Campari taglia il debito a breve: riacquistate obbligazioni per 296 milioni

Completata con successo la tender offer sul bond da 550 milioni con scadenza 2027: il gruppo utilizza i proventi della nuova emissione a 7 anni per ottimizzare la struttura finanziaria, allungare la vita media del debito e rafforzare la flessibilità operativa. Il Ceo Simon Hunt: "Un passo avanti per la nostra strategia di crescita".
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Campari riacquista il debito
Completato con successo l’offerta di acquisto delle proprie obbligazioni per Campari. L’operazione era stata lanciata lo scorso 9 giugno e prevedeva un ammontare nominale iniziale di 550 milioni di euro, con cedola 1,250% e scadenza 6 ottobre 2027 (ISIN: XS2239553048).
L’operazione, parte integrante della strategia di gestione attiva del debito del gruppo, si è conclusa con il riacquisto di 295.609.000 euro nominali al 97,868%, consentendo alla società di ridurre significativamente l’indebitamento a breve-medio termine.
L’iniziativa è stata finanziata tramite i proventi della recente emissione obbligazionaria da 600 milioni di euro, con scadenza 17 giugno 2033, che ha registrato una domanda record da parte degli investitori istituzionali, pari a 5 volte l’ammontare offerto.
I benefici dell’operazione
Grazie a questa mossa strategica, il gruppo ha ottenuto tre risultati chiave, secondo quanto sottolineato dalla società:
- ottimizzazione del profilo delle scadenze, riducendo le concentrazioni di debito nel breve-medio termine;
- allungamento della vita media del debito, migliorando la visibilità sulla struttura finanziaria futura;
- rafforzamento della flessibilità finanziaria, garantendo un accesso efficiente ai mercati dei capitali.
L’operazione si inserisce in una strategia proattiva di gestione delle passività, volta a migliorare la sostenibilità e la qualità complessiva della struttura del debito del Gruppo.
Un segnale di solidità finanziaria
La riuscita della tender offer e l’emissione del nuovo bond confermano la capacità di Campari di gestire in modo efficiente il proprio indebitamento, in un contesto di mercato che premia la trasparenza e la disciplina finanziaria.
L’operazione, inoltre, si allinea con la strategia di riduzione della leva finanziaria e di miglioramento dell’efficienza operativa annunciata dal management per il 2026.
“Il completamento di questa operazione rappresenta un ulteriore passo nell’ottimizzazione della nostra struttura finanziaria. Il miglioramento del profilo delle scadenze ci consente di operare con maggiore flessibilità e disciplina nel perseguire i nostri obiettivi di crescita”, sottolinea nella nota Simon Hunt, Chief Executive Officer di Campari.
Andamento in borsa e target price analisti
A Piazza Affari, intanto, le azioni Campari proseguono la seduta intorno la parità quando mancano circa due ore alla fine degli scambi, quotate 5,454 euro.
Le previsioni per il 2026/27 indicano un ritorno alla crescita organica dei ricavi e un lieve miglioramento del margine operativo, pur con un impatto stimato di 20 milioni di euro dai dazi e un effetto cambi negativo tra -15 e -20 milioni.
Gli analisti mantengono un atteggiamento cauto: Barclays ha tagliato il target price a 7,6 euro (da 7,8 euro) confermando il giudizio neutral, mentre Jp Morgan ha ridotto il target a 6 euro con raccomandazione underweight e Goldman Sachs a 8,5 euro (da 9 euro), mantenendo un rating neutral. Morningstar, invece, conferma una stima di fair value a 9 euro per azione.
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