&#x27;1,4%, con commissioni nette in crescita a 1,353 miliardi (+4,8%). Il totale dei <strong>proventi operativi netti</strong> ammonta a 3,876 miliardi (+4,5%) mentre gli <strong>oneri operativi</strong> sono a 1,605 miliardi (-3,9%). Le <strong>rettifiche di valore nette</strong> si attestano a 186,9 milioni (+0,9%) con un <strong>cost/income</strong> in calo al 41,4% (dal 45,0%) e un <strong>costo del credito</strong> di 28 punti base.</p><p>L&#x27;incidenza dei <strong>crediti deteriorati a livello netto</strong> è all&#x27;1,1%, mentre sul fronte patrimoniale il <strong>Cet1 ratio</strong> risulta pari al 15%.</p><p>“Bper Banca ha realizzato ancora una volta <strong>risultati eccellenti</strong> nel secondo trimestre e nel primo semestre, che assumono ancora più valore alla luce dell’impegno eccezionale profuso per completare l’integrazione di Banca Popolare di Sondrio”, sottolinea <strong>Gianni Franco Papa</strong>, amministratore delegato dell’istituto.</p><p>Risultati ottenuti, spiega il manager, grazie alla “crescita degli impieghi – con nuove erogazioni per oltre 13 miliardi di euro, all’incremento delle masse gestite e amministrate e allo sviluppo delle attività a maggior valore aggiunto testimoniano la validità del nostro percorso”.</p><p>&quot;Abbiamo dimostrato la nostra capacità di gestire i cambiamenti e di trasformarli in un&#x27;opportunità di crescita sostenibile, e abbiamo costruito un&#x27;organizzazione ora pronta per le sfide future&quot;, concludeva Papa.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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        </item>
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            <title><![CDATA[Banco Bpm alza guidance e buyback]]></title>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:30:40 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La decisione è stata presa dal management alla luce di una creazione di valore molto sostenibile e costante nel lungo termine che ha portato l’istituto ad un utile netto adjusted da record.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Semestrale solida per <strong>Banco Bpm</strong>, caratterizzata da un utile record che spinge il management di Piazza Meda all’ottimismo per il futuro.</p><p>La banca ora prevede un <strong>utile per l’intero anno in corso superiore a 1,95 miliardi di euro</strong>, dalla precedente attesa di “circa” 1,95 miliardi.</p><p>L&#x27;utile, sottolinea la banca, sarà “sostenuto da maggiori ricavi, migliore efficienza operativa e minore costo del rischio”, che consentiranno di “assorbire ampiamente l&#x27;impatto di 100 milioni dei nuovi fattori esogeni negativi, riconducibili alla legge di bilancio e al contesto sistemico”.</p><p>Il <strong>dividendo è previsto aumentare a 0,5 euro per azione</strong>, pari a circa 750 milioni, rispetto ai 0,46 euro (circa 700 milioni) pagati lo scorso anno. Nell’intero arco temporale del piano 2024-2027, la distribuzione del capitale torna a <strong>circa 7 miliardi</strong> dai 6 miliardi precedenti “grazie all&#x27;incremento degli utili distribuibili e all&#x27;ampia disponibilità di capitale, che manterrà un ampio margine rispetto alla soglia minima di piano del 13%”.</p><p>La decisione è stata presa alla luce di “una creazione di valore molto sostenibile e costante nel lungo termine”, spiega l’ad Giuseppe Castagna parlando nel corso della conference call, nonostante alla banca non sia stato riconosciuto il Danish Compromise per Anima Holding.</p><p>“La nuova guidance sull&#x27;utile netto 2026 colloca il gruppo in anticipo rispetto alla traiettoria verso il target di 2,15 miliardi previsto per il 2027”, sottolineano dalla banca.</p><p>Passando ai risultati del primo semestre 2026, l’<strong>utile netto dell’operatività corrente</strong> è stato di 1,1 miliardi, segnando una crescita del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Quello <strong>contabile</strong> risulta in calo dl 12,7% (1,06 miliardi) a seguito della rivalutazione per oltre 200 milioni della partecipazione in Anima.</p><p><strong>Record per l&#x27;utile netto adjusted</strong>, arrivato a 1,08 miliardi e in crescita del 7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.</p><p>I <strong>proventi operativi</strong> si sono attestati a 3,2 miliardi (+5,7%), con margine di interesse a 1,5 miliardi (-4,1%) e commissioni nette a 1,4 miliardi (+13,8%). Gli oneri operativi sono stati pari a 1,4 miliardi (+1,5%), per un rapporto cost/income sceso al 43%, “miglior livello di sempre”.</p><p>Quanto alla solidità patrimoniale, il <strong>coefficiente Cet 1</strong> è pari al 14,4%.</p><p>Nel solo <strong>secondo trimestre</strong> l&#x27;utile è stato di 580 milioni, superando i 533 milioni previsti dal consensus di mercato.</p><p>I conti di Bpm sono “più forti delle attese”, sottolineano da <strong>Jefferies</strong>, alzando il target price da 14,5 a 16,6 euro rispetto ai 17,225 euro di questa mattina (+4,20%).</p><p>I conti del secondo trimestre di Piazza Meda vedono &quot;un risultato netto di circa il 10% oltre il consenso&quot;, spiegano gli analisti, che hanno aumentato le loro previsioni di Eps e di dividendo del 2% sul 2026, del 4% sul 2027 e del 5% sul 2028.</p><p>Primo semestre 2026</p><p><em>Fonte: sito web ufficiale Banco Bpm</em></p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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        </item>
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            <title><![CDATA[Commerzbank, utili record e buyback da 1,2 miliardi. Orlopp a Orcel: "Non governerete da soli"]]></title>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:30:28 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La banca tedesca archivia un semestre d’oro con utili in crescita del 40% e conferma un maxi piano di remunerazione degli azionisti. La Ceo Bettina Orlopp apre al dialogo con UniCredit, ma fissa i paletti: anche con il 50% del capitale Andrea Orcel non potrà imporre unilateralmente la sua strategia</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Commerzbank risponde all&#x27;offensiva di UniCredit con numeri record e un messaggio politico molto chiaro. La banca tedesca ha annunciato stamattina (giovedì 6 agosto) i conti del secondo trimestre 2026, chiuso con <strong>risultati superiori alle attese degli analisti</strong>, ha confermato un nuovo buyback da 1,2 miliardi di euro e, soprattutto, <strong>ha ribadito che il futuro dell&#x27;istituto non potrà essere deciso unilateralmente da UniCredit, </strong>anche se il gruppo guidato da Andrea Orcel arriverà a controllarne circa il 50% del capitale.</p><p>La reazione del mercato è prudente. Dopo la pubblicazione dei conti, le azioni Commerzbank hanno aperto poco mosse, con variazioni minime rispetto alla chiusura del giorno precedente a 39,50 euro, praticamente allineate al target price medio di 40 euro espresso dagli analisti. Su 13 esperti che seguono il titolo, sette consigliano l&#x27;acquisto, cinque mantengono una raccomandazione neutrale e uno suggerisce di vendere.</p><p><br/></p><p>Nel primo semestre Commerzbank ha registrato <strong>un utile netto di 1,8 miliardi di euro, il livello più elevato della sua storia, con una crescita del 39,6% rispetto allo stesso periodo del 2025</strong>. Nel solo secondo trimestre l&#x27;utile è quasi raddoppiato, attestandosi a 898 milioni di euro, ben oltre gli 856 milioni attesi in media dagli analisti.</p><p>I ricavi del semestre sono aumentati del 7% a 6,5 miliardi di euro. Il margine di interesse è rimasto sostanzialmente stabile a 4,1 miliardi (-0,6%), mentre le commissioni sono cresciute dell&#x27;8,1% a 2,2 miliardi. <strong>Le spese operative sono salite appena dell&#x27;1%, consentendo al cost/income ratio di migliorare al 53%</strong>. Il coefficiente patrimoniale Cet1 si è attestato al 14,4%, sostanzialmente invariato rispetto al trimestre precedente.</p><p>Forte di questi risultati, la banca ha confermato gli obiettivi del piano strategico Momentum 2030 e ha annunciato che, una volta ottenuto anche il via libera delle autorità tedesche dopo quello già ricevuto dalla Bce, lancerà un riacquisto di azioni proprie fino a 1,2 miliardi di euro.</p><p><strong>Per l&#x27;intero 2026 Commerzbank punta inoltre a distribuire agli azionisti il 100% dell&#x27;utile,</strong> al netto delle cedole sugli strumenti AT1. Con un utile netto atteso di almeno 3,4 miliardi, la remunerazione complessiva dovrebbe raggiungere circa 3,2 miliardi di euro, attraverso una combinazione di dividendi e buyback, con la quota destinata al dividendo destinata progressivamente ad aumentare fino ad almeno il</p><p><br/></p><p>Il vero messaggio della giornata, però, riguarda il delicato confronto con UniCredit. <strong>Andrea Orcel è in attesa delle ultime autorizzazioni regolamentari per consolidare una partecipazione vicina al 50%</strong> della banca tedesca e ha più volte affermato di voler imprimere una profonda svolta strategica una volta ottenuto il controllo.</p><p>Bettina Orlopp non contesta che UniCredit possa assumere una posizione dominante nell&#x27;azionariato, ma respinge l&#x27;idea che questo consenta automaticamente di governare Commerzbank senza il consenso degli altri soggetti coinvolti.</p><p><strong>&quot;Anche quando UniCredit disporrà della maggioranza alla prossima assemblea degli azionisti, non potrà decidere unilateralmente misure strutturali fondamentali&quot;, ha dichiarato la manager. </strong>&quot;Questo crea una chiara responsabilità per entrambe le parti. Sarà necessario condividere una visione del modello di business e coinvolgere tutti gli stakeholder&quot;.</p><p>Si tratta di una presa di posizione destinata a pesare nel confronto con Orcel, che nelle prossime settimane dovrebbe avviare una lunga fase negoziale con il management tedesco. Secondo Bloomberg, i due amministratori delegati dovrebbero confrontarsi già nelle prossime ore in una videoconferenza programmata, dopo che i precedenti incontri avevano evidenziato profonde divergenze.</p><p><br/></p><p>Pur mantenendo una linea molto ferma, Commerzbank ha lasciato aperto uno spiraglio alla collaborazione. <strong>Nella presentazione agli investitori, la banca riconosce infatti che una strategia sviluppata congiuntamente con UniCredit &quot;ha il potenziale per creare valore&quot; per gli azionisti. </strong>Tuttavia, precisa che questo sarebbe possibile soltanto attraverso un piano condiviso, costruito a partire dagli attuali modelli di business delle due banche.</p><p>La presentazione contrappone inoltre tre scenari: quello basato sull&#x27;attuale piano strategico di Orlopp, considerato a rischio di esecuzione limitato; un progetto elaborato insieme a UniCredit, giudicato con rischi &quot;gestibili&quot;; e infine una strategia imposta esclusivamente da UniCredit, che secondo Commerzbank presenterebbe invece &quot;rischi di esecuzione significativi&quot; e un valore per gli azionisti ancora tutto da dimostrare.</p><p>In altre parole, la banca tedesca non chiude la porta a Orcel, ma chiarisce che un&#x27;integrazione potrà avere successo solo se nascerà da un compromesso tra le due parti e non da un semplice cambio di controllo imposto dal nuovo azionista di riferimento.</p><p><br/></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Approfondimenti</category>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[MIB 30: che cos'era l'indice della Borsa di Milano]]></title>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:15:07 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Per una generazione di risparmiatori il listino di Milano è stato il MIB 30, l&#x27;indice citato nei telegiornali e nelle rubriche di borsa degli anni Novanta. Chi oggi cerca la quotazione del MIB 30 in tempo reale sta in realtà cercando il FTSE MIB, l&#x27;indice che ne ha raccolto l&#x27;eredità dopo due cambi di denominazione e di perimetro. Il MIB 30 oggi non viene più calcolato, eppure il nome continua a circolare tra chi segue l’andamento di Piazza Affari.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Per una generazione di risparmiatori il listino di Milano è stato il MIB 30, l&#x27;indice citato nei telegiornali e nelle rubriche di borsa degli anni Novanta. Chi oggi cerca la quotazione del MIB 30 in tempo reale sta in realtà cercando il FTSE MIB, l&#x27;indice che ne ha raccolto l&#x27;eredità dopo due cambi di denominazione e di perimetro. Il MIB 30 oggi non viene più calcolato, eppure il nome continua a circolare tra chi segue l’andamento di Piazza Affari.</p><p><strong>MIB 30 </strong>è l&#x27;abbreviazione di <strong>Milano Indice Borsa 30</strong>. Fino al giugno 2003 è stato l&#x27;indice azionario di maggiore rilievo della Borsa italiana, composto dai <strong>30 titoli a più elevata capitalizzazione e liquidità quotati a Milano</strong>. La composizione del paniere veniva rivista con cadenza semestrale, a marzo e a settembre, mentre il valore dell&#x27;indice era calcolato ponderando i titoli per la capitalizzazione di borsa.</p><p>Il MIB 30 non era soltanto un termometro del listino. Dal 1994 è stato il sottostante del FIB30, il primo contratto future negoziato sul mercato italiano. È in gran parte da qui che deriva la persistenza del nome: chi ha operato con i derivati su Piazza Affari negli anni Novanta e nei primi anni Duemila ha imparato a ragionare in punti di MIB 30, e la sigla è rimasta nel linguaggio corrente anche dopo la scomparsa dell&#x27;indice.</p><p>L&#x27;indice nasce il 31 dicembre 1992 come COMIT 30, creato dalla Banca Commerciale Italiana con un valore base di 100 punti. Il <strong>17 ottobre 1994</strong> Borsa Italiana ne rileva i diritti e lo ribattezza <strong>MIB 30</strong>, fissando a 10.000 punti il valore base di partenza al 31 dicembre 1992.</p><p>Il 2 giugno 2003 debutta lo S&amp;P/MIB, nato da una collaborazione tra Borsa Italiana e Standard &amp; Poor&#x27;s. Il paniere sale da 30 a 40 titoli e accanto alla capitalizzazione e alla liquidità entra il criterio del flottante, cioè della quota di capitale effettivamente scambiabile sul mercato e non detenuta da azionisti di controllo.</p><p>Il MIB 30 continua però a essere calcolato ancora per oltre un anno, il tempo necessario a spostare i derivati sul nuovo sottostante. Dal 20 settembre 2004 sull&#x27;IDEM sono negoziabili soltanto i contratti sullo S&amp;P/MIB, ed è da quel momento che il MIB 30 esce definitivamente di scena.</p><p>Il secondo cambio di nome arriva con la fusione tra Borsa Italiana e London Stock Exchange. Lo S&amp;P/MIB viene quotato fino al 29 maggio 2009 e <strong>dal 1° giugno 2009</strong> lascia il posto al <strong>FTSE MIB</strong>, gestito da FTSE Russell. Il perimetro resta quello dei 40 titoli più liquidi e capitalizzati di Piazza Affari, pari a circa l&#x27;80% della capitalizzazione del mercato italiano, con una revisione del paniere passata da semestrale a trimestrale. Rispetto al MIB 30 cambiano il numero dei componenti e i criteri di selezione, mentre resta la funzione: <strong>misurare l&#x27;andamento delle maggiori società quotate a Milano</strong> e fare da sottostante a futures, opzioni ed ETF.</p><p>Chi cerca la quotazione del MIB 30 oggi, il listino dei suoi titoli o il grafico intraday, trova risultati che si riferiscono al FTSE MIB. Non esiste più un paniere di 30 titoli a Piazza Affari, e i dati aggiornati che i portali finanziari pubblicano sotto la vecchia denominazione sono quelli dell&#x27;<a href="https://www.orafinanza.it/it/cos-e-l-indice-ftse-mib-e-perche-e-cosi-importante">indice FTSE MIB a 40 componenti</a>.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Formazione</category>
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            <title><![CDATA[Accordo tra Oman e Iran su Hormuz]]></title>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:45:20 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Petrolio in lieve calo, Brent a 79 dollari il barile. Il future del Dax della borsa di Francoforte segna un rialzo dello 0,3%.</p><p>Il Dow Jones, grazie soprattutto alla spinta della sua componente tech, ha toccato un altro massimo storico, il terzo consecutivo. Sandisk. Il business dei data center ha registrato un fatturato di 2,97 miliardi di dollari nel trimestre, superiore alle stime di 2,74 miliardi di dollari e in crescita del 103% rispetto all&#x27;anno precedente.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Le borse dell’Europa e degli Stati Uniti hanno parzialmente rallentato ieri dopo il vigoroso rimbalzo avviato venerdì della scorsa settimana, i future danno come altamente probabile una ripartenza.<br/>Lo scenario bellico nel Medio Oriente mostra segni di distensione dopo il quasi raggiungimento di un <strong>accordo sulla navigazione nello Stretto di Hormuz tra l’Iran e l’Oman</strong>. Il petrolio tipo Brent è poco mosso a 79 dollari il barile.</p><p>Il future del Dax della borsa di Francoforte segna un rialzo dello 0,3%.</p><p><br/></p><p>Ieri a Wall Street l’indice S&amp;P500 chiuso appena sotto la parità all’indomani del rialzo record. <strong>Il Dow Jones, grazie soprattutto alla spinta della sua componente tech, ha toccato un altro massimo storico, il terzo consecutivo:</strong> nelle ultime cinque sedute il rialzo è stato del 5,3%. Da inizio anno, le performance del Nasdaq e del Dow Jones sono appaiate, sopra il 13%.</p><p><strong>Sandisk</strong> ha fissato le previsioni di fatturato per il trimestre di settembre tra 10,3 miliardi e 10,8 miliardi di dollari, un valore medio inferiore al consenso degli analisti di FactSet, pari a 10,8 miliardi di dollari. Le previsioni dell&#x27;azienda per l&#x27;utile per azione rettificato erano comprese tra 44 e 46 dollari, mentre le aspettative del consenso prevedevano 44,72 dollari.</p><p>Il titolo Sandisk ha perso circa il 5%, dopo aver chiuso in ribasso del 5,4% nella sessione regolare.<br/>Nel trimestre di giugno, Sandisk ha registrato un fatturato di 8,97 miliardi di dollari, in crescita del 51% rispetto al trimestre precedente e superiore agli 8,48 miliardi di dollari previsti dagli analisti monitorati da FactSet. Anche l&#x27;utile per azione rettificato di 39,25 dollari ha superato le stime di 34,96 dollari.</p><p>Il CEO di Sandisk, David Goeckeler, ha dichiarato in un comunicato che l&#x27;azienda ha consolidato il proprio <strong>business dei data center &quot;come pilastro chiave della crescita&quot;</strong> e ha rafforzato le partnership con i clienti nell&#x27;anno fiscale appena concluso.</p><p>Il business dei data center dell&#x27;azienda ha registrato un fatturato di 2,97 miliardi di dollari nel trimestre, superiore alle stime di 2,74 miliardi di dollari e in crescita del 103% rispetto all&#x27;anno precedente. Il segmento consumer di Sandisk ha registrato un fatturato di 556 milioni di dollari, ben al di sotto delle previsioni di 874 milioni di dollari e in calo del 32% rispetto all&#x27;anno precedente.<br/>Margine lordo rettificato dell&#x27;84,6% per il trimestre, in aumento di 58,2 punti percentuali rispetto all&#x27;anno precedente. Tuttavia, il margine lordo rettificato potrebbe contrarsi leggermente nel trimestre di settembre, dato che le previsioni dell&#x27;azienda indicano un valore compreso tra l&#x27;83% e l&#x27;85%.</p><p>Nel trimestre di marzo, Sandisk ha firmato cinque accordi iniziali per nuovi modelli di business. Nell&#x27;ultimo trimestre, Goeckeler ha affermato che l&#x27;azienda ha firmato altri tre accordi con nuovi clienti, oltre a due che ampliano accordi già esistenti.<br/>Complessivamente, gli otto accordi prevedono un fatturato minimo di 93,3 miliardi di dollari a prezzi minimi garantiti.</p><p>Ieri i tassi di rendimento dei Treasury si sono mossi poco, decennale al 4,61%. Come previsto, il Dipartimento del Tesoro non ha modificato il fabbisogno di nuovi prestiti, mossa che evita di mettere in allarme i bond vigilantes, sempre più preoccupati della gestione della finanza pubblica e dalla perdita di indipendenza della Federal Reserve. Per quanto riguarda questo ultimo tema chiave, ci sono le indiscrezioni del Wall Street Journal. </p><p><strong>Il presidente Trump ha parlato più volte con Kevin Warsh da quando è diventato presidente della Fed, secondo fonti vicine alla vicenda, mantenendo un canale di comunicazione insolito rispetto alla prassi recente tra un presidente e il capo della banca centrale</strong>.</p><p>Trump chiama Warsh a raffica, dicono le fonti sentite dal Wall Street Journal, — più volte in pochi giorni, poi silenzio per periodi più lunghi. Il presidente ha chiesto il parere di Warsh su vari temi, tra cui l&#x27;impatto sull&#x27;economia della guerra in Iran e della rapida ascesa dell&#x27;intelligenza artificiale. Non è chiaro se i due abbiano discusso di politica monetaria: una fonte ha assicurato che Trump non ha toccato il tema dei tassi d&#x27;interesse da quando Warsh è stato confermato dal Senato.</p><p>Non è raro che presidenti e chair della Fed si incontrino, ma negli ultimi decenni i contatti sono stati più formali e pianificati, per evitare l&#x27;impressione di pressioni sulle decisioni sui tassi. Trump, invece, bypassa spesso i canali ufficiali, restando in contatto con leader mondiali, manager e parlamentari tramite il suo cellulare personale.</p><p>Misurare l&#x27;inflazione non è mai stato così complesso. Negli Stati Uniti i dati oscillano vistosamente: il &quot;trimmed mean&quot; PCE si attesta al 2,2%, mentre il PCE &quot;core&quot; viaggia al 3,3%. Una f<strong>orbice ampia, influenzata da fattori temporanei come tariffe commerciali, tensioni geopolitiche e distorsioni legate all&#x27;intelligenza artificiale</strong>.</p><p>Per superare i limiti, gli economisti di Goldman Sachs hanno sviluppato un modello che corregge i pesi ufficiali in base agli obiettivi della banca centrale. Questo approccio implica che si dovrebbe &quot;sovrapesare il cibo e gli affitti e sottopesare l&#x27;energia e le automobili&quot;. <strong>L&#x27;obiettivo è catturare meglio sia il trend di fondo sia la percezione reale del pubblico che orienta i mercat</strong>i.</p><p>La conclusione degli analisti parla chiaro: per guidare la Fed non basta un solo dato. La strategia vincente è utilizzare una media di cinque indicatori (oggi al 2,9%). La statistica però non basta, poiché &quot;nessun approccio puramente statistico può eliminare del tutto la necessità di considerare come il contesto macroeconomico più ampio stia influenzando l&#x27;inflazione&quot;. Il target del 2% potrebbe essere molto più vicino del previsto.</p><p><br/></p><p><br/></p><p>Un Congresso diviso tra i due partiti è lo scenario ritenuto più probabile da PIMCO, nonché la dinamica che <strong>&quot;storicamente è stata ben accolta dai mercati&quot;</strong>. Secondo il report &quot;Washington Watch&quot; firmato da Libby Cantrill, questo equilibrio istituzionale genererebbe una maggiore paralisi decisionale (<em>gridlock</em>), rassicurando gli investitori. L&#x27;elettorato statunitense, fortemente pessimista per l&#x27;aumento dei prezzi e la guerra in Iran, si appresta al voto in un clima di scontro radicale. <strong>I Democratici appaiono favoriti per riconquistare la Camera dei Rappresentanti, spinti da una forte mobilitazione contro Donald Trump che gli strateghi definiscono una &quot;hate election</strong>&quot;.</p><p>Al contrario, la partita per il Senato vede in netto vantaggio i Repubblicani. Per i progressisti la rimonta è ostacolata dalla sfavorevole distribuzione dei seggi in palio: come evidenzia esplicitamente PIMCO, <strong>&quot;la geografia è destino&quot;</strong>. Una maggioranza repubblicana ridotta al Senato, unita a una Camera democratica, frenerebbe i dazi aggressivi della Casa Bianca e tutelerebbe l&#x27;autonomia della Federal Reserve.</p><p><strong>Tenaris</strong> chiude il secondo trimestre con un fatturato in calo del 4% a 2,96 miliardi di dollari rispetto al trimestre precedente, riflettendo in larga misura il rinvio delle spedizioni ai clienti in Medio Oriente a causa della chiusura di fatto dello stretto di Hormuz per gran parte del periodo.<br/>Anche l&#x27;ebitda è diminuito. La flessione del margine operativo è stata del 12% a 649 milioni di dollari a causa dell&#x27;aumento dei costi logistici unitari, del minore assorbimento dei costi fissi e dell&#x27;aumento dei costi delle materie prime.<br/>L&#x27;utile è sceso del 13% a 492 milioni di dollari.</p><p><br/></p><p><strong>Banco BPM</strong> ha rivisto al rialzo la guidance per il 2026 e aumentato il target di remunerazione degli azionisti dopo aver registrato nel secondo trimestre un utile sopra le attese. La banca prevede ora un utile netto 2026 superiore a 1,95 miliardi di euro, e ha inoltre aumentato a circa 7 miliardi di euro, dai precedenti 6 miliardi, l&#x27;obiettivo cumulato di remunerazione degli azionisti per il periodo 2024-2027, che sarà realizzato attraverso dividendi in contanti e buyback.<br/>Sul fronte dell&#x27;M&amp;A, nel corso della conference call con gli analisti l&#x27;AD Giuseppe Castagna ha detto che una possibile aggregazione con Credit Agricole Italia resta un&#x27;opzione sul tavolo. La banca valuterebbe un&#x27;operazione qualora diventasse concreta e nell&#x27;interesse degli azionisti, aggiungendo che una fusione avrebbe una forte logica industriale ma richiederebbe una soluzione condivisa da tutti i soci.</p><p><br/></p><p><strong>Banco BPM.</strong> Il Tesoro manterrà la sua quota residua nella banca senese almeno fino al termine dell&#x27;offerta di acquisto di Intesa Sanpaolo , ha riferito una fonte dopo che il ministro dell&#x27;Economia aveva detto che la cessione avverrà senza interferire con le operazioni di M&amp;A che riguardano la banca senese.</p><p><br/></p><p><strong>Unicredit</strong>. Commerzbank chiude il primo semestre 2026 con un utile netto record di 1,8 miliardi di euro, in crescita del 39,6%. L’utile operativo sale del 13,8% a 2,73 miliardi; nel secondo trimestre avanza del 16,9% a 1,37 miliardi.</p><p><br/></p><p><strong>Rheinmetall</strong> chiude il semestre con un utile operativo in aumento del 74% a 786 milioni euro; i ricavi crescono 39% a 5,2 miliardi euro. Il margine operativo si amplia a 15% (+2,9 punti percentuali); l’EPS da attività.<br/>Outlook 2026 rivisto per la cancellazione del programma F126: ricavi attesi 13,7-14,2 miliardi di euro, margine operativo intorno al 19%.</p><p><br/></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>La Finestra sui Mercati</category>
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            <title><![CDATA[Cosa comporta l'irripidimento della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/cosa-comporta-l-irripidimento-della-curva-dei-rendimenti-dei-titoli-del-tesoro/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=cosa-comporta-l-irripidimento-della-curva-dei-rendimenti-dei-titoli-del-tesoro</link>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:15:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Gli investitori che speravano in una pausa estiva ad agosto potrebbero rimanere delusi. L&#x27;irripidimento della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro a due e trent&#x27;anni, riflette le crescenti preoccupazioni per l&#x27;inflazione e l&#x27;incertezza sulla risposta della banca centrale.</p><p><em>A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM</em></p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi si presenta come una giornata di raccordo, utile per aggiornare il quadro macro senza stravolgerlo, a ridosso dei Non-Farm Payrolls USA di domani. Negli Stati Uniti l’attenzione si concentra soprattutto sulla prima stima della produttività non-agricola e dei costi unitari del lavoro relativi al 2Q26. Il consensus punta a un’accelerazione della produttività intorno allo 0,7% annualizzato, in miglioramento rispetto allo 0,3% precedente, a fronte di costi unitari del lavoro che resterebbero elevati (stima +2,1% da +1,8% del 1Q26). È un dato interessante perché aiuta a capire quanto la crescita stia diventando più “efficiente” e quanto invece le pressioni salariali continuino a trasmettersi sui costi delle imprese. Una produttività più vivace renderebbe meno preoccupante l’eventuale rigidità del mercato del lavoro, mentre un ulteriore rialzo dei unit labor costs, al contrario, terrebbe alta l’attenzione della Fed sul fronte dell’inflazione da costi. Accanto a questi numeri arriveranno anche le usuali richieste iniziali di sussidi di disoccupazione – stimate a 205k (da 197k della scorsa settimana). Si tratta dell’ultimo aggiornamento settimanale prima dei payrolls di domani. Un eventuale rialzo potrebbe generare qualche nervosismo di breve, ma finché i livelli restano contenuti non dovrebbe cambiare in modo sostanziale la narrativa di un mercato del lavoro ancora solido, anche se in graduale normalizzazione. Completano il quadro gli inventari all’ingrosso di giugno, dato secondario ma utile per le stime sul contributo delle scorte al PIL.</p><p></p><p>Sul versante europeo la mattinata è dominata dalle vendite al dettaglio dell’Eurozona relative a giugno. Il mercato si attende una crescita molto moderata, pari a 0,1% mensile dopo lo 0,2% di maggio, con una dinamica annua ancora contenuta. È un indicatore importante perché misura direttamente la tenuta dei consumi delle famiglie, elemento chiave in un’economia che finora ha mostrato una ripresa fragile e disomogenea. Un dato deludente rafforzerebbe l’idea di una domanda interna ancora debole, mentre un risultato migliore, invece, darebbe qualche segnale di resilienza. In Germania usciranno anche gli ordini all’industria di giugno, attesi in decelerazione rispetto al mese precedente. Informazione utile per capire se il miglioramento del manifatturiero tedesco stia consolidandosi o resti ancora volatile. Completa il quadro la pubblicazione del Bollettino Economico della BCE, che non porta novità di rilievo ma offre l’analisi aggiornata dello staff.</p><p></p><p>Gli investitori che speravano in una pausa estiva ad agosto potrebbero rimanere delusi. I prezzi del petrolio oscillano a ogni sviluppo del conflitto in Medio Oriente, mentre i guadagni e i piani di investimento nel settore dell&#x27;intelligenza artificiale stanno causando forti oscillazioni nei mercati azionari. Insieme alla revisione dei rendimenti dei titoli di Stato, questi sviluppi confermano la nostra convinzione di un mondo caratterizzato dalla scarsità di offerta, che mantiene elevati l&#x27;inflazione e i costi di finanziamento. Per gli investitori, il ruolo dei titoli di Stato è quindi cambiato: meno zavorra, più reddito.</p><p></p><p>L&#x27;irripidimento della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro a due e trent&#x27;anni, verificatosi dopo l’ultima riunione della Fed, riflette le crescenti preoccupazioni per l&#x27;inflazione e l&#x27;incertezza sulla risposta della banca centrale. Non crediamo che questa sia una novità, ma la continuazione del più ampio regime macroeconomico che descriviamo da diverso tempo. La più rapida espansione degli investimenti in intelligenza artificiale della storia si sta verificando in un mondo caratterizzato dalla scarsità di offerta, dove i vincoli energetici, la tensione sul mercato del lavoro e la frammentazione geopolitica spostano l&#x27;attenzione dall&#x27;efficienza alla resilienza. Nel frattempo, governi e aziende hyperscale attingono allo stesso bacino di risparmi, intensificando la competizione per i capitali. Queste forze spingono gli investitori a richiedere rendimenti più elevati per concedere prestiti a lungo termine, aumentando i rendimenti reali nei mercati sviluppati. Questa più ampia ridefinizione dei prezzi è alla base dell&#x27;attuale contesto degli investimenti. Il processo globale di ricalcolo dei rendimenti obbligazionari a lungo termine ha compiuto notevoli progressi. Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è passato da meno dell&#x27;1% di sei anni fa a quasi il 5% di oggi. I rendimenti dei titoli tedeschi a 10 anni hanno recentemente raggiunto il massimo degli ultimi 15 anni e quelli dei titoli giapponesi a 10 anni si sono avvicinati al 3% per la prima volta dalla metà degli anni &#x27;90.</p><p></p><p>Le forze strutturali alla base dell&#x27;aumento dei rendimenti obbligazionari si sono accumulate nel corso di diversi anni, ma si sono intensificate quest&#x27;anno. Quello che era già il boom degli investimenti in intelligenza artificiale più rapido della storia ha subito un&#x27;ulteriore accelerazione, con le previsioni di consenso per la spesa in conto capitale degli hyperscaler nel 2026 riviste al rialzo di circa il 30% negli ultimi sei mesi, raggiungendo i 720 miliardi di dollari.</p><p></p><p>Il maggiore indebitamento sovrano e i persistenti deficit di bilancio, insieme a uno spostamento degli investimenti mediorientali verso le priorità interne, hanno ridotto il capitale disponibile per gli investimenti esteri e intensificato ulteriormente la competizione per i capitali. L&#x27;inflazione da scarsità, amplificata dallo shock energetico e delle materie prime in Medio Oriente, ha determinato una brusca revisione delle aspettative della Fed, passando da una politica monetaria espansiva a una restrittiva, provocando un aumento globale dei rendimenti obbligazionari. Più recentemente, la nuova incertezza sulla funzione di reazione della Fed sotto la guida del nuovo presidente Warsh ha spinto al rialzo il premio a termine.</p><p></p><p>L&#x27;aumento dei rendimenti ha modificato sia il ruolo dei titoli di Stato nei portafogli, sia le opportunità per gli investitori. Le obbligazioni sono diventate un elemento meno efficace per bilanciare un portafoglio. La correlazione tra i rendimenti giornalieri delle azioni statunitensi e dei titoli del Tesoro a 10 anni si è attestata in media al 7% negli ultimi cinque anni, rispetto al -43% del decennio precedente alla pandemia. Ciononostante, i rendimenti più elevati hanno creato interessanti opportunità di reddito, rafforzando il tema del reddito stabile. Oltre l&#x27;80% dell&#x27;universo obbligazionario globale offre ora rendimenti superiori al 4%, contro circa il 20% nel decennio pre-pandemia. Piuttosto che puntare su scadenze più lunghe, gli analisti tendono quindi a privilegiare la creazione di reddito stabile attraverso titoli del Tesoro a breve e medio termine, debito dei mercati emergenti in valuta locale, obbligazioni a breve scadenza dell&#x27;area euro, titoli garantiti da mutui ipotecari emessi da agenzie governative e credito pubblico e privato selezionato con flussi di cassa resilienti.</p><p></p><p>L&#x27;aumento dei costi di finanziamento alza anche l&#x27;asticella per le azioni. Tuttavia, le aziende in grado di far crescere gli utili più velocemente dell&#x27;aumento dei costi di finanziamento possono ancora sovraperformare. Prevediamo però una maggiore dispersione tra le aziende, il che rafforza la necessità di un approccio di investimento attivo. Gli investimenti nell&#x27;intelligenza artificiale, gli shock prolungati dell&#x27;offerta e l&#x27;elevato indebitamento pubblico stanno accelerando la revisione dei tassi a lungo termine. I titoli di Stato lunghi offrono meno stabilità ma maggiori rendimenti, ampliando le opportunità di reddito stabile.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Opinioni</category>
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            <title><![CDATA[Eli Lilly alza le stime sul 2026: boom di vendite per i farmaci anti-obesità e diabete]]></title>
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            <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 13:15:49 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La multinazionale batte Wall Street e punta a consolidare la sua leadership globale nel settore della salute. Ricavi record spinti dai successi di Mounjaro e Foundayo.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Eli Lilly</strong> ha rivisto al rialzo le sue previsioni di vendita per il 2026, in seguito a una domanda nel secondo trimestre nettamente superiore alle attese degli analisti per i suoi farmaci dedicati all&#x27;obesità e al diabete.</p><p>La società ha dichiarato oggi che le vendite per l&#x27;intero anno si attesteranno tra gli <strong>85 e gli 87 miliardi di dollari</strong>, superando la precedente stima compresa tra 82 e 85 miliardi. Anche gli utili rettificati e i ricavi del secondo trimestre hanno superato le stime di Wall Street.</p><p>Numeri che spingono in alto le azioni Eli Lilly a Wall Street, segnando una crescita del 5% negli scambi pre market USA, a 1.169 dollari. Fino a ieri, le azioni avevano registrato un progresso del 3,8% dall&#x27;inizio dell&#x27;anno.</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p><strong>Mounjaro</strong>, il farmaco per il diabete dell&#x27;azienda, ha battuto ogni previsione nel trimestre grazie al crescente accesso al medicinale a livello globale: <strong>i suoi ricavi mondiali sono schizzati del</strong> <strong>91%</strong>.</p><p>Prestazioni superiori alle attese anche per <strong>Zepbound</strong>, il farmaco specifico per la perdita di peso, mentre Foundayo — la nuova pillola contro l&#x27;obesità — ha registrato un avvio di vendite particolarmente solido.</p><p>Wall Street sta monitorando con molta attenzione il lancio di Foundayo fin dalla sua approvazione avvenuta ad aprile. I risultati di Eli Lilly arrivano subito dopo che la rivale <strong>Novo Nordisk A/S </strong>ha deluso gli investitori con la performance della propria pillola anti-obesità, lanciata prima di Foundayo.</p><p>Le due aziende sono impegnate in una sfida ad altissima posta in gioco per il controllo del mercato dell&#x27;obesità, che si prevede raggiungerà i <strong>120 miliardi di dollari</strong> entro la fine del decennio.</p><p>Le prospettive positive di Eli Lilly potrebbero contribuire ad <strong>attenuare i timori</strong> <strong>che il boom dei farmaci per la perdita di peso stia iniziando a rallentare </strong>a causa della riduzione delle coperture da parte di datori di lavoro e assicurazioni, spaventati dall&#x27;aumento dei costi.</p><p>La divisione di Cigna Group che gestisce i piani farmaceutici aziendali ha segnalato una flessione nelle coperture e una crescita dell&#x27;utilizzo più lenta rispetto al passato.</p><p>Questi commenti evidenziano una sfida crescente sia per Lilly che per Novo: i piani sanitari rendono più difficile l&#x27;accesso ai trattamenti per l&#x27;obesità o eliminano del tutto la copertura. Ciò riguarda anche Medicaid, il programma statale per gli statunitensi a basso reddito; al momento solo 13 Stati coprono questi farmaci e alcuni tra i più grandi, tra cui la California, hanno recentemente sospeso la copertura per questioni di bilancio.</p><p>Allo stesso tempo, milioni di anziani hanno ora accesso a questi medicinali tramite Medicare, a cui storicamente era vietato coprirli. La misura adottata dall&#x27;amministrazione Trump <strong>dovrebbe garantire un ulteriore impulso alle vendite sia per Lilly che per Novo</strong>.</p><p>Nel frattempo, entrambe le case farmaceutiche stanno cercando soluzioni creative per superare gli ostacoli all&#x27;accesso. Hanno iniziato a offrire forti sconti ai pazienti che pagano di tasca propria (un&#x27;opzione sempre più diffusa) e Lilly ha lanciato un nuovo programma dedicato ad alcuni datori di lavoro per consentire loro di acquistare i farmaci a prezzi più contenuti.</p><p>Oltre al settore della perdita di peso, Eli Lilly ha recentemente raggiunto un accordo per acquisire l&#x27;azienda di farmaci psichedelici <strong>AtaiBeckley</strong> per una cifra che potrebbe toccare i <strong>3,8 miliardi di dollari</strong>. L&#x27;operazione sottolinea il crescente interesse dei colossi farmaceutici verso un&#x27;area della medicina un tempo considerata di nicchia.</p><p>L&#x27;intesa <strong>rafforza la presenza storica di Lilly nelle neuroscienze</strong>, settore in cui l&#x27;azienda ha rivoluzionato il trattamento della depressione trent&#x27;anni fa con il Prozac.</p><p>Questo tipo di operazioni è centrale nel piano dell&#x27;Amministratore Delegato <strong>Dave Ricks</strong> per mantenere lo slancio aziendale nel prossimo decennio e oltre. Ricks sta reinvestendo con decisione gli eccezionali profitti generati dai farmaci per la perdita di peso sia nella ricerca interna, sia nell&#x27;utilizzo del bilancio aziendale per finanziare un numero record di acquisizioni.</p><p>Queste operazioni hanno permesso a Lilly di espandersi in nuovi settori e di rinvigorire la ricerca in ambiti chiave come quello delle malattie infettive.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Wall Street di poco sopra la parità, SpaceX cede ancora]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/wall-street-di-poco-sopra-la-parita-spacex-cede-ancora/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=wall-street-di-poco-sopra-la-parita-spacex-cede-ancora</link>
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            <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 12:15:32 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Continua la stagione degli utili alla Borsa di New York e ieri la grande protagonista è stata la società di Elon Musk, in forte calo nonostante numeri oltre le attese, sulla quale ha pesato la previsione di aumento di spese per l’intelligenza artificiale.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Sentiment leggermente positivo a <strong>Wall Street</strong> dopo i guadagni della seduta di ieri, mentre si valutano le trimestrali e si affievoliscono le speranze per l&#x27;apertura dello Stretto di Hormuz.</p><p>Gli acquisti si concentrano sui future sullo <strong>S&amp;P500</strong> e su quelli sul <strong>Dow Jones</strong>, in crescita dello 0,40%, con i contratti sul <strong>Nasdaq 100 </strong>di poco sopra la parità.</p><p>Il dollaro si indebolisce nei confronti dell’euro, con la coppia <strong>EUR/USD</strong> a 1,1552, e il <strong>Bitcoin</strong> di poco sopra i 64 mila dollari.</p><p>Guadagnano il 2% i prezzi dell’<strong>oro</strong>, portando il prezzo spot a 4.185 dollari e il future a 4.245 dollari l’oncia.</p><p>Dal fronte macro oggi erano attesi i <strong>dati ADP sull’occupazione non agricola</strong> del mese di luglio, risultati in calo a 44 mila, meno dei 68 mila attesi e dei 98 mila di giugno.</p><p>Sull’azionario pesa la vicenda <strong>SpaceX</strong>, ancora in calo dell’8% nel pre market USA dopo le vendite nell’afterhours, a seguito di una trimestrale superiore alle attese ma caratterizzatasi soprattutto per <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-spacex-spese-intelligenza-artificiale-secondo-trimestre-2026">spese superiori alle previsioni per le sue attività per l’intelligenza artificiale</a>.</p><p>L’azienda di Elon Musk, dunque, non è riuscita a dissolvere per timori che gli ingenti investimenti stiano consumando tutto il flusso di cassa. Questa preoccupazione è ricorrente per tutte le azioni legate all&#x27;IA, dati i costi elevati del potere di calcolo, con i costi di indebitamento per il settore che continuano a salire.</p><p>&quot;SpaceX continua a operare in modo solido, ma il suo ambizioso programma di investimenti significa che saranno quasi certamente necessari ulteriori capitali nel medio-lungo termine&quot;, spiega <strong>Chris Weston</strong>, responsabile della ricerca presso il broker Pepperstone.</p><p>Male anche altre aziende tech come <strong>Advanced Micro Devices</strong>, crollata di circa il 7% a seguito di previsioni di vendita deludenti.</p><p>I forti risultati delle megacap tecnologiche, uniti alla recente correzione, hanno portato le valutazioni a livelli più ragionevoli, aiutando a ripristinare la fiducia degli investitori dopo un&#x27;ondata di volatilità nei titoli legati all&#x27;IA che il mese scorso ha innescato perdite in diversi hedge fund.</p><p>&quot;La novità nel trading legato all&#x27;IA è che c&#x27;è molta dispersione all&#x27;interno dei semiconduttori o degli hyperscaler&quot;, secondo <strong>Roland Kaloyan</strong>, responsabile della strategia azionaria europea presso Societé Generale. &quot;Ciò significa che i clienti, come i gestori di portafogli azionari che non possono investire in indici, devono affrontare scelte complesse nella selezione dei singoli titoli&quot;, aggiunge.</p><p>&quot;Sebbene ci sia stata qualche delusione a livello micro, i numeri confermano ancora che il trend macroeconomico di fondo è intatto, poiché ribadiscono la durabilità dello sviluppo della capacità computazionale&quot;, spiega <strong>Stephan Kemper</strong>, chief investment officer di BNP Paribas Wealth Management Germany, e, &quot;di conseguenza, il settore tech nel suo complesso può trarre beneficio anche se i singoli attori soffrono&quot;.</p><p>Elementi di incertezza arrivano dalle quotazioni del petrolio, di nuovo in crescita dopo i cali delle sedute precedente. Il <strong>Brent</strong> ha recuperato parte del crollo del 5,3% di stamattina, dopo che il gruppo militante Houthi dello Yemen ha minacciato di intensificare gli attacchi contro le navi saudite nel Mar Rosso settentrionale. Nonostante le nuove tensioni, il Brent è rimasto intorno agli 80 dollari al barile dopo che <strong>Axios</strong> ha riferito che Washington, Teheran e Oman sono vicini a un accordo per riprendere i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, attenuando i timori di inflazione e la pressione al rialzo sui rendimenti dei Titoli del Tesoro USA.</p><p>Nello <strong>Stretto di Hormuz</strong>, “i flussi si sono dimostrati più resilienti del previsto, forse raggiungendo il 40-45% dei livelli pre-bellici la scorsa settimana”, calcola <strong>John Oh</strong>, economista energetico presso CBA, osservando i dati sul tracciamento delle navi. &quot;Stimiamo che i flussi di traffico debbano tornare solo al 50-60% dei livelli pre-bellici per affermare condizioni di oversupply nei mercati petroliferi globali&quot;, ha scritto in una nota, aggiungendo che questo aiuta a spiegare perché i future sul Brent siano scesi nella fascia dei 70 dollari.</p><p>&quot;Man mano che i prezzi del petrolio tornano nell&#x27;intervallo tra i 75 e gli 80 dollari, i mercati possono concentrarsi sui fondamentali, che rimangono solidi&quot;, prevede <strong>Mohit Kumar</strong>, strategist di Jefferies International. &quot;Gli utili sono stati solidi e c&#x27;è ancora molta liquidità in giro. Il posizionamento è molto pulito, il che crea un ottimo contesto per un ulteriore rialzo degli asset a rischio&quot;, conclude l’analista.</p><p><strong>Space Exploration Technologies</strong> (-8%): ricavi del secondo trimestre, pari a 7,8 miliardi di dollari, superiori le aspettative di Wall Street, secondo i dati raccolti da LSEG, ma il risultato positivo in termini di ricavi è stato oscurato dal forte aumento degli investimenti in conto capitale, balzati a oltre 18 miliardi di dollari dai 2,83 miliardi di un anno prima.</p><p><strong>AMD</strong> (-7%): secondo i dati raccolti da LSEG, la società con sede a Santa Clara, in California, ha previsto per il terzo trimestre un fatturato di circa 13 miliardi di dollari, con una variazione di più o meno 300 milioni di dollari, superiore alle stime degli analisti di 12,52 miliardi.</p><p><strong>The Walt Disney Company</strong> (+3%): ha chiuso il terzo trimestre dell&#x27;anno fiscale 2026 (al 27 giugno) con <strong>ricavi</strong> aumentati del 7%, raggiungendo i 25,2 miliardi di dollari, inferiori alle previsioni degli analisti per 25,4 miliardi (secondo dati LSEG).</p><p><strong>Uber</strong> (-1%): prevede un utile per azione rettificato compreso tra 84 e 88 centesimi, inferiore alle aspettative degli analisti di 89 centesimi (dati LSEG).</p><p><strong>Eli Lilly</strong> (+6%): prevede ricavi compresi tra 85 e 87 miliardi di dollari, superiore alla precedente previsione che si attestava tra gli 82 e gli 85 miliardi.</p><p><strong>Pinterest</strong> (-8%): prevede per il trimestre in corso ricavi compresi tra 1,19 e 1,21 miliardi di dollari, con una crescita dal 13% al 15%, rispetto alla crescita del 18% registrata nel secondo trimestre. Il valore medio della previsione, tuttavia, è sostanzialmente in linea con la stima degli analisti pari a 1,20 miliardi (dati LSEG).<br/><br/></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Petrolio di nuovo in rialzo nonostante le promesse di Trump]]></title>
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            <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:00:28 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>I nuovi attacchi da parte degli Houthi smorzano le speranze di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz e le quotazioni del greggio reagiscono immediatamente azzerano le perdite delle ore precedenti.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Tornano a salire i prezzi del petrolio in seguito alle nuove minacce lanciate dal gruppo militante Houthi dello Yemen contro la navigazione nel Medio Oriente, raffreddando l&#x27;ottimismo sui colloqui tra Stati Uniti e Iran dopo le parole di Donald Trump sul raggiungimento di un accordo tra le parti.</p><p>Il <strong>Brent</strong> torna sopra quota 80 dollari dopo i minimi di stamattina (78,12 dollari), mentre il <strong>West Texas Intermediate (WTI)</strong> scambia a 76,10 dollari al barile.</p><p>Stamattina gli <strong>Houthi</strong> hanno rivendicato un attacco missilistico contro una petroliera saudita nel nord del Mar Rosso. L’attacco è avvenuto mentre la nave era in navigazione in quella zona ma non sono stati forniti dettagli sulle eventuali conseguenze o danni alla nave.</p><p>L’attacco arriva dopo che il portavoce degli Houthi, <strong>Yahya Saree</strong>, ha dichiarato che il gruppo intensificherà gli attacchi contro le navi saudite nel Mar Rosso settentrionale, rotta alternativa fondamentale durante i conflitti che avevano bloccato lo Stretto di Hormuz. I ribelli yemeniti, filo-iraniani, hanno annunciato di aver condotto l’azione, senza specificare ulteriori informazioni.</p><p>Nel frattempo, fonti di Bloomberg vicine alla questione hanno riferito questa settimana che l’Arabia Saudita ha condotto colloqui con i militanti tramite mediatori dell&#x27;Oman nel tentativo di evitare un allargamento del conflitto. Le stesse fonti hanno affermato che il membro dell&#x27;OPEC sta continuando a preparare opzioni militari nel caso in cui i negoziati dovessero fallire.</p><p>La vicenda rappresenta <strong>un cambio netto</strong> rispetto alle ore scorse in cui il Brent era sceso sotto gli 80 dollari al barile (78,66 dollari).</p><p>Secondo quanto riportato da <strong>Axios</strong>, Stati Uniti, Iran e Oman sembravano vicini all&#x27;accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz.</p><p>Intanto, <strong>Trump ieri si spingeva fino ad annunciare che l’accordo su Hormuz potrebbe arrivare già oggi o giovedì</strong>, mentre continuavano i negoziati tra Iran e Oman. &quot;Potrebbe succedere. Domani o dopodomani&quot;, ha detto Trump ai giornalisti, parlando ieri sera ora della California, aggiungendo che &quot;Sono stati fatti molti progressi&quot;.</p><p>Secondo quanto riporta l&#x27;Associated Press, l&#x27;accordo allo studio prevede che le navi entrino nel Golfo Persico attraverso una rotta controllata dall&#x27;Iran  ed escano da una rotta sotto controllo dell&#x27;Oman, con il pagamento di tariffe di servizio per sicurezza e tutela ambientale.</p><p>Trump ha però ribadito la propria contrarietà a eventuali pedaggi: &quot;Non permetterò che li facciano pagare. Se qualcuno deve far pagare, lo faremo noi&quot;.<br/>Anche il segretario di Stato USA <strong>Marco Rubio</strong> ha confermato i progressi nei negoziati, precisando però che non si è ancora giunti a un&#x27;intesa definitiva. Sulla stessa linea il segretario al Tesoro Scott Bessent, secondo cui un accordo potrebbe arrivare &quot;oggi o domani&quot;.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[UniCredit, nuovo passo verso il controllo di Commerzank: luce verde dalla Bafin]]></title>
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            <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 08:15:37 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Secondo indiscrezioni di stampa, l’autorità tedesca avrebbe successivamente trasmesso la questione alla BCE per la valutazione formale e la decisione finale, giudizi che potrebbero arrivare entro due mesi.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Superato un nuovo ostacolo da parte di <strong>UniCredit</strong> nella corsa alla ‘conquista’ di <strong>Commerzbank</strong>. L’istituto guidato da <strong>Andrea Orcel</strong> avrebbe infatti ottenuto il via libera dalla Bafin, l’autorità garante della concorrenza in Germania, la quale ha comunicato così che <strong>la sua richiesta per avere una quota di controllo può proseguire</strong>.</p><p>L’indiscrezione è stata pubblicata ieri da <strong>Bloomberg</strong> e, secondo fonti del media, la Bafin avrebbe accertato la completezza della domanda presentata da UniCredit per detenere una quota superiore al 30% in Commerzbank.</p><p>Nessun commento, almeno per ora, è arrivato dai rappresentanti di UniCredit, BCE, Bafin e Commerzbank, sottolinea il media statunitense.</p><p>L&#x27;autorità di vigilanza ha successivamente trasmesso la questione alla <strong>Banca centrale europea</strong> per la valutazione formale e la decisione finale, sempre secondo fonti di Bloomberg.</p><p>La BCE dovrà completare la sua valutazione <strong>entro 60 giorni lavorativi</strong> e, in linea teorica, l’istituto può richiedere ulteriori informazioni, il che estenderebbe il periodo di analisi di un massimo di 20 giorni lavorativi. Un periodo di 60 giorni lavorativi a partire da fine luglio si concluderebbe in un momento non meglio precisato di ottobre.</p><p>L&#x27;esame della BCE si concentrerà sulla <strong>verifica del possesso dei requisiti necessari per ampliare la propria quota</strong> in Commerzbank — che già costituisce una cosiddetta ‘partecipazione qualificata’ nel gergo normativo — oltre la soglia del 30%.</p><p>UniCredit è una delle maggiori banche europee ed è vigilata dalla BCE fin dalla nascita della vigilanza unica, oltre un decennio fa: questo rende <strong>improbabile che l&#x27;autorità sollevi riserve significative</strong> sulla sua reputazione o sull&#x27;esperienza del suo management.</p><p>Piazza Gae Aulenti prevede che la BCE le richiederà di consolidare Commerzbank nel proprio bilancio una volta stabilito che l&#x27;istituto italiano ne detiene il controllo effettivo: tale decisione comporterebbe un aumento dei requisiti patrimoniali per l’istituto milanese.</p><p>Orcel ha dichiarato di aspettarsi il via libera normativo per l&#x27;incremento della <strong>partecipazione prima della fine dell&#x27;anno </strong>e, questo gli consentirà di assumere il controllo di Commerzbank e di attuare successivamente la sua visione strategica per l&#x27;istituto, sebbene la dirigenza di Commerzbank si sia chiesta quanto potrà effettivamente realizzare con una quota inferiore al 50%.</p><p>Oltre alla BCE, UniCredit è ancora in attesa delle autorizzazioni da parte delle autorità antitrust dell&#x27;Unione europea, della Federal Reserve statunitense e del relativo regolatore polacco. Commerzbank opera infatti negli Stati Uniti e possiede mBank SA in Polonia.</p><p>La decisione della Bafin arriva alla vigilia di un nuovo incontro tra i manager di UniCredit e Commerzbank che dovrebbe aver luogo giovedì prossimo dopo la comunicazione della trimestrale dell’istituto tedesco.</p><p>Venerdì scorso, il 31 luglio, il media tedesco <strong>Handelsblatt </strong>scriveva che <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-unicredit-commerzbank-pronta-a-dialogare/">Orlopp aveva ripreso le discussioni con UniCredit</a> in merito a una possibile aggregazione, dopo che il presidente del consiglio di sorveglianza, <strong>Jens Weidmann</strong>, aveva invitato con toni - anche abbastanza accesi - Orcel a dialogare con il management della banca, senza &quot;scorciatoie&quot; che passassero per Berlino.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[SpaceX, pesa l’aumento delle spese per l’IA nonostante una trimestrale oltre le attese]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-spacex-spese-intelligenza-artificiale-secondo-trimestre-2026/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-spacex-spese-intelligenza-artificiale-secondo-trimestre-2026</link>
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            <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 07:30:42 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Nella prima trimestrale da quanto è quotata, la società di Elon Musk ha comunicato un aumento dei ricavi e la riduzione della perdita per azione ma ha prospettato un futuro in cui le spese per l’intelligenza artificiale resteranno alte.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Trimestre con risultati migliori delle <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-spacex-risultati-secondo-trimestre-previsioni-difficile-il-paragone-con-altre-societa">attese</a> e perdite inferiori alle previsioni anche nel business dell’intelligenza artificiale, ma con un punto debole: l’enorme spesa per l’IA, prevista aumentare nel futuro. È questa la sintesi della prima trimestrale <strong>di SpaceX</strong> da quanto è sbarcata a Wall Street.</p><p>Mercato che ha punito le azioni SpaceX nelle contrattazioni successive alla comunicazione dei conti (afterhours), con il titolo che cedeva oltre il 7%.</p><p>La società di <strong>Elon Musk</strong> ha comunicato, in particolare, una <strong>spesa in conto capitale </strong>a 18,4 miliardi di dollari nel secondo trimestre, in netta crescita rispetto ai 2,83 miliardi dell’anno precedente, e il Cfo <strong>Bret Johnsen</strong> ha annunciato di prevedere lo stesso livello di spese per i prossimi due trimestri. &quot;Ci aspettiamo che il ritmo dello sviluppo dell’IA migliori in modo drastico&quot;, ha dichiarato Musk agli analisti durante la conferenza stampa post risultati.</p><p>Forte aumento anche per gli <strong>investimenti nell’IA</strong>, arrivati a 15,83 miliardi dai 749 milioni del 2025.</p><p></p><p>L’aumento delle spese ha oscurato un trimestre caratterizzato da <strong>ricavi superiori alle previsioni</strong>, arrivati a 7,8 miliardi dai 6,81 miliardi stimati in media dagli analisti intervistati da Bloomberg. Migliora anche la <strong>perdita</strong>, con 9 centesimi per azione quando gli esperti si attendevano 24 centesimi.</p><p>Musk ha mantenuto la sua reputazione di fare previsioni audaci, inclusa quella secondo cui SpaceX raggiungerà un <strong>fatturato annuo di 100 miliardi nel 2026</strong>, ben oltre i 38,6 miliardi attesi dagli analisti.</p><p>&quot;I 100 miliardi di dollari di fatturato annuo ricorrente a dicembre non sono un punto interrogativo&quot;, ha spiegato Musk, ma &quot;È quello che raggiungeremmo se sostanzialmente non facessimo nulla.&quot;</p><p>&quot;La domanda centrale per il primo trimestre di SpaceX come società quotata in borsa era se il meccanismo alla base di questa storia funzionasse davvero, e su questo punto Musk e il suo team hanno fornito alcuni segnali positivi&quot;, sottolinea <strong>Thomas Monteiro</strong>, analista di Investing.com.<br/><br/></p><p>Un dato di spicco del trimestre è stata la principale fonte di liquidità dell&#x27;azienda, il business della ‘connettività’, con un aumento dei ricavi del 66% rispetto all&#x27;anno precedente, grazie al <strong>raddoppio del numero di abbonati</strong> al servizio di comunicazioni satellitari <strong>Starlink</strong>, il suo unico business redditizio, che ha raggiunto i <strong>12 milioni</strong>, anche se inferiore ai 12,19 milioni previsti dagli esperti di Bloomberg. &quot;Non è da escludere che a un certo punto Starlink fornirà la maggior parte della connessione internet mondiale&quot;, ha dichiarato Elon Musk durante una conference call con gli analisti.</p><p>La presidente <strong>Gwynne Shotwell</strong> ha anche illustrato piani per competere direttamente con gli operatori telefonici statunitensi integrando il proprio servizio internet basato su satellite con infrastrutture terrestri, prevedendo che l’azienda attirerà clienti da AT&amp;T, Verizon Communications e T-Mobile US. &quot;Mi aspetto che riusciremo ad acquisire molti dei loro clienti, perché penso che il nostro servizio sarà migliore&quot;, ha spiegato Shotwell.</p><p>Altro elemento particolarmente sotto osservazione era quello legato al razzo <strong>Starship</strong>, veicolo alla base di tutti gli obiettivi di Musk per lo spazio. Questo ha dovuto affrontare un percorso di sviluppo difficile, contrassegnato da contrattempi esplosivi, malfunzionamenti e ritardi, con un costo di 15 miliardi di dollari e in aumento. Tuttavia, il razzo ha completato un volo di prova in gran parte riuscito il 24 luglio, schierando satelliti e tornando sulla Terra quasi intatto.</p><p>&quot;Ci aspettiamo che <strong>il ritmo dei voli aumenti rapidamente</strong>&quot;, ha detto Musk agli analisti, aggiungendo che tra circa un anno si prevede di lanciare almeno un volo al giorno e che &quot;Lo scudo termico sembra essere molto robusto&quot;.</p><p>Pubblicizzato come il razzo più potente mai costruito, Starship è fondamentale per espandere Starlink e inviare esseri umani sulla Luna e su Marte. Tuttavia, non ha ancora raggiunto l’orbita e finora ha effettuato solo due voli di prova nel 2026.</p><p>&quot;Ho avuto l’impressione che ci abbiano venduto di nuovo la stessa storia, cosa che apprezzo&quot;, ha dichiarato l’analista di Bloomberg Intelligence <strong>George Ferguson</strong>. &quot;È quello che i team di gestione possono fare, ma mi sembra eccessivamente ottimista&quot;, ha aggiunto.</p><p></p><p><em>Fonte: sito web ufficiale di SpaceX</em></p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Borse europee da record: la crescita degli utili è il motore dei futuri rialzi]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/borse-europee-da-record-la-crescita-degli-utili-e-il-motore-dei-futuri-rialzi/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=borse-europee-da-record-la-crescita-degli-utili-e-il-motore-dei-futuri-rialzi</link>
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            <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 07:00:54 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>I risultati del secondo trimestre mostrano un incremento dei profitti che non si vedeva da oltre due anni. Secondo Bloomberg, più della metà delle società dello MSCI Europe ha battuto le stime degli analisti. Migliorano anche le previsioni sui prossimi trimestri, con tecnologia ed energia in prima fila</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>La stagione delle trimestrali sta regalando alle Borse europee una delle migliori sorprese degli ultimi anni. Dopo un lungo periodo caratterizzato da una crescita economica modesta e da utili aziendali stagnanti, <strong>le società quotate stanno mostrando risultati ben superiori alle attese, </strong>alimentando nuovi acquisti sui listini e rafforzando la fiducia degli investitori.</p><p>Secondo un&#x27;analisi di Bloomberg Intelligence, <strong>gli utili delle società comprese nell&#x27;indice MSCI Europe sono aumentati in media del 14% nel secondo trimestre rispetto a un anno fa,</strong> mentre oltre la metà delle aziende ha pubblicato risultati migliori delle previsioni degli analisti. Entrambi gli indicatori rappresentano i livelli più elevati dall&#x27;inizio del 2023.</p><p>A sostenere la crescita continua a essere il comparto delle materie prime, favorito dal rialzo delle quotazioni del petrolio. Ma il miglioramento è ormai molto più diffuso. I dati elaborati da Goldman Sachs mostrano infatti che la società &quot;mediana&quot; dello Stoxx Europe 600 ha registrato un incremento del 7% dell&#x27;utile per azione rispetto allo scorso anno, riducendo il divario che per anni ha separato le imprese europee dai colossi dello S&amp;P 500 americano.</p><p>&quot;<strong>La crescita degli utili europei continua a essere molto più forte di quanto comunemente si percepisca&quot;, osserva Peter Oppenheimer, strategist di Goldman Sachs. </strong>&quot;Gli analisti erano entrati nella stagione delle trimestrali con aspettative già piuttosto costruttive, ma hanno comunque sottovalutato la solidità dei fondamentali.&quot;</p><p>La buona qualità dei risultati si riflette immediatamente anche sull&#x27;andamento dei titoli in Borsa. Secondo Citigroup, le società che hanno superato le previsioni sugli utili hanno registrato, nella seduta successiva alla pubblicazione dei conti, una performance mediamente superiore di 1,6 punti percentuali rispetto allo Stoxx 600, un premio doppio rispetto a quello osservato nella precedente stagione delle trimestrali.</p><p>La reazione è stata invece particolarmente severa per le aziende che hanno deluso le aspettative: in questo caso la sottoperformance media è stata del 2,3%, la più accentuata degli ultimi quattro anni.</p><p>Nel complesso, però, il saldo è nettamente positivo. <strong>Lo Stoxx 600 ha aggiornato nuovi massimi storici, così come gli indici CAC 40 di Parigi, DAX di Francoforte e FtseMib di Milano</strong>. Inoltre, per il secondo mese consecutivo il listino europeo ha fatto meglio dello S&amp;P 500 statunitense.</p><p>Per diversi anni il mercato europeo è stato considerato interessante quasi esclusivamente perché meno caro di Wall Street. Oggi, secondo molti osservatori, la situazione sta cambiando.</p><p>&quot;<strong>L&#x27;Europa sta diventando interessante perché i risultati stanno migliorando davvero, non semplicemente perché le valutazioni erano basse</strong>&quot;<strong>, afferma Violeta Todorova, senior research analyst di Leverage Shares.</strong> &quot;È un cambiamento importante rispetto all&#x27;Europa degli ultimi anni, considerata a sconto per motivi strutturali.&quot;</p><p>Anche le valutazioni stanno infatti salendo. <strong>Lo Stoxx 600 tratta oggi a circa 15 volte gli utili attesi, contro una media storica di 13 volte. </strong>Rimane ancora più conveniente rispetto allo S&amp;P 500, ma il divario di valutazione con il mercato americano si è ridotto ai minimi dall&#x27;inizio del 2022, secondo i dati raccolti da Bloomberg.</p><p>L&#x27;aspetto forse più incoraggiante è che la revisione positiva non riguarda soltanto i risultati appena pubblicati, ma anche le prospettive per i prossimi trimestri. <strong>Nel mese di luglio gli analisti hanno aumentato le stime sugli utili per quasi tutti i principali comparti europei.</strong> Soltanto il settore delle risorse di base e quello dei beni di consumo discrezionali hanno subito revisioni negative. Le revisioni più consistenti hanno invece interessato i comparti della tecnologia e dell&#x27;energia.</p><p><strong>Secondo Alpesh Patel, managing partner di RootBridge Capital, il miglioramento degli utili acquista ancora maggiore credibilità perché si accompagna a un contesto economico più favorevole</strong>, caratterizzato da una maggiore fiducia, da politiche fiscali più espansive e dal buon andamento di settori come finanza, industria, difesa e infrastrutture.</p><p>Per Patel, l&#x27;Europa non ha bisogno di trasformarsi in una nuova Silicon Valley per attirare capitali internazionali. È sufficiente che continui a sorprendere positivamente gli investitori, offrendo un&#x27;alternativa credibile a un mercato americano sempre più concentrato sui grandi titoli dell&#x27;intelligenza artificiale.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Approfondimenti</category>
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            <title><![CDATA[Nel gran caldo, Wall Street è sempre più in alto]]></title>
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            <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 06:30:08 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il Dow Jones ha chiuso per la prima volta in assoluto sopra la soglia dei 54.000 punti, con un rialzo dell’1,7% nella giornata. L’S&amp;P 500 ha toccato il suo primo massimo storico dall’inizio di giugno, +1,8%. Il Nasdaq Composite, ha registrato un rialzo del 2,6%.</p><p>Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future del Dax di Francoforte +0,5%. Ieri l’indice Stoxx 600 ha toccato i massimi della storia. Il Ftse Mib è salito dell’1,3%, per un guadagno da inizio anno del 19%.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ore che dovrebbero anticipare l’annuncio della firma di un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, le borse si spingono verso nuovi massimi storici, il petrolio accelera la discesa ed i tassi di rendimento delle obbligazioni si allontanano dai massimi di medio o lungo periodo toccati la scorsa settimana.</p><p></p><p><strong>Il Dow Jones</strong> ha chiuso per la prima volta in assoluto sopra la soglia dei 54.000 punti, con un rialzo dell’1,7% nella giornata<strong>. L’S&amp;P 500</strong> ha toccato il suo <strong>primo massimo storico dall’inizio di giugno, +1,8%.</strong> Il Nasdaq Composite, ha registrato un rialzo del 2,6%. </p><p><strong>L’indice SOX</strong> delle società americane dei semiconduttori è salito del 6,8%, con questa accelerazione, il rialzo positivo delle ultime quattro sedute supera il 16%, è il maggior guadagno su quatto giorni dal 2020.</p><p><strong>Le borse dell’Europa</strong> dovrebbero aprire in rialzo, future del Dax di Francoforte +0,5%. Ieri <strong>l’indice Stoxx 600 ha toccato i massimi della storia</strong>. Il Ftse Mib è salito dell’1,3%, per un guadagno da inizio anno del 19%.</p><p>Dopo tre sedute di ribasso, sono ripartite anche le <strong>borse dell’area</strong>.<br/><strong>Nikkei</strong> di Tokyo +3,5%, mentre lo yen resta circa sulle posizioni di ieri nei confronti del dollaro, a 157,6.<br/><strong>Borsa di Seul</strong> + 4,5%. SK Hynix è in rialzo, sulle aspettative di un annuncio di buy back.</p><p><strong>Cina</strong>. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen +1%. Piatto l’Hang Seng di Hong Kong.<br/>La Commissione federale per le comunicazioni (FCC) degli Stati Uniti sta elaborando un divieto di importazione di alcuni componenti cinesi per data center, una mossa volta a proteggere i componenti di fabbricazione americana e a impedire alle aziende cinesi di installare malware o rubare dati, ha riferito Reuters. Il divieto proposto includerebbe l&#x27;importazione di nuovi modelli di ricetrasmettitori ottici, che consentono ai dati di viaggiare attraverso i cavi in fibra ottica all&#x27;interno dei data center, ha aggiunto Reuters.</p><p>Nel trimestre aprile-giugno il <strong>fatturato ha raggiunto 7,8 miliardi di dollari, in aumento del 92% su base annua, contro stime degli analisti per poco piu&#x27; di 6,8 miliardi</strong>. La societa&#x27; ha chiuso il periodo con una perdita netta di 541 milioni di dollari. Al netto di alcune componenti di costo, SpaceX ha pero&#x27; indicato un utile rettificato di 3,5 miliardi. A trainare i conti e&#x27; stata soprattutto Starlink. Il segmento che comprende il servizio di internet satellitare ha generato quasi 4,3 miliardi di dollari di ricavi nel trimestre e ha raggiunto 12 milioni di abbonati, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2025 e il 17% in piu&#x27; rispetto alla fine di marzo. La crescita del segmento satellitare resta centrale anche per l&#x27;equilibrio finanziario del gruppo, chiamato a sostenere investimenti sempre piu&#x27; elevati nelle attivita&#x27; spaziali e soprattutto nell&#x27;intelligenza artificiale. SpaceX ha sostenuto <strong>spese in conto capitale per 18,4 miliardi di dollari, ben oltre i circa 13,2 miliardi attesi dagli analisti.</strong> Di questi, 15,8 miliardi sono stati destinati alle attivita&#x27; legate all&#x27;IA, mentre la divisione spaziale ha assorbito quasi 1,2 miliardi e il segmento Starlink circa 1,4 miliardi.</p><p>Titolo in ribasso del 7% nel dopo borsa.</p><p><br/></p><p><br/></p><p>Il produttore di chip ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con <strong>ricavi record</strong> per 11,5 miliardi di dollari, in aumento del 50% su base annua, trainati dalla forte crescita del business Data Center, arrivato a valere il 58% del fatturato complessivo. Il margine lordo si e&#x27; attestato al 54%.<br/>Non del tutto convincenti le previsioni sul trimestre in corso: il titolo ha perso il 5% nel dopo borsa.</p><p>”Abbiamo registrato un trimestre eccellente, con ricavi e redditivita&#x27; record, mentre i ricavi dei Data Center sono piu&#x27; che raddoppiati rispetto a un anno fa&quot;, ha dichiarato la presidente e amministratrice delegata Lisa Su. AMD entra nella seconda meta&#x27; dell&#x27;anno “con un forte slancio&quot;, ha aggiunto, grazie all&#x27;accelerazione della domanda per i processori EPYC, alla diffusione delle soluzioni Instinct e all&#x27;avvio di Helios. <strong>Secondo la direttrice finanziaria Jean Hu, le vendite della divisione Data Center dovrebbero accelerare ulteriormente nella seconda meta&#x27; del 2026</strong>.</p><p>Greggio tipo Brent in calo dell’1% a 78,5 dollari il barile, verso la terza seduta di ribasso: ieri -6%.</p><p>Ieri pomeriggio i<strong>l Qatar ha dichiarato che è stata ultimata una proposta provvisoria per la riapertura del canale di navigazione nella strettoia di Hormuz</strong>.<br/>In serata, <strong>Axios ha riportato che Stati Uniti, Iran e Oman si stannoo avvicinando a un accordo provvisorio</strong>.</p><p>Donald Trump l’ha raccontata in questo modo. Sabato &quot;eravamo ormai prossimi a un attacco enorme, il più grande dalla Seconda guerra mondiale. Poi mi hanno chiamato e hanno detto, molto cortesemente: ‘Possiamo parlarne? Possiamo parlarne?&#x27;. E io ho risposto: &#x27;Sì, possiamo parlarne. Chiudiamo la questione. Finalmente, chiudiamola&quot;, ha proseguito, per il quale si tratta di una cosa che altri presidenti &quot;avrebbero dovuto fare nell&#x27;arco di cinquant&#x27;anni.</p><p>Anche se si raggiungesse un accordo a breve termine per normalizzare la navigazione commerciale nello stretto, potrebbe comunque non porre fine alla guerra in modo definitivo o risolvere le preoccupazioni di Trump sul programma nucleare della Repubblica islamica.</p><p>&quot;Ora che gli animi si sono un po&#x27; calmati, forse c&#x27;è la possibilità che si possa raggiungere un accordo&quot;, ha affermato Robert Yawger, direttore della divisione future sull&#x27;energia presso Mizuho Securities USA LLC. “Continuo ad aspettarmi che alla fine si arrivi a un cattivo accordo, che permetterà agli Stati Uniti di dichiarare una sorta di vittoria, ma lascerà molte questioni in sospeso, compreso l&#x27;accordo sul nucleare”.</p><p><strong>Infineon Technologies</strong> ha chiuso il terzo trimestre dell&#x27;esercizio fiscale 2026 con ricavi pari a 4,17 miliardi di euro. Il risultato di segmento si è attestato a 797 milioni di euro, con un margine sceso al 19,1%. Guardando all&#x27;intero esercizio 2025, il gruppo tedesco aveva registrato ricavi in calo a 14,66 miliardi di euro, con un risultato di segmento di 2,56 miliardi e un margine del 17,5%. Il flusso di cassa libero rettificato era invece salito a 1,8 miliardi, con un ritorno sul capitale investito (RoCE) al 4,9%. Nonostante il margine trimestrale in flessione, Infineon si mostra fiduciosa sulle prospettive per l&#x27;intero 2026: il management prevede ricavi intorno ai 16,3 miliardi di euro, con un margine di risultato di segmento atteso al 20% circa, segnale di un miglioramento della redditività nella seconda parte dell’anno.</p><p><br/></p><p><strong>Unicredit</strong>. Bafin ha dato il suo via libera all&#x27;offerta di UniCredit su Commerzbank, scrive Bloomberg.</p><p><br/></p><p><strong>Leonardo</strong> guarda al mercato dei droni per possibili acquisizioni, ha dichiarato al Corriere della Sera l&#x27;AD Lorenzo Mariani. &quot;La varietà degli assetti — dai più sofisticati a quelli più piccoli che operano in sciami — e il peso crescente del software ci suggeriscono che potremmo individuare uno o più target da acquisire”.</p><p><br/></p><p><strong>Credem</strong> ha chiuso il primo semestre con utile netto consolidato di 312,9 milioni di euro, in aumento del 12,5% su anno, e margine di intermediazione di 1,05 miliardi (+11,9%), dice una nota.</p><p><br/></p><p><strong>Safilo</strong> ha chiuso il primo semestre del 2026 con un utile netto di gruppo di 44,4 milioni di euro, in aumento del 6,5% rispetto a un anno prima, sostenuto dall&#x27;espansione dei margini e da rimborsi una tantum di dazi negli Stati Uniti, mentre le vendite hanno risentito della debolezza della domanda.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>La Finestra sui Mercati</category>
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            <title><![CDATA[Elettricità: la nuova valuta globale tra economia e intelligenza artificiale]]></title>
