Fed, Bce, BoE e BoJ: quando arriveranno i prossimi rialzi dei tassi?

28/10/2026 14:15
Fed, Bce, BoE e BoJ: quando arriveranno i prossimi rialzi dei tassi?

Le principali banche centrali si preparano a nuove decisioni sui tassi d'interesse, tra inflazione persistente, shock energetico e tensioni sui mercati obbligazionari. Fed e Bce guardano a dicembre per un possibile rialzo, mentre la BoE potrebbe intervenire già a novembre. In Giappone, la BoJ valuta un'ulteriore stretta tra dicembre e gennaio, con l'obiettivo di portare i tassi verso il 2% nel 2027.

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Federal Reserve, una pausa a ottobre?

Quando la Federal Reserve (Fed) ha aumentato il tasso di riferimento di 25 punti base nella riunione di settembre, solo due membri del FOMC su 18 prevedevano che non ci sarebbero stati altri rialzi entro la fine dell’anno. Dei restanti 16 membri, quattro si aspettavano due ulteriori aumenti, uno a ottobre e uno a dicembre, mentre gli altri 12 ne prevedevano soltanto uno oltre a quello di settembre.

Alti funzionari della Fed hanno successivamente suggerito di potersi prendere il tempo necessario per gli aumenti dei tassi, senza la necessità di interventi in riunioni consecutive. Tradotto dagli economisti di ING James Knightley, Carsten Brzeski, James Smith e Chris Turner: si prevede che la riunione del FOMC di ottobre non modificherà la politica monetaria. ING, come il mercato, si aspetta un aumento dei tassi di 25 punti base nella riunione di dicembre, dato che l'inflazione rimane elevata e la disoccupazione è bassa.

Ciononostante, l'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro e il rafforzamento del dollaro contribuiscono a condizioni monetarie più restrittive, che peseranno sulla crescita. Date le proiezioni sull'inflazione e sull'occupazione, ING non prevede ulteriori inasprimenti della politica monetaria nel 2027, nonostante il mercato stia già scontando un ulteriore aumento dei tassi di 50 punti base nel corso del prossimo anno.

Banca Centrale Europea, un rialzo a dicembre?

Un'economia dell'Eurozona resiliente e un'inflazione complessiva in aumento rimangono validi argomenti a favore di un ulteriore aumento rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale Europea (Bce). Non necessariamente nella riunione di ottobre, spiega ING, poiché la Bce preferisce basarsi sulle proiezioni trimestrali dello staff per decidere sui tassi di interesse, ma sicuramente nella riunione di dicembre. D’altra parte, dato che ING continua a osservare una scarsa trasmissione dell'aumento dei prezzi dell'energia al resto dell'economia, vi sono anche pochissimi motivi per cui la Bce dovrebbe adottare una politica monetaria eccessivamente restrittiva.

Sebbene il quadro macroeconomico non offra nuovi argomenti per modificare l'orientamento della politica monetaria nella riunione di ottobre, l'impennata dei rendimenti obbligazionari e i conti pubblici della Francia saranno tra le principali preoccupazioni della Bce. Non tanto per un eventuale intervento. In tal caso, secondo ING il governo francese dovrebbe attuare misure di austerità prima che la Bce possa anche solo prendere in considerazione l'avvio di un programma di acquisto di obbligazioni.

Tuttavia, al di là della questione dei riacquisti, l'aumento dei rendimenti obbligazionari ha già avuto un impatto sulla crescita e sull'inflazione dell'Eurozona. Di fatto, l'impennata dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi dall'incontro di settembre ha già avuto un impatto sulla crescita e sull'inflazione pressoché equivalente, secondo ING, a quello di un ulteriore aumento dei tassi di interesse di 25 punti base.

Per la Francia, l’aumento “implicito” è più vicino a 50 punti base che a 25. Dato che i mercati obbligazionari svolgono il lavoro della Bce, evidenzia ING, alcuni funzionari della banca centrale potrebbero essere meno propensi a proseguire con i rialzi dei tassi rispetto a quanto lo fossero nella riunione di settembre.

Bank of England, pronti due rialzi ma non c’è fretta

ING prevede ora due rialzi dei tassi da parte della Bank of England (BoE): a novembre e a febbraio. Finora, la banca centrale britannica ha interpretato la sua decisione di non tagliare i tassi, come implicitamente previsto prima della guerra con l'Iran, come una stretta monetaria di fatto. Tuttavia, recenti dichiarazioni suggeriscono che la BoE ritenga sempre più necessario intervenire.

Le previsioni della BoE sull'inflazione di novembre, osserva ING, probabilmente mostreranno un indice dei prezzi al consumo (CPI) appena superiore al 4%, e questo potrebbe essere il catalizzatore di un aumento, considerando precedenti ricerche secondo cui l'inflazione a questi livelli ha storicamente maggiori probabilità di propagarsi a tutta l’economia con effetti di secondo impatto.

Ma le ragioni a favore di un aumento dei tassi non sono ancora convincenti. Con il mercato del lavoro ancora relativamente debole, ING è scettico sul fatto che la crescita salariale possa reagire all'aumento dei prezzi dell'energia con la stessa intensità di quattro anni fa. I tassi di interesse sono inoltre palesemente più restrittivi rispetto a quelli dell'Eurozona o degli Stati Uniti. Alla luce di ciò ING prevede tagli non prima della fine del 2027 e successivamente per tutto il 2028.

Bank of Japan, sguardo al 2027

Il mercato sconta probabilità molto basse di un secondo rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan (BoJ) il 30 ottobre, dopo l'aumento di 25 punti base all'1,25% del mese scorso. Tale decisione ha visto due dissensi e la BoJ in genere si prende del tempo per valutare l'impatto delle modifiche di politica monetaria prima di ulteriori aggiustamenti. Ciononostante, spiega ING, la banca centrale continua a vedere rischi al rialzo per l'inflazione e sembra intenzionata a mantenere un tasso di riferimento finale nell'area compresa tra l'1,75% e il 2,00% il prossimo anno.

La maggior parte degli operatori di mercato si aspetta il prossimo rialzo dei tassi a dicembre, con la BoJ che passerebbe da un ciclo semestrale a un ciclo trimestrale di inasprimento della politica monetaria. Questa accelerazione, secondo ING, sarebbe in linea con l’auspicio di Washington che la politica monetaria della BoJ fornisca un sostegno macroeconomico credibile all’intervento congiunto di Stati Uniti e Giappone sullo yen dello scorso luglio.

ING ritiene tuttavia che vi siano dei rischi che il prossimo aumento dei tassi possa essere posticipato a gennaio. Ciò consentirebbe alla BoJ di avere più tempo per monitorare l'economia. Il governo della premier Sanae Takaichi rimane determinato a stimolare la domanda interna e ING propende leggermente per un'attuazione dei prossimi due aumenti, previsti rispettivamente a gennaio e aprile, poco prima che l'aliquota dell'imposta sui consumi alimentari venga ridotta dall'8% all'1%.

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