Stellantis, taglio del target price da Berenberg

Il broker analizza il settore automobilistico europeo ritenendo che stia entrando in una fase in cui i fattori chiave (catalizzatori) si stiano spostando dai tagli alle stime sugli utili verso la regolamentazione, la riduzione dei costi e lo slancio dei prodotti.
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Azioni Stellantis in calo
Stellantis ancora in frenata a Piazza Affari dopo il report di Berenberg sul comparto auto, in contromano rispetto all’andamento del Ftse Mib di oggi (+0,40%).
Il titolo della casa automobilistica italo-francese cede il 3% dopo oltre un’ora di scambi, scendendo così a 4,338 euro.
Peggiora, dunque, il calo delle azioni Stellantis in questo 2026, anno in cui sta perdendo oltre il 55% rispetto ai livelli di inizio gennaio (9,72 euro).
Berenberg riduce il rating
All’interno di un report sul settore automobilistico europeo, oggi Berenberg ha ridotto da buy a hold la raccomandazione su Stellantis, con prezzo obiettivo che passa da 7,8 a 5,1 euro.
"La debole leva operativa nel secondo trimestre, in particolare in Nord America, dove il miglioramento dei margini è rimasto indietro rispetto alla ripresa dei volumi, sta sollevando legittimi interrogativi sulla traiettoria dei margini nel secondo semestre, soprattutto considerando che il destocking delle scorte probabilmente rappresenterà un ostacolo per i volumi.
Il management, spiegano gli analisti, "ha indicato nel miglioramento dei prezzi in Nord America, nella stabilizzazione dei prezzi in Europa e nell'accelerazione del contenimento dei costi i principali fattori di compensazione, ma riteniamo che ciò lasci scarso margine di delusione, dati la crescente pressione sui costi delle materie prime e le condizioni di pricing ancora competitive, specialmente in Europa. Riduciamo le nostre stime sull'utile operativo 2026-2028 di circa il 15%".
L’analisi sul settore
Secondo Berenberg, il settore automobilistico europeo sta entrando in una fase in cui i fattori chiave (catalizzatori) si spostano dai tagli alle stime sugli utili verso la regolamentazione, la riduzione dei costi e lo slancio dei prodotti.
Aspettative di mercato sempre più prudenti potrebbero creare margini di recupero, nonostante le persistenti sfide legate alla Cina, ai rischi geopolitici, alle pressioni inflazionistiche, alla sovraccapacità produttiva e all'intensificarsi della concorrenza.
Il broker segnala un'accelerazione dei piani di ristrutturazione: BMW si unisce ai programmi di taglio dei costi del settore, mentre Volkswagen punta a una profonda revisione della struttura dei costi entro il 2030.
I ricchi calendari di lancio di nuovi modelli previsti per il periodo 2026-2028 – in particolare per i marchi Audi (gruppo Volkswagen), Mercedes-Benz e BMW – potrebbero sostenere la crescita degli utili e contribuire a colmare il divario tecnologico rispetto ai concorrenti cinesi.
Nel report, Berenberg alza il giudizio su BMW da hold a buy, conferma il rating buy su Volkswagen, mantenendo invece la raccomandazione hold su Renault, Porsche e Mercedes-Benz.
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