I punti di forza di questo certificate sono tre: capitale totalmente protetto, effetto memoria e cedole elevate al 7,30% con base il rendimento sul nostro BTP. L’obiettivo è quello di amplificare il rendimento del BTP applicando una condizione alla cedola.
Calcolando il diverso trattamento fiscale il certificate promette un rendimento condizionato ad oggi maggiore del 2,34% annuo rispetto al BTP con scadenza a 12 anni.
I premi con memoria verranno staccati a condizione che il rendimento del titolo di Stato italiano non sia superiore al 4,10% Si tratta di un livello che negli ultimi dieci anni è stato superato solo per un periodo limitato di circa un anno, premio poi recuperato grazie all’effetto memoria.
Un rendimento oltre il 4,10% nel lungo periodo appare poco plausibile, perché metterebbe sotto pressione i conti pubblici per l’aumento significativo della spesa per interessi. In questo scenario i governi sono spinti a varare manovre fiscali tese a far calare il rendimento oppure, in passato, è intervenuta la Bce acquistando titoli di Stato (quantitative easing) o tagliato i tassi. Questi interventi tendono a riportare il tasso sotto soglia e a far scattare l’effetto memoria per recuperare tutti i premi non distribuiti in precedenza, senza perderne nessuno.
Un altro punto di forza è il meccanismo di autocall: dopo due anni di vita l’investitore può approfittare del rimborso anticipato con cadenza annuale se il rendimento del BTP decennale sarà uguale o inferiore al 3,10%, una soglia relativamente vicina ai livelli correnti (3,34%). In caso di autocall il confronto con il Btp con maturity più corte del BTP migliora ulteriormente lo scenario per l'investitore. Oggi un BTP a 2 anni rende il 2,172%, a 5 anni il 2,63% mentre il certificate, anche in caso di rimborso anticipato renderà sempre il 7,3% annuo, ampliandone la convenienza.