Accordo tra Oman e Iran su Hormuz

Petrolio in lieve calo, Brent a 79 dollari il barile. Il future del Dax della borsa di Francoforte segna un rialzo dello 0,3%.
Il Dow Jones, grazie soprattutto alla spinta della sua componente tech, ha toccato un altro massimo storico, il terzo consecutivo. Sandisk. Il business dei data center ha registrato un fatturato di 2,97 miliardi di dollari nel trimestre, superiore alle stime di 2,74 miliardi di dollari e in crescita del 103% rispetto all'anno precedente.
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Le borse dell’Europa e degli Stati Uniti hanno parzialmente rallentato ieri dopo il vigoroso rimbalzo avviato venerdì della scorsa settimana, i future danno come altamente probabile una ripartenza.
Lo scenario bellico nel Medio Oriente mostra segni di distensione dopo il quasi raggiungimento di un accordo sulla navigazione nello Stretto di Hormuz tra l’Iran e l’Oman. Il petrolio tipo Brent è poco mosso a 79 dollari il barile.
Il future del Dax della borsa di Francoforte segna un rialzo dello 0,3%.
Ieri a Wall Street l’indice S&P500 chiuso appena sotto la parità all’indomani del rialzo record. Il Dow Jones, grazie soprattutto alla spinta della sua componente tech, ha toccato un altro massimo storico, il terzo consecutivo: nelle ultime cinque sedute il rialzo è stato del 5,3%. Da inizio anno, le performance del Nasdaq e del Dow Jones sono appaiate, sopra il 13%.
NELL’AFTER HOURS DI WALL STREET
Sandisk ha fissato le previsioni di fatturato per il trimestre di settembre tra 10,3 miliardi e 10,8 miliardi di dollari, un valore medio inferiore al consenso degli analisti di FactSet, pari a 10,8 miliardi di dollari. Le previsioni dell'azienda per l'utile per azione rettificato erano comprese tra 44 e 46 dollari, mentre le aspettative del consenso prevedevano 44,72 dollari.
Il titolo Sandisk ha perso circa il 5%, dopo aver chiuso in ribasso del 5,4% nella sessione regolare.
Nel trimestre di giugno, Sandisk ha registrato un fatturato di 8,97 miliardi di dollari, in crescita del 51% rispetto al trimestre precedente e superiore agli 8,48 miliardi di dollari previsti dagli analisti monitorati da FactSet. Anche l'utile per azione rettificato di 39,25 dollari ha superato le stime di 34,96 dollari.
Il CEO di Sandisk, David Goeckeler, ha dichiarato in un comunicato che l'azienda ha consolidato il proprio business dei data center "come pilastro chiave della crescita" e ha rafforzato le partnership con i clienti nell'anno fiscale appena concluso.
Il business dei data center dell'azienda ha registrato un fatturato di 2,97 miliardi di dollari nel trimestre, superiore alle stime di 2,74 miliardi di dollari e in crescita del 103% rispetto all'anno precedente. Il segmento consumer di Sandisk ha registrato un fatturato di 556 milioni di dollari, ben al di sotto delle previsioni di 874 milioni di dollari e in calo del 32% rispetto all'anno precedente.
Margine lordo rettificato dell'84,6% per il trimestre, in aumento di 58,2 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Tuttavia, il margine lordo rettificato potrebbe contrarsi leggermente nel trimestre di settembre, dato che le previsioni dell'azienda indicano un valore compreso tra l'83% e l'85%.
Nel trimestre di marzo, Sandisk ha firmato cinque accordi iniziali per nuovi modelli di business. Nell'ultimo trimestre, Goeckeler ha affermato che l'azienda ha firmato altri tre accordi con nuovi clienti, oltre a due che ampliano accordi già esistenti.
Complessivamente, gli otto accordi prevedono un fatturato minimo di 93,3 miliardi di dollari a prezzi minimi garantiti.
BOND
Ieri i tassi di rendimento dei Treasury si sono mossi poco, decennale al 4,61%. Come previsto, il Dipartimento del Tesoro non ha modificato il fabbisogno di nuovi prestiti, mossa che evita di mettere in allarme i bond vigilantes, sempre più preoccupati della gestione della finanza pubblica e dalla perdita di indipendenza della Federal Reserve. Per quanto riguarda questo ultimo tema chiave, ci sono le indiscrezioni del Wall Street Journal.
FEDERAL RESERVE E CASA BIANCA
Il presidente Trump ha parlato più volte con Kevin Warsh da quando è diventato presidente della Fed, secondo fonti vicine alla vicenda, mantenendo un canale di comunicazione insolito rispetto alla prassi recente tra un presidente e il capo della banca centrale.
Trump chiama Warsh a raffica, dicono le fonti sentite dal Wall Street Journal, — più volte in pochi giorni, poi silenzio per periodi più lunghi. Il presidente ha chiesto il parere di Warsh su vari temi, tra cui l'impatto sull'economia della guerra in Iran e della rapida ascesa dell'intelligenza artificiale. Non è chiaro se i due abbiano discusso di politica monetaria: una fonte ha assicurato che Trump non ha toccato il tema dei tassi d'interesse da quando Warsh è stato confermato dal Senato.
