Cosa comporta l'irripidimento della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro

Gli investitori che speravano in una pausa estiva ad agosto potrebbero rimanere delusi. L'irripidimento della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro a due e trent'anni, riflette le crescenti preoccupazioni per l'inflazione e l'incertezza sulla risposta della banca centrale.
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Oggi si presenta come una giornata di raccordo, utile per aggiornare il quadro macro senza stravolgerlo, a ridosso dei Non-Farm Payrolls USA di domani. Negli Stati Uniti lโattenzione si concentra soprattutto sulla prima stima della produttivitร non-agricola e dei costi unitari del lavoro relativi al 2Q26. Il consensus punta a unโaccelerazione della produttivitร intorno allo 0,7% annualizzato, in miglioramento rispetto allo 0,3% precedente, a fronte di costi unitari del lavoro che resterebbero elevati (stima +2,1% da +1,8% del 1Q26). ร un dato interessante perchรฉ aiuta a capire quanto la crescita stia diventando piรน โefficienteโ e quanto invece le pressioni salariali continuino a trasmettersi sui costi delle imprese. Una produttivitร piรน vivace renderebbe meno preoccupante lโeventuale rigiditร del mercato del lavoro, mentre un ulteriore rialzo dei unit labor costs, al contrario, terrebbe alta lโattenzione della Fed sul fronte dellโinflazione da costi. Accanto a questi numeri arriveranno anche le usuali richieste iniziali di sussidi di disoccupazione โ stimate a 205k (da 197k della scorsa settimana). Si tratta dellโultimo aggiornamento settimanale prima dei payrolls di domani. Un eventuale rialzo potrebbe generare qualche nervosismo di breve, ma finchรฉ i livelli restano contenuti non dovrebbe cambiare in modo sostanziale la narrativa di un mercato del lavoro ancora solido, anche se in graduale normalizzazione. Completano il quadro gli inventari allโingrosso di giugno, dato secondario ma utile per le stime sul contributo delle scorte al PIL.
Sul versante europeo la mattinata รจ dominata dalle vendite al dettaglio dellโEurozona relative a giugno. Il mercato si attende una crescita molto moderata, pari a 0,1% mensile dopo lo 0,2% di maggio, con una dinamica annua ancora contenuta. ร un indicatore importante perchรฉ misura direttamente la tenuta dei consumi delle famiglie, elemento chiave in unโeconomia che finora ha mostrato una ripresa fragile e disomogenea. Un dato deludente rafforzerebbe lโidea di una domanda interna ancora debole, mentre un risultato migliore, invece, darebbe qualche segnale di resilienza. In Germania usciranno anche gli ordini allโindustria di giugno, attesi in decelerazione rispetto al mese precedente. Informazione utile per capire se il miglioramento del manifatturiero tedesco stia consolidandosi o resti ancora volatile. Completa il quadro la pubblicazione del Bollettino Economico della BCE, che non porta novitร di rilievo ma offre lโanalisi aggiornata dello staff.
Gli investitori che speravano in una pausa estiva ad agosto potrebbero rimanere delusi. I prezzi del petrolio oscillano a ogni sviluppo del conflitto in Medio Oriente, mentre i guadagni e i piani di investimento nel settore dell'intelligenza artificiale stanno causando forti oscillazioni nei mercati azionari. Insieme alla revisione dei rendimenti dei titoli di Stato, questi sviluppi confermano la nostra convinzione di un mondo caratterizzato dalla scarsitร di offerta, che mantiene elevati l'inflazione e i costi di finanziamento. Per gli investitori, il ruolo dei titoli di Stato รจ quindi cambiato: meno zavorra, piรน reddito.
