Brent oltre i 100 dollari dopo i nuovi attacchi in Medio Oriente

Brent oltre i 100 dollari dopo i nuovi attacchi in Medio Oriente

Alcuni analisti ritengono ancora rialzista il quadro fondamentale per i prodotti petroliferi alla luce di un conflitto tra Stati Uniti e Iran che non solo non sembra voler terminare ma potrebbe addirittura allargarsi.

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Il Brent supera i 100 dollari

Una linea di minor resistenza “in rialzo costante deciso” per il petrolio, secondo Darrell Fletcher, analista di Bannockburn Capital Markets.

Il Brent, infatti, stamattina superava (+2%) la quota psicologica dei 100 dollari, per la prima volta dal 24 luglio, con il greggio WTI a rimorchio (+1,50%), scambiato a 94,40 dollari.

Il benchmark del Mare del Nord ha guadagnato quasi il 60% da inizio anno, in un contesto caratterizzato dal “calo delle scorte e delle riserve a livello globale” che rende “il quadro fondamentale per i prodotti petroliferi ancora al rialzo”, secondo quanto prevede Fletcher.

Botta e risposta in Medio Oriente

“Nel frattempo, prosegue la dinamica abituale che vede Stati Uniti e Iran scambiarsi contrattacchi e avvertimenti", sottolinea l’esperto di Bannockburn Capital Markets.

Stamattina il comando statunitense Centcom ha comunicato di avere distrutto cinque petroliere iraniane. Quattro sono state colpite nel golfo dell'Oman, all'esterno dello Stretto di Hormuz, e una accanto all'isola di Kharg. Secondo gli USA, gli equipaggi sono stati preavvisati e messi in condizione di abbandonare le navi.

L'operazione senza precedenti è stata presentata come una ritorsione dopo i "ripetuti tentativi" di attaccare due unità americane - una portaerei e un cacciatorpediniere - bersagliate invano con missili balistici e da crociera.

Teheran ha risposto lanciando un'ondata di missili balistici contro le basi statunitensi in Giordania. Fonti vicine ai pasdaran hanno parlato di ben 30-35 ordigni diretti contro l'aeroporto di Muwaffaq Salti, dove sono schierate dozzine di jet americani: uno è stato filmato mentre sgancia grappoli di granate prima di venire intercettato dai Patriot della contraerea.

Le autorità iraniane hanno minacciato anche di affondare le petroliere ormeggiate nelle acque di Kuwait Bahrein.

Al momento però sono state già attaccate due imbarcazioni statunitensi, otto petroliere e 10 "imbarcazioni non conformi" che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz.

L’allargamento del conflitto

Il botta e risposta arriva nel corso di una settimana in cui gli attacchi sferrati dagli Houthi, sostenuti dall’Iran, contro le strutture energetiche saudite incendiano gli impianti petroliferi, minacciando un significativo allargamento del conflitto.

Gli attacchi degli Houthi potrebbero mettere a rischio le spedizioni di greggio attraverso il Mar Rosso, che rappresenta una rotta alternativa fondamentale allo Stretto di Hormuz, dove i flussi di greggio sono fortemente ridotti dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio.

Nella settimana precedente alla ripresa dei combattimenti, il 30 agosto, attraverso lo Stretto di Hormuz erano transitati circa 8-9 milioni di barili al giorno, il doppio del volume della settimana precedente, secondo Claudio Galimberti, capo economista di Rystad Energy, anche se più recentemente il volume era sceso al di sotto dei 2 milioni di barili al giorno.

Mentre i produttori di petrolio non OPEC, tra cui Stati Uniti, Canada e Guyana, aumentano la produzione, l’Agenzia internazionale per l’energia dice il mese scorso di prevedere che l’offerta globale di petrolio diminuirà quest’anno di 4,3 milioni di barili al giorno, ovvero circa il 4%.

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