Stellantis in luce con l’intesa UE-Cina sulle importazioni

L’accordo potrebbe permettere la riduzione di oltre la metà delle esportazioni cinesi di auto ibride verso il blocco europeo nell’arco di quattro anni, anche se non sono stati diffuse le modalità di attuazione.
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Azioni Stellantis in evidenza
Acquisti sull’azionario legato al settore automobilistico europeo dopo l’accordo raggiunto nel weekend da Unione europea e Cina.
A Milano, Stellantis sale del 2,30% dopo circa due ore di scambi, salendo fino ai 4,126 euro, tra le migliori performance delle componenti del Ftse Mib (+0,70%), mentre a Parigi guadagnano il 2% anche Renault e Forvia. Positivi anche i produttori tedeschi come Porshe, Volkswagen e Traton.
L’accordo tra UE e Cina
L’intesa tra UE e Cina potrebbe ridurre di oltre la metà le esportazioni cinesi di auto ibride verso il blocco europeo, spiegava il Commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, parlando al termine della due giorni di colloqui svoltosi a Pechino.
L’accordo consentirebbe di “moderare” le esportazioni cinesi di veicoli ibridi e ibridi plug-in, riducendo le importazioni di diversi milioni di auto nell’arco di quattro anni, ha spiegato Sefcovic, senza specificare le modalità di attuazione, aggiungendo che, seppur "Siamo lontani dalla fine, si tratta di un primo passo cruciale – ma solo un primo passo – nel processo di riequilibrio".
Secondo fonti di stampa, verrebbe messo un limite a 350.000 veicoli (meno del 3% del mercato) a partire da dicembre e aumenterà del 6% all'anno a partire dal secondo anno.
Le due parti hanno inoltre concordato che la Cina ridurrà i dazi all’importazione su circa 4 miliardi di euro di esportazioni dell’UE, tra cui componenti auto, olio d’oliva e calzature, e che verranno semplificate le licenze di esportazione cinesi per le terre rare e i magneti permanenti.
L’impatto dell’import cinese nella UE
Le trattative del fine settimana sono arrivate mentre diversi governi europei sono preoccupati dall’aumento delle importazioni di auto cinesi e i propri produttori tagliano posti di lavoro, tra cui circa 100 mila solo in Volkswagen. Le importazioni di ibridi plug-in sono aumentate dell’86% nell’anno fino a settembre, con prezzi in calo del 20%, e oltre la metà proviene ora dalla Cina.
Attualmente, il deficit commerciale dell’UE con il gigante asiatico è cresciuto fino a superare 1 miliardo di euro al giorno, e ora i leader europei discuteranno i risultati raggiunti in occasione di un vertice a Bruxelles giovedì prossimo.
Bernd Lange, presidente della commissione per il commercio del Parlamento europeo, ha affermato che l’accordo sulle ibride dovrebbe estendersi ad altri settori e che l’UE dovrebbe utilizzare in modo più efficace gli strumenti di difesa commerciale.
Il ministro del Commercio cinese Wang Wentao ha dichiarato che la Cina "non è la causa principale" dei problemi dell’UE, ma un partner nella loro risoluzione, secondo quanto riferito dal ministero di Pechino.
Notizia positiva per il comparto
A seguito dell’accordo, gli analisti di Equita confermano la raccomandazione hold e il prezzo obiettivo a 6 euro sulle azioni Stellantis.
Per gli esperti "qualsiasi accordo che limiti le esportazioni dalla Cina è da considerare positivo per i produttori europei, agendo su una quota di mercato conquistata dai cinesi nel segmento ibride che stimiamo poco superiore al 5% del mercato totale (inclusivo di Bev e Ice), ma in forte crescita”.
Tuttavia, avvisano dalla sim, “non è ancora chiaro come verranno moderate le esportazioni cinesi” e, “nel frattempo, molti produttori cinesi stanno investendo per avviare la produzione in Europa, aggirando queste limitazioni".
Per Banca Akros, Stellantis "appare in una posizione relativamente vantaggiosa rispetto ai concorrenti: i veicoli Leapmotor prodotti localmente dovrebbero infatti essere esentati dalle restrizioni proposte, beneficiando al contempo di una minore pressione competitiva derivante dalle importazioni cinesi". Su Stellantis il rating è neutral, con prezzo obiettivo a 4,5 euro.
Gli obiettivi ribaditi da Filosa
Per quanto riguarda il futuro del gruppo Stellantis, il ceo Antonio Filosa ribadisce gli obiettivi della società: "Rispettare la guidance nel 2026, raggiungere un free cash flow positivo nel 2027 e arrivare a tre miliardi di euro di generazione di cassa nel 2028".
Parlando nel corso di un’intervista a Milano Finanza e Class CNBC, il manager ha ricordato che Fastlane 2030 prevede 60 miliardi di euro di investimenti, 60 nuovi prodotti e 50 aggiornamenti.
A una domanda su come rilanciare il titolo in Borsa, Filosa ha indicato l'esecuzione del piano: "Vendere di più, migliorare la profittabilità e, alla fine, generare la cassa che dobbiamo generare. Queste tre cose insieme porteranno sicuramente a una reazione sul mercato".
6 nuovi veicoli
Partito oggi il Salone dell’auto di Parigi, Stellantis ha presentato in anteprima mondiale sei nuove concept car: Alfa Romeo Cuorerosso, 2 CV Concept, DS F3VER, FIAT Multiplay, Opel STX Concept e PEUGEOT RCZ Vision.
"Con queste sei concept car esprimiamo una convinzione condivisa: il futuro del design automobilistico deve essere al tempo stesso audace e ricco di significato”, spiegava Gilles Vidal, Head of Design Enlarged Europe”, aggiugnendo che “Ogni concept esplora nuove modalità per arricchire l'esperienza quotidiana, valorizzando al contempo l'identità distintiva del proprio brand. Nel loro insieme, dimostrano come creatività, innovazione ed emozione possano fondersi per restituire alle persone il piacere e la passione per l'automobile".
"Stellantis intende valorizzare appieno il vantaggio competitivo derivante dall'unicità dei suoi marchi iconici, offrendo vetture capaci di coniugare patrimonio storico e visione del futuro, fondate su un solido know-how e caratterizzate da una bellezza stilistica senza eguali”, sottolineava Emanuele Cappellano, COO Enlarged Europe”.
“Con oltre 50 nuovi prodotti previsti entro il 2030, vogliamo contribuire a plasmare il futuro della mobilità. Questi risultati, frutto dell'esecuzione del nostro piano strategico, consentiranno inoltre a Stellantis di ampliare del 25% la propria copertura di mercato nell'area Enlarged Europe", concludeva il manager.
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