L'irripidimento della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro a due e trent'anni, verificatosi dopo lโultima riunione della Fed, riflette le crescenti preoccupazioni per l'inflazione e l'incertezza sulla risposta della banca centrale. Non crediamo che questa sia una novitร , ma la continuazione del piรน ampio regime macroeconomico che descriviamo da diverso tempo. La piรน rapida espansione degli investimenti in intelligenza artificiale della storia si sta verificando in un mondo caratterizzato dalla scarsitร di offerta, dove i vincoli energetici, la tensione sul mercato del lavoro e la frammentazione geopolitica spostano l'attenzione dall'efficienza alla resilienza. Nel frattempo, governi e aziende hyperscale attingono allo stesso bacino di risparmi, intensificando la competizione per i capitali. Queste forze spingono gli investitori a richiedere rendimenti piรน elevati per concedere prestiti a lungo termine, aumentando i rendimenti reali nei mercati sviluppati. Questa piรน ampia ridefinizione dei prezzi รจ alla base dell'attuale contesto degli investimenti. Il processo globale di ricalcolo dei rendimenti obbligazionari a lungo termine ha compiuto notevoli progressi. Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni รจ passato da meno dell'1% di sei anni fa a quasi il 5% di oggi. I rendimenti dei titoli tedeschi a 10 anni hanno recentemente raggiunto il massimo degli ultimi 15 anni e quelli dei titoli giapponesi a 10 anni si sono avvicinati al 3% per la prima volta dalla metร degli anni '90.
Le forze strutturali alla base dell'aumento dei rendimenti obbligazionari si sono accumulate nel corso di diversi anni, ma si sono intensificate quest'anno. Quello che era giร il boom degli investimenti in intelligenza artificiale piรน rapido della storia ha subito un'ulteriore accelerazione, con le previsioni di consenso per la spesa in conto capitale degli hyperscaler nel 2026 riviste al rialzo di circa il 30% negli ultimi sei mesi, raggiungendo i 720 miliardi di dollari.
Il maggiore indebitamento sovrano e i persistenti deficit di bilancio, insieme a uno spostamento degli investimenti mediorientali verso le prioritร interne, hanno ridotto il capitale disponibile per gli investimenti esteri e intensificato ulteriormente la competizione per i capitali. L'inflazione da scarsitร , amplificata dallo shock energetico e delle materie prime in Medio Oriente, ha determinato una brusca revisione delle aspettative della Fed, passando da una politica monetaria espansiva a una restrittiva, provocando un aumento globale dei rendimenti obbligazionari. Piรน recentemente, la nuova incertezza sulla funzione di reazione della Fed sotto la guida del nuovo presidente Warsh ha spinto al rialzo il premio a termine.
L'aumento dei rendimenti ha modificato sia il ruolo dei titoli di Stato nei portafogli, sia le opportunitร per gli investitori. Le obbligazioni sono diventate un elemento meno efficace per bilanciare un portafoglio. La correlazione tra i rendimenti giornalieri delle azioni statunitensi e dei titoli del Tesoro a 10 anni si รจ attestata in media al 7% negli ultimi cinque anni, rispetto al -43% del decennio precedente alla pandemia. Ciononostante, i rendimenti piรน elevati hanno creato interessanti opportunitร di reddito, rafforzando il tema del reddito stabile. Oltre l'80% dell'universo obbligazionario globale offre ora rendimenti superiori al 4%, contro circa il 20% nel decennio pre-pandemia. Piuttosto che puntare su scadenze piรน lunghe, gli analisti tendono quindi a privilegiare la creazione di reddito stabile attraverso titoli del Tesoro a breve e medio termine, debito dei mercati emergenti in valuta locale, obbligazioni a breve scadenza dell'area euro, titoli garantiti da mutui ipotecari emessi da agenzie governative e credito pubblico e privato selezionato con flussi di cassa resilienti.
L'aumento dei costi di finanziamento alza anche l'asticella per le azioni. Tuttavia, le aziende in grado di far crescere gli utili piรน velocemente dell'aumento dei costi di finanziamento possono ancora sovraperformare. Prevediamo perรฒ una maggiore dispersione tra le aziende, il che rafforza la necessitร di un approccio di investimento attivo. Gli investimenti nell'intelligenza artificiale, gli shock prolungati dell'offerta e l'elevato indebitamento pubblico stanno accelerando la revisione dei tassi a lungo termine. I titoli di Stato lunghi offrono meno stabilitร ma maggiori rendimenti, ampliando le opportunitร di reddito stabile.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