Non è raro che presidenti e chair della Fed si incontrino, ma negli ultimi decenni i contatti sono stati più formali e pianificati, per evitare l'impressione di pressioni sulle decisioni sui tassi. Trump, invece, bypassa spesso i canali ufficiali, restando in contatto con leader mondiali, manager e parlamentari tramite il suo cellulare personale.
INFLAZIONE E INFLAZIONI
Misurare l'inflazione non è mai stato così complesso. Negli Stati Uniti i dati oscillano vistosamente: il "trimmed mean" PCE si attesta al 2,2%, mentre il PCE "core" viaggia al 3,3%. Una forbice ampia, influenzata da fattori temporanei come tariffe commerciali, tensioni geopolitiche e distorsioni legate all'intelligenza artificiale.
Per superare i limiti, gli economisti di Goldman Sachs hanno sviluppato un modello che corregge i pesi ufficiali in base agli obiettivi della banca centrale. Questo approccio implica che si dovrebbe "sovrapesare il cibo e gli affitti e sottopesare l'energia e le automobili". L'obiettivo è catturare meglio sia il trend di fondo sia la percezione reale del pubblico che orienta i mercati.
La conclusione degli analisti parla chiaro: per guidare la Fed non basta un solo dato. La strategia vincente è utilizzare una media di cinque indicatori (oggi al 2,9%). La statistica però non basta, poiché "nessun approccio puramente statistico può eliminare del tutto la necessità di considerare come il contesto macroeconomico più ampio stia influenzando l'inflazione". Il target del 2% potrebbe essere molto più vicino del previsto.
ELEZIONI DI MEDIO TERMINE E MERCATI
Un Congresso diviso tra i due partiti è lo scenario ritenuto più probabile da PIMCO, nonché la dinamica che "storicamente è stata ben accolta dai mercati". Secondo il report "Washington Watch" firmato da Libby Cantrill, questo equilibrio istituzionale genererebbe una maggiore paralisi decisionale (gridlock), rassicurando gli investitori. L'elettorato statunitense, fortemente pessimista per l'aumento dei prezzi e la guerra in Iran, si appresta al voto in un clima di scontro radicale. I Democratici appaiono favoriti per riconquistare la Camera dei Rappresentanti, spinti da una forte mobilitazione contro Donald Trump che gli strateghi definiscono una "hate election".
Al contrario, la partita per il Senato vede in netto vantaggio i Repubblicani. Per i progressisti la rimonta è ostacolata dalla sfavorevole distribuzione dei seggi in palio: come evidenzia esplicitamente PIMCO, "la geografia è destino". Una maggioranza repubblicana ridotta al Senato, unita a una Camera democratica, frenerebbe i dazi aggressivi della Casa Bianca e tutelerebbe l'autonomia della Federal Reserve.
TITOLI
Tenaris chiude il secondo trimestre con un fatturato in calo del 4% a 2,96 miliardi di dollari rispetto al trimestre precedente, riflettendo in larga misura il rinvio delle spedizioni ai clienti in Medio Oriente a causa della chiusura di fatto dello stretto di Hormuz per gran parte del periodo.
Anche l'ebitda è diminuito. La flessione del margine operativo è stata del 12% a 649 milioni di dollari a causa dell'aumento dei costi logistici unitari, del minore assorbimento dei costi fissi e dell'aumento dei costi delle materie prime.
L'utile è sceso del 13% a 492 milioni di dollari.
Banco BPM ha rivisto al rialzo la guidance per il 2026 e aumentato il target di remunerazione degli azionisti dopo aver registrato nel secondo trimestre un utile sopra le attese. La banca prevede ora un utile netto 2026 superiore a 1,95 miliardi di euro, e ha inoltre aumentato a circa 7 miliardi di euro, dai precedenti 6 miliardi, l'obiettivo cumulato di remunerazione degli azionisti per il periodo 2024-2027, che sarà realizzato attraverso dividendi in contanti e buyback.
Sul fronte dell'M&A, nel corso della conference call con gli analisti l'AD Giuseppe Castagna ha detto che una possibile aggregazione con Credit Agricole Italia resta un'opzione sul tavolo. La banca valuterebbe un'operazione qualora diventasse concreta e nell'interesse degli azionisti, aggiungendo che una fusione avrebbe una forte logica industriale ma richiederebbe una soluzione condivisa da tutti i soci.
Banco BPM. Il Tesoro manterrà la sua quota residua nella banca senese almeno fino al termine dell'offerta di acquisto di Intesa Sanpaolo , ha riferito una fonte dopo che il ministro dell'Economia aveva detto che la cessione avverrà senza interferire con le operazioni di M&A che riguardano la banca senese.
Unicredit. Commerzbank chiude il primo semestre 2026 con un utile netto record di 1,8 miliardi di euro, in crescita del 39,6%. L’utile operativo sale del 13,8% a 2,73 miliardi; nel secondo trimestre avanza del 16,9% a 1,37 miliardi.
Rheinmetall chiude il semestre con un utile operativo in aumento del 74% a 786 milioni euro; i ricavi crescono 39% a 5,2 miliardi euro. Il margine operativo si amplia a 15% (+2,9 punti percentuali); l’EPS da attività.
Outlook 2026 rivisto per la cancellazione del programma F126: ricavi attesi 13,7-14,2 miliardi di euro, margine operativo intorno al 19%.
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