Borse con un occhio al petrolio e l’altro ai tassi

Future del Dax di Francoforte -0,4%. Il tasso di rendimento del Bund a dieci anni si è mosso poco ieri, a 3,36% resta molto vicino ai massimi dal 2011. Peter Goves, Head of Developed Market Debt Sovereign Research di MFS dice che domani la BCE alzerà i tassi al 2,5% e poi li lascerà lì per un bel po’, il mercato invece si aspetta un proseguimento della stretta monetaria.
Columbia Threadneedle teme che le banche centrali eccedano nella stretta monetaria, trasformando una necessaria normalizzazione della politica in un freno più dannoso per la crescita.
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La borsa degli Stati Uniti ha riaperto martedì in modo svogliato: la seduta è stata condizionata in negativo dalla permanenza dei tassi di rendimento delle obbligazioni su livelli altissimi, oltre che dalle notizie di nuove azioni militari tra Iran e Stati Uniti. L’indice S&P500 ha perso lo 0,6%. Il Nasdaq ha chiuso con un ribasso meno importante (-0,3%), in quanto si sono accese le società dei semiconduttori dopo l’annuncio di un accordo di fornitura firmato tra Amazon e Qualcomm: indice SOX +1,3%.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future del Dax di Francoforte -0,4%.
Il tasso di rendimento del Bund a dieci anni si è mosso poco ieri, a 3,36% resta molto vicino ai massimi dal 2011. L’euro tratta a 1,163 su dollaro, in prossimità dei livelli del giorno prima, alla vigilia delle decisioni di politica monetaria della BCE.
TASSI, IN EUROPA UN RIALZO E POI BASTA
La banca centrale è pronta ad alzare i tassi, ma gli investitori rischiano di scontare una stretta eccessiva. È la tesi di Peter Goves, Head of Developed Market Debt Sovereign Research di MFS Investment Management, secondo cui questa settimana la Banca centrale europea porterà il tasso sui depositi al 2,50%, con un rialzo di 25 punti base già ampiamente anticipato dai mercati.
Per questo, spiega Goves, l'attenzione dovrebbe spostarsi sul tono di Christine Lagarde riguardo alle prossime mosse, più che sulla decisione di settembre. L'inflazione core è risultata inferiore alle proiezioni di giugno, i salari restano coerenti con il target di medio termine e i margini di profitto sono sotto pressione: segnali che non indicano una ripresa ciclica solida. "Abbiamo difficoltà a giustificare le aspettative di mercato relative a tre ulteriori aumenti da 25 punti base", afferma Goves. Lagarde, prosegue l'analista, dovrebbe evitare impegni futuri, confermando l'approccio riunione per riunione. Attese di tassi vicini al 3% nel 2027 appaiono eccessive, mentre resta probabile un aumento dei rendimenti sui Bund tedeschi.
BANCHE CENTRALI
Settembre che si preannuncia un mese chiave per la politica monetaria globale, dice Anthony Willis, Senior Economist di Columbia Threadneedle Investments. Oltre alla BCE parlano Bank of England, Federal Reserve e Banca del Giappone. Tutte devono rispondere alla sfida dell’inflazione alta. I mercati assegnano un'elevata probabilità a rialzi dei tassi da Fed, BCE e Banca del Giappone, mentre la Bank of England rappresenta l'eccezione, con probabilità di intervento sotto il 10% e un primo rialzo atteso solo a dicembre. Negli Stati Uniti pesano l'inflazione persistente, misurata dal PCE ancora sopra target, e un mercato del lavoro più solido delle attese.
Per Willis, la domanda cruciale per gli investitori non riguarda la prossima mossa sui tassi, ma i segnali su cosa accadrà dopo settembre. "Il rischio è che le banche centrali eccedano nella stretta monetaria, trasformando una necessaria normalizzazione della politica in un freno più dannoso per la crescita". L'esperto segnala inoltre possibili ripercussioni sulle valutazioni degli asset, incluse alcune componenti legate all'intelligenza artificiale, finanziate in un contesto di tassi più elevati e costi di credito crescenti.
PETROLIO
Il greggio tipo WTI ha chiuso ieri in rialzo di circa il 3%, stamattina guadagna ancora a 94,5 dollari il barile.