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            <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 06:15:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>L&#x27;elettricità è diventata un tema centrale a livello globale, essenziale per alimentare l&#x27;economia e l’IA. Entro la metà di questo secolo, l&#x27;elettricità rappresenterà oltre il 38% del consumo energetico globale, quasi il doppio rispetto al 2020</p><p><em>A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM</em></p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Giornata interessante per i mercati quella di oggi, con alcuni indicatori chiave sia degli Stati Uniti che dell’Europa che aiuteranno a capire lo stato di salute delle due economie in questo delicato momento. Negli USA l’attenzione principale sarà sull’ADP Employment Change di luglio e soprattutto sull’ISM Services. L’ADP, che funge da anticipatore del rapporto occupazionale ufficiale di venerdì, dovrebbe mostrare una creazione di posti di lavoro intorno a 71k unità, in calo rispetto ai 98k di giugno. Un dato più debole del previsto alimenterebbe i timori di rallentamento del mercato del lavoro, mentre un numero solido aiuterebbe a confermare il famoso “soft landing”. Poco dopo arriverà l’ISM Services, l’indicatore più importante della giornata. Il settore terziario rappresenta oltre il 70% dell’economia americana ed è stato finora il pilastro della crescita. Dopo i 54 punti di giugno, il consensus è 54,2 punti. Un valore sopra questa soglia confermerebbe che i servizi continuano ad espandersi ad un ritmo solido, sostenuto da ordini e attività, anche se con possibili pressioni residue sui prezzi. Per la Fed sarà un dato rilevante per calibrare le prossime mosse sui tassi.</p><p></p><p>In Europa, invece, usciranno i PMI Services definitivi di luglio per Francia, Germania ed Eurozona, insieme al PPI dell’area euro. I dati preliminari hanno già mostrato un miglioramento, con l’Eurozona tornata sopra quota 51,6 punti, dopo qualche mese di contrazione. I numeri finali serviranno soprattutto a confermare questo rimbalzo del settore servizi, che resta il principale motore dell’economia europea in un contesto in cui l’industria fatica ancora.</p><p></p><p>Quando sono diventato proprietario di casa, ho dipinto, fatto qualche lavoretto di falegnameria di base e imparato a risolvere i problemi idraulici. Ma ho raggiunto i miei limiti quando mi sono cimentato con i lavori elettrici. Una volta, non ho tolto la corrente prima di installare un nuovo interruttore e ho preso una bella scossa. Da quel momento in poi, ho lasciato quel tipo di lavoro a professionisti qualificati. Come dovrebbe essere per tutti i lavori. L&#x27;elettricità è diventata un tema centrale a livello globale, essenziale per alimentare l&#x27;economia moderna. Le regioni con una capacità sufficiente genereranno crescita nei prossimi anni, mentre quelle senza forniture adeguate potrebbero essere vulnerabili agli shock. La tecnologia, anche all&#x27;interno dei settori di base, sta diventando sempre più dominante. Le fabbriche utilizzano sempre più robot, agricoltori e minatori si affidano ad attrezzature sempre più sofisticate e le aziende di servizi si affidano a sistemi decisionali avanzati. Molti prodotti di consumo includono funzionalità gestite da circuiti all&#x27;avanguardia e un numero crescente di veicoli in tutto il mondo è alimentato a batteria.</p><p></p><p>E poi c&#x27;è l&#x27;avanzata dell&#x27;intelligenza artificiale (IA), che costituisce un settore a sé stante e influenza tutti gli altri. La crescente domanda di potenza di calcolo sta alimentando un boom di investimenti nei data center. McKinsey prevede che il numero di queste strutture potrebbe triplicare entro il 2030 (che è dopodomani).</p><p></p><p>L&#x27;energia è ovviamente necessaria per dare vita a tutte queste tecnologie. La domanda globale di elettricità è in rapida crescita e si prevede che aumenterà a ritmi ancora più sostenuti nel prossimo decennio. Entro la metà di questo secolo, l&#x27;AIE prevede che l&#x27;elettricità rappresenterà oltre il 38% del consumo energetico globale, quasi il doppio rispetto al 2020.</p><p></p><p>Le esigenze regionali sono determinate da una serie di fattori. Cina e Stati Uniti sono i leader indiscussi nella corsa all&#x27;intelligenza artificiale, investendo ingenti somme in infrastrutture a supporto di modelli linguistici complessi. Le economie manifatturiere, sia sviluppate che in via di sviluppo, necessitano di energia a basso costo per mantenere efficienti i propri impianti. La domanda di elettricità da parte dei cittadini è in aumento, soprattutto nelle economie in via di sviluppo, dove i redditi familiari sono in crescita.</p><p></p><p>E quando si parla di economie in via di sviluppo, non possiamo non citare l&#x27;India, che sembra soddisfare tutti questi requisiti. L&#x27;Energy Information Administration prevede che il fabbisogno energetico del paese crescerà del doppio rispetto alla media globale nel prossimo decennio. I settori manifatturiero e agricolo indiani si stanno modernizzando rapidamente. L&#x27;India è stata un polo per le tecnologie dell&#x27;informazione e spera di continuare a fornire questi servizi al resto del mondo. E con l&#x27;aumento delle temperature, l&#x27;India Energy &amp; Climate Center prevede un aumento di 130-150 milioni di unità di condizionamento dell&#x27;aria nei prossimi dieci anni.</p><p></p><p>Dal lato dell&#x27;offerta, il mix di risorse che i paesi utilizzano per fornire energia dipende da molti fattori. Alcuni paesi sono fortunati ad avere ampie riserve di determinati combustibili, che riduce i costi e aumenta la sicurezza energetica. La composizione industriale dell&#x27;economia gioca un ruolo importante. Il settore dei servizi richiede quantità e tipologie di energia diverse rispetto al settore manifatturiero. Anche le sensibilità e le normative ambientali incidono.</p><p></p><p>Ottimizzare il mix energetico è diventato ancora più importante a seguito dei due noti importanti shock negli ultimi quattro anni. La guerra in Ucraina ha portato l&#x27;Europa a interrompere i gasdotti provenienti dalla Russia e la guerra in Iran ha interrotto le catene di approvvigionamento sia del petrolio che del gas naturale. Ciò ha costretto molte nazioni a darsi da fare per garantire l&#x27;accesso a sufficienti forniture di carburante.</p><p></p><p>La Cina ha evitato il peggio di queste perturbazioni adottando una prospettiva a lungo termine. Non possedendo riserve interne di combustibili fossili e dovendo affrontare le preoccupazioni ambientali dei suoi cittadini, la Cina ha promosso lo sviluppo di fonti alternative. La Cina è leader mondiale nell&#x27;installazione di pannelli solari e nella quota di veicoli elettrici (EV) nel suo parco auto e dispone di oltre 4 milioni di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, quasi venti volte il numero presente negli Stati Uniti.</p><p></p><p>La Cina ha anche effettuato ingenti investimenti nelle sue infrastrutture elettriche, comprese linee di trasmissione ad altissima tensione per trasportare l&#x27;energia solare dalla fonte alle fabbriche. Di conseguenza, la Cina ha i costi dell&#x27;elettricità più bassi tra le principali economie mondiali, il che rappresenta un importante vantaggio competitivo.</p><p></p><p>Altri paesi nel mondo si trovano ad affrontare difficili equilibri nella definizione delle strategie di produzione energetica. Vi è la volontà di limitare la dipendenza da fonti esterne, ma la capacità interna potrebbe non essere sufficiente. Molti paesi possiedono ingenti riserve di carbone, ma devono valutarne l&#x27;impatto ambientale prima di utilizzarle. Il gas naturale è un&#x27;alternativa più pulita al carbone, ma le nazioni prive di approvvigionamenti interni hanno dovuto fare i conti con costi volatili. L&#x27;energia nucleare è in genere economica e pulita, ma le comunità sono restie ad accettare il rischio di incidenti (effetto nimby). Le fonti rinnovabili come l&#x27;energia solare ed eolica sollevano preoccupazioni in merito all&#x27;utilizzo del territorio e richiedono costosi impianti di stoccaggio per ovviare alla loro intermittenza.</p><p></p><p>Le reti energetiche di tutto il mondo necessitano di investimenti per essere rese più efficienti e sicure. Le aziende di servizi pubblici e il governo degli Stati Uniti prevedono di spendere oltre 1.000 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni a questo scopo. Le nazioni che si trovano ad affrontare vincoli di bilancio potrebbero invece incontrare difficoltà nell&#x27;allocare le somme necessarie. Le divergenze politiche e le apprensioni del mercato possono ridurre gli orizzonti temporali e ostacolare gli impegni per progetti di investimento a lungo termine.</p><p></p><p>L&#x27;elettricità sarà un fattore di differenziazione economica fondamentale nei prossimi decenni. La capacità di un paese di fornire energia influenzerà non solo il reddito nazionale, ma anche la qualità della vita. Ci saranno dei compromessi da affrontare, ma rimanere ancorati allo status quo sarà una strategia perdente. Quando la lampada sopra il nostro tavolo da cucina si è rotta, mia moglie ne ha comprata una nuova e mi ha chiesto di installarla. Data la mia esperienza con i cablaggi, sarebbe davvero una strategia perdente. Mangerò al buio finché non troveremo un tuttofare.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Opinioni</category>
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            <title><![CDATA[Pfizer alza la guidance 2026 dopo trimestrale oltre le attese]]></title>
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            <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 14:15:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il rialzo delle stime dopo il secondo trimestre trainato da Eliquis e Vyndaqel, ma restano le incertezze su pipeline e patent cliff.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Pfizer Inc. ha rivisto al rialzo la guidance per il 2026, portando il valore centrale delle stime di vendita a <strong>60,5-62,5 miliardi di dollari</strong>, rispetto alla precedente forchetta di <strong>59,5-62,5 miliardi</strong>. L’aggiornamento arriva dopo un secondo trimestre caratterizzato da una domanda robusta per farmaci consolidati come l’anticoagulante <strong>Eliquis</strong> e il cardiologico <strong>Vyndaqel</strong>, che hanno superato le attese degli analisti.</p><p>Il rialzo arriva dopo un secondo trimestre con un utile per azione (EPS) pari a 77 centesimi per azione, superiore alle aspettative degli analisti di 68 centesimi per azione (dati LSEG), e ricavi a 15,03 miliardi, superando le stime di 14,41 miliardi.</p><p>Inoltre, ha annunciato di prevedere ulteriori risparmi pari a 2,5 miliardi grazie alle iniziative di riduzione dei costi in corso, da realizzare tra il 2027 e il 2029.</p><p>A Wall Street, intanto, le azioni Pfizer aprono la seduta sopra la parità (+1%), a 25,10 dollari.</p><p>La società dovrà ora affrontare la prossima fase del piano di risparmio senza un CFO permanente: <strong>David Denton</strong>, figura chiave per la stabilità finanziaria, lascerà l’azienda a fine mese per passare a Nike, sostituito temporaneamente da <strong>Cecile Guegan</strong>.</p><p>L’azienda sta continuando a riorganizzarsi dopo il crollo della domanda dei prodotti legati al Covid-19. Già nel 2023 aveva avviato un piano di taglio dei costi da <strong>7 miliardi di dollari in cinque anni</strong>, puntando su automazione, intelligenza artificiale e riduzione della forza lavoro in alcuni siti, come la Svizzera. Ora, Pfizer ha annunciato un’estensione del programma di risparmio, con ulteriori tagli attesi <strong>fino al 2029</strong>.</p><p></p><p>Nonostante il rialzo della guidance, gli investitori restano scettici sulla pipeline del colosso farmaceutico. I costosi investimenti in oncologia e obesità non hanno ancora dato i frutti sperati, e preoccupa la capacità di Pfizer di colmare il <strong>patent cliff da 35 miliardi </strong>previsto entro la fine del decennio. A pesare anche il recentissimo fallimento di un farmaco sperimentale per il tumore al polmone avanzato, acquisito con la costosa operazione da <strong>43 miliardi </strong>su Seagen Inc. nel 2023.</p><p>“La situazione a breve termine di Pfizer rimane difficile, date le numerose scadenze di brevetti di grande rilevanza che l’azienda deve affrontare, ma riteniamo che i continui progressi sia sul fronte commerciale che in termini di pipeline dovrebbero contribuire ad accrescere l’interesse degli investitori nei confronti del titolo in futuro”, spiega l’analista di Guggenheim Vamil Divan.</p><p><strong>Evan Seigerman di BMO Capital Markets </strong>vede comunque opportunità a breve termine che potrebbero “ridisegnare la narrativa di Pfizer”, ma restano aperti i dubbi sul valore dell’acquisizione Seagen e sulla capacità di fornire maggiore visibilità su tempistiche e potenziale dell’oncologia.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Market Cap: cos'è la capitalizzazione di mercato e come si calcola]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/market-cap-cos-e-la-capitalizzazione-di-mercato/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=market-cap-cos-e-la-capitalizzazione-di-mercato</link>
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            <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:00:01 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La capitalizzazione di mercato, o market cap, misura il valore di una società in Borsa: cos&#x27;è, come si calcola e le soglie di big, mid e small cap.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>La capitalizzazione di mercato, o <strong>market cap</strong> (in inglese anche market capitalisation), indica il valore complessivo attribuito dal mercato azionario a una società quotata in Borsa. È la stessa grandezza che si sente chiamare anche capitalizzazione azionaria o capitalizzazione di borsa, e si ottiene moltiplicando il numero totale di azioni in circolazione di un&#x27;impresa per il prezzo corrente di una singola azione.</p><p><strong>Market cap = prezzo di un&#x27;azione × numero di azioni in circolazione</strong></p><p>Nel calcolo rientrano <strong>tutte le azioni emesse dalla società</strong>, comprese quelle detenute da soci di controllo, fondi o famiglie fondatrici, e non soltanto il flottante, ossia la quota di titoli effettivamente scambiata sul mercato. È un punto che genera spesso confusione: il flottante serve a calcolare altri indicatori, come il peso di un titolo in molti indici di Borsa, mentre la capitalizzazione di mercato in senso stretto considera il capitale sociale nella sua interezza.</p><p>Per fare un esempio, se una società ha 50 milioni di azioni in circolazione e ognuna vale 10 euro, la sua capitalizzazione di mercato è di 500 milioni di euro. Poiché il prezzo delle azioni cambia in continuazione durante le contrattazioni, anche il market cap di una società quotata si muove costantemente, spesso più volte al minuto nelle fasi di scambio più attive.</p><p>Per capire l&#x27;ordine di grandezza in cui si muovono le società più capitalizzate al mondo, un caso recente aiuta a inquadrare la questione. A fine luglio 2026 Apple ha toccato per la prima volta i 5.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, dopo aver superato Nvidia come società quotata più valutata al mondo. Le due aziende restano da tempo ai vertici delle classifiche mondiali per market cap, insieme ad altri colossi tecnologici come Microsoft e Alphabet, e la loro corsa è legata soprattutto agli investimenti miliardari nell&#x27;intelligenza artificiale.</p><p>Anche il FTSE Mib, il principale indice della Borsa di Milano, <a href="https://www.orafinanza.it/it/cos-e-l-indice-ftse-mib-e-perche-e-cosi-importante/">pesa i suoi componenti in base alla capitalizzazione di mercato</a> corretta per il flottante, con un tetto massimo del 15% per ciascun titolo. Per questo il valore delle società quotate influenza direttamente l&#x27;andamento dell&#x27;indice e, a cascata, quello di ETF e certificati che lo replicano.</p><p><br/></p><p>In base alla capitalizzazione, le società quotate vengono comunemente divise in fasce dimensionali: big cap (o large cap), mid cap e small cap. Non esiste però un&#x27;unica soglia condivisa a livello internazionale: cambia da mercato a mercato e viene aggiornata periodicamente dai fornitori di indici in base all&#x27;andamento generale delle Borse.</p><p>Un esempio concreto arriva da S&amp;P Dow Jones Indices, che fissa le soglie di capitalizzazione per l&#x27;ingresso nei suoi indici di riferimento del mercato Usa. Dal 1° luglio 2025 un titolo deve valere almeno 22,7 miliardi di dollari per entrare nell&#x27;S&amp;P 500, tra 8 e 22,7 miliardi di dollari per il segmento mid cap dell&#x27;S&amp;P MidCap 400, e tra 1,2 e 8 miliardi di dollari per il segmento small cap dell&#x27;S&amp;P SmallCap 600. Queste soglie vengono riviste ogni trimestre e riguardano l&#x27;ingresso nell&#x27;indice, non la permanenza: una società che scende sotto il limite non viene esclusa automaticamente.</p><p>In Italia i criteri sono diversi, perché si basano sulla composizione degli indici FTSE Italia gestiti da Borsa Italiana. Il segmento Large Cap, che corrisponde alle prime 40 società per capitalizzazione e flottante superiore a un miliardo di euro, alimenta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/cos-e-l-indice-ftse-mib-e-perche-e-cosi-importante/">FTSE Mib</a>. Le successive 60 società per capitalizzazione compongono il FTSE Italia Mid Cap, mentre tutte le altre imprese quotate che superano i filtri di liquidità rientrano nel FTSE Italia Small Cap. Anche in questo caso la classificazione non si basa tanto su un valore fisso in euro quanto sulla posizione relativa rispetto alle altre società quotate su Piazza Affari.</p><p>Al di sopra delle big cap, gli operatori di mercato usano informalmente anche il termine mega cap per le società che superano alcune centinaia di miliardi di dollari di capitalizzazione. Non esiste però una definizione standardizzata: è una categoria affermatasi negli ultimi anni con la crescita di poche aziende tecnologiche, più che un criterio riconosciuto dai fornitori di indici.</p><p><br/></p><p>Poiché il market cap dipende da due sole variabili, il prezzo dell&#x27;azione e il numero di azioni in circolazione, qualunque evento che modifichi uno dei due fattori si riflette sulla capitalizzazione della società. Il <strong>prezzo</strong> si muove in base alle dinamiche di domanda e offerta che animano ogni seduta di Borsa, e riflette le aspettative degli investitori su utili, crescita e rischio.</p><p>Il <strong>numero di azioni in circolazione</strong> cambia invece più raramente, e in genere per effetto di operazioni straordinarie. Un <a href="https://www.orafinanza.it/it/aumento-di-capitale-cos-e-e-effetti-sul-titolo/"><strong>aumento di capitale</strong></a>, tramite l&#x27;emissione di nuove azioni, alza il numero di titoli in circolazione e, a parità di altre condizioni, diluisce il valore di ciascuna azione esistente. Un <a href="https://www.orafinanza.it/it/cos-e-il-buyback-perche-le-societa-riacquistano-azioni-proprie/"><strong>buyback</strong></a>, cioè il riacquisto di azioni proprie da parte della società, produce l&#x27;effetto opposto: riduce il numero di azioni in circolazione. Generalmente questo fa salire il valore unitario della singola azione, mantenendo la capitalizzazione di mercato complessiva pressoché invariata (o aumentandola se il mercato percepisce positivamente l&#x27;operazione).</p><p>Anche un <strong>frazionamento azionario</strong>, o stock split, modifica sia il prezzo che il numero di azioni, ma i due effetti si compensano quasi perfettamente. In un frazionamento due a uno, ad esempio, il numero di azioni raddoppia e il prezzo si dimezza, lasciando la capitalizzazione di mercato pressoché inalterata: cambia la suddivisione del valore tra un numero maggiore di titoli, non il valore complessivo dell&#x27;azienda.</p><p><br/></p><p>Il market cap resta l&#x27;indicatore più immediato per farsi un&#x27;idea delle dimensioni di una società quotata, ma da solo non basta a giudicarne la solidità o la sostenibilità del prezzo. Due società con la stessa capitalizzazione possono avere livelli di debito molto diversi: per tenerne conto, gli analisti fanno spesso ricorso all&#x27;<a href="https://www.orafinanza.it/it/cos-e-il-enterprise-value-e-perche-e-importante/">Enterprise Value</a>, che alla capitalizzazione di borsa aggiunge la posizione debitoria netta e restituisce così una stima più completa del valore complessivo dell&#x27;impresa.</p><p>Allo stesso modo, il market cap non dice nulla sul fatto che un titolo sia sopravvalutato o sottovalutato rispetto ai suoi fondamentali. Per questo tipo di valutazione si usano altri <a href="https://www.orafinanza.it/it/multipli-di-mercato-per-calcolare-il-valore-di-una-societa/">multipli di mercato</a>, come il rapporto Prezzo/Utile, che confrontano il prezzo dell&#x27;azione con gli utili, i flussi di cassa o il patrimonio della società.</p><p>In generale, le società a grande capitalizzazione tendono a offrire maggiore stabilità e rendimenti più contenuti, mentre le mid e small cap presentano un potenziale di crescita superiore a fronte di un rischio più elevato, complice anche una liquidità di scambio solitamente inferiore. Nessuna delle due caratteristiche rende un titolo automaticamente più o meno adatto a un portafoglio: dipende dagli obiettivi e dall&#x27;orizzonte temporale dell&#x27;investitore.</p><p><br/></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Formazione</category>
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            <title><![CDATA[Wall Street sospinta dai tech, oggi i conti di SpaceX]]></title>
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            <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 12:15:45 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La trimestrale della società di Elon Musk è attesa oggi dopo la chiusura della Borsa di New York, mentre il sentiment trova sostegno dai segnali positivi di Palantir e Amazon</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Tecnologici di nuovo in luce a <strong>Wall Street</strong> grazie allo slancio di alcune protagoniste come Palantir e Amazon che hanno rassicurato gli investitori sulla domanda legata all&#x27;intelligenza artificiale, mentre gli sviluppi in Medio Oriente e gli utili statunitensi sono stati al centro dell&#x27;attenzione per valutare lo stato di salute dell’azionario USA.</p><p>I future su <strong>Nasdaq 100</strong> guadagnano oltre l’1% quando manca circa un’ora al suono della campanella della Borsa di New York, seguiti in scia da quelli sul <strong>Dones Jones</strong> (+1%), mentre viaggiano più lentamente i contratti sullo <strong>S&amp;P500</strong> (+0,40%).</p><p>Fermo il dollaro nei confronti dell’euro, con il cross <strong>EUR/USD</strong> a 1,1515, guadagna l’1,80% il <strong>Bitcoin</strong>, a 63.800 dollari.</p><p>Leggero guadagno per il prezzo dell’<strong>oro</strong>: prezzo spot a 4.060 dollari e future a 4.120 dollari l’oncia.</p><p>In calo, invece, le quotazioni del petrolio e il <strong>Brent</strong> scende (-2%) a 81,80 dollari al barile.</p><p>L’azionario guadagna in un contesto in cui le big tech restano sul palcoscenico. La capitalizzazione di mercato di <strong>Amazon ha superato per la prima volta i 3 mila miliardi di dollari</strong>, grazie al balzo dei titoli legati all&#x27;hyperscaling spinti da utili solidi, che hanno offerto una copertura per i suoi imponenti piani di spesa in conto capitale dedicati all&#x27;intelligenza artificiale.</p><p>Anche il titolo <strong>Palantir</strong> è salito in cattedra, guadagnando il 14% nelle contrattazioni after-hours a seguito di quello che l&#x27;amministratore delegato <strong>Alex Karp</strong> ha definito un trimestre &quot;di un altro pianeta&quot;. A incidere su questi risultati è l’aumento dei ricavi commerciali provenienti dagli investimenti governo degli Stati Uniti, aumentati del 90% su base annua.</p><p>Il rimbalzo dei titoli tecnologici statunitensi fa seguito a un mese volatile, in cui gli investitori si sono chiesti se i miliardi di dollari spesi nell&#x27;intelligenza artificiale <strong>si tradurranno in una crescita e in profitti più elevati</strong>.</p><p>Tuttavia, la stagione delle trimestrali, finora positiva, ha attenuato alcune di queste preoccupazioni. Le società dello S&amp;P 500 stanno superando le aspettative con un tasso dell&#x27;86%, il <strong>più alto negli ultimi cinque anni</strong>, mentre la crescita su base annua dell&#x27;utile per azione è al 29%, secondo Bloomberg Intelligence.</p><p>&quot;La combinazione tra una crescita economica resiliente, forti utili societari e investimenti guidati dall&#x27;IA continua a fornire un contesto favorevole per i titoli azionari&quot;, spiega <strong>Jeff Buchbinder</strong>, chief equity strategist di LPL Financial. &quot;Sebbene gli investitori facciano bene a esaminare attentamente le elevate spese in conto capitale degli hyperscaler e a monitorare gli sviluppi in Medio Oriente, riteniamo che questi rischi saranno compensati dalla potente spinta offerta dagli utili&quot;, aggiunge l’esperto.</p><p>Oggi sono attesi i conti di <strong>SpaceX</strong>, la <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-spacex-risultati-secondo-trimestre-previsioni-difficile-il-paragone-con-altre-societa">prima trimestrale</a> da quanto la società di Elon Musk si è quotata a Wall Street, e arrivano alla vigilia di <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-spacex-si-avvicina-lo-sblocco-di-azioni-da-116-miliardi-di-dollari/">uno dei più grandi sblocchi azionari</a> nella storia dei mercati dei capitali, con ben 116 miliardi di dollari in azioni che diventeranno vendibili per la prima volta il mese prossimo.</p><p>Il titolo dell’azienda arriva a questo appuntamento con una quotazione inferiore di circa il 15% rispetto al prezzo di chiusura dell&#x27;11 giugno, quando le azioni hanno iniziato a essere negoziate.</p><p>&quot;Il problema principale per SpaceX rimane l&#x27;imminente eccesso di offerta di azioni&quot;, secondo <strong>Chris Weston</strong>, responsabile della ricerca presso Pepperstone Group Ltd, che aggiunge: &quot;C&#x27;è la sensazione che molti investitori rimangano interessati a possedere il titolo, ma stiano aspettando che la pressione di vendita associata alla scadenza del periodo di lock-up inizi a svanire&quot;.</p><p>Nel frattempo, il petrolio continua a ricevere segnali contrastanti riguardo ai negoziati nel <strong>Medio Oriente</strong>, dopo che il presidente Trump ha annullato un attacco su larga scala contro l&#x27;Iran per riavviare le trattative. L&#x27;Iran ha smentito la notizia secondo cui le due parti stessero dialogando, provocando la reazione infastidita del tycoon, che in un post su Truth Social ha definito la Repubblica Islamica &quot;incredibilmente doppia&quot;.</p><p>&quot;Questa è l&#x27;ultima possibilità per loro di firmare un buon accordo&quot;, dichiarava ieri Trump dallo Studio Ovale.</p><p><strong>Palantir Technologies</strong> (+16%): ha rivisto al rialzo i ricavi annui, portandoli a un intervallo compreso tra 8,15 e 8,16 miliardi di dollari, rispetto alla precedente previsione che li collocava tra 7,65 e 7,66 miliardi.</p><p><strong>On Semiconductor</strong> (+7%): ha previsto ricavi trimestrali superiori alle aspettative, segnalando una forte domanda di chip di gestione dell&#x27;energia utilizzati nei data center di IA.</p><p><strong>Merck</strong> (+2%): ricavi nel secondo trimestre pari a 16,61 miliardi di dollari e oltre le previsioni medie degli analisti, che si attestavano a 16,38 miliardi di (dati LSEG).</p><p><strong>Caterpillar</strong> (+9%): utile per azione rettificato di 8,17 dollari, superiori ai 4,72 dollari per azione dell’anno precedente e ben al di sopra delle aspettative degli analisti pari a 6,20 dollari per azione (dati LSEG).</p><p><strong>Snap</strong> (+8%): ricavo trimestrale di 1,60 miliardi di dollari che supera le stime di 1,54 miliardi, mentre il valore medio della forbice di previsione per il terzo trimestre, compresa tra 1,70 e 1,74 miliardi di dollari, è superiore alla previsione di 1,70 miliardi.</p><p><strong>Powell Industries</strong> (-14%): i ricavi del terzo trimestre pari a 312 milioni di dollari, in crescita del 9% su base annua, ma inferiori alle stime di Wall Street, che si attestavano a 315,2 milioni.</p><p><strong>Archer-Daniels-</strong>Midland (+2%): utile rettificato di 1,84 dollari per azione nei tre mesi chiusi al 30 giugno, superando la stima media degli analisti di 1,44 dollari (dati LSEG).</p><p><strong>Onsemi</strong> (+7%): prevede un EPS rettificato per il terzo trimestre compreso tra 81 e 93 centesimi, con il valore medio superiore alle stime di 85 centesimi (dati LSEG).</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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        <item>
            <title><![CDATA[Capitalizzazione Borsa Italiana: market cap delle società del FTSE MIB]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/capitalizzazione-borsa-italiana/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=capitalizzazione-borsa-italiana</link>
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            <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 09:45:56 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Capitalizzazione Borsa Italiana: scopri la capitalizzazione di tutte le 40 società del FTSE MIB ad agosto 2026. UniCredit, Intesa Sanpaolo, Enel, ENI, Ferrari e tutte le altre blue chip di Piazza Affari.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>capitalizzazione di borsa</strong> è uno degli indicatori più importanti per valutare il peso di un&#x27;azienda sui mercati finanziari. In questo articolo trovi un aggiornamento completo sulla <strong>capitalizzazione Borsa Italiana</strong> delle 40 società che compongono il <strong>FTSE MIB</strong>, l&#x27;indice principale di Piazza Affari.</p><p><em>Dati aggiornati ad agosto 2026. Le capitalizzazioni sono espresse in miliardi di euro e si riferiscono alle quotazioni di mercato delle società componenti il FTSE MIB.</em></p><p><strong>UniCredit</strong> è la prima società per capitalizzazione del FTSE MIB con <strong>127,949 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026, superando persino Intesa Sanpaolo. Il gruppo guidato da Andrea Orcel ha registrato una crescita straordinaria grazie a risultati record e a una strategia di espansione in Europa. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-unicredit-calendario-finanziario-dividendi-trimestrali-assemblea-azionisti/">calendario finanziario UniCredit 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>Intesa Sanpaolo</strong> è la prima banca italiana e la prima società per capitalizzazione del FTSE MIB, con <strong>119,268 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. Il gruppo guidato da Carlo Messina è ormai stabilmente tra le banche più capitalizzate d&#x27;Europa, grazie a risultati record e a una strategia focalizzata sulla gestione patrimoniale. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-intesa-calendario-finanziario-dividendi-trimestrali-assemblea-azionisti/">calendario finanziario Intesa Sanpaolo 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Enel</strong> è la seconda società per capitalizzazione del FTSE MIB con <strong>101,911 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. Il colosso energetico, presente in oltre 30 paesi nel mondo, è uno dei titoli più trattati da investitori retail e istituzionali su Piazza Affari. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-enel-calendario-finanziario-dividendi-trimestrali-assemblea-azionisti/">calendario finanziario Enel 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>ENI</strong>, il gigante italiano degli idrocarburi e delle energie rinnovabili, vale <strong>72,944 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. Nonostante le sfide della transizione energetica, ENI mantiene una capitalizzazione solida e un ruolo di primo piano nel panorama europeo del settore oil &amp; gas. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/eni-calendario-finanziario-dividendi-trimestrali-assemblea-azionisti/">calendario finanziario ENI 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Assicurazioni Generali</strong>, il Leone di Trieste e il principale gruppo assicurativo italiano, presenta una <strong>capitalizzazione di 68,275 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. Con una presenza in oltre 50 paesi, è tra le compagnie assicurative più grandi d&#x27;Europa. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-generali-calendario-finanziario/">calendario finanziario Generali 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Ferrari</strong> continua a essere un&#x27;eccellenza italiana sui mercati globali, con una <strong>capitalizzazione di 66,971 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. Il Cavallino Rampante è tra i brand più premium e redditizi al mondo, con multipli di borsa che riflettono le aspettative di crescita nel segmento del lusso automobilistico. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-ferrari-calendario-finanziario">calendario finanziario Ferrari 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>STMicroelectronics</strong>, il principale produttore europeo di semiconduttori, presenta una <strong>capitalizzazione di 42,197 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. È uno dei titoli tech più importanti dell&#x27;indice, con una forte esposizione ai mercati dell&#x27;automotive e dell&#x27;IoT.</p><p><strong>Prysmian</strong>, leader mondiale nella produzione di cavi per energia e telecomunicazioni, raggiunge una <strong>capitalizzazione di 36,432 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. Il gruppo beneficia della domanda strutturale per le reti elettriche e i cavi sottomarini legata alla transizione energetica. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-prysmian-calendario-finanziario/">calendario finanziario Prysmian 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS)</strong>, dopo anni di ristrutturazione, sorprende con una <strong>capitalizzazione di 35,556 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026, tornando tra le banche di peso del FTSE MIB. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-mps-calendario-finanziario/">calendario finanziario Banca MPS 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Poste Italiane</strong> vale <strong>35,238 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026, confermandosi come uno dei colossi del FTSE MIB grazie alla diversificazione nei servizi finanziari, assicurativi e logistici. È tra i titoli più diffusi nei portafogli degli investitori italiani. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-poste-italiane-calendario-finanziario/">calendario finanziario Poste Italiane 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>Leonardo</strong>, il principale gruppo italiano della difesa e dell&#x27;aerospazio, registra una <strong>capitalizzazione di 32,717 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. Il titolo ha beneficiato in modo significativo dell&#x27;aumento delle spese militari in Europa, diventando uno dei preferiti dagli investitori nel comparto della difesa. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/leonardo-calendario-finanziario/">calendario finanziario Leonardo 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>BPER Banca</strong> registra ad agosto 2026 una <strong>capitalizzazione di 30,963 miliardi di euro</strong>, consolidando la propria posizione tra i grandi gruppi bancari italiani grazie a un percorso di aggregazioni avviato negli anni precedenti. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-bper-banca-calendario-finanziario/">calendario finanziario BPER Banca 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Tenaris</strong>, produttore mondiale di tubi in acciaio per il settore energetico controllato dalla famiglia Rocca, raggiunge una <strong>capitalizzazione di 25,610 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. È uno dei titoli industriali più solidi del FTSE MIB, con una base globale di clienti nel settore oil &amp; gas. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-tenaris-calendario-finanziario/">calendario finanziario Tenaris 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>Banco BPM</strong>, terza banca italiana per attivi, vale <strong>24,599 miliardi di euro</strong> in borsa ad agosto 2026. Il gruppo si conferma tra i principali istituti di credito quotati a Piazza Affari. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-banco-bpm-calendario-finanziario/">calendario finanziario Banco BPM 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>Mediobanca</strong>, la banca d&#x27;affari milanese con partecipazioni strategiche in Generali e nel lusso, vale <strong>22,869 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. È da sempre al centro delle dinamiche del capitalismo italiano e un punto di riferimento nel corporate banking. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-mediobanca-calendario-finanziario/">calendario finanziario Mediobanca 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Terna</strong>, gestore della rete di trasmissione elettrica nazionale, vale <strong>20,331 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. Come Snam, è considerato un titolo difensivo per eccellenza, con ricavi regolati e crescita garantita dagli investimenti nelle infrastrutture elettriche. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-terna-calendario-finanziario/">calendario finanziario Terna 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Unipol</strong>, il principale gruppo assicurativo italiano indipendente con sede a Bologna, vale <strong>20,398 miliardi di euro</strong> in borsa ad agosto 2026. Il gruppo è attivo sia nel ramo danni che nel vita e controlla diverse realtà bancarie e assicurative italiane. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-unipol-calendario-finanziario">calendario finanziario Unipol 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Snam</strong>, operatore delle infrastrutture del gas naturale in Italia, vale <strong>19,889 miliardi di euro</strong> in borsa ad agosto 2026. È un titolo tipicamente difensivo, molto apprezzato per la stabilità dei flussi di cassa regolati e la politica di dividendi generosa. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-snam-calendario-finanziario/">calendario finanziario Snam 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>Banca Mediolanum</strong>, tra le banche-assicurazioni più note in Italia, raggiunge ad agosto 2026 una <strong>capitalizzazione di 17,660 miliardi di euro</strong>. Il modello basato sui consulenti finanziari continua a riflettersi positivamente sulla valorizzazione di mercato. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-banca-mediolanum-calendario-finanziario/">calendario finanziario Banca Mediolanum 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>Telecom Italia (TIM)</strong> vale <strong>16,090 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. Dopo anni di ristrutturazione e la cessione della rete fissa, la società è entrata in una nuova fase come operatore di telecomunicazioni focalizzato sui servizi. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-telecom-calendario-finanziario/">calendario finanziario Telecom Italia 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>FinecoBank</strong>, la banca diretta e di investimento del gruppo UniCredit, vale <strong>14,979 miliardi di euro</strong> in borsa ad agosto 2026. È uno dei titoli finanziari più seguiti dagli investitori per la qualità del modello di business basato sul risparmio gestito digitale. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-finecobank-calendario-finanziario/">calendario finanziario FinecoBank 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>Stellantis</strong>, il quarto costruttore automobilistico al mondo nato dalla fusione di FCA e PSA, vale <strong>14,296 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. La capitalizzazione risente del difficile contesto del settore auto, con la transizione all&#x27;elettrico che continua a pesare sui margini. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-stellantis-calendario-finanziario/">calendario finanziario Stellantis 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Moncler</strong>, il brand del lusso fondato sull&#x27;iconico piumino, presenta una <strong>capitalizzazione di 13,817 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. Il gruppo, che include anche Stone Island, è uno dei titoli del lusso più seguiti dagli investitori internazionali su Piazza Affari. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-moncler-calendario-finanziario/">calendario finanziario Moncler 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>Recordati</strong>, gruppo farmaceutico specializzato nelle malattie rare, vale <strong>10,812 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. È uno dei titoli healthcare italiani più apprezzati per la solidità del modello di business e la crescita nei farmaci orfani. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-recordati-calendario-finanziario/">calendario finanziario Recordati 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>Italgas</strong>, leader in Italia nella distribuzione del gas naturale, presenta una <strong>capitalizzazione di 9,248 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. L&#x27;azienda si posiziona come un titolo difensivo molto apprezzato dagli investitori orientati ai dividendi. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-italgas-calendario-finanziario/">calendario finanziario Italgas 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Saipem</strong>, società di servizi e ingegneria per il settore energetico, registra una <strong>capitalizzazione di 8,597 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. Dopo la difficile ristrutturazione degli anni precedenti, il gruppo ha ritrovato solidità operativa beneficiando della ripresa degli investimenti nel settore oil &amp; gas. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-saipem-calendario-finanziario/">calendario finanziario Saipem 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Buzzi</strong>, uno dei principali produttori di cemento in Europa, presenta una <strong>capitalizzazione di 7,459 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026, confermandosi come riferimento del settore dei materiali da costruzione a Piazza Affari. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-buzzi-calendario-finanziario/">calendario finanziario Buzzi 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>A2A</strong> è la principale multiutility italiana per energia e ambiente. Ad agosto 2026 la sua <strong>capitalizzazione di borsa si attesta a 7,281 miliardi di euro</strong>, confermandosi come uno dei player di medie dimensioni nell&#x27;indice. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-a2a-calendario-finanziario/">calendario finanziario A2A</a> per le prossime date di assemblea, trimestrali e dividendo.</p><p><strong>Campari Group</strong>, colosso italiano degli spirits con brand iconici come Aperol, Campari e Wild Turkey, raggiunge una <strong>capitalizzazione di 7,158 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026, nonostante le pressioni sul settore dei consumi premium. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-campari-calendario-finanziario/">calendario finanziario Campari 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>Brunello Cucinelli</strong>, l&#x27;azienda del lusso &quot;umanistico&quot; con sede a Solomeo, vale <strong>6,234 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. È uno dei brand del lusso italiano più apprezzati dagli investitori internazionali. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-brunello-cucinelli-calendario-finanziario/">calendario finanziario Brunello Cucinelli 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>Lottomatica Group</strong>, il leader italiano nel gioco legale e nelle scommesse, vale <strong>6,149 miliardi di euro</strong> in borsa ad agosto 2026. Quotata più di recente rispetto ad altri big dell&#x27;indice, cresce nella raccolta sia fisica che digitale.</p><p><strong>INWIT (Infrastrutture Wireless Italiane)</strong>, la principale tower company italiana nata dalla fusione delle torri di TIM e Vodafone, vale <strong>5,853 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. È un titolo molto seguito per l&#x27;esposizione alla crescita delle infrastrutture 5G. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-inwit-calendario-finanziario/">calendario finanziario INWIT 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>Hera</strong>, multiutility attiva nel nord Italia nei servizi di energia, acqua e ambiente, vale <strong>5,782 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. È una delle società a controllo pubblico più attive per la crescita per linee esterne nel settore delle utilities. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-hera-calendario-finanziario">calendario finanziario Hera 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>Azimut Holding</strong>, gruppo indipendente della gestione del risparmio, presenta una <strong>capitalizzazione di 5,395 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. La società è uno dei principali asset manager quotati in Italia. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-azimut-calendario-finanziario/">calendario finanziario Azimut 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Nexi</strong>, il principale operatore italiano nei pagamenti digitali, vale <strong>5,134 miliardi di euro</strong> in borsa ad agosto 2026. Il titolo riflette le sfide competitive del settore fintech europeo, ma la società mantiene una posizione dominante nel mercato domestico. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-nexi-calendario-finanziario/">calendario finanziario Nexi 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Fincantieri</strong>, il principale costruttore navale italiano, registra una <strong>capitalizzazione di 4,919 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. Il gruppo beneficia di un portafoglio ordini robusto nel comparto delle navi da crociera e della difesa navale.</p><p><br/></p><p><strong>DiaSorin</strong>, specializzata nella diagnostica molecolare e immunologica, vale <strong>4,169 miliardi di euro</strong> in borsa ad agosto 2026. È tra i principali player italiani nel settore healthcare quotati sul FTSE MIB. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-diasorin-calendario-finanziario/">calendario finanziario DiaSorin 2026</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Iveco Group</strong>, produttore di veicoli commerciali e industriali, vale <strong>3,768 miliardi di euro</strong> in borsa ad agosto 2026. Il titolo sconta le incertezze del settore automobilistico, ma il gruppo mantiene una base di business solida nei veicoli pesanti e speciali. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-iveco-calendario-finanziario/">calendario finanziario Iveco 2026</a> per le prossime date.</p><p><br/></p><p><strong>Amplifon</strong>, leader mondiale nella distribuzione di apparecchi acustici, registra ad agosto 2026 una <strong>capitalizzazione di 3,226 miliardi di euro</strong>. È tra le società a minore capitalizzazione del FTSE MIB, ma con un posizionamento di nicchia molto solido a livello globale. Consulta il <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-amplifon-calendario-finanziario/">calendario finanziario Amplifon</a> per le prossime scadenze.</p><p><br/></p><p><strong>Avio</strong>, azienda specializzata nella propulsione spaziale e nei lanciatori, vale in borsa <strong>1,454 miliardi di euro</strong> ad agosto 2026. È la società con la capitalizzazione più bassa dell&#x27;intero indice FTSE MIB.</p><p><br/></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Formazione</category>
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            <title><![CDATA[Stellantis, settimo mese di crescita consecutiva in Italia]]></title>
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            <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 09:15:17 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La casa automobilistica italo-francese ha registrato a luglio una crescita del 3,8% su base annua, in linea con l’andamento del mercato e confermandosi leader del mercato italiano.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Stellantis</strong> ancora leader del mercato italiano, arrivata al suo settimo mese consecutivo in crescita. Nel mese di luglio, infatti, la casa automobilistica ha registrato una crescita del 3,8% su base annua secondo i calcoli di Reuters, con 31.952 immatricolazioni. Escludendo Leapmotor, i marchi del gruppo guidato dal ceo <strong>Antonio Filosa</strong> hanno aumentato i volumi dell&#x27;1,1%.</p><p>La quota di mercato della casa automobilistica franco-italiana si attesta al 25,9% il mese scorso, i numeri dell’agenzia.</p><p>Analizzando i marchi del gruppo, <strong>Fiat</strong> è cresciuta del 27% (14.031 unità vendute), raggiungendo una quota di mercato dell&#x27;11,4%, in crescita di 2,1 punti percentuali su base annua. Nel dettaglio, <strong>Pandina Hybrid</strong> è la vettura più venduta in Italia a luglio con 8.472 immatricolazioni, che equivalgono al 6,9% di quota del mercato totale. <strong>Grande Panda</strong>, che nel mese di luglio ha immatricolato 2.197 veicoli, nei primi sette mesi dell&#x27;anno si piazza al quarto posto tra le auto più vendute sullo Stivale e al secondo posto nel segmento B berline.</p><p>Impressionante il balzo di <strong>Leapmotor</strong>: 1.124 immatricolazioni a luglio, segnando così un +203% rispetto allo stesso mese del 2025, e una quota di mercato pari allo 0,9% (+0,6%), che raggiunge il 10,8% nel caso delle Bev.</p><p>Passando ai veicoli commerciali, <strong>Fiat Professional</strong> è al vertice del mercato a luglio e anche nei primi sette mesi dell&#x27;anno, in cui registra 27.421 immatricolazioni e una quota del 24,6%.</p><p>Ducato è il furgone più venduto, con 1.417 unità immatricolate, festeggiando così i suoi primi 45 anni di storia.</p><p>Infine, Fiat si conferma infine leader della micromobilità con òa <strong>Topolino</strong>, che a luglio ha dominato le vendite dei quadricicli con una crescita dei volumi del 7%. La quota di mercato tra i quadricicli leggeri elettrici si è attestata al 40,3%.</p><p>La crescita di Stellantis risulta in <strong>linea con il dato complessivo del mercato italiano</strong>. Le immatricolazioni di auto nuove sono infatti <strong>aumentate a luglio del 3,9% su base annua</strong>, raggiungendo quota 123.184 veicoli, secondo i dati diffusi ieri dal Ministero dei Trasporti.</p><p>Nei primi sette mesi, le immatricolazioni aumentano dell’8,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, raggiungendo 1,06 milioni di unità.</p><p>I <strong>gruppi cinesi</strong> continuano a registrare una forte espansione: le vendite di BYD aumentano del 127% su base annua, raggiungendo le 4.466 unità e una quota di mercato del 3,63%, mentre i marchi Omoda/Jaecoo di Chery registrano un aumento del 168,5%, arrivando a 3.786 unità.</p><p>Infine, frenata per Tesla: le vendite della casa automobilistica di Elon Musk sono calate del 77%, ferme a 105 unità.<br/><br/></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Ferragamo affonda: scarsa visibilità sul trimestre]]></title>
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            <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:45:03 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il management ha definito il contesto attuale del business del gruppo come estremamente difficile e il mese di luglio ha evidenziato un certo rallentamento.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>“Fare previsioni sull&#x27;andamento del business nell&#x27;attuale contesto è estremamente difficile”. Con queste parole, l’executive board member di <strong>Salvatore Ferragamo</strong>, <strong>Ernesto Greco</strong>, descrive le prospettive future del gruppo parlando nel corso della conference call con gli analisti sui risultati del primo semestre 2026.</p><p>“Entrando più nel dettaglio”, proseguiva Greco, “luglio ha evidenziato un certo rallentamento”, anche se “è probabilmente il mese meno rilevante per il nostro business” e “i ricavi complessivi sono rimasti comunque in territorio positivo, anche se la crescita è stata inferiore rispetto a quella registrata nel primo semestre”.</p><p>Parole che spingono al ribasso le azioni Salvatore Ferragamo in apertura di seduta, arrivato a cedere anche l’8% nella prima ora di scambi e scendendo fino ad un minimo di 9,155 euro.</p><p>“Sicuramente la base di confronto è impegnativa, perché la seconda metà del 2025 è stata particolarmente positiva, soprattutto negli ultimi due o tre mesi”, aggiungeva il manager, sottolineando che “Dobbiamo però considerare anche i significativi progressi compiuti dalla società negli ultimi dodici mesi”.</p><p>“Questo rallentamento è dovuto <strong>in parte a una minore dinamica del mercato statunitense</strong>, ma anche alla <strong>decisione di accorciare il periodo dei saldi</strong>”. Inoltre, “anche il <strong>contesto geopolitico</strong> probabilmente non sta aiutando, perché&#x27; un ambiente caratterizzato da forte incertezza e turbolenza non favorisce i consumi”.</p><p>“Vorrei però essere molto chiaro”, chiosa Greco. “Oggi Ferragamo è concentrata sul medio-lungo periodo. Vogliamo creare le basi per costruire una società molto solida”.</p><p>“I commenti sul current trading pesano sulle azioni”, spiegano gli analisti di <strong>Bnp Paribas Exane</strong> che comunque considerano la debolezza del titolo come un&#x27;occasione di acquisto: rating outperform confermato, prezzo obiettivo alzato da 13 a 13,1 euro.</p><p>A dodici mesi dall&#x27;avvio delle azioni strategiche, Ferragamo “continua a concentrarsi sulle iniziative necessarie a rafforzare le fondamenta del brand”, spiega la nota diffusa ieri.</p><p></p><p>“Il secondo trimestre è stato sopra le attese”, sottolineano da Bpn. Nel periodo, i <strong>ricavi consolidati</strong> sono stati pari a 259 milioni, in crescita del 4,6% a cambi costanti (+2,4% a cambi correnti) rispetto al secondo trimestre 2025.</p><p>Il <strong>canale diretto al pubblico (Dtc)</strong> ha registrato un incremento del 6,6% a cambi costanti, mentre il canale wholesale ha riportato risultati in linea con lo stesso periodo dello scorso anno.</p><p>Analizzando il primo semestre 2026, l’utile netto, inclusivo del risultato di terzi, è stato di 1,5 milioni rispetto ai 16 milioni di negativo adjusted (escludendo l’effetto negativo dell’impairment test) al 30 giugno 2025.</p><p>Tra gli altri dati, il risultato pperativo lordo (EBITDA) è stato pari a 90 milioni, rispetto ai 73 milioni al 30 giugno 2025, con un&#x27;incidenza sui ricavi pari al 19,2%, rispetto al 15,3% al 30 giugno 2025.</p><p>Il risultato operativo (EBIT) ha raggiunto i 21 milioni, rispetto ai 3 milioni negativo adjusted (escludendo la componente negativa di costo pari a 41 milioni relativa all&#x27;Impairment Test) al 30 giugno 2025. Il risultato prima delle imposte è stato positivo per 6 milioni, rispetto a 24 milioni negativo adjusted (escludendo l&#x27;effetto negativo dell&#x27;Impairment Test) al 30 giugno 2025.</p><p>Il margine lordo è stato pari a 324 milioni, rispetto a 321 milioni al 30 giugno 2025, con un&#x27;incidenza sui ricavi pari al 69,2%, rispetto al 67,7% al 30 giugno 2025, grazie ad una maggiore incidenza delle vendite a prezzo pieno e alla tendenza all&#x27;acquisto di prodotti di maggior valore.<br/><br/></p><p>Dopo i conti, <strong>Equita</strong> ha abbassato da hold a reduce il giudizio sul titolo, con prezzo obiettivo che sale del 12% a 8,2 euro. Ebit del primo semestre &quot;sopra le attese per controllo costi ma luglio in rallentamento e rafforzamento di organizzazione e processi per la crescita&quot;, sintetizzano gli analisti.</p><p>&quot;Apprezziamo i progressi degli ultimi trimestri che hanno portato un ritorno a crescite a media singola cifra&quot; percentuale &quot;dal terzo trimestre 2025 ma su basi facili e con ancora alcuni elementi di attenzione (cluster cinese negativo, pelletteria che sottoperforma, vendite sbilanciate su poche linee iconiche), a cui si aggiunge un messaggio di ritorno alla crescita degli opex da verificare nei prossimi trimestri, e marginalità/generazione di cassa ancora sotto i benchmark di settore tra tre/cinque anni, anche nelle nostre stime ben sopra consensus&quot;, aggiungono gli esperti.</p><p><strong>Intesa Sanpaolo</strong> conferma la raccomandazione neutral e il prezzo obiettivo a 7,9 euro. &quot;Il solido risultato a livello di Ebit e il messaggio rassicurante sul mantenimento della disciplina dei costi e sulla prevista espansione del margine lordo potrebbero portare a una revisione al rialzo delle stime di consenso dell&#x27;Ebit per l&#x27;esercizio 2026&quot;, notano gli analisti, che sottolineano però come il titolo scambi su multipli che impediscono di assumere una visione più costruttiva sull&#x27;azione, &quot;soprattutto considerando che il secondo semestre del 2026 dovrà confrontarsi con una base di comparazione molto più impegnativa&quot;.</p><p><strong>Ubs</strong> ha ridotto da 10,7 a 10,3 euro il prezzo obiettivo, confermando la raccomandazione neutral. &quot;Pur continuando a riconoscere il miglioramento del momentum aziendale, la forte performance del titolo (in rialzo di circa il 23% da inizio anno) suggerisce che gran parte del potenziale di ripresa a breve termine sia già incorporata sia nelle aspettative sia nella valutazione. In assenza di una revisione al rialzo delle stime per il secondo semestre e per l&#x27;esercizio 2026, risulterebbe difficile giustificare un ulteriore apprezzamento del titolo rispetto ai livelli attuali&quot;, spiegano gli analisti.</p><p></p><p>Conto economico consolidato al 30 giugno 2026</p><p><em>Fonte: sito web ufficiale di Salvatore Ferragamo</em></p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[SpaceX oggi alla prova dei conti: difficile il paragone con altre società]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-spacex-risultati-secondo-trimestre-previsioni-difficile-il-paragone-con-altre-societa/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-spacex-risultati-secondo-trimestre-previsioni-difficile-il-paragone-con-altre-societa</link>
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            <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:00:22 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La società di Elon Musk diffonderà i risultati del secondo trimestre dopo la chiusura di Wall Street dopo che il titolo resta ai minimi storici e i temi da tenere d’occhio saranno soprattutto l’intelligenza artificiale e i data center nello spazio.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Arrivato il giorno della diffusione dei risultati trimestrali di <strong>SpaceX</strong>, i primi da quanto la società di Elon Musk è sbarcata in borsa, attesi per stasera dopo la chiusura di Wall Street.</p><p>Nonostante il grande clamore che aveva accompagnato l’arrivo della società, <strong>finora l’andamento del titolo è stato deludente</strong>: il debutto era arrivato a 135 dollari, prezzo dell’Ipo, per poi rimbalzare fino a sfiorare quota 200 dollari. Dopo di allora solo una lenta caduta che lo ha portato fino ad un minimo di 112,55 dollari, con un calo del 17% rispetto al prezzo di collocamento e oltre -44% dai massimi. Ieri ha chiuso la prima seduta di agosto a 114,53 dollari grazie ad un guadagno del 5,68% in un contesto di mercato caratterizzato da forti acquisti per il Nasdaq 100 (+1,78%), dove <a href="https://www.orafinanza.it/it/spacex-da-domani-nel-nasdaq-100-rally-tecnico-o-valore-reale/">è entrato nei primi giorni di luglio</a>.</p><p>Inoltre, appena due giorni dopo la pubblicazione dei risultati finanziari <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-spacex-si-avvicina-lo-sblocco-di-azioni-da-116-miliardi-di-dollari/">scadranno le prime clausole di lock-up</a>: gli investitori che hanno partecipato alla fase pre-ipo potranno iniziare a vendere le proprie quote e questo potrebbe portare sul mercato miliardi di azioni SpaceX nei prossimi mesi. Il rischio è volatilità e quotazioni in rosso.</p><p>Stasera sarà l’occasione per capire se i fondamentali alla base della quotazione saranno confermati a seguito degli <strong>ingenti investimenti </strong>annunciati e necessari per un gruppo che sta puntando sull’<strong>intelligenza artificiale </strong>nelle proprie attività come i viaggi nello spazio.</p><p>Proprio sulla <strong>sostenibilità degli investimenti nell’IA nel lungo termine </strong>si concentrerà l’attenzione, con il boss <strong>Elon Musk</strong> che ha definito questa tecnologia il motore principale per la crescita della società.</p><p>Il vulcanico imprenditore, poi, sarà al centro dell’attenzione nel corso della conference call dopo le anticipazioni di piani futuristici, come ad esempio la creazione di <strong>data center nello spazio</strong>, annunciati per ridurne il fabbisogno energetico e l&#x27;impatto ambientale.</p><p>Secondo gli analisti di <strong>Morningstar</strong>, le spese dedicate alle infrastrutture IA sono <strong>più che raddoppiate</strong> tra il 2024 e il 2025 e potrebbero quasi raddoppiare ancora nel 2026. Il segmento ha prodotto ricavi per 3,2 miliardi di dollari nel 2025 e per 818 milioni nel primo trimestre, ma la redditività appare ancora lontana. Il timore è che la crescita dei costi preceda di molti anni quella dei profitti.</p><p>L’ipotesi che il titolo SpaceX sia sopravvalutato non è nuova, era emersa già prima della quotazione, ma <strong>Nicolas Owens</strong> di Morningstar ritiene che le cose non siano cambiate e, secondo FactSet, sarebbe l’unico analista della Borsa di New York a portare ancora avanti questa tesi.</p><p>Le azioni SpaceX oscillano mediamente intorno ai 112 dollari per azione, ben lontana dal prezzo obiettivo medio calcolato dagli esperti, pari a 236,72 dollari secondo dati FactSet.</p><p>Owens, invece, è più pessimista: <strong>il suo fair value è stimato a 63 dollari</strong>. “Riteniamo che le azioni siano sopravvalutate alla luce dei fondamentali e dell’incertezza relativa al ritorno sull’investimento nel settore dell’intelligenza artificiale”, spiega l’analista.</p><p>La preoccupazione principale secondo Morningstar, è <strong>se il massiccio investimento nello sviluppo dell’IA genererà i rendimenti necessari a sostenere le valutazioni</strong>. Nel 2025 il segmento ha generato un fatturato di 3,2 miliardi, mentre nel primo trimestre di quest’anno ha raggiunto 818 milioni. I ricavi includeranno i canoni di noleggio delle infrastrutture da parte di Anthropic, Google e, eventualmente, Reflection. “<strong>Non mi aspetto che il settore diventi redditizio nel breve periodo</strong>”, afferma Owens.</p><p>Sotto osservazione sarà, inoltre, il business di <strong>Starlink</strong>, quello delle comunicazioni satellitari e considerato come chiave, in quanto l’unico che ha chiuso il 2025 ini utile.</p><p>“Starlink è attualmente il motore dei profitti dell’azienda ed è in grado di finanziare in parte i piani di espansione nel settore dell’IA”, sottolinea Owens, ed ecco perché l’andamento del <strong>numero di abbonati</strong>, che l’analista prevede in crescita del 93% nel 2026 dopo il +229% del 2025 e il quasi raddoppio del 2024, è una metrica da tenere sotto controllo.</p><p>Infine, il <strong>settore dello spazio</strong> rappresenterà un’altra metrica chiave. Per il broker, i data center nello spazio e i lanci settimanali con vettori riutilizzabili sono fondamentali per le prospettive di crescita dell’azienda. “Starship, progettato per lanciare un carico utile fino a 10 volte superiore rispetto a un tipico lancio del Falcon 9, rafforzerà la posizione di vantaggio di SpaceX rispetto al resto del settore in termini di cadenza e capacità di lancio. Starship”, conclude Owens.</p><p>L’analisi dei risultati di SpaceX non sarà facile, in quanto <strong>non ci sono metri di paragone a Wall Street</strong>: SpaceX è un ecosistema complesso che spazia dalle connessioni satellitari ai lanci in orbita fino all’IA.</p><p>Nessun’altra società quotata si presenta in questo modo, pertanto appare difficile confrontare prospettive e numeri, considerando anche che questi ultimi <strong>non includeranno xAI</strong>, entrata nel gruppo solo lo scorso febbraio.</p><p>L’unica possibilità quella di tener presenti i numeri precedenti del gruppo, considerati non confortanti. Il fatturato del 2025, pari a 18,7 miliardi di dollari, <strong>si è chiuso in perdita per quasi cinque miliardi</strong>, mentre il primo il <strong>primo trimestre 2026 ha riportato un rosso da 4,3 miliardi a fronte dei 4,7 di ricavi consolidati e 30 di debito</strong>.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Wall Street guarda oltre l'AI. Tigress vede l'S&P 500 a 8.050 punti entro fine anno ]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/wall-street-guarda-oltre-ai-tigress-vede-sp-500-a-8050-punti-entro-fine-anno/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=wall-street-guarda-oltre-ai-tigress-vede-sp-500-a-8050-punti-entro-fine-anno</link>
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            <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 07:00:44 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Nonostante le tensioni geopolitiche e il rischio di nuove fiammate del petrolio, la casa d&#x27;investimento stima un ulteriore rialzo di oltre il 6% per l&#x27;indice americano entro fine anno. Per molti strategist il rialzo di Wall Street potrà proseguire grazie alla crescita degli utili e a un mercato sempre meno dipendente dalle sole Big Tech.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Le guerre, la geopolitica e l&#x27;incertezza sui tassi d&#x27;interesse continuano a rappresentare un fattore di rischio per Wall Street. Eppure c&#x27;è chi ritiene che il mercato americano abbia ancora spazio per salire.</p><p>Interpellato da <em>Barron’s</em>, <strong>Ivan Feinseth, chief market strategist di Tigress Financial Intelligence,</strong> conferma un <strong>target di 8.050 punti per l&#x27;indice S&amp;P 500 a fine 2026</strong>, oltre il 6% sopra i livelli attuali e circa il 18% sopra la chiusura dello scorso anno. Tigress è una società indipendente di servizi finanziari e investment banking con sede a New York. La sua previsione si basa sulla convinzione che l&#x27;economia americana continuerà a crescere e che <strong>gli utili societari resteranno solidi, nonostante un contesto internazionale sempre più complesso.</strong></p><p>Secondo Feinseth, &quot;l&#x27;espansione economica e il ciclo degli utili aziendali rimangono fondamentalmente costruttivi nonostante l&#x27;elevata incertezza macroeconomica e geopolitica&quot;. A suo giudizio saranno proprio i fondamentali delle imprese a continuare a sostenere il mercato azionario.</p><p><br/></p><p>Da un&#x27;indagine di <em>Barron’s</em> emerge che numerosi strategist sono convinti che Wall Street stia entrando in una fase diversa rispetto ai mesi scorsi. <strong>L&#x27;intelligenza artificiale continua a rappresentare uno dei principali motori della crescita, ma gli investitori stanno diventando molto più selettivi.</strong></p><p><strong>Jim Paulsen, ex chief investment strategist di Wells Fargo e del Leuthold Group</strong>, osserva che la recente debolezza dei titoli tecnologici e dei semiconduttori non ha provocato un vero crollo dell&#x27;intero mercato.</p><p>Tra l&#x27;inizio di giugno e la fine di luglio i comparti Information Technology e Communication Services dell&#x27;S&amp;P 500 hanno perso circa il 15%, mentre gli altri nove settori dell&#x27;indice hanno guadagnato complessivamente circa il 4%, limitando il calo dell&#x27;indice principale a meno del 4%.</p><p>Per Paulsen si tratta di un segnale importante:<strong> il mercato americano sta diventando più equilibrato e meno dipendente da un ristretto gruppo di società tecnologiche.</strong></p><p>Secondo lo strategist è perfino possibile che il settore legato alla cosiddetta &quot;New Era&quot; — tecnologia e comunicazioni — attraversi un mercato ribassista senza trascinare con sé l&#x27;intero S&amp;P 500, grazie alla forza dei comparti più tradizionali come finanziari, industriali, energia, sanità e utilities.</p><p><br/></p><p>Anche <strong>Mark Hackett, chief market strategist di Nationwide,</strong> vede un cambiamento nella struttura del mercato.</p><p>Secondo Hackett <strong>le cosiddette Magnificent Seven non rappresentano più un blocco omogeneo.</strong> Dopo l&#x27;ultima stagione delle trimestrali, Microsoft e Amazon hanno registrato forti rialzi, mentre Alphabet, Meta e Apple hanno invece deluso gli investitori.</p><p>Per il mercato questa differenziazione è un elemento positivo, perché dimostra che gli investitori stanno premiando le aziende capaci di tradurre gli enormi investimenti nell&#x27;intelligenza artificiale in risultati economici concreti.</p><p><br/></p><p>Una posizione analoga arriva anche da <strong>Lisa Shalett, Chief investment officer del Wealth management di Morgan Stanley.</strong></p><p>Con rendimenti obbligazionari più elevati e condizioni finanziarie meno favorevoli rispetto al passato, <strong>gli investitori non sono più disposti a finanziare qualsiasi progetto legato all&#x27;AI.</strong></p><p>Secondo Shalett il mercato sta iniziando a pretendere una maggiore remunerazione del rischio e soprattutto prove concrete sul ritorno degli enormi investimenti effettuati dalle aziende nell&#x27;intelligenza artificiale.</p><p>Per Morgan Stanley questa <strong>maggiore disciplina finanziaria rappresenta addirittura un fattore positivo</strong>, perché dovrebbe rendere più sostenibile il mercato rialzista americano nel lungo periodo.</p><p><br/></p><p>Il vero sostegno per Wall Street continua però a essere la crescita degli utili aziendali. <strong>Secondo le stime di FactSet, ricordate da <em>Barron&#x27;s,</em> nel 2026 gli utili per azione delle società dell&#x27;S&amp;P 500 a uguale ponderazione dovrebbero crescere di circa il 18%,</strong> segnale che la crescita degli utili si sta progressivamente estendendo ben oltre il ristretto gruppo delle Big Tech.</p><p>Naturalmente i rischi non mancano. Un eventuale aggravarsi della crisi in Medio Oriente potrebbe provocare una nuova impennata del prezzo del petrolio e alimentare nuove pressioni inflazionistiche.</p><p>Ma, almeno per il momento, il consenso tra molti strategist è che siano ancora gli utili societari — più della geopolitica e delle oscillazioni dell&#x27;entusiasmo per l&#x27;intelligenza artificiale — il principale motore destinato a guidare Wall Street nei prossimi mesi.</p><p><br/></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Approfondimenti</category>
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            <title><![CDATA[Tornano i record a Wall Street]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/tornano-record-wall-street/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=tornano-record-wall-street</link>
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            <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Massimo della storia ieri sera per il Dow Jones, +1,3%. Le grandi del tech hanno dato ulteriori segni di risveglio: l&#x27;ETF Roundhill Magnificent Seven (MAGS) ha chiuso la giornata di lunedì in rialzo del 3,6%, con Microsoft e Alphabet in testa alla classifica. Palantir chiude il trimestre con un utile per azione rettificato è stato di 41 centesimi, previsioni di Wall Street a 34 centesimi. Il fatturato trimestrale registra un aumento del 93% su base annua, confermando il trend di crescita accelerata della società. Le previsioni per il trimestre in corso hanno superato le aspettative e la società ha rivisto al rialzo le previsioni annuali per il 2026.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Anche se l’Iran nega ci siano trattative in corso con gli Stati Uniti, la situazione nel Golfo Persico e nel Mar Rosso è rimasta tutto sommato tranquilla ed il prezzo del petrolio tipo Brent si è allontanato da quota novanta dollari, quella che nelle ultime settimane ha rappresentato la soglia del dolore per l’azionario.</p><p><strong>Alla borsa degli Stati Uniti sono tornati i record, ieri sera quello del Dow Jones, +1,3%.</strong> Le indicazioni sull’attività industriale manifatturiera sono state molto positive, con l<strong>’indice ISM</strong> al settimo mese consecutivo oltre la soglia che separa la contrazione dall’espansione.</p><p>Le grandi del tech hanno dato ulteriori segni di risveglio: l&#x27;ETF Roundhill Magnificent Seven (MAGS) ha chiuso la giornata di lunedì in rialzo del 3,6%, con Microsoft e Alphabet in testa alla classifica. Nel frattempo, Amazon.com ha superato per la prima volta la soglia dei 3 trilioni di dollari di capitalizzazione di mercato.</p><p>Il Nasdaq ha guadagnato il 2,1%, circa +6% nelle ultime tre sedute.</p><p><br/></p><p>In questo contesto già orientato alla propensione al rischio, sono arrivati i conti del trimestre di una società tenuta in grande considerazione dalla borsa, se non altro perché tratta a multipli stellari, tra i più alti dell’S&amp;P500.</p><p><br/></p><p><strong>L’utile per azione rettificato è stato di 41 centesimi, in aumento rispetto ai 16 centesimi dello scorso anno e superiore alle previsioni di Wall Street, che si attestavano a 34 centesimi</strong>. Il fatturato trimestrale ha raggiunto 1,9 miliardi di dollari, superando le aspettative di 1,8 miliardi e registrando un aumento del 93% su base annua, confermando il trend di crescita accelerata della società.<br/>Anche il margine operativo rettificato è migliorato, attestandosi al 62% in questo trimestre, in crescita rispetto al 46% dello scorso anno e superando le previsioni del 60%.</p><p><strong>Le previsioni per il trimestre in corso hanno superato le aspettative e la società ha rivisto al rialzo le previsioni annuali per il 2026.</strong></p><p><strong>Titolo in rialzo del 10% nell’after hour.</strong></p><p><strong>Il punto di forza di Palantir resta le istituzioni degli Stati Uniti. I suoi primi clienti sono enti del governo, in particolare le agenzie di difesa e di intelligence.</strong><br/>Il suo software è inoltre ampiamente diffuso nelle amministrazioni statali e locali. In questo trimestre, i ricavi provenienti dal governo statunitense sono aumentati del 90% rispetto a un anno fa.<br/>Ultimamente Palantir sta registrando la maggiore crescita grazie alle vendite nel settore commerciale statunitense, un mercato potenziale molto più ampio. Palantir raccoglie tutti i dati eterogenei generati da un’azienda e li combina in un “data lake” strutturato, che l’azienda definisce “Ontologia”.</p><p>Oltre a Ontology, Palantir sviluppa applicazioni personalizzate per affrontare problematiche specifiche relative ai dati e per utilizzare l’intelligenza artificiale al fine di individuare collegamenti e far emergere relazioni nascoste.<br/><strong>Le aziende di medie e grandi dimensioni negli Stati Uniti stanno iniziando ad apprezzare questo tipo di gestione dei dati</strong>, poiché il livello più prezioso per un’efficace implementazione dell’intelligenza artificiale è costituito dai dati aziendali proprietari. Le vendite ai clienti commerciali statunitensi sono aumentate del 149% nel secondo trimestre. I ricavi provenienti dal governo statunitense sono stati ancora più consistenti, ma il divario si sta riducendo.</p><p><br/>Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future del Dax di Francoforte +0,2%.</p><p><br/></p><p>Borse contrastate: CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen +1%. Hang Seng di Hong Kong -0,4%.<br/>Secondo Giovanni Buffa, Portfolio Manager di AcomeA SGR, <strong>il tech cinese offre un&#x27;esposizione complementare al portafoglio: valutazioni più basse rispetto al Nasdaq e accesso a temi difficilmente replicabili in Occidente, come memorie, chip AI domestici e robotica umanoid</strong>e.<br/>Le Borse di Shanghai e Shenzhen riflettono soprattutto hardware e manifattura, mentre le grandi piattaforme internet restano quotate perlopiù a Hong Kong o New York. Un ruolo chiave lo ha avuto lo STAR Market di Shanghai, che dal 2019 ha attratto le società hard-tech, complice anche il crackdown regolatorio 2020-2022 e il rischio delisting Usa. Il confronto con il Nasdaq mostra performance divergenti: le piattaforme internet hanno sottoperformato per incertezza regolatoria e rischio geopolitico, mentre i semiconduttori cinesi hanno sovraperformato dal 2023 grazie a investimenti pubblici e domanda AI.<br/>Ricca la pipeline di IPO: CXMT entro fine mese, poi YMTC, Unitree Robotics, Agibot, Galbot, Kunlunxin (Baidu) e in prospettiva T-Head (Alibaba), oltre a Moonshot AI e Deepseek.</p><p><strong>Nikkei di Tokyo</strong> in lieve calo mentre torna a indebolirsi lo yen dopo il probabile intervento congiunto di Stati Uniti e Giappone sullo yen. Il cambio dollaro yen è a 157,6.<br/>Nel listino giapponese, <strong>Toyota</strong> ha presentato i dati del trimestre inferiori alle aspettative ed ha rivisto al rialzo le previsioni di utile operativo.</p><p>Borsa di Seul in ribasso dell’1% circa.<br/>Sulla parità l’azionario dell’India.</p><p><br/></p><p>Governativo a dieci anni a 4,68% di tasso di rendimento, da 4,70% di ieri, mentre vengono meno i timori di vendite indiscriminate da parte del Giappone, tra i più grandi detentori al mondo di debito degli Stati Uniti.</p><p>La decisione di luglio della Federal Reserve, insieme alla conferenza stampa del presidente Kevin Warsh, hanno <strong>ribaltato le attese del mercato dei tassi</strong>, sostiene il team di George Cole e William Marshall di Goldman Sachs. La banca centrale si è &quot;in parte tirata indietro dal tentativo di influenzare&quot; l’andamento dei Treasury, lasciando intendere che il rialzo dei rendimenti potrebbe sostituire un ulteriore aumento dei tassi. Warsh ha reso più incerta la lettura della funzione di reazione della banca centrale, <strong>aumentando il rischio di instabilità sulla parte lunga della curva nel breve termine</strong>.<br/>Gli analisti della banca d’affari preferiscono in questo contesto posizioni sull’ irripidimento della curva USA, rispetto a quella europea, inoltre, gli stessi scommettono che i <strong>tassi americani mantengano un premio al rischio più elevato per un Fed meno prevedibile</strong>, pur ritenendo che un irripidimento generalizzato (bear steepening) sia difficile da sostenere nel tempo.<br/><strong>In Europa, i</strong>l prezzo dell&#x27;energia resta il principale motore dei tassi nel breve periodo, con una risposta della Banca Centrale Europea (BCE) attesa comunque contenuta di fronte alle pressioni inflazionistiche recenti.<br/>Nel Regno Unito, un atteggiamento relativamente accomodante della Bank of England (BoE) e la disinflazione in corso sostengono un&#x27;ulteriore inclinazione della curva britannica, anche se il rischio energetico resta centrale.<br/><strong>In Giappone</strong>, gli interventi valutari della Bank of Japan (BoJ) per contenere i rendimenti a lunga scadenza dei titoli di Stato (JGB) avranno effetto solo se accompagnati da un&#x27;accelerazione dei rialzi dei tassi, scenario che gli economisti di Goldman Sachs ritengono al momento poco probabile.</p><p><br/></p><p><strong>Il petrolio è in rialzo dell’1%,</strong> Brent a 85 dollari il barile: Donald Trump ha detto che questa, per l’Iran, è l’ultima occasione per chiudere il negoziato e riaprire lo Stretto di Hormuz.</p><p>Il rito del bere un drink prima di cena non è più solo un simbolo dell&#x27;estate italiana, è un fenomeno mondiale, è anche un affare di miliardi di dollari di ricavi generati da queste bevande, per cui, ogni minimo segnale di cambio dei gusti diventa un tema di approfondimento anche in chiave di business. Il Financial Times ha scritto ieri che negli Stati Uniti <strong>il regno dell&#x27;Aperol Spritz sembrerebbe vacillare. A insidiarlo, anche se per il momento in modo non serio, è l&#x27;Hugo, il cocktail a base di Prosecco, sambuco, soda e menta nato tra l&#x27;Alto Adige e l&#x27;Austria e commercializzato da Bacardi</strong>.</p><p>I numeri delle due bevande restano diversi ma il trend del mercato è a favore di Hugo, visto che negli ultimi tre mesi la domanda di liquori al sambuco negli Stati Uniti è aumentata del 40 percento, mentre le vendite di Aperol hanno registrato una flessione del 4 percento. Il CEO di Campari Simon Hunt, citato nell’articolo, afferma che almeno per il momento il rivale non è un concorrente serio, anche perché Hugo non è un marchio forte, al contrario dell’Aperol, che anche nel nome, rimanda alla magica parola “aperitivo”.</p><p><br/></p><p><strong>Salvatore Ferragamo</strong> ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile netto di 1,5 milioni di euro, rispetto a una perdita adjusted di 16 milioni un anno prima, grazie a miglioramento del business direct-to-consumer e dalla disciplina sui costi.</p><p><br/></p><p><strong>Stellantis</strong>. Le immatricolazioni di auto in Italia del gruppo nel mese di luglio sono salite del 3,8% rispetto allo stesso mese dell&#x27;anno scorso, con una quota di mercato pari al 25,9%, secondo calcoli Reuters su dati diffusi dal ministero dei Trasporti.<br/>Per l&#x27;intero mercato in Italia sono state immatricolate 123.184 vetture lo scorso mese, con una crescita su anno del 3,9%</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>La Finestra sui Mercati</category>
