ASML, scontro con gli Usa sulle esportazioni in Cina: cosa rischia il titolo dopo il rally del 66%

ASML, scontro con gli Usa sulle esportazioni in Cina: cosa rischia il titolo dopo il rally del 66%

Bloomberg rivela le preoccupazioni dell'amministrazione Trump su presunte forniture tecnologiche alla Cina. ASML nega tutto, ma il caso riporta l'attenzione sulla forte dipendenza del gruppo dal mercato cinese, che vale il 29% dei ricavi.

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Washington accusa: una macchina EUV sarebbe oggi in Cina

Le tensioni tra Stati Uniti e Cina tornano a mettere sotto i riflettori ASML, il gruppo olandese che produce i macchinari più avanzati al mondo per la realizzazione di semiconduttori.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, nelle ultime settimane il segretario al Commercio americano Howard Lutnick avrebbe espresso ai vertici della società preoccupazioni sul possibile arrivo in Cina di una macchina EUV (Extreme Ultraviolet Lithography), la tecnologia più avanzata sviluppata da ASML e fondamentale per produrre i chip utilizzati da aziende come Nvidia, Apple e Taiwan Semiconductor. Al mondo, solo ASML produce questo tipo di macchine.

Si tratta di una vicenda ancora molto poco chiara. Da un lato alcuni funzionari dell'amministrazione Trump, rimasti anonimi, sostengono di avere elementi che farebbero dubitare del pieno rispetto delle restrizioni all'export verso la Cina. Dall'altro, ASML respinge categoricamente ogni accusa e afferma di non avere mai venduto una macchina EUV nel Paese asiatico.

ASML nega ogni violazione

La posizione della società olandese è netta. Un portavoce dell'azienda ha dichiarato a Bloomberg che ASML “non ha mai spedito una macchina EUV in Cina” e che il gruppo rispetta integralmente tutte le normative sull'export imposte dai governi di Stati Uniti e Olanda.

Secondo Bloomberg, dopo un incontro avvenuto ad aprile con Lutnick, il management avrebbe addirittura predisposto un dossier intitolato "No indication of any ASML EUV System in China", nel quale viene spiegato che tutte le macchine EUV installate nel mondo sono costantemente monitorate e che nessuna risulta presente in territorio cinese. Anche il governo olandese ha preso posizione, ribadendo che le restrizioni all'export vengono applicate in maniera rigorosa.

Il punto è che, almeno per il momento, Washington non ha presentato prove pubbliche delle accuse rivolte alla società.

Perché la vicenda conta per gli investitori

Al di là dell'esito della controversia, il caso dimostra quanto ASML sia diventata un asset strategico nella competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina. Da anni Washington spinge i governi di Olanda e Giappone a limitare sempre più severamente l'accesso cinese alle tecnologie necessarie per produrre semiconduttori avanzati.

Finora ASML, pur con evidente riluttanza, ha sempre accettato le restrizioni imposte dai governi occidentali. Tuttavia, se l'amministrazione Trump decidesse di irrigidire ulteriormente la propria posizione, il rischio per il gruppo sarebbe significativo.

La Cina è infatti il primo mercato della società. Nel 2025 ASML ha realizzato nel Paese asiatico ricavi per 9,5 miliardi di euro, pari al 29,1% del fatturato complessivo di 32,6 miliardi.

Il secondo mercato è Taiwan con 8,5 miliardi di euro (26,1% del totale), seguito dalla Corea del Sud con 8,1 miliardi (24,8%). Gli Stati Uniti rappresentano invece soltanto il 12,3% dei ricavi, con circa 4 miliardi di euro.

Questi numeri spiegano perché eventuali nuove limitazioni all'export verso la Cina potrebbero avere conseguenze importanti sul profilo di crescita della società.

Una valutazione che sconta una forte crescita

Il tema arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per il titolo. Grazie a un rialzo del 66% dall'inizio dell'anno, ASML è diventata la società quotata più capitalizzata d'Europa, con un valore di Borsa pari a circa 645 miliardi di euro.

Il mercato sta premiando aspettative molto ambiziose. Secondo le stime degli analisti, nel 2026 il gruppo dovrebbe generare ricavi per 39,1 miliardi di euro, in crescita del 19,9% rispetto ai 32,6 miliardi del 2025.

Ancora più forte l'espansione prevista per l'utile netto, atteso a 12,1 miliardi di euro contro i 9,3 miliardi dell'anno precedente, pari a un incremento del 30,1%.

Queste prospettive spiegano perché il titolo tratti a circa 53 volte gli utili attesi per il 2026, una valutazione molto elevata anche per una società leader mondiale nel proprio settore.

Gli analisti restano positivi, ma il margine di rialzo si è ridotto

Le notizie provenienti dagli Stati Uniti hanno provocato questa mattina un ribasso di circa il 2% ad Amsterdam delle azioni ASML. La reazione appare comunque contenuta se si considera che nell'ultimo mese il titolo aveva guadagnato il 31%, raggiungendo proprio ieri il massimo storico di 1.676 euro.

Il consenso degli analisti rimane ampiamente favorevole: secondo i dati di MarketScreener, su 44 esperti che seguono il titolo, ben 38 consigliano l'acquisto delle azioni.

Tuttavia emerge un elemento di cautela. Il target price medio è pari a 1.570 euro, circa il 6% sotto la quotazione raggiunta ieri dal titolo.

Un segnale che suggerisce come gran parte delle eccellenti prospettive di crescita di ASML sia ormai già incorporata nei prezzi di Borsa. In questo scenario, il vero rischio per gli investitori potrebbe non essere tanto la presenza o meno di una macchina EUV in Cina, quanto l'eventualità che le tensioni geopolitiche portino Washington a imporre nuove restrizioni a un'azienda che ricava quasi un terzo del proprio fatturato proprio dal mercato cinese.

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