Mps, nessuna novità dal cda di ieri: rifiutata ancora l’offerta di Intesa Sanpaolo

Il board della banca senese ha ribadito la sua posizione contraria all’offerta dell’istituto guidato da Carlo Messina, ritenendo il prezzo offerto ancora insufficiente nonostante il recente rialzo e restando senza un piano alternativo per difendersi dall’Opas.
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Mps dice no a Intesa Sanpaolo
Prosegue sulla sua strada l’amministratore di Banca Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, senza cambi di strategia di difesa dall’offerta di Intesa Sanpaolo e sulla strada che porta a Banco Bpm e Banca Generali.
Il consiglio di amministrazione della banca svoltosi ieri si è limitato a esprimere le sue considerazioni preliminari sull’Opas dell’istituto guidato da Carlo Messina che aveva condizionato l’aumento del prezzo offerto alla bocciatura in assemblea delle operazioni straordinarie predisposte da Mps.
Alla luce del consenso raccolto da Intesa all’offerta, l’approvazione delle mosse su Banco Bpm e Banca Generali sembra destinata a fallire.
A Piazza Affari, intanto, stamattina le azioni Mps aprono la seduta in crescita di circa l’1%, salendo così a 11,256 euro, mentre il titolo Intesa Sanpaolo sale dell’1,20%, a 6,238 euro.
Progetto con “solido razionale industriale ed economico”
Nel comunicato diffuso ieri sera a cda concluso, il board ha ribadito il “solido razionale industriale ed economico” del progetto Mps, che “valorizza l’identità e l’integrità” di Mediobanca, avendo come obiettivo “l’accrescere del valore per gli azionisti attraverso una maggiore scala, la diversificazione delle fonti di ricavo e la loro partecipazione significativa al capitale e al valore futuro del gruppo risultante".
Il cda punta a “costruire un gruppo bancario e finanziario italiano più ampio e diversificato, combinando attività complementari nella banca commerciale, nel corporate e investment banking, nel private banking, nel wealth management e nell'advisory".
L'acquisizione di Mediobanca "ha rappresentato il primo passaggio di tale percorso e la realizzazione delle sinergie e del valore industriale della combinazione è già in corso nell'ambito del Gruppo Mps. Le operazioni su Banco Bpm e Banca Generali completerebbero tale disegno, rafforzando rispettivamente la scala nella banca commerciale e la presenza nel wealth management", aggiunge la nota.
Prezzo inferiore alla media per l’Opas di Intesa
Il cda si sofferma poi anche sul prezzo dell’Opas promossa da Intesa sulla stessa Mps, affermando che questo incorpora un premio che "resta inferiore a quello mediamente osservato nelle offerte pubbliche volontarie comparabili del settore bancario italiano" e che nel suo complesso, il progetto di Intesa "prevede, con la disaggregazione di Mps, l'allocazione delle sue attività tra distinti perimetri proprietari e industriali e dipende, per la propria configurazione finale, da ulteriori passaggi, decisioni e autorizzazioni".
Ca’ de Sassi, prosegue il board, ha “subordinato la prosecuzione dell'offerta all'abbandono del progetto di Mps, accompagnando tale posizione con l'incremento del corrispettivo, senza tuttavia offrire alcuna certezza sul completamento dell'Opas".
"Agli azionisti di Mps viene pertanto chiesto di assumere decisioni rilevanti per il futuro della banca in un contesto di perdurante incertezza e prima della pubblicazione del Documento di Offerta di Intesa, subordinata all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari, inclusa l'autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, nonché prima che il Consiglio di Amministrazione di MPS abbia potuto esprimere la propria valutazione dell'Offerta ISP ai sensi dell'art. 103 del TUF”, si legge nel comunicato.
“Il rischio è che gli azionisti rinuncino quindi al progetto industriale promosso da MPS, senza disporre del necessario compendio informativo relativamente all'Offerta ISP e senza avere la certezza che essa venga successivamente completata", concludevano dal cda di Mps.
L’Opas di Intesa avrà successo?
A questo punto, gli analisti di Kepler Cheuvreux confermano di ritenere che l'offerta di Intesa Sanpaolo su Mps “avrà successo”.
In vista dell'assemblea del 29 ottobre di Mps e alla luce delle intenzioni di voto dichiarate da Delfin e Caltagirone, gli analisti del broker considerano “molto difficile raggiungere la maggioranza dei due terzi necessaria” per approvare le offerte su Banco Bpm e Banca Generali.
Della stessa opinione anche gli esperti di Equita, alla luce anche dell’annuncio di Crédit Agricole sulla sua decisione di non conferire la quota detenuta in Banco Bpm (circa il 30%) nel caso in cui Mps lanciasse un'offerta sulla banca.
“Questa presa di posizione rende di fatto impraticabile la componente del progetto di Mps con il maggiore potenziale di creazione di valore. I principali azionisti di Mps si sono schierati contro il progetto della banca e, insieme, detengono una minoranza di blocco sufficiente a respingere da sola i punti sottoposti al voto dell'assemblea straordinaria, indebolendo in modo decisivo la strategia difensiva di Mps e rafforzando significativamente le probabilità di successo dell'Opas di Intesa Sanpaolo", avvisano da Equita.
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