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            <title><![CDATA[La prossima fase del ciclo di investimenti in IA sarà più selettiva]]></title>
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            <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 06:15:33 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>I mercati sembrano aver interpretato il messaggio di Warsh come fermo sulla questione dell&#x27;inflazione, il che significa che un’inflazione persistente può costringere la Fed a prendere provvedimenti. Il mercato del lavoro offre ai responsabili delle politiche economiche un margine di manovra per dare priorità ai rischi di inflazione.</p><p><em>A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM</em></p><p></p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Dati macro interessanti, soprattutto dagli Stati Uniti, mentre l’Europa resta un po’ in secondo piano. Negli USA è attesa la bilancia commerciale di giugno, gli ordini di fabbrica e soprattutto i JOLTS (le offerte di lavoro). Questi numeri sono piuttosto rilevanti perché ci dicono come sta andando davvero l’economia americana in questo momento. Se la bilancia commerciale mostra un deficit più contenuto del previsto, sarebbe un segnale di buona tenuta della domanda esterna. Ma gli occhi saranno soprattutto sulle offerte di lavoro. Se i JOLTS scendono in modo chiaro, rafforzeranno l’idea che il mercato del lavoro si sta raffreddando senza crollare. Questo è esattamente quello che la Fed vuole vedere per sentirsi più tranquilla. Al contrario, numeri forti farebbero pensare che l’economia è ancora troppo calda, con il dollaro che ne beneficerebbe.</p><p></p><p>In Europa invece la giornata è abbastanza tranquilla. Qualche dato su vendite al dettaglio in alcuni Paesi, ma niente di particolare. L’Eurozona continua a crescere lentamente (il +0,4% del secondo trimestre è tutto fuorché esaltante) e l’inflazione è sotto controllo, ma non del tutto domata.</p><p></p><p>La decisione di mantenere i tassi invariati per la quinta riunione consecutiva era ampiamente prevista dagli investitori e i mercati si sono quindi concentrati maggiormente sulla dichiarazione di politica monetaria e sul tono di Warsh durante la conferenza stampa. Come sappiamo, il comitato ha votato 9 a 3 per mantenere l&#x27;intervallo obiettivo dei tassi sui fondi federali tra il 3,5% e il 3,75%. La spaccatura ha confermato l&#x27;emergere, all&#x27;interno del comitato, di una fazione più intransigente e sempre più attiva, sebbene la maggioranza dei membri del comitato non sia ancora pronta ad adottare una politica monetaria restrittiva.</p><p></p><p>Warsh ha ribadito in conferenza stampa l&#x27;impegno della Fed a ripristinare la stabilità dei prezzi e ha affermato che i responsabili delle politiche monetarie sono pronti ad agire, se necessario. Ha anche riconosciuto che i rendimenti obbligazionari sono aumentati in modo significativo, suggerendo che i mercati obbligazionari potrebbero svolgere parte del lavoro della Fed, riducendo potenzialmente la necessità di una risposta immediata da parte della banca centrale. I mercati sembrano aver interpretato il messaggio complessivo come fermo sulla questione dell&#x27;inflazione, ma con minore chiarezza sui tempi della prossima mossa della Fed. I rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati dopo la riunione, in particolare per le scadenze più lunghe.</p><p></p><p>È importante sottolineare che le aspettative di inflazione incorporate nei prezzi obbligazionari sono rimaste contenute, come dimostrano i tassi di inflazione di pareggio nei TIPS (Treasury Inflation-Protected Securities) statunitensi. I saldi principali dei TIPS si adeguano in base all&#x27;indice dei prezzi al consumo (CPI), che storicamente tende a essere leggermente superiore all&#x27;indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) preferito dalla Fed. Riteniamo che questo significhi che i tassi di pareggio sono sostanzialmente coerenti con un&#x27;inflazione che si avvicina nel tempo all&#x27;obiettivo della Fed. Di conseguenza, riteniamo che il recente aumento dei tassi di interesse sia stato determinato principalmente dai rendimenti reali e dall&#x27;irripidimento della curva dei rendimenti, sebbene alcuni operatori di mercato sembrino iniziare a mettere in discussione la credibilità della Fed nella lotta all&#x27;inflazione. Per gli investitori obbligazionari, rendimenti reali più elevati possono incrementare il reddito corretto per l&#x27;inflazione.</p><p></p><p>È possibile che l&#x27;inflazione persistente possa costringere la Fed a prendere provvedimenti. Come previsto, l&#x27;inflazione PCE statunitense è scesa al 3,7% a giugno, rispetto al 4,1% di maggio. Il calo riflette in parte la diminuzione dei prezzi del petrolio a seguito del cessate il fuoco temporaneo tra Stati Uniti e Iran. L&#x27;inflazione PCE &quot;core&quot;, che esclude le categorie più volatili di alimentari ed energia, è leggermente diminuita al 3,3%. Tuttavia, l&#x27;inflazione PCE &quot;core&quot; statunitense rimane elevata. Prezzi dell&#x27;energia più bassi possono ridurre l&#x27;inflazione complessiva in tempi relativamente brevi ma, a nostro avviso, un miglioramento duraturo dell&#x27;indicatore di inflazione di base preferito dalla Fed richiederà probabilmente una continua moderazione delle pressioni sui prezzi dei servizi.</p><p></p><p>Il mercato del lavoro offre inoltre ai responsabili delle politiche economiche un margine di manovra per dare priorità ai rischi di inflazione. Il tasso di disoccupazione si mantiene infatti contenuto al 4,2%, in linea con le proiezioni a lungo termine della Fed, ampiamente considerate come la sua stima della piena occupazione. Gli aumenti salariali medi sono cresciuti del 3,5% a giugno rispetto all&#x27;anno precedente, indicando che la crescita delle retribuzioni rimane gestibile, soprattutto alla luce dell’aumento della produttività.</p><p></p><p>Nel complesso, le condizioni del mercato del lavoro sembrano essere sostanzialmente equilibrate. E questo dovrebbe contribuire a ridurre il rischio che un ciclo salari-prezzi alimenti le pressioni inflazionistiche. Dato che il fronte occupazionale del duplice mandato della Fed è stato in gran parte soddisfatto, riteniamo che i responsabili delle politiche monetarie possano concentrarsi maggiormente sul ripristino della stabilità dei prezzi.</p><p></p><p>A nostro avviso, la probabilità di un aumento dei tassi da parte della Fed sta comunque crescendo, soprattutto se le tensioni geopolitiche persistono e i prezzi del petrolio rimbalzano o l&#x27;inflazione si diffonde in modo più generalizzato. Una politica monetaria più restrittiva non può risolvere direttamente uno shock dell&#x27;offerta, ma può contribuire a impedire che l&#x27;aumento dei prezzi dell&#x27;energia si consolidi nelle aspettative di inflazione.</p><p></p><p>Con una crescita economica sostenuta da una spesa dei consumatori resiliente e da continui investimenti nel settore dell&#x27;intelligenza artificiale, riteniamo che la Fed si concentrerà probabilmente sulla questione se le pressioni inflazionistiche siano temporanee o si stiano intensificando nei prossimi mesi. La riunione di settembre potrebbe quindi essere cruciale, con una maggiore probabilità di un rialzo dei tassi in caso di aumento dei prezzi del petrolio o di un&#x27;estensione delle pressioni inflazionistiche. I dati sull&#x27;inflazione di luglio e agosto e gli sviluppi nei mercati energetici saranno quindi importanti per determinare la prossima mossa della Fed.</p><p></p><p>In generale, gli investimenti nell&#x27;IA rimangono un tema solido, dato che diverse aziende hanno rivisto al rialzo le proprie previsioni di spesa in conto capitale, sebbene, riteniamo che l&#x27;andamento dei prezzi azionari stia iniziando a divergere in modo più significativo. Siamo convinti che ciò rappresenti un importante cambiamento nel ciclo degli investimenti in IA. I mercati sembrano passare dal premiare le aziende per la spesa in IA alla valutazione dei ricavi e degli utili che questi investimenti possono generare. Questo cambiamento potrebbe alzare l&#x27;asticella per le aziende con piani di investimento ambiziosi. Le grandi aziende tecnologiche potrebbero avere bilanci, flussi di cassa e accesso al capitale sufficienti per sostenere una spesa elevata, ma gli investitori sembrano più propensi ad analizzare con maggiore attenzione la tempistica dei rendimenti.</p><p></p><p>I risultati del secondo trimestre sono comunque stati solidi. A oltre metà della stagione degli utili, l&#x27;86% delle società dell&#x27;indice S&amp;P 500 che hanno pubblicato i risultati ha superato le stime degli analisti, con una sorpresa positiva media del 31%. Di conseguenza, le previsioni di crescita degli utili per il secondo trimestre sono state riviste nettamente al rialzo, raggiungendo il 37%, rispetto al 22% di fine trimestre. Le società energetiche hanno registrato la crescita più forte, sostenute dall&#x27;aumento dei prezzi del petrolio durante il trimestre, seguite dai settori delle comunicazioni e dei beni di consumo discrezionali. Gli incrementi degli utili sono stati inoltre generalizzati, con 10 degli 11 settori che hanno riportato aumenti su base annua.</p><p></p><p>Cosa significa questo per gli investitori? Intanto che è probabile che i tassi di interesse rimangano elevati più a lungo. Un&#x27;inflazione persistente, un mercato del lavoro stabile e una crescita economica resiliente suggeriscono che i tassi di interesse statunitensi potrebbero rimanere elevati per un periodo prolungato. La Fed potrebbe essere anche propensa ad aumentare i tassi nei prossimi mesi, a seconda dei dati in arrivo. Allo stesso tempo, rendimenti reali più elevati possono contribuire a migliorare il reddito reale derivante dagli investimenti a reddito fisso. Gli analisti suggeriscono un&#x27;allocazione neutrale alle obbligazioni internazionali ad alto rendimento per massimizzare il potenziale di reddito, dato il contesto favorevole. Una posizione sottopesata in obbligazioni canadesi investment grade e internazionali può contribuire a compensare una posizione sovrappesata in azioni.</p><p></p><p>La continua solidità degli utili può contribuire a sostenere i mercati azionari. Tassi di interesse elevati per periodi prolungati potrebbero rappresentare un potenziale ostacolo per i mercati azionari, ma la resilienza della spesa dei consumatori e i solidi utili possono contribuire a compensare i tassi di sconto più elevati. Nelle ultime settimane le valutazioni hanno subìto una flessione, ma la crescita degli utili ha compensato gran parte dell&#x27;impatto e ha contribuito a sostenere la performance.</p><p></p><p>Gli analisti intravvedono opportunità nei titoli azionari statunitensi a grande capitalizzazione e nei mercati emergenti, che beneficeranno della loro esposizione all&#x27;innovazione tecnologica e al relativo sviluppo infrastrutturale. I titoli azionari statunitensi trarranno vantaggio dalla relativa solidità dell&#x27;economia statunitense, sostenuta da un mercato del lavoro stabile e da una spesa dei consumatori sostenuta.</p><p></p><p>Il ciclo degli investimenti nell&#x27;IA si sta evolvendo. La spesa in conto capitale legata all&#x27;intelligenza artificiale rimane un potente motore per gli investimenti tecnologici, la costruzione di data center, la domanda di semiconduttori e le infrastrutture correlate. Tuttavia riteniamo possibile che la prossima fase del ciclo sarà probabilmente più selettiva. Gli investitori sembrano distinguere sempre più tra le aziende che investono nell&#x27;IA e quelle che sono in grado di monetizzare tali investimenti.</p><p></p><p>Nel complesso, con questo scenario, meglio quindi mantenere gli investimenti, pur riconoscendo che gli sviluppi geopolitici e l&#x27;incertezza della politica monetaria potrebbero continuare a essere fonti di volatilità. Il vostro consulente finanziario può aiutarvi a garantire che gli investimenti siano adeguatamente diversificati, in linea con la vostra propensione al rischio e in grado di raggiungere i vostri obiettivi finanziari a lungo termine.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Opinioni</category>
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            <title><![CDATA[Amplifon, si azzerano le prese di beneficio. Barclays alza il target price]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-amplifon-si-azzerano-le-prese-di-beneficio-barclays-alza-il-target-price/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-amplifon-si-azzerano-le-prese-di-beneficio-barclays-alza-il-target-price</link>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 13:15:20 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il titolo della società aveva chiuso la seduta di venerdì scorso in forte rialzo grazie ad un primo semestre sopra le attese degli analisti e le indicazioni di un terzo trimestre iniziato in maniera positiva.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Amplifon</strong> ancora sotto osservazione a Piazza Affari dopo i risultati del primo semestre sopra le attese degli analisti.</p><p>I conti diffusi venerdì scorso avevano spinto il titolo a chiudere la seduta in crescita dell’8,19%, a 12,150 euro, ma l’apertura di oggi lo vedeva in leggera difficoltà, arrivando a cedere oltre l’1%, per poi tornare in parità (12,155 euro) quando mancano circa due ore alla chiusura della Borsa di Milano.</p><p>Il bilancio da inizio anno resta comunque negativo, con un ribasso nell&#x27;intorno del 13%.</p><p>Il gruppo ha archiviato un primo semestre con <strong>ricavi consolidati</strong> sono risultati pari a 1.185,7 milioni di euro, in aumento dell&#x27;1,3% a cambi costanti rispetto al primo semestre del 2025, principalmente grazie a una forte crescita organica (+3,5%), in significativa accelerazione nel corso del periodo e ben bilanciata tra le aree geografiche.</p><p><strong>L&#x27;ebitda adjusted</strong> ammonta a 298 milioni, in crescita del 3,6%, con il margine al 25,1%, in aumento di 70 punti base, mentre il risultato netto adjusted ammonta a 101,6 milioni, in aumento del 12,3%.</p><p><strong>Particolarmente positivi i numeri del secondo trimestre</strong>, oltre le attese sia in termini di crescita organica che di margine ebitda rettificato, trainati sia dall&#x27;area Emea che dalle Americhe.</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p>Inoltre, il <strong>terzo trimestre è partito bene</strong>, secondo quanto riferito dal management, e sebbene non abbia confermato se la crescita si attesterà più vicina a quella del primo semestre (+3,5%) o a quella del secondo trimestre (+4,7%), il board ha sottolineato di essere “molto fiducioso” nel raggiungimento degli obiettivi previsti.</p><p><strong>Confermate infatti le guidance per l&#x27;esercizio in corso</strong> che prevedono: una domanda del mercato globale in crescita nell&#x27;intorno del 3% rispetto al 2025; una performance superiore al mercato di riferimento nei principali paesi - con un ulteriore incremento della quota di mercato - e un significativo miglioramento della crescita organica, superiore al +3% rispetto al 2025; un materiale incremento del margine ebitda adjusted nell&#x27;intorno dei 100 punti base.</p><p>“La continua crescita solida nel mercato privato statunitense (+4% rispetto al +6% del primo trimestre) è di buon auspicio per il settore, sebbene permangano dubbi sulla sostenibilità di una ripresa del mercato”, evidenziano gli analisti di <strong>Barclays</strong>, che considerano la continua forza del mercato privato statunitense un “segnale positivo per i concorrenti”. </p><p>Il broker oggi ha alzato da 10,5 a 11,5 euro il prezzo obiettivo sulle azioni Amplifon, confermando la raccomandazione equal weight.</p><p>Gli analisti hanno aumentato le loro stime dopo un secondo trimestre &quot;caratterizzato&quot; da un superamento delle attese &quot;sia sul fronte della crescita organica, sia sull&#x27;adjusted Ebitda margin&quot;.</p><p>Nel complesso, gli esperti restano in attesa di segnali più chiari di una ripresa del mercato. A questo si aggiunge il rischio di esecuzione legato all&#x27;integrazione di Gn Hearing, che per gli analisti è “aggravato dalle attuali difficoltà di esecuzione nel canale retail e da una maggiore leva finanziaria”.</p><p>Dopo la diffusione dei conti erano arrivati i giudici positivi da parte degli analisti.</p><p><strong>AlphaValue</strong> confermava la raccomandazione add sul titolo Amplifon con prezzo obiettivo a 13,5 euro. &quot;La profittabilità del secondo trimestre ha superato le attese del mercato&quot;, sottolineavano gli esperti, ritenendo che un upgrade della guidance con la prossima trimestrale sia &quot;probabile&quot;.</p><p>A detta degli esperti di <strong>WebSim Intermonte </strong>(Rating outperform e tp di 16 euro invariati), la società ha mostrato indicazioni positive da un trimestre particolarmente solido. Amplifon, spiegano dalla sim, ha registrato la migliore crescita organica degli ultimi due anni, superando ampiamente le attese anche a livello di redditività e mostrando una marcata accelerazione in EMEA.</p><p><strong>Banca Akros</strong> aveva alzato il suo rating ad accumulate da neutral, con prezzo obiettvio aggiornato a 12,5 euro per azione da 11,6 euro. Gli esperti, in una nota dal titolo &#x27;Market recovery confirmed, segnalano che l&#x27;azienda ha riportato ricavi del secondo trimestre in linea con le aspettative e una redditività leggermente superiore alle previsioni.</p><p>Infine, secondo <strong>Equita</strong>, i conti di Amplifon mostrano una crescita organica e Ebitda margin adjusted leggermente superiori alle attese. Messaggi rassicuranti sul 3° trimestre e sulla guidance 2026: rating buy e tp di 14 euro confermati.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Titoli di Stato e BTP agosto 2026]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/prossima-emissione-titoli-di-stato-agosto/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=prossima-emissione-titoli-di-stato-agosto</link>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 13:00:48 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il calendario delle prossime emissioni di titoli di Stato italiani per il mese di agosto 2026. Leggi i dettagli sulle aste di Bot e Btp, Btp€i e Btp Short Term.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha reso noto il calendario delle aste dei <strong>titoli di Stato e BTP agosto 2026.</strong></p><p>Queste nuove emissioni, fondamentali per coprire il fabbisogno finanziario dello Stato, comprendono BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) e BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), strumenti che attirano investitori istituzionali e retail.</p><p>Ecco, nel dettaglio, le <strong>date delle prossime emissioni dei titoli di Stato</strong>, con un focus particolare sulle aste di agosto 2026. </p><p><br/></p><p>Le aste dei titoli di Stato italiani per agosto 2026, gestite dal Dipartimento del Tesoro in collaborazione con la Banca d’Italia, sono pianificate come segue:</p><ul><li><strong>12 agosto 2026: asta BOT </strong></li><li><strong>26 agosto 2026: asta combinata di BTP Short e</strong></li><li><strong>27 agosto 2026: asta BOT</strong></li><li><strong>28 agosto 2026: asta di titoli a medio-lungo termine</strong></li></ul><p>Il MeF ha comunicato che non saranno effettuate l’asta dei titoli a medio-lungo termine prevista per il giorno 13 agosto 2026 e l’asta dei BTP€i prevista per il 26 agosto 2026. Tutte le altre aste si terranno regolarmente, compresa l’asta dei BOT del 12 agosto 2026.</p><p>Ogni asta sarà preceduta da un annuncio dettagliato, che include la tipologia, la durata e i tassi di interesse minimi garantiti, solitamente comunicati quattro giorni lavorativi prima.</p><p>Puoi consultare il <a href="https://www.orafinanza.it/it/btp-calendario-emissioni-btp-e-titoli-di-stato">calendario Titoli di Stato dell&#x27;intero 2026</a>.</p><p><strong>La prossima asta bot 3, 6 e 12 mesi è stata fissata il 12 agosto 2026, seguita dalla seconda emissione il 27 agosto 2026</strong>.</p><p>I <strong><a href="https://www.orafinanza.it/it/buoni-ordinari-del-tesoro-guida-ai-bot">BOT</a> (Buoni Ordinari del Tesoro)</strong>, sono Titoli di Stato italiani a breve scadenza, tipicamente 3, 6 o 12 mesi, che rimborsano alla pari. I BOT sono titoli zero-coupon in quanto non pagano cedole periodiche come, ad esempio, il BTP, ma offrono un rendimento attraverso lo scarto di emissione, ossia la differenza tra il prezzo di emissione e il valore di rimborso.</p><p>La periodicità delle aste Bot è di una volta al mese per i BOT semestrali e annuali. Tuttavia, il Tesoro può decidere di realizzare ulteriori emissioni straordinarie di Bot a 3 mesi, qualora le esigenze di tesoreria lo richiedano.</p><p><br/></p><p><strong>La prossima emissione BTP Short Term è fissata per il 26 agosto 2026.</strong></p><p><strong>I <a href="https://www.orafinanza.it/it/btp-short-term-come-investire-e-come-funzionano">BTP Short Term</a></strong>, lanciati nel 2021 subentrando al CTZ (Certificati del Tesoro Zero Coupon), hanno una durata che varia tra i 18 e i 36 mesi e offrono una struttura identica ai classici Buoni del Tesoro Poliennali, ma con scadenze più brevi. Con i BTP la remunerazione degli investitori deriva da cedole fisse semestrali ed eventuale differenza tra prezzo di emissione e valore di rimborso.</p><p>Le aste dei BTP attirano sempre grande interesse, indipendentemente dalla durata dei titoli, con una domanda che tende spesso a superare l’offerta.</p><p><br/></p><p><strong>Il Mef ha comunicato che l’asta dei BTP€i prevista per il 26 agosto 2026 non sarà effettuata.</strong></p><p>Questi titoli, collocati di norma una volta al mese, forniscono all’investitore una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi: sia il capitale rimborsato a scadenza sia le cedole semestrali sono rivalutati sulla base dell’inflazione dell’area euro, misurata dall’Eurostat attraverso l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (Iapc) con esclusione del tabacco.</p><p><br/></p><p><strong>Le emissioni di titoli a medio-lungo termine sono programmate per il 28 agosto 2026.</strong></p><p><strong>I <a href="https://www.orafinanza.it/it/come-funzionano-i-btp-e-quali-sono-i-vantaggi">Btp</a>, Buoni del Tesoro Poliennali,</strong> sono titoli a medio-lungo termine che staccano cedole a intervalli regolari, solitamente ogni 6 mesi. I BTP hanno scadenza variabile da 3 anni a 5, 7, 10, 15, 20, 30 fino a 50 anni.</p><p>Con i BTP la remunerazione degli investitori deriva dal flusso cedolare (cedole fisse semestrali) ed la differenza tra il prezzo di sottoscrizione (se acquistato in asta) o di acquisto (se acquistato sul mercato secondario), e il valore nominale (pari a 100%) rimborsato a scadenza.</p><p>Il collocamento dei BTP a medio-lungo termine si tiene generalmente due volte al mese via asta, a seconda delle scadenze:</p><ul><li>Normalmente, nelle aste di metà mese, vengono offerti BTP con scadenze 3 e 7 anni. A volte, a seconda della domanda del mercato, possono essere offerti anche BTP con durate più lunghe, i Btp 15 e/o 30 anni.</li><li>Durante le aste di fine mese, che si tengono nell&#x27;ultima settimana del mese, vengono invece offerti BTP a 5 e 10 anni.</li></ul>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Titoli di Stato</category>
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            <title><![CDATA[Dividendo Eni 2026: Ammontare e date stacco]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/dividendo-eni-acconto-saldo-e-date-stacco/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=dividendo-eni-acconto-saldo-e-date-stacco</link>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 12:15:45 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il dividendo Eni staccherà la prima tranche da 0,27 euro il 21 settembre 2026 per un dividendo annuale 2026 di 1,1 euro per azione.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Il dividendo Eni è suddiviso in 4 rate trimestrali, pagate a marzo, maggio, settembre e novembre. L&#x27;Assemblea degli Azionisti di Eni, riunitasi il 6 maggio 2026 in occasione dell&#x27;approvazione del bilancio Eni 2025, ha approvato la distribuzione di un dividendo complessivo annuale di<strong> 1,1 euro per azione </strong>(in aumento del +5%) da distribuire a <strong>settembre 2026</strong> (0,27 euro per azione), <strong>novembre 2026</strong> (0,27 euro per azione), <strong>marzo 2027</strong> (0,28 euro per azione), e <strong>maggio 2027</strong> (0,28 euro per azione).</p><p>Per chi si sta chiedendo <strong>quando sarà il prossimo dividendo Eni</strong>, la <strong>prima tranche</strong> il 21 settembre 2026, con pagamento dal 23 settembre 2026, per un ammontare di 0,27 euro per azione (dividendo complessivo annuale pari a 1,1 euro).</p><p><strong>Quando stacca il dividendo Eni?</strong> La prima tranche del dividendo Eni 2026 verrà staccata in data<strong> 21 settembre 2026,</strong> come previsto dal <a href="https://www.orafinanza.it/it/eni-calendario-finanziario-dividendi-trimestrali-assemblea-azionisti">calendario finanziario Eni</a>.</p><p>Il diritto a percepire il dividendo si concretizza solamente se gli azionisti mantengono le azioni Eni in portafoglio fino a lunedì 21 settembre 2026, giorno dello stacco del dividendo. La data di stacco, o ex-date, rappresenta il momento in cui Eni riconosce ufficialmente il diritto al dividendo.</p><p><strong>Quando acquistare azioni Eni per ricevere il dividendo?</strong> Per essere idonei a ricevere il dividendo, occorre aver acquistato le azioni Eni <strong>entro venerdì 18 settembre, ovvero il giorno prima della data di stacco</strong>. Acquistare le azioni il giorno stesso dello stacco non garantisce il diritto al dividendo.</p><p><strong>Quando paga il dividendo Eni?</strong> Il dividendo Eni verrà messo in pagamento da mercoledì <strong>23 settembre 2026.</strong> La data di pagamento segna il momento in cui gli investitori ricevono i proventi.</p><p></p><p><a href="https://www.orafinanza.it/it/dividendi-2023-calendario-dividendi-borsa-italiana">Consulta il calendario aggiornato dei dividendi Ftse Mib.</a></p><p>Il 29 luglio 2026, in occasione dell&#x27;approvazione dei risultati consolidati del secondo trimestre e del primo semestre 2026, il Consiglio di Amministrazione di Eni ha fornito ulteriori dettagli sui criteri che porteranno alla decisione sul <strong>dividendo straordinario</strong>. Il board ha spiegato che, alla luce dello scenario di raffinazione &quot;significativamente aggiornato&quot; (con un margine indicato a 14 dollari al barile, più che doppio rispetto ai 6 dollari del budget), la società valuterà l&#x27;attivazione della <strong>cedola extra nel mese di ottobre</strong>, <strong>a condizione che il margine si mantenga sopra il 50% del valore di riferimento, quindi almeno a 9 dollari al barile</strong>. La decisione, ha precisato Eni, sarà comunque coerente con la politica di remunerazione già comunicata al mercato, secondo cui in presenza di scenari di prezzo del greggio superiori a 90 dollari al barile, oppure di un incremento superiore al 50% dei prezzi del gas o dei margini di raffinazione, il 100% dell&#x27;incremento del cash flow operativo (CFFO) verrà distribuito come dividendo straordinario nell&#x27;ultimo trimestre dell&#x27;anno, sulla base delle sensitivity unitarie indicate dal gruppo (1 dollaro di SERM equivale a 0,08 miliardi di euro).</p><p><strong>Quanto ha remunerato Eni i suoi azionisti nel corso degli anni?</strong> Ecco l&#x27;entità dei dividendi Eni distribuiti dal 2001 ad oggi </p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Dividendi</category>
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        </item>
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            <title><![CDATA[Wall Street positiva, si spera nelle trattative in Medio Oriente]]></title>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 12:15:21 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il calo del prezzo del petrolio porta sollievo sui mercati, mentre inizia una settimana che si caratterizzerà dalle trimestrali di alcune importanti società, tra cui SpaceX.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Wall Street che cerca di aprire la parità in questa prima seduta di agosto, in una settimana che si caratterizzerà per le trimestrali di importanti società tecnologiche e da importanti dati sul lavoro, mentre il calo del petrolio ha sollevato il sentiment sui mercati.</p><p>I più ottimisti sono i future sul <strong>Dow Jones</strong>, in crescita dell’1% quando manca circa un’ora al suono della campanella, seguiti dai contratti sullo <strong>S&amp;P500</strong> (+0,50%), con quelli sul <strong>Nasdaq</strong> piatti.</p><p>Wall Street ha avuto un luglio difficile, appesantita dalle preoccupazioni globali sulla traiettoria dell&#x27;intelligenza artificiale, sui futuri aumenti dei tassi di interesse e sul conflitto in corso in Medio Oriente.</p><p>Tra gli altri asset, il dollaro non si muove molto nei confronti dell’euro, con la coppia <strong>EUR/USD</strong> a 1,1535, e il <strong>Bitcoin</strong> scende (-1%) a 62.460 dollari.</p><p>Guadagni limitati per l’<strong>oro</strong> (+0,40%): prezzo spot a 4.059 dollari e future a 4.115 dollari l’oncia.</p><p>Non si ferma il <a href="https://www.orafinanza.it/it/petrolio-in-picchiata-dopo-lo-stop-agli-attacchi-usa-in-medio-oriente">calo del prezzo del petrolio</a>, con il <strong>Brent</strong> a 83,10 dollari (-5,50%) e il future sul <strong>greggio WTI</strong> a 79,20 dollari al barile</p><p>Le vendite erano scattate dopo che il presidente degli Stati Uniti, <strong>Donald Trump</strong>, aveva dichiarato ieri che i colloqui con l&#x27;Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz si sarebbero tenuti oggi. L&#x27;Iran, tuttavia, ha smentito la sua affermazione.</p><p>“Questa mattina, le notizie geopolitiche stanno dando una mano, con i prezzi del petrolio in calo e una diminuzione della pressione sui rendimenti”, evidenzia <strong>Alexandre Baradez</strong>, chief market analyst di IG, secondo il quale, però, “permangono problemi reali sui rendimenti obbligazionari, sulla leva finanziaria e sulla politica della Fed: fino a quando non ci sarà chiarezza su questi fronti, è difficile dire che il mercato azionario sia fuori pericolo”.</p><p>“Se otteniamo qualcosa di concreto su un accordo di pace, o ancor più importante la riapertura dello Stretto di Hormuz, potremmo vedere forti rally di sollievo su tutto il mercato”, prevede <strong>Nick Twidale</strong>, chief market analyst di AT Global Markets, ma “Per ora sembra che continueremo a vedere volatilità su diversi mercati, soprattutto perché il tema dell’IA rimane dominante per le azioni”.</p><p>“I mercati petroliferi non possono ancora mettere il conflitto tra Iran e Stati Uniti alle spalle, con i rischi ancora orientati al rialzo. I mercati delle opzioni continuano a indicare una maggiore preoccupazione per prezzi più alti che per prezzi più bassi. Questo suggerisce che il mercato continua a considerare più probabile un picco dei prezzi trainato dall’offerta piuttosto che un crollo del Brent”, secondo <strong>Skylar Montgomery Koning</strong>, macro strategist di Bloomberg.</p><p>Questa settimana sarà importante anche per le trimestrali di alcune importanti società tecnologiche, tra cui <strong>Palantir</strong> <strong>Technologies</strong>, attesa stasera, <strong>Advanced Micro Devices (AMD)</strong>, <strong>SanDisk</strong> e <strong>Western Digital</strong>, mentre i mercati si preparano per i primi conti di <strong>SpaceX</strong> da quando è diventata una società quotata. L’attenzione sarà rivolta in particolare alla spesa per l’intelligenza artificiale e ai profitti derivanti dalla rete di comunicazioni satellitari Starlink.</p><p>Il titolo della società di Elon Musk arriva a questo appuntamento ai suoi minimi storici dopo aver perso oltre il 30% dalla sua quotazione e da quasi tre settimane scambia al di sotto del prezzo di offerta di 135 dollari, a 108 dollari (venerdì).</p><p>La sua trimestrale arriva dopo che i risultati di <strong>Amazon</strong> e <strong>Microsoft</strong> della scorsa settimana avevano attenuato alcune preoccupazioni sulla mancanza di prove che l&#x27;aumento della spesa per l&#x27;IA stia dando i suoi frutti, pertanto gli investitori si attendono conferme dalle altre grandi aziende tech.</p><p>&quot;L&#x27;aumento del debito pubblico, l&#x27;incremento delle emissioni e l&#x27;inflazione persistente hanno contribuito a un maggiore costo del capitale, rendendo gli utili il principale motore dei rendimenti. Riteniamo che questa tendenza continuerà&quot;, prevedono gli analisti di <strong>Goldman Sachs</strong>.</p><p>Anche i settori sanitario, dei beni di consumo ed energetico saranno sotto i riflettori, con la pubblicazione dei risultati trimestrali di <strong>Eli Lilly</strong>, <strong>McDonald&#x27;s </strong>e <strong>Occidental Petroleum</strong> tra quelli in programma questa settimana.</p><p>Oggi arriveranno i dati relativi al settore manifatturiero con la pubblicazione dell&#x27;indice PMI di S&amp;P Global e dell&#x27;Indice Manifatturiero ISM. Tuttavia, il <strong>report più atteso di questa settimana è quello sull&#x27;occupazione</strong> in programma di venerdì, che dovrebbe mostrare ulteriori miglioramenti nell&#x27;occupazione a luglio.</p><p>Dati che saranno sotto gli occhi vigili della Federal Reserve, dopo che il presidente Kevin Warsh ha ventilato l&#x27;ipotesi di ridurre il numero di riunioni del comitato di politica monetaria, secondo indiscrezioni di stampa, in linea con il suo piano di ridurre la guidance sui tassi della Fed.</p><p>Secondo il <strong>FedWatch Tool</strong> di CME Group, gli operatori di mercato prevedono una probabilità del 64% che la banca centrale aumenti i tassi di interesse a settembre.</p><p><strong>Alibaba</strong> (+4%): ha presentato Qwen3.8-Max, il suo modello di intelligenza artificiale più grande mai realizzato: il lancio è previsto per la prossima settimana.</p><p><strong>KKR</strong> (+1%): acquisirà Integer Holdings (+2%) con un&#x27;operazione interamente in contanti del valore di 5,7 miliardi di dollari.</p><p><strong>GameStop</strong> (-5%): scambierà circa 1,4 miliardi di dollari di obbligazioni convertibili con azioni ordinarie di Classe A nell’ambito di accordi negoziati privatamente con gli attuali detentori delle obbligazioni.</p><p><strong>Loews</strong> (+2,50%): utile netto salito a 444 milioni di dollari, pari a 2,16 dollari per azione, nei tre mesi chiusi al 30 giugno, oltre i 391 milioni di dollari, pari a 1,87 dollari per azione, dell’anno precedente.</p><p><strong>Supernus Pharmaceuticals</strong> (+16%): si fonderà con Indivior Pharmaceuticals per creare un&#x27;azienda biofarmaceutica diversificata specializzata nel sistema nervoso centrale.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Dividendi settembre 2026 Borsa italiana]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/dividendi-settembre-borsa-italiana/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=dividendi-settembre-borsa-italiana</link>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 09:00:55 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Nel mese di settembre saranno Eni e STMicroelectronics, tra le altre, a staccare il dividendo.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Nel mese di settembre 2026 saranno due big di Piazza Affari come Eni e STM a staccare il dividendo.</p><p>Di seguito le date dei dividendi di Borsa Italiana di settembre 2026</p><ul><li><a href="https://www.orafinanza.it/it/dividendo-eni-acconto-saldo-e-date-stacco"><strong>Dividendo Eni</strong></a>: Il management di Eni ha approvato la distribuzione di un dividendo complessivo annuale di 1,1 euro per azione (in aumento del +5%) da distribuire a settembre 2026 (<strong>0,27 euro per azione</strong>), novembre 2026 (0,27 euro per azione), marzo 2027 (0,28 euro per azione), e maggio 2027 (0,28 euro per azione). La prima tranche del dividendo Eni 2026 verrà staccata in data 21 settembre 2026, con messa in pagamento dal 23 settembre.</li><li><a href="https://www.orafinanza.it/it/dividendo-stm-acconto-e-data-stacco"><strong>Dividendo STM</strong></a>: STM distribuirà un dividendo 2026 (relativo all’esercizio 2025) di 0,36 dollari per azione da suddividere in rate trimestrali da <strong>0,09 dollari</strong> ciascuna nel secondo, terzo e quarto trimestre del 2026 così come nel primo trimestre del 2027. La seconda tranche di settembre 2026 el dividendo STM staccherà in data <strong>21 settembre 2026</strong> con pagamento dal 23 settembre 2026.</li><li><strong>Espe</strong> ha annunciato un dividendo di € 0,3 con data di stacco il 14 settembre 2026 e data di pagamento il 16 settembre 2026.</li><li>Il cda di <strong>Piaggio</strong> ha deliberato di distribuire un acconto sul dividendo 2027 (relativo all’esercizio 2026) pari a 0,057 di euro. L&#x27;acconto sul dividendo sarà staccato lunedì 21 settembre 2026, con pagamento dal 23 settembre.</li><li><strong>Sesa </strong>staccherà un dividendo di 1,33 euro il 21 settembre 2026, con pagamento dal 22 settembre.</li><li><strong>B.F.</strong> <strong>(Bonifiche Ferraresi) </strong>ha annunciato un dividendo complessivo di <strong>0,076 euro</strong> per azione, diviso in due tranche uguali da <strong>0,038 euro</strong>. La seconda tranche sarà distribuita il 28 settembre e pagata dal 30 settembre.</li></ul><p>Puoi consultare il <a href="https://www.orafinanza.it/it/dividendi-2023-calendario-dividendi-borsa-italiana">calendario dividendi FTSE MIB</a> per il 2026, sempre aggiornato con le ultime informazioni sui dividendi.</p><p><br/></p><p>Gli investitori interessati a ricevere il dividendo di una società devono tener conto delle scadenze cruciali per assicurarsi di avere diritto ai proventi. Il diritto a percepire il dividendo si concretizza solamente se gli azionisti mantengono le azioni in portafoglio fino al giorno dello stacco del dividendo. La data di stacco, o ex-date, rappresenta il momento in cui la società riconosce ufficialmente il diritto al dividendo. Pertanto, per essere idonei a ricevere il dividendo, occorre <strong>aver acquistato le azioni il giorno prima della data di stacco.</strong></p><p>Ecco un esempio: se la data di stacco è lunedì 21 settembre, le azioni devono essere acquistate entro l&#x27;ultimo giorno di negoziazione precedente allo stacco, in questo caso, venerdì 18 settembre. Acquistare le azioni il giorno stesso dello stacco non garantisce il diritto al dividendo.</p><p>Di seguito le risposte ai dubbi più comuni tra gli investitori:</p><ol><li><strong>Posso ricevere il dividendo se vendo il titolo il giorno dello stacco? </strong>Sì, poiché il titolo sarà già quotato ex dividendo in quel giorno, la transazione sarà neutrale e l&#x27;investitore avrà diritto al dividendo.</li><li><strong>Posso ricevere il dividendo se vendo il titolo il giorno prima dello stacco?</strong> No, poiché l&#x27;investitore non possiede più le azioni al momento dello stacco, non avrà diritto a ricevere il dividendo.</li><li><strong>Posso ricevere il dividendo se acquisto il titolo il giorno dello stacco? </strong>Anche in questo caso, la risposta è no. Gli investitori devono acquistare le azioni prima dello stacco per avere diritto al dividendo.</li></ol><p>Infine, dopo il giorno di stacco, gli azionisti possono vendere le azioni e ancora ricevere il dividendo. La data di pagamento è generalmente fissata dopo due giorni lavorativi di Borsa aperta (t+2) e segna il momento in cui gli investitori ricevono i proventi.</p><p></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Dividendi</category>
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        </item>
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            <title><![CDATA[Mps, lo stop di Bpm apre la strada a Intesa Sanpaolo?]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-mps-banco-bpm-opas-intesa-sanpaolo/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-mps-banco-bpm-opas-intesa-sanpaolo</link>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 08:45:09 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il cda di Piazza Meda aveva comunicato che non sono state create le condizioni per raggiungere un accordo con Siena e sulla vicenda pesa la posizione di Crédit Agricole che potrebbe aver messo il veto sull’operazione.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Banco Bpm</strong> annuncia la fine delle trattative per la fusione con <strong>Banca Monte dei Paschi di Siena</strong> e sono in molti a pensare che questo non può che lasciare campo libero all’Opas <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-rally-di-mps-e-mediobanca-dopo-opas-di-intesa-sanpaolo/">lanciata</a> da <strong>Intesa Sanpaolo</strong> su Piazza Salimbeni.</p><p>Il tutto è accaduto <strong>venerdì scorso, 31 luglio</strong>: il consiglio di amministrazione di Piazza Meda aveva deliberato all’unanimità di <strong>interrompere le interlocuzioni</strong> relative ad una potenziale business combination con Mps, ritenendo che non si siano create le condizioni per raggiungere un accordo condiviso tra le parti.</p><p>Secondo quanto scrive MF, la decisione del Banco sarebbe stata condizionata dalla <strong>lunghezza del negoziato</strong>, avviato da quasi due mesi <strong>senza risultati concreti</strong>.</p><p>Da parte sua, Mps ha preso atto della posizione espressa dal banco, confermando che continuerà a valutare tutte le opzioni strategiche nell&#x27;interesse degli stakeholder.</p><p>A pesare, aggiunge il quotidiano, sarebbe stata anche la <strong>freddezza di Crédit Agricole</strong>. Nella stessa giornata, infatti il management francese, primo azionista di Bpm con una quota del 29,3%, affermava di non essere a conoscenza di alcun progetto concreto di aggregazione con Mps, di ritenere difficile individuare una creazione di valore per gli azionisti di Piazza Meda in un&#x27;operazione di questo tipo e che, alla luce della propria partecipazione, qualsiasi operazione straordinaria su Bpm richiederebbe necessariamente il consenso degli stessi francesi.</p><p>Contestualmente, la banca francese, pur ribadendo di non aver richiesto l&#x27;autorizzazione a superare la soglia del 30%, ha indicato come scenario preferibile una fusione tra Bpm e Crédit Agricole Italia, ipotesi che li porterebbe a detenere circa il 45% del capitale della combined entity.</p><p>Per gli analisti di <strong>Equita</strong>, l&#x27;interruzione delle trattative tra Mps e Banco Bpm “<strong>rafforza la valenza industriale e finanziaria dell&#x27;offerta presentata da Intesa Sanpaolo</strong>, che continua a rappresentare la soluzione con il maggiore potenziale di creazione di valore per gli azionisti delle due banche e difficilmente replicabile attraverso operazioni alternative”.</p><p>Intanto, il Financial Times ha riportato indiscrezioni secondo cui, tra le alternative allo studio, vi sarebbe anche una potenziale <strong>acquisizione di Banco Bpm da parte di Mps mediante un&#x27;offerta carta contro carta</strong>, subordinata a un&#x27;intesa con Crédit Agricole, che secondo il quotidiano non sarebbe stata ancora contattata, per Equita “tale scenario risulta di complessa realizzazione”.</p><p>Oltre alla necessità di ottenere il consenso di Crédit Agricole e di raggiungere un accordo su aspetti chiave quali governance, composizione del board e partnership commerciali, l&#x27;operazione richiederebbe anche l&#x27;approvazione dell&#x27;assemblea straordinaria di Mps. “Quest&#x27;ultimo passaggio appare tutt&#x27;altro che scontato, considerata l&#x27;attuale frammentazione dell&#x27;azionariato”, secondo il broker.</p><p>In questo contesto, “riteniamo che <strong>l&#x27;offerta di Intesa Sanpaolo risulti più attraente per gli azionisti Mps</strong>, in quanto incorpora già un premio del 12,5% a cui aggiungere un EPS accreation della combined entity stimata nell&#x27;ordine del +8% a regime”, proseguono dalla sim.<br/><br/></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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        </item>
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            <title><![CDATA[Premio fino all’8,44% annuo con l’obbligazione di Barclays sul rendimento del BTP decennale]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/rendimento-fino-all-8-25-annuo-con-l-obbligazione-di-barclays-sul-btp-decennale/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=rendimento-fino-all-8-25-annuo-con-l-obbligazione-di-barclays-sul-btp-decennale</link>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 08:30:33 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p><strong>Cedole annue condizionate dell’8,44% con effetto memoria e possibilità di rimborso anticipato</strong>. Queste le caratteristiche principali della nuova obbligazione di <strong>Barclays</strong> con <strong>Isin XS3341155771, </strong>che si compra a 100 euro ed è costruita sull’indice Solactive BTP 10Y, che replica il <strong>rendimento del BTP decennale</strong>. Il bond riconosce ogni anno una <strong>cedola lorda di 8,25 euro, pari a un ritorno dell’8,44% annuo </strong>(con l’acquisto oggi a 100 euro e tenendo conto della vita residua), a condizione che il rendimento del titolo di Stato italiano <strong>non superi il 4,20%</strong> (attualmente al 4%). La presenza dell’<strong>effetto memoria consente di recuperare eventuali premi non distribuiti</strong> negli anni precedenti qualora la condizione torni a essere rispettata.</p><p>È prevista una finestra di <strong>rimborso anticipato dopo dodici mesi di vita</strong>, con la prima data fissata al 28 aprile 2027 e poi con cadenza annuale: in quel caso <strong>l’obbligazione verrebbe richiamata se il rendimento del BTP decennale sarà pari o inferiore al 3,40%</strong> (attualmente al 4%). </p><p>Il bond è sempre rivendibile sul mercato secondario e, in assenza di rimborso anticipato, alla scadenza naturale del 28 aprile 2038 garantisce la <strong>restituzione del 100% del nominale</strong>, pari a 100 euro (taglio minimo tradabile di 1.000 euro).</p><p>Acquistando l’obbligazione oggi a 100 euro e ipotizzando l’incasso di tutti i premi previsti nell’arco dei dodici anni di vita, <strong>il rendimento potenziale complessivo arriverebbe al +99% a scadenza </strong>(senza contare il reinvestimento delle cedole percepite ma con effetto memoria), un ritorno superiore rispetto a quello ottenibile con un investimento diretto in un tradizionale BTP, le cui cedole però non sono condizionate. </p><p>Il prezzo del bond di Barclays è determinato al <strong>corso tel quel</strong>, includendo il valore degli interessi maturati (1% circa), consentendo così all’investitore di capitalizzare il rendimento accumulato fino ad oggi.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Un’obbligazione che punta ad <strong>amplificare il rendimento del nostro BTP</strong>. <strong>Barclays</strong> colloca sul mercato il prodotto con <strong>Isin XS3341155771</strong>, costruito per replicare l’andamento del titolo di Stato italiano a dieci anni e offrire un premio aggiuntivo ma condizionato. L’obiettivo è combinare <strong>protezione totale del nominale e flussi periodici, attraverso cedole annuali con memoria dell’8,44% lordo </strong>se si compra oggi sul secondario intorno alla pari a 100 euro.</p><p>Il calcolo è semplice: 99 euro di premi (8,25 euro per 12 cedole annuali totali) poi dividiamo questo numero per il prezzo di acquisto (usiamo quello attuale) di 100 euro e arriviamo a un <strong>rendimento da qui alla scadenza</strong> (28 aprile 2038)<strong> del 99%</strong>. Ora annualizziamo il rendimento per capire, all&#x27;anno, quanto rende il bond e <strong>confrontarlo con gli altri prodotti sul mercato della stessa tipologia</strong>: dividiamo 99% per 11,73 (anni di vita residui del prodotto) e arriviamo a un ritorno annuo dell’8,44% lordo.</p><p>La struttura prevede la distribuzione della cedola a condizione che il sottostante, l’indice Solactive BTP 10Y, che replica il rendimento del decennale italiano, <strong>non superi la soglia del 4,20% </strong>(attualmente al 4%). Si tratta di un <strong>livello di forte stress per il mercato</strong> che negli ultimi dieci anni è stato superato solo per un periodo limitato di tempo: due giorni lo scorso mese (per l’effetto del conflitto tra Usa e Iran) e circa un anno tra il 2022 e il 2023. Bisogna risalire alla crisi del debito del 2011 per ritrovare rendimenti sopra il 4,20%, anche allora concentrati in una finestra temporale limitata.</p><p>Nella storia più recente e nel quadro macroeconomico attuale, l’ipotesi di un rendimento stabilmente oltre il 4,20% nel lungo periodo appare poco probabile. Un livello simile implicherebbe un <strong>incremento rilevante della spesa per interessi per lo Stato</strong> e, con un debito elevato, eserciterebbe pressione sulla tenuta dei conti pubblici, con possibili interventi correttivi di finanza pubblica o <strong>misure di sostegno da parte della Bce</strong> che tenderebbero a far calare i tassi. Anche in scenari inflattivi senza crescita, l’aumento dei prezzi porterebbe a una recessione con il conseguente effetto deflattivo.</p><p>In scenari di forte stress per il mercato, <strong>la presenza dell’effetto memoria riduce il rischio di mancato incasso delle cedole</strong>: se la soglia venisse superata temporaneamente durante le date di valutazione, il successivo rientro sotto il 4,20% permetterebbe di recuperare anche tutti i premi non distribuiti in precedenza, senza perderne nessuno.</p><p>Un altro punto di forza è l’autocall: dopo dodici mesi di vita (dal 28 aprile 2027) è prevista <strong>la possibilità di rimborso anticipato</strong> se il rendimento del BTP decennale sarà <strong>pari o inferiore al 3,40%</strong>, una soglia relativamente vicina ai livelli correnti (4%). La data di valutazione del rimborso anticipato si ripresenterà con <strong>cadenza annuale</strong>.</p><p>C’è l’eventualità che nel giro di pochi anni l’obbligazione potrebbe essere richiamata. In tal caso l’investitore si troverebbe con il capitale protetto al 100%, un pick-up (rendimento superiore) rispetto al BTP e una maturity molto corta. <strong>Il paragone con scadenze più brevi migliora ulteriormente lo scenario per l&#x27;investitore</strong>: un BTP a due anni rende il 3%, a cinque anni il 3,3%, mentre il bond di Barclays riconosce un ritorno superiore dell’8,44%. </p><p>In caso di autocall già alla <strong>prima finestra utile del 28 aprile 2027</strong>, tra meno di un anno (8,77 mesi), l’investitore riceverebbe una cedola (8,25 euro), per un <strong>rendimento dell’8,25% (11,29% annualizzato)</strong>. La possibilità di rimborso anticipato si ripresenterà ad aprile di ogni anno. Senza aspettare quella data il bond è <strong>sempre cedibile e in caso di calo di tassi potrebbe portarsi sopra i 100 euro</strong> di valore nominale. Al contrario un rialzo dei tassi spingerà il prezzo del certificate al ribasso.</p><p>In caso di mancato evento di autocall, <strong>il rimborso a scadenza</strong> (28 aprile 2038) sarà pari al <strong>100% del valore nominale</strong> di 100 euro, indipendentemente dall’andamento del sottostante, salvo evento di credito dell’emittente Barclays (Standard &amp; Poor’s: A+, Fitch: A+ e Moody’s: A1).</p><p>Il flusso cedolare insieme all’effetto memoria sono i punti di forza dell’obbligazione con <strong>Isin XS3341155771</strong>. Ogni anno l’investitore può incassare una <strong>cedola con memoria dell’8,25% del nominale</strong> (100 euro). Al momento, <strong>il pick-up</strong> (maggiore rendimento) del bond di Barclays rispetto al rendimento del BTP (abbiamo utilizzato una scadenza a 12 anni) è del <strong>4,38% annuo lordo</strong> (8,44% vs 4,06%). <strong>Al netto delle tasse</strong>, considerando la tassazione al 26% per il bond e quella agevolata del BTP al 12,5%, il pick-up è intorno al <strong>2,693% annuo</strong> (6,246% vs 3,553%).</p><p>A ogni data di osservazione annuale l’obbligazione prevede la distribuzione della cedola qualora il sottostante <strong>non superi la barriera fissata al 4,20%</strong>. Il sottostante è l’indice Solactive BTP 10Y, che replica l’andamento del rendimento del BTP decennale italiano (attualmente al 4%), rendendo il bond direttamente collegato ai movimenti del titolo di Stato.</p><p>Elemento centrale della struttura è l’<strong>effetto memoria</strong>. Se in una determinata fase il rendimento dovesse superare temporaneamente la soglia del 4,20%, come accaduto durante gli spike degli anni passati, le cedole non verrebbero annullate ma resterebbero “in memoria” all’interno del prodotto. Nelle successive date di osservazione, al verificarsi delle condizioni richieste per il pagamento, l’investitore riceverebbe <strong>in un’unica soluzione tutte le cedole non corrisposte in precedenza</strong>, insieme a quella maturata in quel periodo.</p><p>La logica dell’obbligazione punta ad <strong>aumentare le probabilità di incassare l’intero flusso cedolare</strong> grazie all’effetto memoria, riducendo l’impatto di eventuali superamenti temporanei della barriera. Acquistando il prodotto a 100 euro, le 12 cedole previste possono portare a un <strong>rendimento complessivo che potrebbe raggiungere il +99% a scadenza</strong> (28 aprile 2038). Il calcolo è conservativo nel senso che non si è contabilizzato il reinvestimento delle cedole.</p><p>L’obbligazione con <strong>Isin XS3341155771</strong> potrebbe non arrivare alla scadenza naturale grazie al <strong>meccanismo di rimborso anticipato </strong>(autocall), attivabile a partire dal dodicesimo mese di vita. <strong>Dalla data di osservazione del 28 aprile 2027</strong>, e successivamente <strong>con cadenza annuale</strong>, il prodotto sarà ritirato in anticipo se il rendimento del BTP decennale sarà <strong>pari o inferiore al livello autocall fissato al 3,40%</strong>, una soglia relativamente vicina ai livelli correnti (4%).</p><p>L’autocall è pensato per <strong>aumentare le probabilità di restituzione del nominale</strong> di 100 euro, insieme all’ultima cedola maturata e a quelle eventualmente non distribuite grazie all’effetto memoria. <strong>Se l’autocall dovesse già scattare il 28 aprile 2027</strong>, l’investitore incasserebbe una cedola di 8,25 euro, portando così l&#x27;incasso complessivo a 108,25 euro (100 euro di nominale più 10,25 euro di premio). <strong>Il rendimento al momento dell&#x27;autocall sarebbe dell’8,25%</strong> in 8,77 mesi (11,29% annualizzato).</p><p>Nel caso in cui il rendimento del BTP decennale <strong>si mantenesse sopra la soglia del 3,40%</strong>, il bond continuerebbe a essere negoziato sul mercato e a <strong>maturare le cedole condizionate</strong> previste dalla struttura. La possibilità di rimborso anticipato si ripresenterebbe esclusivamente alla successiva data di valutazione annuale, con la stessa modalità e non con frequenza trimestrale o semestrale come avviene per altri strumenti simili. La finalità della struttura è <strong>favorire l’incasso del maggior numero possibile di cedole</strong> nel corso della vita del prodotto.</p><p>Come già accaduto il primo mese di lancio del prodotto, con tassi in calo il bond può anche quotare sopra i 100 euro del valore di rimborso e <strong>l’investitore potrebbe venderlo prima della scadenza con un aggiuntivo guadagno</strong>.</p><p>L’obbligazione con <strong>Isin XS3341155771 </strong>nasce con l’obiettivo di arrivare alla scadenza naturale e offrire un <strong>rendimento elevato attraverso l’incasso di tutte le cedole</strong> grazie all’effetto memoria. Come tutti i bond prevede la restituzione del 100% del capitale investito alla data finale del 28 aprile 2038. Lo strumento si propone anche come soluzione per la componente a basso rischio del portafoglio, grazie <strong>all’elevato rating dell’emittente Barclays Bank PLC</strong> (Barclays), valutato <strong>A+ da Standard &amp; Poor’s, A+ da Fitch e A1 da Moody’s</strong>. Il tutto unito a uno strumento con <strong>rischio valutato 3</strong>, un livello basso in una scala da 1 a 7.</p><p>Nel caso in cui l’autocall non si attivi prima della scadenza, alla data del 28 aprile 2038 si delineano <strong>due possibili scenari</strong>, legati al rendimento del BTP decennale <strong>rispetto alla soglia del 4,20%</strong>.</p><p>Nel primo scenario, con un rendimento del titolo di Stato a 10 anni <strong>pari o inferiore al 4,20% </strong>alla scadenza, l’investitore riceverebbe il <strong>rimborso del nominale pari a 100 euro, insieme all’ultima cedola annuale e a quelle trattenute in memoria</strong>. In questo caso verrebbero incassate 12 cedole pari a 8,25 euro ciascuna, per un <strong>rendimento cumulato del +99% in meno di 12 anni </strong>(11,73 anni). Il risultato risulterebbe più elevato in caso di <strong>acquisto del bond sotto la pari</strong>, poiché al flusso cedolare si sommerebbe il capital gain derivante dalla differenza tra il rimborso a 100 euro e il prezzo di acquisto.</p><p>Nel secondo scenario, con un rendimento <strong>superiore al 4,20% alla scadenza</strong>, l’obbligazione verrebbe comunque <strong>rimborsata a 100 euro</strong>, ma senza il pagamento dell’ultimo premio e delle cedole relative ai periodi in cui la soglia è stata superata senza successivo rientro entro la scadenza. Al rimborso del nominale si aggiungerebbero <strong>le eventuali cedole già distribuite</strong> nel corso della vita del prodotto. Per fare il calcolo esatto, ad oggi impossibile, dovremmo sapere l&#x27;ammontare delle cedole distribuite.</p><p>Dopo una lunga fase in cui i mercati avevano scommesso su un progressivo allentamento monetario da parte della Banca centrale europea (Bce), lo scenario è cambiato radicalmente. Le attese di nuovi tagli dei tassi sono state archiviate e gli investitori hanno dovuto fare i conti con il <strong>ritorno delle pressioni inflazionistiche</strong>, alimentate soprattutto dall’aumento dei prezzi energetici e dall’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il risultato è stato un <strong>deciso rialzo dei rendimenti obbligazionari </strong>e una profonda revisione delle aspettative sulla politica monetaria. Il rendimento del Bund tedesco decennale ha raggiunto il 3,21%, sui massimi dal 2011, mentre il BTP decennale si è avvicinato alla soglia del 4%.</p><p>Il primo segnale di discontinuità era arrivato dalla riunione dell’11 giugno, quando <strong>la Bce aveva aumentato i tre tassi ufficiali di 25 punti base</strong>, interrompendo il ciclo di allentamento avviato nel 2024. Il tasso sui depositi era così salito al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e quello sui prestiti marginali al 2,65%. La decisione era stata motivata dal peggioramento delle prospettive di inflazione e dalla necessità di <strong>impedire che lo shock energetico si trasferisse in maniera persistente al resto dell’economia</strong>.</p><p>Nella riunione del 23 luglio, <strong>il Consiglio direttivo ha invece deciso all’unanimità di lasciare invariati i tassi</strong>. La Bce ha quindi mantenuto il tasso sui depositi al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e quello sui prestiti marginali al 2,65%. La pausa non rappresenta tuttavia un ritorno a una politica accomodante. Alcuni governatori hanno discusso l’opportunità di procedere già a luglio con un ulteriore rialzo, prima di convergere sulla scelta di attendere nuovi dati.</p><p><strong>Christine Lagarde ha ribadito che le prossime decisioni saranno adottate riunione per riunione</strong>, sulla base dei dati disponibili e senza indicazioni preventive sul percorso futuro dei tassi. La presidente della Bce ha sottolineato che l’andamento dell’energia resta molto volatile e che <strong>l’impatto complessivo dello shock inflazionistico non si è ancora pienamente manifestato</strong>. Francoforte continuerà quindi a monitorare non soltanto l’intensità e la durata del rincaro energetico, ma anche i suoi effetti indiretti sui prezzi e gli eventuali effetti di secondo livello su salari e margini delle imprese.</p><p>La decisione di luglio riflette anche l’andamento più favorevole dell’inflazione nel breve periodo. Secondo Eurostat,<strong> a giugno il tasso annuale dell’Eurozona è sceso al 2,8%, dal 3,2% di maggio</strong>, mentre l’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari, si è attestata al 2,4%. Il rallentamento ha concesso alla Bce maggiore spazio per valutare la trasmissione del rialzo deciso a giugno, senza tuttavia eliminare i rischi per i prossimi mesi.</p><p>Le proiezioni formulate a giugno restano infatti improntate alla cautela. La Bce prevede <strong>un’inflazione media del 3% nel 2026, del 2,3% nel 2027 e del 2% nel 2028</strong>. Per la componente di fondo, le stime indicano una crescita dei prezzi del 2,5% sia nel 2026 sia nel 2027, prima di una discesa al 2,2% nel 2028. Lo scenario di base presuppone inoltre una graduale riduzione dei prezzi energetici nei prossimi trimestri, un’ipotesi che resta fortemente dipendente dall’evoluzione del conflitto e dalle condizioni sui mercati delle materie prime.</p><p>Il vero elemento di discontinuità continua dunque a essere rappresentato dal quadro geopolitico. <strong>La ripresa degli scontri tra Stati Uniti e Iran, le tensioni intorno allo Stretto di Hormuz e le minacce alle rotte commerciali del Golfo</strong> hanno riportato il petrolio sopra i 90 dollari al barile, riaccendendo i timori di una crisi energetica più lunga del previsto. Le recenti iniziative dei ribelli Houthi contro il traffico marittimo regionale hanno ulteriormente complicato lo scenario e contribuito alla nuova ondata di vendite sui mercati obbligazionari.</p><p>Resta però importante distinguere tra le diverse forme di inflazione. G<strong>li shock energetici producono in genere un aumento dei prezzi più volatile</strong> rispetto a quello generato da una dinamica interna fondata su salari e domanda. Se il rincaro dell’energia dovesse rientrare in tempi relativamente brevi, l’effetto sull’inflazione potrebbe attenuarsi con il venir meno del confronto statistico sfavorevole. Uno scenario più problematico emergerebbe invece qualora i maggiori costi energetici si trasferissero stabilmente sui prezzi dei beni, sui servizi e sulle richieste salariali.</p><p>Al momento,<strong> la Bce non rileva ancora segnali evidenti di una spirale salari-prezzi</strong>, ma considera i rischi per l’inflazione orientati verso l’alto. Secondo Francoforte, più a lungo i prezzi dell’energia resteranno elevati, maggiore sarà la probabilità di effetti indiretti e di secondo livello. Tra gli ulteriori fattori di rischio figurano le tensioni commerciali, la possibile frammentazione delle catene di fornitura e l’aumento dei prezzi alimentari legato agli eventi climatici estremi.</p><p>In questo contesto, il mercato continua tuttavia a non prezzare un rischio sovrano particolarmente elevato per l’Italia. <strong>Lo spread tra BTP e Bund decennali si mantiene nell’area degli 80 punti base</strong>, su livelli storicamente contenuti rispetto agli standard dell’ultimo decennio. La tenuta del differenziale appare ancora più significativa considerando che il rialzo dei rendimenti ha interessato l’intera curva europea ed è stato provocato prevalentemente dal ritorno del rischio inflazionistico, piuttosto che da un deterioramento specifico della percezione sul debito italiano.</p><p>Il differenziale continua quindi a rappresentare un indicatore fondamentale della percezione relativa del rischio tra Italia e Germania. Le recenti oscillazioni sono state guidate soprattutto dal prezzo del petrolio e dall’incertezza internazionale. Gli analisti segnalano che <strong>il margine per un ulteriore restringimento potrebbe essere più limitato in presenza di nuove tensioni geopolitiche</strong>, ma la stabilità intorno agli attuali livelli conferma una situazione molto diversa rispetto a quella osservata durante le precedenti crisi del debito sovrano.</p><p>A sostenere il debito italiano contribuiscono la <strong>maggiore credibilità acquisita sul fronte fiscale</strong>, la riduzione della frammentazione finanziaria nell’Eurozona e un confronto relativamente favorevole con altri grandi Paesi europei, alle prese con crescenti esigenze di finanziamento. Anche il fabbisogno legato alle spese per la difesa, alle infrastrutture e alla transizione energetica potrebbe tuttavia mantenere elevati i rendimenti europei sulle scadenze più lunghe.</p><p>Uno spread contenuto non costituisce soltanto un segnale di fiducia degli investitori, ma contribuisce direttamente a <strong>limitare il costo di finanziamento del debito pubblico</strong> e, indirettamente, quello sostenuto da imprese e famiglie. È uno degli elementi che continuano a sostenere l’immagine di un’Italia relativamente stabile agli occhi dei mercati, nonostante una fase internazionale dominata dal ritorno dell’inflazione energetica, dall’aumento dei rendimenti e dai rischi geopolitici.</p><p>La riunione di luglio non chiude quindi il dossier sui tassi. La Bce ha scelto di attendere, ma ha mantenuto aperta la possibilità di un nuovo intervento nelle prossime riunioni. L’appuntamento di settembre, quando saranno disponibili nuove proiezioni macroeconomiche, sarà decisivo per comprendere <strong>se la pausa rappresenti soltanto una fase temporanea o l’inizio di un periodo più prolungato di stabilità dei tassi</strong>.</p><p></p><p><strong><em>Attenzione</em></strong>. L’obbligazione di Barclays è soggetta al rischio default dell&#x27;emittente, che in linea teorica potrebbe non essere in grado di rimborsare in tutto o in parte il capitale. Tuttavia, <strong>a Barclays Bank PLC (l’emittente) Standard &amp; Poor’s attribuisce un rating A+</strong>, mentre per <strong>Moody’s e Fitch</strong> la valutazione del rischio di credito dell’istituto britannico è simile, rispettivamente <strong>A1 e A+</strong>. Si tratta quindi di valutazioni che rientrano nell’area “<strong>investment grade</strong>”, cioè credito di buona qualità. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.</p><p>Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: <a href="https://derivatives.cib.barclays/IT/30/it/instruments.app?searchType=text&amp;dataType=html&amp;searchTerm=XS3341155771#/details/764423">clicca qui.</a></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Obbligazioni</category>
