Prysmian in calo: ipotesi mancanza di alluminio

Prysmian in calo: ipotesi mancanza di alluminio

La chiusura dello Stretto di Hormuz starebbe peggiorando la crisi degli approvvigionamenti di alluminio e molti analisti ormai prevedono non solo crescenti rincari ma carenze di offerta che rischiano di protrarsi per anni, anche se dalla società italiana smentiscono.

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Azioni Prysmian in rosso

Prysmian ancora negativa a Piazza Affari nonostante l’andamento positivo del Ftse Mib (+0,60%) di questa ultima seduta settimanale.

Il titolo della società specializzata nella produzione di cavi per applicazioni nel settore dell'energia e delle telecomunicazioni era arrivato a cedere il 2,60% nel corso della giornata, toccando un minimo di 145,95 euro, per poi limare le perdite con il passare delle ore.

Il movimento odierno appare anche legato ad aggiustamenti tecnici di fine mese: da inizio maggio il titolo Prysmian vanta ancora un progresso di oltre il 18%.

Carenza di alluminio?

A causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, scrive Il Sole 24 Ore, sul mercato dell'alluminio “la situazione sta precipitando” e “molti analisti ormai prevedono non solo crescenti rincari ma carenze di offerta che rischiano di protrarsi per anni”.

Il Medio Oriente rappresenta infatti una quota rilevante dell’offerta globale di alluminio e il deterioramento della situazione geopolitica ha già alimentato forte volatilità sui future del metallo, arrivati ai massimi degli ultimi anni.

Per Prysmian questo scenario potrebbe tradursi in maggiori costi industriali e pressioni sulle catene di fornitura, in un momento in cui la domanda di cavi per reti elettriche, data center e infrastrutture energetiche resta elevata. Le tensioni nello Stretto stanno inoltre aumentando i costi di trasporto e i tempi logistici per numerose industrie europee.

Dalla società, tuttavia gettano acqua sul fuoco, negando preoccupazioni per la carenza di alluminio. “Non vediamo nessun impatto, siamo ben preparati e ben protetti”, fa sapere un portavoce.

Danno già fatto

Secondo gli analisti di Citi, in particolare, “il danno è in gran parte già fatto” per quello che si configura come “uno degli shock da offerta più grandi della storia moderna, certamente almeno dagli anni 70”.

I prezzi, nota ancora il quotidiano, “questa settimana hanno aggiornato i massimi da quattro anni al London Metal Exchange, a 3.707,5 dollari per tonnellata”, avvicinando il record storico di 4.073,5 dollari, toccato dopo l'invasione russa dell'Ucraina.

Gli esperti di Banca Akros confermano così il rating reduce su Prysmian, con target price a 110 euro, notando che “i cavi di alluminio sono utilizzati per connettere i data center alle reti ad alto e medio voltaggio”. In particolare nell'industria dei data center, cruciale per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, “i cavi di alluminio sono preferiti a quelli di rame a causa del minor costo, della leggerezza strutturale e della miglior dissipazione di calore”.

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Codice: PRY
Isin: IT0004176001
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