Ancora sell-off sui chipmaker, focus sulle trimestrali delle big bank USA

Ancora sell-off sui chipmaker, focus sulle trimestrali delle big bank USA

Gli alti rendimenti obbligazionari, le crescenti preoccupazioni degli investitori sui ritorni degli investimenti in IA e la concorrenza cinese stanno spingendo gli investitori verso le vendite, mentre oggi entra nel vivo la stagione degli utili per le società quotate in borsa.

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Wall Street oggi

Continua il sell-off dell’azionario legato alla produzione di chip, mettendo sotto pressione i mercati azionari mentre le grandi banche di Wall Street danno ufficialmente il via alla stagione dei risultati negli Stati Uniti.

Le vendite sui tech spingono al ribasso i future sul Nasdaq 100 (-0,70%), mentre i contratti sull'S&P500 scambiano intorno la parità e quelli sul Dow Jones guadagnano oltre mezzo punto percentuale.

L'S&P 500 resiste da 52 giorni senza chiudere con un calo dell'1%, migliore serie dal 2024. Qualora proseguisse su questo ritmo, con 53 giorni senza una flessione di almeno l'1%, sarebbe la serie più lunga dal 2020.

Il rendimento di riferimento a 10 anni scende al 5,186%, allontanandosi leggermente dal massimo degli ultimi 24 anni del 5,364% raggiunto la scorsa settimana.

Debole l’indice del dollaro (-0,30%), a 102,20, con il cross EUR/USD a 1,1191 (+0,30%), e il Bitcoin fermo a quota 83.500 dollari.

Leggero guadagno per l’oro: prezzo spot a 4.186 dollari l’oncia e contratto con scadenza a dicembre a 4.210 dollari.

La debolezza del settore dei chip

I mercati azionari mondiali continuano il calo iniziato questa mattina dovuto alle rinnovate preoccupazioni relative all’intelligenza artificiale che hanno colpito i principali produttori di chip, spingendo gli investitori verso la sicurezza dei titoli di Stato, mentre i mercati azionari asiatici e statunitensi, fortemente orientati al settore tecnologico, hanno subito il peso maggiore delle vendite.

Ecaterina Bigos, strategist di mercato senior di BNP Paribas Asset Management, ritiene che la combinazione di rendimenti obbligazionari più elevati e delle crescenti preoccupazioni degli investitori sui ritorni degli investimenti in IA sta alimentando il sell-off: "Gli investitori stanno iniziando a chiedersi in che modo gli utili potranno concretizzarsi".

"Gli investitori restano molto cauti sui produttori di chip e questi utili hanno fatto poco per cambiare le cose", spiega Dec Mullarkey, responsabile della strategia di investimento e dell'allocazione degli asset di SLC Management, aggiungendo che "i trader nei chip hanno una lunga memoria, pertanto, continuano a essere scettici sulla durata di profitti fuori scala".

"I mercati sono diventati sempre più consapevoli del fatto che l’industria dei chip, specialmente nel settore delle memorie, è in definitiva un settore ciclico", evidenzia Julien Lafargue, capo stratega di mercato presso Barclays Private Bank.

"Probabilmente ci si aspettava che il settore rimanesse stabile forse per un altro paio d’anni. Sembra che le notizie di questa notte indichino che forse questa tempistica debba accorciarsi e che la concorrenza potrebbe diventare più agguerrita già a partire dal prossimo anno", aggiunge.

La concorrenza cinese

Le notizie sui progressi compiuti dal produttore cinese di chip di memoria CXMT hanno alimentato i timori riguardo all’aumento della concorrenza da parte delle aziende cinesi operanti nel settore dell’intelligenza artificiale, mentre l’amministratore delegato di Broadcom, Hock Tan, ha paragonato alcuni dei flussi di investimento nel più ampio settore dell’intelligenza artificiale al “gioco d’azzardo al casinò”.

“La preoccupazione maggiore riguarda la potenziale concorrenza della cinese CXMT”, evidenza Nic Puckrin, analista cross-asset e fondatore di Coin Bureau, riferendosi alle notizie riportate dai media sui progressi compiuti dal produttore cinese di chip di memoria. “Si tratta di una concorrenza diretta per Samsung e SK Hynix, i cui enormi utili sono stati determinati tanto dai vincoli di offerta quanto dalla domanda insaziabile. Questo è il motivo per cui stiamo assistendo a movimenti così violenti nel mercato azionario sudcoreano, ma anche i produttori di chip statunitensi non ne sono immuni”, prosegue.