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            <title><![CDATA[Scatto Ferrari spinta dal rialzo del target price di Berenberg]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-ferrari-target-price-berenberg-equita/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-ferrari-target-price-berenberg-equita</link>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 08:15:17 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La casa di Maranello continua a raccogliere giudizi positivi da parte degli analisti sui suoi risultati del secondo trimestre e il titolo viaggia ai massimi da otto mesi.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ferrari</strong> corre in apertura di seduta odierna con gli analisti ancora positivi a seguito della <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-ferrari-rialzo-guidance-risultati-secondo-trimestre/">trimestrale diffusa la settimana scorsa</a> che aveva visto l’aumento della guidance 2026.</p><p>Il titolo della società guadagna il 2,50% dopo un’ora di scambi, salendo così a 348 euro, in un contesto comunque positivo per il <strong>Ftse Mib</strong> (+0,80%), ai massimi dal novembre dello scorso anno.</p><p>Oggi <strong>Berenberg</strong> ha aumentato il target price sulle azioni Ferrari, portandolo a <strong>384 euro </strong>dai precedenti 381 euro, confermando la raccomandazione buy.</p><p>Il secondo è stato un &quot;trimestre che ha rafforzato la nostra tesi buy&quot; sul titolo, spiegano gli analisti, che hanno aumentato le previsioni di Eps del 2,4% sul 2026 e dell&#x27;1% sul 2027 dopo conti trimestrali superiori alle attese su tutti i fronti. Gli esperti si aspettano &quot;risultati forti per la restante parte dell&#x27;anno&quot;.</p><p>La decisione di Berenberg arriva dopo quella di <strong>Equita</strong>, che ha aumentato dell’1% a 390 euro il suo prezzo obiettivo sul titolo Ferrari, confermando la raccomandazione d’acquisto (buy).</p><p>Secondo gli analisti della sim, i risultati del secondo trimestre confermano la <strong>solidità del modello di business</strong> della casa di Maranello e, soprattutto, <strong>l&#x27;elevata visibilità sulla crescita futura</strong>, elemento ritenuto ancora più importante del limitato rialzo della guidance per il 2026.</p><p>Il broker sottolinea come la revisione al rialzo delle stime della società, sebbene contenuta e tale da determinare un incremento di appena l&#x27;1-2% delle proprie previsioni e un aumento dell&#x27;1% del target price a 390 euro per azione, rappresenti un ulteriore segnale della capacità del Cavallino di continuare a migliorare redditività e ricavi grazie a un mix di prodotto sempre più favorevole.</p><p>In particolare, Equita evidenzia il nuovo massimo storico raggiunto dall&#x27;Average Selling Price (ASP), atteso in ulteriore crescita nella seconda metà dell&#x27;anno, e un portafoglio ordini già in grado di coprire interamente l&#x27;esercizio 2027, fattori che lasciano aperta la possibilità di ulteriori ritocchi al rialzo delle guidance nei prossimi trimestri.</p><p>Il broker evidenzia inoltre che il <strong>secondo trimestre si è rivelato superiore alle attese</strong> sia delle proprie stime sia del consensus praticamente a tutti i livelli, con l&#x27;unica eccezione del free cash flow.</p><p>I ricavi sono cresciuti dell&#x27;8% a 1,94 miliardi di euro (+11% a cambi costanti), superando le attese di Equita (1,85 miliardi) e quelle del consensus Visible Alpha (1,86 miliardi).</p><p>L&#x27;Ebitda adjusted è salito del 6% a 755 milioni (+12% a cambi costanti), oltre i 737 milioni previsti dal broker e i 732 milioni del consensus, mentre l&#x27;utile netto è aumentato del 9% a 463 milioni, nettamente superiore ai 425 milioni stimati da Equita e ai 433 milioni attesi dal mercato. Il free cash flow industriale si è attestato a 276 milioni di euro, sostanzialmente in linea con le previsioni.</p><p>Secondo la sim, la performance operativa è stata trainata quasi esclusivamente dal forte contributo del price-mix, che ha generato un impatto positivo di 122 milioni grazie a un incremento del 12% dell&#x27;ASP, salito al nuovo record di 484 mila euro per vettura. Tale risultato è stato favorito soprattutto dall&#x27;evoluzione del mix di prodotto e dal peso crescente delle personalizzazioni, che rappresentano ormai oltre il 20% del fatturato della divisione auto e ricambi, mentre il contributo della nuova F80 è stato ancora limitato. Il miglioramento del price-mix è stato sufficiente a compensare l&#x27;impatto negativo derivante dal calo dei volumi di consegne (-4% nel trimestre e nel primo semestre), legato al normale ricambio della gamma, dall&#x27;effetto cambi negativo per 32 milioni di euro e dall&#x27;aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo e delle spese operative.</p><p>Per quanto riguarda le prospettive, Equita osserva che Ferrari ha leggermente incrementato il livello minimo delle guidance 2026, con un miglioramento di circa l&#x27;1% delle principali voci economiche e del 3% del free cash flow.</p><p>Il broker attribuisce circa tre quarti di questo upgrade alla <strong>crescita delle personalizzazioni</strong>, mentre il restante quarto deriva da un&#x27;ipotesi di cambio euro-dollaro più favorevole. Ferrari prevede ora ricavi pari ad almeno 7,6 miliardi di euro, un Ebitda adjusted di almeno 2,97 miliardi, un Ebit adjusted di almeno 2,26 miliardi, un utile netto adjusted di almeno 1,73 miliardi (EPS di 9,45 euro) e un free cash flow industriale di almeno 1,55 miliardi di euro.</p><p>Alla luce del nuovo outlook, Equita ha rivisto al rialzo dell&#x27;1-2% le proprie stime per il 2026 e per gli esercizi successivi.</p><p>Dalla conference call, infine, il broker segnala <strong>ulteriori elementi positivi</strong>. Sul progetto della prima Ferrari elettrica, ‘<strong>Luce</strong>’, il management non ha fornito indicazioni quantitative, ma ha parlato di una raccolta ordini soddisfacente sia tra i clienti storici sia tra i nuovi acquirenti, precisando che il modello viene proposto esclusivamente a clienti realmente interessati.</p><p>Inoltre, il portafoglio ordini copre già l&#x27;intero 2027 anche senza considerare il contributo della nuova <strong>12 Cilindri Manuale</strong>, serie limitata di circa 1.500 esemplari già interamente allocati a un prezzo di circa 550 mila euro. Equita evidenzia infine che il continuo incremento delle personalizzazioni, ormai stabilmente sopra il 20% del fatturato rispetto al 19% incorporato nel piano industriale, rappresenta un ulteriore potenziale fattore di upside per risultati e redditività.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Doppio maxi-premio del 10% con il certificate sui bancari europei]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/doppio-maxi-premio-del-10-con-il-certificate-sui-bancari-europei/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=doppio-maxi-premio-del-10-con-il-certificate-sui-bancari-europei</link>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 08:00:41 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il certificate di <strong>Barclays </strong>con <strong>Isin XS3395460705</strong> su <strong>Banca MPS, Société Générale, Commerzbank e BBVA</strong> staccherà un <strong>primo maxi-premio del 10% euro</strong> (al prezzo di oggi di 100 euro) il prossimo 11 agosto se nessuno dei sottostanti avrà perso oltre il 50% dal livello iniziale. Una condizione fattibile visto che mancano pochi giorni alla data di valutazione di giovedì 6 agosto. Basterà <strong>comprare il prodotto entro il 10 agosto</strong> per avere diritto al &quot;cedolone&quot; <strong>e mantenerlo il giorno successivo</strong>.</p><p>I maxi-premi non sono finiti perché il certificate, il 10 settembre, staccherà <strong>un&#x27;altra cedola molto corposa del 10%</strong> condizionata sempre da una barriera posta al 50% del valore iniziale dei sottostanti. In pratica, parliamo del <strong>20% di rendimento entro la fine dell’anno</strong> e quindi particolarmente adatto anche per compensare eventuali minusvalenze vicine alla scadenza.</p><p>Si passa poi a <strong>premi trimestrali con memoria di 1 euro</strong> (4 euro in un annuo), se nessuno dei sottostanti sarà crollato alle date di valutazione del 40% dal livello iniziale.</p><p>Dopo nove mesi di vita è prevista la <strong>possibilità di rimborso anticipato a 100 euro con tutti i sottostanti almeno pari allivello iniziale</strong>. In caso di rimborso già il 6 aprile 2027, l’investitore riceverà i due maxi-premio di 10 euro (20 euro in totale) e una cedola trimestrale di 1 euro. Comprando il prodotto oggi a 100 euro, il rendimento al momento dell’autocall tra poco più di otto mesi (8,08 mesi) può raggiungere il 21%, pari a un <strong>ritorno annualizzato del 31,2%</strong>.</p><p>Scadenza naturale tra poco meno di cinque anni (7 luglio 2031) con <strong>protezione del capitale fino a cali del 40%</strong> dei sottostanti dal valore iniziale.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>La forza del certificate di <strong>Barclays</strong> con <strong>Isin XS3395460705</strong> è legata <strong>all’elevato rendimento, a una barriera molto bassa e all’efficienza fiscale</strong>, ovvero la possibilità di utilizzare i <strong>due maxi-premi di 20%</strong> (al prezzo di oggi di 100 euro) per compensare eventuali minusvalenze in portafoglio (recupero fiscale del 5,2%).</p><p>I 10 euro di maxicedola sui 100 euro di acquisto oggi sono pari a un <strong>ritorno del 10%, i due maxi-premi rendono complessivamente il 20%</strong>. La condizione per lo stacco del primo “cedolone” dovrebbe essere soddisfatta senza grossi problemi, ovvero <strong>nessuno dei sottostanti</strong> (Banca MPS, Société Générale, Commerzbank e BBVA) <strong>dovrà crollare, nei prossimi tre giorni di Borsa aperta, del 50%</strong> dal livello iniziale (il 6 agosto è la data di valutazione). Per incassare il maxi-premio l’investitore dovrà avere inserito il certificate nel proprio portafoglio <strong>entro il 10 agosto e mantenerlo il giorno successivo</strong> (l’11 agosto è la data di stacco).</p><p>Stessa condizione per la <strong>seconda maxicedola del 10%</strong>, ovvero nessuno dei quattro sottostanti <strong>non dovrà crollare di oltre il 50%</strong> rispetto al rispettivo livello iniziale alla data di valutazione del 7 settembre. Anche questa condizione facile da realizzare sulla carta perché un titolo dovrebbe in pratica più che dimezzare il proprio valore dal livello iniziale in poco più di un mese.</p><p>Al momento, tre sottostanti su quattro si trovano oltre il livello iniziale: <strong>Banca MPS +3,2%, BBVA +7,7%, Société Générale +6,3% e Commerzbank (worst-of) -0,5%.</strong> Di seguito la tabella che mostra i principali livelli di riferimento del certificate:</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p>Sono tre le soluzioni di investimento offerte dal certificate di <strong>Barclays </strong>con <strong>Isin XS3395460705</strong> e che ogni investitore dovrà valutare da solo o con il proprio consulente.</p><ol><li><strong>COMPENSAZIONE</strong>. La prima è quella di compensare eventuali minusvalenze in portafoglio quindi <strong>vendere il certificate non appena ha staccato la maxicedola</strong>. Essendo le cedole dei certificate considerate “redditi diversi”, si prestano a compensare eventuali perdite fiscali entro un periodo massimo di quattro anni dalla loro realizzazione. Acquistando il certificate oggi a 100 euro, il<strong> 26% di compensazione su un premio del 20% (la somma dei due maxi di 10%), è pari a un recupero “fiscale” del 5,2%</strong>, ovviamente si tratta di tasse già pagate per cui si chiede il rimborso a fronte delle minusvalenze registrate ma che, senza una compensazione con plusvalenze da redditi diversi vanno spesso perse.</li><li><strong>CESSIONE PRIMA DELLA SCADENZA. La secondo strategia, </strong>più di lungo termine, è quella classica che ci si gioca con i certificate dotati di maxicedola: <strong>incassare il maxi-premio e se il prezzo del prodotto (sceso dopo lo stacco del cedolone) dovesse riportarsi sopra al prezzo di carico più il valore della maxicedola incassata e l’eventuale beneficio fiscale, l’investitore si troverà in una posizione di guadagno.</strong> Ad aiutare il certificate a portarsi vicino al valore nominale di 100, prima della scadenza, è il <strong>meccanismo di</strong> <strong>autocall dopo nove mesi di vita</strong>, per cui il prodotto verrà rimborsato in anticipo a 100 euro alle date di valutazione a partire da quella <strong>del 6 aprile 2027</strong>, se quel giorno tutti e quattro i sottostanti chiuderanno con quotazioni superiori ai valori iniziali. La <strong>possibilità del rimborso anticipato si ripresenterà ogni trimestre successivo</strong>. Tanto prima dovesse scattare l’autocall o la cessione sopra il valore di carico, tanto più alto sarebbe il rendimento medio annuo del prodotto. Ad esempio, in caso di rimborso già il 6 aprile 2027, chi compra oggi il certificate a 100 euro chiuderebbe l’investimento fra poco più di 8 mesi (8,08 mesi) con 20 euro di maxicedole e 1 euro di premio trimestrale, in totale 21 euro. <strong>Il rendimento in 8,08 mesi sarebbe del 21%, pari a un</strong> <strong>ritorno annualizzato del 31,2%</strong> (21%/8,08mesi*12mesi). Ovviamente la probabilità di far scattare l&#x27;autocall dipenderà dal movimento dei sottostanti se saranno in grado di portarsi sopra ai livelli iniziali.</li></ol><p><strong>SCADENZA</strong>. L&#x27;ultima strategia, la più paziente è quella di aspettare la scadenza tra poco meno di cinque anni (7 luglio 2031). In quel caso non si punta a un rialzo dei sottostanti ma si aspetta che passi il tempo e che nessuno sfondi la barriera. A scadenza, <strong>se nessuno dei sottostanti avrà perso il 40%</strong> dal livello iniziale, il certificate verrà rimborsato a 100 euro e avrà staccato tutti i premi, grazie all&#x27;effetto memoria. <strong>Il guadagno per l&#x27;investitore che compra oggi a 100 euro sarebbe pari a 20 euro di due maxicedole più 18 cedole da 1 euro</strong>, in tutto 38 euro, che su 100 di acquisto sono pari a un <strong>rendimento del 38%,</strong> che spalmato sui 4,93 anni di vita rimanenti del prodotto arriviamo <strong>al 7,7% annualizzato</strong>.</p><p>Una volta staccati i due maxi-premi, l’<strong>Isin XS3395460705</strong> pagherà <strong>premi trimestrali con memoria dell’1% del nominale (100 euro), condizionati al rispetto di una barriera al 60%</strong>, il che vuole dire che sono ammessi ribassi del peggiore dei sottostanti fino a un massimo del 40% del livello iniziale.</p><p>Nel caso in cui, a una data di osservazione, anche solo uno dei sottostanti quotasse al di sotto della barriera, <strong>il premio non verrà pagato, ma resterà in pancia al prodotto</strong> e, grazie all’effetto memoria, verrà corrisposto (insieme alle altre cedole trattenute in memoria) alla prima data di valutazione successiva, in cui il peggiore dei sottostanti sarà tornato sopra la barriera.</p><p>Quindi, basterà che <strong>nessun sottostante si trovi sotto la barriera</strong> all’ultima data di osservazione (7 luglio 2031) per avere la certezza di incassare tutte le 18 cedole trimestrali previste e chiudere l’investimento con 38 euro di premi (contando anche i due maxi-premio di 10 euro ciascuno). Acquistando il certificato oggi a 100 euro, il <strong>rendimento totale è del 38% in poco meno di cinque anni</strong> (4,93 anni), pari a un <strong>ritorno annualizzato del 7,7%.</strong></p><p>Ecco il conto: 38 euro di premi (18 euro di cedole trimestrali più 20 euro di maxi-premi), poi dividiamo questo numero per il prezzo di acquisto (usiamo quello attuale) di 100 euro e arriviamo a un rendimento da qui alla scadenza (7 luglio 2031) del 38%. Ora annualizziamo il rendimento per capire, all&#x27;anno, quanto rende il certificate e confrontarlo con gli altri prodotti sul mercato della stessa tipologia: dividiamo 38% per 4,93 (anni di vita residui del prodotto) e arriviamo a un ritorno del 7,7% lordo annualizzato.</p><p><strong>La forza di questo prodotto rimane la probabilità del rimborso anticipato che fa lievitare il rendimento o l’uso efficiente delle maxicedole per compensare le minusvalenze.</strong></p><p>Qualora durante la vita del certificate con <strong>Isin XS3395460705 </strong>non si verificasse il rimborso anticipato, alla scadenza naturale del 7 luglio 2031 gli investitori si troveranno di fronte a due scenari distinti, direttamente legati all’andamento dei sottostanti. <strong>La barriera di protezione del capitale è fissata al 60% del valore iniziale e viene osservata unicamente alla scadenza</strong>, offrendo protezione contro ribassi fino al 40% dei sottostanti dal livello iniziale.</p><p>Nel primo scenario, se alla data di valutazione finale (7 luglio 2031), <strong>il peggiore tra i sottostanti</strong> <strong>si manterrà al di sopra o uguale alla barriera (60%)</strong>, il certificate verrà rimborsato al valore nominale di 100 euro. A questo importo si sommeranno l’ultima cedola di 1 euro e gli eventuali premi non pagati e trattenuti nella memoria, per un totale di 38 euro. Considerato il prezzo di acquisto di 100 euro, <strong>il rendimento complessivo raggiungerebbe il 38%</strong> in un orizzonte temporale di 4,93 anni (7,7% annualizzato).</p><p>Nel secondo scenario, se anche <strong>solo uno dei sottostanti a scadenza sarà sceso sotto la barriera (60%)</strong>, il rimborso del capitale sarebbe commisurato alla performance del titolo peggiore. A questo valore dobbiamo però aggiungere eventuali cedole staccate durante la vita del certificate, che andrebbero così a compensare la perdita sul capitale. Per fare il calcolo esatto, ad oggi impossibile, dovremmo sapere l&#x27;ammontare dei premi distribuito.</p><p>Attualmente, i sottostanti mostrano un<strong> margine di sicurezza rispetto alla barriera</strong>: Banca MPS è distante il 41,9%, BBVA il 44,3%, Société Générale il 43,6% e Commerzbank il 40%, rafforzando le probabilità di uno scenario favorevole a scadenza.</p><p><strong>Banca Monte dei Paschi di Siena</strong></p><p>Banca MPS è oggi uno dei principali gruppi bancari italiani, con un perimetro ampliato dall’acquisizione di Mediobanca e una presenza più rilevante nel corporate e investment banking, nel private banking e nel wealth management. Nel primo trimestre 2026 il gruppo ha registrato ricavi per 1,96 miliardi di euro, di cui 925 milioni riconducibili al perimetro Mediobanca, e un risultato operativo netto di 947 milioni, in crescita del 9,5% rispetto al trimestre precedente. Il titolo resta al centro del consolidamento bancario italiano: oltre al processo di integrazione e alla prevista fusione per incorporazione di Mediobanca, MPS sta valutando l’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Intesa Sanpaolo e la proposta alternativa di aggregazione presentata da Banco BPM. I principali driver sono quindi l’esito delle operazioni straordinarie, la governance del gruppo, le sinergie con Mediobanca e la capacità di preservare redditività e capitale nel nuovo perimetro.</p><p><strong>Société Générale</strong></p><p>Société Générale è uno dei maggiori gruppi bancari francesi, attivo nel retail banking, nel private banking, nei servizi finanziari internazionali e nel corporate e investment banking. Nel primo semestre 2026 ha riportato ricavi per 14,2 miliardi di euro, in aumento del 2,4%, e un utile netto di gruppo record pari a 3,49 miliardi, cresciuto del 13,9%, con un ROTE del 12%. Il miglioramento dell’efficienza, con costi in calo del 5% e un cost/income ratio sceso al 59,7%, ha consentito alla banca di alzare all’11% circa l’obiettivo di redditività per l’intero esercizio. Il gruppo ha inoltre annunciato un buyback straordinario da 1,5 miliardi di euro e un acconto sul dividendo, mentre il Capital Markets Day di settembre sarà centrale per la presentazione della nuova strategia. I driver del titolo restano la ripresa della rete francese, la disciplina sui costi, la crescita di BoursoBank e la capacità di migliorare la redditività senza aumentare eccessivamente il rischio di credito.</p><p><strong>Commerzbank</strong></p><p>Commerzbank è uno dei principali istituti tedeschi, con una posizione di rilievo nel finanziamento delle piccole e medie imprese, nel corporate banking e nei servizi a privati e piccole aziende, oltre alla controllata polacca mBank. Nel primo trimestre 2026 la banca ha registrato risultati superiori alle attese, con un ROTE netto del 12,7% e un CET1 ratio del 14,5%, rivedendo al rialzo gli obiettivi di redditività e indicando un traguardo di ROTE del 21% entro il 2030. Il principale dossier resta tuttavia l’offerta pubblica volontaria promossa da UniCredit, il cui periodo di adesione si è concluso l’8 luglio dopo che il management di Commerzbank aveva giudicato non adeguate le condizioni proposte. In attesa dei risultati del secondo trimestre, previsti il 6 agosto, il titolo continua a essere influenzato dall’esito dell’operazione, dalla posizione del governo tedesco, dall’esecuzione del piano autonomo e dalla capacità della banca di sostenere crescita dei ricavi, controllo dei costi e remunerazione degli azionisti.</p><p><strong>Banco Bilbao Vizcaya Argentaria</strong></p><p>BBVA è uno dei maggiori gruppi bancari spagnoli, con una posizione dominante in Messico e presenze rilevanti in Spagna, Turchia e America Latina. Nel primo semestre 2026 il gruppo ha registrato un utile netto record di 6,05 miliardi di euro, in aumento dell’11,1%, ricavi complessivi per 21,16 miliardi e un margine di interesse di 15,16 miliardi, sostenuto dalla crescita degli impieghi e dal contributo delle principali aree geografiche. Il ROTE ha raggiunto il 22,2%, mentre il CET1 ratio si è attestato al 12,90%. La banca ha inoltre annunciato un nuovo buyback straordinario da 2 miliardi di euro, che si aggiunge al programma già in corso. Dopo il complesso dossier Banco Sabadell, l’attenzione si concentra ora sull’esecuzione del piano strategico 2025-2029, sulla crescita in Messico e Spagna, sull’impiego dell’eccesso di capitale e sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi commerciali e operativi. I principali fattori di rischio restano l’esposizione ai mercati emergenti, la volatilità valutaria e l’andamento del costo del credito.</p><p>Il sentiment degli analisti sulle quattro azioni che compongono il paniere del certificate si<strong> conferma complessivamente positivo</strong>, rafforzando ulteriormente le prospettive favorevoli per il prodotto.</p><p></p><p><strong>Banca MPS</strong> è seguita da 9 analisti: di questi, <strong>5 raccomandano l’acquisto</strong> (buy), 3 suggeriscono di mantenere la posizione (hold) e 1 ha un giudizio di vendita (sell).<strong> Il target price medio si attesta a 11,18 euro</strong>.</p><p>Anche su <strong>Société Générale </strong>il sentiment si presenta positivo: su 24 analisti che monitorano il titolo,<strong> 15 consigliano buy</strong>, 7 suggeriscono hold e 2 dicono sell.<strong> Il prezzo obiettivo medio è di 83,02 euro</strong>, che implica un potenziale di crescita del 6% rispetto ai valori correnti a Parigi.</p><p>Quadro favorevole per <strong>Commerzbank,</strong> coperta da 19 analisti: <strong>11 raccomandano buy</strong>, 6 indicano hold e 2 consigliano sell. <strong>Il target price medio è pari a 41,13 euro, </strong>che implica un potenziale upside del 12% rispetto alla quotazione attuale a Francoforte.</p><p>Infine, su<strong> BBVA</strong>, tra i 28 analisti che monitorano il titolo, <strong>11 consigliano buy,</strong> 15 suggeriscono hold e 2 sell. <strong>Il prezzo obiettivo medio è di 22,83 euro</strong>.</p><p>La combinazione tra <strong>distanza dalle barriere e prospettive positive degli analisti</strong> dovrebbe offrire una cornice di relativa tranquillità per gli investitori che valutano l&#x27;acquisto del certificate con <strong>Isin XS3395460705</strong>.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Certificati</category>
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        <item>
            <title><![CDATA[Petrolio in picchiata dopo lo stop agli attacchi USA in Medio Oriente]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/petrolio-in-picchiata-dopo-lo-stop-agli-attacchi-usa-in-medio-oriente/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=petrolio-in-picchiata-dopo-lo-stop-agli-attacchi-usa-in-medio-oriente</link>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 07:30:30 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La prospettiva della ripresa dei negoziati riduce il premio di rischio geopolitico sul greggio, mentre l’Opec+ aumenta la produzione azzerando così i tagli dei mesi scorsi, anche se appare una decisione puramente formale.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Petrolio in picchiata in questa prima seduta di agosto dopo aver chiuso luglio con la maggior crescita mensile da marzo, grazie al nuovo ottimismo diffuso da <strong>Donald Trump</strong> sulle trattative tra Stati Uniti e Iran mentre l’Opec ha aumentato la produzione.</p><p>Stamattina il <strong>Brent</strong> crollava del 5%, scendendo a 83,30 dollari, mentre il <strong>greggio WTI </strong>scendeva (-6%) sotto quota 80 dollari al barile.</p><p>Calo che spinge al ribasso le azioni dei petroliferi di Piazza Affari: Eni a -2,30% (23,425), Tenaris a -0,30% (24,85 euro) e Saipem a -0,20% (4,183 euro).</p><p>Trump ha annunciato la sospensione degli attacchi in Medio Oriente a condizione di “raggiungere rapidamente un accordo” per riaprire velocemente lo <strong>Stretto di Hormuz</strong>: “Mettetevi al lavoro, tutti, e portatelo a TERMINE”, ha scritto il presidente su Truth Social.</p><p>Si tratta di un netto cambio di tono nei confronti dell’Iran arrivato dopo giorni di minacce di una nuova offensiva contro Teheran che era consigliata anche dai suoi alleati nella regione, tra cui l’Arabia Saudita.</p><p>&quot;La decisione di Trump di sospendere un importante attacco contro l&#x27;Iran ha ridotto il premio di rischio geopolitico immediato sul petrolio e ha dato un po&#x27; di respiro agli asset di rischio globali&quot;, sottolinea <strong>Stephen Innes</strong>, managing partner di Spi Asset Management.</p><p>“Il calo dei prezzi riflette il sollievo per il fatto che un’ulteriore escalation sia stata evitata,” secondo <strong>Takahiro Asaoka</strong>, ricercatore di materie prime presso l’Itochu Research Institute Inc. “Il movimento sembra essere guidato principalmente dalla chiusura delle posizioni corte, mentre il premio di rischio geopolitico si riduce. Un calo sostenuto dei prezzi del petrolio è difficile senza un accordo che permetta al traffico nello Stretto di Hormuz di tornare alla normalità”, spiega l’esperto.</p><p>Intanto, ieri l’<strong>Opec+</strong> ha approvato un aumento della produzione di petrolio pari a 188 mila barili a partire dal prossimo primo di settembre, completando così l’azzeramento dei tagli decisi in precedenza per un totale di 1,65 milioni.</p><p>In particolare, Arabia Saudita e Russia incrementeranno la prodizione di 62 mila barili, l&#x27;Iraq di 26 mila, il Kuwait di 16 mila, il Kazakhstan di 10 mila, l&#x27;Algeria di 6 mila e l&#x27;Oman di 5 mila.</p><p>L&#x27;ennesimo aumento del Gruppo dei Sette era già previsto, anche se c&#x27;è da dire che gli aumenti decisi dal gruppo ogni mese nel corso dell&#x27;ultimo anno <strong>sono figurativi</strong>, dal momento che la guerra in Iran, gli attacchi alle infrastrutture petrolifere dei Paesi del Golfo ed il blocco dello Stretto di Hormuz hanno <strong>di fatto reso ipotetici questi aumenti</strong>.</p><p>La decisione, però, garantisce che, quando sarà ripristinata la normalità, i Paesi dell&#x27;Opec potranno aggiustare al rialzo le loro quote e rifornite adeguatamente il mercato.</p><p>Per quanto concerne il futuro, gli esperti attendono che l&#x27;Opec+ manterrà la produzione sostanzialmente invariata nei prossimi mesi e, dunque, non attuerà più alcun aggiustamento da qui alla fine dell&#x27;anno, in vista delle trattative per il ricalcolo delle rispettive quote nel 2027.</p><p>Al prossimo incontro, fissato per il 6 settembre, i sette potrebbero optare per una pausa fino a dicembre. se con questa decisione “L&#x27;Opec+ ha azzerato i tagli volontari”, osserva Jorge Leon, analista di Rystad, “la prossima sfida sarà gestire il surplus che potrebbe emergere con la normalizzazione delle esportazioni”. A conflitto concluso, si intende.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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        </item>
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            <title><![CDATA[AstraZeneca studia il colpo del secolo: nel mirino Bristol Myers Squibb]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/astrazeneca-studia-il-colpo-del-secolo-nel-mirino-bristol-myers-squibb/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=astrazeneca-studia-il-colpo-del-secolo-nel-mirino-bristol-myers-squibb</link>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 07:15:18 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Secondo il <em>Financial Times</em>,<em> </em>il gruppo britannico starebbe valutando la fusione con il colosso americano. Se l&#x27;operazione andasse in porto sarebbe la più grande acquisizione mai realizzata nel settore farmaceutico. Ma gli analisti sono divisi: per molti AstraZeneca cresce già abbastanza da sola.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto riportato dal <em>Financial Times</em>, AstraZeneca starebbe valutando l&#x27;acquisizione della statunitense Bristol Myers Squibb, <strong>dando vita a un gruppo con una capitalizzazione vicina ai 400 miliardi di dollari. </strong>Se andasse in porto, sarebbe la più grande operazione della storia dell&#x27;industria farmaceutica.</p><p>Le discussioni sarebbero ancora in una fase preliminare e <strong>non vi è alcuna certezza che possano sfociare in un accordo</strong>. Né AstraZeneca né Bristol Myers Squibb hanno voluto commentare le indiscrezioni riportate dal quotidiano britannico. Per AstraZeneca si tratterebbe comunque di una mossa di portata storica, destinata a ridisegnare gli equilibri del settore.</p><p><br/></p><p>AstraZeneca vale oggi in Borsa circa 264 miliardi di dollari, mentre Bristol Myers Squibb capitalizza circa 133 miliardi. La combinazione delle due società darebbe vita a uno dei maggiori gruppi farmaceutici mondiali e alla<strong> più grande acquisizione mai realizzata nel comparto</strong>, superando anche i 74 miliardi di dollari spesi da Bristol Myers nel 2019 per rilevare Celgene.</p><p><strong>L&#x27;operazione consentirebbe inoltre ad AstraZeneca di rafforzare ulteriormente la propria presenza negli Stati Uniti,</strong> mercato che negli ultimi anni è diventato sempre più centrale nella strategia del gruppo britannico.</p><p><br/></p><p>Da quando Pascal Soriot ha assunto la guida della società nel 2012, AstraZeneca si è trasformata in uno dei campioni mondiali della farmaceutica.<strong> In questi quattordici anni il valore del titolo è più che quadruplicato,</strong> nettamente meglio dell&#x27;indice FTSE 100 e della rivale storica GSK.</p><p><strong>La crescita è stata trainata soprattutto dall&#x27;oncologia, che nel 2025 ha generato circa 25 miliardi di dollari di ricavi, quasi la metà del fatturato complessivo del gruppo.</strong> Seguono le terapie cardiovascolari, renali e metaboliche con circa 12 miliardi di dollari di vendite.</p><p>L&#x27;azienda punta ora a raggiungere gli 80 miliardi di dollari di ricavi entro il 2030 e sta investendo anche nello sviluppo di farmaci contro l&#x27;obesità.</p><p><br/></p><p>Bristol Myers attraversa una fase più delicata. Alcuni dei suoi farmaci di maggior successo, tra cui l&#x27;anticoagulante Eliquis e l&#x27;immunoterapico Opdivo, stanno infatti avvicinandosi alla <strong>scadenza dei brevetti</strong> e insieme rappresentano circa la metà del fatturato del gruppo.</p><p><strong>La società sta cercando di accelerare la crescita dei prodotti più recenti, </strong>come <strong>Breyanzi </strong>contro alcune forme di tumore del sangue, <strong>Opdualag </strong>per il melanoma e <strong>Camzyos </strong>per le patologie cardiache, che hanno sostenuto risultati trimestrali record con ricavi pari a 13 miliardi di dollari.</p><p>Per AstraZeneca, quindi, Bristol Myers potrebbe rappresentare soprattutto un&#x27;opportunità per rafforzare ulteriormente la presenza commerciale negli Stati Uniti e ampliare il portafoglio di farmaci innovativi.</p><p><br/></p><p>L&#x27;ipotesi della fusione, tuttavia, non convince tutti gli osservatori. <strong>Secondo Jared Holz, analista di Mizuho</strong> del settore farmaceutico, <strong>gli investitori potrebbero opporsi all&#x27;operazione perché AstraZeneca presenta già prospettive di crescita molto solide.</strong> Le stime indicano infatti un aumento dell&#x27;utile per azione superiore al 10% annuo nei prossimi cinque anni, mentre Bristol Myers dovrebbe registrare una contrazione degli utili per gran parte del decennio.</p><p>In altre parole, osserva Holz, “AstraZeneca non ha bisogno di Bristol Myers, semmai è il contrario”. L&#x27;operazione avrebbe senso soltanto se producesse sinergie molto elevate in grado di compensare il rallentamento della crescita della società americana.</p><p>Anche <strong>BMO Capital Markets</strong> invita alla prudenza, sottolineando che le sovrapposizioni in alcune aree terapeutiche, come il tumore del polmone non a piccole cellule, potrebbero <strong>rendere complesso ottenere il via libera delle autorità antitrust.</strong></p><p><br/></p><p>Dal punto di vista borsistico, AstraZeneca continua comunque a raccogliere un consenso molto positivo. Venerdì scorso il titolo ha chiuso a 12.632 pence: <strong>da inizio anno registra una flessione del 7%, ma mantiene un progresso del 13% negli ultimi dodici mesi.</strong></p><p>Il gruppo capitalizza circa 264 miliardi di dollari. Per il 2026 gli analisti stimano un fatturato di 63,2 miliardi di dollari e un utile netto di circa 12 miliardi. Sulla base di queste stime, <strong>Astrazeneca è scambiata a un P/E 2026 di 21 volte, in linea con la svizzera Roche (21 volte), ma appare decisamente meno cara delle concorrenti americane Eli Lilly (35 volte) e e Johnson &amp; Johnson (27 volte).</strong></p><p>Il consenso resta decisamente favorevole. Su 23 analisti che seguono il titolo, ben 17 raccomandano l&#x27;acquisto e quattro consigliano di mantenere la posizione. Il prezzo obiettivo medio è pari a 15.780 pence, circa il 25% sopra le quotazioni attuali.</p><p><br/></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Approfondimenti</category>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Riparte il negoziato sull’Iran, scende il petrolio salgono le borse]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/riparte-il-negoziato-sull-iran-scende-il-petrolio-salgono-le-borse/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=riparte-il-negoziato-sull-iran-scende-il-petrolio-salgono-le-borse</link>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 06:30:20 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>“L&#x27;Iran e altri Paesi mediorientali ci hanno appena chiesto di sospendere qualsiasi attacco, in quanto i parametri di un accordo sono stati concordati&quot;, ha affermato Trump in un post su Truth Social.</p><p>L&#x27;agenzia di stampa statale iraniana Fars International ha affermato domenica, tramite il suo canale Telegram, che le richieste di Trump equivalgono a una &quot;lista dei desideri&quot;.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Il dietro front del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla guerra in Iran sta lasciando il segno più forte questa mattina sui mercati finanziari. Il nuovo mese inizia dunque con un ribasso del 5% del petrolio ed i future di Wall Street positivi.<br/><strong>Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo</strong>: future del Dax di Francoforte +1%.<br/></p><p>Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato domenica mattina di aver annullato un attacco già pianificato contro l&#x27;Iran, in seguito a una richiesta di Teheran e dei suoi vicini regionali.</p><p>&quot;L&#x27;Iran e altri Paesi mediorientali ci hanno appena chiesto di sospendere qualsiasi attacco, in quanto i parametri di un accordo sono stati concordati&quot;, ha affermato Trump in un post su Truth Social.<br/>L&#x27;accordo includerebbe &quot;<strong>l&#x27;apertura immediata, completa e totale dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana</strong>&quot;.</p><p>&quot;Sulla base di questa richiesta, ho accettato, per il futuro beneficio del MONDO e, allo stesso modo, per la sopravvivenza di un Iran prospero e di successo, di annullare l&#x27;attacco, a condizione che si possa raggiungere rapidamente un ACCORDO&quot;, ha aggiunto Trump. &quot;Lo Stato di Israele si unisce a me in questo impegno&quot;.<br/>Gli Stati Uniti restano pronti a colpire l&#x27;Iran con forza e &quot;sono pronti a partire&quot;.</p><p>L&#x27;agenzia di stampa statale iraniana Fars International ha affermato domenica, tramite il suo canale Telegram, che le richieste di Trump equivalgono a una &quot;lista dei desideri&quot;.<br/>Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman &quot;ha sottolineato la necessità di dare priorità al dialogo per ridurre l&#x27;escalation e l&#x27;importanza di compiere ogni sforzo possibile per raggiungere la calma&quot; in una telefonata con Trump, secondo quanto riportato domenica dall&#x27;agenzia di stampa saudita SPA.</p><p></p><p><br/></p><p><strong>Mercati con lo sguardo puntato sui dati sul mercato del lavoro USA di luglio, attesi la prossima settimana e considerati cruciali per orientare le prossime mosse della Fed</strong>. Il consenso prevede un aumento dei nuovi occupati di 88mila unità, dopo il rallentamento a sorpresa registrato il mese scorso, accompagnato dalla revisione al ribasso dei due mesi precedenti. Sul fronte del tasso di disoccupazione, le attese indicano stabilità al 4,2%, dopo che il calo di giugno era stato determinato più da una riduzione del tasso di partecipazione che da una reale crescita occupazionale.</p><p>Il quadro macro resta solido (PIL secondo trimestre sostenuto da consumi e investimenti, indice ISM sopra 50), ma sul lavoro i segnali sono contrastanti: i sussidi di disoccupazione ai minimi dal 1969 nella settimana del 18 luglio segnalano stabilizzazione, mentre fiducia dei consumatori e piani di assunzione NFIB si indeboliscono. Solo un dato molto sotto le attese potrebbe cambiare lo scenario sui tagli Fed (settembre prezzato al 65%), dato che la media a 3 e 6 mesi dei nuovi occupati (111mila e 92mila) resta ben sopra il break-even payroll di circa 50mila.</p><p>Sul fronte societario, oltre metà dello S&amp;P 500 ha già riportato, altre 140 questa settimana. Focus sul tech con AMD martedì e Sandisk mercoledì; attenzione a SpaceX (martedì), che tratta circa il 17% sotto il prezzo IPO di giugno, con qualche timore per la prima tranche di titoli vendibile a breve. In Europa entrano nel vivo le trimestrali di Lufthansa, Novo Nordisk, Siemens, Infineon, oltre a banche italiane (Banco BPM, BPER, MPS) e finanziari (Generali, Allianz, Unipol).</p><p>Spicca nell’area il forte calo della borsa della Corea del Sud: l’indice Kospi perde il 5,2%, in assenza di notizie negative particolari. Prosegue la fase di forte volatilità, dopo il rialzo record di venerdì, non si vede traccia dei compratori del ribasso. Samsung Electronics e SK Hynix cadono in ribasso del 7%.</p><p>Il mercato azionario di Tokyo è penalizzato dal forte apprezzamento dello yen: indice Nikkei -1,5%. Soffrono soprattutto le società più esposte all’estero, in particolare quelle del comparto automotive, come Toyota -4%.<br/>Lo yen intanto si porta a 157,6 su dollaro, era 163,8 a metà della scorsa settimana, prima della manovra coordinata delle autorità del Giappone e degli Stati Uniti.</p><p><strong>Prysmian</strong> ha sottoscritto un accordo definitivo di fusione in base al quale acquisirà Atkore per 95 dollari per azione e un enterprise value implicito della società pari a circa 3,8 miliardi di dollari (3,3 miliardi di euro) corrispondente a un multiplo di 9,8 volte ev/ebitda 2025 e 7,1 volte ev/ebitda 2025 includendo le sinergie a regime. Il corrispettivo riconosce un premio di circa il 23% rispetto al prezzo medio ponderato per i volumi nei 90 giorni precedenti venerdì 31 luglio scorso.<br/><br/><br/><strong>Banco BPM, Banca Monte Paschi.</strong> Banco BPM ha detto venerdi sera che il proprio consiglio di amministrazione ha deciso di interrompere le trattative su una potenziale fusione con Banca Monte dei Paschi di Siena.<br/>L&#x27;AD di Credit Agricole, Olivier Gavalda, ha detto prima che è &quot;molto difficile&quot; vedere come una possibile fusione tra le due banche possa creare valore per gli azionisti dell&#x27;istituto di Piazza Meda.<br/>Secondo il Cfo della banca francese, una fusione tra Agricole e Banco Bpm sarebbe uno scenario preferito rispetto a un merger tra Banco Bpm e Mps.<br/><br/><br/><strong>Intesa Sanpaolo</strong>. L&#x27;antitrust avrebbe chiesto altre informazioni alla banca sulla proposta di offerta lanciata su Mps per quanto riguarda il business assicurativo, considerato che la banca senese attraverso Mediobanca detiene il 13,3% di Generali. Secondo l&#x27;inserto &quot;Affari&amp;Finanza&quot;, l&#x27;Antitrust ha ricevuto altre carte dalla stessa Generali. Il quotidiano scrive che &quot;l&#x27;attuale fase preliminare, con ogni probabilità, sfocerà a settembre in un più solido procedimento istruttorio, in cui il Garante sentirà le parti coinvolte prima del verdetto finale, nei mesi seguenti&quot;.<br/><br/><br/><strong>Unicredit</strong>. Il Corriere Economia di oggi scrive che Intesa, oltre ai 635 sportelli che andranno a Unipol, potrebbe vendere le 617 agenzie Mps a Unicredit &quot;che colmerà in questa maniera la sua attuale carenza territoriale italiana&quot;.<br/></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>La Finestra sui Mercati</category>
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            <title><![CDATA[La volatilità del petrolio non riguarda più solo il settore energetico]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/la-volatilita-del-petrolio-non-riguarda-piu-solo-il-settore-energetico/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=la-volatilita-del-petrolio-non-riguarda-piu-solo-il-settore-energetico</link>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 06:15:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Gli investitori hanno trascorso gran parte dell&#x27;estate a osservare le oscillazioni dei prezzi del petrolio, che giocano un ruolo importante nell&#x27;inflazione perché i costi energetici influenzano ogni aspetto della vita. La solidità dell’economia USA ha contribuito a mantenere la crescita sui binari giusti, anche se l&#x27;inflazione rimane una priorità per la Fed.</p><p><em>A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM</em></p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><br/></p><p></p><p>Passati gli appuntamenti delle banche centrali, nella settimana che si apre oggi i mercati dovranno confrontarsi con un calendario macro di una certa rilevanza, dominato soprattutto dai dati americani sul fronte del lavoro e dell’attività economica. Negli Stati Uniti si parte oggi von l’ISM Manufacturing di luglio e le spese per costruzioni di giugno. Questi numeri aiuteranno a capire se il settore manifatturiero, che negli ultimi mesi ha mostrato segnali contrastanti, mantiene un’espansione moderata oppure mostra segni di ulteriore debolezza. Domani arriverà il Trade Balance di giugno insieme ai JOLTS (le aperture di posizioni lavorative), un indicatore ancora molto seguito per misurare la salute del mercato del lavoro, mentre mercoledì è atteso l’ADP (le buste paga private) e soprattutto dell’ISM Services, dato importante perché i servizi rappresentano la parte largamente dominante dell’economia USA. Giovedì arriveranno invece i dati su produttività e costi del lavoro del secondo trimestre, ma l’attenzione di tutti sarà già proiettata su venerdì 7 agosto, quando verrà pubblicato il Nonfarm Payrolls di luglio, insieme al tasso di disoccupazione e alla variazione dei salari orari. Questo è senza dubbio l’appuntamento più importante della settimana. Una sorpresa positiva o negativa potrà muovere significativamente il dollaro, i rendimenti e le aspettative sulla Fed.</p><p></p><p>Sul fronte europeo il calendario è meno esplosivo ma non privo di spunti. Nei primi giorni della settimana usciranno i PMI finali di luglio per diversi Paesi e per l’area euro, che confermeranno o correggeranno le stime flash. Il dato più atteso è probabilmente quello di giovedì sulle vendite al dettaglio della zona euro di giugno, un indicatore chiave per capire se i consumi stanno tenendo oppure risentono ancora dell’inflazione e dell’incertezza. In sostanza, l’Europa cercherà conferme su una ripresa ancora fragile della domanda interna. In un contesto di inflazione non del tutto domata e di tensioni geopolitiche persistenti, qualsiasi deviazione significativa dalle attese potrà generare volatilità, soprattutto sui cambi e sui tassi.</p><p></p><p>L&#x27;estate è solitamente la stagione delle vacanze, dei barbecue in giardino del mare e del rallentare un po&#x27; i ritmi. I mercati finanziari, tuttavia, sembrano non averlo capito. Al contrario, gli investitori hanno trascorso gran parte dell&#x27;estate a osservare le oscillazioni dei prezzi del petrolio, alimentate dalle notizie provenienti dal Medio Oriente. Una settimana, i timori di interruzioni delle forniture spingono al rialzo i prezzi del petrolio. La settimana successiva, i segnali di allentamento delle tensioni contribuiscono a farli scendere. Il risultato è un mercato in costante adattamento agli ultimi sviluppi.</p><p></p><p>Sebbene queste mosse possano sembrare una questione legata al mercato energetico, il loro impatto si estende ben oltre. I prezzi del petrolio giocano un ruolo importante nell&#x27;inflazione perché i costi energetici influenzano ogni aspetto della vita, dai trasporti alla produzione manifatturiera. Quando i prezzi del petrolio aumentano, i timori di inflazione possono riemergere rapidamente. Ciò rappresenta una sfida per la Fed, che continua a impegnarsi per tenere sotto controllo l&#x27;inflazione.</p><p></p><p>Allo stesso tempo, l&#x27;economia statunitense si è dimostrata sorprendentemente resiliente. I consumatori continuano a spendere, le imprese a investire e il mercato del lavoro ha retto bene. Questa solidità ha contribuito a mantenere la crescita sui binari giusti, anche se l&#x27;inflazione rimane una priorità per i responsabili delle politiche monetarie. Quando i prezzi del petrolio diventano più volatili, le preoccupazioni sull&#x27;inflazione futura possono riemergere rapidamente, aggiungendo un ulteriore elemento di incertezza alle prospettive di mercato e alle future decisioni della Fed.</p><p></p><p>Cosa significa tutto questo per gli investitori? Un settore che potrebbe beneficiare della persistente incertezza è quello delle materie prime. I prezzi dell&#x27;energia sono spesso i primi a reagire alle preoccupazioni sull&#x27;offerta, ma pressioni inflazionistiche più ampie possono spingere al rialzo anche i prezzi di altri mercati delle materie prime. Inoltre, le materie prime possono offrire diversificazione e potrebbero avere un andamento diverso rispetto ad azioni e obbligazioni durante i periodi di rialzo dei prezzi. Vediamo gli analisti considerare questo settore con favore come un modo per affrontare l&#x27;attuale contesto di mercato.</p><p></p><p>Un&#x27;altra opportunità si presenta nel mercato degli investimenti a breve termine a reddito fisso. Con i tassi di interesse ancora relativamente elevati, le alternative alla liquidità e le obbligazioni a breve termine continuano a offrire rendimenti interessanti. Gli investitori possono ottenere un reddito significativo limitando al contempo l&#x27;esposizione alle oscillazioni di prezzo che le obbligazioni a più lungo termine potrebbero subire in caso di variazioni delle aspettative sui tassi di interesse. Altrettanto importante è il fatto che gli investimenti a breve termine contribuiscono a preservare la flessibilità, consentendo agli investitori di cogliere le opportunità future non appena si presentano.</p><p></p><p>Il punto fondamentale è che la volatilità del petrolio non riguarda più solo il settore energetico. È diventata un fattore importante che influenza le aspettative di inflazione e la politica della Fed. Fortunatamente, gli investitori non devono reagire a ogni notizia o movimento di mercato.</p><p></p><p>Meglio concentrarsi invece sul quadro generale. Un mondo caratterizzato da persistente incertezza energetica e da tassi di interesse elevati per un periodo prolungato potrebbe continuare a favorire le materie prime e le obbligazioni a breve termine. Potrebbe non essere il contesto di mercato più semplice, ma offre una utile guida per gli investitori che desiderano mantenere la disciplina mentre altri si lasciano distrarre dalle ultime notizie.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Opinioni</category>
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            <title><![CDATA[Italia, i dati sulla fiducia segnalano un discreto avvio del terzo trimestre]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/italia-i-dati-sulla-fiducia-segnalano-un-discreto-avvio-del-terzo-trimestre/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=italia-i-dati-sulla-fiducia-segnalano-un-discreto-avvio-del-terzo-trimestre</link>
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            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 14:00:07 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La fiducia di consumatori e imprese migliora a luglio, indicando un avvio incoraggiante del terzo trimestre per l&#x27;economia italiana. La resilienza mostrata finora agli shock geopolitici ed energetici rafforza le prospettive di crescita del Pil, con rischi che iniziano a orientarsi verso uno scenario più favorevole.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Il miglioramento degli ultimi dati sulla fiducia in Italia è generalizzato, con<strong> il settore delle costruzioni che rappresenta l’unica eccezione</strong>. Finora l’economia si è dimostrata resiliente ai conflitti geopolitici e agli shock energetici. Come si legge nel commento di <strong>Paolo Pizzoli</strong>, Senior Economist di <strong>ING</strong>, Se questa tendenza dovesse confermarsi per tutta l’estate, la crescita media del Pil per il 2026 sarà probabilmente superiore all’attuale previsione di base di ING dello 0,8%.</p><p>Da ieri abbiamo constatato che<strong> l’economia italiana si è dimostrata relativamente resiliente agli shock esterni nel corso del secondo trimestre</strong>, registrando una crescita trimestrale del Pil dello 0,2%. I dati sulla fiducia pubblicati oggi forniscono una prima indicazione sull’andamento del terzo trimestre. Secondo i dati, secondo Pizzoli sembra trattarsi di un buon inizio. Il miglioramento della fiducia segnalato dall’Istat è generalizzato e coinvolge sia i consumatori che le imprese, ad eccezione del settore delle costruzioni, dove la fiducia ha subito un calo marcato.</p><p>La fiducia dei consumatori è aumentata di quasi due punti, raggiungendo il livello più alto da febbraio. I consumatori sono più positivi sulla situazione economica attuale e su quella futura e segnalano coerentemente<strong> un calo delle preoccupazioni relative alla disoccupazione futura</strong>. Le opportunità di risparmio segnalate, evidenzia Pizzoli, rimangono a un livello relativamente elevato e le intenzioni di acquisto di beni durevoli mostrano un modesto miglioramento. La recente erosione del potere d’acquisto, con <strong>l’inflazione che corre più velocemente dei salari</strong>, continua a farsi sentire, ma la stabilizzazione dell’occupazione potrebbe in parte contenerne l’impatto sui consumi. Pizzoli continua a ritenere che i consumi abbiano registrate un rallentamento nel corso del secondo trimestre, ma i dati definitivi del Pil (che verranno diffusi l’1 settembre) potrebbero dimostrare che <strong>il calo è stato meno marcato del previsto</strong>.</p><p>Anche sul fronte delle imprese arrivano buone notizie. La fiducia ha guadagnato un punto intero tra i produttori manufatturieri, i fornitori di servizi e i nel commercio al dettaglio. Il settore più brillante è quello manifatturiero, sottolinea Pizzoli, dove <strong>la fiducia ha raggiunto il livello più alto dal giugno 2023</strong>, trainata dal miglioramento degli ordini e da crescenti aspettative di produzione.</p><p>Nel settore dei servizi, <strong>il miglioramento è stato più marcato nei settori dell’informazione e della comunicazione</strong>, nonché dei trasporti e dello stoccaggio, con solidi aumenti negli indicatori delle condizioni attuali e negli ordini. Nel contempo, osserva Pizzoli, <strong>la fiducia ha subito un calo nel settore turistico</strong> – probabilmente la categoria più esposta alle ripercussioni della guerra in Medio Oriente.</p><p>Il settore delle costruzioni rappresenta l’eccezione. Qui la fiducia è scesa di quasi cinque punti, raggiungendo il livello più basso dal febbraio 2021. Tuttavia, precisa Pizzoli,<strong> le nette differenze tra i sottosettori</strong> – evidenziate da un forte calo nei lavori specializzati che ha superato i miglioramenti registrati nella fiducia nell’edilizia residenziale e nelle opere infrastrutturali – sono difficili da conciliare. Pizzoli continua a ritenere che la spinta nel settore delle infrastrutture sia legata al completamento dei progetti previsti dal piano di ripresa finanziato dall’UE. Per quanto riguarda l’aumento della fiducia nella componente residenziale, secondo Pizzoli ciò potrebbe riflettere <strong>la recente approvazione da parte del governo italiano del cosiddetto “piano casa”,</strong> volto a recuperare gli immobili inutilizzati, la cui implementazione richiederà ancora alcuni passaggi e non appare quindi imminente.</p><p></p><p>Cercare di tradurre i segnali di fiducia in implicazioni per <strong>la crescita del Pil sta diventando sempre più difficile</strong>. I dati preliminari sul Pil del secondo trimestre, pubblicati ieri dall’Istat, sono stati piuttosto eloquenti a questo proposito. I dati sulla fiducia avevano indicato una relativa debolezza nel settore dei servizi e una resilienza nel settore manifatturiero; come spiega Pizzoli il comunicato sommario che accompagnava la pubblicazione dei conti nazionali trimestrali indicava, tuttavia, che sarebbe vero il contrario, con <strong>il valore aggiunto in aumento nei servizi e in contrazione nel settore manifatturiero</strong>. È quindi opportuno, osserva Pizzoli, prendere con le pinze le deduzioni tratte dai dati sulla fiducia di luglio riguardo a come potrebbe presentarsi la crescita del Pil nel terzo trimestre.</p><p>Detto questo, precisa Pizzoli, il messaggio principale che si può trarre dai dati odierni sulla fiducia è che<strong> il terzo trimestre sembra partire su basi solide</strong>, nonostante le persistenti incertezze geopolitiche e legate all’energia. Lo scenario di base di ING per la crescita del Pil nel 2026 è attualmente dello 0,8%, in linea con la crescita acquisita dopo la pubblicazione dei dati del Pil del secondo trimestre. A meno di una nuova escalation prolungata e di un’estensione del conflitto, conclude Pizzoli, i rischi per la nostra previsione sono ora orientati al rialzo.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Analisi</category>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Cosa spinge il prezzo dell'oro? Rally, volatilità e ruolo nei portafogli]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/cosa-spinge-il-prezzo-dell-oro-rally-volatilita-e-ruolo-nei-portafogli/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=cosa-spinge-il-prezzo-dell-oro-rally-volatilita-e-ruolo-nei-portafogli</link>
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            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 13:15:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>L’oro sta vivendo un anno segnato da nuovi massimi storici, forti correzioni e un’elevata volatilità. Acquisti delle banche centrali, debolezza del dollaro, tensioni geopolitiche e crescente domanda di diversificazione continuano a sostenerne il ruolo nei portafogli, pur senza offrire garanzie contro le perdite.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>L’oro è stato apprezzato da popolazioni di tutto il mondo per migliaia di anni. È stato utilizzato come valuta e per il baratto, come simbolo di ricchezza, nella gioielleria, come componente fondamentale in numerose applicazioni tecnologiche e, più recentemente, per le sue caratteristiche di investimento.</p><p>Come si legge nel commento a cura di<strong> Fabrizio Arusa</strong>, Head of ETF, Italy di <strong>Invesco</strong>, l’oro ha raggiunto un massimo storico di oltre 5.500 USD per oncia alla fine di gennaio 2026. Anche l’argento ha superato i 120 USD per oncia. Tali prezzi erano aumentati in modo piuttosto costante per diversi anni, ma hanno subito <strong>un’accelerazione significativa a gennaio</strong>. Ovviamente nessuno è in grado di prevedere il futuro con certezza, ma possiamo esaminare l&#x27;attività recente e cercare di spiegare cosa Invesco ritiene si celi dietro la spettacolare impennata di questo metallo prezioso.</p><ul><li><strong>Acquisti da parte delle banche centrali.</strong> Poiché l’offerta di questi metalli è limitata, è la domanda a determinarne il prezzo. Negli ultimi anni si è registrato un forte aumento della domanda da parte delle banche centrali e dei gestori delle riserve a livello globale. Alcune di queste banche centrali stanno ora puntando a un obiettivo in termini di volume, piuttosto che di valore delle riserve, il che, a secondo Invesco, suggerisce ulteriori acquisti indipendentemente dal prezzo.</li><li><strong>Indebolimento del dollaro Usa.</strong> Il valore relativo del dollaro e la sua posizione di valuta percepita come possibile asset “rifugio” spesso possono avere un effetto concreto sul prezzo dell&#x27;oro. Il dollaro si è indebolito significativamente nel 2025, rendendo l’oro meno costoso per gli investitori non denominati in USD e per altri acquirenti.</li><li><strong>Incertezza geopolitica ed economica</strong>. La percezione che l’oro tenda a essere relativamente stabile in periodi di volatilità, rispetto alle azioni e ad altri asset rischiosi, fa sì che sia spesso ricercato nei momenti di maggiore incertezza e tensione sui mercati. Poiché gli investitori stanno mettendo in discussione le caratteristiche di bene rifugio del dollaro statunitense, alcuni stanno guardando ad asset alternativi come l’oro come strumento per diversificare i propri portafogli. Le banche centrali, in particolare nei mercati emergenti, hanno continuato a comprare oro per diversificare i propri bilanci rispetto agli asset in USD, contribuendo nel contempo a gestire i rischi geopolitici ed economici.</li><li><strong>Cina</strong>. Si fa un gran parlare della domanda della Cina. L&#x27;interesse degli investitori cinesi sembra essere maggiore, ma rispetto al mercato occidentale questo spazio è ancora limitato. È probabile che costituisca una fonte di domanda futura, ma al momento non rappresenta un fattore significativo.</li><li><strong>Facilità di esposizione</strong>. Gli investitori possono acquisire esposizione all&#x27; oro direttamente tramite l&#x27;acquisto di monete e piccoli lingotti d&#x27;oro o tramite ETPs (Exchange Traded Products) sull&#x27;oro fisico. Le detenzioni di oro da parte di investitori retail e istituzionali sono aumentate significativamente negli ultimi decenni, in gran parte grazie agli ETPs garantiti da oro, che hanno reso più semplice ottenere esposizione. Il quadro è molto simile anche per gli ETPs garantiti da argento.</li></ul><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p>I metalli preziosi e i titoli delle società minerarie hanno registrato un forte rialzo per gran parte di gennaio 2026, spiega Invesco, per poi subire una significativa correzione verso la fine del mese. La volatilità è proseguita per la maggior parte del periodo, includendo un ulteriore forte calo nel mese di marzo. A fine luglio, <strong>il prezzo dell’oro si colloca in calo del 6% rispetto ai livelli di inizio anno</strong> (4.040 USD al 31 luglio 2026 rispetto a 4.310 USD alla fine del 2025).</p><ul><li><strong>Tensioni geopolitiche.</strong> Le tensioni geopolitiche elevate hanno probabilmente contribuito alla domanda di metalli preziosi e degli strumenti ad essi collegati. L’accelerazione dei prezzi all’inizio dell’anno è stata molto rapida, il che ha fatto sì che molti indicatori tecnici suggerissero che questi metalli fossero in condizioni di ipercomprato. Il conflitto in Medio Oriente avrebbe normalmente sostenuto il metallo, ma il mercato si è invece concentrato sulla componente inflazionistica dei prezzi più elevati del petrolio e sulla possibilità di un aumento dei tassi di interesse, fattori che tendono a penalizzare gli asset privi di rendimento.</li><li><strong>Notizie della Federal Reserve e rafforzamento del dollaro statunitense</strong>. La debolezza dell’oro e dell’argento alla fine di gennaio è stata in parte una reazione alla notizia che il presidente Trump ha nominato Kevin Warsh, considerato un “falco” dell’inflazione, alla guida della Federal Reserve. Sebbene la relazione tra tassi di interesse e oro si sia indebolita negli ultimi anni, esiste ancora una certa correlazione. Il mercato dei futures ha iniziato a scontare un aumento dei tassi prima della fine del 2026, segnando un netto cambiamento rispetto ai tagli attesi pochi mesi prima.</li></ul><p>Se analizziamo il mercato degli ETP su oro fisico dal 2020, evidenzia Invesco, possiamo osservare che <strong>la domanda degli investitori è stata più forte in tre distinti periodi</strong>: nei primi mesi della pandemia di Covid, quando la Russia ha invaso l’Ucraina e, più recentemente, nel 2025, quando il mercato ha iniziato a preoccuparsi della geopolitica, in particolare per quanto riguarda l’impatto diretto e indiretto dei dazi. In entrambi i casi si sono manifestati un forte aumento dell&#x27;incertezza e una maggiore volatilità.</p><p>È importante evidenziare per Invesco che <strong>l&#x27;oro non offre alcuna possibile “protezione” effettiva nel senso che non vi sono garanzie</strong>. Come per gli altri investimenti, il prezzo dell&#x27;oro può diminuire o aumentare e gli investitori potrebbero non recuperare l&#x27;importo investito.</p><p>Tuttavia, precisa Invesco, le evidenze storiche suggeriscono ch<strong>e l’oro è stato spesso in grado di offrire un “cuscinetto” contro i rischi al ribasso</strong> che incertezza e volatilità possono avere su un portafoglio azionario. L’oro ha inoltre mostrato la tendenza a mantenere il proprio valore durante improvvisi aumenti dell’inflazione o in periodi di “stagflazione”, quando un’economia presenta contemporaneamente elevata inflazione, alta disoccupazione e bassa crescita.</p><p>Negli ultimi 50 anni, l’oro è stato una delle poche classi di attivo che ha mostrato <strong>la tendenza a muoversi nella stessa direzione sia del livello dell’inflazione sia delle sue variazioni</strong>. In altre parole, sintetizza Invesco, il prezzo dell&#x27;oro è tendenzialmente aumentato sia quando l&#x27;inflazione era superiore alla norma che in fase di aumento.</p><p>Valutare gli asset finanziari in genere significa prevedere in qualche modo il flusso di reddito e quindi scontare nei prezzi tali flussi di cassa. Ciò, spiega Invesco, non è possibile per l&#x27;oro e gli altri metalli preziosi, che di norma <strong>hanno un costo di detenzione e non generano flussi di cassa</strong>.</p><p>Rispetto ad asset quali il petrolio, osserva Invesco,<strong> i metalli preziosi presentano valutazioni elevate contro i rapporti storici</strong>. Ad esempio, spiega Invesco, l’unica volta in cui il rapporto tra oro e petrolio è stato superiore a quello attuale è stato nel 2020, quando il trasporto marittimo globale è stato gravemente colpito dalla pandemia di Covid. Ma rispetto a molti altri asset finanziari, i prezzi dei metalli preziosi non appaiono eccessivamente tirati.</p><p>Dal momento che l<strong>&#x27;offerta di oro e argento è relativamente costante</strong>, sottolinea Invesco, è la domanda di questi metalli che tende a far oscillare i prezzi. Inoltre, <strong>i mercati dell&#x27;oro, dell&#x27;argento e del platino sono ancora molto ridotti rispetto a quelli azionari</strong>. Pertanto, se gli investitori spostano anche solo una piccola parte delle esposizioni dai portafogli di asset tradizionali su posizioni in metalli preziosi, questo può avere un grosso impatto sul mercato.</p><p>Invesco ritiene vi sia un notevole margine di diversificazione negli strumenti su metalli preziosi di alcuni dei portafogli degli investitori privati.</p><p></p><p>Alcuni investitori possono includere l’oro nei propri portafogli per la stessa ragione per cui investono in altri asset, spiega Invesco, ossia perché ritengono che il prezzo possa aumentare. È tuttavia più probabile per Invesco che gli investitori desiderino diversificare i propri portafogli o offrire un <strong>possibile cuscinetto contro le perdite in caso di aumento dell’inflazione, volatilità dei mercati azionari, incertezza economica o rischi geopolitici</strong>. Sebbene l&#x27;oro non offra alcuna garanzia e possa scendere anche quando ci si aspetta un comportamento diverso, storicamente ha tendenzialmente mostrato una buona tenuta nei periodi di forti ribassi dei mercati azionari.</p><p>L&#x27;oro può essere un utile strumento di diversificazione per Invesco in quanto <strong>il suo prezzo tende a muoversi in modo differente rispetto a gran parte degli altri asset in un portafoglio tradizionale</strong>. I precedenti storici indicano che il prezzo dell&#x27;oro spesso si comporta in maniera indipendente rispetto alle azioni in particolare ma anche rispetto alle obbligazioni in misura minore e persino rispetto a un ampio paniere di materie prime. Questa caratteristica, conclude Invesco, comporta che<strong> l&#x27;oro possa potenzialmente fungere da &quot;cuscinetto&quot; </strong>per il resto del portafoglio quando calano i prezzi degli altri asset.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Analisi</category>
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            <title><![CDATA[Tesla e SpaceX verso la fusione? Musk smentisce su X: "È una fake news"]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-tesla-e-spacex-verso-la-fusione-musk-smentisce-su-x-e-una-fake-news/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-tesla-e-spacex-verso-la-fusione-musk-smentisce-su-x-e-una-fake-news</link>
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            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 13:00:02 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il Wall Street Journal ipotizza l&#x27;addio della casa automobilistica alla Cina per unire le forze con il colosso aerospaziale. Il CEO nega con fermezza, ma le indiscrezioni riaccendono il dibattito sulle sinergie tra le sue aziende.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>È bastato un post secco e perentorio sul suo profilo X per provare a spegnere il caso: &quot;Fake news&quot;. Con queste parole <strong>Elon Musk</strong> ha smentito categoricamente le indiscrezioni lanciate dal <strong>Wall Street Journal</strong> riguardo a un piano di Tesla per separare le sue attività in Cina e spianare la strada a una fusione con <strong>SpaceX</strong>. Allo stesso modo, i rappresentanti ufficiali di <strong>Tesla</strong> Cina sono intervenuti per bolla le indiscrezioni come &quot;informazioni del tutto false&quot;.</p><p>Nonostante la netta presa di posizione del patron e dei suoi portavoce, le voci continuano comunque a far discutere i mercati e il settore automotive.</p><p>Secondo le fonti citate dal quotidiano statunitense, alcuni dirigenti di Tesla sarebbero stati <strong>preavvisati di prepararsi a un&#x27;eventuale scissione</strong>. I consulenti del gruppo avrebbero avviato valutazioni strategiche sulle opzioni disponibili per la divisione cinese, considerate che vanno dallo spin-off alla vendita, fino a una possibile chiusura.</p><p>L&#x27;ipotesi di fondo risponde a una logica ben precisa: SpaceX è un primario fornitore del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e un partner chiave della NASA nei programmi spaziali per il ritorno sulla Luna. In quest&#x27;ottica, la presenza di una forte dipendenza strategica dalla Cina rappresenterebbe un <strong>potenziale ostacolo normativo</strong> e di <strong>sicurezza nazionale</strong> di difficile gestione prima di un&#x27;eventuale unione tra le due società.</p><p>Un&#x27;eventuale separazione da Pechino appare <strong>tuttavia complessa sul piano operativo e commerciale</strong>. Lo stabilimento di <strong>Shanghai</strong> costituisce il centro nevralgico dell&#x27;azienda, arrivando a coprire oltre la metà della produzione globale di autoveicoli e permettendo a Tesla di mantenere elevati margini di redditività.</p><p>La <strong>gigafactory</strong>è ad oggi il maggiore e più produttivo stabilimento di Tesla a livello globale, oltre che uno snodo chiave per le esportazioni verso l’Europa, il Canada e la regione Asia-Pacifico. Rappresenta storicamente oltre la <strong>metà delle consegne mondiali della casa</strong>, con una capacità produttiva annua di oltre 950.000 veicoli. E la stessa Cina, nonostante la concorrenza di operatori locali come Byd, è per il gruppo il secondo mercato al di fuori degli Stati Uniti.</p><p>Infine, il Paese asiatico ospita anche gli impianti per i sistemi di accumulo energetico ed è fondamentale per la catena di fornitura dell&#x27;hardware di precisione destinato ai progetti futuri di robotica avanzata e robotaxi.</p><p>Al di là delle smentite ufficiali sulla fusione imminente, <strong>l&#x27;integrazione tecnologica tra le varie realtà</strong> guidate da Musk è già un dato di fatto. SpaceX e Tesla condividono forniture di batterie, veicoli e sistemi di intelligenza artificiale, con collaborazioni che spaziano dall&#x27;integrazione di assistenti virtuali a bordo delle vetture fino al coordinamento nella produzione.</p><p>Sebbene Musk abbia precisato di non potersi esprimere su scenari societari straordinari nel corso delle conferenze con gli analisti, la convergenza tra i settori dell&#x27;automotive guidato da IA e della tecnologia aerospaziale rimane un tema centrale nelle prospettive a lungo termine del gruppo.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Dividendo STM 2026: tranche e date stacco]]></title>
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            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 12:15:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>STMicroelectronics distribuirà la seconda tranche del dividendo trimestrale da 0,09 dollari il 21 settembre 2026.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>L’assemblea generale annuale degli azionisti di STMicroelectronics ha approvato la distribuzione di un <strong>dividendo complessivo 0,36 dollari per azione</strong>.</p><p>La politica di STM prevede la <strong>distribuzione dei dividendi in quattro tranche</strong>, con pagamenti trimestrali fissati a giugno, settembre, dicembre e marzo dell&#x27;anno successivo.</p><p><strong>STM distribuirà un dividendo 2026</strong> (relativo all’esercizio 2025) <strong>di 0,36 dollari</strong> per azione da suddividere in rate trimestrali da <strong>0,09 dollari ciascuna</strong> nel secondo, terzo e quarto trimestre del 2026 così come nel primo trimestre del 2027.</p><p>È in arrivo la seconda tranche di settembre 2026<strong> </strong>del<strong> dividendo STM</strong>, già approvata dall&#x27;Assemblea, che staccherà in data <strong>21 settembre 2026</strong> con pagamento dal <strong>21</strong> <strong>settembre 2026</strong>.</p><p>Il diritto a percepire il dividendo si concretizza solamente se gli azionisti mantengono le azioni STM in portafoglio fino al 21 settembre, giorno dello stacco del dividendo. La data di stacco, o ex-date, rappresenta il momento in cui STM riconosce ufficialmente il diritto al dividendo. Pertanto, per essere idonei a ricevere il dividendo, occorre <strong>aver acquistato le azioni STM entro venerdì 18 settembre, ovvero il giorno prima della data di stacco</strong>. Acquistare le azioni il giorno stesso dello stacco non garantisce il diritto al dividendo.</p><p>Si tratta del classico dividendo trimestrale della società, pagato in dollari.</p><p>Facciamo inoltre presente che essendo STM una società di diritto olandese si paga il 15% di imposta alla fonte, e il restante verrà tassato in Italia al 26%. La tassazione complessiva è dunque del 37,1%, con un provento netto del 62,9%. Qui puoi saperne di più sulla <a href="https://www.orafinanza.it/it/doppia-tassazione-dividendi-esteri">doppia tassazione dei dividendi esteri</a>. </p><p><a href="https://www.orafinanza.it/it/dividendi-2023-calendario-dividendi-borsa-italiana">Consulta il calendario aggiornato dei dividendi Ftse Mib.</a></p><p>Quanto ha remunerato STMicroelectronics i suoi azionisti nel corso degli anni?</p><p>Ecco l&#x27;entità dei dividendi STM distribuiti dal 2010 ad oggi. </p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Dividendi</category>
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            <title><![CDATA[I tech guidano la carica di Wall Street dopo i conti di Amazon]]></title>
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            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 12:00:40 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il recupero arriva grazie alla tregua dalle preoccupazioni per valutazioni eccessive e per la sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale da parte delle grandi società tecnologiche.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Splende ancora il verde a Wall Street dopo le chiusure positive di ieri per i principali indici azionari grazie al rimbalzo dei produttor di chip, spinti dalle trimestrali di alcune big tech.</p><p>Il balzo del 18% dell’indice coreano <strong>Kospi</strong> ha anticipato e guidato la crescita dei mercati, in particolare del settore tecnologico dopo che SK Hynix aveva chiuso a +30%. Sostegno che oggi spinge i future sul <strong>Nasdaq 100</strong> a guadagnare l’1% quando manca circa un’ora all’avvio delle contrattazioni ufficiali, seguiti in positivo dai contratti sul <strong>Dow Jones</strong> (+0,40%) e da quelli sullo <strong>S&amp;P500</strong> (+0,30%).</p><p>Il dollaro guadagna nei confronti dell’euro, con la coppia <strong>EUR/USD</strong> a 1,1488, mentre soffre il <strong>Bitcoin</strong> (-1,50%), sotto quota 64 mila dollari.</p><p>In calo i prezzi dell’<strong>oro</strong>: prezzo spot a 4.053 dollari e future a 4.049 dollari l’oncia.</p><p>La crescita dell’azionario arriva grazie alla tregua dalle preoccupazioni per valutazioni eccessive e per la sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale da parte delle grandi società tecnologiche. Dopo i solidi utili di <strong>Microsoft</strong> <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-microsoft-continua-a-crescere-con-la-spinta-del-cloud-e-dei-data-center">diffusi a inizio settimana</a>, queste preoccupazioni si sono ulteriormente attenuate dopo che l’unità cloud di <strong>Amazon </strong>ha registrato il ritmo più veloce di crescita dei ricavi trimestrali dal 2021.</p><p>La performance non solo ha rassicurato gli investitori che l’aumento di 20 miliardi di dollari previsto da Amazon per la spesa in conti capitale nel 2026, portandola a 220 miliardi, genererà rendimenti sufficienti, ma aiuterà anche a sostenere lo sviluppo globale dell’IA.</p><p>“Il peggio delle vendite è probabilmente alle nostre spalle”, secondo <strong>Florian Ielpo</strong> di Lombard Odier Investment Managers, aggiungendo che. “Per quanto riguarda le valutazioni, direi che sono più ragionevoli di un mese fa, non economiche. Quindi non è la fine del trading sull’IA, probabilmente è la fine della sua fase facile”.</p><p></p><p>L’attenzione, dunque, resta sui tech nonostante i prezzi del petrolio siano tornati a saliare: il <strong>Brent</strong> torna sopra quota 88 dollari (+1,70%) e il <strong>greggio WTI</strong> (+1,60%) sale a 85 dollari al barile.</p><p>Al centro dell’attenzione sempre il traffico all’interno dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>, ancora fermo dopo una nuova escalation militare tra USA e Iran.</p><p>Come al solito, l’aumento del prezzo del petrolio può influenzare le scelte di politica monetaria della <strong>Federal Reserve</strong> dopo che mercoledì l’istituto ha lasciato fermi i tassi di interesse, mentre l’inflazione resta sopra l’obiettivo del 2%.</p><p>“Anche se i messaggi sulla lotta all’inflazione sono stati fermi, gli investitori stanno ancora cercando di valutare come quell’impegno si tradurrà in decisioni di politica monetaria”, ha affermato Francisco Simon di Santander Asset Management. “La combinazione di un obiettivo credibile sull’inflazione, ma con meno visibilità sul percorso delle decisioni di politica monetaria, potrebbe tradursi in una maggiore volatilità nei mercati”.</p><p>&quot;Negli Stati Uniti l&#x27;attenzione si concentrerà soprattutto sull&#x27;Employment Cost Index (indice dei costi dell’impiego) del secondo trimestre”, sottolinea <strong>Antonio Tognoli</strong> di Cfo Sim.</p><p>Si tratta di un indicatore molto seguito dalla Fed perché fotografa l&#x27;evoluzione reale dei costi del lavoro (salari e benefit). “Dopo mesi in cui le pressioni salariali sono rimaste piuttosto rigide, un rallentamento rispetto al trimestre precedente sarebbe accolto con sollievo, perché rafforzerebbe l&#x27;idea che l&#x27;inflazione stia tornando sotto controllo. Al contrario, una sorpresa al rialzo potrebbe far capire che la battaglia contro l&#x27;inflazione è ancora lontana dall&#x27;essere vinta”, prevede l’esperto.</p><p>A completare il quadro ci saranno il Chicago PMI, “che ci dirà come sta andando il manifatturiero nella regione più industriale del Paese e la lettura finale della fiducia dei consumatori dell&#x27;Università del Michigan, con le attese di inflazione a un anno e a cinque anni. Questi dati aiuteranno a capire se i consumatori americani stanno mantenendo un atteggiamento ottimista nonostante i prezzi dell&#x27;energia più alti”, conclude Tognoli.</p><p><strong>Apple</strong> (-7%): prevede per il trimestre di settembre una crescita dei ricavi compresa tra il 9% e l&#x27;11%, al di sotto dell&#x27;obiettivo del 12% fissato da Wall Street (dati LSEG).</p><p><strong>Amazon</strong> (+11%): i ricavi della sua divisione cloud, AWS, balzano del 37% a 42,2 miliardi di dollari, superando le stime degli analisti che prevedevano un aumento del 31,21%.</p><p><strong>Roblox</strong> (-16%): prevede ricavi nel terzo trimestre compresi tra 1,58 e 1,65 miliardi di dollari, inferiori alle stime di 1,77 miliardi (dati LSEG).</p><p><strong>Rivian Automotive </strong>(+4%): ricavi del secondo trimestre pari a 1,66 miliardi di dollari, superando le stime di 1,51 miliardi (dati LSEG).</p><p><strong>ExxonMobil</strong> (-3%): utile rettificato aumentato del 67% rispetto al primo trimestre, attestandosi a 14,7 miliardi di dollari, pari a 3,52 dollari per azione, dato inferiore alle stime di consenso degli analisti raccolte da LSEG, pari a 3,60 dollari per azione.</p><p><strong>Coinbase Global</strong> (-5%): perdita nel secondo trimestre pari a 359,5 milioni di dollari, ovvero 1,36 dollari per azione, inferiore all’utile di 1,43 miliardi, ovvero 5,14 dollari per azione, registrato un anno fa.</p><p><strong>Reddit</strong> (-9%): ha annunciato che il traffico del motore di ricerca influisce sulla crescita degli utenti statunitensi nel secondo trimestre, oscurando una previsione di ricavi ottimistica.</p><p><strong>Western Union</strong> (-7%): riviste al ribasso le previsioni sull’utile per azione rettificato per l’intero anno a 1,25–1,35 dollari, al di sotto delle precedenti aspettative di 1,75–1,85 dollari.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Enel conferma gli obiettivi e la Borsa non si entusiasma. La differenza con Engie che vola a Parigi]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/enel-conferma-gli-obiettivi-e-la-borsa-non-si-entusiasma-la-differenza-con-engie-che-vola-a-parigi/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=enel-conferma-gli-obiettivi-e-la-borsa-non-si-entusiasma-la-differenza-con-engie-che-vola-a-parigi</link>
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            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 10:45:49 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La utility italiana chiude il semestre con utili in crescita e ribadisce la guidance per il 2026. Il titolo resta fermo in Borsa. Pesano il calo delle vendite di elettricità e l&#x27;aumento dell&#x27;indebitamento. Al contrario, la francese Engie alza gli obiettivi di utile e viene premiata con un rialzo del 5%.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>I conti del primo semestre di Enel, annunciati ieri (giovedì 30 luglio), non entusiasmano Piazza Affari.<strong> A metà seduta il titolo è praticamente invariato a 9,83 euro,</strong> in una giornata in cui il Ftse Mib guadagna circa lo 0,8%. Evidentemente la reazione tiepida riflette il giudizio degli investitori su <strong>risultati complessivamente solidi</strong>, ma privi di elementi capaci di modificare le aspettative sul futuro.</p><p><strong>Il confronto con la francese Engie è significativo</strong>. Anche il gruppo controllato dallo Stato francese ha presentato oggi i risultati del semestre, accompagnandoli con l’annuncio di un rialzo delle previsioni per l&#x27;intero esercizio.<strong> La risposta della Borsa di Parigi è decisa: il titolo segna un rialzo di circa il 5%.</strong></p><p>Enel ha chiuso il primo semestre con un <strong>Ebitda ordinario di 11,84 miliardi di euro, in crescita del 3,2%, e un utile netto ordinario di 3,93 miliardi (+2,8%)</strong>. Il gruppo prevede inoltre di chiudere il 2026 nella parte alta della guidance annunciata con il piano industriale di febbraio.</p><p>Accanto a questi numeri positivi, però, emergono alcuni dati meno incoraggianti. <strong>L&#x27;indebitamento finanziario netto è salito a 61 miliardi di euro dai 57,2 miliardi di fine 2025</strong>. La società spiega che l&#x27;aumento è dovuto soprattutto all&#x27;impatto del decreto Bollette, all&#x27;effetto dei cambi, ai dividendi distribuiti e ai riacquisti di azioni proprie.</p><p>Soprattutto, nei primi sei mesi dell&#x27;anno<strong> le vendite di energia elettrica sono diminuite del 6,6%, scendendo a 115,6 TWh, con un calo particolarmente evidente in Italia e Brasile.</strong> Anche le vendite di gas naturale sono diminuite dell&#x27;8,6%. La produzione da fonti rinnovabili è rimasta sostanzialmente stabile, mentre quella termoelettrica è aumentata per compensare la minore disponibilità di energia idroelettrica.</p><p>Solo cinque mesi fa Enel aveva presentato un piano industriale molto ambizioso, con investimenti lordi per circa 53 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, destinati soprattutto alle reti elettriche e alle energie rinnovabili.</p><p>La tesi del management era chiara: la domanda mondiale di elettricità è destinata ad accelerare grazie allo sviluppo dei data center per l&#x27;intelligenza artificiale, all&#x27;elettrificazione dei trasporti, alla robotica e all&#x27;automazione. Eppure, almeno per ora, questa crescita non emerge nei risultati operativi del gruppo.</p><p>La spiegazione è probabilmente temporale. I grandi investimenti annunciati da Enel produrranno i loro effetti nei prossimi anni, mentre il primo semestre continua a risentire della <strong>debolezza del mercato italiano, dei prezzi più bassi praticati alla clientela retail e di una minore attività sul mercato all&#x27;ingrosso.</strong> Inoltre il contributo dell&#x27;Italia è stato penalizzato da una produzione idroelettrica inferiore e da ricavi più contenuti nel trading.</p><p>La differenza con Engie non sta tanto nei numeri del semestre quanto nel messaggio trasmesso al mercato. Il gruppo francese ha aumentato le previsioni di utile per l&#x27;intero 2026 grazie al contributo della <strong>recente acquisizione della rete elettrica britannica UK Power Networks, ai risultati migliori del previsto del piano di efficienza e ai benefici derivanti dalla volatilità del mercato del gas</strong>.</p><p>In altre parole, Engie ha convinto gli investitori che la propria strategia di crescita sta già producendo effetti concreti sui risultati.</p><p>Enel, invece, ha confermato gli obiettivi senza migliorarli. È una differenza sottile, ma in Borsa pesa molto.</p><p>Il paradosso è che le due società presentano valutazioni molto vicine. Secondo i dati di MarketScreener, entrambe sono scambiate a circa 13 volte gli utili attesi per il 2026 e il 2027 e offrono un rendimento prospettico da dividendo superiore al 5%.</p><p>Il mercato, dunque, non sembra mettere in discussione la qualità di Enel né la sostenibilità della sua politica di distribuzione. Piuttosto, chiede una prova più convincente che la grande ondata di investimenti nelle reti elettriche, nelle rinnovabili e nell&#x27;elettrificazione dell&#x27;economia stia già iniziando a trasformarsi in una crescita dei risultati.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Festa per i tecnologici in Europa dopo i conti delle big tech USA. STM in luce]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/festa-tech-in-europa-dopo-i-conti-delle-big-tech-usa-stmicroelectronics-in-luce/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=festa-tech-in-europa-dopo-i-conti-delle-big-tech-usa-stmicroelectronics-in-luce</link>
