UniCredit alza la guidance 2026 dopo semestre record

La banca milanese ha messo a segno il suo 22° trimestre consecutivo di crescita redditizia e di qualità, oltre che il secondo miglior trimestre e la migliore prima metà dell’anno della sua storia.
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Guidance alzata per UniCredit
Non smette di crescere UniCredit e il management decide di alzare ancora le previsioni per il 2026 dopo quanto già fatto in occasione delle trimestrali precedenti, a seguito di una “convincente performance” realizzata nel primo semestre.
La banca ha comunicato stamattina di attendersi un utile netto nell’anno in corso ad un livello “ben superiore” agli 11 miliardi, quando la precedente attesa era di “uguale o maggiore” o a quota 11,5 miliardi se si escludono i costi di integrazione.
Stessa decisione per le prospettive a lungo termine: l’istituto milanese stima un utile netto 2028 in miglioramento a “ben superiore” ai 13 miliardi e nel 2030 a “ben superiore” ai 15 miliardi, previsioni “prima del consolidamento integrale di Commerzbank”.
A livello finanziario, il Cet1 ratio del gruppo nel 2026 è atteso a circa il 15% prima della fusione con la banca tedesca e al 13% dopo l’integrazione.
Il Cet1 ratio del gruppo al 2026 è atteso a circa il 15% prima del consolidamento integrale di Commerzbank.
A Piazza Affari, però, le azioni UniCredit aprono in rialzo nella seduta post conti, con un calo del 2% dopo un quarto d’ora dall’inizio degli scambi, scendendo a 81,40 euro.
L’impatto della fusione con Commerzbank
L’impatto iniziale sul capitale derivante dal consolidamento integrale, assumendo il completamento dell’offerta entro la fine dell’anno e soggetto a tutte le autorizzazioni necessarie, è atteso dalla banca a circa 200 punti base, prima dell’impatto dalla allocazione dei costi di acquisizione (PPA), ed includendo l’effetto della cancellazione dei 4,75 miliardi di riacquisto azioni a valere sul 2025, reinvestiti ad un più alto RoAC.
“Ci aspettiamo che la transazione sia accrescitiva sia in termini assoluti che su base per azione, portando ad una crescita a doppia cifra dell’utile netto nel periodo 2026-2028 e sommandosi alla crescita a doppia cifra di EPS e DPS di Unlimited per il periodo 2026-2028, continuando su una traiettoria eccellente oltre il 2028, verso il 2030”, prevedono da Piazza Gae Aulenti.
Semestre con utile record
Passando ai risultati, il primo semestre dell’anno ha visto UniCredit realizzare un utile record di 6,1 miliardi di euro, a seguito di una crescita del 3% rispetto allo stesso periodo 2025, con un RoTe pari al 23,7% e un eps di 4,09 euro.
Numeri raggiunti grazie ad un secondo trimestre in cui ha registrato un risultato di 2,9 miliardi, superiore alle attese del mercato (2,834 miliardi) e 22° trimestre consecutivo di “crescita redditizia e di qualità”, oltre che “il secondo miglior trimestre e la migliore prima metà dell’anno della nostra storia”.
L'utile netto del primo semestre è pari a 6,3 miliardi (3,1 miliardi nel secondo trimestre) escludendo 261 milioni di una posta straordinaria nella linea dei proventi da negoziazione principalmente dovuta ai costi di copertura e finanziamento connessi all'aumento della posizione in Commerzbank - e alla relativa protezione - riportati nella linea dei proventi da negoziazione.
Questi risultati sono stati sostenuti da ricavi netti core in accelerazione, aumentati del 3,6% a 12,2 miliardi nel semestre, a dimostrazione della resilienza e della qualità del profilo dei ricavi del gruppo. La crescita è stata trainata dal forte slancio delle commissioni e del risultato netto della gestione assicurativa, affiancato da un margine di interesse in accelerazione sequenzialmente, supportato da una crescita di qualità dei volumi.
Il margine di interesse è diminuito dello 0,8%, a 7,2 miliardi, performance resiliente alla luce del minore Euribor nel periodo e della compressione della Russia, o è aumentato dello 0,2 per cento al netto di questa.
Le commissioni e il risultato netto della gestione assicurativa hanno totalizzato 5 miliardi nel semestre, un aumento del 11%rispetto alla prima metà dell'anno precedente, con una performance significativa delle commissioni su investimenti e su attività di consulenza e di finanziamento.
Il Cet1 ratio è migliorato e pari al 14,3%, al 14,5% escluso l'impatto temporaneo derivante dalla aumentata posizione in Commerzbank, e al 15,0% aggiungendo il danish compromise.
Il dividendo
L'acconto dividendo in contanti a valere sull’intero 2026, che verrà definito dalla riunione del cda di UniCredit con l'approvazione dei risultati del 3° trimestre 2026, è previsto a circa 2,8 miliardi, corrispondenti a circa il 50% del dividendo in contanti atteso a valere sul 2026.
La riunione del consiglio è attualmente in programma per il 21 ottobre 2026, pertanto le date attese sono: stacco della cedola il 23 novembre 2026, registrazione il 24 novembre e pagamento il 25 novembre.
L’importanza di Unlimited
Secondo l'ad Andrea Orcel, sui risultati ha inciso l’impatto del piano ‘Unlimited’, che “sta portando ad un cambio di passo”.
“Stiamo accelerando la crescita redditizia dei ricavi, con chiari riscontri di incrementi di quote di mercato di qualità e di un forte slancio commerciale, mentre continuiamo a reimpostare la frontiera dell'efficienza”, spiega il manager nella nota, sottolineando che "Questa performance riflette l'esecuzione disciplinata della nostra strategia in tutti i mercati in cui operiamo. Stiamo facendo crescere il business rendendolo al contempo più snello, più rapido e più efficiente, investendo nelle nostre persone, nella tecnologia e nella IA per rafforzare il nostro vantaggio competitivo e offrire una migliore esperienza ai nostri clienti”.
"Il progresso raggiunto attraverso la nostra trasformazione, insieme alla nostra diversificazione e alle nostre linee di difesa, ci mette nella condizione di sfruttare opportunità di crescita organica attraenti mentre manteniamo la disciplina nel perseguire opzioni inorganiche che incrementano il valore, rimanendo al contempo ben equipaggiati per performare in un ampio spettro di contesti", ha concluso Orcel.
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