"La crescente competizione dalla Cina sta diventando un'ulteriore debolezza per le aziende produttrici di chip di memoria, che si aggiunge alle aspettative di una crescita in rallentamento dei prezzi dei loro prodotti", ha affermato Frank Benzimra, responsabile della strategia azionaria Asia di Société Générale.

"Ciò che sta cambiando non è la domanda, ma il sentiment", ha dichiarato Manish Kabra, responsabile della strategia azionaria USA di Société Générale e "I margini di profitto ai massimi storici vengono scrutinati con l'emergere della minaccia competitiva dalla Cina".

Nel vivo la stagione delle trimestrali

Oggi entrava nel vivo la stagione degli utili delle società quotate a Wall Street, con diverse grandi banche a far da apripista.

Tra gli istituti finanziari oggi erano attese Goldman Sachs, Wells Fargo, JP Morgan e Citigroup. A queste si sono aggiunte alcune grandi società, tra cui Johnson & Johnson e Visa.

Le attese del mercato sono ottimistiche: secondo i dati Lseg Ibes, gli utili dell’S&P 500 dovrebbero registrare un balzo del 30,6% nel terzo trimestre mentre Bloomberg si attende un +27% anno su anno per le componenti dell’indice.

"La qualità dei libri di credito, l'attività dei mercati dei capitali e il trading saranno al centro dell'attenzione, perché tutti e tre potrebbero essersi indeboliti", secondo Wolf von Rotberg di Bank J Safra Sarasin, ritenendo che queste banche "Devono dimostrare che la crescita dei prestiti resta solida e che il margine di interesse netto continua a salire".

Petrolio in calo

Qualche buona notizia arriva dai prezzi del petrolio, oggi in ribasso dopo i rialzi dei giorni scorsi. Il Brent cede quasi il 2% e scende a 104,70 dollari al barile, mentre il greggio WTI scambia a 92,10 dollari.

Le petroliere legate al Giappone sembrano tornare a caricare greggio direttamente in Medio Oriente, per la prima volta dall'inizio della guerra a febbraio.

Il ritorno è cauto ma significativo e riflette l'aumento dei costi di noli e logistica. Per oltre sette mesi raffinerie e armatori giapponesi hanno evitato il Golfo Persico, affidandosi a trasferimenti da nave a nave al largo di India e Sud-Est asiatico.

Secondo l'esperto Hidenori Watanave, è un ritorno selettivo, non un passaggio generalizzato ad acque più rischiose. Il Medio Oriente pesa per il 93% dell'import giapponese.

Notizie societarie e pre market USA

Goldman Sachs (+2%): utile totale pari a 5,29 miliardi di dollari, 17,01 dollari per azione, per i tre mesi chiusi al 30 settembre, superando i 4,10 miliardi di un anno fa (12,25 dollari per azione).

JP Morgan Chase (-3%): utile netto di 15,3 miliardi di dollari, pari a 5,57 dollari per azione, per il trimestre conclusosi il 30 settembre, superiore ai 14,4 miliardi, pari a 5,07 dollari per azione, dell’anno precedente.

Wells Fargo (-1%): utile netto di 5,95 miliardi di dollari, ovvero 1,87 dollari per azione, nei tre mesi chiusi al 30 settembre, superando i 5,59 miliardi di dollari, ovvero 1,66 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno precedente.

Visa (+1%): ha ottenuto l'approvazione della Cina per avviare un'attività di compensazione delle carte bancarie sul mercato interno.

Johnson & Johnson (-1%): utile per azione rettificato (EPS) nel terzo trimestre a 2,59 dollari, superiore alle stime degli analisti di 2,54 dollari (dati LSEG).

UnitedHealth (+2%): prevede per il 2026 un utile rettificato per azione di almeno 20,50 dollari, oltre la precedente previsione che indicava un intervallo compreso tra almeno 19,50 e 20 dollari.

Six Flags Entertainment (-8%): una persona è rimasta uccisa e diverse altre sono rimaste ferite in un incidente mortale sulle montagne russe in uno dei suoi parchi di divertimento in Georgia.

Navitas Semiconductor Corporation (+1%): presenta una scheda di alimentazione da 24 kilowatt, da 800 V a 12 V, sviluppata in collaborazione con Nvidia per i data center IA di nuova generazione.

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