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            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 09:00:33 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Le trimestrali di alcune grandi società tecnologiche statunitensi hanno contribuito a dissipare in parte le incertezze sulla sostenibilità delle spese per l’intelligenza artificiale, sostenendo così il sentiment odierno dei mercati.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Mattina positiva sui mercati di Eurolandia dopo i conti di alcune big tech statunitensi che hanno rassicurato ad allentare le preoccupazioni sui costi elevati e le valutazioni eccessive nel settore dell’intelligenza artificiale.</p><p>Con il <strong>Ftse Mib</strong> che guadagna lo 0,80% dopo due ore di scambi, il <strong>Dax</strong> sale dell’1%, seguito in scia dal <strong>Cac 40</strong> (+0,80%), dal <strong>Ftse 100</strong> (+0,60%) e dall’<strong>Ibex 35 </strong>(+0,80%).</p><p>Protagonisti i tecnologici europei: <strong>STMicroelectronics</strong> guadagna oltre il 3%, Ams Osram e Infineon salgono del 5%, Technoprobe del 4%, ASML del 2% e Nordic di oltre l’1%.</p><p>Gli utili delle società tecnologiche statunitensi hanno placato le preoccupazioni degli investitori sulla fattibilità degli ingenti investimenti nei data center.</p><p>Le ultime società in ordine di tempo alla prova dei conti sono state <strong>Amazon</strong>, che ha superato le attese, e <strong>Apple</strong>, con dati sopra le stime ma con i <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-apple-deludono-le-previsioni-nonostante-un-trimestre-record">dubbi del mercato sulle prospettive future</a> seppur legate ai problemi di approvvigionamento. Ieri era stato il turno di <strong>Microsoft</strong>, anche questa in forte crescita <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-microsoft-continua-a-crescere-con-la-spinta-del-cloud-e-dei-data-center">grazie al cloud legato all’intelligenza artificiale</a>.</p><p>I dubbi erano legati ai 700 miliardi di dollari di investimenti delle big tech per rafforzarsi nell’IA che avevano messo a dura prova i flussi di cassa di queste società tradizionalmente ricche di liquidità e avevano suscitato timori di un eccessivo sviluppo delle capacità.</p><p>Le big tech, tuttavia, hanno sostenuto che tali investimenti sono cruciali per alleviare i vincoli di capacità che hanno impedito loro di soddisfare pienamente la domanda derivante dall&#x27;intelligenza artificiale, citando come esempio il crescente numero di contratti in sospeso.</p><p>I risultati di Amazon “hanno rafforzato l&#x27;opinione secondo cui gli investimenti in conto capitale legati all&#x27;IA continuano a generare una domanda robusta e rendimenti interessanti”, spiegano gli analisti di <strong>Commerzbank Research</strong>.</p><p>I ricavi del gigante dell’e-commerce nel secondo trimestre sono aumentati del 37% a 42,2 miliardi di dollari per <strong>Amazon Web Services</strong>, che genera circa un quinto dei ricavi dell’azienda e la maggior parte dei suoi utili operativi. È stato il ritmo di crescita più veloce dal quarto trimestre del 2021 e ha superato le previsioni degli analisti raccolte da Bloomberg di 40,6 miliardi.</p><p>I ricavi totali sono aumentati del 20% a 200,6 miliardi, superando le previsioni degli esperti di 197 miliardi.</p><p>I numeri della società hanno spinto le azioni di Amazon nel pre market USA di oggi, salite a doppia cifra dopo che l’azienda ha segnalato che i ricavi dal cloud computing hanno accelerato per il quinto trimestre consecutivo, alleviando le preoccupazioni degli investitori sul fatto che non avrebbe ottenuto un ritorno dagli ingenti investimenti per soddisfare la domanda in forte crescita dell’IA.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[UniCredit, Commerzbank pronta a dialogare]]></title>
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            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 08:15:10 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Indiscrezioni di stampa parlano di una lettera della Ceo Bettina Orlopp in cui si annunciava l’avvio di nuovi colloqui con Piazza Gae Aulenti per valutare il percorso che potrebbe portare alla fusione ma per ora non sono arrivate conferme.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-opas-unicredit-commerzbank-si-arrende-e-prepara-il-dialogo/">indiscrezioni dei giorni scorsi</a>, nuove rivelazioni dei media indicano la disponibilità di <strong>Commerzbank</strong> a dialogare con <strong>UniCredit</strong> anche alla luce del <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-unicredit-sfiora-il-50-di-commerzbank-a-conclusione-dell-ops/">risultato dell’offerta</a> lanciata dalla banca milanese al quarto istituto tedesco.</p><p>Il quotidiano tedesco <strong>Handelsbatt</strong> riporta di una lettera ai dipendenti di Commerzbank a firma di <strong>Bettina Orlopp</strong>, Ceo della banca, nella quale si comunica che ci saranno ulteriori colloqui con Piazza Gae Aulenti in merito ad una potenziale fusione.</p><p>Il documento, visionato anche dall’agenzia <strong>Reuters</strong>, è circolato nell’intranet della banca, e annuncia che i colloqui si terranno “nelle prossime settimane e nei prossimi mesi” con lo scopo di “determinare, passo dopo passo, come procederemo”.</p><p>&quot;Il governo federale, i rappresentanti dei dipendenti e il consiglio di sorveglianza di Commerzbank hanno chiarito che ora si aspettano che UniCredit avvii un dialogo costruttivo con Commerzbank&quot;, ha aggiunto Orlopp nel documento, e &quot;Credo che anche UniCredit voglia farlo. Dopotutto, senza dialogo non può esserci creazione di valore&quot;.</p><p>Interrogato sulla vicenda dalla Reuters, un rappresentate di UniCredit si è rifiutato di commentare, mentre da Commerzbank ancora non è giunta nessuna comunicazione. Anche il Ministero delle Finanze tedesco, che controlla una partecipazione del 12% detenuta dal governo tedesco sin dal salvataggio di Commerzbank durante la crisi finanziaria globale, ha rifiutato di commentare <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-unicredit-apertura-da-berlino-non-blocchiamo-fusione-con-commerzbank/">dopo le aperture dei giorni scorsi</a>.</p><p>Sui mercati, intanto, stamattina le azioni di UniCredit e quelle di Commerzbank scambiano in positivo nella prima ora di contrattazioni, entrambe in crescita dell’1,5% nelle rispettive borse, in un contesto in verde per gli indici europei (Ftse Mib +0,70%).</p><p>Il contenuto del documento segna una svolta significativa nel braccio di ferro durato mesi per il controllo di uno dei maggiori istituti di credito della Germania.</p><p>Orlopp e il suo team dirigenziale si sono a lungo <strong>opposti a una fusione</strong> e negli ultimi mesi si sono tenuti diversi cicli di colloqui, tutti conclusisi con un disaccordo.</p><p>L&#x27;amministratore delegato di UniCredit, <strong>Andrea Orcel</strong>, ha recentemente dichiarato di voler negoziare con il governo tedesco e i dipendenti, un dialogo che aggirerebbe il management di Commerzbank.</p><p>UniCredit ha investito in Commerzbank nel settembre 2024, dando inizio a una contesa durata quasi due anni che ha visto contrapporsi le due principali banche italiane e tedesche. Da allora, UniCredit ha acquisito una partecipazione del 48% nella concorrente a seguito dell’Opas.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Apple, deludono le previsioni nonostante un trimestre record]]></title>
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            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:30:30 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La casa di Cupertino ha comunicato un terzo trimestre fiscale con numeri da record ma a pesare è stata la delusione per le previsioni sul prossimo periodo, inferiore alle attese degli analisti.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Scambi post trimestrale in forte calo per <strong>Apple</strong> (-6%) nonostante risultati del terzo trimestre fiscale superiori alle previsioni, penalizzata da una previsione per il prossimo trimestre inferiore alle attese a causa di una carenza di componenti che dovrebbe incidere sulle future vendite.</p><p>La casa di Cupertino ha indicato che il <strong>fatturato dovrebbe aumentare tra il 9% e l’11%</strong> nel quarto trimestre fiscale, che terminerà a settembre, <strong>deludendo le attese degli analisti</strong> di una crescita superiore al 12%, nonostante il lancio previsto di nuovi modelli di iPhone.</p><p>Alla base di queste previsioni negativi c’è la scarsità riscontrata di componenti che provocano un limite alla produzione maggiore di quanto previsto in precedenza, a fronte di una domanda superiore alle attese, in particolare per gli iPhone 17 e il nuovo laptop economico MacBook Neo.</p><p>La carenza di forniture sta portando a tempi di attesa più lunghi per modelli chiave come Mac mini e Mac Studio, e, nel corso della conference call, l’amministratore delegato <strong>Tim Cook</strong> ha avvisato che i vincoli influenzeranno altri Mac, iPhone e iPad nel trimestre in corso. Anche le fluttuazioni valutarie stanno ostacolando la crescita, aggiungeva il manager.</p><p>La società ha aggiunto che anche la crescita dei servizi rallenterà e ha avvertito di un impatto derivante dai cambiamenti normativi sul modello di business dell’App Store nell’Unione europea e altrove. La nuova legislazione consente agli sviluppatori di riscuotere direttamente i pagamenti degli abbonamenti, bypassando la commissione di Apple, dopo che i ricavi dal gaming sono stati già inferiori alle aspettative.</p><p>Le deludenti previsioni arrivano dopo un <strong>terzo trimestre fiscale</strong> (terminato il 27 giugno) superiore alle attese per vendite e utili, in un contesto di rincari nel settore dell’elettronica di consumo.</p><p>Le <strong>vendite</strong> del periodo terminato il 27 giugno sono cresciute del 16,4% a 109,42 miliardi di dollari, oltre i 108,65 miliardi previsti dagli analisti.</p><p>L&#x27;<strong>utile per azione </strong>è stato di 2,02 dollari, di cui 11 centesimi attribuibili ai rimborsi tariffari da parte del governo statunitense. Anche escludendo questi rimborsi, l&#x27;eps risulta ancora superiore alle stime di Wall Street, pari a 1,89 dollari.</p><p>Il margine lordo si sono attestati al 50,1%, con i rimborsi tariffari che hanno contribuito per due punti percentuali: escludendo tali recuperi, il margine lordo si è attestato al 48,1%, superiore al valore medio delle previsioni di Apple e alle stime del 47,92%, secondo i dati LSEG.</p><p>A spingere in alto i risultati è stato un aumento del 21,7% delle vendite di <strong>iPhone</strong>, arrivate a 54,25 miliardi, superando le stime degli analisti di 53,86 miliardi: si tratta del <strong>miglior risultato di sempre in un terzo trimestre </strong>per la casa di Cupertino, periodo in cui le vendite di telefoni solitamente iniziano a rallentare in attesa dei nuovi modelli autunnali.</p><p>Tra gli altri prodotti, i ricavi dai <strong>Mac</strong> sono aumentati del 28,7% a 10,35 miliardi, superando le stime degli analisti (8,74 miliardi).</p><p>In calo le vendite di <strong>iPad</strong>, diminuite del 5,9% a 6,19 miliardi, al di sotto delle aspettative degli analisti di 6,92 miliardi.</p><p>Infine, quelle da <strong>dispositivi indossabili</strong> sono cresciute del 6,5% a 7,88 miliardi, leggermente al di sopra delle aspettative di 7,82 miliardi.</p><p><em>(In milioni, ad eccezione del numero di azioni, espresso in migliaia, e degli importi per azione).</em></p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Amazon e Microsoft risvegliano il tech]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/amazon-e-microsoft-risvegliano-il-tech/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=amazon-e-microsoft-risvegliano-il-tech</link>
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            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 06:30:30 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Ieri il Nasdaq è salito del 2,8%, luglio si sta per chiudere con un calo di circa il 4%. L’S&amp;P500 ha guadagnato l’1,7%, -1% il bilancio mensile.</p><p>Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future del Dax di Francoforte +0,7%. </p><p>Le maggiori economie della zona Euro crescono nel secondo trimestre più delle attese. La Banca Centrale Europea rimane sulla buona strada per un ulteriore aumento dei tassi di interesse di 25 punti base a settembre.</p><p>Amazon ha presentato una trimestrale superiore alle aspettative ed ha annunciato che aumenterà del 10% gli investimenti in tecnologia, principalmente intelligenza artificiale, previsti per quest’anno. La società non avrà una capacità produttiva sufficiente a soddisfare tutta la domanda prevista per quest’anno. &quot;Credo che questa dinamica si ripeterà anche nel 2027”, ha detto il CEO nella conference call.</p><p>Apple ha presentato conti del trimestre molto sopra le attese ma le previsioni sul trimestre in corso sono poco sotto le stime: si fa sentire la carenza di chip.</p><p>Il debito emesso dai colossi tecnologici per finanziare la corsa agli investimenti nell&#x27;intelligenza artificiale è destinato a crescere ancora nei prossimi diciotto mesi, per poi ridimensionarsi gradualmente verso la fine del decennio, mano a mano che i ricavi generati dall&#x27;AI inizieranno a compensare la spesa in conto capitale.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>I contenuti rassicuranti emersi ieri dalle comunicazioni del trimestre di <strong>Microsoft</strong> hanno innescato ieri il rimbalzo del titolo, protagonista della seduta di Wall Street con un rialzo record del 15%. Tutto l’aggregato del tech si è mosso nella stessa direzione. <strong>L’indice SOX dei semiconduttori</strong> ha interrotto la serie di cinque sedute negative ed ha guadagnato oltre l’otto per cento, miglior variazione giornaliera dell’ultimo anno. All’interno di questo aggregato, Sandisk ha messo a segno la miglior performance giornaliera della sua storia, +23%.</p><p>Il Nasdaq è salito del 2,8%, luglio si sta per chiudere con un calo di circa il 4%. L’S&amp;P500 ha guadagnato l’1,7%, -1% il bilancio mensile.<br/>E’ stata una giornata di polarizzazione sull’aggregato del tech, infatti l’S&amp;P500 EqualWeight ha chiuso in lieve ribasso.</p><p><br/></p><p><strong>Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo,</strong> future del Dax di Francoforte +0,7%. L’indice EuroStoxx si avvia a chiudere il mese con un bilancio di pochissimo positivo, +0,3%.</p><p><strong>Le maggiori economie della zona Euro crescono nel secondo trimestre più delle attese.</strong> Italia, Germania e Francia registrano tra aprile a giugno un incremento del PIL dello 0,2%, tutte più di quanto previsto dagli analisti: in particolare, per Italia e Germania il risultato segna un rallentamento rispetto al primo trimestre ma è comunque superiore alle attese degli economisti che avevano puntato su un +0,1%. Per la Francia si tratta di un ritorno al segno più che evita la recessione, dopo un avvio di anno a -0,1%. A correre più veloce di tutti è la Spagna, che mette a segno un +0,7%.</p><p>“ <strong>L&#x27;economia ha superato meglio del previsto l&#x27;ultimo shock energetico”,</strong> afferma Simona Delle Chiaie, economista di Bloomberg in un commento. In attesa di avere lo spaccato del dato, ci può dire che elementi temporanei come esportazioni più forti o accumulo di scorte potrebbero aver sostenuto la crescita prosegue .” Con il conflitto in Iran ancora irrisolto e i prezzi del petrolio che rimangono volatili, gli ultimi dati rafforzano la <strong>nostra opinione secondo cui la Banca Centrale Europea rimane sulla buona strada per un ulteriore aumento dei tassi di interesse di 25 punti base a settembre</strong>. Abbiamo alzato la nostra previsione di crescita del PIL dell&#x27;area euro per il 2026 allo 0,8% dallo 0,6%”.</p><p>Martin Ademmer di Bloomberg Economics afferma che l&#x27;economia tedesca è stata sostenuta da un ulteriore aumento delle esportazioni. “Con l&#x27;intensificarsi degli stimoli fiscali, la crescita potrebbe acquisire un ulteriore, modesto slancio verso la fine dell’anno”.</p><p><strong>La società ha presentato una trimestrale superiore alle aspettative ed ha annunciato che aumenterà del 10% gli investimenti in tecnologia, principalmente intelligenza artificiale, previsti per quest’anno</strong>.<br/>Le vendite della sua divisione di cloud computing, AWS, sono aumentate del 37% nel periodo aprile-giugno, un incremento superiore al 28% registrato nel trimestre precedente e il più rapido degli ultimi 18 trimestri.</p><p>Il CEO e Presidente Andy Jassy ha rivelato agli investitori durante la conference call che Amazon prevede ora investimenti totali per 220 miliardi di dollari, che includono anche spese per robot, semiconduttori e satelliti. Si tratta di un aumento rispetto al piano di investimenti di 200 miliardi di dollari annunciato a febbraio e ben al di sopra dei 128 miliardi di dollari di investimenti previsti per l&#x27;intero anno scorso. L&#x27;aumento del costo dei chip di memoria è il principale motivo dell’incremento. Jassy ha dichiarato che <strong>la società non avrà una capacità produttiva sufficiente a soddisfare tutta la domanda prevista per quest&#x27;anno.</strong></p><p><strong>&quot;Credo che questa dinamica si ripeterà anche nel 2027&quot;,</strong> ha aggiunto. &quot;Anzi, la domanda che già registriamo per il 2028 è impressionante&quot;.</p><p>Le azioni sono salite di oltre il 9% nelle contrattazioni after-hours.</p><p><strong>La trimestrale si chiude con ricavi record, sostenuti dalla crescita a doppia cifra di iPhone e Mac e dall&#x27;espansione in tutte le aree geografiche</strong>, anche se Cina e divisione Services sono risultate sotto le attese. Sono gli ultimi risultati trimestrali sotto la guida dell&#x27;AD Tim Cook, che a settembre lascerà il ruolo a John Ternus per diventare presidente esecutivo. L&#x27;utile netto è salito del 27% a 29,79 miliardi di dollari (da 23,43 miliardi). I ricavi sono cresciuti del 16% a 109,42 miliardi di dollari, superando il consenso di 108,86 miliardi. I Products sono saliti del 18% a 78,68 miliardi, i Services del 12% a 30,74 miliardi, sotto il consenso di 31,22 miliardi.</p><p>L&#x27;utile diluito per azione ha toccato il record di 2,02 dollari (da 1,57). Il margine lordo è salito al 50,1% dal 46,5%, beneficiando di circa due punti percentuali dai rimborsi sui dazi.<br/>Cook ha definito il trimestre &quot;il miglior giugno di sempre&quot;.<br/><strong>Per il 4Q fiscale il consenso stima ricavi per 114,16 miliardi di dollari, poco sotto le stime degli analisti.</strong> Margine lordo al 47,5% ed EPS adjusted di 2,01 dollari.</p><p>Il titolo ha ceduto il 3,9% dopo l&#x27;annuncio, a 320,65 dollari.</p><p>Le vendite di iPhone sono salite del 22% a 54,25 miliardi, sopra il consenso di 53,6 miliardi. Nelle Americhe i ricavi sono cresciuti a 45,78 miliardi; in Greater China a 18,82 miliardi, sotto il consenso di 19,58 miliardi.</p><p><strong>Il debito emesso dai colossi tecnologici per finanziare la corsa agli investimenti nell&#x27;intelligenza artificiale è destinato a crescere ancora nei prossimi diciotto mesi, per poi ridimensionarsi gradualmente verso la fine del decennio, mano a mano che i ricavi generati dall&#x27;AI inizieranno a compensare la spesa in conto capitale</strong>. È la tesi centrale di un nuovo report di Goldman Sachs.</p><p>Secondo gli analisti, nel 2025 le cinque hyperscaler monitorate — Amazon, Alphabet, Microsoft, Meta e Oracle — hanno emesso complessivamente 108 miliardi di dollari di debito investment grade, pari al 27% dei 405 miliardi di capex del gruppo, con un flusso di cassa operativo di 577 miliardi ampiamente superiore alla spesa: un segnale, scrivono gli autori, che l&#x27;indebitamento è stato &quot;proattivo&quot; più che di necessità. Nei primi sette mesi del 2026 le emissioni sono già salite a 194 miliardi, a fronte di una stima di capex per l&#x27;intero anno di 750 miliardi; Goldman prevede che entro dicembre la quota di capex finanziata a debito salirà al 33%, per un totale di circa 250 miliardi nel 2026.</p><p>Il picco, secondo il report, arriverà nel 2027, quando il 35% della spesa sarà coperto da nuove emissioni, per un controvalore aggiuntivo stimato in 400 miliardi di dollari. Tra il 2028 e il 2030 la quota scenderà gradualmente al 33%, al 30% e infine al 25%, per un totale aggregato di circa 1.300 miliardi di dollari nel triennio. Gran parte di questa raccolta, tra il 65% e il 75%, continuerà a passare dal mercato investment grade in dollari, ma gli analisti avvertono che la concentrazione emittente diventerà un vincolo sempre più stringente, è per questo che Goldman si aspetta un ruolo crescente dei mercati privati.</p><p>Dal punto di vista patrimoniale, le hyperscaler restano tra le società investment grade meno indebitate al mondo, con una leva lorda compresa tra 0,6 e 1,3 volte per le quattro con i multipli più bassi. Gli analisti stimano una capacità di debito incrementale, restando su una leva di 2-3 volte, tra 1.300 e 2.300 miliardi di dollari.</p><p>Nikkei di Tokyo +3,5%. Lo yen, ieri in fortissimo apprezzamento a seguito di un probabile intervento del governo a sostegno della valuta, oggi torna a indebolirsi. La banca centrale ha confermato il tassi di interesse all’1%.<br/>Kospi di Seul +18%, la miglior variazione giornaliera della storia, nella scia del rimbalzo delle società dei chip in tutto il mondo.</p><p>Borse della Cina contrastate, poco sotto la parità l’Hang Seng di Hong Kong, ma luglio termina con un rialzo del 12,5%. Shanghai Composite +1%.</p><p>Il Comitato centrale del Partito comunista cinese si riunirà a Pechino nel mese di ottobre per il Quinto Plenum del XX Comitato centrale, chiamato a esaminare le proposte per il 16° Piano quinquennale per lo sviluppo economico e sociale nazionale (2026-2030). Lo rende noto il comunicato diffuso dall&#x27;agenzia ufficiale Xinhua al termine della riunione del Politburo presieduta dal presidente Xi Jinping.</p><p><strong>Pirelli</strong>. Sinochem ha ceduto una partecipazione del 14% in Pirelli al miliardario ceco Michal Strnad, hanno dichiarato ieri le due parti, con il gruppo statale cinese che riduce significativamente il proprio investimento nel produttore italiano di pneumatici.</p><p><strong>Leonardo</strong> ha alzato le proprie stime per l&#x27;intero anno su ordini, utile operativo e flusso di cassa libero, dopo aver registrato un aumento del 45% dei nuovi contratti acquisiti nel primo semestre dell’anno.</p><p><strong>Brunello Cucinelli</strong> ha chiuso il primo semestre 2026 con ricavi a 749,4 milioni di euro, +13,3% a cambi costanti (+9,5% a cambi correnti), crescita omogenea su tutti i mercati e canali. Il retail sale del 19,3%, il wholesale del 2,7%. Ottimo sell-out per le collezioni PE26 e avvio positivo per AI26; molto favorevole anche l&#x27;accoglienza della PE27, con la raccolta ordini Uomo quasi conclusa. Per area geografica: Americhe +20,6%, Asia +14,1%, Europa +5,3% (a cambi costanti), con crescita diffusa su tutte le regioni.</p><p>Il risultato operativo sale a 128,2 milioni (+12,6%), con marginalità al 17,1% dei ricavi (dal 16,6%). L&#x27;utile netto cresce del 2% a 78,2 milioni, penalizzato da maggiori oneri finanziari.</p><p>Il gruppo alza le stime di crescita 2026 dal 10% al 10-11%, restando positivo anche sul 2027 (~10%), spiega il presidente Brunello Cucinelli.</p><p><strong>Webuild</strong> si è aggiudicata un contratto da €803 milioni per la realizzazione della sezione centrale del Tunnel Subportuale di Genova, commissionato da Autostrade per l’Italia, dice una nota.</p><p><strong>Enel</strong> ha detto che le sue attività in Spagna e America Latina hanno sostenuto la performance del gruppo nel primo semestre, con un utile ordinario in crescita del 3% rispetto allo stesso periodo dell&#x27;anno precedente.</p><p><strong>Media</strong>. Il mercato pubblicitario in Italia ha chiuso il mese di giugno 2026 in calo annuo dell&#x27;1,8%, portando la raccolta pubblicitaria del periodo cumulato gennaio/giugno 2026 a +0,5%, dice Nielsen.</p><p><strong>DiPietro Group</strong> inizia gli scambi sul segmento Euronext Growth Milan.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>La Finestra sui Mercati</category>
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            <title><![CDATA[Italia, il Pil registra solo un leggero rallentamento nel secondo trimestre]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/italia-il-pil-registra-solo-un-leggero-rallentamento-nel-secondo-trimestre/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=italia-il-pil-registra-solo-un-leggero-rallentamento-nel-secondo-trimestre</link>
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            <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 15:30:27 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>L’economia italiana rallenta meno del previsto e porta la crescita acquisita per il 2026 allo 0,8%. Il dato preliminare dell’Istat mostra un Pil ancora sostenuto dalla domanda interna, mentre restano da chiarire il ruolo dei consumi, degli investimenti e delle scorte.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>L’economia italiana ha iniziato il 2026 su basi relativamente solide, con <strong>un’espansione trimestrale del Pil sorprendentemente forte, pari allo 0,3%</strong>, in cui i consumi privati, gli investimenti fissi lordi e le esportazioni nette hanno compensato l’effetto negativo delle scorte.</p><p>Come si legge nel commento di <strong>Paolo Pizzoli</strong>, Senior Economist di<strong> ING</strong>, L’inizio della guerra in Medio Oriente e la conseguente ondata inflazionistica erano considerati un chiaro ostacolo alla crescita economica, <strong>con i consumi privati che apparivano come la componente di domanda più probabilemte destinata a indurre un rallentamento</strong> della crescita del Pil.</p><p>Secondo le stime preliminari sul Pil pubblicate oggi dall’Istat, il rallentamento è stato inferiore alle attese. L’Istat stima che <strong>il Pil italiano sia cresciuto dello 0,2% su base trimestrale</strong> (dallo 0,3% del primo trimestre) e dell’1% su base annua (dallo 0,8% del primo trimestre). Come di consueto, spiega Pizzoli, nelle stime preliminari l’Istat non ha reso noto il dettaglio delle singole componenti di domanda, indicando solo che la domanda interna (al lordo delle scorte) è stata il motore della crescita trimestrale, mentre<strong> le esportazioni nette hanno agito da freno</strong>. Dal punto di vista dell’offerta,<strong> il valore aggiunto è aumentato nei servizi ed è diminuito nell’industria e nell’agricoltura</strong>, un andamento sorprendente alla luce dell’ evoluzione della fiducia delle imprese nei vari settori nel corso del trimestre.</p><p>Pizzoli si aspettava che la crescita rallentasse allo 0,1% su base trimestrale, con un andamento dei contributi della domanda sostanzialmente in linea con la ripartizione fornita dall’Istat. In particolare, aveva previsto un andamento stabile dei consumi privati, a riflettere la pressione sul reddito disponibile reale delle famiglie esercitata dall’aumento dell’inflazione. Per la prima volta in 10 trimestri, <strong>la crescita salariale del secondo trimestre (al 2,5%) è stata inferiore all’inflazione complessiva (al 3%)</strong>. </p><p>Per quanto riguarda le altre componenti della domanda, Pizzoli è convinto che <strong>le scorte abbiano parzialmente compensato il rallentamento </strong>del primo trimestre e che gli investimenti fissi lordi abbiano fornito una spinta positiva, ancora sostenuti dalla scadenza imminente (alla fine di giugno) del piano nazionale di ripresa e resilienza. Sapremo cosa è realmente accaduto il 1° settembre, quando verrà resa nota la stima completa.</p><p>Dopo la pubblicazione odierna, <strong>la crescita acquisita del Pil nel 2026 è ora pari allo 0,8%</strong>, il che coincide con la attuale previsione di ING per l’anno. A meno di una sostanziale recrudescenza del conflitto in Medio Oriente, la stima di ING dello 0,8% per la crescita media del Pil nel 2026 appare ora leggermente prudenziale.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Analisi</category>
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            <title><![CDATA[Ferrari sbanda: non bastano il rialzo della guidance e una trimestrale forte]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-ferrari-rialzo-guidance-risultati-secondo-trimestre/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-ferrari-rialzo-guidance-risultati-secondo-trimestre</link>
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            <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 13:00:06 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>I risultati del secondo trimestre di quest’anno sono stati giudicati positivamente dagli analisti e hanno portato il management del gruppo ad aumentare le previsioni sull’anno in corso.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ferrari</strong> sul palcoscenico di Piazza Affari oggi dopo la diffusione dei risultati del secondo trimestre 2026 che hanno portato il management ad aumentare la propria guidance sul 2026. A Milano, però, le azioni Ferrari hanno reagito con una forte volatilità: a metà seduta, la comunicazione dei conti prima spingeva in alto il titolo (+1,50%), ma poi la Rossa virava in rosso fino a cedere l’1,50% quando mancavano poco più di dure ore alla chiusura.</p><p>Il rialzo delle previsioni per l’anno in corso si basa sulle ipotesi aggiornate relativamente a personalizzazioni più forti di quanto inizialmente ipotizzato e un minor impatto valutario negativo rispetto alle attese, al netto delle coperture.</p><p>Nello specifico, i <strong>ricavi netti</strong> sono attesi ora a circa 7,60 miliardi rispetto alla precedente stima di circa 7,50 miliardi e ai 7,15 miliardi del 2025, mentre l&#x27;<strong>EBITDA adjusted </strong>è stato incrementato ad almeno 2,97 miliardi (da ≥2,93 miliardi), confermando un margine percentuale pari o superiore al 39,0%.</p><p>Allo stesso modo, l&#x27;<strong>utile operativo aggiustato (EBIT) </strong>sale a una stima di almeno 2,26 miliardi con un margine atteso pari o superiore al 29,5%, superando i 2,22 miliardi previsti in precedenza e i 2,11 miliardi del 2025.</p><p>La revisione positiva si riflette anche sull&#x27;<strong>utile diluito aggiustato per azione</strong>, la cui stima passa da almeno 9,45 euro ad almeno 9,68 euro, e sul Free Cash Flow industriale, che viene portato ad almeno 1,55 miliardi rispetto all&#x27;obiettivo precedente di almeno 1,50 miliardi.</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p>Il rialzo della guidance arriva dopo conti del secondo trimestre definiti “forti” dagli analisti di <strong>Jefferies</strong>, che confermano la raccomandazione buy e il target price a 380 euro sulle azioni Ferrari.</p><p>I numeri del periodo terminato al 30 giugno evidenziano “un netto miglioramento di tutti i principali indicatori finanziari sia rispetto alle stime precedenti sia ai risultati del 2025”, sottolinea la casa di Maranello.</p><p>In particolare, i ricavi netti sono cresciuti dell’8% (+11 a cambi costanti), a 1,94 milioni di euro, spinti dall’aumento (+8%) dei ricavi da Automobili e parti di ricambio, arrivati a 1,63 miliardi, grazie al mix sports cars più ricco e al maggiore contributo delle personalizzazioni.</p><p>L&#x27;<strong>utile netto </strong>è aumentato del 9% a 463 milioni e l&#x27;utile diluito per azione del 10% a 2,62 euro rispetto a 2,38 euro nel secondo trimestre 2025. Il <strong>Free cash flow industriale</strong> è pari a 276 milioni, in aumento del 39% rispetto all&#x27;anno precedente.</p><p>L&#x27;<strong>EBITDA</strong> si porta (+7%) a 755 milioni (+12% a cambi costanti), con il relativo margine del 39%, mentre l&#x27;<strong>EBIT</strong> è stato pari a 605 milioni, in aumento del 10% (+16% a cambi costanti) con il relativo margine al 31,2%. L&#x27;aumento dell&#x27;utile operativo è attribuibile principalmente a un mix di <strong>prodotto positivo</strong>, sostenuto in particolare dalla F80, all&#x27;aumento delle personalizzazioni e al contributo positivo delle attività racing, nonché alla temporanea diminuzione degli ammortamenti in linea con il cambio di modelli in corso. Tali effetti sono stati in parte controbilanciati dall&#x27;aumento dei costi industriali, delle spese di marketing e dai costi più elevati dovuti alle migliori stime sul posizionamento nel campionato di Formula 1 rispetto all&#x27;anno precedente.</p><p>Si tratta di risultati “solidi”, secondo il Ceo Benedetto Vigna, che “riflettono la nostra disciplina nell&#x27;esecuzione e la costante efficacia della nostra strategia”.</p><p>&quot;In un solo trimestre abbiamo presentato la <strong>Ferrari Luce</strong> e la <strong>Ferrari 12Cilindri Manuale</strong>: due auto sportive profondamente diverse tra loro ma che incarnano lo stesso DNA di Ferrari, dimostrando la nostra capacità di coniugare in modo unico tradizione e innovazione”.</p><p>Ferrari ha raggiunto il proprio obiettivo annuo di vendite di poco inferiore a 500 unità per la Luce grazie alla forte domanda dalla Cina, ha riferito ieri il Financial Times.</p><p>“Oggi abbiamo la gamma più completa nella storia di Ferrari e continuiamo a registrare una domanda sostenuta con un portafoglio ordini che copre interamente il 2027&quot;, concludeva Vigna.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Inflazione USA in leggero calo, Wall Street verso apertura in verde]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/inflazione-usa-in-leggero-calo-wall-street-verso-apertura-in-verde/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=inflazione-usa-in-leggero-calo-wall-street-verso-apertura-in-verde</link>
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            <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 12:30:54 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>L’ultimo dato positivo sui prezzi si aggiunge ad una trimestrale di Microsoft che ha ridotto i dubbi sulla sostenibilità degli investimenti sull’intelligenza artificiale, anche se il dato sull’economia USA è risultato in crescita meno delle attese degli economisti.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Rallenta l’inflazione negli Stati Uniti il giorno dopo la decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse e le trimestrali di alcune grandi società tecnologiche, particolarmente sotto osservazione per valutare lo stato di salute dell’intelligenza artificiale.</p><p>L’<strong>indice PCE</strong>,il termometro sui prezzi preferito dalla Fed, pubblicato oggi dal <strong>Bureau of Economic Analysis</strong> ha mostrato un calo dell’inflazione al +3,7% annualmente (precedente a +4,1%) e al 90,1% su base mensile (precedente a +0,5%). Il dato ‘core’, quello privo delle componenti più volatili (alimentari ed energia) si è ridotto a +3,3% (dal 3,4%) a giugno su base annuale e al +0,1% dal +0,3% precedente (atteso +0,2%).</p><p>Attesi oggi anche il dato sul <strong>Prodotto Interno Lordo USA</strong> del secondo trimestre, in calo a +1,5% (atteso +2,1%) su base trimestrale dal +2,1% anteriore, e quello sulle <strong>richieste iniziali di disoccupazione</strong> per la settimana terminata il 26 luglio, risultate 197 mila dalle 188 mila anteriori.</p><p>I dati non cambiano la direzione dei future sull’azionario di Wall Street e quello sul <strong>Nasdaq 100 </strong>continuava la sua corsa, con una crescita dell’1,40%, seguiti in verde dai contratti sullo <strong>S&amp;P500 </strong>(+0,60%) e da quelli sul <strong>Dow Jones </strong>(+0,40%).</p><p>Il dollaro USA restava fermo nei confronti dell’euro, con il cross <strong>EUR/USD</strong> a 1,1475, mentre il <strong>Bitcoin </strong>scambiava ancora sotto quota 65 mila dollari (+0,50%).</p><p>Poco mosso anche l’<strong>oro</strong>: prezzo spot e future a 4.078 dollari l’oncia.</p><p>Ieri sera sono arrivate le trimestrali di <strong>Microsoft</strong> e <strong>Meta Platforms</strong>, mentre stasera sarà il turno due altre big tech, ovvero <strong>Amazon</strong> e <strong>Apple</strong>, attese dopo la chiusura di Wall Street.</p><p>Se da un lato i risultati di Microsoft <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-microsoft-continua-a-crescere-con-la-spinta-del-cloud-e-dei-data-center">sono stati accolti favorevolmente</a>, dall&#x27;altro Meta è crolla del 9% nel pre market USA dopo previsioni sui ricavi deludenti.</p><p>&quot;Abbiamo visto penalizzate le aziende hyperscaler che hanno voluto spendere di più senza un adeguato riscontro nei profitti&quot;, sottolinea <strong>Rory McPherson</strong> di Magnus Financial Discretionary Management, che avvisa: &quot;Ma poi c&#x27;è Microsoft, che non sta spendendo più di quanto previsto e sta facendo crescere la sua attività cloud. Questo rimarrà un fattore chiave, in particolare per Amazon&quot;.</p><p>Oggi, intanto, il mercato guarderà verso i numeri di Amazon soffermandosi in particolare sulle spese in conto capitale e il business del cloud, e per Apple porrà attenzione soprattutto sui margini in un contesto di aumento dei prezzi dei chip di memoria.</p><p>Ieri la Fed ha lasciato fermi i suoi tassi di interesse e ora gli investitori obbligazionari sono sempre più preoccupati che il presidente <strong>Kevin Warsh</strong> non riesca a domare un&#x27;inflazione che è rimasta al di sopra dell&#x27;obiettivo per cinque anni consecutivi.</p><p>I timori per l’inflazione restano anche a causa del continuo aumento dei prezzi del petrolio, con il <strong>Brent </strong>salito sfino a sfiorare nuovamente i 90 dollari e il <strong>greggio WTI</strong> a 85 dollari, mentre gli Stati Uniti hanno risposto agli attacchi iraniani contro le forze americane.</p><p>“La Fed sembra stare esaurendo la pazienza nei confronti di un’inflazione che rimane al di sopra del target, nonostante i dati più recenti siano risultati inferiori alle attese”, sottolinea <strong>Kay Haigh</strong>, Global Head and CIO of Fixed Income and Liquidity Solutions di Goldman Sachs Asset Management.</p><p>“Il crescente orientamento da falco del Comitato, evidenziato dai tre voti contrari alla decisione odierna di lasciare i tassi invariati, è stato probabilmente accentuato anche dalla recente riacutizzazione delle ostilità in Medio Oriente”, prosegue l’esperto, evidenziando che “Le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre sono in perfetto equilibrio, con qualsiasi ulteriore intervento che dipenderà probabilmente da una combinazione tra gli sviluppi in Medio Oriente e i prossimi due dati sull’inflazione”.</p><p><strong>Microsoft</strong> (+8%): prevedere che continuerà a generare liquidità per tutto l’anno fiscale 2027 appena iniziato e fornisce una previsione di spesa in conto capitale inferiore alle stime di Wall Street a seguito di una modifica contabile relativa ai contratti di locazione dei data center.</p><p><strong>Meta</strong> (-8%): calo del 91% del flusso di cassa libero nel secondo trimestre, a causa dell&#x27;impatto delle ingenti spese per l&#x27;intelligenza artificiale, e flusso di cassa libero a 784 milioni di dollari, in calo rispetto agli 8,55 miliardi dell’anno precedente.</p><p><strong>Qualcomm</strong> (-4%): prevede ricavi nel quarto trimestre compresi tra 9,7 e 10,5 miliardi di dollari, inferiori ad una stima media degli analisti di 10,02 miliardi (dati LSEG).</p><p><strong>Starbucks</strong> (+4%): utile per azione rettificato nel secondo trimestre pari a 85 centesimi, superiore alle stime di 66 centesimi.</p><p><strong>Chipotle Mexican Grill</strong> (+4%): utile rettificato di 33 centesimi per azione, superiore alla stima degli analisti di 32 centesimi (dati LSEG).</p><p><strong>Rocket Lab</strong> (+2%): siglato un accordo con l’Institute for Q-shu Pioneers (iQPS) per tre nuovi lanci su Electron, il veicolo di lancio parzialmente riutilizzabile della società progettato per missioni con piccoli satelliti.</p><p><strong>Fortinet </strong>(+10%): previsione di ricavi annui alzati a 8,02-8,18 miliardi di dollari, rispetto alla precedente previsione di 7,71-7,87 miliardi, sulla scia della forte spesa delle imprese per far fronte al crescente numero di incidenti legati alla sicurezza dei dati.</p><p><strong>Carvana</strong> (-8%): prevede un utile operativo rettificato per l’intero anno tra i 2,7 e i 3,0 miliardi di dollari, con il valore medio di tale intervallo inferiore alle stime degli analisti di 2,97 miliardi.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Tassi fermi per la Fed, ma i mercati guardano già a settembre]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/tassi-fermi-per-la-fed-ma-i-mercati-guardano-gia-a-settembre/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=tassi-fermi-per-la-fed-ma-i-mercati-guardano-gia-a-settembre</link>
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            <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 12:15:22 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Decisione combattuta, ma la Fed ha mantenuto invariata la politica monetaria. I mercati si aspettano ancora che a un certo punto la inasprirà, ma viste le prospettive di inflazione e occupazione, a settembre nulla è garantito. Gli economisti di ING si aspettano che la Fed manterrà la politica monetaria invariata almeno fino al 2027.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Federal Reserve ha lasciato invariata la politica monetaria</strong>, mantenendo l&#x27;intervallo obiettivo per il tasso sui <strong>Fed funds tra il 3,5% e il 3,75%</strong>. Tre membri del FOMC erano in disaccordo: <strong>Beth Hammack (Fed di Cleveland), Neel Kashkari (Fed di Minneapolis) e Lorrie Logan (Fed di Dallas), favorevoli a un aumento immediato dei tassi di 25 punti base</strong>. Come ricordano in un commento le economiste di <strong>ING James Knightley e Chris Turner, </strong>erano gli stessi tre che, durante la riunione del FOMC di aprile, avevano auspicato che la Fed abbandonasse il suo &quot;orientamento accomodante&quot;. Prima della riunione di luglio, i mercati prezzavano una probabilità leggermente superiore a un terzo di un aumento di 25 punti base, mentre <strong>il sondaggio di Bloomberg indicava che solo 2 economisti su 104 intervistati si aspettavano un rialzo</strong>. La reazione immediata del mercato è stata un irripidimento della curva dei rendimenti:<strong> con i rendimenti dei titoli a 2 anni in lieve calo e quelli a 10 anni in leggero aumento</strong>, mentre il dollaro si è leggermente indebolito. I future sui tassi di interesse della Fed per settembre, che prima della decisione prevedevano un <strong>aumento cumulativo di 26 punti base</strong>, ora indicano un aumento di 18 punti base.</p><p>Come già accaduto il mese scorso, <strong>il comunicato stampa di accompagnamento è risultato molto più breve rispetto a quelli pubblicati sotto la guida di Jerome Powell</strong>, attestandosi a circa la metà delle 320 parole di media registrate nelle ultime due riunioni presiedute da Powell. Non c&#x27;era nulla di nuovo, con il riconoscimento di un&#x27;attività &quot;solida&quot; e di un&#x27;inflazione &quot;elevata&quot;, unitamente all&#x27;impegno per la stabilità dei prezzi. In merito alla conferenza stampa, spiega ING, <strong>Kevin Warsh ha affermato di aver assistito al &quot;sano litigio di famiglia&quot; che desiderava</strong>, ma alla fine il comitato ha optato &quot;ad ampia maggioranza&quot; per la stabilità. Ha riconosciuto l&#x27;aumento dei rendimenti obbligazionari nominali e reali, il che potrebbe essere interpretato come un&#x27;indicazione che il mercato potrebbe aver contribuito in parte a tale risultato. Ciononostante, precisa ING, se l&#x27;inflazione non dovesse rallentare, <strong>un aumento dei tassi da parte della Fed potrebbe essere parte della soluzione: &quot;non esiteremo ad agire&quot;</strong>.</p><p></p><p>La decisione di ieri sera è stata la più incerta degli ultimi anni. La logica alla base di un aumento dei tassi, spiega ING, può essere riassunta nel fatto che<strong> la Fed non raggiunge l&#x27;obiettivo di inflazione per cinque anni </strong>e, sebbene siano stati compiuti alcuni progressi, i prezzi elevati del petrolio in un contesto di mercato del lavoro ristretto significano che l&#x27;inflazione potrebbe rimanere alta più a lungo. <strong>Il dot plot mediano che risulta dalle proiezioni economiche di giugno prevedeva un solo aumento per il 2026</strong> e, con il mercato che scontava completamente un movimento di 25 punti base entro la fine dell&#x27;anno, la domanda sarebbe: perché aspettare? Un eventuale aumento, osserva ING, potrebbe anche essere visto come una <strong>dichiarazione d&#x27;intenti da parte del nuovo presidente che confermerebbe così l&#x27;impegno della Fed per la stabilità dei prezzi</strong>, contribuendo ad ancorare la parte a lungo termine della curva dei rendimenti dei Treasury.</p><p>Le argomentazioni contrarie, e il motivo per cui ING si aspettava un esito senza variazioni, erano che, dopo aver votato a giugno per mantenere i tassi invariati,<strong> i dati successivi non avevano certo rafforzato la tesi a favore di un aumento</strong>. La fiducia dei consumatori è debole, i dati sull&#x27;occupazione di giugno sono risultati inferiori alla metà di quanto previsto, con sostanziali revisioni al ribasso rispetto ai due mesi precedenti, e i dati sull&#x27;inflazione sono stati certamente più favorevoli del previsto, con i prezzi generali in calo dello 0,4% su base mensile e l&#x27;inflazione di base invariata. <strong>Le condizioni finanziarie si sono inasprite</strong>, sottolinea ING, con il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni in rialzo di 15 punti base; il dollaro risultato più forte dello 0,5% rispetto al paniere delle principali valute ponderato per gli scambi. <strong>Nove membri del FOMC potrebbero ritenere necessario un aumento dei tassi quest&#x27;anno</strong>, ma di questi nove c&#x27;è il forte sospetto che cinque o addirittura sei non abbiano votato effettivamente quest&#x27;anno. Inoltre, altri nove ritengono che non sarà necessario aumentare i tassi ed è proprio in questo senso che hanno votato il 29 luglio.</p><p>Nelle ore prima del voto, <strong>i mercati avevano già scontato un aumento dei tassi a settembre</strong>, ma ancora una volta, si riscontra una significativa divergenza tra la visione del mercato e quella degli economisti, che nel complesso prevedono il mantenimento di una politica monetaria stabile. ING sta tra coloro che ritengono che la Fed manterrà i tassi invariati, ma la decisione sarà al limite. Il ragionamento di ING si basa sul fatto che<strong> da qui alla riunione del FOMC del 16 settembre sono previsti due dati sull&#x27;inflazione e due rapporti sull&#x27;occupazione</strong>. I dati sulle assunzioni rimangono deboli e c&#x27;è margine per un&#x27;inversione di tendenza rispetto alle assunzioni legate ai Mondiali. Inoltre, il basso tasso di disoccupazione è stato mantenuto basso da un forte calo del tasso di partecipazione al mercato del lavoro. Ciò, secondo ING, potrebbe indicare che<strong> le aziende stanno riducendo i costi incentivando il pensionamento anticipato</strong>. Detto questo, anche nella fascia d&#x27;età &quot;principale&quot; 25-54 anni, il tasso di partecipazione è diminuito di 0,7 punti percentuali da gennaio. Il mercato del lavoro non è così solido come suggerisce il solo tasso di disoccupazione.</p><p>Per quanto riguarda l&#x27;inflazione, spiega ING, i prezzi del petrolio sono aumentati, ma, cosa importante, i prezzi della benzina non sono diminuiti quanto forse avrebbero dovuto quando, un paio di settimane fa, il petrolio era sotto i 70 dollari al barile. Infatti, <strong>gli attuali prezzi del petrolio a 85 dollari al barile sono sostanzialmente in linea</strong> con l&#x27;attuale prezzo al dettaglio della benzina di 4,10 dollari al gallone. Data la vicinanza alle elezioni di medio termine, ING continua ad aspettarsi che <strong>Trump spinga per un accordo con l&#x27;Iran che consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz</strong>, garantendo così costi del carburante inferiori per un elettorato che si trova in difficoltà finanziaria.</p><p>Dobbiamo inoltre ricordare che<strong> la componente abitativa ha il peso maggiore nel paniere dell&#x27;inflazione</strong>. Con i prezzi delle case in aumento di appena l&#x27;1% su base annua e le crescenti evidenze da parte dei fornitori di dati del settore privato che indicano un notevole rallentamento degli affitti, ciò implica che la componente abitativa può contribuire alla continua disinflazione. In terzo luogo, precisa ING,<strong> ci sono i 166 miliardi di dollari di rimborsi dei dazi che erano stati indebitamente imposti da Trump sulla base dell&#x27;IEEPA</strong>. Questi stanno fornendo un significativo impulso al flusso di cassa delle aziende americane che dovrebbe mitigare la minaccia di prezzi più elevati. Infine, la voce di costo più importante per le aziende americane non è rappresentata da dazi, energia o semiconduttori. È invece il costo del lavoro e la crescita salariale sta rallentando in modo significativo, osserva ING, con l&#x27;indice del costo del lavoro di venerdì che dovrebbe mostrare un incremento di appena lo 0,8% su base trimestrale.</p><p>Se le previsioni di ING si riveleranno corrette e se effettivamente si registreranno ulteriori segnali di disinflazione e dati sul mercato del lavoro più lenti, ING si aspetta che le aspettative del mercato riguardo agli aumenti dei tassi si moderino. Ciò potrebbe portare la Fed a <strong>mantenere il tasso di riferimento invariato per un periodo prolungato</strong>, anziché aumentarlo una volta per poi ridurlo nuovamente nel 2027, come previsto attualmente nelle sue proiezioni economiche.</p><p>Il mercato valutario, forse più di ogni altro, si stava orientando ieri verso un rialzo dei tassi, mantenendo il dollaro generalmente acquistato. <strong>La decisione stessa ha indebolito leggermente il dollaro</strong>, evidenzia ING, in linea con quanto già scontato dal mercato delle opzioni valutarie, e ha subito un ulteriore calo durante la conferenza stampa. Gli eventi che hanno seguito il meeting di luglio della Fed avranno deluso coloro che ritenevano che <strong>Kevin Warsh avrebbe potuto mostrare la sua indole più aggressiva</strong>, lasciando che il mercato valutario tornasse a concentrarsi sui dati economici statunitensi e sulle implicazioni della volatilità dei prezzi del petrolio per la politica monetaria.</p><p>Nel mercato obbligazionario, osserva ING, abbiamo assistito a un <strong>certo irripidimento rialzista della curva dei rendimenti</strong>, di 8 punti base per la parte a breve termine e di soli 2 punti base per la parte a lungo termine, soprattutto considerando che alcuni si aspettavano un rialzo da parte della Fed a sostegno della parte a lungo termine.<strong> I tassi di inflazione break-even derivanti dallo swap sull&#x27;inflazione 5Y5Y sono comprensibilmente aumentati di 4 punti base</strong>, e oro e argento hanno registrato rialzi del 2-3% sulla base dell&#x27;ipotesi che la Fed potrebbe, dopotutto, non dare seguito alla sua retorica di lotta all&#x27;inflazione con azioni concrete. E, forse in modo preoccupante per la Fed, il rendimento dei titoli del Tesoro a 30 anni è aumentato di 7-8 punti base.</p><p>Sul mercato valutario, puntualizza ING, la reazione nella parte a lungo termine del mercato obbligazionario sta parzialmente ribaltando la narrazione di una Fed rigida che attenua le preoccupazioni relative alla svalutazione del dollaro. <strong>L&#x27;EUR/USD probabilmente dovrebbe ora oscillare in un intervallo compreso tra 1,14 e 1,15</strong>, ma un rimbalzo più sostenibile richiede un periodo prolungato di prezzi del petrolio più bassi e dati sull&#x27;occupazione e sui prezzi negli Stati Uniti che convincano i mercati e la Fed che un aumento dei tassi a settembre non sia più necessario. Ciò è particolarmente vero considerando la forte affermazione di Warsh in conferenza stampa, secondo cui il messaggio dei mercati è diventato più diretto e il messaggio attuale è che la Fed aumenterà i tassi a settembre.</p><p>Nel complesso, conclude ING, la conferenza stampa del 29 luglio potrebbe alimentare il sospetto che<strong> la Fed adotterà un atteggiamento intransigente ma non aumenterà i tassi</strong>, e la convinzione del mercato riguardo a un rialzo dei tassi a settembre potrebbe essere messa a dura prova.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Analisi</category>
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            <title><![CDATA[Société Générale vola in Borsa dopo i conti e lancia un buy-back da 1,5 miliardi]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/societe-generale-vola-in-borsa-dopo-i-conti-e-lancia-un-buy-back-da-1-5-miliardi/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=societe-generale-vola-in-borsa-dopo-i-conti-e-lancia-un-buy-back-da-1-5-miliardi</link>
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            <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 11:00:44 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Utili trimestrali record, obiettivi di redditività rivisti al rialzo e nuovo piano di riacquisto di azioni proprie spingono il titolo, che a metà seduta guadagna quasi il 6%. Da inizio anno il rialzo supera il 16% e negli ultimi dodici mesi la performance sfiora il 55%</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Giornata di festa per gli azionisti di Société Générale. Questa mattina dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre<strong> le azioni della banca francese sono balzate fino a guadagnare quasi il 6%, attestandosi a circa 81,2 euro a metà seduta.</strong></p><p>Il mercato premia una trimestrale superiore alle attese, l&#x27;innalzamento degli obiettivi di redditività e soprattutto l&#x27;annuncio di <strong>un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 1,5 miliardi di euro</strong>, che prenderà il via il 3 agosto. Il gruppo distribuirà inoltre un <strong>dividendo intermedio in contanti di 0,75 euro per azione.</strong></p><p>La performance del titolo resta fra le migliori del settore bancario europeo: +16% dall&#x27;inizio del 2026 e circa +55% negli ultimi dodici mesi.</p><p>Nel secondo trimestre, Société Générale ha realizzato un <strong>utile netto record di 1,79 miliardi di euro, in crescita del 23%</strong> rispetto allo stesso periodo dell&#x27;anno scorso. Il risultato ha superato nettamente il consenso degli analisti, che secondo Reuters si fermava a circa 1,57 miliardi, grazie soprattutto a ricavi superiori alle attese e a costi più contenuti del previsto.</p><p>I ricavi hanno raggiunto 7,1 miliardi di euro, anch&#x27;essi oltre le stime del mercato, mentre i costi operativi sono risultati inferiori alle aspettative.</p><p>Alla luce dei risultati, <strong>la banca ha rivisto al rialzo gli obiettivi per l&#x27;intero esercizio, prevedendo ora un Return on Tangible Equity (ROTE) intorno all&#x27;11%</strong>, rispetto al precedente obiettivo di oltre il 10%. Contestualmente il management ha migliorato anche il target di efficienza, grazie a un rapporto costi/ricavi già sceso sotto il 60%.</p><p>&quot;I risultati pubblicati oggi dimostrano ancora una volta la solidità e la crescita continua della nostra performance finanziaria, frutto dell&#x27;esecuzione disciplinata del piano strategico&quot;, ha dichiarato <strong>l&#x27;amministratore delegato Slawomir Krupa,</strong> aggiungendo che il <strong>prossimo 21 settembre presenterà il nuovo piano strategico e finanziario del gruppo.</strong></p><p>Krupa è alla guida della banca dal maggio 2023 e sta portando avanti uno dei più osservati piani di rilancio del settore bancario europeo. Dopo un avvio difficile, gli investitori hanno progressivamente premiato la strategia basata su maggiore disciplina nell&#x27;allocazione del capitale, controllo dei costi e miglioramento della redditività.</p><p><strong>Dal suo insediamento il valore delle azioni Société Générale è più che triplicato</strong>, una performance superiore a quella dell&#x27;indice europeo delle banche.</p><p>Il principale motore della crescita è stato ancora una volta il business bancario tradizionale in Francia. <strong>La divisione retail ha registrato un incremento di quasi il 15% del margine di interesse</strong>, beneficiando della ripresa dell&#x27;attività commerciale e del calo della remunerazione dei conti di risparmio regolamentati. I ricavi della banca commerciale francese sono cresciuti di circa il 13%.</p><p><strong>Più deludente invece il contributo dell&#x27;investment banking, </strong>in particolare del trading. I ricavi del trading azionario sono aumentati del 5,5%, un risultato leggermente superiore alle attese ma decisamente inferiore rispetto ai principali concorrenti europei. Nello stesso periodo BNP Paribas ha registrato una crescita del 42% e Barclays del 45%, mentre le grandi banche di Wall Street hanno ottenuto incrementi ancora più consistenti.</p><p><strong>Ancora più debole l&#x27;andamento del reddito fisso, con un calo dell&#x27;11%</strong>, penalizzato dalla forte esposizione di Société Générale ai mercati europei dei tassi e dall&#x27;assenza di una significativa attività nelle materie prime, che invece ha favorito alcuni concorrenti.</p><p>Secondo Krupa non si tratta però di una perdita di competitività. Il gruppo, ha spiegato, continua a operare &quot;vicino ai massimi livelli storici di ricavi&quot; e mantiene una redditività elevata nelle attività di finanza strutturata, infrastrutture, telecomunicazioni e consulenza.</p><p>Nonostante il forte recupero delle quotazioni, Société Générale continua a presentare valutazioni relativamente contenute. Con una <strong>capitalizzazione di mercato di circa 56 miliardi di euro, il titolo tratta a circa 9,6 volte gli utili attesi per il 2026, stimati in 5,9 miliardi di euro, e 8,4 volte quelli previsti per il 2027, pari a circa 6,5 miliardi.</strong></p><p>Anche il consenso degli analisti resta favorevole: su <strong>20 esperti che seguono il titolo, 14 raccomandano l&#x27;acquisto</strong>, mentre il prezzo obiettivo medio è pari a circa 84 euro, leggermente superiore alle quotazioni attuali.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Stellantis in frenata: delude l’utile trimestrale nonostante la crescita]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-stellantis-in-frenata-delude-l-utile-trimestrale-nonostante-la-crescita/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-stellantis-in-frenata-delude-l-utile-trimestrale-nonostante-la-crescita</link>
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            <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:45:14 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La casa automobilistica ha registrato un aumento dell’utile rettificato nel secondo trimestre ma inferiore alle previsioni degli analisti, con i risultati in Europa che ancora stentano a decollare.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Stellantis</strong> mostra un recupero nel secondo trimestre, ma il risultato resta inferiore alle attese degli analisti, spingendo così al ribasso le azioni del gruppo nelle prime due ore di scambi (-5% a 5,042 euro).</p><p>La casa automobilistica ha registrato nel periodo terminato il 30 giugno un <strong>utile rettificato</strong> al lordo di interessi e imposte (EBIT) pari a 773 milioni di euro, più che triplicato rispetto all’anno precedente grazie ai forti ricavi registrati in Nord America, ma <strong>ben al di sotto dei 914 milioni previsti dagli analisti</strong> in un sondaggio di Reuters.</p><p>I <strong>ricavi</strong> sono aumentati del 13% su base annua, attestandosi a 43,48 miliardi, con un incremento del 32% in Nord America, dove Stellantis ha comunicato risultati superiori alle aspettative negli Stati Uniti grazie al successo di modelli quali la Jeep Grand Wagoneer e il pick-up Ram 1500. Il ricavo del secondo trimestre è rimasto tuttavia stabile in Europa, l’altro mercato principale della casa automobilistica.</p><p>Gli analisti di <strong>Citi</strong> hanno osservato che il margine operativo rettificato di Stellantis è rimasto basso all’1,8% – un miglioramento rispetto all’anno precedente ma inferiore a quello del primo trimestre del 2026, un risultato che hanno definito «sconcertante» vista la forte crescita dei ricavi su base trimestrale.</p><p>Dal broker sottolineano anche alcuni fattori sfavorevoli come i prezzi fortemente negativi in Europa, i maggiori costi amministrativi e di ricerca e sviluppo, un andamento sfavorevole dei cambi e i dazi.</p><p>Alla luce di questi risultati, la società ha <strong>confermato le guidance per il 2026</strong> fornite con i conti del primo trimestre.</p><p>In particolare, Stellantis si attende un <strong>aumento del fatturato netto a una cifra media</strong> (mid-single digit), un <strong>margine Aoi</strong> (adjusted operating income) <strong>a una cifra bassa</strong> (low-single digit) e un miglioramento della generazione di free cash flow industriale rispetto all&#x27;anno precedente, compresi 2 miliardi di euro di pagamenti collegati agli oneri registrati nel secondo semestre 2025.</p><p>Infine, la società si attende anche un <strong>free cash flow industriale positivo </strong>nel 2027.</p><p>Secondo <strong>Equita</strong>, i risultati del secondo trimestre di Stellantis mostrano un recupero operativo rispetto allo scorso anno e al trimestre precedente, sostenuto dall&#x27;aumento dei volumi di vendita già noto (+10% su base annua), ma <strong>la qualità della ripresa resta inferiore alle attese</strong>.</p><p>Il broker sottolinea infatti come l&#x27;EBIT adjusted e l&#x27;utile netto siano risultati sotto le proprie stime e al di sotto del consensus, mentre l&#x27;unico elemento realmente positivo è rappresentato da un free cash flow industriale migliore del previsto. A pesare sul giudizio è soprattutto il Nord America, tornato in utile per il secondo trimestre consecutivo, ma grazie anche a un beneficio straordinario di 317 milioni di euro legato alla rinegoziazione di impegni contrattuali per l&#x27;acquisto di crediti, <strong>elemento che riduce la qualità del miglioramento operativo</strong>.</p><p>Restano inoltre <strong>criticità in Europa allargata</strong>, dove la divisione rimane in perdita e registra un peggioramento rispetto al pareggio del primo trimestre nonostante il lancio di nuovi modelli, in un contesto competitivo che Equita continua a considerare particolarmente difficile.</p><p>Il broker evidenzia inoltre che il forte recupero del trimestre beneficia di una base di confronto molto favorevole, dopo il crollo dei volumi registrato nel secondo trimestre del 2025, e dell&#x27;effetto dei nuovi modelli destinati anche a colmare il vuoto lasciato dalle cancellazioni decise durante la gestione Tavares.</p><p>Stellantis ha confermato la guidance qualitativa per il 2026, con ricavi attesi in crescita di una quota ‘mid-single digit’, margine operativo adjusted su livelli ‘small single digit’ e un free cash flow industriale ancora negativo ma in miglioramento rispetto al 2025. Alla luce di questi elementi Equita mantiene un giudizio h<strong>old</strong> sul titolo con target price di 6,40 euro.</p><p>A detta degli esperti di <strong>WebSim Intermonte</strong>, i risultati trimestrali “sono inferiori alle attese”, riflettendo un contributo più debole da Volumi/Mix e Prezzi, solo parzialmente compensato da maggiori risparmi sui costi industriali, sostenuti da efficienze operative, dal mancato ripetersi della campagna di richiamo in Europa e da minori costi regolatori in Nord America.</p><p>Il principale elemento positivo del trimestre è stata la generazione di Free Cash Flow positiva, sebbene ampiamente sostenuta da una crescita delle spedizioni significativamente superiore al sell-out, con conseguente ulteriore incremento delle scorte.</p><p>“La guidance è stata confermata, ma”, concludono gli analisti, “il <strong>range ampio e l&#x27;assenza di indicazioni che il secondo semestre sarà più forte</strong> del primo offrono <strong>un supporto limitato</strong>”.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Campari alza la guidance 2026 dopo solida semestrale]]></title>
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            <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:15:46 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>L’aumento delle previsioni per l’anno in corso è stato deciso dal management sulla base del potenziale beneficio derivante dal rimborso dei dazi statunitensi del 2025, per il quale è stata presentata una istanza, atteso compensare in misura ragionevole le previste pressioni sui costi del venduto nella seconda metà dell&#x27;anno derivanti dagli eventi geopolitici, principalmente legate alla logistica.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Sprint di <strong>Campari</strong> a Piazza Affari nella prima ora di scambi dopo la trimestrale diffusa ieri sera a mercato chiuso caratterizzatasi per l’aumento dell’outlook 2026: le azioni della società guadagnano il 4% e salgono a 6,144 euro, la migliore tra le blu chip del Ftse Mib di questa mattina.</p><p>Il gruppo ha <strong>incrementato le sue attese di margine Ebit-rettificato sulle vendite</strong>, a seguito di un beneficio di 10 milioni di euro derivante da un contesto tariffario più favorevole che <strong>riduce l’impatto negativo atteso dei dazi per l’esercizio da 30 a circa 20 milioni</strong>.</p><p>In particolare, specifica la società nella nota diffusa oggi, “il potenziale beneficio derivante dal rimborso dei dazi statunitensi del 2025, per il quale è stata presentata una istanza, è atteso compensare in misura ragionevole le previste pressioni sui costi del venduto nella seconda metà dell&#x27;anno derivanti dagli eventi geopolitici, principalmente legate alla logistica”.</p><p>Invariate, invece, le previsioni relative a tutti gli altri fattori che influenzano l&#x27;evoluzione della marginalità e l&#x27;aspettativa di conseguire una <strong>crescita organica del fatturato di circa il 3%</strong>, con sovraperformance rispetto del settore.</p><p>Campari prevede un effetto perimetro negativo pari a 70 milioni circa sulle vendite nette e 30 milioni sull&#x27;Ebit rettificato, riconducibile alle cessioni già perfezionate di brand non prioritari.</p><p>Inoltre, il gruppo si attende di mantenere un livello di leva finanziaria adeguata, tenuto conto della finalizzazione del programma di investimenti straordinari e delle dinamiche del capitale circolante operativo.</p><p>Infine, il gruppo ha aumentato la remunerazione degli azionisti attraverso un maggiore contributo dei dividendi, facendo leva sulla sostenuta generazione di cassa e sull&#x27;accelerazione nella riduzione della leva finanziaria.</p><p>Passando in rassegna i conti dei primi sei mesi del 2026, le <strong>vendite</strong> del gruppo sono calate del 10%, a 1.512 milioni di euro, ma in aumento del 2,7% in termini organici, crescita definita “solida” dal management. L’effetto perimetro, pari al -2%, è attribuibile alle cessioni di Cinzano e Averna, mentre l’effetto cambio è stato negativo (-1,8%), principalmente a causa del dollaro statunitense.</p><p>L&#x27;<strong>utile operativo rettificato </strong>è cresciuto organicamente dell&#x27;8,5% a 358 milioni di euro superando le aspettative del mercato: gli analisti si aspettavano 331 milioni di euro, secondo il consensus di <strong>Visible Alpha</strong>.</p><p>Il <strong>fatturato netto organico</strong> del produttore di Aperol è aumentato del 2,5%, raggiungendo 869 milioni, superando le aspettative degli esperti di 857 milioni di euro.</p><p>Il <strong>margine lordo</strong> è stato pari a 946 milioni, corrispondente al 62,6% delle vendite nette, in aumento del +1,3% su variazione totale. In termini organici, il margine lordo è cresciuto del +4,8%, con un miglioramento della marginalità di +130 punti base, sostenuto da una combinazione di mix favorevole derivante dalla solida performance degli aperitivi all&#x27;inizio del picco stagionale, dagli ultimi benefici derivanti dall&#x27;agave, dalla tempistica delle efficienze produttive nei costi dei materiali, e da un impatto più limitato dei dazi statunitensi.</p><p>L&#x27;<strong>utile netto rettificato </strong>del gruppo è stato pari a 226 milioni, in aumento del +4,7%, mentre quello netto è sceso a 129 milioni di euro (-37,7%).</p><p>&quot;Stiamo implementando la nostra strategia e crescendo con solidi risultati conseguiti nel primo semestre del 2026 in termini di crescita organica delle vendite, profittabilità e solidità patrimoniale. Allo stesso tempo, stiamo crescendo e guadagnando quota di mercato in tutti i nostri mercati chiave, trainati dai nostri marchi prioritari. La nostra strategia, fondata su scelte di portafoglio più mirate, che include la cessione di marchi non strategici, l&#x27;innovazione e l&#x27;accelerazione dell&#x27;espansione geografica, sta dimostrando la propria efficacia, mentre continuiamo a generare efficienze in tutte le linee del conto economico&quot;, spiegava il chief executive officer di Campari, <strong>Simon Hunt</strong>.</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Microsoft continua a crescere con la spinta del cloud e dei data center]]></title>
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            <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:30:41 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La crescita di Azure è aumentata al ritmo più veloce degli ultimi quattro anni e la società di Bill Gates ha incrementato le sue previsioni per il trimestre in corso.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Solidi risultati per <strong>Microsoft</strong> nel quarto trimestre fiscale, con il cloud e i servizi per l’intelligenza artificiale che continuano a guidare la crescita.</p><p>La società di <strong>Bill Gates</strong> ha comunicato un <strong>utile per azione rettificato di 4,74 dollari</strong> nel periodo terminato il 30 giugno, superando così i 4,24 dollari previsti dagli analisti, con ricavi a 90,01 miliardi di dollari, anche in questo caso oltre il consensus (89,62 miliardi), in crescita del 18% rispetto allo stesso trimestre di un anno fa.</p><p>L&#x27;<strong>utile netto </strong>di 35,77 miliardi di dollari, pari a 4,81 dollari per azione, è aumentato rispetto ai 27,23 miliardi di dollari, ovvero 3,65 dollari per azione, registrati nello stesso trimestre dell&#x27;anno precedente.</p><p>Il <strong>capex</strong> del trimestre è salito del 70% a 41 miliardi di dollari, leggermente meno degli attesi 42 miliardi.</p><p>Numeri accolti positivamente a Wall Street, dove le azioni Microsoft guadagnavano il 7% nelle contrattazioni afterhours, mostrando la possibilità di un’apertura in crescita alla Borsa di New York.</p><p>Fondamentale è stato l’impatto dell’unità cloud <strong>Azure</strong> della società, <strong>cresciuta del 43% rispetto al 40%</strong> del trimestre precedente e delle stime, ritmo più veloce degli ultimi quattro anni, indicando così che i servizi per l’intelligenza artificiale e il computing stanno riscontrando un buon successo tra i clienti.</p><p>Inoltre, i ricavi di Azure hanno superato i 100 miliardi di dollari per la prima volta durante l’anno fiscale terminato a giugno. L’azienda manterrà invariati i nuovi investimenti in conto capitale per il 2026.</p><p>La crescita del cloud di Microsoft, però, sembrerebbe poter proseguire nel futuro: la Chief Financial Officer <strong>Amy Hood</strong> ha dichiarato di aspettarsi che la crescita dovrebbe accelerare ulteriormente nel trimestre in corso, <strong>arrivando a circa il 45%</strong>, superando la precedente indicazione del 39%-40%.</p><p>&quot;La <strong>domanda continua a superare l’offerta</strong> disponibile&quot;, ha affermato durante una conferenza stampa con gli analisti.</p><p>Hood ha aggiunto: &quot;I ricavi di Microsoft cloud hanno superato i 50 miliardi di dollari in questo trimestre, riflettendo la forte domanda per il nostro portafoglio di servizi. Abbiamo superato le attese su ricavi, utile operativo e utile per azione&quot;.</p><p>Salgono anche i contratti di locazione di <strong>data center</strong>, arrivati a 329,1 miliardi di dollari nel trimestre, rispetto ai 196,6 miliardi del periodo precedente.</p><p>“Questo è davvero un segnale della continua forza della domanda a cui stiamo assistendo”, sottolinea <strong>Jonathan Neilson</strong>, responsabile delle relazioni con gli investitori di Microsoft, e “Questi contratti di locazione serviranno a soddisfare la domanda per moltissimi anni”.</p><p>La società ha fatto sapere che spalmerà ora i leasing dei data center su 25 anni anziché 15, riducendo il capex riportato: previsti 50 miliardi per il trimestre e 175 miliardi per l&#x27;anno solare 2026, sotto le stime precedenti di 190 miliardi.</p><p>Gli analisti di <strong>CLSA</strong> ribadiscono il rating outperform e il target price a 535 dollari sulle azioni Microsoft, sottolineando l’aumento di 10 milioni di utenti pagamenti per <strong>Copilot</strong> nel trimestre, l’assistente digitale basato sull&#x27;intelligenza artificiale che integra i modelli linguistici avanzati di OpenAI direttamente all&#x27;interno delle applicazioni della suite Office, che porta il <strong>totale a 30 milioni</strong> rispetto ai 20 milioni del trimestre precedente.</p><p>Per l’analista di CLSA, <strong>Bhavtosh Vajpayee</strong>, si tratta di “una delle opportunità più interessanti nell’IA: la conversione dei suoi oltre 450 milioni di utenti M365 in abbonati paganti Copilot&quot;.</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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        </item>
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            <title><![CDATA[Tassi fermi negli Stati Uniti, bond in agitazione]]></title>
