AI, cresce l’offerta ma la vera domanda è chi catturerà i profitti

Dopo 18 mesi di prezzi elevati e carenze di componenti, la filiera tecnologica si prepara a un significativo aumento della capacità produttiva. Ma il riequilibrio tra domanda e offerta potrebbe procedere a velocità molto diverse tra memorie, semiconduttori e altri segmenti. Sullo sfondo emerge la grande domanda per gli investitori: chi riuscirà davvero a catturare i rendimenti degli enormi capitali investiti nell’AI?
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La filiera tecnologica prepara nuova capacità
La filiera tecnologica si sta preparando a un significativo aumento dell’offerta. Come si legge nel commento di Sebastien Mallet, Portfolio Manager Global Value Equity di T. Rowe Price, i prezzi lungo i diversi segmenti della catena di fornitura si mantengono elevati da circa 18 mesi, determinando carenze di componenti e una certa distruzione della domanda, anche attraverso una riduzione delle specifiche tecniche richieste dai clienti. In alcuni comparti, osserva Mallet, i clienti disposti a pagare di più sono stati quelli maggiormente in grado di assicurarsi i componenti necessari. Questo avviene dopo un decennio caratterizzato da una crescita relativamente contenuta lungo le filiere degli smartphone e dei PC.
Le aziende, tuttavia, sono ora impegnate ad aumentare la capacità produttiva. Così come le strozzature dell’offerta sono emerse progressivamente nei diversi segmenti durante la fase di crescita, secondo Mallet è probabile che anche il ritorno dell’offerta avvenga a velocità differenti. Alcuni comparti riusciranno ad aggiungere capacità più facilmente, in particolare quelli in cui la Cina dispone già di solide capacità manifatturiere. Altri richiederanno più tempo.
Memorie e semiconduttori verso il riequilibrio
Il comparto delle memorie ne è un buon esempio. Il NAND è difficile da espandere, spiega Mallet, ma la cinese YMTC sta aumentando rapidamente la propria capacità e potrebbe diventare un fornitore globale di rilevanza molto maggiore entro la fine del decennio. Il DRAM potrebbe invece essere uno degli ultimi segmenti in cui l’offerta riuscirà a riallinearsi alla domanda.
Vi sono inoltre segmenti della filiera che potrebbero beneficiare di questi investimenti. Le apparecchiature per semiconduttori utilizzate dai produttori di memorie rappresentano un’area da monitorare, evidenzia Mallet, mentre anche il ciclo dei wafer di silicio potrebbe avere ancora margine di crescita.
È inoltre probabile che nel sistema vi sia un elevato livello di ordini duplicati o persino triplicati. Quando i componenti scarseggiano, precisa Mallet, i clienti tendono naturalmente a cercare di assicurarsi le forniture necessarie attraverso più fonti. Con il progressivo aumento dell’offerta, dovremmo riuscire ad avere un quadro molto più chiaro dell’effettivo livello della domanda sottostante.
La grande domanda sui rendimenti dell’AI
Questo porta alla questione più ampia legata all’AI: chi sarà, in ultima analisi, a beneficiare dei rendimenti generati dall’enorme ammontare di capitale investito? Vi sono pochi dubbi sul fatto che l’AI cambierà il mondo. Ciò non significa necessariamente, puntualizza Mallet, che ogni investimento effettuato oggi sarà in grado di generare un rendimento interessante.
Se il costo della capacità di calcolo è erroneamente prezzato, sottolinea Mallet, i servizi di AI rimangono relativamente economici e le barriere all’ingresso per la creazione di nuovi prodotti e servizi basati sull’AI sono basse, chi sarà disposto, in ultima analisi, a pagare abbastanza da consentire di ottenere un rendimento sulle infrastrutture che vengono costruite?
La Cina può accelerare la risposta dell’offerta
La Cina aggiunge un ulteriore elemento di complessità. Le aziende cinesi possono essere disposte ad accettare rendimenti molto bassi pur di conquistare quote di mercato, accelerando potenzialmente la risposta dell’offerta in alcuni segmenti dell’ecosistema tecnologico. L’AI cambierà il mondo. La questione dal punto di vista degli investimenti è capire chi riuscirà, conclude Mallet, a catturare i rendimenti derivanti dall’enorme ammontare di capitale che viene impiegato per costruire questa nuova infrastruttura.
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