Investire sull’oro senza farsi male? Il certificate con Isin XS3146627172 di BNP Paribas sull'oro rimborsa 150 dollari per una performance da oggi del +20% dell’oro, 133 dollari oltre il +20% e in caso di crollo di oltre il 20% viene rimborsato a 100 dollari. Si acquista a 107, dunque la massima perdita è il 6,5% il massimo guadagno il 43% in 4 anni. (Livelli aggiornati al 17 febbraio 2026)
Facciamo un passo indietro e vediamo come si è arrivati a questo scenario.
Il certificate è nato come capitale totalmente protetto sull’oro, in grado di seguire il trend rialzista del lingotto 1 a 1 fino a un massimo del +50% dal livello iniziale (4.016,25 dollari) offrendo una protezione totale del capitale investito.
Oggi il certificato si compra a sconto sulla lineare, ovvero a 107 dollari (+7%) dai 100 iniziali, rispetto a una performance più che tripla dell’oro +25% dal livello iniziale.
Alla scadenza (9 ottobre 2029) abbiamo tre scenari:
- fino a rialzo del +50% dell’oro dal livello iniziale (+20% dal livello attuale) il certificate verrà rimborsato a 150 dollari. Per l’investitore che lo acquista oggi a 107, un rimborso a 150 significa un +43% di rendimento in 4 anni, pari al 10,75% annualizzato (+43% a fronte di un +20% dell’oro).
- Oltre il +50% il certificate verrà rimborsato a 133 dollari (26% di rendimento, 6,5% annualizzato).
- Crollo dell’oro sotto il livello iniziale (-20% di performance da oggi o anche performance peggiori) il rimborso sarà sempre a 100 dollari (-6,5% totale, 7 dollari di minusvalenza su 100 di acquisto).
L’idea di investimento è semplice, posso perdere al massimo il 6,5% al contrario posso guadagnare, fino al 43% per rialzi dell’oro.
Il tutto con un paracadute del 20%, ovvero per portarsi al livello iniziale e venire rimborsato a scadenza a 100 dollari, l’oro deve perdere oltre il 20% dai livelli attuali azzerando la performance del 25% (25/125).
Il certificate è denominato in dollari e quindi influenzato dal cambio euro/dollaro. Il biglietto verde si trova attualmente non distante dai minimi del 2021 rispetto alla moneta unica, ma il dollaro potrebbe risollevarsi con Kevin Warsh come nuovo presidente della Fed, che potrebbe limitare il bilancio della banca centrale, una mossa che tipicamente rafforza il dollaro riducendo l'offerta di moneta.
Banche e gestori patrimoniali, tra cui Deutsche Bank, Goldman Sachs e Pictet Asset Management, sostengono la ripresa dell'oro grazie ai fattori trainanti della domanda a lungo termine, come la maggiore diversificazione rispetto agli asset statunitensi, le incertezze politiche e gli elevati acquisti da parte delle banche centrali.