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            <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 06:15:26 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La Federal Reserve lascia i tassi fermi per la quinta volta consecutiva, al 3,5%-3,75%. Reazione del mercato: irripidimento della curva dei tassi e Treasury trentennale su rendimenti che non si vedevano dal 2007.</p><p>Nel corso della conferenza stampa, il presidente Kevin Warsh ha parlato come se stesse tenendo una lezione agli operatori di mercato sui suoi piani per ridurre la comunicazione e rimodellare la banca centrale.</p><p>Intanto Donald Trump, per il momento, resta a guardare e non si impiccia nelle faccende della banca centrale.</p><p>L’indice SOX dei semiconduttori, alla quinta seduta in negativo, ha toccato ieri i minimi da inizio maggio, -25% dai massimi di fine giugno.</p><p>Meta archivia il secondo trimestre con ricavi record a 60,8 miliardi di dollari ma non convince Wall Street perché alza le previsioni di spesa.</p><p>Microsoft presenta una trimestrale solida per quanto riguarda le nuove iniziative. Il fatturato di Azure ha superato per la prima volta i 100 miliardi e Microsoft 365 Copilot ha raggiunto oltre 30 milioni di licenze a pagamento</p><p>Petrolio in lieve calo dopo il balzo di ieri, Brent poco sotto quota novanta dollari il barile. Gli Stati Uniti hanno lanciato stanotte un’altra ondata di attacchi contro l&#x27;Iran, preso di mira il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, risparmiate le infrastrutture civili.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Le borse dell’Europa dovrebbero aprire intorno alla parità mentre i mercati finanziari sono scossi in tutto il mondo da continue folate di volatilità. Ieri a Wall Street l’S&amp;P500 ha chiuso in ribasso dell’1,5%, sui minimi della seduta e circa il 2% dai massimi della giornata: il peggioramento è arrivato tutto nel finale, principalmente a seguito di quel che ha detto la Federal Reserve. La reazione più rilevante alla decisione di co<strong>nfermare per la quinta volta consecutiva i tassi di riferimento al 3,5%-3,75%</strong>, si sta vedendo sulle obbligazioni, con un <strong>irripidimento della curva dei tassi ed i Treasury trentennale su rendimenti che non si vedevano dal 2007</strong>.<br/>Il Nasdaq ha perso l’1,7% ed il Nasdaq 100, in ribasso dell’1,8% segna una flessione del 9,5% dai recenti massimi: siamo in prossimità della soglia della correzione tecnica.<br/><strong>L’indice SOX dei semiconduttori,</strong> alla quinta seduta in negativo, ha toccato ieri i minimi da inizio maggio, -25% dai massimi di fine giugno.</p><p>Stanotte <strong>l’indice Kospi della borsa di Seul</strong> è arrivato a guadagnare il 5%, nel finale di seduta è in calo dello 0,5%. “Il forte crollo del mercato azionario sudcoreano è un esempio da manuale di cosa accade quando un posizionamento concentrato incontra la leva finanziaria. Gli investitori al dettaglio avevano accumulato un&#x27;esposizione concentrata su Samsung Electronics e SK Hynix attraverso prodotti a leva. Una volta che questi titoli hanno iniziato a scendere, le vendite forzate e i meccanismi degli ETF a leva hanno amplificato il calo, trasformando una correzione in una flessione di mercato molto più violenta” scrive Lale Akoner, Global market strategist di eToro.</p><p><strong>Petrolio</strong> in lieve calo dopo il balzo di ieri, Brent poco sotto quota novanta dollari il barile.</p><p><strong>Gli Stati Uniti hanno lanciato stanotte un’altra ondata di attacchi contro l&#x27;Iran, preso di mira il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC</strong>). Sono stati colpiti vari obiettivi, &quot;tra cui centri di comando militari, strutture missilistiche e per droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittime&quot;, ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Central Command) in un post pubblicato mercoledì sera su X.<br/>&quot;Gli attacchi miravano a ridurre ulteriormente le minacce poste dall&#x27;Iran e dai suoi alleati alle forze americane, al trasporto marittimo commerciale e ai paesi limitrofi del Golfo&quot;, ha aggiunto il comando.</p><p>Non dovrebbero essere state prese altre infrastrutture civili, elemento che avrebbero segnalato una significativa espansione della campagna militare statunitense.</p><p>&quot;Li colpiremo duramente perché è il nostro turno di colpirli&quot;, ha detto il presidente Donald Trump ai giornalisti alla Casa Bianca mercoledì pomeriggio.</p><p>La decisione di ieri ha visto tre voti contrari, <strong>cresce la pressione interna per un rialzo dei tassi, mentre l&#x27;inflazione resta sopra il target da cinque anni</strong>. Nick Timiraos del Wall Street Journal, uno dei giornalisti meglio informati su quel che succede alla banca centrale, mette in evidenza che il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha respinto le accuse di eccessiva cautela arrivate nel corso della conferenza stampa: &quot;Non abbiamo una capacità magica di far scendere rapidamente l&#x27;inflazione&quot;, ha dichiarato. &quot;Gli oltre cinque anni di inflazione al di sopra dell&#x27;obiettivo non possono essere risolti in nove settimane, né grazie a un singolo mese di modesti cali dei prezzi” ha affermato in una delle risposte ai giornalisti.</p><p>Sul fronte opposto, <strong>tre presidenti delle Fed regionali — Beth Hammack (Cleveland), Neel Kashkari (Minneapolis) e Lorie Logan (Dallas) — hanno votato per un aumento dei tassi</strong>, spinti dal boom degli investimenti legati all&#x27;intelligenza artificiale, considerato una fonte di domanda che l&#x27;economia non riesce ad assorbire facilmente. Di segno diverso la posizione del vicepresidente del comitato di politica monetaria, John Williams, presidente della Fed di New York, che si è detto fiducioso in un graduale rientro dell&#x27;inflazione, indicando nei prossimi dati mensili il vero banco di prova.<br/>Tra gli economisti esterni, Kurt Lewis, ex consulente della Fed oggi in Piper Sandler, ritiene che &quot;la soglia perché la Fed agisca entro fine anno non sia così alta&quot;, pur aspettandosi che l&#x27;inflazione migliori a sufficienza da evitare un rialzo. Di parere opposto Daleep Singh, ex dirigente della Fed di New York e oggi capo economista globale di PGIM, secondo cui <strong>la banca centrale dovrebbe smettere di confidare in un calo spontaneo dei prezzi:</strong> gli shock recenti sono &quot;una serie di impedimenti correlati e cumulativi, ciascuno inflazionistico”.</p><p>Tom Essaye di Sevens Report Research ha detto a Barron’s che Warsh ha parlato come se stesse tenendo una lezione agli operatori di mercato sui suoi piani per ridurre la comunicazione e rimodellare la banca centrale. Essaye ha descritto il banchiere centrale come &quot;un uomo molto loquace&quot;.<br/>Intanto Donald <strong>Trump per il momento resta a guardare e non si impiccia nelle faccende della banca centrale. Kevin Warsh &quot;è fantastico, lo so che vorrebbe i tassi più bassi ma ha un board che è molto politicizzato</strong>&quot;, ha detto ieri sera il presidente rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulla decisione della Fed.</p><p>La società archivia il secondo trimestre con ricavi record a 60,8 miliardi di dollari ma non convince Wall Street. L&#x27;utile di 15,8 miliardi è infatti sotto le attese degli analisti e i costi per finanziare la corsa all&#x27;intelligenza artificiale continuano a salire, innervosendo gli investitori. Il colosso di Mark Zuckerberg ha infatti rivisto al rialzo la spesa minima di capitale a 130 miliardi di dollari dai 125 miliardi precedenti, lasciando però invariata a 145 miliardi la parte alta della forchetta.<br/>Titolo in ribasso del 7% nel dopo borsa.</p><p>Il colosso delle attività software ha alzato il velo su una trimestrale solida. I ricavi sono saliti del 18% a 90 miliardi e l&#x27;utile netto è cresciuto del 31% a 35,8 miliardi. &quot;Il fatturato di Azure ha superato per la prima volta i 100 miliardi e Microsoft 365 Copilot ha raggiunto oltre 30 milioni di licenze a pagamento, mostrando la fiducia che i consumatori ripongono in noi nel sostenere la loro trasformazione con l&#x27;IA&quot;, ha detto l&#x27;amministratore delegato Satya Nadella. Le spese di Microsoft sull&#x27;intelligenza artificiale non agitano gli investitori perché il colosso di Redmond ha mantenuto un flusso di cassa positivo a differenza di altri hyperscaler come Google che hanno invece registrato flussi di cassa negativi. Titolo +5% nel dopo borsa.</p><p><br/></p><p>Gli ingenti investimenti in capex legati all&#x27;intelligenza artificiale stanno cambiando il rapporto tra il debito e l’equity dei colossi tecnologici, i cosiddetti &quot;hyperscaler&quot; (i grandi gruppi cloud/AI come Amazon, Microsoft, Google, Meta). È quanto emerge da un report di Goldman Sachs firmato da Shamshad Ali.</p><p>Man mano che queste aziende finanziano sempre più i loro investimenti con debito, il valore delle azioni si lega più strettamente alle valutazioni degli asset, mentre cresce strutturalmente il costo del debito.</p><p>Un concetto chiave è la &quot;beta&quot;, cioè la sensibilità dei rendimenti obbligazionari ai movimenti azionari: più è alta, più credito ed equity si muovono insieme. Storicamente la beta del credito a lungo termine si era ridotta, ma per gli hyperscaler sta risalendo, soprattutto sulle scadenze più lunghe, dove la volatilità degli &quot;spread&quot; (il differenziale di rendimento tra un&#x27;obbligazione societaria e un titolo di Stato, indicatore del rischio percepito) è aumentata.</p><p>Gli spread si sono allargati insieme al peggioramento del &quot;free cash flow yield&quot; atteso, cioè il rendimento della liquidità che l&#x27;azienda genera dopo le spese, un segnale di crescenti necessità di finanziamento.</p><p>Secondo Goldman, il futuro dipenderà da come migliorerà questa liquidità: &quot; uno scenario di miglioramento della liquidità dovuto a un calo del capex favorirebbe il credito, mentre una crescita di utili netti e flussi di cassa operativi favorirebbe l’equity&quot;).</p><p><strong>Prysmian</strong> ha comunicato di aver alzato la guidance sul 2026 per l&#x27;intero esercizio 2026 dopo aver registrato il suo miglior trimestre di sempre, spinta dalla forte domanda nei suoi business energetici e digitali.<br/>La nuova guidance per l&#x27;Ebitda rettificato per il 2026 è fissata in un intervallo tra 2,8 e 2,9 miliardi di euro, in rialzo rispetto alla precedente stima di 2,625-2,775 miliardi. La previsione sul free cash flow è stata alzata a 1,65-1,75 miliardi di euro, dal precedente intervallo di 1,3-1,4 miliardi. L&#x27;Ebitda rettificato del secondo trimestre è salito del 20,7% a 730 milioni di euro, segnando il miglior risultato trimestrale di sempre per il gruppo.<br/>Il segmento Digital Solutions ha mostrato un&#x27;accelerazione della crescita organica del 18%, con un aumento dei margini che raggiungono il 23,8% (dal 16,8% l&#x27;anno prima) grazie al contributo dei cavi ottici e di Channell. La società si dice ben posizionata per superare in anticipo i target strategici del 2028 e presenterà un nuovo piano in un Capital Markets Day nella prima metà del 2027.</p><p><strong>Webuild, Trevi.</strong> La società di costruzioni ha presentato un&#x27;opa sulla società di ingegneria del sottosuolo con un&#x27;offerta in contanti di 4,50 euro per azione, rappresentante un premio del 29,8% rispetto al prezzo di chiusura del 26 giugno.</p><p><strong>Campari</strong> ha migliorato le attese sul margine operativo per il 2026 dopo aver registrato nel primo semestre una crescita organica delle vendite e dell&#x27;utile rettificato, nonostante il calo dei ricavi riportati e dell&#x27;utile netto dovuto a svalutazioni legate alla razionalizzazione del portafoglio.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>La Finestra sui Mercati</category>
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        <item>
            <title><![CDATA[Data center AI: cresce la protesta globale, perché la corsa all'AI si scontra con i limiti di acqua ed energia]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/data-center-ai-cresce-la-protesta-globale-perche-la-corsa-all-ai-si-scontra-con-i-limiti-di-acqua-ed-energia/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=data-center-ai-cresce-la-protesta-globale-perche-la-corsa-all-ai-si-scontra-con-i-limiti-di-acqua-ed-energia</link>
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            <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:45:37 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La rapida espansione dell&#x27;intelligenza artificiale sta alimentando una corsa senza precedenti alla costruzione di nuovi data center, ma aumenta anche la resistenza delle comunità locali. Dai consumi di acqua ed energia all&#x27;impatto ambientale e sociale, fino alle implicazioni geopolitiche, il dibattito sulla sostenibilità delle infrastrutture digitali è destinato a diventare uno dei temi chiave per investitori, aziende e governi.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>«L’AI sì, ma non a casa mia»: voci contrarie alla costruzione di nuovi data center si levano ovunque nel mondo. Come si legge nel commento di <strong>Alexis Bienvenu, </strong>Gestore di <strong>La Financière de l’Échiquier</strong> (LFDE0), sono più di 300, dal 2023, le moratorie locali registrate negli Stati Uniti dove la Virginia del Nord, primo polo mondiale dei data center, simboleggia ormai questa resistenza. Vi sono state anche importanti mobilitazioni <strong>in Arizona, in Texas, in Pennsylvania, nel Michigan e nello Stato di New York. Europa, India e Brasile</strong> stanno seguendo l’esempio. I residenti denunciano in particolare l’aumento dei prezzi dell’elettricità, il rumore degli impianti, la pressione sulle risorse idriche e la trasformazione dei paesaggi in zone industriali.</p><p>Il rischio è già tangibile per gli investitori per Bienvenu. Stando a Morgan Stanley, <strong>tra il 2025 e il primo trimestre del 2026 sono stati ritardati o annullati progetti di data center per un valore pari a 286 miliardi circa di dollari</strong>, per motivi non soltanto legati alle opposizioni locali - benché vi contribuiscano - che comportano ritardi nella costruzione e aumenti nei costi.</p><p>Al centro delle controversie, spiega Bienvenu, campeggia <strong>la questione delle risorse, in primo luogo quella idrica</strong>. I nuovi data center dedicati all’AI producono enormi quantità di calore e richiedono sistemi di raffreddamento che spesso ricorrono all’evaporazione. Questo consumo è particolarmente critico in un contesto caratterizzato dall’intensificarsi delle siccità e delle ondate di calore. Nelle regioni già soggette a stress idrico, come l’Ovest degli Stati Uniti, coloro che si oppongono ai progetti di data center sottolineano che bisogna trovare <strong>un trade-off tra esigenze delle famiglie, dell’agricoltura, dell’industria e degli ecosistemi naturali</strong>.</p><p>Le critiche non si limitano tuttavia all’acqua. I data center sono anche accusati di gravare sulle <strong>reti elettriche, di contribuire alle emissioni di gas serra e di provocare l’artificializzazione del suolo</strong>. Morgan Stanley stima infatti che lo sviluppo globale delle infrastrutture di calcolo legate all’AI potrebbe generare <strong>2,5 gigatonnellate circa di emissioni cumulative di CO₂ entro il 2030</strong>, un volume equivalente al 40% circa delle attuali emissioni annuali degli Stati Uniti. Si stanno ricercando, osserva Bienvenu, diverse soluzioni per mitigare queste ripercussioni negative. Si punta, in particolare, <strong>sulle tecnologie di raffreddamento a liquido che consumano meno acqua, sul riciclaggio dell’acqua o ancora sul recupero del calore generato</strong>. Anche la riduzione delle dimensioni dei data center contribuirebbe a una loro maggiore accettazione sociale.</p><p>Tuttavia, sottolinea Bienvenu, l’accesa concorrenza tra i grandi player, siano essi aziende o Stati, lascia poco tempo a queste soluzioni perché si possano affermare. Tanto più che la costruzione di data center risponde anche a <strong>un’urgenza geopolitica</strong>. Le capacità di calcolo sono diventate infrastrutture critiche per la sovranità nazionale o regionale, alla stregua delle reti elettriche o delle miniere di metalli rari. <strong>La rivalità tra Stati Uniti e Cina</strong> su questo fronte sta determinando una corsa alle capacità digitali.</p><p>Di fronte a queste sfide, evidenzia Bienvenu, chi investe nell’AI si trova a dover scegliere tra due percorsi. Il primo consiste nella <strong>piena integrazione dei vincoli legati alle risorse e all’accettabilità sociale degli impianti di AI</strong>, a costo di una redditività probabilmente ridotta nel breve termine per gli hyperscaler come Alphabet, Amazon, Microsoft o Meta, ma più resiliente. Il secondo, spiega Bienvenu, più semplice ma meno sostenibile, e quindi più precario nel lungo termine, consiste <strong>nel trasferimento degli investimenti verso regioni oggi meno esigenti, quali la Malesia, gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita o l’Indonesia</strong>. Nulla però garantisce questa disponibilità per sempre dato che questi territori potrebbero voler monetizzare, in un modo o nell’altro, la loro maggiore tolleranza nei confronti dello sfruttamento delle risorse locali.</p><p>Tener conto dei fattori ESG nell’economia dell’AI non si inquadra quindi più nella semplice responsabilità sociale ma diventa un <strong>fattore determinante per la valorizzazione a lungo termine</strong>. L’insediamento di centri di calcolo sulla Luna o su Marte nulla cambierà per Bienvenu: le risorse rimarrebbero limitate e le contestazioni inevitabili. Come conclude Bienvenu, la resistenza nei confronti dei data center ricorda per l’appunto che l’economia dell’AI non è solo virtuale, ma anche materiale e politica.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Analisi</category>
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            <title><![CDATA[Dollaro ancora forte nel breve termine, ma nel 2027 aumentano i rischi di inversione]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/dollaro-ancora-forte-nel-breve-termine-ma-nel-2027-aumentano-i-rischi-di-inversione/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=dollaro-ancora-forte-nel-breve-termine-ma-nel-2027-aumentano-i-rischi-di-inversione</link>
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            <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:00:29 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La maggiore tenuta dell’economia statunitense, l’inflazione persistente e una Federal Reserve più restrittiva continuano a sostenere il dollaro, mentre euro, sterlina, yen e renminbi restano esposti a nuove pressioni. Il quadro potrebbe però cambiare nel medio termine: un calo dell’appetito estero per gli asset americani, una correzione dei mercati azionari o il ritorno dei tagli dei tassi Fed nel 2027 potrebbero indebolire la valuta statunitense e ridisegnare gli equilibri sui mercati globali.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le prospettive di breve termine rimangono favorevoli al dollaro</strong>. Lo scrive in una nota <strong>David Rees</strong>, Head of Global Economics di Schroders, secondo cui<strong> il quadro di medio termine appare meno positivo</strong> qualora l&#x27;appetito estero per gli asset statunitensi dovesse affievolirsi o uno shock deflazionistico sulla crescita riportasse all&#x27;ordine del giorno l&#x27;allentamento monetario della Fed.</p><p>L&#x27;attività economica negli Stati Uniti ha tenuto meglio rispetto a quella delle altre principali economie, ma l&#x27;inflazione si sta dimostrando vischiosa e il mercato ha dovuto prezzare una traiettoria della Fed più restrittiva. Questo spostamento dei rendimenti relativi ha già aiutato il dollaro a rompere al rialzo il precedente intervallo di scambio ed è ampiamente coerente con la nostra ipotesi di base di un rafforzamento del dollaro fino alla fine del 2026.</p><p><strong>Le prospettive per le altre valute globali rimangono tuttavia fragili </strong>per Rees<strong>.</strong> Sebbene l&#x27;economia dell’Eurozona si sia dimostrata più resiliente allo shock iraniano e la Bce sia stata rapida nell&#x27;aumentare i tassi di interesse, l&#x27;<strong>euro appare ancora troppo solido rispetto ai fondamentali</strong>. Con un&#x27;inflazione nell&#x27;eurozona risultata inferiore alle attese, se i mercati dovessero iniziare a prezzare come poco probabile un ulteriore irrigidimento da parte della Bce, precisa Rees, ci sarebbe spazio per un movimento del cambio EUR/USD verso quota 1,10 nei prossimi mesi.</p><p><strong>Anche la sterlina è vulnerabile</strong>, poiché la crescita debole, l&#x27;incertezza politica e il ridimensionamento delle aspettative sui rialzi dei tassi nel Regno Unito sono coerenti per Rees con una sterlina in rotta verso la metà dell&#x27;area 1,20 rispetto al dollaro.</p><p>Lo <strong>yen</strong> continua a mettere alla prova la propensione all&#x27;intervento da parte delle autorità giapponesi, spiega Rees, mentre <strong>il recente apprezzamento del renminbi potrebbe affievolirsi nel corso dell&#x27;anno,</strong> dal momento che l&#x27;ampliamento del differenziale dei tassi rispetto agli Stati Uniti diventerà più difficile da ignorare se la crescita delle esportazioni continuerà a perdere colpi.</p><p>Tutto ciò è in linea con le previsioni di base di Schroders per il secondo trimestre (pubblicate a maggio), in cui si ipotizzava <strong>un rialzo del dollaro per tutto il 2026 prima di cedere un po&#x27; di terreno nel 2027</strong>. Le stime di Schroders per la fine del 2026 pubblicate all&#x27;epoca prevedevano un cambio GBP/USD a 1,21, EUR/USD a 1,07, USD/RMB a 7,09 e USD/JPY a 167,8.</p><p>L’ipotesi di Schroders per la fine del 2027 prevede che il dollaro riassorba parte di tali guadagni (portandosi rispettivamente a 1,27, 1,12, 7,03 e 162,5), dal momento che l&#x27;attenuarsi delle pressioni inflazionistiche darà margine di manovra a una Fed dai toni severi e un cambio di rotta verso un&#x27;agenda di politica monetaria più orientata al futuro riporterebbe all&#x27;ordine del giorno i tagli dei tassi nel 2027.</p><p>Per ora, <strong>la retorica aggressiva del presidente Warsh implica un chiaro rischio che i tassi statunitensi finiscano per essere alzati, mantenendo il dollaro più solido più a lungo.</strong></p><p><strong>Guardando più avanti, tuttavia, le prospettive a medio termine per il dollaro appaiono più equilibrate.</strong></p><p>Il sostegno principale, precisa Rees, rimane il vantaggio relativo dei rendimenti statunitensi, ma il finanziamento del disavanzo delle partite correnti degli Stati Uniti è diventato più dipendente dai flussi di breve termine legati ai mercati azionari e ai fondi d&#x27;investimento. Ciò rende il dollaro più sensibile ai cambiamenti nella propensione al rischio.</p><p>Se i mercati statunitensi continueranno a registrare buone performance, secondo Rees tali flussi potranno continuare a sostenere la valuta. Se però il sentiment azionario dovesse invertire la rotta, lo stesso canale potrebbe amplificare la volatilità sui cambi.</p><p>Un indebolimento del dollaro ha implicazioni di vasta portata per tutti gli investitori globali. Queste, sottolinea Rees, spaziano dagli effetti immediati sui portafogli agli impatti a più lungo termine sulle performance degli asset, man mano che economie, settori e singole aziende si adeguano a un dollaro di minore valore.</p><p>Dopotutto, la conseguenza del boom negli Stati Uniti è l&#x27;accumulo di ingenti &quot;deficit gemelli&quot; (delle partite correnti e di bilancio) e un tasso di cambio reale sopravvalutato.</p><p>Le implicazioni di un dollaro più debole non sono né semplici né uniformi. Se il prossimo trend di deprezzamento del dollaro dovesse infine avviarsi, osserva Rees, potrebbe comportare <strong>rischi stagflazionistici</strong> per gli Stati Uniti, ma potrebbe anche trasmettere un impulso deflazionistico al resto del mondo attraverso importazioni di materie prime e beni manifatturieri più economici. Potrebbe inoltre sostenere i rendimenti (espressi in valuta locale) per gli investitori di altri mercati, in particolare nel mondo emergente.</p><p>Tuttavia, le prospettive sono complesse, con effetti di secondo ordine e risposte di politica monetaria che potrebbero potenzialmente creare sia vincitori sia vinti.</p><p>Ma come Schroders ha sostenuto di recente, <strong>uno dei beneficiari potrebbe essere lo yen.</strong> Si tratta di uno dei casi più chiari in cui la visione di medio termine inizia a differire dal trend di breve periodo.</p><p>Nel breve termine, le preoccupazioni fiscali, i deflussi di capitale e la forza del dollaro hanno mantenuto il cambio USD/JPY sotto una pressione rialzista.</p><p>Tuttavia, man mano che i tassi reali giapponesi diventeranno meno negativi e la Banca del Giappone normalizzerà la propria politica monetaria, l&#x27;incentivo a finanziare le operazioni di carry trade in yen dovrebbe affievolirsi. Come conclude Rees, l<strong>e argomentazioni a favore di uno yen più forte nel medio termine si stanno quindi consolidando, sebbene l&#x27;aggiustamento sarà con ogni probabilità lento.</strong></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Analisi</category>
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            <title><![CDATA[Intesa Sanpaolo alza leggermente la guidance 2026 dopo semestre record]]></title>
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            <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 12:30:55 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La banca continua a macinare utili e realizza il miglior semestre di sempre, anche se il titolo scambia in parità dopo un movimento brusco successivo alla diffusione dei dati.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intesa Sanpaolo</strong> diventa protagonista a Piazza Affari dopo la diffusione dei risultati trimestrali arrivata a metà mattinata e che hanno visto l’aumento della guidance per il 2026 della banca.</p><p>L’istituto torinese ora si attende un <strong>utile netto per l’anno in corso di “oltre” 10 miliardi di euro</strong>, quando la previsione precedente era di “circa” 10 miliardi.</p><p>A Piazza Affari, la volatilità si abbatte sulle azioni Intesa Sanpaolo: dopo la diffusione della trimestrale si impennavano fino a toccare i 6,541 euro, per poi virare immediatamente in negativo e toccare i 6,411 euro. Dopo questa scossa, però, il titolo tornava in parità, continuando a navigare intorno i 6,47 euro.</p><p>Nei sei mesi conclusi a fine giugno, la banca ha realizzato un <strong>utile netto di 5,55 miliardi di euro</strong>, in crescita del 6,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, di cui 2,79 miliardi nel secondo trimestre, superiori alle stime di 2,5 miliardi elaborate da LSEG.</p><p>Il risultato ha beneficiato della crescita delle commissioni, del business assicurativo e delle attività finanziarie, oltre che del continuo controllo dei costi operativi.</p><p>I ricavi operativi netti sono aumentati nel semestre del 5,3% a 14,53 miliardi, con una crescita del 4,9% delle commissioni nette e del 5,5% del risultato delle attività assicurative.</p><p>Sul fronte patrimoniale, il <strong>Common Equity Tier 1 ratio</strong> si è attestato al 13,1%, livello ampiamente superiore ai requisiti regolamentari.<br/>La qualità del credito resta elevata, con sofferenze quasi azzerate e un&#x27;incidenza dei crediti deteriorati pari allo 0,8% secondo la metodologia Eba.</p><p>Intesa ha inoltre confermato una <strong>forte remunerazione degli azionisti</strong>, con 5,3 miliardi di distribuzioni maturate nel semestre, di cui 4,2 miliardi sotto forma di dividendi, a cui si aggiunge il buyback da 2,3 miliardi avviato a luglio. Per novembre è previsto un acconto dividendo di circa 3,8 miliardi di euro.<br/></p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p><br/></p><p>Nel primo semestre 2026, “registriamo <strong>i migliori sei mesi della nostra storia</strong>, grazie anche al <strong>miglior trimestre di sempre</strong>”, sottolinea il ceo <strong>Carlo Messina</strong>, a seguito di “livelli record di ricavi, commissioni e attività assicurativa, confermando la forza del nostro modello di business e la leadership tecnologica del gruppo”.</p><p>Alla luce di un Roe annualizzato al 20% e un Rote annualizzato pari al 25%, Intesa “si conferma ai vertici del settore bancario europeo per redditività”, prosegue la nota della società.</p><p>Ca&#x27; de Sass, infatti, “continua a confermarsi tra le banche europee con i più elevati livelli di remunerazione per gli azionisti: nel corso del 2026 prevediamo di distribuire agli azionisti circa 9,4 miliardi attraverso dividendi e buyback. Nel primo semestre abbiamo già maturato 5,3 miliardi per la distribuzione agli azionisti, inclusi 4,2 miliardi di dividendi cash, dei quali circa 3,8 miliardi saranno distribuiti con l&#x27;interim dividend di novembre”.</p><p>&quot;La rigorosa disciplina&quot; nell&#x27;esecuzione del Piano d&#x27;Impresa al 2029 &quot;e nel controllo dei costi rappresenta uno dei principali punti di forza del nostro modello di business”, concludeva Messina.</p><p></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Wall Street senza direzione, oggi le trimestrali tech e la decisione della Fed]]></title>
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            <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 11:45:01 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Giornata intensa oggi alla Borsa di New York, mentre i produttori di chip restano in difficoltà e prosegue la stagione delle trimestrali con Microsoft e Meta che saliranno sul palcoscenico.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Migliora il sentiment a <strong>Wall Street</strong> dopo una mattinata trascorsa nell’incertezza, con i tecnologici sempre nel centro dell’attenzione in attesa delle trimestrali di due grandi big tech, mentre oggi arriverà anche la decisione di politica monetaria della parte della Federal Reserve.</p><p>Se i future sul <strong>Dow Jones</strong> restano indietro (-0,30%), passano in verde i contratti sul <strong>Nasdaq 100 </strong>(+0,30%) e quelli sullo <strong>S&amp;P500</strong> (+0,20%), mentre resta fermo il dollaro statunitense nei confronti dell’euro e la coppia <strong>EUR/USD</strong> scambia a 1,1384. Il <strong>Bitcoin</strong> torna a salire (+1%) e si porta a 64.400 dollari.</p><p>Dal fronte del petrolio, nuovi attacchi nel Medio Oriente hanno spinto i future sul <strong>Brent</strong> in rialzo del 4%, a 85,60 dollari al barile, mettendo il contratto sulla buona strada per interrompere una serie negativa di tre giorni.</p><p><strong>Oro</strong> poco mosso: prezzo spot e future a 4.031 dollari l’oncia.</p><p>La borsa resta guardinga, in particolare nei confronti dei <strong>produttori di chip legati all&#x27;IA</strong> tra le crescenti preoccupazioni per la concorrenza dalla Cina. L’indice <strong>KOSPI</strong> della Corea del Sud, diventato un simbolo delle forti oscillazioni del sentiment sull&#x27;intelligenza artificiale: è crollato di quasi il 6% il giorno dopo essere sceso di oltre il 10% ai minimi di tre mesi.</p><p>Le aspettative sono diventate così elevate che persino un aumento di sei volte dell&#x27;utile trimestrale di <strong>SK Hynix</strong> (-9%) non è stato sufficiente: il dato è risultato inferiore alle aspettative di Wall Street, alimentando i timori di un possibile rallentamento del boom dell&#x27;intelligenza artificiale.</p><p>&quot;La svendita dei titoli dei chip sembra eccessiva, ma la volatilità è da mettere in conto ogni volta che il mercato trova motivi per mettere in discussione la durabilità del ciclo dell&#x27;IA&quot;, sottolinea <strong>Jake Seltz</strong>, portfolio manager del team Empiric LT Equity di Allspring Global Investments, aggiungendo che &quot;Le aspettative erano così alte che anche ottimi numeri non sono stati sempre sufficienti&quot;.</p><p>Stasera dopo la chiusura di New York arriveranno i risultati trimestrali di <strong>Meta Platforms</strong> e <strong>Microsoft</strong> che verranno analizzati soprattutto per verificare se gli ingenti investimenti nell’IA alla base dello sviluppo globale di questa tecnologia, spesso finanziati con debito, possano generare rendimenti adeguati.</p><p>“Spero che Meta e Microsoft possano confermare la corsa agli investimenti in capitale nel settore e rassicurare il mercato sui semiconduttori”, afferma <strong>Fares Hendi</strong>, gestore di portafoglio presso Société de Gestion Prévoir a Parigi.</p><p>Gli operatori di opzioni prevedono <strong>un&#x27;oscillazione di circa il 6,6% in entrambe le direzioni</strong>, pari a circa 190 miliardi di dollari del valore di mercato di Microsoft dopo la pubblicazione dei risultati, movimento insolitamente ampio che sottolinea la crescente impazienza degli investitori di vedere se i miliardi di dollari spesi nell’IA stiano iniziando a dare i loro frutti.</p><p>“Il mercato è alla ricerca di risultati”, secondo Seth Hickle, direttore degli investimenti presso Mindset Wealth Management, ritenendo che “Questa stagione degli utili non verta sull’entusiasmo per l’IA, ma sulla sua attuazione”.</p><p>La stagione degli utili del secondo trimestre rispecchia una solida performance aziendale: secondo i dati raccolti da LSEG, l’85,2% delle 169 società dell’S&amp;P 500 che hanno pubblicato i propri risultati ha superato le aspettative. Storicamente, solo il 68% delle aziende ha raggiunto tale risultato.<br/><br/></p><p>Alle 20 italiane è prevista la decisione sui tassi d&#x27;interesse della <strong>Federal Reserve</strong> e gli operatori si aspettano ampiamente che la banca centrale statunitense <a href="https://www.orafinanza.it/it/fed-nell-incertezza-rialzo-a-settembre-o-gia-a-luglio-le-previsioni">mantenga invariata la sua politica monetaria</a>, ma stanno scontando almeno un rialzo entro la fine dell&#x27;anno. Diversi responsabili delle politiche della banca centrale hanno espresso apertamente la loro preoccupazione per l&#x27;inflazione.</p><p>Secondo i dati raccolti da LSEG, gli operatori stanno scontando solo una probabilità del 35,1% che la Fed alzi i tassi di interesse oggi, sulla scia di una relazione che ha evidenziato un rallentamento delle pressioni sui prezzi il mese scorso.</p><p>“I mercati globali saranno in attesa della riunione della Fed, perché è probabile che ci sarà una sorpresa”, ipotizza <strong>Michiel Tukker</strong> di ING Bank, che aggiunge: “Anche la narrazione intorno alla decisione sarà importante” per i mercati.</p><p>Secondo il team di <strong>JP Morgan Market Intelligence</strong>, un segnale accomodante da parte dell’istituto centrale che si aggiungesse a tassi fermi sarebbe “il miglior esito” per l’azionario.</p><p></p><p><strong>Ford Motor</strong> (+4%): utile per azione rettificato del secondo trimestre pari a 42 centesimi, oltre le previsioni degli analisti di LSEG di 35 centesimi, sebbene la società registri una perdita netta di 1,3 miliardi di dollari a causa di un onere di 3,6 miliardi legato allo scioglimento di una joint venture nel settore delle batterie.</p><p><strong>Bloom Energy</strong> (+11%): ha stipulato accordi di fornitura di energia con data center dedicati all’intelligenza artificiale e ha rivisto al rialzo la previsione sui ricavi dell’esercizio fiscale, portandoli a un intervallo compreso tra 3,9 e 4,2 miliardi di dollari, rispetto alla precedente previsione di 3,4-3,8 miliardi.</p><p><strong>Humana</strong> (-9%): rivista al ribasso la propria previsione di utile netto, portandola ad almeno 6,52 dollari per azione rispetto alla precedente stima di almeno 8,36 dollari.</p><p><strong>GE Healthcare</strong> (+10%): utile per azione rettificato nel secondo trimestre pari a 1,13 dollari, superiore alla stima media degli analisti di 1,04 dollari per azione (dati LSEG).</p><p><strong>Frequency Electronics</strong> (-9%): annunciato la vendita di circa 1,7 milioni di azioni a 57,50 dollari, con uno sconto del 13,5% rispetto alla chiusura di ieri.<br/><br/></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Nvidia superata da Apple per market cap]]></title>
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            <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:00:38 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Secondo alcuni esperti, il sorpasso rappresenta una sorta di inversione di tendenza rispetto al recente orientamento, che vedeva gli investitori riversarsi sui titoli dei semiconduttori ed evitare gli hyperscaler, ovvero quei giganti del cloud in grado di gestire enormi data center.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Sorpasso effettuato da parte di <strong>Apple</strong> nei confronti di <strong>Nvidia</strong> per quanto riguarda la capitalizzazione di mercato, con la casa di Cupertino che supera per la prima volta i 5 mila miliardi di dollari, mentre il chipmaker resta sotto tale soglia, superando anche <strong>Microsoft</strong>, che perde una posizione.</p><p>Il nuovo podio arriva a seguito del rally di Apple in questa prima parte di 2026, segnando una crescita del 25%, mentre Nvidia ha guadagnato solo 4%. Male Microsoft, in calo del 16% da inizio anno.</p><p>L’avvicendamento arriva in un contesto in cui i <strong>mercati restano molto volatili</strong>, con gli investitori che stanno ancora cercando rassicurazioni sull’effettiva sostenibilità degli investimenti delle big tech fatte in infrastrutture per l’intelligenza artificiale, tra cui i semiconduttori, elemento trainante dei rialzi ottenuti dall’azionario legato alla tecnologia nel primo trimestre del 2026.</p><p>Segnali negativi erano arrivati nelle scorse settimane dalle trimestrali di Alphabet e Tesla, i quali hanno segnalato un continuo aumento degli investimenti in IA, con la liquidità necessaria a finanziare questi piani che sempre in esaurimento, mentre dalla Cina vengono lanciati modelli di IA più economici ma altamente competitivi.</p><p>Il nuovo record di Apple segna “una sorta di <strong>inversione di tendenza</strong> rispetto al recente orientamento, che vedeva gli investitori riversarsi sui titoli dei semiconduttori ed evitare gli hyperscaler, ovvero quei giganti del cloud in grado di gestire enormi data center&quot;, spiega <strong>Steve Sosnick</strong>, analista di Interactive Brokers.</p><p>Nvidia pubblicherà i risultati del secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2027 il <strong>prossimo 26 agosto</strong>.</p><p>Secondo il consenso degli analisti raccolto da <strong>LSEG/Visible Alpha</strong>, la società dovrebbe aver chiuso il periodo con ricavi per circa <strong>89-90 miliardi di dollari</strong>, in crescita di oltre il 70% rispetto allo stesso periodo dell&#x27;anno precedente, mentre l&#x27;utile per azione (EPS) è atteso nell&#x27;ordine di <strong>1,95-2 dollari</strong>. Le stime risultano sostanzialmente allineate alla guidance fornita dalla stessa società a maggio, che indicava un fatturato di <strong>91 miliardi di dollari, più o meno il 2%</strong>.</p><p>Tra gli analisti prevale un orientamento costruttivo. <strong>Needham</strong> ritiene che la domanda legata all&#x27;intelligenza artificiale continui a sostenere una forte crescita del business Data Center e mantiene una raccomandazione <strong>Buy</strong> con target price di <strong>270 dollari</strong>.</p><p>Anche <strong>Morgan Stanley</strong> continua a considerare Nvidia una delle principali beneficiarie del ciclo di investimenti nell&#x27;AI, grazie alla forte domanda per la piattaforma Blackwell e alla capacità di mantenere margini elevati.</p><p><strong>Bank of America</strong>, <strong>JP Morgan</strong>, <strong>UBS</strong> e <strong>Goldman Sachs</strong> restano anch&#x27;esse positive sul titolo, evidenziando come la spesa dei grandi hyperscaler per infrastrutture AI e l&#x27;espansione della capacità produttiva dovrebbero sostenere risultati superiori alla media del settore anche nei prossimi trimestri, pur monitorando l&#x27;evoluzione delle restrizioni alle esportazioni verso la Cina.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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        </item>
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            <title><![CDATA[Microsoft alla prova dei conti: l’AI vale già 145 miliardi di investimenti. Ora Wall Street vuole vedere i ritorni]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/microsoft-alla-prova-dei-conti-l-ai-vale-gia-145-miliardi-di-investimenti-ora-wall-street-vuole-vedere-i-ritorni/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=microsoft-alla-prova-dei-conti-l-ai-vale-gia-145-miliardi-di-investimenti-ora-wall-street-vuole-vedere-i-ritorni</link>
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            <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:45:22 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Questa sera il gruppo di Satya Nadella pubblicherà i risultati del quarto trimestre e dell’intero esercizio chiuso il 30 giugno. Gli analisti prevedono ricavi in crescita del 15% e un utile annuo di 129 miliardi di dollari. Dopo il ribasso del 18% da inizio anno il titolo tratta a multipli tornati interessanti, ma gli investitori attendono soprattutto indicazioni sul ritorno degli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Microsoft</strong> presenterà questa sera, dopo la chiusura di Wall Street, i risultati del quarto trimestre e dell&#x27;intero esercizio 2025-2026, chiuso lo scorso 30 giugno. L&#x27;appuntamento arriva in un momento particolare per il gruppo guidato da Satya Nadella. Dopo essere stato uno dei grandi protagonisti del boom dell&#x27;intelligenza artificiale, <strong>il titolo ha perso il 18% da inizio anno</strong>, scendendo a una capitalizzazione di circa 2.922 miliardi di dolla</p><p>La correzione ha reso le valutazioni decisamente meno tirate rispetto al recente passato.<strong> Oggi Microsoft quota circa 22 volte gli utili attesi per il 2026 e appena 20 volte quelli stimati per l&#x27;esercizio successivo</strong>, multipli che appaiono interessanti se confrontati con una crescita degli utili che continua a viaggiare ben oltre il 20% annuo.</p><p>Le stime del mercato restano molto solide. Il consensus prevede che il quarto trimestre si chiuda con un fatturato di 87,6 miliardi di dollari, in aumento del 14,6% rispetto allo stesso periodo dell&#x27;anno precedente. <strong>L&#x27;utile netto dovrebbe raggiungere 31,7 miliardi di dollari, in crescita del 16,5%,</strong> mentre l&#x27;utile per azione è atteso a 4,22 dollari contro i 3,65 dollari di un anno fa.</p><p><strong>Anche l&#x27;intero esercizio dovrebbe confermare una crescita impressionante.</strong> Gli analisti prevedono ricavi per circa 330 miliardi di dollari (+17,1%) e un utile netto di 129 miliardi (+26,7%), numeri che confermano come Microsoft continui a macinare profitti a un ritmo difficilmente eguagliabile nel settore tecnologico.</p><p>Secondo <em>Barron&#x27;s, </em>tuttavia, i risultati del trimestre rischiano di passare quasi in secondo piano. Il vero tema della conference call sarà rappresentato dalle prospettive degli investimenti nell&#x27;intelligenza artificiale.</p><p><strong>Nell&#x27;esercizio appena concluso Microsoft dovrebbe aver investito circa 145 miliardi di dollari in conto capitale, contro gli 88 miliardi dell&#x27;anno precedente. </strong>Gran parte di queste risorse è stata destinata alla costruzione di nuovi data center e all&#x27;espansione dell&#x27;infrastruttura necessaria per sostenere lo sviluppo dell&#x27;AI.</p><p>La domanda che gli investitori rivolgeranno al management è semplice: <strong>questo livello di spesa rappresenta il picco oppure continuerà a crescere? </strong>La settimana scorsa Alphabet ha sorpreso il mercato annunciando un ulteriore aumento degli investimenti fino a circa 200 miliardi di dollari e molti operatori iniziano a mostrare una certa stanchezza nei confronti di una corsa ai data center che sembra non conoscere limiti.</p><p>L&#x27;altra grande verifica riguarderà Azure, la piattaforma cloud che rappresenta il principale motore di crescita del gruppo.</p><p>Gli investimenti miliardari stanno producendo risultati concreti: <strong>il business cloud cresce intorno al 40% e gli analisti si attendono un nuovo trimestre su questi livelli</strong>, con ricavi destinati a superare per la prima volta i 30 miliardi di dollari.</p><p>Se Azure confermerà questo ritmo di sviluppo, sarà molto più facile per il management giustificare gli enormi investimenti. Un eventuale rallentamento, invece, potrebbe alimentare i dubbi sulla redditività della strategia AI.</p><p><em>Barron&#x27;s </em>evidenzia anche un altro punto particolarmente seguito dagli investitori: l&#x27;evoluzione della divisione software. Negli ultimi quindici trimestri Microsoft è riuscita sistematicamente a superare le aspettative del mercato. Ora Wall Street si attende una crescita del 12% per questa divisione e guarderà con particolare attenzione alla diffusione di <strong>Microsoft 365 Copilot, l&#x27;assistente basato sull&#x27;intelligenza artificiale che finora ha registrato un&#x27;adozione più lenta del previsto, anche se negli ultimi mesi si osservano segnali di accelerazione.</strong></p><p>Sotto la lente finiranno anche i margini operativi della divisione, per verificare se il peso crescente degli investimenti nell&#x27;AI stia iniziando a comprimere la redditività.</p><p>Nel frattempo Microsoft continua ad ampliare le applicazioni dell&#x27;intelligenza artificiale. Proprio <strong>questa settimana il gruppo ha presentato MAI-Cyber-1-Flash, il suo primo modello sviluppato specificamente per la cybersicurezza.</strong></p><p>Secondo quanto riferito da CNBC, il nuovo sistema, utilizzato insieme al modello GPT-5.4 di OpenAI, avrebbe ottenuto risultati superiori rispetto alle soluzioni concorrenti sviluppate da Anthropic, Google e dalla stessa OpenAI nei test dedicati all&#x27;individuazione delle vulnerabilità informatiche, con un costo pari a circa la metà.</p><p>Il modello sarà integrato in Project Perception, una piattaforma di agenti intelligenti in grado non solo di individuare falle nella sicurezza dei sistemi informatici, ma anche di suggerire e, con l&#x27;autorizzazione dell&#x27;utente, implementare automaticamente le correzioni necessarie. Si tratta di un mercato potenzialmente molto interessante, considerando che <strong>Microsoft aveva già superato i 20 miliardi di dollari di ricavi annui nel business della cybersecurity nel 2023.</strong></p><p>Per Nadella la strategia è chiara: l&#x27;intelligenza artificiale non dovrà limitarsi ai chatbot e agli assistenti per la produttività personale, ma diventare uno strumento capace di automatizzare attività altamente specialistiche, creando nuove fonti di ricavo ad elevato valore aggiunto.</p><p>I numeri del trimestre difficilmente deluderanno il mercato. La vera incognita sarà rappresentata dalle indicazioni che il management fornirà sull&#x27;anno appena iniziato.</p><p>Negli ultimi dodici mesi Wall Street si è concentrata soprattutto sulla dimensione degli investimenti nell&#x27;intelligenza artificiale. <strong>Da questa trimestrale in avanti l&#x27;attenzione potrebbe spostarsi progressivamente sulla loro capacità di generare ricavi e profitti.</strong></p><p>1È una svolta importante, non solo per Microsoft ma per l&#x27;intero settore tecnologico americano. Dopo aver premiato la corsa all&#x27;AI, gli investitori iniziano infatti a chiedere che gli enormi capitali impiegati si traducano in un ritorno economico tangibile.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Eni segnala un possibile aumento del dividendo dopo il rialzo di guidance e buyback]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-eni-ipotizza-un-aumento-del-dividendo-dopo-il-rialzo-di-guidance-e-buyback/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-eni-ipotizza-un-aumento-del-dividendo-dopo-il-rialzo-di-guidance-e-buyback</link>
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            <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:15:54 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Le decisioni del gruppo arrivano dopo un secondo trimestre solido, caratterizzato da utili e cash flow superiori al consenso, e il management annuncia che nei prossimi mesi si valuterà un aumento del dividendo.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Eni</strong> protagonista a Piazza Affari dopo la trimestrale diffusa stamattina con conseguente <strong>rialzo delle guidance per il 2026</strong> e un nuovo aumento del programma di riacquisto di azioni proprie.</p><p>La società ora si attende un flusso di cassa pari a 15 miliardi per l’anno in corso, sulla base di uno scenario aggiornato sul Brent di 85 dollari al barile. Inoltre, il margine di raffinazione SERM è atteso a 14 dollari al barile e il prezzo del gas TTF a 50 euro/MWh, al cambio euro/dollaro di 1,16, evidenziando un miglioramento di 7 miliardi rispetto alle sensitivity del gruppo.</p><p>I capex lordi confermati a 7 miliardi e quelli netti sono rivisti in riduzione rispetto alla precedente guidance inferiori a 5 miliardi. Il gearing proforma atteso al limite inferiore dell&#x27;intervallo del 10-15%. Gearing reported atteso convergere allo stesso livello a fine anno.</p><p>Con riferimento ai settori di attività, il gruppo prevede un Ebit proforma adjusted di GGP in rialzo a oltre 1,4 miliardi, in crescita del 40% rispetto alla previsione iniziale. Ebitda proforma adjusted di Enilive rivisto al rialzo a 1,3 miliardi (da 1,1 miliardi) allo scenario attuale e per Plenitude confermato a 1,3 miliardi.</p><p>Aumento della guidance che sostiene le azioni Eni a Piazza Affari ini apertura di seduta: il titolo arriva a guadagnare oltre il 5% nella prima ora di scambi, salendo fino ad un massimo di 3,14 euro.</p><p></p><p>Il gruppo ha aumentato la distribuzione agli azionisti in linea con la politica di remunerazione annunciata al mercato e annuncia che <strong>valuterà in ottobre sulla distribuzione di un dividendo straordinario</strong>.</p><p>La società prevede un <strong>aumento per il programma di buyback per il 2026 a</strong> <strong>3,4 miliardi</strong> (+20% rispetto alla precedente previsione del primo trimestre di 2,8 miliardi) in linea con la politica di distribuzione agli azionisti del 60% dei maggiori risultati rispetto al budget (che prevedeva un cash flow di 11,5 miliardi) sotto forma di incremento di buyback, fino a un prezzo del Brent pari a 90 dollari al barile. Il nuovo valore del buyback rappresenta un incremento di <strong>oltre il doppio rispetto alla previsione iniziale </strong>di 1,5 miliardi al cash flow di budget, sottolinea.</p><p>&quot;Alla luce dello scenario di raffinazione significativamente aggiornato (14 $/bbl vs 6 $/bbl del budget), a condizione che tale livello si mantenga al di sopra del 50% del margine di raffinazione di riferimento (quindi almeno a 9 $/bbl rispetto ai 6$/bbl del budget), <strong>nel mese di ottobre si deciderà sull&#x27;attivazione del dividendo straordinario</strong>, in linea con la politica di remunerazione comunicata al mercato che, in caso di scenari superiori a 90 $/bbl, o con un incremento superiore al 50% dei prezzi del gas o dei margini di raffinazione, prevede che il 100% dell&#x27;incremento del CFFO sia distribuito come dividendo straordinario nell&#x27;ultimo trimestre e sulla base delle sensitivity unitarie (1 $ SERM = EUR 0,08 miliardi)&quot;, spiegano da Eni.</p><p>JP Morgan prevede un <strong>potenziale dividendo straordinario di 400 milioni di euro</strong>, portando il rendimento totale di cassa per il 2026 al 10,6%.</p><p>Infine, confermata la previsione relativa al dividendo 2026 pari a 1,1 euro per azione (in aumento del 5% rispetto al 2025).</p><p>Tutto questo a seguito di un <strong>secondo trimestre con solidi risultati finanziari</strong>, sostenuti dalla crescita dei volumi, dalla gestione dei costi e da un favorevole scenario prezzi.</p><p>Nel trimestre, sottolinea la nota diffusa stamattina, l&#x27;<strong>Ebit proforma adjusted</strong> di gruppo si è attestato a 5,38 miliardi, il doppio rispetto al trimestre di confronto (crescita del 52% su base sequenziale), grazie alla solida performance della E&amp;P, di GGP e dei satelliti della transizione.</p><p>L&#x27;<strong>utile netto adjusted </strong>è stato pari a 2,3 miliardi, più che raddoppiato rispetto allo scorso anno (1,134 miliardi) e nel semestre ha raggiunto i 3,635 miliardi contro i 2,546 miliardi dell&#x27;analogo periodo del 2025, in crescita del 43%.</p><p>Infine, nel trimestre il gruppo ha registrato una <strong>crescita della produzione</strong> dell&#x27;11% su base omogenea a 1,79 milioni boe/giorno, al netto dell&#x27;effetto prezzo e grazie alla solida esecuzione e allo scenario e rivede al rialzo le previsioni 2026 di produzione con una crescita di circa il 5% su base omogenea.</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p>Numeri “solidi” con risultato operativo e utile netto oltre le attese del mercato per gli esperti di <strong>Goldman Sachs</strong> che confermano la raccomandazione buy e il target price a 25 euro sulle azioni Eni.</p><p>&quot;Utili e cash flow di oltre il 10% sopra il consenso”, sottolineano gli analisti di <strong>Barclays</strong>, confermando la raccomandazione overweight e il prezzo obiettivo a 28,5 euro sul titolo.</p><p>Anche per <strong>JP Morgan</strong> i risultati sono &quot;solidi&quot;, rilevando che l&#x27;utile netto e il flusso di cassa operativo del secondo trimestre sono stati superiori di circa il 10% rispetto al consenso, trainati dalla divisione GGP, dalle attività di transizione e da una minore tassazione.</p><p>Infine,<strong> RBC</strong> sottolinea il forte slancio operativo, segnalando che la crescita della produzione del 7% su base annua probabilmente sottostima la crescita sottostante.</p><p>“La determinazione nell&#x27;esecuzione della nostra strategia ci ha consentito di conseguire risultati eccellenti nel secondo trimestre del 2026, sostenuti dal nostro portafoglio di attività diversificate che ci offre un&#x27;ampia serie di opzioni strategiche e una prospettiva di crescita profittevole nei diversi business del nostro mix energetico”, spiega <strong>Claudio Descalzi</strong>, amministratore delegato del gruppo.</p><p>“Questi risultati derivano dall&#x27;efficacia della gestione industriale e finanziaria e crescono in modo nettamente maggiore rispetto allo scenario dei prezzi delle commodity di riferimento&quot; e &quot;dimostrano che, anno dopo anno, che stiamo costruendo una società sempre più solida, grazie alla qualità del nostro portafoglio geograficamente diversificato e basato su asset competitivi, sulle nostre competenze distintive nell&#x27;esplorazione, su una crescente esposizione ai business legati alla transizione energetica, e con opportunità di valorizzazione anticipata degli asset”.</p><p></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Deutsche Bank, utile record nel trimestre e guidance confermata]]></title>
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            <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 07:30:09 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il maggior istituto tedesco ha registrato una buona crescita in tutte e quattro le aree di business nel secondo trimestre di quest’anno, con il trading da reddito fisso in particolare evidenza, spingendo il management a dichiarazioni ottimistiche per il futuro.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Numeri in crescita per <strong>Deutsche Bank</strong> nel secondo trimestre 2026, mettendo a segno massimi storici per quanto riguarda gli utili.</p><p>La più grande banca tedesca ha comunicato una crescita del 10% per l’<strong>utile netto</strong> registrato nel periodo tra aprile e giugno di quest’anno, arrivato a 1,9 miliardi di euro, suo <strong>record storico </strong>per questo periodo e superiore alle previsioni degli analisti interpellati da Bloomberg. L&#x27;<strong>utile ante imposte</strong> al 30 giugno è cresciuto dell&#x27;11% rispetto allo stesso periodo dell&#x27;anno precedente a 2,7 miliardi.</p><p>L&#x27;<strong>utile diluito per azione </strong>si è attestato a 0,57 euro, in aumento del 19% rispetto al secondo trimestre del 2025.</p><p>I<strong> ricavi netti</strong> sono saliti del 9%, raggiungendo gli 8,5 miliardi, con le efficienze operative che sono risultate pari a 0,2 miliardi, includendo misure mirate in materia di forza lavoro e miglioramenti del modello operativo.</p><p>Analizzando il <strong>primo semestre</strong> emerge un <strong>utile netto record</strong>, a 4,1 miliardi e in crescita del 9% rispetto ai primi sei mesi del 2025, mentre l&#x27;utile ante imposte ha raggiunto 5,7 miliardi, anch&#x27;esso in aumento del 9% su base annua. Tra gli altri dati, i <strong>ricavi netti</strong> sono saliti del 5% (17 miliardi) e le <strong>efficienze operative</strong> sono salite a 0,3 miliardi.</p><p>A Francoforte, intanto, l’apertura post trimestrale vede le azioni Deutsche Bank guadagnare oltre il 5%, a 32,78 euro, per poi rallentare leggermente (+3%).</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p><br/><br/></p><p>Particolarmente forti i <strong>ricavi</strong> ottenuti dall’istituto tedesco dal <strong>trading da reddito</strong> fisso, aumentati del 16% nel secondo trimestre, arrivati a 2,6 miliardi e superando le previsioni degli analisti di Bloomberg (2,4 miliardi e la maggior parte dei suoi concorrenti statunitensi, la cui media è del 13% secondo il media USA.</p><p>La banca ha spiegato che si tratta di un <strong>record per il secondo trimestre</strong>, contribuendo così a spingere l’utile del periodo.</p><p>Il trading è iniziato in modo &quot;costruttivo&quot; nel terzo trimestre e le &quot;pipeline sembrano piuttosto piene&quot; sia per il business che per l’unità di consulenza sugli affari, sottolinea il direttore finanziario Raja Akram intervistato da Bloomberg TV. &quot;Mi dà molta fiducia che la seconda metà dell’anno potrebbe essere potenzialmente forte quanto la prima metà&quot;, ha aggiunto.</p><p></p><p>La banca ha anche <strong>confermato tutti gli obiettivi finanziari per l&#x27;esercizio 2026</strong>, sia in termini di fatturato che di redditività, affermando di essere &quot;sulla buona strada per consegnare una solida performance operativa&quot; quest’anno.</p><p>Conferma che arriva dopo aver registrato una <strong>buona crescita in tutte e quattro le aree di business</strong>. Il patrimonio in gestione (AuM) è aumentato di 135 miliardi nel trimestre, inclusi afflussi netti per 34 miliardi, raggiungendo oltre 1.900 miliardi tra Private Banking e Asset Management. Ricavi record nel settore Fixed Income &amp; Currencies (FIC) ed in crescita del 36% nell&#x27;Investment Banking &amp; Capital Markets (IBCM).</p><p>&quot;I risultati record del secondo trimestre sono stati trainati da una forte dinamica di crescita e da una rigorosa disciplina sui costi”, spiega il Ceo <strong>Christian Sewing</strong>, aggiungendo che, &quot;guardando al futuro, la rapida evoluzione dell&#x27;intelligenza artificiale ci offre ulteriori opportunità per creare valore per i clienti e conseguire ulteriori risparmi di costo, mentre emergono con maggiore chiarezza trend positivi nel contesto normativo e regolamentare. Questi sviluppi, insieme alla performance record registrata finora nel 2026, rafforzano la nostra fiducia nella <strong>possibilità di superare gli obiettivi fissati per il 2028</strong>”.</p><p>Infine, l’istituto ha anche annunciato un <strong>nuovo programma di riacquisto di azioni per 500 milioni di euro</strong>.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Utili delle società dei chip su, titoli giù]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/utili-delle-societa-dei-chip-su-titoli-giu/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=utili-delle-societa-dei-chip-su-titoli-giu</link>
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            <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 06:30:43 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>L’indice MSCI Asia Pacific è in ribasso dell’1,5% e la borsa di Seul cade a picco: indice Kospi -11%. Nel corso della seduta, le autorità coreane di controllo delle negoziazioni hanno più volte sospeso l’attività.</p><p>SK Hynix perde il 15% dopo la presentazione dei dati del trimestre: gli utili si sono moltiplicati per sei volte rispetto a un anno fa ma i trentuno miliardi di dollari in spese in conto capitale previsti per quest’anno sono un esborso record che arriva in un momento di crescenti timori di un eccesso di investimenti nella capacità produttiva per l’intelligenza artificiale.</p><p>Il petrolio tipo Brent è in rialzo del 4% a 88 dollari il barile.</p><p>L’Iran ha provato ad attaccare le basi degli Stati Uniti in Medio Oriente, senza successo. Teheran &quot;non ha intenzione di negoziare con gli Stati Uniti&quot;, ma i colloqui con l&#x27;Oman stanno procedendo &quot;passo dopo passo</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Quella che all’inizio si era presentata come una normale rotazione settoriale dopo settimane di, forse, eccessiva polarizzazione su un unico tema, sta diventando una fuga dai titoli dei chip. Che gli utili degli operatori del settore stiano crescendo in modo esplosivo e che complessivamente arrivino dall’industria segnali di una domanda molto forte, non sembra in questi giorni avere un peso. </p><p>Anche il contesto mondiale contribuisce alla correzione in atto sul settore, il balzo del petrolio innescato dalla ripartenza delle ostilità tra Stati Uniti e Iran contribuisce a spingere i flussi di risorse in uscita dal tech verso i segmenti più difensivi e le materie prime.</p><p>Ieri l’indice dei semiconduttori SOX ha perso il 4,4% ed ha toccato i minimi da fine aprile.</p><p><strong>Le borse dell’Europa</strong> dovrebbero aprire in ribasso, future del Dax di Francoforte -0,7%.</p><p><strong>L’indice MSCI Asia Pacific è in ribasso dell’1,5%.</strong><br/><strong>La borsa di Seul cade a picco: indice Kospi -11%.</strong> Nel corso della seduta, le autorità coreane di controllo delle negoziazioni hanno più volte sospeso l’attività. Il Kospi perde da inizio mese il 36%.</p><p><strong>Il titolo del produttore di chip di memoria perde il 15% dopo la presentazione dei dati del trimestre</strong>: gli utili si sono moltiplicati per sei volte rispetto a un anno fa ma quel che su cui si concentra il mercato è altro: i trentuno miliardi di dollari in spese in conto capitale previsti per quest’anno sono un esborso record che arriva in un momento di crescenti timori di un eccesso di investimenti nella capacità produttiva per l’intelligenza artificiale.</p><p>Per far fronte alla domanda esplosiva, SK Hynix conta di aumentare di circa il 50%, gli investimenti in nuova capacità produttiva. Il conto economico mostra che il business vive un momento eccezionale, con margini superiori all’80% nel trimestre conclusosi a giugno, un record assoluto. I dirigenti hanno provato a liquidare i timori di un eccesso di spesa affermando che i clienti hanno così bisogno di chip di memoria da essere pronti a firmare contratti a lungo termine. </p><p><strong>Il presidente del Gruppo, Chey Tae-won, ha detto che la domanda supererà l’offerta almeno fino al 2030</strong>. L’azienda si sta ora preparando a fornire la prossima generazione di memoria ad alta larghezza di banda, nota come HBM4E, in grandi quantità al principale cliente Nvidia nel 2027. Inoltre, la crescita in termini di bit, ovvero le spedizioni unitarie di capacità di memoria, dovrebbe accelerare.</p><p><strong>Nikkei</strong> è in ribasso del 2,5%. Lo yen si rafforza di poco su dollaro, il cross è a 163,4. Negli ultimi sei mesi la valuta giapponese ha perso quasi il 7%: i moniti e gli avvertimenti arrivati dal ministero delle Finanze di Tokyo non hanno fermato l’erosione.<br/><strong>Borse della Cina contrastate</strong>. In rialzo dell’1,4% l’Hang Seng di Hong Kong, in lieve calo il CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen. Segue il trend dei chip il mercato finanziario di Taipei, -4%.<br/><strong>I titoli delle case cinesi di veicoli elettrici salgono in modo corale</strong> mentre gli osservatori di mercato segnalano un’uscita dei fondi dai titoli legati all&#x27;intelligenza artificiale e un allentamento delle preoccupazioni sui costi dei chip di memoria. </p><p>Li Auto balza fino al 12% a Hong Kong, Xpeng +5,8%, Nio +5,7%, BYD +5%, Geely +7,6%, Xiaomi +7,9%, Leapmotor +8,6%.<br/>&quot;Gli investitori considerano sempre più il settore cinese dei veicoli elettrici come un investimento relativamente di valore&quot;, afferma Eugene Hsiao, stratega di Macquarie Capital. &quot;Sebbene le vendite al dettaglio sul mercato interno siano state molto deboli nella prima metà del 2026, prevediamo una crescita sequenziale nella seconda metà&quot;.</p><p><strong>Il petrolio tipo Brent è in rialzo del 4% a 88 dollari il barile.</strong></p><p>Il Comando centrale militare Usa (Centcom) ha confermato stanotte l&#x27;attacco da parte dell&#x27;Iran. “<strong>Alle 17:45&quot; di Washington di martedì (23:45 in Italia), &quot;le forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno lanciato diversi missili balistici dall&#x27;Iran</strong>, nel tentativo di sferrare un attacco a sorpresa contro le forze statunitensi di stanza in Medio Oriente&quot;.<br/><strong>Tutti i missili iraniani, ha affermato il Centcom in un post su X, &quot;sono stati intercettati con successo</strong>. Le forze statunitensi mantengono alta la vigilanza e un elevato stato di prontezza operativa&quot;.</p><p><strong>Teheran &quot;non ha intenzione di negoziare con gli Stati Uniti&quot;, ma i colloqui con l&#x27;Oman stanno procedendo &quot;passo dopo passo</strong>&quot;, aveva affermato poco prima il viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi.</p><p>&quot;Non dobbiamo abituare l&#x27;America a combattere quando vuole e a sedersi al tavolo delle trattative quando vuole&quot;, ha affermato Gharibabadi, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato, scrive Al Jazeera, sostenendo che è stata Washington &quot;a inviare messaggi implorando la fine del conflitto&quot;.</p><p>Gharibabadi ha ribadito che l&#x27;Iran non riconoscerà una rotta meridionale attraverso lo Stretto di Hormuz e ha affermato che le operazioni di sminamento sono di esclusiva competenza dell&#x27;Iran.</p><p>Il <strong>BTP</strong> decennale tratta al 3,90% di tasso di rendimento.</p><p>&quot;Non c&#x27;è tempo da perdere&quot;. In cinque parole la Commissione Ue ha riassunto tutta l&#x27;urgenza con la quale è in attesa di un segnale da Roma sui presiti del <strong>programma Safe</strong>, lo strumento dell&#x27;UE che fornisce prestiti fino a 150 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri dell&#x27;UE ad aumentare rapidamente e in modo significativo gli investimenti nel settore della difesa mediante appalti comuni.</p><p>L&#x27;annuncio del ministro degli Esteri Antonio Tajani va nella direzione auspicata da Bruxelles ma non basta: per Palazzo Berlaymont serve maggiore chiarezza sulle risorse che l&#x27;Italia si appresta eventualmente a chiedere e, soprattutto sulla tempistica.</p><p>Dicembre, il mese indicato da Tajani come ultima deadline, per Bruxelles è troppo in là. Al tredicesimo piano del quartier generale comunitario si aspettano una risposta molto prima.</p><p><strong>Eni</strong>. Nel 2° trimestre 2026 l’utile netto rettificato più che raddoppia a 2,3 miliardi di euro; l’EBIT rettificato proforma sale a 5,38 miliardi. Il flusso di cassa operativo rettificato prima del capitale circolante cresce a 4,47 miliardi, coprendo capex organico per 1,84 miliardi.</p><p>La produzione sottostante aumenta dell’11% annuo a 1.790.000 boe/giorno; E&amp;P spinge l’EBIT rettificato proforma a 4,77 miliardi su volumi e disciplina costi. Il debito netto scende a 11,3 miliardi; il gearing proforma si attesta al 10%, ai minimi storici. Alzata la guidance 2026: crescita produzione attesa ~5% e buyback ampliato a 3,4 miliardi, con dividendo confermato a 1,1 euro per azione.</p><p><strong>Kering</strong> torna alla crescita nel secondo trimestre dell&#x27;anno, con segnali di ripresa anche nel suo brand più importante, Gucci, che da solo vale quasi il 40% dei ricavi del conglomerato della famiglia Pinault.<br/>Vendite del trimestre +2%, +3% su base comparabile, a 3,65 miliardi di euro.<br/>Gucci chiude in ribasso del 3% (-2% su base comparabile), a quota 1,41<br/>miliardi, a fronte del -9% del semestre, chiuso con vendite per 2,76 miliardi (-5% su base comparabile).<br/>Rispetto al primo trimestre le vendite nei negozi gestiti da Gucci sono salite del 7%, a 1,275 miliardi, con &quot;tutte le regioni&quot; in miglioramento. &quot;Nel secondo trimestre Kering ha registrato un miglioramento delle performance, con un ritorno alla crescita dei ricavi. A livello di gruppo, osserviamo i primi segnali di progresso in termini di desiderabilità dei marchi, slancio commerciale e risultati operativi. Il trimestre ha inoltre evidenziato un&#x27;accelerazione sequenziale anche per Gucci, grazie alle<br/>iniziative intraprese negli ultimi mesi&quot;, ha commentato il ceo<br/>Luca de Meo.</p><p><strong>Deutsche Bank</strong> ha registrato un aumento del 10% degli utili nel secondo trimestre, smentendo le previsioni che indicavano un calo, grazie alla solidità della propria divisione globale di investment banking che ha compensato l’aumento delle spese.<br/>L’incremento degli utili è più contenuto rispetto a quello registrato da alcuni grandi concorrenti statunitensi ed europei, che hanno a loro volta beneficiato di un boom delle attività di trading sulla scia della guerra in Iran, delle operazioni di M&amp;A e delle offerte pubbliche iniziali.<br/>&quot;Abbiamo margini di crescita rispetto ai nostri obiettivi per il 2028&quot;, ha detto il Ceo Christian Sewing.</p><p><strong>Rémy Cointreau</strong> conferma gli obiettivi 2026-27, puntando a un ritorno a una crescita organica “sostenibile” con rafforzamento progressivo nel corso dell’anno. Atteso un lieve miglioramento organico del margine operativo corrente; l’utile operativo corrente incorpora dazi stimati per 20 milioni di euro, da circa 15 milioni.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>La Finestra sui Mercati</category>
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        <item>
            <title><![CDATA[Rendimento fino al 16,06% annuo per il certificate con doppio worst of ]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/rendimento-fino-al-16-06-annuo-per-il-certificate-con-doppio-worst-of/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=rendimento-fino-al-16-06-annuo-per-il-certificate-con-doppio-worst-of</link>
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            <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 15:15:48 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Rendimento <strong>elevato fino al 16,06% annuo</strong>, grazie a <strong>cedole mensili con memoria di 12,60 euro e al capital gain perché si compra sotto la pari a 980 euro,</strong> <strong>barriere dei premi e capitale profonde il 60%</strong>, durata quattro anni, e in più un meccanismo del tutto innovativo chiamato “<strong>doppio worst of”</strong>. A differenza dei tradizionali certificate, infatti, <strong>non sarà sufficiente che un solo sottostante chiuda sotto la barriera a scadenza per compromettere la protezione del capitale</strong>. Per perdere il rimborso dei 1.000 euro nominali sarà necessario che almeno due sottostanti si trovino sotto la soglia del 60%, registrando <strong>entrambi una flessione superiore al 40%</strong> rispetto ai livelli iniziali.</p><p>Una caratteristica che rafforza significativamente il livello di protezione offerto dal certificate di <strong>UBS</strong> con <strong>Isin DE000UP3XU54</strong> costruito su un paniere formato da questi quattro titoli: <strong>STMicroelectronics, UniCredit, Banca MPS e Nvidia</strong>.</p><p>Possibilità di <strong>rimborso anticipato a partire dal sesto mese di vita.</strong> Con i sottostanti almeno pari al livello iniziale, l’autocall potrebbe già verificarsi alla <strong>prima finestra utile del 23 novembre</strong>. Acquistando oggi a 980 euro, l’investitore riceverebbe così quattro cedole (50,40 euro in totale) e 20 euro di capital gain (1.000-980 euro di acqusito), per un <strong>rendimento del 7,18% in meno di quattro mesi (3,88 mesi)</strong>, pari al <strong>22,22% annualizzato</strong>. Nelle date successive la <strong>soglia autocall decresce </strong>dell’1% ogni mese per arrivare <strong>al 59% finale</strong>.</p><p>Acquistando il certificate oggi e sommando tutti i premi del prodotto, il<strong> potenziale rendimento sarebbe del 61,18% a scadenza </strong>(16,06% annualizzato), un ritorno difficile da trovare sul mercato italiano con una protezione raddoppia grazie al “doppio worst of”.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Di recente vi abbiamo presentato una delle innovazioni più interessanti arrivate sul mercato dei certificate negli ultimi mesi: la barriera al 20%, una struttura pensata per aumentare in modo significativo la protezione del capitale. Oggi alziamo ulteriormente l&#x27;asticella con un&#x27;altra soluzione decisamente poco comune. Per trovarla siamo dovuti andare in Svizzera, dove <strong>UBS</strong> ha lanciato il certificate con <strong>Isin DE000UP3XU54</strong> che introduce il cosiddetto &quot;<strong>doppio worst of</strong>&quot;, un meccanismo che rafforza la protezione tipica dei certificate tradizionali e che merita di essere analizzato nel dettaglio.</p><p>Nei classici certificati con meccanismo worst of singolo, infatti, è sufficiente che alla scadenza finale un solo sottostante si trovi sotto la barriera per compromettere la protezione del capitale. In questo caso, invece, <strong>grazie al “doppio worst of” la protezione raddoppia</strong>: affinché venga meno il rimborso dei 1.000 euro nominali, non basterà che un singolo sottostante chiuda sotto barriera ma è necessario che almeno due titoli si trovino contemporaneamente al di sotto della soglia del 60% del valore iniziale. In altre parole, <strong>sarà necessario che due titoli abbiano registrato entrambi una perdita superiore al 40%</strong> rispetto ai rispettivi livelli iniziali. Una condizione che aumenta significativamente la resilienza della struttura rispetto ai tradizionali certificati con singolo worst of.</p><p>Ogni mese l’investitore può inoltre beneficiare di <strong>cedole con effetto memoria di 12,60 euro</strong>, che vengono pagate a patto che <strong>nessuno sottostante</strong> <strong>scenda sotto la barriera posta al 60%</strong> del valore iniziale, soglia che funge anche da protezione del capitale a scadenza (21 maggio 20230). Se in quella data la barriera verrà rispettata, l’investitore che acquista oggi il certificate sotto la pari a 980 euro otterrà 46 premi mensili (in totale 579,60 euro di premi, 61,18%), per un <strong>potenziale rendimento annuo del 16,06%</strong>.</p><p>Il calcolo è semplice: 12,60 euro di premio mensile per 44 cedole totali più 20 euro di capital gain (differenza tra 1.000 euro di rimborso e il prezzo attuale di 980 euro), il risultato è 599,60 euro. Dividiamo questo numero per il prezzo di acquisto (usiamo quello attuale) di 980 euro e arriviamo a un <strong>rendimento da qui alla scadenza</strong> (21 maggio 2030)<strong> del 61,18%</strong>. Ora annualizziamo il rendimento per capire, all&#x27;anno, quanto rende il certificate e <strong>confrontarlo con gli altri prodotti sul mercato della stessa tipologia</strong>: dividiamo 61,18% per 3,88 anni (la durata residua del prodotto) e arriviamo a un ritorno annuo del 16,06% lordo.</p><p>Un altro punto di forza è l&#x27;autocall: dopo solo sei mesi di vita l’investitore può approfittare del <strong>rimborso anticipato con cadenza mensile a barriere decrescenti. </strong>Il meccanismo di autocall scatterà <strong>dal 23 novembre</strong>. Come funziona? Il certificate <strong>verrà ritirato a 1.000 euro </strong>avendo pagato la cedola del periodo e le precedenti non staccate <strong>se tutti i sottostanti quoteranno a un livello almeno pari alla barriera </strong>di rimborso anticipato.</p><p>In caso di autocall già il 23 novembre (tra meno di quattro mesi) l’investitore avrà ricevuto quattro cedole da 12,60 euro (i primi due premi sono già stati pagati) e 20 euro di capital gain, portando così l&#x27;incasso complessivo a 1.070,40 euro. <strong>Il rendimento al momento dell&#x27;autocall sarebbe del 7,18%</strong> (70,40 euro tra premi e capital gain su 980 euro di acquisto), per un <strong>ritorno annualizzato pari al 22,22%,</strong> considerando il breve orizzonte temporale di 3,88 mesi.</p><p>Come dicevamo anche le <strong>barriere del rimborso anticipato sono decrescenti</strong>, dell’1% al mese, dal 100% del livello iniziale dei sottostanti alla prima data di valutazione, <strong>fino ad arrivare al 59% </strong>alla penultima data di valutazione del 23 aprile 2030, aumentando così le possibilità di rimborso anticipato prima della scadenza. La possibilità di autocall si presenterà a ogni data di valutazione dal terzo mese in poi. <strong>Un autocall fino al 59% è un grande punto di forza</strong> perché l&#x27;investitore potrebbe vedersi il certificate <strong>rimborsato a 1.000 euro </strong>di nominale aver possibilmente <strong>incassato diversi premi</strong>, anche fronte di <strong>un calo dei sottostanti fino a -41%</strong> dal livello iniziale, a seconda del livello di barriera autocall discendente<strong>.</strong></p><p>Emesso lo scorso 21 maggio, attualmente <strong>due sottostanti su quattro si trovano sotto il livello iniziale</strong>: Banca MPS è già volata del +35,3%, UniCredit del +14,6%, mentre Nvidia cede il -10,5% e STM il -20,3% dal valore iniziale. La prossima data di valutazione mensile è fissata per il prossimo 21 agosto. Di seguito la tabella che mostra i principali livelli di riferimento del certificate:</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p>Il flusso cedolare rappresenta il principale punto di forza del certificato con Isin <strong>DE000UP3XU54</strong>. Ogni mese l’investitore può incassare un <strong>premio con memoria dell’1,26%</strong> del nominale (1.000 euro), pari a 151,20 euro in un anno. In ogni data di osservazione mensile, la cedola verrà distribuita se <strong>nessuno dei sottostanti si troverà sotto la barriera posta</strong> <strong>al 60% del valore iniziale.</strong> Le cedole verranno quindi pagate anche in caso di ribassi dei sottostanti, basta che ogni mese alle date di osservazione il calo del titolo peggiore, all&#x27;interno del paniere, non sia superiore al 40% dal livello iniziale.</p><p>Un ruolo importante lo ricopre <strong>l’effetto memoria</strong>: un premio non pagato non è definitivamente perduto ma rimane in pancia al prodotto. Nelle successive date di osservazione, qualora si verifichino le condizioni che danno diritto al pagamento, <strong>i premi non pagati in precedenza vengono distribuiti tutti insieme </strong>compresa la cedola relativa a quel periodo di osservazione.</p><p>L&#x27;obiettivo di questo certificate è quello di aumentare le possibilità di stacco di tutti i premi, grazie a una barriera al 60% unita all’effetto memoria. Per chiudere l’investimento in bellezza e portare a casa tutti i 46 premi previsti <strong>nessuno dei sottostanti dovrà crollare del 40%</strong> dal livello iniziale all’ultima data di osservazione (21 maggio 2030). A quel punto l’investitore, al prezzo di oggi di 980 euro, avrà portato a casa un <strong>flusso di cedole pari a 579,60 euro e 20 euro di capital gain</strong>, pari un rendimento da qui alla scadenza (tra 3,88 anni) del 61,18% (16,06% annualizzato).</p><p>Non bisogna scordarsi dell’efficienza fiscale dei certificate. I premi di questo prodotto sono considerati dal Fisco “redditi diversi” e, in quanto tali, possono <strong>compensare le eventuali minusvalenze</strong> presenti nello zainetto fiscale dell’investitore. Con questo sistema è possibile recuperare il credito fiscale derivante dalle perdite registrate entro i successivi quattro anni dalla loro realizzazione.</p><p>L&#x27;<strong>Isin</strong> <strong>DE000UP3XU54</strong> ha l&#x27;obiettivo di arrivare a scadenza, offrendo<strong> un rendimento molto elevato </strong>con lo stacco di tutte le cedole sfruttando l’effetto memoria. La barriera capitale, osservata solo alla scadenza (21 maggio 2030), è profonda e fissata al 60% dal valore iniziale dei sottostanti. <strong>Il capitale investito è così protetto da discese fino a -40%</strong> dal livello iniziale dei sottostanti. In caso di mancato evento di autocall, alla scadenza naturale saranno <strong>due gli scenari possibili</strong>:</p><ol><li><strong>Se tre o quattro i sottostanti quoteranno sopra, o allo stesso livello, della barriera</strong> (60% del livello inziale) il certificate verrà rimborsato al valore di emissione di 1.000 euro a cui vanno aggiunti 579,60 euro di premi. L’investitore riceverà quindi anche l’ultima cedola mensile e i premi eventualmente non pagati trattenuti in memoria. Considerato il prezzo di acquisto attuale di 980 euro, <strong>il rendimento complessivo a scadenza raggiungerebbe il 61,18%</strong> (16,06% annualizzato).</li><li><strong>Se, invece, alla scadenza finale due sottostanti dovessero quotare sotto la barriera (60% dal valore iniziale)</strong>, il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei titoli all&#x27;interno del paniere. A questo valore dobbiamo però aggiungere eventuali cedole staccate durante la vita del certificate, che andrebbero così a compensare la perdita sul capitale. Per fare il calcolo esatto, ad oggi impossibile, dovremmo sapere l&#x27;ammontare dei premi distribuito.</li></ol><p><strong>STMicroelectronics - Semiconduttori</strong></p><p>STMicroelectronics è uno dei principali gruppi europei dei semiconduttori, con una posizione di rilievo nei mercati automotive, industriale e delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Dopo un 2025 caratterizzato dalla debolezza della domanda industriale, il primo trimestre del 2026 ha segnato un ritorno alla crescita dei ricavi, sostenuto soprattutto dalle applicazioni AI e dall’elettronica avanzata. Il management ha inoltre indicato aspettative di ulteriore miglioramento nel corso dell’anno, con il business dei data center destinato a diventare uno dei principali motori di sviluppo. Gli investitori guardano quindi a STMicroelectronics come a una delle società europee meglio posizionate per beneficiare del ciclo di investimenti legato all’intelligenza artificiale.</p><p><strong>UniCredit - Bancario</strong></p><p>UniCredit continua a distinguersi come una delle banche più redditizie d’Europa. Il primo trimestre del 2026 si è chiuso con utili record e un miglioramento della guidance annuale, confermando la capacità del gruppo di generare capitale e remunerare gli azionisti. Sul fronte strategico, l’attenzione resta concentrata sull’operazione Commerzbank: la banca guidata da Andrea Orcel ha incrementato la propria partecipazione fino a circa il 37,7% del capitale attraverso l’offerta lanciata sul mercato tedesco. L’operazione rappresenta uno dei principali tentativi di consolidamento bancario transfrontaliero in Europa e potrebbe ridefinire gli equilibri del settore nei prossimi anni.</p><p><strong>Banca MPS - Bancario</strong></p><p>Monte dei Paschi di Siena è oggi al centro della più importante partita di consolidamento del sistema bancario italiano. Dopo il ritorno a una redditività strutturalmente elevata e il rafforzamento patrimoniale completato negli ultimi anni, la banca è diventata l’obiettivo di due operazioni straordinarie. Banco BPM ha manifestato il proprio interesse per una combinazione industriale con l’istituto senese, mentre Intesa Sanpaolo ha successivamente lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio sull’intero capitale di MPS. La competizione tra i due gruppi ha trasformato la banca in uno degli asset più strategici del settore finanziario italiano, aumentando notevolmente l’attenzione degli investitori sulle prospettive future del gruppo.</p><p><strong>Nvidia - Semiconduttori e Intelligenza Artificiale</strong></p><p>Nvidia si conferma il principale beneficiario della rivoluzione dell’intelligenza artificiale. La domanda per la piattaforma Blackwell continua a crescere grazie agli investimenti dei grandi operatori cloud e dei data center, con nuovi progetti infrastrutturali annunciati in Nord America, Europa e Asia. Il gruppo mantiene una posizione dominante nei chip per l’AI generativa e continua ad ampliare il proprio ecosistema hardware e software, elemento che rappresenta una significativa barriera all’ingresso per i concorrenti. Le prospettive restano legate alla capacità del mercato di assorbire l’enorme domanda di potenza di calcolo richiesta dai modelli di nuova generazione.</p><p>Le <strong>raccomandazioni degli analisti</strong> sui quattro titoli che formano il paniere del certificate si confermano <strong>complessivamente positive</strong>, rafforzando ulteriormente le prospettive favorevoli per il prodotto.</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p>Il titolo<strong> STMicroelectronics</strong> è monitorato da 24 analisti: sono <strong>16 le raccomandazioni di acquisto</strong> (buy), 6 esperti dicono di mantenere le azioni in portafoglio (hold) e 2 consigliano di vendere (sell).<strong> Il target price medio è pari a 56,63 euro</strong>.</p><p>Più positivo il sentiment su <strong>UniCredit</strong>. Tra i 22 analisti che monitorano il titolo, <strong>16 consigliano buy,</strong> 5 suggeriscono hold e 1 sell. <strong>Il prezzo obiettivo medio è di 84,36 euro</strong>, che implica un upside potenziale del 16% rispetto alla quotazione attuale del titolo a Piazza Affari.</p><p>Situazione più neutrale per <strong>Banca MPS</strong>: su 10 analisi che seguono il titolo, <strong>5 consigliano buy</strong>, 4 suggeriscono hold e 1 sell.<strong> Il target price medio è di 10,64 euro, </strong>in linea con il valore attuale del titolo a Piazza Affari.</p><p>Infine, view molto positiva per <strong>Nvidia</strong>. Degli 82 analisti che monitorano il titolo, <strong>78 consigliano buy,</strong> 3 suggeriscono hold e 1 dice sell. <strong>Il prezzo obiettivo medio è di 301,72 euro, </strong>che implica un potenziale rendimento del 48% rispetto al valore corrente a Wall Street.</p><p>La combinazione tra distanza dalle barriere e prospettive positive degli analisti dovrebbe offrire una cornice di relativa tranquillità per gli investitori che valutano l&#x27;acquisto di questo certificate con <strong>Isin DE000UP3XU54</strong>.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Certificati</category>
