BCE verso il rialzo dei tassi con un’inflazione ai massimi di tre anni?

BCE verso il rialzo dei tassi con un’inflazione ai massimi di tre anni?

La decisione della Banca centrale europea arriverà dopo il dato al rialzo sui prezzi registrato ad agosto e sono in molti a prevedere una nuova mossa restrittiva per l’istituto guidato da Christine Lagarde.

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Inflazione in rialzo prima della riunione della BCE

Arrivato oggi il dato dell’inflazione nella zona euro del mese di agosto, tornato sopra il 3% a causa dell’aumento dei costi energetici, consolidando così le attese di un aumento dei tassi della Banca centrale europea nella prossima riunione dell’istituto guidato da Christine Lagarde in agenda per il prossimo 10 settembre.

Nel dettaglio, l’accelerazione dei prezzi ha visto l’inflazione nei 21 Paesi della zona euro passare dal 2,9% di luglio al 3,3% di agosto. Si tratta del dato più alto da settembre 2023, in linea con la stima mediana di un sondaggio Bloomberg. A pesare sono stati i rialzi sia del greggio sia del gas naturale, oltre all’espansione dei margini da parte delle raffinerie.

Le pressioni sui prezzi di fondo sono rimaste tuttavia contenute, rassicurando in parte i responsabili politici sul fatto che l’impennata dei prezzi dell’energia non sembra ancora innescare quegli effetti di secondo livello che potrebbero portare l'inflazione su livelli elevati e costringere la Bce ad adottare misure più aggressive.

Infatti, l’inflazione 'core', che esclude i prezzi volatili dei generi alimentari e dei carburanti, è scesa al 2,4% il mese scorso, dal 2,5% di luglio. A trainare il calo è stata la crescita dei prezzi dei servizi, la componente di maggior peso nel paniere dei prezzi al consumo, rallentata al 3% dal 3,3%.

Volano i falchi

Il dato sull’inflazione era stato preceduto stamattina dalle parole del governatore austriaco e membro del consiglio direttivo BCE, Martin Kocher, il quale si mostrava ‘hawkish’ nei confronti delle future scelte di Bruxelles in tema di politica monetaria.

“I rischi di inflazione al rialzo sono aumentati di recente e se saranno confermati nelle prossime previsioni della Banca centrale europea che verranno rese note nella riunione di politica monetaria del 10 settembre, sarà necessario un rapido aumento dei tassi di interesse”, spiegava il banchiere.

Le sue parole arrivano dopo quelle della scorsa settimana di Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo, che aveva dichiarato a Bloomberg che i costi di prestito devono salire ulteriormente per riportare l'aumento dei prezzi all'obiettivo.

Anche il governatore finlandese Olli Rehn si è mostrato propenso ad una mossa al rialzo sui tassi. “Le attese dei mercati per un aumento dei tassi di interesse nella riunione di politica monetaria del 10 settembre sono comprensibili", sottolineava Rehn parlando in un'intervista al Financial Times.

Rehn ha però invitato alla cautela sottolineando come, alla luce della diffusa incertezza geopolitica, rimanga necessario decidere "incontro per incontro" e sulla base dei dati.

Mossa restrittiva prezzata dai mercati

Gli investitori stimano a oltre il 95% la probabilità che la prossima settimana si raggiunga un accordo per un aumento di un quarto di punto percentuale, arrivando così al 2,50%. Questo porterebbe il tasso sui depositi al livello più alto da marzo dello scorso anno.

Gli investitori hanno inoltre già scontato un ulteriore aumento di un quarto di punto percentuale, che porterebbe il tasso sui depositi al 2,75% entro febbraio del prossimo anno.

"Il netto aumento dell'inflazione complessiva contrasta con il calo delle misure di fondo dell'aumento dei prezzi. Tale divergenza supporta la nostra previsione secondo cui è improbabile che la BCE attui una stretta pari a quella che i mercati finanziari stanno attualmente prezzando. Un raffreddamento del mercato del lavoro dovrebbe limitare il trasferimento dei maggiori prezzi delle materie prime sull'inflazione di beni e servizi più in generale, sebbene uno shock energetico più persistente potrebbe ancora mettere sul tavolo un altro aumento, potenzialmente a dicembre", secondo David Powell, economista senior di Bloomberg per l'area euro.

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