Tech sempre protagonisti a Wall Street

Nonostante le incertezze sul Medio Oriente, che spinge di nuovo al rialzo i prezzi del petrolio, l’azionario legato ai titoli tecnologici continua a mostrarsi in ottima forma.
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Wall Street oggi
L’azionario statunitense sembra far fatica a consolidare i record di queste sedute, mentre le crescenti tensioni sul cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio per il terzo giorno consecutivo: il Brent guadagna il 2% e sale a 98 dollari, mentre il greggio WTI si porta a 95,70 dollari al barile.
Tra i future sui principali indici di Wall Street guadagnano solo quelli sul Nasdaq 100, testimoniando il buon momento dei tech, mentre restano sotto la parità i contratti sul Dow Jones (-0,20%) e quelli sullo S&P500 (-0,10%).
Il dollaro guadagna leggermente nei confronti dell’euro, con la coppia EUR/USD a 1,1618, mentre il Bitcoin continua nel suo calo che lo ha portato a 67 mila dollari.
In difficoltà anche le quotazioni dell’oro, con il prezzo spot a 4.460 dollari e il future con scadenza a luglio a 4.490 dollari l’oncia.
L’attenzione di oggi sarà rivolta anche su alcuni dati macro come le indagini di S&P Global sul settore manifatturiero e dei servizi, oltre all'indice Ism dei servizi, in vista della relazione sul mercato del lavoro attesa venerdì, che potrebbe influenzare le attese sulla politica monetaria. Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh si è impegnato a seguire "il meglio delle tradizioni della Fed" in una nota allo staff all'inizio del suo mandato quadriennale.
Distensione in Medio Oriente
Il clima di cautela è dovuto alle tensioni in Medio Oriente che stanno mettendo a dura prova la fragile tregua tra Washington e Teheran, con le forze statunitensi che hanno intercettato missili balistici e droni diretti verso i paesi vicini e hanno colpito un centro di comando iraniano in risposta. Mentre i colloqui tra le parti si protraevano, il presidente Donald Trump ha dichiarato che l'Iran ha accettato di rinunciare all'arma nucleare.
All'inizio di questa settimana, mentre circolavano dubbi sul fatto che i negoziati tra Stati Uniti e Iran fossero in una fase di stallo, Trump è intervenuto sui social media per rassicurare che stavano procedendo "a ritmo sostenuto". Ora, tuttavia, la campagna militare israeliana contro Hezbollah in Libano è diventata un nuovo ostacolo al raggiungimento di un accordo duraturo per porre fine alla guerra e aprire lo Stretto di Hormuz.
"Non è nell'interesse né degli Stati Uniti né dell'Iran tornare a combattere e bombardare. Il nostro scenario di base rimane quello di un avvicinamento a un accordo, anche se si trattasse di un compromesso per ottenere l'apertura dello Stretto di Hormuz", si legge in una nota dell'economista di Jefferies Mohit Kumar.
Il rally dei tecnologici
L’indice S&P500 è sotto osservazione per capire se riuscirà a estendere la sua striscia positiva, la più lunga degli ultimi trent'anni, con i titoli tecnologici, e in particolare quelli dei produttori di chip, che hanno distanziato nettamente il resto del mercato: il Nasdaq ha chiuso in verde 8 delle ultime 9 sedute.
"Non credo che questo sia il picco, c'è ancora margine di crescita", ritiene Amanda Lyons, responsabile della ricerca presso Energy Group Capital. "Il carburante si sta semplicemente spostando dagli utili all'entusiasmo; questo va bene durante la fase di rialzo, ma avrà importanza solo quando la musica si fermerà", avvisa.
Intanto, oggi Broadcom fornirà agli investitori un'ulteriore panoramica sulla spesa per l'intelligenza artificiale quando pubblicherà i risultati dopo la chiusura del mercato, con Bloomberg Intelligence che prevede un'accelerazione dei ricavi derivanti dai chip XPU e una crescente domanda di soluzioni di rete.
Sempre tra i tecnologici, Marvell Technology continua la corsa, superando i 290 miliardi di dollari di valore di mercato ed il giorno dopo che il Ceo di Nvidia, Jensen Huang, ha definito il chipmaker la prossima "società da 1.000 miliardi di dollari".
Palo Alto Networks ha comunicato risultati trimestrali, segnalando una forte domanda di soluzioni di cybersecurity basate sull'intelligenza artificiale.
Ondata di Ipo
Gli investitori attendono inoltre la pubblicazione da parte di SpaceX dei termini della sua offerta pubblica iniziale (Ipo), che si preannuncia come la più grande della storia. Reuters ha riportato che l'azienda di Elon Musk, specializzata in lanci spaziali, satelliti e intelligenza artificiale, punta a vendere oltre 550 milioni di azioni a 135 dollari l'una per un'IPO da 75 miliardi di dollari.
La vendita di azioni si inserisce in una serie di potenziali offerte da parte di importanti aziende tecnologiche nei prossimi mesi, tra cui le concorrenti nel settore dell'IA, quali OpenAI e Anthropic PBC, le quali puntano a quotarsi in borsa, mentre Alphabet ha annunciato lunedì i piani per un'offerta azionaria record da 80 miliardi di dollari.
"L'ondata di IPO è un forte indicatore di fiducia per i mercati", spiega Nataliia Lipikhina, responsabile della strategia azionaria EMEA presso JPMorgan Private Bank, ritenendo “che il mercato abbia una capacità sufficiente ad assorbirle e che la ripresa delle emissioni contribuisca al quadro generale”.
Notizie societarie e pre market USA
GameStop (+7%): aumento del 14% dei ricavi trimestrali e annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 2 miliardi di dollari.
Palo Alto Networks (+7%): rivede al rialzo le previsioni di utile rettificato per azione per l'anno fiscale 2026, portandole da 3,65-3,70 dollari a 3,77-3,79 dollari.
Macy's (+2%): prevede ora per l'anno fiscale 2026 ricavi netti compresi tra 21,50 e 21,75 miliardi di dollari, rispetto alla precedente previsione di 21,40-21,65 miliardi.
Thor Industries (-7%): prevede un utile diluito per azione per l'anno fiscale compreso tra 3,30 e 3,80 dollari, superiore ai precedenti 3,75-4,25 dollari.
Ulta Beauty (+1%): prevede ora un utile per azione per l'intero anno compreso tra 28,36 e 28,80 dollari, in aumento rispetto alla precedente previsione di 28,05-28,55 dollari.
Ollie’s Bargain Outlet Holdings (+5%): ricavi netti del primo trimestre a 658,9 milioni di dollari, mancando le stime di 662,3 milioni di dollari.
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