Stellantis in frenata: delude l’utile trimestrale nonostante la crescita

La casa automobilistica ha registrato un aumento dell’utile rettificato nel secondo trimestre ma inferiore alle previsioni degli analisti, con i risultati in Europa che ancora stentano a decollare.
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La trimestrale di Stellantis delude
Stellantis mostra un recupero nel secondo trimestre, ma il risultato resta inferiore alle attese degli analisti, spingendo così al ribasso le azioni del gruppo nelle prime due ore di scambi (-5% a 5,042 euro).
La casa automobilistica ha registrato nel periodo terminato il 30 giugno un utile rettificato al lordo di interessi e imposte (EBIT) pari a 773 milioni di euro, più che triplicato rispetto all’anno precedente grazie ai forti ricavi registrati in Nord America, ma ben al di sotto dei 914 milioni previsti dagli analisti in un sondaggio di Reuters.
I ricavi sono aumentati del 13% su base annua, attestandosi a 43,48 miliardi, con un incremento del 32% in Nord America, dove Stellantis ha comunicato risultati superiori alle aspettative negli Stati Uniti grazie al successo di modelli quali la Jeep Grand Wagoneer e il pick-up Ram 1500. Il ricavo del secondo trimestre è rimasto tuttavia stabile in Europa, l’altro mercato principale della casa automobilistica.
Gli analisti di Citi hanno osservato che il margine operativo rettificato di Stellantis è rimasto basso all’1,8% – un miglioramento rispetto all’anno precedente ma inferiore a quello del primo trimestre del 2026, un risultato che hanno definito «sconcertante» vista la forte crescita dei ricavi su base trimestrale.
Dal broker sottolineano anche alcuni fattori sfavorevoli come i prezzi fortemente negativi in Europa, i maggiori costi amministrativi e di ricerca e sviluppo, un andamento sfavorevole dei cambi e i dazi.
Confermata la guidance
Alla luce di questi risultati, la società ha confermato le guidance per il 2026 fornite con i conti del primo trimestre.
In particolare, Stellantis si attende un aumento del fatturato netto a una cifra media (mid-single digit), un margine Aoi (adjusted operating income) a una cifra bassa (low-single digit) e un miglioramento della generazione di free cash flow industriale rispetto all'anno precedente, compresi 2 miliardi di euro di pagamenti collegati agli oneri registrati nel secondo semestre 2025.
Infine, la società si attende anche un free cash flow industriale positivo nel 2027.
Ripresa inferiore alle attese secondo Equita
Secondo Equita, i risultati del secondo trimestre di Stellantis mostrano un recupero operativo rispetto allo scorso anno e al trimestre precedente, sostenuto dall'aumento dei volumi di vendita già noto (+10% su base annua), ma la qualità della ripresa resta inferiore alle attese.
Il broker sottolinea infatti come l'EBIT adjusted e l'utile netto siano risultati sotto le proprie stime e al di sotto del consensus, mentre l'unico elemento realmente positivo è rappresentato da un free cash flow industriale migliore del previsto. A pesare sul giudizio è soprattutto il Nord America, tornato in utile per il secondo trimestre consecutivo, ma grazie anche a un beneficio straordinario di 317 milioni di euro legato alla rinegoziazione di impegni contrattuali per l'acquisto di crediti, elemento che riduce la qualità del miglioramento operativo.
Restano inoltre criticità in Europa allargata, dove la divisione rimane in perdita e registra un peggioramento rispetto al pareggio del primo trimestre nonostante il lancio di nuovi modelli, in un contesto competitivo che Equita continua a considerare particolarmente difficile.
Il broker evidenzia inoltre che il forte recupero del trimestre beneficia di una base di confronto molto favorevole, dopo il crollo dei volumi registrato nel secondo trimestre del 2025, e dell'effetto dei nuovi modelli destinati anche a colmare il vuoto lasciato dalle cancellazioni decise durante la gestione Tavares.
Stellantis ha confermato la guidance qualitativa per il 2026, con ricavi attesi in crescita di una quota ‘mid-single digit’, margine operativo adjusted su livelli ‘small single digit’ e un free cash flow industriale ancora negativo ma in miglioramento rispetto al 2025. Alla luce di questi elementi Equita mantiene un giudizio hold sul titolo con target price di 6,40 euro.
Supporto limitato per WebSim Intermonte
A detta degli esperti di WebSim Intermonte, i risultati trimestrali “sono inferiori alle attese”, riflettendo un contributo più debole da Volumi/Mix e Prezzi, solo parzialmente compensato da maggiori risparmi sui costi industriali, sostenuti da efficienze operative, dal mancato ripetersi della campagna di richiamo in Europa e da minori costi regolatori in Nord America.
Il principale elemento positivo del trimestre è stata la generazione di Free Cash Flow positiva, sebbene ampiamente sostenuta da una crescita delle spedizioni significativamente superiore al sell-out, con conseguente ulteriore incremento delle scorte.
“La guidance è stata confermata, ma”, concludono gli analisti, “il range ampio e l'assenza di indicazioni che il secondo semestre sarà più forte del primo offrono un supporto limitato”.
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