Borse deboli a fine mese

Gli Stati Uniti hanno fatto sapere di aver colpito dei lanciarazzi iraniani che si stavano preparando a collocare mine nello Stretto di Hormuz: si tratta della prima azione militare contro la Repubblica Islamica da settimane. Il petrolio Brent sale di oltre il 2%, di poco sopra quota novanta dollari.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future del Dax di Francoforte -0,4%. Donald Trump ha annunciato venerdì notte di aver raggiunto un maxi-accordo petrolifero con il Venezuela che conferirebbe agli Stati Uniti una quota di maggioranza sullo sfruttamento dei circa 65 miliardi di barili delle riserve del Paese.
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L’ultima seduta del mese potrebbe essere segnata dagli echi del discorso del presidente della Federal Reserve a Jackson Hole, oltre che dalla ripresa delle attività militari degli Stati Uniti contro l’Iran: il petrolio tipo Brent sopra la soglia dei novanta dollari.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future del Dax di Francoforte -0,4%.
IRAN
Gli Stati Uniti hanno fatto sapere di aver colpito dei lanciarazzi iraniani che si stavano preparando a collocare mine nello Stretto di Hormuz: si tratta della prima azione militare contro la Repubblica Islamica da settimane.
L’agenzia France-Presse ha invece riferito che l’esercito giordano ha intercettato otto missili poco dopo che le forze armate iraniane avevano dichiarato di aver attaccato obiettivi legati alle forze statunitensi nel regno.
La scorsa settimana, l’esercito statunitense aveva dichiarato di aver completato lo sminamento delle rotte marittime nello stretto dove passa circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto del mondo. “Le forze statunitensi stanno monitorando da vicino l’area e rimangono pronte a proteggere il libero flusso del commercio attraverso questa via navigabile essenziale”, ha affermato il portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti.
PETROLIO
Donald Trump ha annunciato venerdì notte di aver raggiunto un maxi-accordo petrolifero con il Venezuela che conferirebbe agli Stati Uniti una quota di maggioranza sullo sfruttamento dei circa 65 miliardi di barili delle riserve del Paese. In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente statunitense lo ha definito "il piu' grande accordo petrolifero della storia", una mossa che a suo dire raddoppierebbe le riserve degli Stati Uniti. L'intesa e' stata raggiunta "in stretta collaborazione con la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez", e "attraverso una partnership con aziende private". Caracas possiede le maggiori riserve petrolifere accertate al mondo, con oltre 303 miliardi di barili.
Trump ha previsto che per effetto di "questa transazione storica" tra i due Paesi si "ridurra' significativamente il prezzo della benzina per tutti gli americani per molti anni a venire". L’accordo "non costera' nulla ai contribuenti americani".
Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che l'accordo portera' quasi 100 miliardi di dollari di investimenti privati nel Paese latino-americano.
JACKSON HOLE
Nel suo intervento di venerdì al convegno delle banche centrali, il presidente della Federeal Reserve, Kevin Warsh, ha aperto la porta al rialzo dei tassi. Il mercato del lavoro è stato descritto come in "piena occupazione", e l'inflazione rimane un tema da affrontare e risolvere il prima possibile.
Il tono del discorso ha portato ad un indebolimento dei Treasury a breve, i più sensibili alla politica monetaria. Bret Kenwell, US Investment Analyst di eToro, scrive in una nota di venerdì sera che prima del discorso, i mercati obbligazionari prezzavano circa il 40% di probabilità di un aumento dei tassi nella riunione della Fed del 16 settembre e solo il 20% di probabilità che i tassi rimanessero invariati fino alla fine dell'anno. Dato l'impegno di Warsh a mantenere l'obiettivo di inflazione del 2% per la Fed, e con l'inflazione PCE annua che si è recentemente attestata al 3,7%, le probabilità di un aumento sono salite al 60%.
