UniCredit, dialogo in corso con Berlino. BofA alza il target price

UniCredit, dialogo in corso con Berlino. BofA alza il target price

Il Ministro tedesco delle Finanze ha definito costruittivi i colloqui con la banca italiana e ha ribadito le richieste di Berlino come il mantenimento della quotazione a Francoforte.

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Il dialogo tra UniCredit e il Governo tedesco

“Costruttivi”. Con questa parola, il Ministro tedesco delle Finanze, Lars Klingbeil, ha definito i colloqui di Berlino con Andrea Orcel, ad di UniCredit.

Secondo quanto riportato da Handelsblatt, Klingbeil ha ribadito come Commerzbank debba restare quotata a Francoforte, continuando a svolgere un ruolo importante nel finanziamento alle Pmi, sia in Germania sia a livello internazionale. Inoltre, il ministro ha aggiunto di aver a cuore gli interessi dei più di 40 mila dipendenti di Commerzbank in una fase incerta come questa.

Oltre al mantenimento della quotazione in Borsa di Commerzbank, tra i paletti fissati dal governo tedesco figurano la conservazione della sua base a Francoforte e la prosecuzione del sostegno finanziario alle piccole e medie imprese tedesche sia sul mercato domestico sia all'estero, si legge nella nota.

"Sono grato al ministro Klingbeil per l'opportunità che mi ha offerto di illustrare le nostre priorità e di conoscere le sue per la prima volta. Abbiamo avuto un primo colloquio proficuo e costruttivo, a cui ne seguiranno presto altri. Spetta ora a entrambe le parti riflettere su questo primo incontro, affinché si possa trovare il modo di procedere nell'interesse di tutte le parti interessate e degli azionisti", ha commentato Orcel.

BofA alza il target price

Ieri, intanto, è arrivato il giudizio positivo di Bank of America su Piazza Gae Aulenti, con il broker che ha alzato il target price sulle azioni Unicredit da 100 a 113 euro, confermando la raccomandazione buy e ribadendo che l’istituto milanese resta un ‘top pick’.

Secondo gli analisti di BofA, la valutazione di UniCredit rimane "contenuta", considerando i livelli di ROTE e le prospettive di ulteriore efficientamento dei costi e degli RWA. Con un ROTE stimato intorno al 26% per il 2028, UniCredit si colloca tra le banche più redditizie a livello globale.

Gli esperti riconoscono un "valore significativo nelle prospettive di allocazione del capitale a favore degli azionisti, sia tramite distribuzioni, sia attraverso la crescita dei volumi e/o operazioni di M&A", mentre il consolidamento di mercati bancari frammentati può generare un "valore considerevole" e, secondo loro, "tale potenziale è attualmente sottovalutato".

Cinque idee errate su UniCredit

BofA ha poi esaminato quelle che considera cinque idee sbagliate su UniCredit.

Innanzitutto, il broker smentisce l’ipotesi che la crescita dei prestiti avvenga a scapito dei margini, in quanto il mercato dei mutui continua “a sottostimare le prospettive di crescita del margine di interesse (NII) di UniCredit”, considerando che la banca milanese “dispone di un replicating portfolio di circa 218 miliardi di euro con un back-book yield pari a circa l'1,59%; ogni anno, circa 22 miliardi di euro giungono a scadenza e vengono reinvestiti a un rendimento del 3,2-3,3%, generando un incremento significativo degli interessi maturati (circa 0,7 miliardi di euro) nel secondo semestre del 2026 e nel 2027. Il NIM è destinato a crescere, nonostante il basso costo del rischio (CoR) e l'esposizione alla Russia. Viene previsto un NII di 25,4 miliardi di euro nel 2027 e di 27,1 miliardi di euro (+5% rispetto al consenso, inclusa Commerzbank)”.

Passando a Commerzbank, BofA non ritiene che UniCredit sia costretta ad una nuova offerta per poter raggiungere una nuova offerta, ipotesi circolata nelle ultime settimane e che gli analisti ritengono “infondate”.
“Una possibile via da seguire sarebbe quella di una reverse bid, in cui Commerzbank acquisisce HVB a un fair value. Ciò porterebbe UniCredit a detenere una quota ipotetica di circa il 70% dell'entità combinata senza esborsi di cassa. Tale possibilità non è adeguatamente scontata nelle quotazioni attuali. UniCredit incontrerà il Ministro delle Finanze tedesco e questo evento può rappresentare un catalyst fondamentale”, spiegano da BofA.

Tra le altre ipotesi smentite, c’è quella dell’utilizzo del capitale in eccesso senza finalizzare operazioni di M&A e, sempre secondo questi analisti, UniCredit “registra attualmente il picco di assorbimento di capitale legato alla sua partecipazione di circa il 48% in Commerzbank. Il capitale si ricostituirà rapidamente grazie a una generazione organica di circa 300 punti base (bps) annui; viene stimato inoltre che, per ogni incremento di circa il 10% nella quota di Commerzbank, l'assorbimento di CET1 diminuisca di circa 20-30 bps. Alle valutazioni attuali, l'opzionalità legata a operazioni di M&A non richiede un CET1 superiore al 15%”.

Inoltre, BofA non ritiene che Piazza Gae Aulenti stia perdendo l’occasione di partecipare al consolidamento bancario italiano in quanto “l’approvazione del Danish compromise offre ulteriori opzioni strategiche”.

Ultima ipotesi è quella riguardante il multiplo P/E corretto per la banca italiana: BofA prevede una crescita dell'utile per azione (EPS) di circa il 17%, fino a raggiungere 10,46 euro entro il 2028. Ciò collocherebbe UniCredit a un multiplo P/E di 8 volte, con uno sconto significativo di circa il 20% rispetto alle altre banche europee. Il consolidamento di mercati bancari frammentati può generare un valore considerevole e tale potenziale è fortemente sottovalutato. Nelle stime viene incluso il consolidamento del conto economico e dello stato patrimoniale di Commerzbank, rettificati per le quote di minoranza.

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Codice: UCG.MI
Isin: IT0005239360
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