AI: i big vogliono rallentare, ma Nvidia punta 10 miliardi su Anthropic

AI: i big vogliono rallentare, ma Nvidia punta 10 miliardi su Anthropic

Amodei propone un “limite di velocità” allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e incassa il sostegno di Altman e Musk. Intanto la sua Anthropic prepara l’Ipo dei record, fino a 100 miliardi di dollari, e Nvidia potrebbe diventare anchor investor.

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Nvidia pronta a investire 10 miliardi nell’Ipo di Anthropic

Da una parte i leader dell’intelligenza artificiale discutono di mettere un limite alla velocità con cui avanzano i modelli più potenti. Dall’altra, la corsa agli investimenti non accenna minimamente a rallentare. Anzi. Nvidia starebbe valutando di investire fino a 10 miliardi di dollari nell’Ipo di Anthropic, quella che potrebbe diventare la più grande quotazione della storia.

Secondo Reuters, Anthropic punta a raccogliere fino a 100 miliardi di dollari con una valutazione intorno ai 2.000 miliardi e sarebbe in trattative con Nvidia per averla come anchor investor, cioè come investitore di riferimento nell’offerta. I piani sono ancora in discussione e potrebbero cambiare, ma la cifra dà la misura della posta in gioco.

Per Nvidia sarebbe un investimento enorme anche in termini assoluti, ma soprattutto un altro tassello nella strategia con cui il leader mondiale dei chip per l’AI sta allargando la propria presenza nell’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale. Anthropic è uno dei maggiori clienti potenziali dei processori necessari per addestrare e far funzionare i grandi modelli linguistici. Mettere 10 miliardi nella società significa quindi scommettere su uno dei protagonisti della corsa all’AI, ma anche contribuire alla crescita di un mercato che alimenta direttamente la domanda dei chip Nvidia.


Anthropic, la quotazione dei record

Anthropic, fondata appena cinque anni fa e proprietaria del chatbot Claude, ha scelto il Nasdaq per la quotazione, che potrebbe arrivare già in ottobre. L’obiettivo è eguagliare o superare il primato stabilito a giugno da SpaceX, che con la sua Ipo ha raccolto 86,3 miliardi di dollari.

La progressione delle valutazioni è impressionante. A maggio Anthropic aveva raccolto 65 miliardi di dollari sulla base di una valutazione di 965 miliardi. Ora punta a circa 2.000 miliardi. A sostenere queste cifre c’è una crescita altrettanto eccezionale del business: secondo Bloomberg, sulla base dell’andamento attuale Anthropic viaggia verso ricavi annualizzati superiori a 65 miliardi di dollari, più di sette volte i ricavi registrati alla fine dello scorso anno.

L’intelligenza artificiale sta del resto trasformando anche il mercato delle quotazioni. Le Ipo americane hanno raccolto quest’anno 160,6 miliardi di dollari, escludendo Spac e altri veicoli finanziari: è il valore più alto dal 2021.


Amodei propone di mettere un limite alla velocità dello sviluppo

Proprio mentre Anthropic prepara una delle più gigantesche operazioni finanziarie mai viste a Wall Street, il suo amministratore delegato, Dario Amodei, ha aperto nel weekend un dibattito destinato ad avere conseguenze anche per gli investitori.

Amodei ha chiesto alle aziende del settore di rallentare lo sviluppo dei modelli AI più avanzati e di coordinarsi nell’introduzione di nuove misure di sicurezza. Anthropic utilizzerà anche valutatori indipendenti per verificare i propri sistemi. La proposta ha ricevuto rapidamente il sostegno di Sam Altman, numero uno di OpenAI, e di Elon Musk, fondatore di xAI.

Più ambiziosa è l’idea di arrivare, in prospettiva, a una sorta di “limite di velocità” concordato anche con la Cina. Lo stesso Amodei ammette che potrebbe essere impossibile: qualsiasi accordo dovrebbe essere verificabile in maniera rigorosa, perché conquistare un vantaggio nell’AI comporta anche implicazioni militari e strategiche.


Trump: chi vince nell’AI, vince

Il presidente Donald Trump ha risposto con freddezza all’ipotesi di rallentare. Gli Stati Uniti sono davanti alla Cina e devono rimanerci: “chi vince nell’AI, vince”, ha detto domenica. Washington può introdurre salvaguardie, ma senza compromettere il vantaggio americano.

È qui che il dibattito sulla sicurezza torna a incrociarsi con Wall Street. Le società tecnologiche riconoscono apertamente che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale comporta rischi crescenti, mentre contemporaneamente investono somme sempre più grandi per conquistare la leadership.

L’eventuale assegno da 10 miliardi di Nvidia ad Anthropic fotografa perfettamente questa contraddizione. Si può discutere di rallentare i modelli, ma nessuno sembra intenzionato a rallentare gli investimenti. E, almeno per ora, la corsa finanziaria all’intelligenza artificiale continua ad accelerare.


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