“Il rendimento dei titoli decennali è aumentato costantemente quest'anno, dopo aver iniziato il 2026 intorno al 4,15%, registrando un incremento in sei dei primi sette mesi. Tuttavia, la soglia del 4,75% ha frenato la sua avanzata. Se tale soglia dovesse cedere e il rendimento decennale dovesse spingersi verso il 5%, ciò avverrebbe probabilmente a scapito delle azioni e di altri asset rischiosi”. Il presidente Warsh ha inoltre ribadito con fermezza la necessità che la banca centrale comunichi con minore frequenza, ritenendo la forward guidance inappropriata al di fuori di una situazione di crisi.
L’impegno di Warsh sull’inflazione ha riportato su il dollaro ed ha depresso sia l’oro che il bitcoin. Modesta la ricaduta sull’azionario, l’S&P500 ha chiuso in ribasso dello 0,3%.
BORSE
Jeannie Li, una delle strategist sull'azionario di Bloomberg Intelligence scriveva ieri in una nota che i mercati azionari globali hanno superato un’altra prova, "con una crescita degli utili che si è estesa ai principali mercati e gli Stati Uniti che hanno mostrato una forza ben oltre il settore tecnologico e quello dell’intelligenza artificiale. Taiwan e la Corea hanno continuato a beneficiare del ciclo delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, mentre i risultati di Nvidia hanno rafforzato le prospettive della domanda. Le sorprese e le revisioni sugli utili variano notevolmente: lo slancio positivo in Europa rimane concentrato, mentre la crescita diffusa in America Latina non si è ancora tradotta in revisioni al rialzo su ampia scala. L’India è stata sostenuta dai titoli ciclici nazionali, mentre il miglioramento dell’ampiezza delle revisioni suggerisce che il contesto degli utili nel Sud-Est asiatico potrebbe iniziare a cambiare".
INVESTIRE NELL’ERA DEGLI ZETTABYTE
L'era dell'intelligenza artificiale e dello streaming genera oggi oltre "200 zettabyte di dati all'anno", uno zettabyte, l’unità di misura della memoria digitale equivale a un miliardo di terabyte, ovvero un sestilione di byte. La cifra, già oggi da capogiro, è destinata a raddoppiare in cinque anni. Queste dimensioni astronomiche stanno cambiando il mondo ed anche l'asset allocation globale, scrive Moran Mambir, Product Specialist di J. Safra Sarasin.
Nel primo trimestre del 2026, il settore dell'informatica ha registrato una crescita degli utili circa tre volte superiore a quella del mercato in generale, smentendo la tesi di valutazioni eccessive. I dati empirici mostrano che le performance aziendali poggiano su parametri finanziari eccezionali: "Il margine operativo del settore si attesta attualmente al 27%", a fronte del "14% circa dell'indice più ampio". Questo divario si traduce in una redditività raddoppiata grazie a un elevato effetto leva operativo e a modelli di ricavi ricorrenti, capaci di trasformare l'incremento del fatturato direttamente in utile netto. Nonostante tali performance, "il premio di valutazione del settore rimane ben al di sotto dei livelli osservati negli ultimi 10 anni". Di conseguenza, un comparto con utili in espansione a ritmo triplo rispetto al mercato e marginalità doppia non risulta costoso, bensì supportato da condizioni strutturalmente superiori.
EURO
L'Islanda dice 'no' alla Ue, il 52,8% degli elettori boccia il referendum.
"Nessun passo indietro ma una vittoria per la democrazia", ha detto la premier Kristrún Frostadóttir a proposito della richiesta, da lei stessa presentata, di riaprire i negoziati per l'adesione all'Ue interrotti nel 2013. Il fallimento gela Bruxelles e ridà fiato ai sovranisti antieuropeisti, da Le Pen a Farage e Vannacci.
Nella capitale Reykjavík prevale il sì, che sfiora il 57%, mentre il no è trainato soprattutto dalle circoscrizioni rurali, dove supera in tre collegi su quattro il 60%. Un segnale chiaro che il Paese profondo, quello del tessuto economico legato alla pesca, non vuole nemmeno andare a vedere le carte che Bruxelles era disposta a offrire. Non a caso il capitolo della pesca era uno di quelli rimasti in sospeso nei negoziati del 2010-2013. A favore del no si era schierato un fronte trasversale, dalla sinistra radicale alla destra nazional-conservatrice, e persino una delle tre forze della maggioranza di governo: il Partito del Popolo della ministra Inga Sæland.
