Berkshire punta sull’IA e si rafforza su Alphabet

La holding fondata da Warren Buffet continua a investire nell’azionario legato alla tecnologia anche sotto la guida di Greg Abel, scommettendo sulla redditività degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
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Berkshire Hathaway investe in Alphabet
C’era una volta in cui Warren Buffett si teneva lontano dall’azionario legato alla tecnologica e la sua holding, Berkshire Hathaway evitava di investire in questo settore.
Poi tutto cambiò: l’Oracolo di Omaha decise di puntare su Apple, la partecipazione più redditizia nella storia del suo gruppo, e ora nel mirino c’è l’intelligenza artificiale.
Per cavalcare la nuova ‘mania’ delle aziende, la Berkshire a guida Greg Abel ha deciso di proseguire a investire su Alphabet, la holding che controlla Google.
La nuova mossa è arrivata lo scorso primo giugno quando la holding ha annunciato un investimento aggiuntivo da 10 miliardi di dollari nella società tecnologica, rafforzando così una posizione già costruita negli ultimi mesi.
Nel dettaglio, si tratta di un’operazione di private placement, ovvero un collocamento riservato a investitori selezionati. Berkshire acquisterà 5 miliardi di dollari di azioni di Classe A di Alphabet a un prezzo di 351,81 dollari per azione e altri 5 miliardi di dollari di azioni di Classe C a 348,20 dollari. L’operazione è stata gestita da Goldman Sachs in qualità di placement agent.
Non si tratta di una scelta improvvisa: la costruzione della propria esposizione verso la società era iniziata nel terzo trimestre 2025 quando aveva acquisito una partecipazione da 4,3 miliardi di dollari.
Il momento di Alphabet
La mossa arriva in un momento in cui Alphabet appare fortemente impegnata nella corsa agli investimenti per lo sviluppo d infrastrutture, data center e capacità di calcolo necessarie alle nuove applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, piano che complessivamente mette sul piatto 80 miliardi di dollari annunciato proprio lo stesso 1° giugno.
Il piano prevede tre operazioni differenti: un’offerta pubblica da 30 miliardi, (tra azioni ordinarie e strumenti convertibili), un programma di vendita da 40 miliardi (dal terzo trimestre 2026) e il collocamento privato da 10 miliardi, proprio quello sottoscritto da Berskshire.
Le nuove risorse saranno utilizzate per espandere la propria infrastruttura tecnologica e incrementare la capacità di elaborazione necessaria a soddisfare una domanda che continua a crescere sia da parte delle aziende sia dei consumatori.
A spingere Alphabet a queste scelte c’è la considerazione che le richieste per i servizi basati sull’IA stanno superando l’attuale capacità disponibile, rendendo necessari investimenti massicci in data center, server specializzati e sistemi di calcolo avanzati.
Dov’è la scommessa
Mentre il mercato si interroga sull’effettiva redditività degli ingenti investimenti sull’IA, Berkshire sembra già esserne convinta, ritenendo che i rendimenti generati saranno superiori al costo sostenuto per finanziarli.
Alphabet, infatti, prevede investimenti in conto capitale compresi tra 180 e 190 miliardi nel 2026, il doppio rispetto ai 91,4 miliardi spesi lo scorso anno.
Si tratta di cifre enormi: la scommessa degli eredi di Warren Buffett verrà vinta?
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