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            <title><![CDATA[Caldo record in Europa: perché condizionatori, reti elettriche e utility diventano un tema di Borsa]]></title>
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            <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 13:45:42 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Le ondate di calore non incidono più solo sui consumi energetici, ma stanno ridisegnando domanda elettrica, prezzi dell&#x27;energia e opportunità di investimento. Dai picchi della rete italiana al ruolo del gas, fino alle società attive nella climatizzazione e nelle infrastrutture energetiche, emerge una nuova economia del raffrescamento che potrebbe diventare uno dei grandi trend strutturali dei prossimi anni.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Il gesto economico dell’estate 2026 dura meno di un secondo: premere il tasto del condizionatore. La stanza si raffredda, ma il sistema energetico si scalda. <strong>Milioni di apparecchi accesi contemporaneamente diventano domanda elettrica</strong>, attivazione delle centrali, importazioni e, alla fine della catena, prezzo. Come si legge nel commento di <strong>Gabriel Debach</strong>, market analyst <strong>eToro</strong>, il caldo, ormai, non si misura soltanto in gradi. <strong>Si misura in gigawatt, o meglio in euro per megawattora</strong>.</p><p>Ogni estate il caldo torna ad aprire giornali e telegiornali, tanto che la narrazione delle ondate di calore e delle città da bollino rosso può sembrare ormai una storia già vista. Questa volta, però, i numeri suggeriscono qualcosa di diverso. L’Europa ha appena attraversato un giugno che Bloomberg, sulla base dei dati Copernicus, ha definito<strong> il più severo mai registrato nell’Europa occidentale</strong>. In Francia le temperature hanno raggiunto i 43,8 gradi, mentre diverse città dell’Europa centrale e settentrionale hanno avvicinato o superato quota 40. La fotografia economica di questa ondata di caldo si trova però anche nei dati della rete elettrica italiana.</p><p>Secondo i dati Terna, riportati nel report di eToro, <strong>il 14 luglio alle 15 la domanda elettrica italiana ha raggiunto 57,38 gigawatt. Si tratta del valore più elevato del mese e del secondo picco dell’anno, appena sotto i 57,49 GW registrati il 29 giugno</strong>.</p><p>Il confronto con il 2025 racconta qualcosa di più profondo del singolo record. Tra il 1° giugno e il 14 luglio 2026, il picco giornaliero medio della domanda elettrica è stato pari a 47,15 GW, contro 45,84 GW nello stesso periodo dello scorso anno. L’incremento è del 2,9%. Una variazione apparentemente contenuta, spiega Debach, ma molto più significativa quando si osservano le giornate estreme. <strong>I giorni con un picco superiore a 50 GW sono passati da 13 a 18, mentre quelli oltre 55 GW sono saliti da 7 a 10.</strong></p><p>Allargando l’analisi dall’inizio dell’anno, le giornate sopra 50 GW sono quasi raddoppiate, da 20 nel 2025 a 39 nel 2026. La pressione sulla rete cresce quindi su due dimensioni. Il livello medio della domanda è più elevato e il sistema viene portato molto più frequentemente verso la parte estrema della distribuzione. Ed è proprio lì che ogni gigawatt aggiuntivo può diventare particolarmente costoso.</p><p>Tra il 1° giugno e il 14 luglio, dati GME citati da eToro, <strong>il Prezzo Unico Nazionale dell’elettricità si è attestato in media a 134,59 euro per megawattora</strong>, contro 112,94 euro nello stesso periodo del 2025. L’aumento è del 19,2%. Nelle prime due settimane di luglio la distanza si allarga ulteriormente. Il PUN medio è passato da 115,42 a 139,06 euro per megawattora, con un rialzo del 20,5%. I prezzi restano molto lontani dall’emergenza energetica del 2022, quando nello stesso intervallo estivo il PUN medio superava i 300 euro. Il livello del 2026 è comunque il più alto osservato da allora.</p><p>Il confronto tra domanda e prezzi mostra anche quanto contino le giornate più difficili. <strong>Nel 20% dei giorni con i picchi elettrici più elevati tra giugno e metà luglio,</strong> il PUN medio ha raggiunto 152,18 euro per megawattora. Nel resto del periodo si è fermato a 130,07 euro. La differenza è di circa il 17%.</p><p>Il caldo, evidenzia Debach, ha quindi contribuito a portare<strong> il sistema nell’area in cui l’energia diventa più cara</strong>. La distanza tra il +2,9% della domanda e il +19,2% del PUN, però, segnala che il termometro rappresenta soltanto una parte della storia. L’altra parte passa per il Medio Oriente.</p><p>L’estate europea ha incontrato un <strong>mercato del gas già alterato dal conflitto con l’Iran</strong> e dalle difficoltà di transito nello stretto di Hormuz.</p><p>Il future mensile sul TTF si trova a 56 euro per megawattora, quasi il doppio dell’area intorno ai 30 euro precedente all’escalation. Dopo aver superato quota 60 nelle fasi più tese, il prezzo si è ridimensionato, ma secondo Debach conserva un premio geopolitico rilevante.</p><p>L’Agenzia Internazionale dell’Energia descrive la chiusura di fatto dello Stretto, iniziata a marzo, come uno <strong>shock senza precedenti per il mercato del gas</strong>. L’accordo provvisorio raggiunto a metà giugno ha favorito una graduale ripresa dei transiti, ma i volumi di GNL rimangono ancora una frazione di quelli precedenti al conflitto. Il punto è fondamentale. Il caldo, osserva Debach, aumenta la quantità di elettricità richiesta, mentre <strong>la geopolitica aumenta il costo di una parte dell’energia necessaria per soddisfarla</strong>. Il condizionatore trasforma il caldo in domanda elettrica. Hormuz contribuisce a trasformare quella domanda in prezzo.</p><p>Il bilancio del gas italiano mostra quanto questa esposizione resti strutturale. Ad aprile 2026, si legge nel report di eToro, <strong>l’Italia ha importato 5,116 miliardi di metri cubi di gas</strong>, a fronte di appena 249 milioni di metri cubi di produzione nazionale. Le importazioni sono state oltre venti volte superiori alla produzione interna.</p><p>La composizione è profondamente cambiata rispetto agli anni della dipendenza russa:</p><ul><li>il 38% è entrato da Mazara del Vallo, prevalentemente dall’Algeria;</li><li>il 16% da Melendugno, attraverso il gasdotto TAP dall’Azerbaigian;</li><li>il 10% da Passo Gries, collegato ai mercati del Nord Europa;</li><li>circa il 34% attraverso i cinque terminali di rigassificazione;</li><li>il flusso da Tarvisio, storicamente associato alla Russia, si è ridotto a circa l’1%.</li></ul><p>La diversificazione ha reso il sistema più resistente a un’interruzione proveniente da un singolo Paese. Ha ridotto il rischio fisico, spiega Debach, ma non ha eliminato quello finanziario. Il GNL è infatti una materia prima globale. <strong>Piombino, Ravenna, Panigaglia, Cavarzere e Livorno possono ricevere carichi provenienti da Stati Uniti, Qatar, Africa e altri mercati</strong>. Il prezzo di quei carichi viene però determinato dalla competizione internazionale per una disponibilità limitata.</p><p>Quando diminuiscono i carichi qatarioti, precisa Debach, <strong>gli acquirenti asiatici cercano forniture negli Stati Uniti, in Africa o su altri mercati</strong>. L’Europa deve competere per le stesse molecole e il premio geopolitico si trasferisce anche sul gas che non è mai transitato da Hormuz.</p><p>La pressione sulla rete potrebbe essere soltanto all’inizio. <strong>Secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia citati da</strong> <strong>Bloomberg, soltanto il 19% delle famiglie europee dispone di aria condizionata, contro il 78% di quelle statunitensi</strong>. In Germania la penetrazione si ferma intorno al 6%. In Italia, il dato Istat più aggiornato, 2024, dice che il 56% delle famiglie italiane possiede un sistema di condizionamento, in crescita dal 48,8% del 2021 e dal 29,4% del 2013, per un totale di 14,7 milioni di famiglie. Questo divario, osserva Debach, rappresenta una misura indiretta della domanda potenziale.</p><p>Con estati più calde e notti tropicali sempre più frequenti,<strong> il condizionatore sta passando dallo status di lusso americano a quello di infrastruttura sanitaria e produttiva europea</strong>. Ospedali, scuole, uffici, alberghi, mezzi di trasporto e abitazioni avranno bisogno di un raffrescamento crescente. Secondo Debach, la sfida non riguarderà soltanto quanti apparecchi verranno venduti. Riguarderà la capacità di alimentarne milioni senza trasformare ogni ondata di caldo in uno stress test per la rete e per i prezzi.</p><p>La crescita del raffrescamento apre una catena economica molto più ampia della semplice vendita di condizionatori. Coinvolge pompe di calore, ventilazione, sensori, sistemi di controllo, distribuzione specializzata, reti elettriche, capacità di generazione flessibile e infrastrutture del gas. Per seguirne l’andamento eToro ha costruito <strong>“Caldo Europa”, un paniere equiponderato di 23 società globali esposte, con intensità differenti, all’economia del comfort termico e alle infrastrutture necessarie ad alimentarla</strong>.</p><p>Ogni società parte con un peso prossimo al 4,35% e il portafoglio viene ribilanciato annualmente. Diciassette titoli rappresentano climatizzazione, pompe di calore, ventilazione e gestione degli edifici. <strong>Terna, Iberdrola, Enel, ENGIE, RWE e Snam</strong> coprono invece reti, produzione elettrica, flessibilità e sicurezza degli approvvigionamenti energetici.</p><p><strong>Dal 1° gennaio al 16 luglio 2026 il paniere ha guadagnato il 16,66%</strong>, si legge nella nota di eToro, contro l’11,23% dell’ACWI, con una sovraperformance di 5,43 punti percentuali. Negli ultimi tre mesi il vantaggio è stato più contenuto, +6,85% contro +5,69%, mentre su dodici mesi “Caldo Europa” registra un +24%, rispetto al +22,75% dell’azionario globale. La performance richiede però una precisazione importante. <strong>Panasonic</strong>, salita del 110,03%, è passata dal 4,35% iniziale al 7,76% del portafoglio ed è diventata il principale contributore. La spinta al titolo è arrivata soprattutto dal ciclo delle batterie per veicoli elettrici, dall’accumulo e dalla domanda legata ai data center. Panasonic, così come <strong>Samsung</strong> (dominato soprattutto dal ciclo dei semiconduttori e della memoria per l’intelligenza artificiale), esclusa dal paniere, beneficia quindi parallelamente di un ciclo distinto dal caldo europeo. La sua presenza, opinabile, è stata tuttavia giustificata dall’esposizione industriale all’HVAC e alla catena del freddo, ma il rally non può essere attribuito alla maggiore domanda di condizionatori. Prima degli effetti valutari e delle specifiche modalità di calcolo del portafoglio, il rialzo del titolo avrebbe contribuito per circa 4,8 punti percentuali al risultato complessivo. La stessa cautela vale, in misura diversa, per altri componenti. <strong>Carrier</strong> combina climatizzazione residenziale e pompe di calore con una fortissima crescita nel raffreddamento dei data center: nel primo trimestre gli ordini globali legati a questo segmento sono aumentati di oltre il 500%, mentre il backlog copriva già 1,5 miliardi di dollari di vendite previste per il 2026.</p><p>Il paniere non dimostra quindi che il caldo abbia prodotto automaticamente il rendimento del 16,66%. Mostra piuttosto che l’economia del raffrescamento intercetta diversi temi premiati dal mercato: adattamento climatico, elettrificazione, gestione intelligente degli edifici, data center, rinnovo delle reti e sicurezza energetica.</p><p>La forza presenta comunque una discreta ampiezza<strong>. Diciannove dei 23 titoli sono positivi da inizio anno. Tra le utilities, RWE ed ENGIE avanzano di circa il 25%, Iberdrola del 16,7%, Enel del 15,5%, Terna del 14,2% e Snam del 13,7%.</strong> Il movimento non si è quindi concentrato esclusivamente nei produttori di apparecchi, ma ha coinvolto anche le infrastrutture chiamate ad alimentare la crescente domanda elettrica.</p><p>La dispersione resta elevata. Carrier guadagna oltre il 32%, mentre Daikin, Mitsubishi Electric e Trane avanzano di circa il 23-25%. Sul lato opposto, Ariston perde oltre il 17%, Haier quasi il 13%, Systemair circa il 5% e Beijer Ref poco più del 3%.</p><p>Il caldo, dunque, non solleva indistintamente tutti i titoli collegati al tema. <strong>Il mercato premia soprattutto le aziende capaci di trasformare la domanda in ordini, servizi, potere di prezzo e capacità produttiva</strong>. Contano anche driver paralleli, come data center, pompe di calore, edilizia, tassi d’interesse, prezzi delle materie prime e politiche energetiche.</p><p>Lo conferma luglio. Nonostante le temperature estreme e i nuovi picchi della domanda elettrica, il paniere perde l’1,65% dall’inizio del mese, contro il -0,39% dell’ACWI. Il termometro crea la necessità, conclude eToro, la capacità industriale e infrastrutturale decide chi riuscirà a monetizzarla.</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p><em>Fonte: elaborazione eToro su dati Koyfin al 16 luglio 2026. Le performance delle singole società sono total return da inizio anno ed espresse nelle rispettive valute di quotazione. Non sono direttamente sommabili per ricostruire il rendimento del paniere, che incorpora la dinamica dei pesi e anche l’effetto dei cambi.</em><br/><em>Il paniere è costruito in modo equiponderato e ribilanciato annualmente a scopo puramente illustrativo. Non costituisce un prodotto investibile e non tiene conto di costi di transazione, slippage o imposte. La selezione dei 23 titoli riflette un’esposizione qualitativa (diretta o indiretta) al tema del raffrescamento e delle infrastrutture energetiche necessarie ad alimentarlo; non è un universo esaustivo né scientificamente ponderato per beta al calore.</em></p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p><em>Fonte: elaborazione eToro su dati Koyfin al 16 luglio 2026. Il benchmark ACWI è rappresentato dall’iShares MSCI ACWI ETF. Le performance sono total return, con dividendi reinvestiti, espresse nella valuta base del portafoglio (euro) e al lordo di costi di negoziazione, fiscalità e altri oneri.</em></p><p></p><p><strong>Nota metodologica</strong></p><p><em>L’analisi della domanda elettrica utilizza i dati Terna relativi ai picchi giornalieri e alla composizione della produzione per fonte dal 1° gennaio 2025 al 14 luglio 2026. Il picco giornaliero è definito come il valore massimo della domanda oraria registrata in ciascuna giornata. Poiché nel file il valore del carico è ripetuto per le diverse fonti energetiche, ai fini del calcolo viene conteggiato una sola volta. Il confronto estivo considera il periodo omogeneo compreso tra il 1° giugno e il 14 luglio di ciascun anno. Nel file utilizzato risultano assenti il 14 e il 15 gennaio 2026, circostanza che può influenzare marginalmente i confronti dall’inizio dell’anno, ma non quelli relativi al periodo estivo.</em><br/><em>L’analisi non effettua una normalizzazione meteorologica e non controlla per temperatura, giorno della settimana, festività, attività industriale o altri fattori che possono influenzare la domanda elettrica. L’aumento dei consumi osservato durante l’ondata di caldo è quindi coerente con un maggiore utilizzo della climatizzazione, ma i dati disponibili non consentono di attribuire quantitativamente ai condizionatori l’intero incremento della domanda.</em><br/><em>Il PUN utilizzato, su dati GME, è il prezzo medio giornaliero e non il prezzo orario esatto registrato nel momento del picco di domanda. Il confronto tra il 20% delle giornate con i carichi più elevati e il resto del periodo descrive un’associazione temporale, ma non isola l’effetto causale della domanda. Il prezzo dell’elettricità dipende anche dal costo del gas, dalla disponibilità di produzione rinnovabile e idroelettrica, dalle importazioni, dalle indisponibilità degli impianti e dalle condizioni della rete.</em></p><p><em>Il PUN rappresenta il prezzo all’ingrosso dell’elettricità. Il trasferimento alla bolletta finale varia in base al contratto, alle coperture dei fornitori, agli aggiornamenti tariffari e alle altre componenti di costo.</em></p><p><em>I dati sul gas si riferiscono all’ultimo bilancio mensile disponibile, aprile 2026. Le quote associate ai punti di ingresso descrivono le infrastrutture attraverso cui il gas entra in Italia e non sempre consentono di identificare con precisione il Paese di origine di ogni singola molecola.</em></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Analisi</category>
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            <title><![CDATA[Leonardo in sprint con l’annuncio di Tajani sui fondi Safe]]></title>
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            <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 13:30:55 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>L’annuncio di Tajani sull’uso dei fondi UE è stato però seguito da alcune frizioni nella maggioranza che potrebbero portare ad uno stop in Parlamento.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Settore della Difesa in luce a Piazza Affari sulle speranze che il governo italiano acceleri sulla decisione di accedere sull’accesso ai fondi europei <strong>Security Action for Europe (Safe)</strong> per finanziaria la spesa militare.</p><p>L’annuncio del vicepremier e Ministro degli Esteri, <strong>Antonio Tajani</strong>, aveva sostenuto questa mattina soprattutto le azioni <strong>Leonardo</strong>, arrivare a guadagnare oltre il 3%, con un massimo toccato a 55,05 euro, così come Avio (+2,70%) e Fincantieri (+1,40%), anche se queste hanno poi ridotto i guadagni anche a seguito dei contrasti tra i partiti della maggioranza sul tema Safe.</p><p>Il Safe è un <strong>programma di prestiti congiunti sostenuto dal bilancio europeo per potenziare le capacità di difesa</strong> dell&#x27;Unione e aiutare gli Stati membri a raggiungere i nuovi ambiziosi obiettivi di spesa fissati dalla Nato.</p><p>L&#x27;accesso del governo italiano alle risorse europee, secondo gli analisti, potrebbe accelerare la firma di contratti attesi con le Forze armate italiane.</p><p>Il programma arriva poi in un momento in cui le aziende di settore si preparano ad affrontare la prova dei conti: domani sarà il turno di Fincantieri e venerdì di Leonardo.</p><p>Nel corso dell’informativa con il responsabile della Difesa, <strong>Guido Crosetto</strong>, Tajani affermava che l’esecutivo aveva deciso di utilizzare i fondi del programma Safe, chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno.</p><p>Il Ministro ha poi dovuto specificare che la cifra corrispondeva ad un tetto massimo, ma che ne saranno usati di meno, dai 6 ai 9 miliardi. “Entro la fine dell’anno decideremo quanti utilizzarne”, spiegava Tajani.</p><p>L’annuncio di Tajani provocava qualche frizione tra i partiti di governo e Crosetto era intervenuto per specificare che il programma Safe &quot;per come è stato impostato è uno strumento di finanziamento della spesa militare, non aggiuntivo di quella prevista a bilancio. Per cui in Italia il Safe è un&#x27;alternativa al Bot. È una <strong>scelta totalmente tecnica </strong>che il ministro farà entro la fine dell&#x27;anno: sui 14,9 miliardi di cui parlava prima il ministro Tajani, valuteremo quanto utilizzarne in modo tecnico in alternativa ai BoT e ai CcT, dal punto di vista della convenienza finanziaria&quot;.</p><p>Stop and go apprezzato dal leghista <strong>Claudio Borghi</strong>, il quale sottolineava che “non c’è nessuna decisione sul loro utilizzo o meno”, anticipando così la posizione ufficiale del partito guidato da Matteo Salvini, da molti considerato come un affossamento della decisione: “Sull&#x27;uso dei fondi Safe l&#x27;ultima parola spetta al Parlamento”.</p><p>Da Bruxelles sono intervenuti chiedendo a Roma di <strong>chiarirsi le idee e di farlo in fretta</strong>. &quot;Vogliamo sicuramente che l&#x27;Italia mantenga i 14,9 miliardi di Safe come annunciato oggi, e questo è uno sviluppo molto, molto positivo. Ora, dobbiamo procedere alla firma dell&#x27;accordo di prestito perché dobbiamo erogare i fondi per dare il via al progetto. Quindi questa è la tempistica che stiamo considerando&quot;, dichiarava un portavoce della Commissione europea, spiegando che “c&#x27;è bisogno di chiarezza al più presto”.</p><p>La Commissione incalza e ha fretta di chiudere tutti i contratti con i 18 Paesi che hanno visto l&#x27;approvazione delle richieste di prestito. Si va dai 43 miliardi chiesti dalla Polonia, cui segue la Romania con 16 miliardi, la Francia con 15 miliardi fino ad arrivare al miliardo chiesto dalla Spagna. Tra i Paesi che non hanno fatto richiesta risulta la Germania.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Chipmaker in rosso con i nuovi timori sulle spese per l’IA]]></title>
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            <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 12:15:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>L’azionario di Wall Street legato alla produzione di chip continua a non dare certezze sulla sostenibilità delle ingenti spese per l’intelligenza artificiale, mentre domani ci saranno le trimestrali di due importanti big tech.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Rosso sui produttori di chip nell’azionario di <strong>Wall Street</strong> prima dell’apertura di oggi, alla luce dei timori relativi alle ingenti spese delle aziende, mentre si attendono i risultati trimestrali di alcune delle maggiori società di Wall Street e domani si attende la decisione di politica monetaria da parte della Federal Reserve.</p><p>Se i future sul <strong>Dow Jones</strong> e quelli sullo <strong>S&amp;P500</strong> scambiano in positivo, il rosso è acceso sui contratti sul <strong>Nasdaq 100</strong>, in calo di circa l’1% quando manca circa un’ora al suono della campanella della Borsa di New York.</p><p>Tra gli altri asset, il dollaro statunitense resta fermo nei confronti dell’euro, con il cross <strong>EUR/USD</strong> a 1,1367, mentre il <strong>Bitcoin</strong> cede oltre il 2% e scende a 63.400 dollari.</p><p>Vendite anche sull’<strong>oro</strong>: prezzo spot e future a 4.024 dollari l’oncia.</p><p>Il calo dei tech arriva dopo i ribassi dell’indice <strong>Kospi</strong> in Corea, cedendo oltre il 10% e provocando una breve sospensione delle contrattazioni, dopo che gli investitori hanno venduto le azioni dei produttori di chip SK Hynix (-14%) e Samsung Electronics (-13%).</p><p>A Wall Street, le vendite colpivano nel pre marke USA molti produttori di chip per l’IA, tra cui Nvidia (-1%), Micro (-7%), AMD (-5%) e Intel (-5%).</p><p>&quot;Le preoccupazioni sulle incertezze di finanziamento, sull&#x27;aumento delle spese in conto capitale e sul free cash flow delle Big Tech hanno preso il sopravvento&quot;, spiega <strong>Venu Krishna</strong>, responsabile della strategia azionaria USA presso Barclays.</p><p>&quot;Il mercato è preoccupato per l&#x27;indebitamento extra, per le spese in conto capitale aggiuntive e per quanto tutto questo sia sostenibile&quot;, secondo <strong>Marija Veitmane</strong>, responsabile della ricerca azionaria presso State Street. &quot;Si sta accumulando un momentum negativo&quot;, ha aggiunto, descrivendo la vendita massiccia come una &quot;spirale&quot;.</p><p>Il mercato potrebbe passare &quot;dall&#x27;entusiasmo per l&#x27;IA alla necessità di &#x27;dimostrarne la sostenibilità economica&#x27;&quot;, secondo l&#x27;analista di Jefferies, <strong>William Beavington</strong>. &quot;Se il boom della spesa in conto capitale per l&#x27;IA dovesse sgonfiarsi, prevediamo un brusco cambio di rotta della politica monetaria, da restrittiva a espansiva&quot;, prevede l’esperto.</p><p>Tuttavia, Veitmane ha affermato: &quot;Analizzando i risultati delle aziende che hanno riferito finora, la domanda è ancora fantasticamente forte... per noi si tratta di un&#x27;opportunità di acquisto sui ribassi&quot;.</p><p>Per valutare questa sostenibilità dell’IA, questa settimana arriveranno le trimestrali di diverse big tech, tra cui Meta, Microsoft, Amazon e Apple, con gli investitori che analizzeranno i numeri cercando di capire se gli investimenti di questi giganti stiano generando utili, oltre ad offrire indicazioni sulla domanda di chi e altre infrastrutture per l’IA.</p><p><strong>Microsoft</strong> (+1,20%) e <strong>Meta</strong> (+0,60%), entrambe attese alla pubblicazione dei risultati domani dopo la chiusura di Wall Street, sono invece salite nelle contrattazioni pre-market.</p><p>Il bilancio delle trimestrali di questa stagione è finora solido, con circa il 94% delle società growth che ha registrato sorprese positive.</p><p>La <strong>Federal Reserve</strong> annuncerà domani la propria decisione sui tassi di interesse alla fine di una due giorni di riunione iniziata oggi. Secondo i dati raccolti da Lseg, gli operatori ritengono che la probabilità di un rialzo dei tassi questa settimana sia solo al 37,4%, ma sono fiduciosi di un rialzo del costo del denaro di almeno 25 punti base entro fine anno.</p><p>A offrire un po’ di sollievo sia alla Fed sia agli investitori c’è il ribasso dei prezzi del greggio, con la fragile tregua tra Stati Uniti e Iran che sembra tenere, nonostante le indiscrezioni stampa di attacchi con droni da Arabia Saudita, Giordania e Iraq.</p><p>Il presidente <strong>Donald Trump</strong> ha detto che gli USA stanno tenendo &quot;colloqui positivi&quot; con l’Iran e che c&#x27;è la possibilità di raggiungere un accordo per porre fine al conflitto.</p><p>Così, il <strong>Brent</strong> scende ancora, a 84,20 dollari, mentre il <strong>greggio WTI</strong> cala a 81,40 dollari al barile.</p><p><strong>Meta Platforms</strong> (+0,60%): annunciata joint venture con BlackRock per lo sviluppo e la gestione di un campus di data center a El Paso, in Texas, un progetto il cui costo di realizzazione ammonterebbe a circa 14 miliardi di dollari.</p><p><strong>Coca-Cola</strong> (+2%): prevede una crescita dell’utile per azione comparabile compresa tra il 9% e il 10%, rispetto al precedente obiettivo di crescita dell’8%-9%.</p><p><strong>PayPal</strong> (-1,80%): prevede un calo a una cifra bassa dell’utile rettificato nel terzo trimestre. Secondo le stime raccolte da LSEG, gli analisti prevedono in media un calo degli utili dello 0,4%, ovvero 1 centesimo, rispetto agli 1,34 dollari per azione del trimestre di un anno fa.</p><p><strong>Johnson &amp; Johnson</strong> (+2%): pagherebbe una somma stimata in 5,5 miliardi di dollari per risolvere decine di migliaia di cause legali in cui si sostiene che il suo talco per bambini e altri prodotti a base di talco causino il cancro alle ovaie.</p><p><strong>Navitas Semiconductor</strong> (-5%): perdita netta nel secondo trimestre pari a 228,22 milioni di dollari, in aumento rispetto ai 49,08 milioni dell’anno precedente.</p><p><strong>BuzzFeed</strong> (+7%): approvato piano per ridurre l&#x27;organico di quasi il 35%, secondo un documento SEC, con oneri di ristrutturazione stimati tra 6,50 e 8,50 milioni di dollari e con risparmi annualizzati tra i 29 e i 32 milioni.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Preview riunione Fed, ecco perché un rialzo potrebbe arrivare già domani]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/preview-riunione-fed-ecco-perche-un-rialzo-potrebbe-arrivare-gia-domani/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=preview-riunione-fed-ecco-perche-un-rialzo-potrebbe-arrivare-gia-domani</link>
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            <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 09:30:52 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La riunione della Federal Reserve, che inizia oggi e terminerà domani, si presenta come uno degli appuntamenti più delicati degli ultimi mesi. La resilienza dell’economia statunitense, le pressioni inflazionistiche ancora elevate, il rialzo dei prezzi dell’energia e il nuovo orientamento restrittivo attribuito a Kevin Warsh stanno alimentando le aspettative di un possibile aumento dei tassi. I mercati assegnano già una probabilità del 30% a un intervento domani, mentre settembre resta lo scenario più probabile. </p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>La riunione della Federal Reserve (Fed) che inizia oggi e terminerà domani sarà osservata con ancora maggiore attenzione del solito. <strong>Kevin Warsh ha infatti espresso apertamente la propria contrarietà alla <em>forward guidance</em></strong>, ossia alla prassi con cui le banche centrali si impegnano preventivamente su future decisioni di politica monetaria, limitando così la propria capacità di reagire con flessibilità all&#x27;evoluzione dello scenario. Come si legge nell’analisi di <strong>Kevin Thozet</strong>, membro del comitato investimenti di <strong>Carmignac</strong>, se il nuovo presidente della Fed manterrà questo approccio, da ora in avanti ogni riunione della banca centrale potrà <strong>potenzialmente tradursi in un intervento sui tassi</strong>.</p><p><strong>L&#x27;economia statunitense continua a dimostrare una notevole resilienza</strong>. Ha attraversato un ciclo di rialzi dei tassi particolarmente aggressivo, una guerra commerciale e persino un conflitto militare, eppure gli ultimi dati macroeconomici restano solidi. Le vendite al dettaglio crescono del 6,7% su base annua, gli indicatori regionali dell&#x27;attività economica rimangono robusti e l&#x27;indice di fiducia dei consumatori dell&#x27;Università del Michigan continua a migliorare.</p><p>Questa resilienza, spiega Thozet, è sostenuta in larga parte dagli <strong>investimenti record effettuati dal settore tecnologico</strong> e all&#x27;interno dello stesso comparto, che alimentano a loro volta il cosiddetto <em>effetto ricchezza</em>. Al contrario, il mercato immobiliare e i settori non tecnologici mostrano una dinamica sostanzialmente stagnante. Nel complesso, il divario di produzione degli Stati Uniti resta positivo e le previsioni indicano che rimarrà tale anche nei prossimi due anni.</p><p><strong>Gli ultimi dati sull&#x27;inflazione, sia al consumo sia alla produzione, sono risultati più contenuti </strong>rispetto ai timori del mercato. Tuttavia, osserva Thozet, rispettivamente al 3,5% e al 6,6%, i livelli restano elevati. Inoltre, il venir meno del memorandum di Islamabad, il nuovo blocco dello Stretto di Hormuz (con il probabile coinvolgimento anche dello stretto di Bab el-Mandeb) e <strong>il conseguente rialzo dei prezzi dell&#x27;energia </strong>rischiano di rendere questi dati già superati.</p><p>In questo contesto, evidenzia Thozet, considerando che <strong>Kevin Warsh è stato particolarmente esplicito nel ribadire l&#x27;intenzione di riportare l&#x27;inflazione al target </strong>dopo cinque anni di valori superiori all&#x27;obiettivo, la riunione di oggi assume un&#x27;importanza ancora maggiore. I mercati attribuiscono infatti <strong>una probabilità del 30% a un rialzo dei tassi già domani</strong>.</p><p>Queste aspettative si sono evolute di pari passo con <strong>l&#x27;andamento dei prezzi dell&#x27;energia</strong>, ma le ragioni che potrebbero spingere la Fed verso un orientamento più restrittivo vanno ben oltre il costo del carburante per Thozet. Le deportazioni e l&#x27;invecchiamento della popolazione stanno riducendo la forza lavoro americana; Donald J. Trump è tornato a promuovere una <strong>politica commerciale basata sui dazi e la tregua commerciale con la Cina mostra segnali di indebolimento</strong>.</p><p>Si può inoltre sostenere che, secondo Thozet, al di là dell&#x27;alternanza tra guerra e tregua o della riapertura e chiusura dello Stretto di Hormuz, stiano emergendo <strong>effetti di isteresi</strong>. In altre parole, anche nel caso di un nuovo cessate il fuoco o della firma di un ulteriore memorandum d&#x27;intesa, <strong>la possibilità di un rialzo dei tassi potrebbe comunque restare concreta</strong>. L&#x27;economia statunitense continua, infatti, a dimostrarsi resiliente e gli operatori economici, dopo essere stati smentiti più volte dagli eventi, tendono ormai a considerare l&#x27;instabilità in Medio Oriente come un rischio ricorrente, destinato a riemergere ciclicamente.</p><p>La questione centrale per Thozet è capire se Kevin Warsh stia semplicemente cercando di orientare le aspettative dei mercati oppure stia realmente preparando il terreno per un cambio di rotta della politica monetaria. Per il momento, <strong>la sua retorica particolarmente restrittiva potrebbe essere sufficiente a influenzare le aspettative</strong>, ma questo effetto non potrà durare indefinitamente: prima o poi i mercati vorranno una conferma concreta sotto forma di un effettivo rialzo dei tassi.</p><p><strong>Settembre continua a rappresentare l&#x27;ipotesi più probabile</strong>. Entro quella riunione, precisa Thozet, la Fed disporrà di altri due mesi di dati su inflazione, mercato del lavoro e attività economica, elementi che consentiranno di valutare se le recenti pressioni sui prezzi, in particolare quelle legate all&#x27;energia e all&#x27;instabilità in Medio Oriente, si stiano trasmettendo al resto dell&#x27;economia. Inoltre, <strong>la riunione di settembre sarà accompagnata dall&#x27;aggiornamento del <em>Summary of Economic Projections</em></strong>, offrendo così ai policymaker una base più solida per giustificare un eventuale cambiamento di orientamento attraverso nuove stime su inflazione e crescita.</p><p>L&#x27;ipotesi di un intervento già domani, sottolinea Thozet, non può essere esclusa, soprattutto se la Fed dovesse ritenere opportuno <strong>dare credibilità alla propria comunicazione restrittiva</strong> prima che le aspettative d&#x27;inflazione inizino a disancorarsi.</p><p>La parte iniziale della curva dei rendimenti statunitense, secondo Thozet, continua a offrire scarsa visibilità per assumere posizioni con convinzione. Investire su quella parte della curva significa infatti <strong>formulare contemporaneamente due previsioni</strong>: l&#x27;evoluzione del conflitto e dei prezzi dell&#x27;energia da un lato e, dall&#x27;altro, stabilire se il nuovo orientamento restrittivo della Fed sia soprattutto una strategia di comunicazione oppure preluda a un effettivo cambiamento di politica monetaria. Su entrambi i fronti l&#x27;incertezza resta elevata e il mercato sconta già una <strong>probabilità di circa il 30% di un rialzo domani e di un aumento pienamente incorporato entro settembre</strong>.</p><p>L&#x27;opportunità più interessante per Thozet si colloca invece sulle scadenze più lunghe della curva, dove i rendimenti dovrebbero continuare a salire. <strong>Le aspettative d&#x27;inflazione per il 2027 e il 2028 restano infatti ancorate intorno al 2,5%</strong>, segnalando che il mercato attribuisce ancora una probabilità relativamente bassa a uno scenario di inflazione persistentemente elevata.</p><p>I premi a termine (<em>term premium</em>) sono aumentati, ma secondo Thozet rimangono ancora troppo contenuti. Ancora di più se il termine di paragone non è l&#x27;era della <em>forward guidance</em> dell&#x27;ultimo decennio, bensì il periodo precedente alla crisi finanziaria del 2008, conclude Thozet, quando l&#x27;incertezza sulla politica monetaria era riflessa <strong>in misura molto più marcata nei rendimenti delle obbligazioni a lunga scadenza</strong>.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Analisi</category>
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        </item>
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            <title><![CDATA[Tim, trimestre in miglioramento secondo analisti. Attesa per indicazioni sul piano]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-tim-trimestre-in-miglioramento-secondo-analisti-attesa-per-indicazioni-sul-piano/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-tim-trimestre-in-miglioramento-secondo-analisti-attesa-per-indicazioni-sul-piano</link>
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            <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 09:00:41 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Equita prevede ricavi in crescita del 4,7% ed Ebitda after lease oltre il miliardo di euro. Guidance annuale attesa confermata, mentre il mercato cercherà indicazioni sulle frequenze e sul dossier Inwit.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Telecom Italia si prepara a pubblicare i risultati del secondo trimestre il 29 luglio</strong>, con la presentazione alla comunità finanziaria prevista per il giorno successivo.</p><p>In vista dei conti, <strong>Equita</strong> conferma la raccomandazione buy sul titolo con un <strong>target price di 7,30 euro</strong>, rispetto ai 7,40 euro di stamattina (+0,60%),&nbsp; prevedendo un trimestre in miglioramento rispetto all&#x27;avvio dell&#x27;anno grazie al recupero del business domestico e alla conferma della solida crescita di Tim Brasil.</p><p>Secondo il broker, il primo trimestre aveva evidenziato un andamento particolarmente debole delle attività italiane. I ricavi da servizi erano rimasti sostanzialmente invariati, mentre l&#x27;Ebitda after lease era diminuito dell&#x27;8%, penalizzato nel segmento Consumer dalla migrazione dei clienti Fastweb sulla rete Vodafone, un impatto non ancora compensato dal trasferimento dei clienti Poste Mobile sulla rete Tim, oltre che dalla debole stagionalità della divisione Enterprise. </p><p>Al contrario, Tim Brasil aveva registrato una crescita di circa il 6% sia dei ricavi sia dell&#x27;Ebitda after lease.</p><p>Per il secondo trimestre Equita si attende un <strong>miglioramento del trend domestico</strong> e la conferma di una crescita ‘mid single digit’ in Brasile a cambi costanti, fattori che dovrebbero rendere meno concentrato sulla seconda parte dell&#x27;anno il raggiungimento degli obiettivi annuali. Di conseguenza, il broker ritiene che il gruppo <strong>confermerà la guidance per l&#x27;intero esercizio</strong>.</p><p>Nel dettaglio, Equita stima <strong>ricavi in aumento del 4,7% a 3,478 miliardi</strong>, con il business domestico in crescita dello 0,2% a 2,032 miliardi e Tim Brasil in progresso del 5,2% in valuta locale a 1,182 miliardi. I ricavi da servizi sono attesi in crescita del 5,1% a 3,292 miliardi di euro, con un andamento stabile in Italia a 2,141 miliardi e un incremento del 5,3% in valuta locale in Brasile, a 1,151 miliardi.</p><p>Sul fronte della redditività, il broker prevede un <strong>Ebitda adjusted after lease di 1,010 miliardi</strong>, in aumento del 9,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. In Italia l&#x27;Ebitda after lease è visto in crescita dell&#x27;1,2% a 526 milioni di euro, mentre in Brasile è atteso un incremento del 6,4% in valuta locale a 486 milioni.</p><p>Gli investimenti dovrebbero mostrare un deciso recupero dopo un primo trimestre debole. Equita stima infatti <strong>Capex per 487 milioni</strong>, in aumento del 27%, con investimenti domestici in crescita del 20% a 289 milioni e investimenti in Brasile in aumento del 25% in valuta locale a 189 milioni.</p><p>Per quanto riguarda la situazione finanziaria, la posizione finanziaria netta after lease è prevista sostanzialmente stabile rispetto a marzo a <strong>7,283 miliardi</strong>. Secondo il broker, un free cash flow after lease superiore ai 100 milioni di euro dovrebbe compensare l&#x27;effetto delle principali operazioni straordinarie del trimestre, tra cui il cash out di 693 milioni per la conversione, l&#x27;esborso di 240 milioni per l&#x27;acquisizione di IHS in Brasile, 60 milioni destinati al dividendo delle minoranze brasiliane e altri 60 milioni per il programma di buyback, a fronte di un incasso di 950 milioni relativo al canone di concessione.</p><p>Sul fronte strategico, Equita ricorda che <strong>Tim non presenterà il nuovo piano industriale 2026-2028</strong> in occasione dei risultati del secondo trimestre. Gli analisti ritengono però probabile che il management possa fornire alcune indicazioni sulle principali ipotesi alla base delle proiezioni 2026-2027, in particolare riguardo al rinnovo delle frequenze e all&#x27;evoluzione delle negoziazioni con Inwit.</p><p>Alla luce dell&#x27;andamento del primo trimestre e delle attese per il secondo, Equita non si aspetta indicazioni significativamente diverse rispetto alle proprie stime sull&#x27;intero esercizio e, dopo la pubblicazione dei conti, valuterà se vi siano ulteriori elementi positivi non ancora riflessi nell&#x27;attuale valutazione standalone del titolo.</p><p>A sostenere i risultati del gruppo dovrebbe contribuire ancora una volta <strong>Tim Brasil</strong>, che ha diffuso nella notte conti del secondo trimestre complessivamente superiori alle attese di Equita.</p><p>I ricavi sono cresciuti del <strong>5,5%</strong> a <strong>6,97 miliardi di real brasiliani</strong>, sopra il +5,2% previsto dal broker, mentre i ricavi da servizi sono aumentati del <strong>5,7%</strong> a <strong>6,79 miliardi di real</strong>, anch&#x27;essi oltre le stime. L&#x27;Ebitda adjusted è salito del <strong>7%</strong> a <strong>3,59 miliardi di real</strong>, meglio del +5,5% atteso, mentre l&#x27;Ebitda adjusted after lease è aumentato del <strong>7,8%</strong> a <strong>2,80 miliardi di real</strong>, superando anche in questo caso le previsioni (+6,4%).</p><p>L&#x27;utile netto adjusted è cresciuto del <strong>6,2%</strong> a <strong>1,04 miliardi di real</strong>, favorito da un tax rate rimasto contenuto al <strong>13,9%</strong>, che ha più che compensato oneri finanziari superiori alle attese.</p><p>Positivo invece il contributo del business fisso, con ricavi in crescita del <strong>27%</strong> grazie all&#x27;espansione di Tim Ultrafibra e alle acquisizioni. Gli investimenti si sono attestati a <strong>935 milioni di real</strong>, inferiori alle attese, mentre la posizione finanziaria netta after lease è risultata migliore del previsto.</p><p>Il management ha confermato la guidance per l&#x27;intero esercizio, ribadendo il focus nella seconda metà dell&#x27;anno sulla monetizzazione della base clienti, sullo sviluppo del business B2B e della banda larga e sul mantenimento dell&#x27;efficienza operativa.</p><p>Per Equita, i risultati non comportano modifiche sostanziali alle stime sul gruppo, anche se il broker sottolinea come il progressivo rallentamento del business mobile renda più impegnativo sostenere il ritmo di crescita dei ricavi previsto per il 2027-2028.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Saipem, sforbiciata alla guidance 2026 e titolo a picco]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-saipem-sforbiciata-alla-guidance-2026-e-titolo-a-picco/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-saipem-sforbiciata-alla-guidance-2026-e-titolo-a-picco</link>
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            <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 08:30:59 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La società ha ridotto le sue attese per l’anno in corso a causa di maggiori costi legati alle attività in Medio Oriente e dei cambiamenti nel portafoglio delle attività di perforazione dopo risultati trimestrali in calo a livello di Ebitda adjusted.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Maggiori costi legati alle attività in Medio Oriente e cambiamenti nel portafoglio delle attività di perforazione. Queste le ragioni che hanno spinto il management di <strong>Saipem</strong> a <strong>ridurre la guidance sul 2026</strong>, spingendo al ribasso le quotazioni di Saipem a Piazza Affari, dove era arrivata a cedere fino il 9%, sotto quota 4 euro.</p><p>La società ora si attende un <strong>ebitda adjusted a 1,75 miliardi di euro</strong> nell’anno in corso dalla precedente stima di 1,9 miliardi, una revisione di circa l&#x27;8%.</p><p>Il gruppo ha precisato che le stime non includono eventuali recuperi di tali costi, anche se sono in corso discussioni commerciali con i clienti.</p><p>La società ha mantenuto invece invariati gli obiettivi su ricavi, flusso di cassa operativo, capex e free cash flow. In particolare, la <strong>stima sui ricavi è confermata a 15,5 miliardi</strong>, “nella prospettiva che l&#x27;esecuzione dei progetti in Medio Oriente rimanga resiliente, in linea con la prima metà dell&#x27;anno”, scrivono dal gruppo.</p><p>Il <strong>Cash Flow Operativo</strong> (al netto dei canoni di locazione) è atteso a circa 1 miliardo, gli investimenti a circa 450 milioni di euro e il free Cash Flow (al netto dei canoni di locazione) a circa 600 milioni.</p><p>La conferma della guidance sulla generazione di cassa si basa su una serie di elementi tra cui “gli ottimi risultati ottenuti nella prima metà dell&#x27;anno” e il miglioramento strutturale della cash flow conversion frutto del miglioramento della qualità dei progetti e dei relativi termini contrattuali e dell&#x27;ottimizzazione della gestione del capitale circolante che più che compensa gli extra costi legati alla crisi del Medio Oriente.</p><p>La società precisa inoltre che sul piano commerciale, i risultati ottenuti nei primi sette mesi dell&#x27;anno, insieme alle numerose opportunità in fase di discussione, “rafforzano la nostra fiducia in una raccolta ordini 2026 superiore a quella del 2025”.</p><p>L&#x27;Oil service ha comunicato ieri sera un <strong>Ebitda adjusted del secondo trimestre di 402 milioni di euro</strong>, <strong>in calo del 2,7% </strong>rispetto allo stesso periodo del 2025 e circa il 13% sotto il consenso di mercato.</p><p>A pesare sono stati soprattutto il calo della redditività nelle attività Asset Based Services, colpite da costi connessi al conflitto in Medio Oriente, e margini più deboli nell&#x27;Offshore Drilling a causa di una minore attività e di modifiche nella composizione della flotta.</p><p>Il <strong>primo trimestre</strong> si è chiuso con ricavi per 7.345 milioni, in crescita del 2% rispetto ai 7.211 milioni del primo semestre 2025. L&#x27;Ebitda adjusted si è attestato a 836 milioni (11,4% dei ricavi), in aumento del 9,4% rispetto ai 764 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, &quot;dopo aver assorbito extra costi per circa 70 milioni sostenuti per fronteggiare le difficoltà logistico-operative in Medio Oriente e garantire la sicurezza del proprio personale&quot;.</p><p>L&#x27;<strong>utile netto adjusted</strong> è stato pari a 131 milioni (140 milioni nel primo semestre 2025), mentre il risultato netto reported si è attestato a 96 milioni, al netto di oneri non ricorrenti per 35 milioni legati al piano di esodi agevolati sottoscritto con le organizzazioni sindacali nel quarto trimestre 2025.</p><p>Secondo gli analisti di <strong>Equita</strong>, i risultati del secondo trimestre di Saipem sono stati “inferiori alle attese sul fronte della redditività operativa”.</p><p>L&#x27;Ebitda adjusted (402 milioni) risulta al di sotto dei 465 milioni stimati dal broker, risentendo di circa 70 milioni di costi straordinari legati alla crisi in Medio Oriente, dovuti principalmente a difficoltà logistiche e operative e alle misure adottate per garantire la sicurezza del personale.</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p>Per Equita, comunque, <strong>l&#x27;elemento più penalizzante è però rappresentato dalla revisione al ribasso della guidance 2026</strong>. L’Ebitda adjusted (1,75 miliardi) previsto risulta inferiore rispetto al miliardo e 960 milioni stimati dalla stessa sim, incorporando gli extracosti già sostenuti in Medio Oriente, un approccio prudenziale per la seconda parte dell&#x27;anno e il deconsolidamento delle attività di shallow water drilling.</p><p>Il broker sottolinea tuttavia alcuni elementi positivi, come la conferma della guidance sui ricavi a circa 15,5 miliardi, del flusso di cassa operativo post leasing a circa 1 miliardo e del free cash flow post leasing a circa 600 milioni.</p><p>Nel complesso, Equita ritiene che il profit warning avrà un impatto negativo sulle stime, con una possibile riduzione di circa il 10% dell&#x27;EBITDA 2026 e riflessi più contenuti sul 2027. La conferma degli obiettivi su ricavi, generazione di cassa e ordini limita però il deterioramento del quadro fondamentale, suggerendo che le difficoltà siano riconducibili principalmente a costi straordinari e potenzialmente recuperabili, più che a un peggioramento dell&#x27;esecuzione dei progetti o della domanda. Equita conferma quindi la raccomandazione hold sul titolo con target price di 4 euro.</p><p>Tra gli altri analisti, <strong>WebSim Intermonte</strong> sottolinea conti sotto le attese, una guidance 2026 abbassata a livello di Ebitda adjusted, ma confermata a livello di generazione di cassa e un outlook commerciale positivo confermato: rating outperform e target price di 5 euro confermati.</p><p>Secondo <strong>Berenberg</strong> &quot;sebbene la nuova previsione sull&#x27;Ebitda presupponga prudentemente che non vi sia alcun recupero dei costi aggiuntivi sostenuti, riteniamo che questa ipotesi possa risultare eccessivamente cauta qualora le discussioni con i clienti abbiano esito positivo&quot;.</p><p>Per <strong>Banca Akros</strong>, i risultati sono misti. &quot;Sebbene la revisione al ribasso dell&#x27;Ebitda rappresenti un elemento chiaramente negativo, la conferma della guidance sulla generazione di cassa per il 2026 e il solido andamento commerciale offrono alcuni motivi di rassicurazione&quot;, osservano gli analisti.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Nvidia fa la banca dell’AI e Wall Street torna a interrogarsi sui rischi]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/nvidia-fa-la-banca-dell-ai-e-wall-street-torna-a-interrogarsi-sui-rischi/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=nvidia-fa-la-banca-dell-ai-e-wall-street-torna-a-interrogarsi-sui-rischi</link>
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            <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 07:45:52 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il gruppo di Jensen Huang sarebbe pronto a garantire fino a 250 miliardi di dollari di debiti di OpenAI per un nuovo data center in Ohio. Riparte il dibattito sui rischi dei “finanziamenti circolari”. Il titolo perde il 5% e lascia ad Apple il primato di azienda con la maggiore capitalizzazione.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto riferito dal <em>Wall Street Journal, </em>Nvidia starebbe valutando di <strong>concedere ad OpenAI una garanzia fino a un valore massimo di 250 miliardi di dollari</strong> per facilitare il finanziamento del gigantesco campus di data center che SB Energy, società controllata da SoftBank, intende realizzare nello Stato americano dell&#x27;Ohio. Il progetto, <strong>una struttura da 10 gigawatt</strong> destinata ad alimentare la prossima generazione di sistemi di intelligenza artificiale, <strong>potrebbe richiedere investimenti superiori ai 500 miliardi di dollari.</strong></p><p>Grazie alla garanzia di Nvidia, OpenAI potrebbe raccogliere sul mercato il capitale necessario per costruire uno dei più grandi complessi di data center mai progettati. L&#x27;operazione è ancora nelle fasi preliminari e potrebbe essere modificata o anche non andare in porto. Ma basta a confermare come Nvidia stia assumendo un ruolo sempre più centrale nell&#x27;intero ecosistema dell&#x27;AI.</p><p>L&#x27;accordo in discussione con OpenAI rappresenta l&#x27;esempio più evidente di questa evoluzione. L&#x27;intesa con OpenAI è soltanto l&#x27;ultimo tassello di una strategia molto più ampia.</p><p>Per anni Nvidia è stata considerata la principale beneficiaria della corsa all&#x27;intelligenza artificiale grazie alla posizione dominante nel mercato dei processori utilizzati per addestrare e far funzionare i grandi modelli linguistici. <strong>Oggi il suo ruolo si sta ampliando. La società investe direttamente nelle startup dell&#x27;intelligenza artificiale, finanzia progetti di data center, stringe alleanze industriali</strong> e, in alcuni casi, è pronta perfino a sostenere finanziariamente i propri clienti.</p><p>Negli ultimi giorni Nvidia ha annunciato <strong>un accordo con il conglomerato sudcoreano SK Group destinato a generare oltre 500 miliardi di dollari di scambi reciproci nel tempo.</strong> L&#x27;intesa comprende sia gli acquisti di memorie HBM da parte di Nvidia sia la vendita di supercomputer e sistemi AI al gruppo coreano, oltre alla costruzione di oltre 2 gigawatt di nuovi data center nella penisola coreana.</p><p>Secondo Bloomberg, Nvidia starebbe inoltre discutendo la <strong>possibilità di finanziare fino a 350 miliardi di dollari di futuri acquisti di chip da parte di OpenAI </strong>per lo stesso progetto americano.</p><p>A questo si aggiungono un investimento di circa <strong>5 miliardi di dollari nella startup Safe Superintelligence,</strong> fondata dall&#x27;ex responsabile scientifico di OpenAI Ilya Sutskever, e un altro miliardo destinato al gruppo sudcoreano Naver per l&#x27;espansione di un nuovo data center AI.</p><p>Complessivamente, Bloomberg calcola che Nvidia abbia annunciato quest&#x27;anno accordi e operazioni analoghe per oltre 540 miliardi di dollari, cifra destinata ad aumentare ulteriormente se l&#x27;intesa con OpenAI dovesse concretizzarsi.</p><p>È proprio questa evoluzione a riaccendere un dibattito che accompagna Nvidia ormai da diversi mesi. Da tempo alcuni osservatori, fra cui Goldman Sachs e l&#x27;investitore Michael Burry, protagonista della vicenda raccontata nel film <em>The Big Short</em>, mettono in guardia dai cosiddetti <strong>finanziamenti circolari</strong> (<em>circular financing</em>).</p><p>Il timore è che Nvidia finisca per finanziare, direttamente o indirettamente, aziende che utilizzano poi quelle stesse risorse per acquistare i suoi processori.<strong> Un meccanismo che potrebbe contribuire a sostenere artificialmente la domanda, gonfiare le valutazioni dell&#x27;intero settore </strong>e amplificare gli effetti di un eventuale rallentamento degli investimenti nell&#x27;intelligenza artificiale.</p><p>Non si tratta di un&#x27;accusa nuova, ma di un tema che da mesi rappresenta uno dei principali punti di confronto tra sostenitori e scettici della rivoluzione AI. Le ultime operazioni di Nvidia riportano semplicemente questa discussione al centro dell&#x27;attenzione.</p><p>Le preoccupazioni degli investitori si riflettono sull&#x27;andamento del titolo Nvidia. Ieri, lunedì 27 luglio, le azioni Nvidia hanno perso circa il 5% scendendo a 196,5 dollari, nella peggiore seduta dallo scorso giugno. Il colosso dei chip ha così perso il primato di società con la maggiore capitalizzazione a livello mondiale, lasciando il podio ad Apple.</p><p>Dall’inizio dell’anno le quotazioni sono salite del 5% e negli ultimi 12 mesi hanno guadagnato l’11%. <strong>L’orientamento degli analisti rimane super-favorevole, con 58 esperti su 61 che raccomandano di comprare le azioni e un target price medio di 302 dollari (+54% sul prezzo attuale).</strong></p><p>Va segnalato, però, che il costo per assicurare il debito della società contro un eventuale default è salito con un balzo record, segnale che una parte del mercato sta iniziando a valutare con maggiore attenzione i rischi finanziari legati all&#x27;enorme espansione degli investimenti nell&#x27;intelligenza artificiale.</p><p>Il Ceo Jensen Huang respinge con decisione le critiche. Secondo l&#x27;amministratore delegato di Nvidia, gli investimenti effettuati dalla società rappresentano soltanto una piccola parte del capitale complessivamente raccolto dai clienti e servono soprattutto ad <strong>accelerare la realizzazione delle infrastrutture necessarie alla diffusione dell&#x27;intelligenza artificiale.</strong></p><p>In passato Huang ha definito &quot;ridicola&quot; l&#x27;idea che questi accordi possano creare una domanda artificiale di chip Nvidia. Il mercato, almeno per ora, continua però a dividersi. Da una parte c&#x27;è chi vede nella disponibilità di Nvidia a investire direttamente nei propri clienti la conferma della fiducia nelle prospettive di lungo periodo dell&#x27;intelligenza artificiale. Dall&#x27;altra cresce il numero degli investitori che si domanda se l&#x27;intero settore non stia diventando sempre più interconnesso e quindi anche più vulnerabile nel caso in cui il ritmo degli investimenti dovesse rallentare.</p><p>È probabilmente questo il vero significato delle ultime mosse di Nvidia: non il segnale di una crisi della domanda di AI, ma la dimostrazione che il gruppo di Jensen Huang è disposto ad assumersi rischi sempre maggiori pur di mantenere altissima la velocità di costruzione dell&#x27;infrastruttura tecnologica destinata a sostenere lo sviluppo dell’AI.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Stellantis vende le attività di car-sharing di Free2move]]></title>
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            <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 07:15:34 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La cessione ha come obiettivo per la casa automobilistica quello di concentrare le sue attività automotive, rafforzando la sua capacità di conseguire risultati sostenibili nel lungo periodo.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Stellantis</strong> cambia strategia nel settore del car-sharing e stringe un accordo con <strong>Mutares SE &amp; Co. KGaA</strong> per la vendita dell’intera partecipazione azionaria posseduta nelle attività di <strong>Free2move</strong>, anche se non sono stati diffusi i termini finanziari dell’accordo.</p><p>La <strong>conclusione della transazione è attesa entro la fine del 2026</strong>, fatte salve le consuete condizioni di chiusura, mentre perfezionamento dell’operazione resta soggetto alle procedure di informazione e consultazione previste con le rappresentanze dei lavoratori, nonché all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari e al soddisfacimento delle altre condizioni consuete previste dalla normativa applicabile.</p><p>A Piazza Affari, intanto, le azioni Stellantis aprono la seduta guadagnando l’1%, a 5,024 euro, anche se il bilancio di questo 2026 resta in profondo rosso: -48% dai livelli di inizio gennaio (9,72 euro).</p><p>Free2move offre una piattaforma di affitto a breve e lungo termine di mezzi, disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con copertura geografica diversificata, e flotte in 14 città tra Europa e Stati Uniti.</p><p>Creata da PSA, casa produttrice di Peugeot, nel 2016 prima della fusione con Fiat Chrysler, Free2move faceva parte della strategia dell&#x27;ex Ceo Carlos Tavares di espandere i servizi di mobilità oltre la produzione di veicoli. Dopo la creazione di Stellantis nel 2021, l&#x27;attività ha continuato a operare parallelamente alle attività di leasing e mobilità del gruppo.</p><p>L&#x27;operazione si inserisce nella strategia del <strong>piano FaSTLAne 2030</strong> di Stellantis, che punta a indirizzare investimenti verso le aree a maggiore rendimento.</p><p>La vendita di Free2move permetterà alla casa automobilistica di concentrare “ulteriormente la nostra attenzione sulle attività puramente automotive” e rafforzare “la nostra capacità di conseguire risultati sostenibili nel lungo periodo”, spiega <strong>Virgilio Cerutti</strong>, Head of Business Development &amp; Partnerships di Stellantis. “Ci impegniamo in una stretta collaborazione con tutti gli stakeholder per sostenere una transizione ordinata per clienti, partner e dipendenti in ogni fase del processo”, ha aggiunto il manager.</p><p>Dal fronte Mutares, l’acquisto punta a creare “una nuova piattaforma nel settore della mobilità. I piani includono una gestione rinnovata della flotta internazionale, il proseguimento della transizione verso la mobilità elettrica e una maggiore attenzione all’esperienza dei clienti e alle esigenze di mobilità delle amministrazioni locali”, si legge nella nota.</p><p>“Come realtà indipendente all’interno del portafoglio Mutares, le attività di car sharing di Free2move potranno beneficiare di una maggiore agilità, investimenti dedicati e maggiore flessibilità operativa, aiutandola a raggiungere gli obiettivi di crescita nel competitivo mercato della mobilità”, spiega il management della società tedesca.</p><p>“Le attività di car sharing di Free2move uniscono la forza di un marchio riconosciuto a livello internazionale a un significativo potenziale di miglioramento operativo a seguito della prevista separazione da Stellantis”, sottolinea <strong>Johannes Laumann</strong>, CIO di Mutares, aggiungendo: “Insieme al management team, non vediamo l’ora di rafforzare il modello operativo di Free2move e di sviluppare ulteriormente l’azienda affinché diventi una piattaforma indipendente di riferimento nel settore della mobilità”.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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        </item>
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            <title><![CDATA[Borse in affanno tra timori sull'AI e attesa per la riunione della Fed]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/borse-in-affanno-tra-timori-sull-ai-e-attesa-per-la-riunione-della-fed/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=borse-in-affanno-tra-timori-sull-ai-e-attesa-per-la-riunione-della-fed</link>
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            <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 06:30:49 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>I mercati restano sotto pressione per i <strong>crescenti dubbi sulla sostenibilità degli ingenti investimenti nell&#x27;intelligenza artificiale (AI)</strong>, che continuano a penalizzare il settore dei semiconduttori in attesa delle trimestrali dei principali gruppi tecnologici. L&#x27;attenzione è rivolta anche alla <strong>riunione della Federal Reserve</strong>, chiamata a chiarire l&#x27;orientamento del nuovo presidente Kevin Warsh sulla politica monetaria e sull&#x27;inflazione. Intanto il petrolio prosegue la fase di debolezza dopo i <strong>segnali di riapertura del dialogo tra Stati Uniti e Iran</strong>, mentre restano osservati speciali i negoziati sullo Stretto di Hormuz e le prospettive dell&#x27;offerta globale di greggio.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>I mercati sono penalizzati dai <strong>crescenti dubbi sui rendimenti dei miliardi di dollari investiti nell’AI</strong>, che hanno innescato una nuova ondata di vendite sui produttori di semiconduttori da Wall Street all’Asia. Le obbligazioni si sono rafforzate, favorite dalla discesa del petrolio. In avvio di giornata i futures <strong>sull’Euro Stoxx 50</strong> scendono del -0,2%, quelli <strong>sull’S&amp;P 500</strong> il -0,4% mentre i futures <strong>sul Nasdaq 100</strong> mostrano ribassi più marcati del -1,1%.</p><p>Il <strong>Kospi sudcoreano</strong> ha guidato le perdite regionali con un crollo del -10%, mentre le vendite sul comparto dei chip si sono intensificate. <strong>SK Hynix e Samsung Electronics</strong> hanno entrambe ceduto oltre il -11%, risentendo delle preoccupazioni legate ai finanziamenti circolari e alla crescente concorrenza proveniente dalla Cina.</p><p>La flessione dei listini asiatici ha seguito il ribasso dei produttori di semiconduttori a Wall Street, che ha spinto l’indice del settore in calo per la terza seduta consecutiva. I titoli tecnologici hanno accusato le perdite più consistenti in tutta la regione, trascinando gli indici di riferimento di <strong>Giappone e Taiwan</strong> a una discesa superiore al -3%.</p><p>Le vendite sui titoli dei semiconduttori hanno aumentato la tensione in vista di una settimana ricca di appuntamenti potenzialmente decisivi, tra cui le riunioni di politica monetaria della <strong>Federal Reserve, della Bank of Japan e della Bank of England</strong>, oltre ai risultati delle principali società tecnologiche a elevata capitalizzazione. Gli operatori cercano conferme sulla capacità dei maggiori investitori nell’intelligenza artificiale di giustificare i miliardi di dollari destinati a questa tecnologia.</p><p>Le perdite del settore dei semiconduttori segnalano un rafforzamento dei timori legati all’aumento dell’indebitamento delle società con il proseguimento degli investimenti nell’AI. La nuova serie di accordi conclusi da <strong>Nvidia</strong>, per un valore superiore a 750 miliardi di dollari, ha alimentato le preoccupazioni per una domanda di tecnologie AI che potrebbe essere stata gonfiata artificialmente.</p><p>Un ulteriore elemento di preoccupazione è arrivato da un articolo di The Information, secondo cui una società cinese sostenuta dallo Stato avrebbe avviato la produzione di massa di macchinari litografici a immersione basati sulla tecnologia deep ultraviolet. Le azioni dei produttori giapponesi di apparecchiature per semiconduttori, tra cui <strong>Nikon e Tokyo Electron</strong>, hanno entrambe perso oltre il -9%.</p><p>Gli investimenti nell’intelligenza artificiale sono sottoposti a un esame sempre più severo dopo che <strong>Alphabet</strong> ha deciso la scorsa settimana di aumentare fino a 205 miliardi di dollari la previsione delle spese in conto capitale per quest’anno, riaccendendo i timori sulla disciplina finanziaria nella corsa per conquistare una posizione dominante nella tecnologia.</p><p><strong>Microsoft, Meta Platforms, Apple e Amazon</strong> figurano tra le società a maggiore capitalizzazione chiamate a pubblicare i risultati questa settimana, mentre <strong>SK Hynix e Samsung</strong> daranno il via alla stagione delle trimestrali in Asia.</p><p>Gli investitori guardano alla <strong>riunione di due giorni del Fomc</strong>, al via oggi, per cogliere indicazioni sull’approccio del <strong>nuovo presidente Kevin Warsh</strong> ai rischi inflazionistici legati al rincaro dell’energia. L’attenzione è concentrata sulla possibilità che Warsh mantenga la Federal Reserve orientata al contenimento della crescita dei prezzi, una linea che potrebbe rendere necessari ulteriori aumenti dei tassi, oppure accolga le ripetute richieste di Donald Trump di ridurre il costo del denaro, ribadite ancora ieri.</p><p>Negli ultimi tempi <strong>è aumentato il numero degli esponenti della banca centrale favorevoli a un possibile irrigidimento della politica monetaria</strong>, creando le condizioni per un confronto particolarmente acceso all’interno del comitato. “Kevin è fantastico, ma ha un consiglio direttivo, e i membri del consiglio sono molto politici”, ha dichiarato ieri il presidente degli Stati Uniti. Per ora gli operatori continuano a ritenere più probabile una pausa. I mercati assegnano circa il <strong>35% di probabilità a un rialzo dei tassi nella giornata di domani</strong>, una quota cresciuta nettamente rispetto al 12% circa indicato due settimane fa.</p><p><strong>Citadel Securities prevede che la Fed aumenterà il costo del denaro</strong> domani, con una decisione a sorpresa che rafforzerebbe la credibilità del presidente Kevin Warsh nella lotta contro l’inflazione. Un incremento di un quarto di punto mercoledì confermerebbe il ripetuto impegno di Warsh a ripristinare la stabilità dei prezzi e mostrerebbe che i responsabili della politica monetaria non ritengono più necessario anticipare con largo anticipo ogni decisione. Il mercato potrebbe ancora una volta sottovalutare la portata della svolta restrittiva della Federal Reserve, afferma Citadel, secondo cui un rialzo domani porrebbe fine in modo netto all’era della forward guidance e ribadirebbe l’indipendenza della banca centrale.</p><p>Le quotazioni del petrolio <strong>proseguono il movimento ribassista</strong> dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo cui <strong>Washington e Teheran sarebbero impegnate in colloqui</strong> con l&#x27;obiettivo di porre fine al conflitto in Medio Oriente, mentre entrambe le parti continuano a sospendere gli attacchi. Il <strong>Brent si avvicina agli 87 dollari</strong> al barile dopo aver archiviato lunedì un calo del -8,7%, il più marcato degli ultimi tre mesi, mentre il <strong>West Texas Intermediate viene scambiato sotto gli 82 dollari</strong> al barile.</p><p>Secondo quanto riportato da Axios, <strong>Trump avrebbe deciso di rinviare nuovi raid per concedere ulteriore spazio ai negoziati</strong>. A bordo dell&#x27;Air Force One il presidente ha dichiarato ai giornalisti di ritenere che vi siano &quot;buone possibilità&quot; di progressi nel dialogo, pur restando poco chiaro se siano effettivamente in corso trattative sostanziali.</p><p>Nel corso del mese il mercato petrolifero ha registrato forti oscillazioni. Le quotazioni erano inizialmente balzate in seguito alla nuova escalation tra Stati Uniti e Iran e all&#x27;estensione del conflitto al Mar Rosso, per poi invertire la rotta con l&#x27;allentamento delle tensioni negli ultimi giorni. Gli operatori continuano comunque a mantenere un atteggiamento prudente perché <strong>il traffico delle petroliere nello Stretto di Hormuz non è ancora tornato alla normalità</strong>.</p><p>Oggi Trump è atteso a Washington per un <strong>incontro con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu</strong> dedicato alla situazione iraniana. I due Paesi hanno avviato il conflitto nel mese di febbraio con l&#x27;obiettivo dichiarato di impedire l&#x27;avanzamento del programma nucleare di Teheran.</p><p>Nelle prime ore di oggi <strong>il traffico marittimo osservabile nello Stretto di Hormuz è rimasto contenuto</strong>, anche se alcune navi sembrano aver attraversato il passaggio con i transponder disattivati. Secondo i dati di Kpler, nella giornata precedente soltanto quattro imbarcazioni hanno attraversato lo stretto. Sempre secondo Kpler, ieri <strong>25 navi adibite al trasporto di materie prime hanno transitato attraverso Bab el-Mandeb</strong>, comprese diverse unità impegnate nel trasporto di petrolio russo lungo il Mar Rosso.</p><p>In Medio Oriente i negoziatori di Iran e Oman stanno lavorando a un&#x27;intesa che consenta di <strong>ripristinare il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz</strong>, collegamento strategico tra il Golfo Persico e i mercati mondiali, che in condizioni normali movimenta circa un quinto dei flussi petroliferi globali.</p><p>Secondo alcune fonti, Iran e Oman, entrambi affacciati sullo stretto, hanno proseguito le discussioni dopo <strong>l&#x27;incontro tra i rispettivi funzionari svoltosi a Teheran nel fine settimana</strong>. Un eventuale accordo consentirebbe successivamente alla Repubblica Islamica e agli Stati Uniti di riprendere il dialogo per arrivare alla conclusione del conflitto.</p><p>L&#x27;esercito iraniano ha dichiarato di avere sospeso le azioni di ritorsione contro le basi e le truppe statunitensi nella regione dopo la decisione di Trump di interrompere gli attacchi. Nelle due settimane precedenti alla pausa annunciata venerdì dagli Stati Uniti, <strong>la Repubblica Islamica aveva condotto attacchi quasi quotidiani contro obiettivi in Kuwait, Bahrein e Giordania</strong>.</p><p>Anche su altri fronti le interruzioni dell&#x27;offerta mostrano segnali di attenuazione. <strong>Il principale terminal del Kazakistan ha ripreso le operazioni di carico</strong> dopo che gli attacchi con droni ucraini avevano compromesso le esportazioni. Il ministero dell&#x27;Energia kazako ha comunicato che due petroliere hanno iniziato le operazioni di carico presso il terminal del Caspian Pipeline Consortium, nei pressi del porto russo di Novorossiysk.</p><p><strong>Macquarie ritiene che entro la fine dell&#x27;anno il mercato petrolifero possa tornare a registrare un eccesso di offerta</strong>, mentre cresce la pressione su Washington affinché trovi una soluzione al conflitto con l&#x27;Iran. Secondo la banca, una volta raggiunto un accordo il mercato sarebbe caratterizzato da un surplus di circa 2 milioni di barili al giorno nel corso del quarto trimestre.</p><p>L&#x27;oro <strong>arretra in vista della riunione della Federal Reserve</strong> che inizia oggi e terminerà domani, mentre la temporanea attenuazione delle tensioni in Medio Oriente contribuisce a ridurre le preoccupazioni sull&#x27;inflazione. Il metallo prezioso arriva a perdere fino al -0,8%, scendendo <strong>in prossimità dei 4.040 dollari l&#x27;oncia</strong> e annullando il moderato recupero registrato nella seduta precedente.</p><p>L&#x27;attenzione degli investitori è rivolta alla decisione della banca centrale statunitense attesa per domani. I responsabili della politica monetaria devono <strong>valutare il rallentamento dell&#x27;inflazione</strong> emerso dai dati di giugno e il successivo rialzo dei prezzi del petrolio provocato dalla riaccensione del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Il mercato degli swap sui tassi attribuisce <strong>una probabilità di circa il 40% a un aumento del costo del denaro di 25 punti base</strong>, un livello di incertezza considerato insolitamente elevato a pochi giorni dalla riunione della Fed rispetto agli standard degli ultimi anni.</p><p>Dall&#x27;inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran, cinque mesi fa<strong>, il metallo giallo ha perso quasi un quarto del proprio valore</strong>, risentendo delle pressioni inflazionistiche alimentate dall&#x27;aumento dei prezzi dell&#x27;energia. Dalla fine di giugno le quotazioni sono comunque rimaste vicine all&#x27;importante area di supporto dei 4.000 dollari l&#x27;oncia, sostenute dagli acquisti effettuati durante le fasi di debolezza. <strong>Gli Etf garantiti in oro hanno inoltre registrato cinque sedute consecutive di incremento delle proprie disponibilità</strong>, la serie positiva più lunga dallo scorso mese di maggio.</p><p>Gli ultimi sviluppi in Medio Oriente hanno fornito un ulteriore elemento di sostegno. Ieri Trump ha dichiarato che <strong>Stati Uniti e Iran hanno ripreso i contatti per cercare di porre fine al conflitto</strong> iniziato cinque mesi fa, mentre entrambe le parti hanno sospeso gli attacchi negli ultimi giorni. Il presidente statunitense ha affermato che esistono buone possibilità di raggiungere un&#x27;intesa, precisando allo stesso tempo che le ostilità potrebbero riprendere qualora i negoziati non producessero risultati.</p><p>In Italia, dopo diverse ore di tensione all’interno della maggioranza sulle coperture necessarie a finanziare la misura, <strong>il Consiglio dei ministri ha approvato ieri un nuovo intervento contro il caro carburanti</strong>. Il provvedimento prevede uno stanziamento di circa 125 milioni di euro destinato alla riduzione delle accise e dell’Iva applicate al prezzo alla pompa. Il governo ha deciso di <strong>limitare l’agevolazione al diesel</strong>, escludendo quindi gli automobilisti che utilizzano veicoli a benzina. La riduzione complessiva di accise e Iva equivale a 17 centesimi per ogni litro di gasolio.</p><p>“Sappiamo che non risolve il problema. Ma è una risposta tempestiva e responsabile, tenendo in considerazione le poche risorse che abbiamo e un quadro internazionale in continua evoluzione”, ha affermato <strong>Giorgia Meloni</strong>. Il Consiglio dei ministri tornerà a riunirsi il 4 agosto.</p><p>Durante la conferenza stampa convocata al termine della riunione, il ministro dell’Economia <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> ha spiegato che la prossima settimana il governo analizzerà l’evoluzione del contesto internazionale e l’andamento dei prezzi “per vedere cosa fare dopo il 6 agosto”. Giorgetti non ha escluso la possibilità di adottare <strong>nuovi interventi contro il caro bollette</strong>.</p><p><strong>SAIPEM.</strong> La società ha ridotto la previsione sull’Ebitda adjusted per il 2026 a 1,75 miliardi di euro dai precedenti 1,9 miliardi, incorporando sia i maggiori oneri già sostenuti a causa della crisi in Medio Oriente sia una valutazione dei costi che potrebbero manifestarsi nella seconda metà dell’anno. Nel secondo trimestre l’Ebitda è diminuito del -2,7% a 402 milioni di euro, attestandosi al di sotto del consensus LSEG.</p><p><strong>THE ITALIAN SEA GROUP, SANLORENZO.</strong> Sanlorenzo ha comunicato ieri sera che una cordata guidata dall’imprenditore Riccardo Cima ha presentato una manifestazione di interesse vincolante e garantita per rilevare l’intera attività di The Italian Sea Group, costruttore di yacht in difficoltà. L’operazione verrebbe realizzata attraverso Polo Nautico Carrara, società veicolo costituita appositamente.</p><p><strong>ITALGAS.</strong> Nel primo semestre del 2026 il gruppo ha riportato un utile netto adjusted di pertinenza pari a 398,6 milioni di euro, con un incremento del +27,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.</p><p><strong>INTERPUMP.</strong> Il gruppo ha rilevato il 100% di Mvv, azienda specializzata nella produzione di pompe dosatrici a ingranaggi destinate soprattutto alle industrie chimica e tessile. L’operazione attribuisce alla società acquisita un enterprise value di circa 6 milioni di euro.</p><p><strong>ACEA.</strong> La Banca europea per gli investimenti ha autorizzato finanziamenti per complessivi 450 milioni di euro destinati all’utility romana, con l’obiettivo di sostenere gli interventi di ammodernamento e rafforzamento delle infrastrutture idriche nella Regione Lazio.</p><p><strong>GUIDOTTI SHIPS.</strong> L’operatore attivo nei servizi marittimi offshore nel Medio Adriatico debutta su Euronext Growth Milan. Nell’ambito dell’Ipo, il prezzo di collocamento è stato fissato a 2,30 euro per azione.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>La Finestra sui Mercati</category>