Dopo un’altra giornata di attacchi e di contro attacchi, non si può più parlare di stallo diplomatico tra Iran e Stati Uniti, sembra proprio una ripresa delle ostilità. Il Wall Street Journal ha rivelato che unità dei Pasdaran hanno di nuovi sparato contro navi della Marina Usa. Queste ultime hanno risposto in serata, colpendo obiettivi vicino all'isola iraniana di Kharg e alla città portuale di Jask, tra cui alcune imbarcazioni. La Cnn, riferisce che sono state centrate petroliere riconducibili ai pasdaran. Le azioni si inseriscono in una strategia che vede gli Usa concentrarsi "sul colpire o neutralizzare obiettivi nell’area dello stretto, scortare le navi commerciali lungo la via d’acqua cruciale e mantenere il blocco navale dei porti iraniani”, nell'ambito della massima pressione sull'economia iraniana.
In precedenza, i ribelli Houthi yemeniti, sostenuti da Teheran, hanno colpito quattro città nel sud dell'Arabia Saudita. Abha, Khamis Mushait, Jazan e Najran: 73 le persone rimaste ferite, mentre droni e missili hanno preso di mira anche una base aerea saudita e obiettivi della compagnia petrolifera statale Aramco.
Lo Yemen sembra sull’orlo della guerra civile, le forze governative si stanno facendo largo e sono oramai alle porte di Sanaa, tenuta per il momento dai ribelli. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno mostrato ieri come un bottino di guerra, un drone sottomarino autonomo statunitense di "ultima generazione" catturato, pare, a causa di un malfunzionamento.
CINA
Le borse di Hong Kong e di Shanghai sono intorno alla parità. In Cina torna a salire l'inflazione, dopo mesi di stagnazione dei prezzi. I dati diffusi mercoledì dall'Ufficio nazionale di statistica mostrano un balzo dei costi al consumo per la prima volta da aprile, insieme a un'accelerazione più marcata delle attese sui prezzi alla produzione.
Numeri alla mano: l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,8% su base annua ad agosto, in linea con le previsioni e in netto miglioramento rispetto allo 0,5% di luglio. Ancora più sorprendente il dato sui prezzi alla produzione, tornati al 3,8% dal 3,5% precedente, sopra il consenso degli analisti fermo al 3,6%. Anche l'inflazione core, depurata dalle componenti più volatili di cibo ed energia, ha ripreso quota dopo quattro mesi di calo, toccando l'1%.
Dietro la ripresa dei prezzi ci sono soprattutto energia e alimentari. Secondo la statistica Dong Lijuan, l'energia da sola ha pesato per 0,28 punti percentuali sul dato complessivo. A questo si aggiungono fattori stagionali e condizioni meteo che stanno spingendo verso l'alto i costi di verdure fresche, uova e carne di maiale, con rincari registrati su base mensile.
DAZI
Ieri gli Stati Uniti hanno vietato l'importazione di un'ampia gamma di bevande alcoliche, motociclette e prodotti lattiero-caseari canadesi. I provvedimenti, che entreranno in vigore il 29 settembre e sono stati pubblicati sul sito web della Casa Bianca, sono giunti dopo che, a loro volta, il Canada ha imposto dazi di ritorsione sulle merci statunitensi, entrati in vigore dopo la mezzanotte di martedì.
Questi dazi canadesi si aggiungono ai dazi del 50% imposti dagli Stati Uniti su circa 20 miliardi di dollari di merci canadesi il mese scorso, dopo il fallimento di diversi cicli di negoziati.
La rottura ha ampliato la frattura tra i due alleati di lunga data, che si sono accusati a vicenda per il fallimento dei colloqui, ha spinto il Primo Ministro canadese Mark Carney a sollecitare un ulteriore allontanamento dal principale partner commerciale del Canada e ha sollevato dubbi sulla fattibilità dell'Accordo Stati Uniti-Messico-Canada (USMCA).
TITOLI
Webuild. Con riferimento all’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Webuild sulle azioni ordinarie Trevi, annunciata il 29 luglio, la società delle costruzioni rende noto che Consob ha disposto il riavvio del termine istruttorio sospeso lo scorso 24 agosto, che avrà pertanto scadenza il 17 settembre.
Fincantieri. Italia e Grecia hanno firmato a Roma l'accordo di attuazione relativo al trasferimento, attraverso Fincantieri, alla Marina ellenica di due fregate Fremm, Carlo Bergamini e Virginio Fasan, attualmente in servizio presso la flotta della Marina Militare. L'accordo di attuazione dà seguito al 'memorandum of cooperation' e alla 'declaration of intent' sottoscritti nel settembre 2025 e consolida ulteriormente i rapporti tra Italia e Grecia.
Banche. Le banche dovrebbero contribuire fino a 3 miliardi di euro per aiutare il governo a finanziare tagli fiscali e aumenti di spesa nella legge di bilancio per il 2027, si legge in una nota della Lega.
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