UniCredit lancia allarme abbandono dipendenti su operazione Commerzbank

Il rischio è giudicato particolarmente elevato nei casi in cui i partner commerciali della banca tedesca siano diretti concorrenti dell’istituto milanese, mentre da Berlino continua il muro contro le mosse di Piazza Gae Aulenti.
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UniCredit avvisa sui rischi sul personale
Un’incertezza che “potrebbe portare interruzioni operative e un'erosione delle basi clienti” di UniCredit e Commerzbank. È questo l’allarme lanciato da Piazza Gae Aulenti in queste ore tramite una nota in cui l’istituto ipotizza “l’abbandono di dipendenti in possesso di conoscenze istituzionali fondamentali”.
In particolare, il rischio è giudicato “particolarmente elevato nei casi in cui i partner commerciali di Commerzbank siano diretti concorrenti” di UniCredit o nei casi in cui i clienti apprezzino Commerzbank per la sua specifica posizione di mercato e la sua indipendenza.
A Piazza Affari, intanto, le azioni UniCredit scambiano ancora in rosso dopo due ore di contrattazioni, scendendo a 67,02 euro, in un contesto negativo per il comparto bancario dovuto alle nuove incertezza sulla tregua in Medio Oriente annunciata ieri.
Le ragioni dell’operazione
L’allarme arriva in vista dell’assemblea del 4 maggio in cui i soci verranno chiamati ad approvare l’emissione di nuove azioni per finanziare l’offerta per salire oltre il 30% della banca tedesca dopo aver presentato un’offerta a metà marzo da 35 miliardi di euro per la concorrente. L’istituto milanese, però, non prevede di acquisirne il controllo, in quanto il basso premio offerto limiterà probabilmente le adesioni.
UniCredit ricorda che l'aumento della propria partecipazione attraverso l'offerta volontaria sosterrebbe e intensificherebbe ulteriormente gli sforzi volti a sbloccare il pieno potenziale di Commerzbank, oltre ed aumentare la flessibilità a tale riguardo, sia al fine di mantenere una partecipazione significativa sia, a seconda dell'esito dell'offerta, diventando titolare di una partecipazione superiore al 50%.
Qualora UniCredit dovesse diventare socio di controllo di Commerzbank e quest'ultima decidesse di avviare un dialogo strategico costruttivo, si prospetterebbe un "notevole potenziale di crescita", tenuto conto del fatto che ciò aprirebbe le porte ad un'ulteriore integrazione, inclusa la potenziale fusione tra Commerzbank e UniCredit Germany, società interamente controllata.
Attraverso la controllata tedesca, attiva in Germania da oltre 20 anni, infatti, il gruppo italiano vanta una profonda conoscenza del mercato domestico e una storia consolidata di sostegno alle comunità locali. Attraverso la sua integrazione nel più ampio Gruppo UniCredit, UniCredit Germany ha "accesso a un'ampia gamma di prodotti che altrimenti non potrebbe offrire a beneficio dei propri clienti".
Ancora no da Commerzbank
UniCredit ha poi ricordato di aver più volte ribadito la propria disponibilità a valutare possibili forme di cooperazione con Commerzbank, tentativi che hanno visto il muro da parte dei tedeschi.
Rifiuti che sono stati ribaditi anche nelle scorse ore, con i tedeschi che contestavano l’intero impianto UniCredit: le interazioni finora non dimostrano un valore sufficiente rispetto alla strategia autonoma. Inoltre, secondo l’istituto tedesco Unicredit non avrebbe presentato proposte concrete né indicazioni chiare su sinergie o modello di business, limitandosi in larga parte a interlocuzioni orali.
Tra i nodi principali c’è il tema del prezzo. Secondo la banca tedesca, non è stato offerto un premio adeguato agli azionisti, né condizioni in linea con il mercato.
Commerzbank ribadisce quindi la propria strategia stand alone, ritenuta capace di generare valore nel tempo. Parte del potenziale indicato da Unicredit, inoltre, potrebbe essere raggiunto anche senza fusione, evitando i rischi di esecuzione.
Nonostante i toni critici, resta uno spiraglio: Commerzbank si dice disponibile a valutare proposte che creino valore concreto, ma al momento non esiste una soluzione concordata.
L’istituto guidato da Bettina Orlopp presenterà nuovi target l’8 maggio, insieme ai conti trimestrali, per rafforzare questa linea.
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