UniCredit ancora top pick di BofA in attesa della trimestrale

Bank of America ritiene che possano esserci margini per un ulteriore rialzo della guidance 2026 da parte di Piazza Gae Aulenti e la considera una delle banche più redditizie a livello globale.
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UniCredit ancora preferita da Bank of America
Ancora fiducia da Bank of America nei confronti di UniCredit. Gli analisti dell’istituto statunitense hanno confermato la banca italiana quale ‘top pick’ in vista della trimestrale, che arriverà sul tavolo del cda l’8 novembre, ribandendo la raccomandazione d’acquisto e il target price a 113 euro ai 75,55 euro di oggi (-1,60%).
BofA stima per UniCredit un ulteriore utile netto di circa 3 miliardi nel terzo trimestre: proiettando questo dato sui nove mesi si ottiene un valore annualizzato di circa 12 miliardi, il che, a loro avviso, offre margini per un rialzo della guidance 2026 a circa 12 miliardi (al netto degli oneri di integrazione), rispetto agli attuali 11,5 miliardi.
Le stime della banca sull'utile netto - circa 11,9 miliardi per il 2026 e 16,3 miliardi per il 2028 - si collocano rispettivamente al di sopra del consensus (11,3 miliardi e 15,3 miliardi) con uno scarto del 5-7%. Le stime di utile per il 2027-28 includono il contributo di Commerzbank con una quota di circa il 48%.
Necessario l’accordo con Berlino
Dal fronte Commerzbank, è stata notificata alla Commissione europea l'operazione e la scadenza per la decisione di Bruxelles è il 16 novembre.
Secondo BofA, è fondamentale l'accordo di UniCredit con il governo tedesco. Il Ministro delle Finanze tedesco ha sottoposto a UniCredit una serie di condizioni, tra cui il mantenimento della sede centrale a Francoforte, la quotazione di una quota di minoranza di circa il 25% e la salvaguardia del ruolo della banca nel finanziamento della Mittelstand (le piccole e medie imprese tedesche).
Una possibile modalità per soddisfare tali requisiti sarebbe un'offerta "inversa", in cui Commerzbank acquisisca HVB a un prezzo equo. Ciò porterebbe UniCredit a detenere circa il 70-75% dell'entità combinata. Tale scenario non è ancora adeguatamente scontato dal mercato, sebbene BofA riconosca che si tratti di una situazione in cui i risultati concreti dovranno confermare le aspettative.
Valutazione ancora contenuta
Secondo la banca d'affari statunitense, la valutazione di UniCredit rimane contenuta, considerando i livelli di ROTE e le prospettive di ulteriore efficientamento dei costi e degli RWA.
BofA ravvisa un valore significativo nelle prospettive di allocazione del capitale a favore degli azionisti, sia tramite distribuzioni, sia attraverso la crescita organica e/o operazioni di M&A. Il consolidamento di mercati bancari frammentati genera un valore considerevole e ritiene che tale potenziale sia attualmente sottovalutato. Con un ROTE previsto di circa il 26% nel 2028, ritiene che UniCredit sia una delle banche più redditizie a livello globale.
Le previsioni di Equita
Secondo Equita, UniCredit si prepara a riportare risultati solidi nel terzo trimestre del 2026, in linea con l’obiettivo di un utile netto per l’intero esercizio ben superiore a 11 miliardi di euro, pari a circa 11,5 miliardi al netto degli oneri di integrazione.
In vista della pubblicazione dei conti, gli analisti della sim stimano un margine di interesse in crescita del 2% su base trimestrale e del 6% su base annua, a 3,7 miliardi di euro, sostenuto dall’aumento dei tassi Euribor a tre mesi e dalla dinamica favorevole dei volumi.
Positivo anche l’andamento delle commissioni e dei proventi assicurativi, attesi in aumento del 7% su base annua, mentre il contributo di dividendi e partecipazioni azionarie dovrebbe superare i 400 milioni, di cui circa 320 milioni legati al consolidamento con il metodo del patrimonio netto delle partecipazioni in Commerzbank e Alpha Bank.
I ricavi totali sono stimati a 6,5 miliardi, stabili rispetto al trimestre precedente e in crescita del 5% su base annua, mentre i costi operativi dovrebbero rimanere sotto controllo, con un rapporto costi/ricavi al 35%.
In assenza di segnali di deterioramento della qualità del credito, il costo del rischio è previsto intorno a 15 punti base.
L’utile operativo è atteso a 4,2 miliardi, in crescita del 9% rispetto al terzo trimestre del 2025, mentre l’utile netto dovrebbe raggiungere 2,8 miliardi, in aumento del 7% su base annua.
Sul fronte patrimoniale, Equita prevede un CET1 ratio intorno al 15%, in miglioramento rispetto al 14,5% del secondo trimestre, grazie alla generazione organica di capitale e al contributo positivo del Danish Compromise, parzialmente compensati dall’impatto dell’allargamento dello spread BTP sulle riserve disponibili per la vendita.
Alla luce di un utile atteso per i primi nove mesi superiore a 8,9 miliardi di euro, la visibilità sul raggiungimento degli obiettivi annuali appare elevata.
Equita stima per il 2026 un utile netto di 11,1 miliardi di euro, che salirebbe a circa 11,5 miliardi includendo gli oneri di integrazione, e conferma la raccomandazione buy, con un prezzo obiettivo di 100 euro. A questi livelli, il titolo tratta a multipli inferiori alla media del settore, con un rapporto prezzo/utili stimato a 9,2 volte per il 2027 e a 8,1 volte per il 2028.
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