BCE, pausa prima del nuovo rialzo? Le previsioni degli esperti

Molti analisti ritengono che l’istituto centrale lascerà i tassi invariati nella prossima riunione in agenda giovedì, seppur ci sono alcune eccezioni in quanto qualcuno vede spiragli per un’eventuale sorpresa.
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Verso la riunione della BCE
Si avvicina la prossima riunione della Banca centrale europea, in agenda per giovedì prossimo 23 luglio, in un contesto caratterizzato dal ritorno dei timori per l’inflazione dovuto all’aumento dei prezzi del petrolio dopo il riaccendersi del conflitto in Medio Oriente.
Se sei settimane fa Francoforte aveva deciso un rialzo dei tassi, prima grande banca centrale del G7 ad inasprire la propria politica monetaria, Economisti e investitori si attendono una pausa, rinviando almeno fino a settembre eventuali nuove decisioni dopo che saranno note le nuove proiezioni macro da parte dello staff.
A spingere a prevedere una pausa è stato il rallentamento dell’inflazione di giugno al 2,8%, meno delle previsioni: i mercati monetari attribuiscono una probabilità inferiore al 15% a un rialzo a luglio, ma scontano pienamente un secondo aumento entro ottobre.
L'attenzione sarà quindi concentrata sulle indicazioni della presidente Christine Lagarde riguardo alle prospettive per settembre e alla risposta della BCE alla nuova fiammata del petrolio.
Pausa e poi rialzo?
Nonostante “le rinnovate tensioni in Medio Oriente” che “rafforzano la nostra convinzione che il ciclo di rialzi della BCE non sia terminato", lo scenario “più probabile resta però una pausa a luglio seguita da un rialzo a settembre”, spiegano in una nota gli economisti di Bnp Paribas.
Gli esperti della banca sottolineano che prima di settembre saranno pubblicati altri due dati mensili sull'inflazione e potrebbe emergere maggiore chiarezza sulla traiettoria del conflitto tra Stati Uniti e Iran.
Inoltre, aggiungono, la BCE dovrà valutare se il nuovo rincaro dell'energia resterà temporaneo oppure finirà per trasferirsi in modo più persistente sui prezzi di beni e servizi e sulle richieste salariali. “Finora i responsabili della politica monetaria hanno segnalato l'assenza di effetti di secondo impatto preoccupanti, pur sottolineando la necessità di mantenere alta la vigilanza”, spiegano da Bnp.
“Ci aspettiamo una decisione unanime di mantenere i tassi invariati, accompagnata da una comunicazione basata sui dati, dall'assenza di un impegno preventivo riguardo al percorso dei tassi e dalla continua disponibilità ad agire”, prevede Konstantin Veit, Portfolio Manager di Pimco, aggiungendo che “la nostra ipotesi di base rimane quella di un ulteriore rialzo a settembre”.
“In assenza di nuove proiezioni degli esperti dell'Eurosistema e della BCE fino a settembre, il Consiglio direttivo riterrà probabilmente opportuno attendere, soprattutto alla luce dei significativi cambiamenti avvenuti nei mercati dell'energia da giugno”, motiva l’esperto.
Inoltre, aggiunge, “i prezzi dell'energia più bassi, l'inflazione di giugno inferiore alle attese, la crescita salariale in linea con l'obiettivo di inflazione e la debole crescita economica suggeriscono che i rischi siano orientati verso un numero di rialzi inferiore a quello attualmente scontato dai mercati, sebbene l'incertezza rimanga elevata”.
Rialzo inaspettato?
Uno spiraglio di una decisione a sorpresa viene intravisto da Carsten Brzeski, Global Head of Macro di ING, che, seppure attendendosi una pausa, ritiene che “un aumento a sorpresa non dovrebbe essere del tutto escluso”.
Per l’esperto, “la nuova escalation in Medio Oriente e il rinnovato aumento dei prezzi dell'energia hanno cambiato il quadro ancora una volta. Invece di passare gradualmente alla modalità vacanza e rimandare qualsiasi decisione sui tassi a dopo l'estate, alcuni funzionari della BCE potrebbero essere effettivamente inclini a spingere con più forza per un altro aumento dei tassi”.
“Se la BCE si attenesse a un unico rialzo, questo potrebbe essere percepito come una mossa dettata dal panico, attirando critiche per la sua presunta fretta. Un secondo rialzo dei tassi potrebbe, ovviamente, aggravare un errore di politica monetaria. Ma, seguendo la logica della stessa BCE, rafforzerebbe la tesi secondo cui tale rialzo è necessario per raggiungere lo scenario di base sull'inflazione”, aggiunge.
Nel complesso, Brzeski ritiene che la possibilità di un rialzo sia comunque “piccola”, in quanto “lo scenario più realistico resta quello di un rialzo nella riunione di settembre. In ogni caso, invece di una tregua estiva, la riunione di giovedì promette un ultimo scontro tra falchi e colombe prima di infilare le infradito e piantare l'ombrellone. Magari qualcuno avrà la valigia già pronta, ma per la BCE la pausa al mare dovrà aspettare”.
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