Chipmaker in rosso con i nuovi timori sulle spese per l’IA

L’azionario di Wall Street legato alla produzione di chip continua a non dare certezze sulla sostenibilità delle ingenti spese per l’intelligenza artificiale, mentre domani ci saranno le trimestrali di due importanti big tech.
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Wall Street oggi
Rosso sui produttori di chip nell’azionario di Wall Street prima dell’apertura di oggi, alla luce dei timori relativi alle ingenti spese delle aziende, mentre si attendono i risultati trimestrali di alcune delle maggiori società di Wall Street e domani si attende la decisione di politica monetaria da parte della Federal Reserve.
Se i future sul Dow Jones e quelli sullo S&P500 scambiano in positivo, il rosso è acceso sui contratti sul Nasdaq 100, in calo di circa l’1% quando manca circa un’ora al suono della campanella della Borsa di New York.
Tra gli altri asset, il dollaro statunitense resta fermo nei confronti dell’euro, con il cross EUR/USD a 1,1367, mentre il Bitcoin cede oltre il 2% e scende a 63.400 dollari.
Vendite anche sull’oro: prezzo spot e future a 4.024 dollari l’oncia.
Vendite sui chipmaker
Il calo dei tech arriva dopo i ribassi dell’indice Kospi in Corea, cedendo oltre il 10% e provocando una breve sospensione delle contrattazioni, dopo che gli investitori hanno venduto le azioni dei produttori di chip SK Hynix (-14%) e Samsung Electronics (-13%).
A Wall Street, le vendite colpivano nel pre marke USA molti produttori di chip per l’IA, tra cui Nvidia (-1%), Micro (-7%), AMD (-5%) e Intel (-5%).
"Le preoccupazioni sulle incertezze di finanziamento, sull'aumento delle spese in conto capitale e sul free cash flow delle Big Tech hanno preso il sopravvento", spiega Venu Krishna, responsabile della strategia azionaria USA presso Barclays.
"Il mercato è preoccupato per l'indebitamento extra, per le spese in conto capitale aggiuntive e per quanto tutto questo sia sostenibile", secondo Marija Veitmane, responsabile della ricerca azionaria presso State Street. "Si sta accumulando un momentum negativo", ha aggiunto, descrivendo la vendita massiccia come una "spirale".
Il mercato potrebbe passare "dall'entusiasmo per l'IA alla necessità di 'dimostrarne la sostenibilità economica'", secondo l'analista di Jefferies, William Beavington. "Se il boom della spesa in conto capitale per l'IA dovesse sgonfiarsi, prevediamo un brusco cambio di rotta della politica monetaria, da restrittiva a espansiva", prevede l’esperto.
Tuttavia, Veitmane ha affermato: "Analizzando i risultati delle aziende che hanno riferito finora, la domanda è ancora fantasticamente forte... per noi si tratta di un'opportunità di acquisto sui ribassi".
Occhio alle trimestrali
Per valutare questa sostenibilità dell’IA, questa settimana arriveranno le trimestrali di diverse big tech, tra cui Meta, Microsoft, Amazon e Apple, con gli investitori che analizzeranno i numeri cercando di capire se gli investimenti di questi giganti stiano generando utili, oltre ad offrire indicazioni sulla domanda di chi e altre infrastrutture per l’IA.
Microsoft (+1,20%) e Meta (+0,60%), entrambe attese alla pubblicazione dei risultati domani dopo la chiusura di Wall Street, sono invece salite nelle contrattazioni pre-market.
Il bilancio delle trimestrali di questa stagione è finora solido, con circa il 94% delle società growth che ha registrato sorprese positive.
Domani la decisione della Fed
La Federal Reserve annuncerà domani la propria decisione sui tassi di interesse alla fine di una due giorni di riunione iniziata oggi. Secondo i dati raccolti da Lseg, gli operatori ritengono che la probabilità di un rialzo dei tassi questa settimana sia solo al 37,4%, ma sono fiduciosi di un rialzo del costo del denaro di almeno 25 punti base entro fine anno.
A offrire un po’ di sollievo sia alla Fed sia agli investitori c’è il ribasso dei prezzi del greggio, con la fragile tregua tra Stati Uniti e Iran che sembra tenere, nonostante le indiscrezioni stampa di attacchi con droni da Arabia Saudita, Giordania e Iraq.
Il presidente Donald Trump ha detto che gli USA stanno tenendo "colloqui positivi" con l’Iran e che c'è la possibilità di raggiungere un accordo per porre fine al conflitto.
Così, il Brent scende ancora, a 84,20 dollari, mentre il greggio WTI cala a 81,40 dollari al barile.
Notizie societarie e pre market USA
Meta Platforms (+0,60%): annunciata joint venture con BlackRock per lo sviluppo e la gestione di un campus di data center a El Paso, in Texas, un progetto il cui costo di realizzazione ammonterebbe a circa 14 miliardi di dollari.
Coca-Cola (+2%): prevede una crescita dell’utile per azione comparabile compresa tra il 9% e il 10%, rispetto al precedente obiettivo di crescita dell’8%-9%.
PayPal (-1,80%): prevede un calo a una cifra bassa dell’utile rettificato nel terzo trimestre. Secondo le stime raccolte da LSEG, gli analisti prevedono in media un calo degli utili dello 0,4%, ovvero 1 centesimo, rispetto agli 1,34 dollari per azione del trimestre di un anno fa.
Johnson & Johnson (+2%): pagherebbe una somma stimata in 5,5 miliardi di dollari per risolvere decine di migliaia di cause legali in cui si sostiene che il suo talco per bambini e altri prodotti a base di talco causino il cancro alle ovaie.
Navitas Semiconductor (-5%): perdita netta nel secondo trimestre pari a 228,22 milioni di dollari, in aumento rispetto ai 49,08 milioni dell’anno precedente.
BuzzFeed (+7%): approvato piano per ridurre l'organico di quasi il 35%, secondo un documento SEC, con oneri di ristrutturazione stimati tra 6,50 e 8,50 milioni di dollari e con risparmi annualizzati tra i 29 e i 32 milioni.
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