FRANCIA
Nel secondo trimestre il PIL ha registrato crescita zero rispetto al primo, il dato finale si confronta con il +0,2% stimato dal consensus e con la crescita sequenziale dello 0,2% dei primi tre mesi dell’anno. Jean Dolbard, un economista di Bloomberg Intelligence si aspetta che la crescita potenziale della Francia sia destinata a indebolirsi nei prossimi decenni, rallentando fino all’1% oltre i primi anni ’30 e scendendo al di sotto di tale livello dopo il 2040. “L’andamento demografico costituirà un freno sempre più marcato. Le ultime proiezioni dell’INSEE indicano una crescita demografica più debole di quanto previsto in precedenza, e un aumento dell’immigrazione appare politicamente difficile da realizzare come strumento per compensare il calo della fertilità e l’invecchiamento della popolazione. Con un’offerta di manodopera sempre meno sostenuta, la produttività determinerà in misura crescente le prospettive di crescita della Francia”.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha avvertito che la Francia deve approvare un bilancio prima delle elezioni presidenziali del prossimo anno, pena il rischio di precipitare in una situazione di instabilità politica e finanziaria. “Sarò schietto: abbiamo bisogno di un bilancio”, ha affermato Lecornu in un’intervista a LCI. “L’assenza di un bilancio, viste le imminenti scadenze elettorali, ci condurrebbe in un periodo di incertezza politica e finanziaria che non sapremmo come gestire”.
Lecornu ha rilasciato queste dichiarazioni il giorno dopo che Fitch Ratings ha mantenuto un outlook stabile per la seconda economia europea, pur ribadendo l’avvertimento che l’aumento del deficit e il crescente indebitamento potrebbero determinare un declassamento del rating creditizio della Francia, che si trova sei livelli al di sopra del livello “junk”.
SETTIMANA
Secondo Monte Paschi C&IB, la settimana sarà segnata dal conflitto USA-Iran, dai riflessi di Jackson Hole e dai non-farm payrolls di venerdì. Le sanzioni secondarie di lunedì contro chi ha legami con Teheran hanno invertito la sequenza pressioni-poi-intervento militare; parte il lavoro diplomatico per portare a bordo gli alleati, reso arduo dal nodo Russia-Cina e dal possibile vertice Trump-Xi del 24 settembre.
Sul fronte macro, martedì l'inflazione eurozona è attesa sopra il 3%, spinta dall'energia: i dati di Francia e Spagna confermerebbero il trend, rendendo quasi certo il rialzo BCE a settembre; per Lane resterà vicina al 3% tutto l'anno.
Negli USA il lavoro resta il tema chiave dopo il -23.000 di luglio, legato ai licenziamenti pubblici. Il consenso per agosto attende +55.000: un dato sopra confermerebbe l'eccezionalità di luglio, uno negativo alimenterebbe i timori di rallentamento. Prima dei payrolls: ISM, JOLTS, ADP e Challenger job cuts.
TITOLI
Edison. Qatarenergy ha notificato a Edison di aver esteso la forza maggiore sulle consegne di gas naturale liquefatto fino ai primi di novembre. QatarEnergy ha detto che non sarà in grado di effettuare le consegne relative a ulteriori 5 carichi di GNL, previsti presso il terminale di ricezione Adriatic LNG in Italia.
ENI ha dichiarato venerdi di stare collaborando con le autorità venezuelane per contribuire al rilancio del settore energetico del Paese, dopo che venerdì il presidente Donald Trump ha annunciato un'iniziativa senza precedenti degli Stati Uniti per assumere il controllo di un quinto delle vaste riserve petrolifere della nazione sudamericana. "Stiamo lavorando con le controparti venezuelane e con tutte le altre autorità coinvolte per sostenere la ripresa del settore energetico del Paese, a beneficio della sua popolazione e della sicurezza energetica internazionale ... forniremo ulteriori dettagli una volta definiti gli accordi", ha detto Eni in una nota.
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