Leonardo in sprint con l’annuncio di Tajani sui fondi Safe

L’annuncio di Tajani sull’uso dei fondi UE è stato però seguito da alcune frizioni nella maggioranza che potrebbero portare ad uno stop in Parlamento.
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Azioni Leonardo in luce
Settore della Difesa in luce a Piazza Affari sulle speranze che il governo italiano acceleri sulla decisione di accedere sull’accesso ai fondi europei Security Action for Europe (Safe) per finanziaria la spesa militare.
L’annuncio del vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aveva sostenuto questa mattina soprattutto le azioni Leonardo, arrivare a guadagnare oltre il 3%, con un massimo toccato a 55,05 euro, così come Avio (+2,70%) e Fincantieri (+1,40%), anche se queste hanno poi ridotto i guadagni anche a seguito dei contrasti tra i partiti della maggioranza sul tema Safe.
Cos’è il Safe
Il Safe è un programma di prestiti congiunti sostenuto dal bilancio europeo per potenziare le capacità di difesa dell'Unione e aiutare gli Stati membri a raggiungere i nuovi ambiziosi obiettivi di spesa fissati dalla Nato.
L'accesso del governo italiano alle risorse europee, secondo gli analisti, potrebbe accelerare la firma di contratti attesi con le Forze armate italiane.
Il programma arriva poi in un momento in cui le aziende di settore si preparano ad affrontare la prova dei conti: domani sarà il turno di Fincantieri e venerdì di Leonardo.
L’annuncio di Tajani
Nel corso dell’informativa con il responsabile della Difesa, Guido Crosetto, Tajani affermava che l’esecutivo aveva deciso di utilizzare i fondi del programma Safe, chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno.
Il Ministro ha poi dovuto specificare che la cifra corrispondeva ad un tetto massimo, ma che ne saranno usati di meno, dai 6 ai 9 miliardi. “Entro la fine dell’anno decideremo quanti utilizzarne”, spiegava Tajani.
Frizioni nella maggioranza
L’annuncio di Tajani provocava qualche frizione tra i partiti di governo e Crosetto era intervenuto per specificare che il programma Safe "per come è stato impostato è uno strumento di finanziamento della spesa militare, non aggiuntivo di quella prevista a bilancio. Per cui in Italia il Safe è un'alternativa al Bot. È una scelta totalmente tecnica che il ministro farà entro la fine dell'anno: sui 14,9 miliardi di cui parlava prima il ministro Tajani, valuteremo quanto utilizzarne in modo tecnico in alternativa ai BoT e ai CcT, dal punto di vista della convenienza finanziaria".
Stop and go apprezzato dal leghista Claudio Borghi, il quale sottolineava che “non c’è nessuna decisione sul loro utilizzo o meno”, anticipando così la posizione ufficiale del partito guidato da Matteo Salvini, da molti considerato come un affossamento della decisione: “Sull'uso dei fondi Safe l'ultima parola spetta al Parlamento”.
Bruxelles chiede chiarezza
Da Bruxelles sono intervenuti chiedendo a Roma di chiarirsi le idee e di farlo in fretta. "Vogliamo sicuramente che l'Italia mantenga i 14,9 miliardi di Safe come annunciato oggi, e questo è uno sviluppo molto, molto positivo. Ora, dobbiamo procedere alla firma dell'accordo di prestito perché dobbiamo erogare i fondi per dare il via al progetto. Quindi questa è la tempistica che stiamo considerando", dichiarava un portavoce della Commissione europea, spiegando che “c'è bisogno di chiarezza al più presto”.
La Commissione incalza e ha fretta di chiudere tutti i contratti con i 18 Paesi che hanno visto l'approvazione delle richieste di prestito. Si va dai 43 miliardi chiesti dalla Polonia, cui segue la Romania con 16 miliardi, la Francia con 15 miliardi fino ad arrivare al miliardo chiesto dalla Spagna. Tra i Paesi che non hanno fatto richiesta risulta la Germania.
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