Tesla, ipotesi fusione con SpaceX in attesa della trimestrale

Il successo dell’unione tra l’azienda aerospaziale e xAI potrebbe aprire le porte a quella con la casa automobilistica di Elon Musk e deludenti risultati per i primi tre mesi del 2026 potrebbero aumentarne le possibilità.
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SpaceX verso la quotazione
L’arrivo a Wall Street di quella che potrebbe essere la più grande IPO della storia, ovvero la quotazione di SpaceX, potrebbe aprire le porte ad una fusione tra l’azienda aerospaziale con Tesla.
La società impegnata nei viaggi spaziali avrebbe già presentato in via riservata la domanda di quotazione in data 1° aprile, secondo fonti Bloomberg, e potrebbe raccogliere fino a 75 miliardi di dollari, più del doppio dei 29 miliardi raccolti da Saudi Arabia nel 2019, e il triplo dei 25 miliardi raccolti da Alibaba Group Holding nel 2014. La sua valutazione potrebbe raggiungere tra i 1.700 e i 2 miliardi, cifra importante per un’azienda che fino ad un anno fa valeva solo 359 miliardi.
Ipotesi unione con Tesla
All’interno della strategia di quotazione di SpaceX rientra la fusione tra xAI, la creatura di Elon Musk impegnata nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, elemento che pone Tesla sotto i riflettori come possibile prossima mossa all'interno dell'ecosistema di aziende dell’imprenditore sudafricano.
Musk ha ufficializzato la fusione tra le due aziende all'inizio del 2026, creando un gigante tecnologico valutato oltre 1.000 miliardi. A seguito del successo di questa integrazione, alcuni analisti e investitori del produttore di auto elettriche stanno valutando la possibilità di replicare il modello con Tesla, sostenendo che potrebbe accelerare l'obiettivo di Musk di rendere l'azienda la più preziosa al mondo, grazie alla robotica e all'IA.
Una fusione è fattibile? Alcuni recenti annunci di Musk riguardanti collaborazioni tra Tesla e SpaceX, come la nuova fabbrica di chip condivisa chiamata Terafeb ad Austin, in Texas, e lo sviluppo di un agente di intelligenza artificiale chiamato Digital Optimus, hanno alimentato le speculazioni su una possibile fusione.
Gli investitori hanno dichiarato pubblicamente, tramite i social media, che una fusione a giugno o luglio – la data prevista per l'IPO di SpaceX – potrebbe significare un premio per gli azionisti. Altri, tuttavia, avvertono che un potenziale conglomerato potrebbe finire per fallire, come è successo a General Electric. Sul tema, però, Musk non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale.
Potenziale futuro
"Sebbene una combinazione Tesla/SpaceX sembri meno probabile al momento, vediamo il potenziale per una fusione in futuro", spiega l'analista di Barclays, Dan Levy.
Tesla, infatti, è passata dall’essere il progetto di punta di Musk ad ottenere una serie di risultati deludenti, non riuscendo a soddisfare le aspettative di Wall Street nel primo trimestre dell'anno con la consegna di 358.023 veicoli elettrici.
A peggiorare la situazione, JP Morgan ha avvertito che il titolo Tesla potrebbe crollare fino al 60% entro il 2026, data la debole prospettiva dell'azienda. La banca ha modificato la sua raccomandazione a sell e ha fissato un prezzo obiettivo di 145 dollari per azione, inferiore ai 360 dollari stimati da altri analisti di Wall Street e ai 400 dollari della chiusura di venerdì scorso.
Dall'inizio dell'anno all'8 aprile, il titolo Tesla ha perso il 23,97%, suscitando preoccupazioni tra gli investitori e sul mercato azionario.
Wedbush ottimista sulla fusione
Sulla fusione, Dan Ives, analista di Wedbush, ritiene che le basi per una fusione tra Tesla e SpaceX nel 2027 stanno gradualmente prendendo forma. Questa visione non è più solo una previsione audace, ma assomiglia sempre più a un percorso realistico già in atto, secondo l’esperto.
In precedenza, l'investimento di 2 miliardi di dollari di Tesla in xAI è stato convertito in azioni SpaceX dopo l'acquisizione di xAI da parte di SpaceX. Sebbene la quota sia inferiore all'1%, rappresenta il primo collegamento diretto di capitale tra le due società.
Ancora più importante, entrambe le parti hanno recentemente annunciato la costruzione congiunta dell'impianto Terafab ad Austin, in Texas. Ives ritiene che questo sia il primo passo verso una maggiore integrazione e si attende che l'IPO di SpaceX accelererà ulteriormente questo processo.
Le attese di Jefferies sulla trimestrale
Mercoledì prossimo 22 aprile, intanto, sono attesi i risultati del primo trimestre di Tesla e Jefferies prevede che questi difficilmente offriranno rassicurazioni sulle ambizioni dell’azienda nel settore dei robotaxi, elemento che potrebbe essere sufficiente a mantenere vive le speculazioni su una fusione con SpaceX.
"I risultati del primo trimestre mostreranno un ulteriore ampliamento del divario tra visione ed esecuzione e, in assenza di un annuncio convincente sul lancio dei robotaxi, potrebbero alimentare preoccupazioni sui finanziamenti e rafforzare la logica di un’eventuale fusione con SpaceX", scrive Philippe Houchois, analista del broker che ha mantenuto una raccomandazione hold sul titolo e ha alzato il target di prezzo da 300 a 350 dollari.
Jefferis si attende ricavi per il primo trimestre pari a 21,2 miliardi di dollari, in crescita del 10% su base annua ma ben al di sotto del trimestre precedente, con un margine operativo inferiore al 3% e un consumo di cassa di circa 1,9 miliardi.
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