Brent sopra quota 90 dollari con l’inasprirsi del conflitto in Medio Oriente

Le quotazioni del petrolio salgono ai massimi da metà giugno, diffondendo anche incertezze sulle future scelte di politica monetaria da parte della Federal Reserve visto l’impatto sull’inflazione dell’aumento dei prezzi del greggio.
Indice dei contenuti
Petrolio in crescita
Non si ferma la corsa del petrolio con l’intensificarsi delle ostilità militari tra Stati Uniti e Iran, compresi nuovi attacchi nello Stretto di Hormuz.
Il Brent era salito fino a 91 dollari al barile questa mattina, per poi mantenersi sopra quota 90 dollari, ai massimi da metà giugno, mentre il future sul greggio WTI scambia intorno agli 84 dollari.
"Il premio in allargamento per il Brent rispetto al WTI evidenzia le preoccupazioni che l'escalation della guerra USA-Iran possa ulteriormente interrompere l'offerta globale di energia. Per ora, però, il divario è abbastanza contenuto e le azioni possono continuare a ignorarlo, a differenza dei primi mesi di guerra”, spiega Garfield Reynolds, responsabile del team MLIV Asia.
Aggiornamenti sul conflitto in Medio Oriente
L'Iran ha dichiarato che un cessate il fuoco con gli Stati Uniti era effettivamente terminato, aumentando la possibilità di interruzioni più gravi ai flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz.
In queste ore, le forze armate statunitensi hanno dato il via al nono giorno consecutivo di attacchi contro l'Iran, che a sua volta sta colpendo obiettivi in tutta la regione.
Il Comando centrale USA ha annunciato di aver avviato "una nuova ondata di attacchi per ridurre le capacità militari iraniane impiegate". Il presidente Donald Trump ha spiegato che questo nuovo raid è in onore de soldati caduti, vittime dell'attacco iraniano in Giordania.
Ieri solo un numero limitato di navi ha attraversato lo Stretto di Hormuz e una di esse sarebbe andata a fuoco, mentre i Guardiani della rivoluzione iraniani hanno intercettato due petroliere che tentavano di attraversare lo stretto senza l'autorizzazione di Teheran.
La marina iraniana ha dichiarato ieri di aver fermato quattro navi non identificate che tentavano di utilizzare una "rotta non sicura" attraverso Hormuz dopo aver ignorato gli avvertimenti. Due "hanno avuto incidenti e sono state fermate", mentre le altre "hanno abbandonato la rotta e sono tornate indietro", ha dichiarato la marina.
Greggio ancora in crescita?
"Gli attacchi sempre più intensi indicano che il conflitto potrebbe allargarsi in portata e durata", evidenzia Saul Kavonic, analista energetico senior di MST Marquee. "Il bersagliamento delle infrastrutture petrolifere nella regione, o eventuali tentativi riusciti degli Houthi di ostacolare la rotta del Mar Rosso, potrebbero accelerare" l'aumento dei prezzi del petrolio, prevede l’esperto.
L’aumento delle ostilità continua a sollevare preoccupazioni per una carenza di forniture: escludendo la Cina, le scorte globali sono ai minimi storici, secondo JP Morgan Chase, lasciando il mondo con "poco margine di errore".
Inflazione e Fed
L'aumento del petrolio sta anche riportando l'inflazione al centro dell'attenzione, dopo che i recenti dati macro positivi degli Stati Uniti avevano ridotto le aspettative che la Federal Reserve avrebbe dovuto aumentare i tassi di interesse.
"Ciò che mi preoccupa di più per il futuro è la reazione a catena macro", afferma Dilin Wu, strategist di Pepperstone Group Ltd: "Ogni dollaro sopra i 90 rende il lavoro della Fed più difficile proprio nel momento in cui stava diventando più facile. L'inflazione si stava raffreddando, le aspettative di aumento dei tassi stavano diminuendo, i mercati stavano trovando il loro equilibrio. Il petrolio sopra i 90 dollari inverte tutto questo in un solo colpo".
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