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            <title><![CDATA[Intelligenza artificiale e investimenti, il vantaggio della nuova frontiera quantitativa]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/intelligenza-artificiale-e-investimenti-il-vantaggio-della-nuova-frontiera-quantitativa/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=intelligenza-artificiale-e-investimenti-il-vantaggio-della-nuova-frontiera-quantitativa</link>
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            <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 15:30:05 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è passata dall’essere una tecnologia emergente a una componente sempre più centrale ed integrata nei processi decisionali di numerosi settori economici. L’industria del risparmio gestito non fa eccezione. In un contesto caratterizzato da una crescente complessità dei mercati, un flusso informativo senza precedenti e una progressiva riduzione delle inefficienze facilmente sfruttabili, l’AI rappresenta oggi uno degli strumenti più avanzati a disposizione degli investitori istituzionali per migliorare la qualità delle decisioni di investimento e l’efficienza nella costruzione dei portafogli.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei principali contributi dell’intelligenza artificiale alla gestione azionaria consiste nella <strong>capacità di elaborare e interpretare enormi quantità di informazioni in tempi ridotti</strong>. Bilanci societari, revisioni degli analisti, dati di mercato, indicatori macroeconomici, flussi di sentiment e molte altre fonti informative possono essere analizzati simultaneamente attraverso modelli di machine learning addestrati su decenni di dati storici. </p><p>Questo approccio, si legge nell’analisi di <strong>Giambattista Chiarelli</strong>, Head of Institutional di <strong>Pictet Asset Management</strong>, consente di individuare relazioni e pattern spesso difficili da identificare attraverso i tradizionali modelli quantitativi o mediante l’analisi discrezionale. L’obiettivo non è prevedere il mercato in modo infallibile, ma migliorare la probabilità di <strong>identificare le società con prospettive relativamente migliori</strong> rispetto al proprio universo di riferimento. Per gli investitori istituzionali ciò significa poter beneficiare di un processo di selezione più ampio, sistematico e coerente, capace di sfruttare informazioni che difficilmente potrebbero essere elaborate in modo efficiente esclusivamente attraverso l’intervento umano.</p><p>L’aspetto più interessante dell’evoluzione dell’AI applicata agli investimenti riguarda la <strong>capacità di cogliere relazioni complesse tra variabili differenti</strong>. La ricerca accademica e l’esperienza operativa, spiega Chiarelli, mostrano infatti che il principale valore aggiunto del machine learning non deriva necessariamente dalla sostituzione della finanza tradizionale, ma dalla possibilità di identificare interazioni sottili e dinamiche tra fattori che i modelli lineari tendono a trascurare. </p><p>Per esempio, <strong>un indicatore di momentum può assumere significati differenti </strong>a seconda della fase del ciclo economico, delle revisioni degli utili o del comportamento degli investitori. Allo stesso modo, evidenzia Chiarelli, dati apparentemente simili possono produrre risultati diversi in funzione del contesto di mercato. I modelli più evoluti sono in grado di catturare queste relazioni e trasformarle in segnali utilizzabili nella costruzione del portafoglio. Le evidenze empiriche suggeriscono che proprio queste componenti di interazione rappresentano <strong>una delle fonti più interessanti di alpha persistente nel tempo</strong>, soprattutto durante le fasi di elevata volatilità.</p><p><strong>Passivo, attivo e quantitativo</strong></p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p><em>Fonte: Pictet Asset Management.</em></p><p>Per molti anni uno dei principali limiti attribuiti all’intelligenza artificiale è stato il cosiddetto <strong>problema della “black box”</strong>: modelli in grado di generare previsioni efficaci ma difficili da interpretare e spiegare. L’evoluzione più recente della ricerca quantitativa, sottolinea Chiarelli, sta tuttavia trasformando questa percezione. Le nuove metodologie consentono infatti di <strong>scomporre le decisioni dei modelli e identificare quali variabili contribuiscono maggiormente alle previsioni</strong>, distinguendo tra effetti lineari, effetti non lineari e contributi derivanti dalle interazioni tra fattori. </p><p>Questa maggiore trasparenza rappresenta un elemento molto rilevante per gli investitori istituzionali, chiamati a rispondere a requisiti sempre più stringenti in termini di governance, controllo del rischio e accountability. L’intelligenza artificiale non viene più percepita come una tecnologia opaca alla quale delegare le decisioni, ma come<strong> uno strumento capace di supportare il processo decisionale rendendolo al tempo stesso più robusto e più comprensibile</strong>. Il passaggio dalla logica della “black box” a quella della “crystal box” segna una delle evoluzioni più importanti nell’applicazione dell’AI alla gestione patrimoniale.</p><p>Oltre alla selezione dei titoli, precisa Chiarelli, l’intelligenza artificiale trova applicazione nella <strong>costruzione e nell’ottimizzazione dei portafogli</strong>. L’obiettivo non consiste solo nel massimizzare il rendimento atteso, ma nel migliorare il rapporto tra rendimento e rischio, tenendo conto di vincoli operativi, esposizioni indesiderate e diversificazione. Attraverso tecniche avanzate di ottimizzazione è possibile <strong>sovrappesare sistematicamente i titoli con prospettive più favorevoli </strong>e ridurre l’esposizione a quelli con aspettative meno convincenti, mantenendo al contempo un profilo di rischio coerente con il benchmark di riferimento. </p><p>L’AI offre inoltre strumenti sempre più sofisticati per la <strong>gestione del rischio</strong>. La capacità di simulare scenari complessi, testare la resilienza dei portafogli e valutare rapidamente l’impatto di eventi estremi consente di affrontare con maggiore preparazione contesti caratterizzati da <strong>elevata incertezza macroeconomica e geopolitica</strong>. Per investitori istituzionali che operano con orizzonti di lungo termine, questa capacità di combinare ricerca dell’alpha e disciplina del rischio rappresenta un elemento di particolare valore.</p><p>Nonostante i progressi tecnologici, osserva Chiarelli, <strong>l’intelligenza artificiale non sostituisce il ruolo dell’uomo</strong>. Al contrario, l’esperienza dimostra che i risultati migliori emergono dalla combinazione tra la capacità computazionale delle macchine e il giudizio professionale dei gestori. L’AI eccelle nell’analizzare dati, individuare anomalie e riconoscere pattern complessi. L’essere umano mantiene invece un vantaggio nella comprensione del contesto, nella valutazione di eventi straordinari e nella definizione degli obiettivi strategici di investimento. </p><p>Per questo motivo, puntualizza Chiarelli, gli approcci più evoluti non si limitano ad automatizzare le decisioni, ma <strong>integrano modelli proprietari di machine learning con processi rigorosi di controllo del rischio, supervisione continua e ottimizzazione del portafoglio</strong>. In un mercato sempre più efficiente e competitivo, il vero vantaggio non deriva dalla semplice disponibilità della tecnologia, ma dalla capacità di utilizzarla all’interno di un processo ordinato, trasparente e replicabile. </p><p>Strategie basate su modelli proprietari, alimentate da un ampio universo di dati, aggiornate costantemente e integrate con rigorose tecniche di costruzione del portafoglio, rappresentano una delle evoluzioni più interessanti della gestione attiva. Un approccio che, secondo Chiarelli, consente di <strong>ricercare rendimenti corretti per il rischio superiori alla media, mantenendo al contempo diversificazione, controllo delle esposizioni e coerenza decisionale</strong>: caratteristiche sempre più ricercate dagli investitori istituzionali chiamati a operare in mercati complessi e in continua trasformazione.</p><p>In un contesto in cui la disponibilità di informazioni non rappresenta più un vantaggio competitivo di per sé, spiega Chiarelli, <strong>il valore si sposta sempre più sulla capacità di trasformare i dati in decisioni d’investimento coerenti e scalabili</strong>. L’applicazione dell’intelligenza artificiale alla selezione titoli e alla costruzione dei portafogli consente oggi di combinare ampiezza analitica, disciplina quantitativa e controllo dei rischi all’interno di strategie progettate per generare rendimenti corretti per il rischio superiori alla media. Come conclude Chiarelli, la crescente trasparenza dei modelli e la loro capacità di adattarsi all’evoluzione dei mercati rafforzano ulteriormente l’interesse di questi approcci per gli investitori istituzionali orientati al lungo periodo.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Analisi</category>
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            <title><![CDATA[Finita l'era del beta facile: il punto su Europa, AI e selezione dei titoli]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/finita-l-era-del-beta-facile-il-punto-su-europa-ai-e-selezione-dei-titoli/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=finita-l-era-del-beta-facile-il-punto-su-europa-ai-e-selezione-dei-titoli</link>
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            <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 14:00:31 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>I mercati restano sostenuti dall’Intelligenza Artificiale, dalla liquidità e dalla capacità di assorbire i rischi geopolitici, ma la fase del rialzo generalizzato potrebbe lasciare spazio a una maggiore selettività. Europa, small cap, banche, lusso, Giappone e infrastrutture tecnologiche emergono tra le aree da monitorare in uno scenario in cui fondamentali, valutazioni e qualità tornano centrali.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Sostenuti dall’Intelligenza Artificiale, l&#x27;abbondanza di liquidità e una notevole capacità di assorbire i rischi geopolitici, i mercati hanno proseguito la loro ascesa nonostante il contesto particolarmente incerto. Tuttavia, si legge nel commento a cura di <strong>Michel Saugné</strong>, CIO di <strong>LFDE</strong>, dietro gli indici quasi ai massimi, gli equilibri sono cambiati. I tempi del beta facile e delle scommesse consensuali potrebbero gradualmente lasciare spazio a una fase più impegnativa in cui <strong>la crescita degli utili, le valutazioni, il rendimento per gli azionisti e la solidità dei fondamentali </strong>ritorneranno a essere i veri driver di performance. Per gli investitori sarà fondamentale rimanere esposti alle tematiche di crescita più potenti, evitando le concentrazioni eccessive che accompagnano le fasi di forte euforia. Sarà più che mai necessario saper distinguere il momentum duraturo dal semplice entusiasmo sui mercati.</p><p>Se la recente distensione geopolitica si confermerà, spiega Saugné, la frenata dei prezzi dell’energia e<strong> la diminuzione del rischio di stagflazione</strong> potrebbero dare il via a un ampliamento del rimbalzo delle borse. In questo modo l’Europa, a lungo penalizzata dal deficit di crescita e di tecnologia, potrebbe disporre di un potenziale di recupero significativo.</p><p>In un mercato meno dipendente da un ristretto numero di titoli e maggiormente guidato dai fondamentali, osserva Saugné, la semplice esposizione alle grandi tematiche di mercato potrebbe gradualmente cedere il posto alla selezione delle società. Dopo mesi di netta sottoperformance e in una fase in cui gli investitori rimangono sottoponderati, <strong>i livelli di esposizione ai mercati europei sono ancora ai minimi storici</strong>. Le valutazioni si sono normalizzate, gli eccessi sono stati in gran parte riassorbiti ed emergono nuove opportunità, grazie anche a un contesto macroeconomico più disteso.</p><p>Particolare attenzione per Saugné meritano per esempio <strong>le small cap</strong>, che nei prossimi mesi potrebbero recuperare il ritardo accumulato finora, ma anche le società di qualità, che presentano fondamentali ancora solidi nonostante le recenti incertezze e che, dopo due anni difficili, ritornano a essere interessanti a seguito della sostanziale normalizzazione delle valutazioni relative. Anche<strong> il rafforzamento del dollaro rispetto all’euro</strong> potrebbe aiutare questi titoli, fortemente orientati all’export.</p><p>Alcuni <strong>titoli del lusso</strong> beneficiano dei primi segnali di ripresa della domanda. Come segnala Saugné, anche il rinnovo dei team creativi nelle principali case di moda contribuisce ad aumentare l’appetibilità dei marchi e l’interesse degli investitori.</p><p>Le <strong>banche dell’Eurozona </strong>continuano ad approfittare di un contesto ancora favorevole per i tassi, bilanci solidi e livelli elevati di redditività, a cui si aggiungono gli aumenti di produttività attesi dall’Intelligenza Artificiale, l&#x27;ottimizzazione delle reti bancarie, una nuova dinamica di consolidamento e rendimenti particolarmente allettanti per gli azionisti.</p><p>Anche la duration ritorna a essere interessante per Saugné, in particolare in Europa, in un contesto in cui <strong>la distensione dei prezzi dell’energia potrebbe contribuire a moderare le aspettative di inflazione</strong> e ridare più margine di manovra alle banche centrali.</p><p>Al di là dell&#x27;Europa, evidenzia Saugné, diverse tematiche offrono fonti complementari di diversificazione. <strong>Lo sviluppo costante delle infrastrutture di AI</strong> continua ad alimentare un enorme fabbisogno di investimenti. I materiali critici occupano una posizione strategica al centro della transizione tecnologica, energetica e industriale.</p><p>Anche le azioni giapponesi meritano particolare attenzione per Saugné. <strong>Gli effetti dell’inasprimento monetario della BoJ sembrano ormai ampiamente riflessi nelle quotazioni</strong>, mentre i fondamentali delle aziende rimangono solidi e le riforme di governance continuano a supportare il potenziale di rivalutazione del mercato giapponese. Il Paese, sostenuto dal ritorno degli investimenti, un miglior impiego del capitale, le riforme di governance e il crescente interesse degli investitori sia nazionali che internazionali, riacquista gradualmente il suo posto nel panorama dell’allocazione globale, aiutato anche da uno yen a livelli storicamente bassi.</p><p>In questo contesto, conclude Saugné, la gestione di convinzione appare più che mai una risposta pertinente. Mentre la dispersione delle performance aumenta e si moltiplicano le opportunità,<strong> la selettività ritorna a essere un fattore essenziale di creazione di valore</strong>. Ora più che mai la sfida è saper individuare le società in grado di coniugare visibilità, qualità, disciplina finanziaria e crescita sostenibile. In una fase di mercato meno sostenuta da una manciata di titoli dominanti, non sono più gli indici che faranno la differenza, ma la capacità di selezionare i titoli giusti.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Analisi</category>
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            <title><![CDATA[Fed nell’incertezza: rialzo a settembre o già a luglio? Le previsioni]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/fed-nell-incertezza-rialzo-a-settembre-o-gia-a-luglio-le-previsioni/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=fed-nell-incertezza-rialzo-a-settembre-o-gia-a-luglio-le-previsioni</link>
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            <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 13:00:06 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Domani inizia la due giorni di riunione della Federal Reserve e le previsioni di un mantenimento dell’attuale livello dei tassi si riducono a vantaggio di una possibile sorpresa hawkish, anche se di certezze non ce ne sono alla luce anche della situazione internazionale.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Attesa per mercoledì la decisione della <strong>Federal Reserve</strong> sui tassi di interesse prima della pausa di agosto, mese in cui non ci saranno riunioni ma che si caratterizzerà per la conferenza di Jackson Hole con il relativo intervento del presidente <strong>Kevin Warsh</strong>.</p><p>Le scelte di politica monetaria arriveranno in un contesto di nuovi rialzi del prezzo del petrolio dovuto alle rinnovate tensioni in Medio Oriente, anche se oggi c’è ottimismo sui mercati per il calo delle quotazioni del <strong>Brent</strong>, mettendo in secondo piano un dato sui prezzi al consumo di giugno più contenuto del previsto, che sembrava offrire ai membri del FOMC spazio di manovra per mantenere i tassi stabili. A questo si aggiungono il boom della domanda di prodotti per l’intelligenza artificiale e i nuovi dazi annunciati da Donald Trump.</p><p>Negli ultimi giorni gli investitori hanno aumentato le scommesse su un possibile rialzo dei tassi da parte della banca centrale nella riunione di questa settimana, <strong>portando le probabilità vicino al 40% </strong>nel corso della settimana scorsa, mentre oggi si attestano al 31% (FedWach Tool di CME Group) e restano al 56% quelle per un aumento a settembre.</p><p></p><p>Già nella riunione dello scorso mese, quando i banchieri della Fed avevano lasciato la politica monetaria invariata per la quarta volta consecutiva, <strong>alcuni esponenti vedevano valide ragioni per alzare i tassi</strong>. I verbali di quell&#x27;incontro hanno inoltre mostrato che la maggior parte dei funzionari aveva discusso scenari in cui l&#x27;inflazione rimaneva elevata a causa della domanda legata all&#x27;IA, del conflitto in Medio Oriente o degli effetti dei dazi e quasi tutti in quel gruppo hanno indicato che tali scenari avrebbero probabilmente giustificato tassi più alti.</p><p>Da quella riunione, l&#x27;amministrazione Trump ha dichiarato che imporrà nuovi dazi al Canada e ad altri partner commerciali, un fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti si è spezzato e gli ingenti investimenti nell&#x27;IA hanno mostrato ben pochi segni di rallentamento.</p><p>Intanto, un numero crescente di banchieri centrali ha delineato le motivazioni per cui sostiene tassi più alti già ora o potrebbe farlo presto.</p><p>Kevin Warsh ha ribadito l&#x27;impegno della banca centrale a ridurre l&#x27;inflazione, promettendo questo mese al Congresso (Capitol Hill) di utilizzare gli strumenti della banca centrale per raggiungere la stabilità dei prezzi. Tuttavia, la <strong>sua riluttanza a fornire dettagli su come intenda utilizzare tali strumenti ha lasciato i mercati nell&#x27;incertezza</strong> sulla direzione dei tassi, anche a breve termine.</p><p>La presidente della Fed di Dallas, <strong>Lorie Logan</strong>, all&#x27;inizio del mese ha chiesto tassi leggermente più alti, motivando la sua posizione con il fatto che l&#x27;inflazione non stia tornando in modo sostenibile verso l&#x27;obiettivo del 2% della Fed.</p><p>Anche la presidente della Fed di Cleveland, <strong>Beth Hammack</strong>, è intervenuta di recente, affermando che &quot;non c&#x27;è alcun conflitto&quot; tra i mandati della Fed e che l&#x27;inflazione è attualmente una preoccupazione maggiore rispetto all&#x27;occupazione. Entrambe voteranno sulla decisione sui tassi d&#x27;interesse di questa settimana e potrebbero esprimere un voto contrario se i funzionari scegliessero la stabilità.</p><p>&quot;Ascoltando i funzionari della Fed è chiaro che c&#x27;è un piccolo gruppo — come Logan e Hammack — che probabilmente è pronto ad agire&quot;, spiega <strong>Claudia Sahm</strong>, chief economist di New Century Advisors LLC, &quot;E poi c&#x27;è un gruppo piuttosto numeroso che vuole vedere ulteriori miglioramenti — e presto&quot;.</p><p>Il presidente Warsh e il comitato potrebbero avere a disposizione quasi due mesi, fino al 16 settembre (prossimo meeting Fed), prima di dover decidere se aumentare, diminuire o mantenere invariato il tasso dei Fed fund.</p><p>&quot;Le cose si stanno decisamente scaldando nel conflitto in Medio Oriente e, per il petrolio, il rischio di un aumento significativo da qui in avanti è cresciuto&quot;, sottolinea <strong>Alex Payne</strong>, senior portfolio manager di Vanguard, aggiungendo che &quot;Il mercato si sta adeguando al rischio che l&#x27;inflazione si riveli un po&#x27; più persistente a causa di alcune di queste questioni geopolitiche&quot;.</p><p>Secondo <strong>Kevin Thozet</strong>, membro del comitato investimenti di Carmignac, “La questione centrale è capire se Warsh stia semplicemente cercando di orientare le aspettative dei mercati oppure <strong>stia realmente preparando il terreno per un cambio di rotta della politica monetaria</strong>. Per il momento, la sua retorica particolarmente restrittiva potrebbe essere sufficiente a influenzare le aspettative, ma questo effetto non potrà durare indefinitamente: prima o poi i mercati vorranno una conferma concreta sotto forma di un effettivo rialzo dei tassi”.</p><p>Per l’esperto, “settembre continua a rappresentare l&#x27;ipotesi più probabile” per un rialzo dei tassi: “Entro quella riunione la Fed disporrà di altri due mesi di dati su inflazione, mercato del lavoro e attività economica, elementi che consentiranno di valutare se le recenti pressioni sui prezzi, in particolare quelle legate all&#x27;energia e all’instabilità in Medio Oriente, si stiano trasmettendo al resto dell&#x27;economia. Inoltre, la riunione di settembre sarà accompagnata dall&#x27;aggiornamento del Summary of Economic Projections, offrendo così ai policymaker una base più solida per giustificare un eventuale cambiamento di orientamento attraverso nuove stime su inflazione e crescita”.</p><p>Non sono escluse sorprese: “<strong>L&#x27;ipotesi di un intervento già a luglio, tuttavia, non può essere esclusa</strong>, soprattutto se la Fed dovesse ritenere opportuno dare credibilità alla propria comunicazione restrittiva prima che le aspettative d&#x27;inflazione inizino a disancorarsi”, avvisa Thozet. </p><p>“Alzare i tassi questo mese potrebbe aiutare Warsh a costruire credibilità nella sua lotta contro l&#x27;inflazione e potrebbe essere visto come un atto meno politico rispetto a una mossa sui tassi più vicina alle elezioni di metà mandato di novembre”, secondo <strong>Joseph Lavorgna</strong>, capoeconomista per le Americhe presso SMBC Nikko Securities America ed ex funzionario del Dipartimento del Tesoro durante il secondo mandato del presidente Donald Trump.</p><p>In ogni modo, <strong>regna l’incertezza</strong>. &quot;Circa un terzo delle banche con cui lavoriamo si sta posizionando per ulteriori aumenti dei tassi, mentre il resto si sta coprendo contro eventuali tagli&quot;, ha dichiarato <strong>Pradeep Bhatia</strong>, amministratore delegato di Derivative Path, società che aiuta gli istituti finanziari a coprire i rischi sui tassi e sulle valute.</p><p>&quot;Questo tipo di spaccatura dimostra che <strong>il mercato ha smesso di cercare di prevedere</strong> la Fed e ha iniziato a prepararsi a entrambi gli scenari&quot;, conclude Bhatia.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Ottimismo a Wall Street col calo del petrolio]]></title>
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            <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 12:00:15 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>La tregua in Medio Oriente, seppur fragile, alimenta le speranze alla Borsa di New York, in attesa di molti eventi importanti di questa settimana come la decisione di politica monetaria della Federal Reserve, le trimestrali tech e alcuni dati macro.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Future di <strong>Wall Street</strong> che indicano una possibile apertura in netto rialzo per la Borsa di New York, all’inizio di una settimana che si preannuncia molto densa: “Mi aspetto una settimana volatile con la Fed, i risultati delle aziende tech e una serie di dati sull’inflazione in uscita”, afferma <strong>Andrea Gabellone</strong> di KBC Securities.</p><p>L’ottimismo, intanto, porta i contratti sul <strong>Nasdaq</strong> e quelli sul <strong>Dow Jones</strong> a guadagnare oltre l’1%, seguiti in scia dai future sullo <strong>S&amp;P500</strong> (+0,90%).</p><p>Tra gli altri asset, il dollaro statunitense cede lo 0,20% nei confronti dell’euro, con la coppia <strong>EUR/USD</strong> a 1,1393, mentre il <strong>Bitcoin</strong> sale (+1%) sopra i 65 mila dollari e l’<strong>oro</strong> sfiora i 4.100 dollari: prezzo spot a 4.097 dollari e future a 4.099 dollari l’oncia.</p><p>Il sentiment di mercato è sostenuto principalmente dalla notizia del fine settimana di una tregua nei combattimenti tra <strong>Stati Uniti e Iran</strong>, alimentando così la speranza che i negoziati di pace possano riprendere dopo due settimane di attacchi.</p><p>La calma, seppure temporanea, ha spinto al ribasso di prezzi del petrolio, con il <strong>Brent</strong> crollato di circa il 7%, a 85,85 dollari e il <strong>greggio WTI</strong> a 83,20 dollari al barile.</p><p>“Il movimento odierno del petrolio è di supporto sia per le azioni che per le obbligazioni, ma l’impatto sarà probabilmente di breve durata. Soprattutto perché è difficile sostenere un calo duraturo dei prezzi del greggio senza segni di ripresa del transito nello Stretto di Hormuz”, secondo <strong>Skylar Montgomery Koning</strong>, macro strategist di Bloomberg.</p><p>Dietro la tregua ci sono in parte i timori di esaurire le munizioni, mentre l’Iran ha dichiarato che avrebbe sospeso le operazioni fintanto che gli Stati Uniti avessero mantenuto la tregua.</p><p>Gli Houthi hanno complicato la situazione attaccando gli impianti petroliferi in Arabia Saudita, ma gli investitori hanno scelto di interpretare tutto ciò come un passo verso l’allentamento delle tensioni.</p><p>“La situazione in Iran rimane molto fragile. Per ora, il Presidente ha detto che ‘tutte le opzioni sono ancora sul tavolo’, quindi <strong>sarà difficile riprendere a investire in asset rischiosi</strong>”, avvisa Gabellone.</p><p>Un ulteriore calo dei prezzi del petrolio potrebbe alleviare la pressione sulla <strong>Federal Reserve</strong>, che mercoledì annuncerà la sua decisione sui tassi di interesse. La banca centrale dovrebbe mantenere i tassi invariati mentre i funzionari monitorano i progressi sull’inflazione, anche se un rialzo non è escluso in una delle decisioni meno preannunciate della Fed degli ultimi anni.</p><p>Il mercato ritiene ancora che ci sia <strong>una probabilità su tre che la Fed proceda ad un rialzo dei tassi</strong>, mentre la stragrande maggioranza degli analisti ritiene che il presidente <strong>Kevin Warsh</strong> non sia favorevole a un inasprimento, ma potrebbero facilmente esserci uno o due membri in disaccordo e a favore di un rialzo immediato.</p><p>Decisione che arriverà il giorno prima della comunicazione dell’indice dei <strong>prezzi PCE</strong>, il parametro di inflazione preferito dalla Fed, oltre che al dato preliminare sul Pil del secondo trimestre negli USA.</p><p>La settimana si caratterizzerà anche per alcuni risultati trimestrali delle big tech, tra cui <strong>Microsoft</strong> (28 luglio 2026), <strong>Meta Platforms</strong> (29 luglio 2026), <strong>Apple</strong> (30 luglio 2026) e <strong>Amazon</strong> (30 luglio 2026). Tutti gli occhi saranno puntati sulle indicazioni sugli investimenti in capitale e sulla monetizzazione dell’IA, dopo che gli investimenti di Alphabet e <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-tesla-frenata-dagli-investimenti-in-ia">Tesla</a> hanno provocato un crollo nel settore tecnologico.</p><p>Tra le altre aziende, AstraZeneca (27 luglio 2026) e Nucor Corporation (27 luglio 2026) aprono il calendario delle trimestrali della settimana, che include SK Hynix (29 luglio 2026), Coca-Cola (28 luglio 2026), Starbucks (29 luglio 2026), Procter &amp; Gamble (29 luglio 2026) e Arm Holdings (29 luglio 2026), e si conclude con Exxon Mobil (31 luglio 2026) e Chevron (31 luglio 2026).</p><p>Accontentare gli investitori è diventato molto più difficile per gli hyperscaler, poiché la spesa in capitale consuma sempre di più il denaro generato dalle aziende che hanno dominato i guadagni delle azioni statunitensi dall’inizio del boom dell’IA.</p><p>“C’è una relazione complessa tra la pubblicazione dei risultati e i mercati”, spiega <strong>Daniel Murray</strong>, vicedirettore degli investimenti di EFG Asset Management, che aggiunge: “Se i risultati saranno buoni ma la reazione debole, sarà indicativo del tono di fondo del mercato e del sentiment degli investitori”.</p><p>Più in generale, la stagione delle trimestrali è partita con un ottimo avvio: <strong>oltre l’86% delle 135 aziende dell’S&amp;P 500 che hanno finora pubblicato i risultati ha superato le stime</strong>, secondo i dati raccolti da Bloomberg Intelligence. Se il trend dovesse mantenersi, sarà il tasso di superamento delle stime più alto dal secondo trimestre del 2021.</p><p></p><p><strong>Baker Hughes</strong> (+3%): utile rettificato di 64 centesimi per azione per il secondo trimestre, superando le stime degli analisti di 50 centesimi per azione (dati LSEG).</p><p><strong>Forte Biosciences</strong> (+39%): verrà acquisita da Argenx con un&#x27;operazione in contanti del valore di circa 2,2 miliardi di dollari, corrispondente a 77 dollari per azione, implicando con un premio di circa il 40,6% rispetto alla chiusura di venerdì (54,78 dollari).</p><p><strong>Rocket Lab</strong> (+5%): ha annunciato di essersi aggiudicata un contratto da 266 milioni di dollari per più lanci nell&#x27;ambito del Rocket Systems Launch Program dello Space Systems Command della U.S. Space Force.<br/><br/></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[UniCredit, ancora rialzi dei target price dopo i conti: oggi Jp Morgan e Morgan Stanley]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-unicredit-target-price-dopo-i-conti-oggi-jp-morgan-e-morgan-stanley/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-unicredit-target-price-dopo-i-conti-oggi-jp-morgan-e-morgan-stanley</link>
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            <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:15:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il secondo trimestre dell’istituto guidato da Andrea Orcel viene considerato dagli esperti come molto solido e pone la banca milanese in una buona posizione per continuare a generare risultati solidi e garantire una remunerazione attraente nei prossimi anni.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>UniCredit</strong> sempre protagonista dopo i conti diffusi la scorsa settimana che avevano visto un <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-unicredit-alza-la-guidance-2026-dopo-semestre-record">rialzo della guidance 2026 dopo un semestre record</a>.</p><p>I risultati di Piazza Gae Aulenti erano stati particolarmente apprezzati da diversi analisti, pronti ad alzare i loro target price nelle ore successiva alla diffusione dei numeri, e oggi si sono aggiunte altre banche d’affari.</p><p>In particolare, all’entusiasmo si è unita <strong>Jp Morgan</strong>, aumentando il prezzo obiettivo sul titolo da 93 a 94 euro, confermando la raccomandazione overweight, e incrementando le sue stime di eps 2027-2028 di circa il 3,3%.</p><p>La banca statunitense sottolinea come UniCredit <strong>abbia superato le attese del mercato</strong> sia sul fronte della redditività sia della generazione di capitale, mentre il <strong>rialzo della guidance rappresenta il principale elemento di forza della trimestrale</strong>, con la crescita delle commissioni e il buon andamento dell&#x27;attività di trading che hanno compensato la fisiologica normalizzazione del margine d&#x27;interesse.</p><p>Jp Morgan continua inoltre a ritenere che la solidità patrimoniale del gruppo lasci ampio spazio alla remunerazione degli azionisti, con l&#x27;attenzione del mercato destinata a spostarsi progressivamente sull&#x27;integrazione di Commerzbank e sulle sinergie attese dall&#x27;operazione.</p><p>Anche gli analisti di <strong>Morgan Stanley </strong>hanno accolto positivamente i conti del secondo trimestre di UniCredit alzando da 87 a 96 euro il prezzo obiettivo sul titolo.</p><p>Per il broker, il trimestre risulta “molto solido” grazie a ricavi e utile netto superiori alle aspettative e soprattutto al miglioramento degli obiettivi finanziari annunciato dal management.</p><p>Per gli analisti la banca guidata da <strong>Andrea Orcel</strong> continua a dimostrare una forte capacità di generare utili anche in uno scenario di tassi d&#x27;interesse meno favorevole, mentre l&#x27;operazione <strong>Commerzbank</strong> rappresenta il principale catalizzatore di crescita nel medio periodo.</p><p>Per MS, infine, la creazione di un campione bancario paneuropeo potrebbe sostenere ulteriormente la crescita degli utili una volta completata l&#x27;integrazione, pur tenendo conto dei costi iniziali legati al processo.</p><p>I giudizi positivi sulla trimestrale erano arrivati all&#x27;indomani dei conti, con gli analisti di <strong>Equita</strong> <strong>che avevano </strong>hanno alzato il target price a 95 da 87,5 euro sulle azioni UniCredit, includendo il pieno consolidamento di Commerzbank (con una quota del 49,7%) e la progressiva implementazione del piano &#x27;Unlocked&#x27; dal 2027, come segnalato ieri dall&#x27;AD Andrea Orcel.</p><p>&quot;UniCredit è ben posizionata per continuare a generare risultati solidi e garantire una remunerazione attraente nei prossimi anni&quot;, commentavano dalla sim, aggiungendo che &quot;L&#x27;acquisizione del controllo di fatto su Commerzbank offre un&#x27;ulteriore leva di crescita e un impiego efficiente del capitale&quot;.</p><p>Tra gli altri esperti, <strong>Barclays</strong> aveva aumentato il fair value da 90,2 a 94,5 euro (overweight confermato), alla luce di un &quot;Miglior Cet1 ratio e crescita in accelerazione&quot;, aumentando le stime di eps dell&#x27;1% sul 2026 e del 2% sul 2027 e il 2028.</p><p><strong>Bnp Paribas Exane</strong> aveva alzato da 105 a 107 euro il prezzo obiettivo confermando la raccomandazione outperform e hanno aumentando le stime 2027-2028 del 2%: UniCredit è una top pick degli esperti nel comparto bancario europeo.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[SpaceX, per Morgan Stanley la Borsa sbaglia: “E’il momento di comprare"]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/spacex-per-morgan-stanley-la-borsa-sbaglia-e-il-momento-di-comprare/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=spacex-per-morgan-stanley-la-borsa-sbaglia-e-il-momento-di-comprare</link>
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            <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:00:47 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il successo del tredicesimo test di Starship dimostra i progressi del programma spaziale di Elon Musk, ma a Wall Street continuano le vendite. Per l’analista Adam Jonas (Morgan Stanley), il mercato sta commettendo un errore: ai prezzi attuali attribuisce un valore quasi nullo alle attività nell&#x27;intelligenza artificiale.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre il programma Starship torna finalmente a convincere sul piano tecnico, Wall Street continua a voltare le spalle a SpaceX. Una contraddizione che, secondo Morgan Stanley, <strong>sta creando una delle migliori occasioni d&#x27;acquisto del settore tecnologico.</strong></p><p>Venerdì scorso la società di Elon Musk ha <strong>completato con successo il tredicesimo volo di prova del gigantesco razzo Starship</strong>, dopo settimane di rinvii e problemi tecnici. Eppure il titolo continua a scendere e quota ormai ben al di sotto del prezzo dell&#x27;Ipo di metà giugno. Venerdì il prezzo di chiusura è stato 115 dollari, in calo del 2,6%.</p><p>Secondo Adam Jonas, uno degli analisti più autorevoli di Morgan Stanley, il pessimismo degli investitori è ormai arrivato a livelli eccessivi e non riflette più i fondamentali dell&#x27;azienda.</p><p>Il tredicesimo test rappresentava un appuntamento molto importante dopo il rinvio del 17 luglio causato dal mancato avvio di quattro motori, bloccati dal congelamento di alcuni componenti delle turbopompe che alimentano il carburante.</p><p>Questa volta il lancio è avvenuto regolarmente. Il booster Super Heavy ha completato la manovra di rientro prevista, mentre lo stadio superiore ha raggiunto lo spazio, ha acceso nuovamente uno dei motori Raptor e soprattutto ha<strong> rilasciato con successo venti satelliti Starlink V3</strong>, la nuova generazione della costellazione che alimenta il business della connettività satellitare di SpaceX.</p><p>L&#x27;obiettivo finale resta quello di arrivare a un sistema completamente riutilizzabile, capace di ridurre di oltre il 90% il costo per chilogrammo trasportato in orbita. Un traguardo che, secondo gli analisti, potrebbe aprire la strada a nuovi mercati, compresa la futura realizzazione di data center dedicati all&#x27;intelligenza artificiale direttamente nello spazio.</p><p>Nonostante il successo del test, gli investitori restano concentrati sui rischi di breve periodo. A pesare sul titolo sono i ritardi accumulati dal programma Starship e l&#x27;avvicinarsi dello <strong>sblocco del lock-up, che dal mese prossimo consentirà ai primi investitori di vendere parte delle azioni ricevute in occasione della quotazione</strong>.</p><p>Due elementi che hanno indotto <strong>HSBC ad avviare la copertura con raccomandazione Hold</strong> e target price a 115 dollari,</p><p>Il mercato teme quindi un aumento dell&#x27;offerta di titoli proprio mentre cresce l&#x27;incertezza sull&#x27;economia americana e molti investitori stanno riducendo l&#x27;esposizione verso le società più impegnate negli enormi investimenti richiesti dall&#x27;intelligenza artificiale.</p><p>Per Adam Jonas, analista di Morgan Stanley, il mercato sta guardando nella direzione sbagliata. In una nota agli investitori citata da Bloomberg, l&#x27;analista sostiene che il forte calo delle quotazioni abbia ormai creato<strong> &quot;un&#x27;interessante opportunità di ingresso&quot;, perché il deterioramento del sentiment non è stato accompagnato da un peggioramento dei fondamentali della società.</strong></p><p>Secondo Jonas, molti investitori sono convinti che il titolo possa scendere fino a circa 100 dollari quando terminerà il lock-up.</p><p>Ma proprio questo livello rappresenterebbe, a suo giudizio, una clamorosa anomalia di valutazione.</p><p>Il punto centrale dell&#x27;analisi riguarda il valore attribuito dal mercato alle attività di intelligenza artificiale di SpaceX.<strong> Morgan Stanley stima che oltre metà del proprio target price di 300 dollari derivi proprio dal potenziale delle attività AI sviluppate dal gruppo.</strong></p><p>Eppure, osserva Jonas, molti investitori assegnano oggi a questo business un valore nullo o addirittura negativo. Le ragioni sono note: gli investimenti necessari sono enormi, la redditività futura è ancora incerta e una parte significativa delle risorse manageriali viene destinata allo sviluppo dell&#x27;intelligenza artificiale invece che ai tradizionali business spaziali e della connettività satellitare.</p><p>Per Jonas, tuttavia, proprio questa sfiducia rappresenta l&#x27;errore del mercato. &quot;SpaceX mantiene una posizione unica nelle attività di lancio spaziale, nella connettività e nell&#x27;intelligenza artificiale&quot;, scrive l&#x27;analista, ribadendo la raccomandazione Buy.</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p>Morgan Stanley non è sola. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, quasi l&#x27;80% degli analisti che seguono il titolo consiglia l&#x27;acquisto. Anche Goldman Sachs, JPMorgan, Bank of America e Citigroup — le principali banche che hanno guidato la quotazione record di giugno — mantengono raccomandazioni equivalenti a Buy.</p><p><strong>Il target price medio degli analisti si colloca intorno ai 232 dollari, oltre il doppio rispetto alle quotazioni attuali.</strong></p><p>Il prossimo appuntamento decisivo sarà il 4 agosto, quando SpaceX pubblicherà i primi risultati trimestrali da società quotata. Gli investitori guarderanno soprattutto alla crescita di Starlink, oggi il principale motore dei ricavi del gruppo.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Nvidia, trattative con OpenAI su data center per l’IA]]></title>
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            <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 08:30:36 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Secondo indiscrezioni di stampa, l’azienda produttrice di chip potrebbe fornire una garanzia finanziaria per aiutare il creatore di ChatGPT a noleggiare capacità di calcolo da un progetto di data center statunitense.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Una garanzia finanziaria per aiutare <strong>OpenAI</strong> a noleggiare capacità di calcolo da un progetto di data center USA previsto per il 2028. Questo è l’obiettivo delle trattative in corso tra <strong>Nvidia</strong> e il creare di ChatGPT secondo indiscrezioni pubblicate da <strong>Bloomberg</strong>, con l’azienda più grande al mondo per capitalizzazione di mercato che sembra sempre più impegnata nel convogliare capitali nelle infrastrutture che alimentano il suo business.</p><p>Le trattative sarebbero incentrate, in particolare, sul <strong>noleggio di un hub da 500 miliardi di dollari </strong>e <strong>10 gigawatt</strong> in Ohio, secondo fonti del media, e Nvidia potrebbe fornire una garanzia fino a 250 miliardi di dollari al laboratorio di intelligenza artificiale.</p><p>Per il momento, però, non ci sarebbe niente di ufficiale e le interlocuzioni potrebbero fallire o le condizioni di finanziamento potrebbero cambiare, sempre secondo le fonti di Bloomberg.</p><p>Il complesso di data center in Ohio si sta distinguendo come tra i più grandi al mondo: un mega-simbolo dell’enorme domanda di capacità di calcolo necessaria per alimentare lo sviluppo dell’IA. È anche un progetto chiave per il fondatore di SoftBank, Masayoshi Son, e per l’amministrazione Trump, che ha salutato l’investimento come una grande vittoria.</p><p>Il ceo di Nvidia, <strong>Jensen Huang</strong>, ha indirizzato miliardi di dollari verso aziende in tutta la catena di fornitura dell’IA, con l’obiettivo di accelerare l’adozione dei suoi prodotti ed eliminare gli ostacoli che rischiano di rallentare la diffusione dell’intelligenza artificiale.</p><p>Nvidia sta investendo separatamente 1 miliardo di dollari in Naver per aiutare a finanziare un data center IA in costruzione e sta collaborando con SK Group per costruire più di 2 gigawatt di data center IA nella penisola coreana.</p><p>Huang ha sostenuto che gli investimenti in aziende come Anthropic PBC e OpenAI aiuteranno non solo il suo business, ma forniranno anche un ritorno sull’investimento. I critici hanno espresso preoccupazione che tali mosse rappresentino un’inflazione artificiale della domanda.</p><p></p><p>Una garanzia da parte di Nvidia metterebbe in luce il <strong>finanziamento sempre più circolare</strong> dietro al boom dell’IA, poiché i giganti della tecnologia finanziano progetti sempre più grandi che alla fine generano affari per se stessi. Si tratta di un sistema in cui le grandi aziende investono denaro in startup o partner affinché questi ultimi utilizzino quel denaro per ricomprare i prodotti o i servizi dell&#x27;azienda stessa.</p><p>Negli ultimi mesi, gli investitori hanno iniziato a mostrare scetticismo sulle valutazioni azionarie troppo elevate nel settore tech, preoccupati che la capacità in costruzione superi la domanda futura di servizi di IA. I grandi attori statunitensi, da Meta Platforms a Alphabet, hanno accelerato gli indebitamenti negli ultimi mesi per finanziare questa storica espansione, suscitando timori su una spesa eccessivamente ambiziosa per una tecnologia che non ha ancora garantito rendimenti costanti.</p><p>“Anche se gli investimenti e le partnership di Nvidia rafforzano la fiducia nelle costruzioni a lungo termine nell’IA, gli investitori restano preoccupati per il finanziamento circolare”, sottolinea <strong>Gary Tan</strong>, gestore di portafoglio presso Allspring Global Investments.</p><p>“L’indiscrezione suggerisce che Nvidia è pronta a sostenere espansioni più ampie delle infrastrutture IA, alleviando le preoccupazioni che la domanda di capacità stia diminuendo o che i mercati di finanziamento non riescano ad assorbire la prossima ondata di progetti”, scrivono <strong>Anurag Rana</strong> e <strong>Josh Christensen</strong>, analisti di Bloomberg.</p><p>La notizia arriva dopo l’aumento del capex di Alphabet della scorsa settimana che aveva “indicato una spesa sostenuta da parte degli hyperscaler, e segnali simili da Microsoft, Amazon e Meta in questa stagione degli utili rafforzerebbero la nostra opinione che <strong>il calcolo IA di alta gamma rimanga limitato dall’offerta</strong>. Osserveremo se Google farà commit simili di garanzia creditizia con i partner neocloud nel suo ambito, come ha già fatto con Fluidstack, e se un tale sostegno abbassi i costi di finanziamento”, aggiungono.</p><p>Sempre in tema di finanziamento circolare, la settimana è arrivata la notizia di un <strong>accordo tra Nvidia e SK Group dal valore di 500 miliardi di dollari</strong>, che spazia dai data center su larga scala allo sviluppo di memorie di nuova generazione, rafforzando così la partnership a lungo termine tra le due aziende.</p><p>Le due società hanno firmato lettere d’intenti riguardanti la costruzione di fabbriche e la fornitura di memoria per l’IA e la partnership mira a soddisfare la domanda di questa tecnologia nella regione Asia-Pacifico, inclusa la Corea del Sud.</p><p>Le parti si assicureranno una fornitura di memoria di nuova generazione per Nvidia, sviluppando al contempo congiuntamente memorie ad alta larghezza di banda per l&#x27;addestramento dell&#x27;IA, gli agenti di IA e le applicazioni di &quot;IA fisica&quot;.</p><p>Nell&#x27;ambito di questa iniziativa, <strong>SK Telecom</strong> prevede di costruire un data center per l&#x27;intelligenza artificiale da 2 gigawatt che utilizzerà i chip <strong>Vera Rubin</strong> di Nvidia e la memoria <strong>HBM4 </strong>di SK Hynix. Il primo impianto dovrebbe entrare in funzione nel 2027, secondo le informazioni fornite da Nvidia all’agenzia Reuters.</p><p></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Colpo Saipem: contratti da Eni per un totale di 800 milioni di euro]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-saipem-contratti-da-eni--800-milioni-di-euro-venezia-costa-avorio/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-saipem-contratti-da-eni--800-milioni-di-euro-venezia-costa-avorio</link>
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            <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 07:15:47 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Il gruppo si è aggiudicato due nuovi contratti, uno in Italia e uno in Costa d’Avorio, che, secondo il suo management, confermano la sua capacità di realizzare progetti complessi sia nei settori tradizionali sia nell&#x27;ambito della transizione energetica.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Luci su <strong>Saipem</strong> stamattina dopo l’aggiudicazione di due nuovi contratti dal valore complessivo di circa 800 milioni di euro.</p><p>Il primo, assegnato da <strong>Eni Cote d’Ivoire</strong> e dai suoi partner, riguarda il progetto Baleine Phase 3, terza fase di sviluppo del giacimento oil gas Baleine, situato al largo della <strong>Costa d&#x27;Avorio</strong> a profondità fino a 1.300 metri.</p><p>Saipem si occuperà della attività di ingegneria, fabbricazione, trasporto e installazione di circa 50 km di condotte rigide e delle relative strutture sottomarine. Il progetto include inoltre il trasporto e l&#x27;installazione di riser flessibili, jumper flessibili, sistemi di produzione sottomarini e di una flowline flessibile per l&#x27;esportazione del gas lunga 3 km, e di 22 km di ombelicali sottomarini.</p><p>Le attività avranno una durata stimata di <strong>circa tre anni </strong>e prevedono l&#x27;impiego delle navi da costruzione FDS e Shen Da.</p><p>Per Saipem si tratta della seconda commessa in Costa d’Avorio <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-saipem-contratto-in-costa-d-avorio-per-260-milioni-di-dollari/">dopo quella annunciata la settimana scorsa</a> e dal valore di 260 milioni di dollari.</p><p>Il secondo contratto è stato aggiudicato da <strong>Enilive</strong>, società di Eni e attiva nella produzione di biocarburanti, di biometano e nella commercializzazione e distribuzione di tutti i vettori energetici per la mobilità.</p><p>In particolare, Saipem si occuperà delle attività di ingegneria, approvvigionamento e costruzione (Epc) di una nuova unità di deossigenazione nella bioraffineria Enilive di <strong>Venezia</strong>, a Porto Marghera.</p><p>La nuova unità, progettata per trattare 70 tonnellate all&#x27;ora di materie biogeniche, contribuirà ad aumentare la capacità produttiva di biocarburante Hvo (Hydrotreated Vegetable Oil).</p><p>Questa nuova aggiudicazione si inserisce nel <strong>più ampio accordo di collaborazione tra Eni e Saipem nel campo della bioraffinazione</strong>. Le nuove acquisizioni &quot;confermano la capacità di Saipem di realizzare progetti complessi sia nei settori tradizionali sia nell&#x27;ambito della transizione energetica, rafforzando al contempo la collaborazione con Eni e supportando lo sviluppo di infrastrutture energetiche strategiche e la produzione di carburanti sostenibili&quot;, spiega la società nella nota.</p><p>A Piazza Affari, intanto, la settimana inizia in rosso per le <strong>azioni Saipem</strong>, condizionate dall’andamento del petrolio. Se il <strong>Brent</strong> cala di oltre il 5%, a 86,60 dollari al barile, il titolo del gruppo italiano cede l’1%, scendendo a 4,38 euro, insieme agli altri petroliferi che soffrono la debolezza del greggio: Eni (22 euro) a -4% e Tenaris (25,25 euro) a -1%.</p><p>A incidere sull’andamento del petrolio è la <strong>decisione di Stati Uniti e Iran di cancellare ulteriori azioni militari</strong>, gesto considerato come un segnale tangibile di una potenziale de-escalation nell’area: dopo 13 giorni di attacchi, gli Stati Uniti hanno fermato i raid nelle ultime 48 ore, mentre dall’Iran non sono arrivate nuove rappresaglie.</p><p>“Questa pausa ha visto il Brent arretrare bruscamente, con un calo di oltre il 7%, scendendo sotto i 90 dollari al barile”, sottolineano gli esperti di <strong>ING</strong> aggiungendo che “sebbene questo sia il primo segnale tangibile di de-escalation, le ragioni alla base di tale fenomeno sono meno chiare. Gli Stati Uniti non hanno fornito molte spiegazioni. Inoltre, ciò non ha ancora portato a un aumento significativo dei flussi navali attraverso lo Stretto di Hormuz. È improbabile che si assista a una ripresa finché non ci sarà chiarezza sulla durata di questa de-escalation e sulla possibilità per le navi di attraversare lo stretto senza timore di attacchi”.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Petrolio in calo con lo stop degli attacchi tra Usa e Iran e l'ipotesi di nuovi negoziati]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/petrolio-in-calo-con-lo-stop-degli-attacchi-tra-usa-e-iran-e-l-ipotesi-di-nuovi-negoziati/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=petrolio-in-calo-con-lo-stop-degli-attacchi-tra-usa-e-iran-e-l-ipotesi-di-nuovi-negoziati</link>
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            <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 06:30:44 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>I prezzi del petrolio hanno aperto la settimana con un marcato arretramento dopo <strong>la sospensione degli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran</strong>, una pausa arrivata al termine di quasi due settimane di operazioni militari. Il rallentamento delle ostilità ha favorito le attese di un possibile ritorno al confronto diplomatico, anche alla luce delle indiscrezioni secondo cui il presidente statunitense <strong>Donald Trump sarebbe disponibile a riaprire i negoziati di pace</strong>.</p><p>In avvio di giornata <strong>il future sull’Euro Stoxx 50 sale del +0,8%, mentre i futures sull’S&amp;P 500 e sul Nasdaq 100 mostrano rialzi più sostenuti, rispettivamente pari a +0,9% e +1,5%</strong>. Questa mattina anche i mercati asiatici hanno reagito in prevalenza positivamente alla sospensione degli attacchi. L’S&amp;P/ASX 200 sale del +1,1%, l’Hang Seng avanza del +0,8%, il CSI 300 guadagna il +0,3% e lo Shanghai Composite registra un progresso del +0,4%. Il Kospi arretra del -0,3% e il Nikkei cede il -0,1%, penalizzati dalla debolezza dei titoli tecnologici.</p><p>Il miglioramento del clima sui mercati resta legato alla <strong>durata della tregua e all’esito dei colloqui diplomatici</strong>, mentre gli investitori continuano a seguire l’evoluzione delle rotte marittime e delle infrastrutture energetiche regionali.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Washington non ha condotto nuovi attacchi dalla tarda serata di venerdì, dopo <strong>13 notti consecutive di bombardamenti</strong> destinati a ridurre la capacità dell’Iran di minacciare il traffico commerciale marittimo. Teheran ha comunicato di aver interrotto a sua volta le azioni di rappresaglia, pur senza annunciare un cessate il fuoco formale. Le due parti presentano la sospensione come uno spazio utile per la diplomazia, mentre <strong>durante il fine settimana sono proseguiti i colloqui mediati dall’Oman</strong>, concentrati sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.</p><p>Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ieri a Reuters che l’Iran manterrà fermi i propri attacchi finché anche gli Stati Uniti si asterranno dal riprendere le operazioni militari. La posizione di Teheran arriva mentre la campagna di bombardamenti statunitense resta sospesa e all’interno dell’amministrazione americana emergono valutazioni sull’opportunità di proseguire l’offensiva. Secondo le informazioni disponibili, alcuni consiglieri del presidente Trump avrebbero espresso preoccupazione per il <strong>progressivo depauperamento dell’arsenale degli Stati Uniti</strong>, mentre una parte degli ambienti militari riterrebbe che diversi obiettivi strategici siano già stati raggiunti. Funzionari statunitensi hanno comunque ribadito che tutte le opzioni restano disponibili e che la pausa non implica un abbandono della pressione militare, ma risponde alla volontà di concedere maggiore spazio ai negoziati.</p><p>La tregua resta fragile, anche perché <strong>le tensioni non si sono esaurite lungo le principali rotte energetiche</strong> della regione. Il traffico nello Stretto di Hormuz continua a essere fortemente compromesso e il conflitto si è esteso anche al Mar Rosso. Nel fine settimana <strong>le forze Houthi sostenute dall’Iran avrebbero colpito con missili e droni infrastrutture energetiche saudite nelle aree di Jizan e Yanbu</strong>, provocando una risposta militare dell’Arabia Saudita. La prosecuzione di questi scontri indiretti mantiene aperto il rischio di interruzioni simultanee delle esportazioni dal Golfo Persico e dal Mar Rosso, anche se la sospensione degli attacchi tra Washington e Teheran viene considerata un primo segnale favorevole per una possibile de-escalation.</p><p>l miglioramento delle prospettive diplomatiche ha determinato un forte calo delle quotazioni del greggio. Questa mattina <strong>i prezzi del petrolio arretrano del -4%</strong>, riflettendo la speranza che la sospensione degli attacchi possa ridurre la tensione militare e favorire la ripresa della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Il future sul <strong>Brent scende a 92 dollari al barile, mentre il WTI arretra a 84 dollari.</strong> Entrambi i riferimenti si attestano sui livelli più bassi da quasi una settimana, dopo aver registrato rialzi per tre settimane consecutive.</p><p>Il movimento odierno segue una fase di forte apprezzamento delle quotazioni energetiche. <strong>Nella settimana precedente il Brent aveva guadagnato il +9,9%</strong>, pur chiudendo la seduta di venerdì con una flessione del -3,9%, dopo aver superato temporaneamente la soglia dei 100 dollari. L’aumento del petrolio aveva alimentato i timori di uno shock inflazionistico prolungato e rafforzato le aspettative di una <strong>politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve</strong>.</p><p>Il calo del greggio rappresenta un elemento favorevole anche per le prospettive dell’inflazione, dopo che il precedente aumento delle quotazioni aveva spinto verso l’alto le aspettative sui prezzi e i rendimenti obbligazionari. Il mercato continua comunque a valutare con attenzione la possibilità che la Federal Reserve modifichi la propria politica monetaria nella riunione di questa settimana. <strong>I contratti future attribuiscono una probabilità del 34% a un rialzo dei tassi</strong>, in diminuzione di 4 punti percentuali durante le contrattazioni asiatiche. Gli economisti continuano a prevedere tassi invariati, ma la decisione resta incerta a causa del difficile equilibrio tra i segnali di moderazione dell’inflazione e il rischio che le tensioni energetiche producano effetti più persistenti.</p><p>n Italia sono attese nel corso della settimana le misure del governo destinate a <strong>contenere il prezzo di benzina e diesel entro la soglia dei due euro</strong>. I provvedimenti dovrebbero essere esaminati in vista del Consiglio dei ministri già convocato per il 4 agosto. L’intervento arriva dopo il forte aumento delle quotazioni del petrolio provocato dal conflitto tra Stati Uniti e Iran e punta a limitarne le conseguenze sui prezzi dei carburanti pagati da famiglie e imprese.</p><p>Il Tesoro sta inoltre lavorando a un <strong>piano da 14 miliardi di euro dedicato all’energia pulita</strong>, secondo quanto riportato sabato dal Corriere della Sera. Il progetto dovrebbe comprendere un aumento graduale della capacità di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica e l’introduzione di incentivi per favorire il ricorso alle comunità energetiche. Le misure si inseriscono nel quadro degli interventi destinati a sostenere la trasformazione del sistema energetico e a ridurre l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi delle fonti fossili.</p><p><strong>UNICREDIT, COMMERZBANK</strong>. Il presidente di Commerzbank, Jens Weidmann, ha sollecitato UniCredit ad aprire un confronto sui termini di una possibile integrazione. La banca tedesca avrebbe superato le residue opposizioni al progetto e starebbe ora concentrando l’attenzione sulle garanzie e sulle concessioni da ottenere nell’ambito dell’operazione.</p><p><strong>UNICREDIT</strong>. L’Unione europea ha autorizzato una deroga circoscritta al sistema delle sanzioni, che potrebbe permettere a UniCredit di portare a termine una transazione rinviata da tempo e collegata agli imprenditori russi Mikhail Fridman e Petr Aven. L’esenzione emerge dall’ultimo pacchetto di misure approvato nei confronti della Russia.</p><p><strong>UNICREDIT, GENERALI</strong>. L’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, ha confermato in un’intervista pubblicata domenica dal Corriere della Sera di aver avviato incontri con l’amministratore delegato di Generali, Philippe Donnet, per discutere eventuali forme di collaborazione industriale. Orcel ha aggiunto che UniCredit segue con interesse i possibili cambiamenti nella struttura societaria del gruppo assicurativo.</p><p><strong>BANCO BPM, MPS, INTESA SANPAOLO</strong>. Gli advisor impegnati nello studio di una possibile aggregazione tra Banco BPM e MPS starebbero esaminando due alternative, secondo quanto riportato sabato da Milano Finanza. La prima prevede una fusione con l’incorporazione di MPS in Banco BPM oppure, in senso opposto, di Banco BPM in MPS. La seconda ipotesi riguarda un’offerta pubblica concorrente, che avrebbe maggiori probabilità di essere promossa da Piazza Meda. Le diverse soluzioni presenterebbero differenze nei tempi di realizzazione, nel ruolo degli azionisti, nei rischi esecutivi e nella capacità di anticipare l’operazione di Intesa Sanpaolo.</p><p><strong>BANCO BPM, MPS</strong>. Secondo quanto scritto domenica dal Sole 24 Ore, Banco BPM e MPS potrebbero riunire nei prossimi giorni i rispettivi consigli di amministrazione per esaminare le condizioni di una fusione, prima delle riunioni ordinarie dedicate ai risultati e previste tra il 5 e il 6 agosto. In seguito all’aggregazione, l’amministratore delegato di Banco BPM, Giuseppe Castagna, potrebbe conservare l’incarico, mentre l’amministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio, sarebbe destinato ad assumere la presidenza.</p><p><strong>ENI</strong>. Vitol, primo operatore indipendente mondiale nel commercio di petrolio per volumi, ha comunicato che l’operazione con Eni relativa ad alcune attività nella Repubblica del Congo è stata interrotta dopo il raggiungimento della cosiddetta long stop date nel marzo 2026. L’informazione è contenuta in un documento societario esaminato da Reuters.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>La Finestra sui Mercati</category>
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            <title><![CDATA[Opas UniCredit, Commerzbank si arrende e prepara il dialogo]]></title>
            <link>https://www.orafinanza.it/it/azioni-opas-unicredit-commerzbank-si-arrende-e-prepara-il-dialogo/?utm_medium=feed&amp;utm_source=orafinanza&amp;utm_content=azioni-opas-unicredit-commerzbank-si-arrende-e-prepara-il-dialogo</link>
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            <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 13:00:45 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Ci sarebbe già la data, individuata nei prossimi giorni, visto l’ammorbidimento dei tedeschi a seguito dei risultati dell’offerta della banca milanese che sembra ad andare in porto.</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbero iniziare presto, prestissimo, i colloqui tra <strong>UniCredit</strong> e <strong>Commerzbank</strong>, in quanto l’istituto tedesco si sarebbe ormai convinto che l’acquisizione da parte della banca italiana appare sempre più probabile visto i <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-unicredit-sfiora-il-50-di-commerzbank-a-conclusione-dell-ops/">risultati dell’Opas</a>. A scriverlo è <strong>Bloomberg</strong>, le cui fonti parlano già di una <strong>videochiamata programmata dopo la presentazione dei risultati</strong> finanziari di Commerzbank, in agenda per il <strong>6 agosto prossimo</strong>.</p><p>Anche se le fonti del media definiscono “poco probabile” che l’incontro porti ad una svolta vista l’attuale fase di stallo, il colloquio potrebbe aprire la strada a <strong>trattative più importanti nel futuro</strong>.</p><p>I nuovi colloqui tra Orcel e la Ceo tedesca <strong>Bettina Orlopp </strong>aprono alla possibilità di un percorso condiviso e questo potrebbe rendere più agevole per Orcel l&#x27;acquisizione di Commerzbank, potenzialmente riducendo le probabilità che debba offrire un prezzo più alto per acquistare ulteriori azioni, sempre secondo Bloomberg.</p><p>&quot;La priorità ora è condurre discussioni costruttive per stabilire i punti chiave per il personale, gli azionisti e i clienti della banca&quot;, ha affermato oggi il presidente di Commerzbank, <strong>Jens Weidmann</strong>. &quot;Queste discussioni sono anche nell&#x27;interesse di UniCredit e non ci saranno scorciatoie passando per Berlino”, ha aggiunto.</p><p>Finora non ci sono stati contatti con il governo per organizzare potenziali incontri, ha precisato Orcel. Tuttavia, con UniCredit pronta a controllare quasi la metà delle azioni di Commerzbank a seguito di un&#x27;offerta al ribasso, la <strong>Germania ha recentemente ammorbidito i toni</strong>.</p><p>Orlopp coordinerà molto probabilmente la propria posizione con il <strong>governo tedesco</strong>, proseguono da Bloomberg, e un portavoce dell’esecutivo si è richiamato a una precedente dichiarazione del ministero delle Finanze, secondo cui spetta ora alle due banche parlarsi.</p><p>Intanto, Berlino starebbe preparando le richieste fondamentali per eventuali colloqui con UniCredit, secondo quanto riportato da Bloomberg, che includeranno probabilmente la <strong>salvaguardia del ruolo di Commerzbank</strong> come <strong>importante fonte di finanziamento</strong> per il settore corporativo del Paese.</p><p>Anche il presidente di Commerzbank ha mostrato un atteggiamento meno conflittuale. &quot;Anche se avremmo preferito che le cose andassero diversamente, i rapporti di forza alla prossima assemblea generale degli azionisti sono chiari&quot;, ha dichiarato Weidmann, riferendosi alla capacità di UniCredit di spingere per dei cambiamenti, dato che non tutti gli investitori tendono a esercitare il proprio diritto di voto nelle assemblee.</p><p>Dal fronte UniCredit, un portavoce ha affermato che Orcel è <strong>pronto a confrontarsi con il governo tedesco</strong>, in particolare sulle condizioni concrete e su un percorso costruttivo per le questioni strategiche.</p><p>Ieri, Orcel aveva sottolineato che il periodo di &quot;limbo&quot; tra la fine del periodo di adesione all&#x27;offerta e l&#x27;ottenimento delle autorizzazioni necessarie a entrare effettivamente in possesso delle azioni consegnate è il &quot;momento ideale&quot; per avviare un dialogo con gli stakeholder - il governo e i rappresentanti dei lavoratori in primis. Orcel sarebbe inoltre &quot;molto felice&quot; se Berlino decidesse di rimanere nel capitale della banca con il suo 12% circa.</p><p>Nel corso della conference con gli analisti, in merito ai rapporti con il Governo tedesco su Commerzbank, il manager ha precisato che con Berlino UniCredit sta cercando un &quot;dialogo faccia a faccia in cui possano essere chiariti molti malintesi e in cui potremo dimostrare che siamo d&#x27;accordo su molto, molto più di quanto non si sia in disaccordo, per trovare un modo coerente di andare avanti&quot;.</p><p></p><p></p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Attualità</category>
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            <title><![CDATA[Capex in IA, perché la raccolta di capitale azionario ha senso]]></title>
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            <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 12:45:05 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[<p>Una nuova ondata di Ipo, circa 225 miliardi di dollari attesi nel 2026, insieme all’aumento delle offerte secondarie negli Stati Uniti ha riacceso un vecchio timore: la nuova offerta di capitale azionario è un segnale che il mercato rialzista è vicino alla fine? Emergono due domande chiave: la de-equitizzazione sta finendo e il boom degli investimenti garantirà rendimenti adeguati?</p>]]></description>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Il contesto dell’aumento delle emissioni azionarie è il ciclo globale di Capex (spese in conto capitale). <strong>Pimco stima una spesa cumulativa di circa 14 trilioni di dollari in cinque anni</strong>, con oltre la metà destinata alle infrastrutture. Una parte significativa è legata a investimenti guidati dall’intelligenza artificiale (IA) - data center, semiconduttori e sistemi energetici a supporto dell’infrastruttura digitale. </p><p>Fino al 2024, si legge nel commento di <strong>Jérôme van der Bruggen</strong>, Chief Market Strategist di <strong>Indosuez Wealth Management</strong>, gli hyperscaler hanno finanziato in gran parte questa espansione tramite flussi di cassa interni. Nel 2025, tuttavia, la portata e l’accelerazione delle esigenze di investimento li hanno portati a ricorrere ai mercati del debito. Ora, nel 2026, <strong>l’emissione di capitale, Ipo e offerte secondarie</strong>, sta diventando un canale di finanziamento sempre più importante. Questo cambiamento ha sollevato preoccupazioni tra gli investitori abituati a un decennio di offerta netta di capitale in calo.</p><p></p><p>La prima preoccupazione è se il ritorno delle emissioni azionarie segni la fine di un potente vento di coda strutturale. Come mostra il grafico sottostante, spiega van der Bruggen, dal 2005 l’offerta netta di capitale è diminuita costantemente, con <strong>buyback, dividendi e fusioni e acquisizioni</strong> (M&amp;A) che superano le emissioni di circa l’1,2% all’anno. Questa riduzione del numero di azioni ha significativamente aumentato i rendimenti realizzati sull’azionario, amplificando la crescita dell’utile per azione (EPS).</p><div style="display:none">Unknown block type "image", specify a component for it in the `components.types` option</div><p>A prima vista, la riapertura dei mercati di capitale azionario potrebbe suggerire che questa era sta finendo. Tuttavia, osserva van der Bruggen, i dati non supportano tale conclusione. <strong>Gli osservatori di mercato prevedono circa 1,2 trilioni di dollari di buyback nel 2026</strong> - molto più dei 225 miliardi attesi dalle Ipo. Da notare che circa un quarto di quel totale di buyback era già stato eseguito al termine della stagione dei risultati del primo trimestre, sottolineando la continua generazione di capitale in eccesso. Questo squilibrio implica che<strong> l’offerta netta di capitale probabilmente rimarrà negativa</strong>. In altre parole, evidenzia van der Bruggen, mentre le emissioni aumentano, vengono più che compensate dai continui buyback. Il supporto strutturale della de-equitizzazione quindi persiste, anche se marginalmente meno potente rispetto al picco. Piuttosto che una inversione, stiamo assistendo a una <strong>normalizzazione all’interno di un quadro ancora favorevole per i mercati azionari</strong>.</p><p>La seconda, e forse più importante, domanda è se questo ciclo di investimenti senza precedenti si rivelerà, alla fine, realmente generatore di valore. Diversi fattori suggeriscono che la risposta sia affermativa. Innanzitutto, precisa van der Bruggen, <strong>la domanda finale appare robusta e in espansione</strong>. La commercializzazione dei modelli di IA generativa (Large Language Model o LLM) procede a un ritmo senza precedenti rispetto alle rivoluzioni tecnologiche precedenti. La capacità di generare ricavi avviene molto più rapidamente rispetto a innovazioni precedenti come internet o il cloud computing. Un esempio significativo è <strong>Anthropic</strong>, i cui ricavi dovrebbero essere aumentati di diciotto volte tra giugno 2025 e giugno 2026, raggiungendo circa 58 miliardi di dollari, poco meno del doppio dei ricavi di <strong>ASML</strong>, uno dei player più consolidati nell’ecosistema dei semiconduttori. Una tale rapida crescita indica una forte propensione a pagare e una base di adozione aziendale e di utilizzatori sempre più ampia.</p><p>In secondo luogo, sottolinea van der Bruggen, <strong>i timori di sovracapacità appaiono prematuri</strong>. Indosuez WM stima il valore di sostituzione dell’infrastruttura dati abilitata da IA negli USA attualmente intorno a 2 trilioni di dollari. Come punto di confronto, il costo di sostituzione dell’infrastruttura elettrica Usa è stimato in circa 6 trilioni di dollari. In altre parole, spiega van der Bruggen, la base installata di infrastruttura IA è solo circa un terzo del sistema energetico su cui si basa. Piuttosto che segnalare eccesso, ciò sottolinea <strong>il potenziale di crescita parallela di entrambi gli ecosistemi</strong>: espansione della capacità digitale insieme a un corrispondente sviluppo dell’infrastruttura energetica, con ampio spazio per una crescita congiunta.</p><p>Un terzo effetto, spesso trascurato, dell’ondata di Ipo è il <strong>ricircolo di capitale</strong>. L’emissione di capitale non si limita a finanziare solo nuovi investimenti, ma permette anche di liberare capitale rimasto da tempo bloccato nei mercati privati. Fondatori, primi dipendenti e investitori di venture capital trasformano partecipazioni illiquide in asset negoziabili, cristallizzando una ricchezza che può essere reimpiegata. Storicamente, osserva van der Bruggen, <strong>questi eventi di liquidità non hanno portato a una fuoriuscita dai mercati, ma piuttosto a una riallocazione interna</strong>: i proventi vengono reinvestiti in azioni quotate, nuove iniziative imprenditoriali e altri strumenti finanziari.</p><p>Nel complesso, riassume van der Bruggen, questi elementi suggeriscono che l’attuale ciclo di Capex non rappresenta un eccesso speculativo, bensì una <strong>risposta razionale a una domanda strutturale</strong>. Le aziende stanno investendo in modo aggressivo perché gli incentivi economici sono forti e sempre più evidenti. La ripresa delle Ipo e delle emissioni secondarie riflette la portata delle opportunità di investimento odierne, piuttosto che un segnale di allarme di fine ciclo. La de-equitizzazione resta intatta, conclude van der Bruggen, sostenuta dalla <strong>dominante attività di buyback, mentre il boom del Capex è sostenuto dalla domanda, dalle esigenze infrastrutturali e dal ricircolo di capitale</strong>.</p>]]></content:encoded>
            <author>info@orafinanza.it (OraFinanza.it)</author>
            <category>Analisi</category>
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