Chip in flessione, trend IA passa da rally generalizzato a investimento più tattico

Il momento d’oro dei semiconduttori sta perdendo colpi? Le recenti forti oscillazioni dei titoli tecnologici suggeriscono che potrebbe essere così. Nel mercato dei dispositivi di memoria vediamo sempre maggiori segnali di un ridimensionamento della carenza di offerta, che ha sostenuto buona parte del recente rally, con i produttori cinesi che tornano ad essere competitivi. Anche gli investitori più ottimisti sul settore dei chip sembrano ormai riconoscere che il potere di determinazione dei prezzi legato ai token si sta indebolendo.
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Le opportunità nell’IA si stanno ampliando oltre i chip
Che si tratti di nervosismo di fine semestre dopo un rally eccezionale, o di qualcosa di più simile a un picco del ciclo dipenderà da cosa comunicheranno le grandi società tecnologiche in occasione della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre. In ogni caso, si legge nell’analisi di Sumant Wahi, gestore di portafoglio specializzato in titoli tecnologici di Man Group, l’entità dei movimenti di mercato ci dice già due cose: quanta leva finanziaria e quanto capitale a breve termine si fossero concentrati su questi titoli, e quanto il mercato abbia iniziato a preoccuparsi del rischio sistemico insito nello scommettere, anche a debito, che il trend dell’IA sia una strada a senso unico.
Secondo Wahi, oggi l’insieme delle opportunità si sta ampliando oltre gli abilitatori dell’IA (i produttori di chip) verso i costruttori e i beneficiari, ovvero quelle aziende che stanno costruendo il prossimo livello dell’infrastruttura tecnologica e quelle che trarranno profitto dal suo utilizzo. Il trend dell’IA è passato da un rally tematico generalizzato a qualcosa di molto più tattico. Il capitale sta ruotando rapidamente verso la parte della catena più sotto pressione, dai processori grafici alla memoria, poi all’ottica e, più recentemente, alla capacità produttiva dei wafer.
Semiconduttori, una bolla da cui nessuno vuole uscire
Per quanto riguarda i semiconduttori, Wahi ritiene che ci si trovi di fronte alla classica bolla che tutti vedono ma dalla quale nessuno vuole uscire. Gli investitori riconoscono probabilmente il divario tra le valutazioni dei produttori di chip e i flussi di cassa generati dalle aziende situate più a valle della filiera. Tuttavia, uscire troppo presto dall'investimento rischia di comportare una significativa sottoperformance. Questo crea una base fragile, il che spiega in parte la volatilità quando il sentiment cambia.
Wahi ritiene che il settore debba affrontare due potenziali rischi chiave. Il primo è la concentrazione: gran parte della spesa dei grandi provider di servizi cloud si basa oggi sulle promesse di un numero ristretto di aziende private leader nel settore dei modelli, lasciando l’intero livello infrastrutturale esposto a rischi qualora la monetizzazione dell’IA dovesse subire ritardi. Il secondo rischio è la Cina, il cui ruolo, a nostro avviso, è ancora sottovalutato. Il Paese ha colmato gran parte del divario nella produzione di chip e, cosa ancora più significativa, è entrata nel livello dei modelli di IA dove i sistemi open source nazionali competono duramente sul fronte dei costi. Per i carichi di lavoro ad alto volume, le ragioni a favore del loro utilizzo si stanno rafforzando.
Opportunità in pipeline IPO ma possibile pressione in 2027
La prima ondata di creazione di valore generata dall’IA ha favorito soprattutto i produttori di chip; la seconda sta ora raggiungendo i costruttori dell’infrastruttura, gli hyperscaler e le aziende specializzate in modelli di IA, molte delle quali dovrebbero quotarsi in borsa nei prossimi 12 mesi. Wahi vede opportunità nella pipeline delle IPO, ma la domanda chiave è cosa accadrà nei sei mesi successivi alla quotazione delle società. Come nel 2000, di solito non sono le IPO a sconvolgere il mercato, bensì le successive scadenze dei periodi di lock-up, quando gli investitori iniziali vendono per reinvestire nel ciclo successivo. Anche questa volta il conto alla rovescia è già iniziato e il momento di maggiore pressione potrebbe arrivare nel corso del 2027.
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