Fed tra inflazione e guerra, le incognite della riunione di marzo

17/03/2026 08:15
Fed tra inflazione e guerra, le incognite della riunione di marzo

La riunione del FOMC che inizierร  questa sera e terminerร  domani si inserisce in un contesto profondamente mutato, segnato dal ritorno dello shock energetico e dallโ€™incertezza geopolitica. Tra inflazione ancora sopra target, crescita piรน fragile e aspettative di mercato in rapido riassetto, la Fed si trova a gestire un equilibrio complesso. Il mercato guarda meno alle decisioni sui tassi e piรน al messaggio: capire se il rialzo del petrolio rappresenti un fattore temporaneo o un rischio persistente sarร  determinante per la traiettoria della politica monetaria nei prossimi mesi.

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Incertezza e aspettative sui tassi

La riunione del FOMC che terminerร  domani sera sarร  avvolta dallโ€™incertezza, poichรฉ il comitato ha ben poca chiarezza da offrire sul fronte della guerra. A dirlo sono gli esperti di State Street Markets, secondo cui ci sono molte ragioni per aspettarsi che la riunione abbia un tono dovish, tra cui lโ€™attenzione allโ€™inflazione core (esclusi alimentari ed energia) e il potenziale rischio di uno shock alla crescita qualora emergessero prezzi del petrolio piรน elevati e un conflitto piรน prolungato.

Allo stesso tempo, gli esperti di State Street Markets ritengono che i membri piรน hawks del FOMC rimangano concentrati sullโ€™obiettivo di inflazione, che non รจ stato raggiunto da cinque anni. Da questa prospettiva, State Street Markets pensa che i dots resteranno invariati, mentre il Summary of Economic Projections (SEP) dovrร  rivedere al rialzo lโ€™inflazione per questโ€™anno.

Powell potrebbe respingere lโ€™interpretazione dei prezzi del petrolio piรน elevati esclusivamente attraverso la lente dellโ€™inflazione, anche se lโ€™unico taglio dei tassi prezzato questโ€™anno corrisponde sostanzialmente alla previsione dei dots di dicembre. Questa รจ inoltre la penultima riunione di Powell, quindi le sue opinioni potrebbero essere scontate dal mercato a meno che non si discostino drasticamente dalle attuali aspettative di mercato.

Repricing dei mercati e shock geopolitico

Prima dellโ€™inizio della guerra, gli investitori erano generalmente a proprio agio nellโ€™attendere che il nuovo management facesse il grosso del lavoro sul fronte della politica monetaria. Eventuali incertezze guidate dai dati, spiegano gli esperti di State Street Markets, venivano di norma riflesse piรน avanti lungo la curva delle politiche monetarie e tipicamente con un orientamento accomodante. Questo nonostante gli indicatori mediatici abbiano mostrato una tendenza piรน restrittiva, soprattutto dopo lโ€™aggiustamento per la riunione FOMC di gennaio. Col senno di poi, State Street Markets aveva sostenuto che gli investitori si stavano portando troppo avanti rispetto ai commenti del FOMC nel prezzare piรน di due tagli dei tassi questโ€™anno.

Lo shock legato alla guerra e al petrolio ha drasticamente cambiato questo calcolo, con gli investitori che hanno rimosso in modo aggressivo i tagli dei tassi che avevano prezzato nella curva solo poche settimane prima. Rispetto agli indicatori mediatici, questa sembra per State Street Markets unโ€™interpretazione ragionevole, sebbene leggermente aggressiva. E mentre State Street Markets non si aspetta che i dots mediani cambino, il cambiamento dellโ€™equilibrio dei rischi per la crescita potrebbe attenuare lโ€™orientamento restrittivo dei mercati.

Energia, inflazione e crescita

La Fed ha generalmente guardato oltre lโ€™impatto degli shock energetici, in particolare nelle prime fasi dei movimenti di prezzo. Questa visione, sottolinea State Street Markets, รจ supportata da una ricerca della Fed del 2024 che ha esaminato lโ€™impatto dellโ€™impennata del petrolio dopo lโ€™inizio della guerra in Ucraina su inflazione headline e core PCE, oltre che sul PIL. Questa analisi indicava un iniziale balzo dellโ€™inflazione headline e un trasferimento molto piรน contenuto verso lโ€™inflazione core. Qualsiasi impatto sulla crescita si distribuiva lungo lโ€™arco dellโ€™anno e appariva limitato rispetto allโ€™entitร  dello shock.

Sebbene questa analisi sia stata condotta due anni dopo lโ€™inizio dellโ€™invasione dellโ€™Ucraina, la riunione FOMC di marzo 2022 mostra che il comitato era piรน attento sia agli effetti inflazionistici sia a quelli sulla crescita della guerra. La dichiarazione di politica monetaria di quella riunione riconosceva che la guerra crea sia โ€œpressioni al rialzo sullโ€™inflazione sia un freno allโ€™attivitร  economicaโ€. Cosรฌ, precisa State Street Markets, mentre la Fed ha aumentato i tassi e alzato le proprie previsioni sul PCE, ciรฒ avveniva in un contesto in cui gli shock dellโ€™offerta legati al Covid restavano il principale motore dellโ€™accelerazione dei prezzi.

Lโ€™attuale contesto รจ sostanzialmente diverso rispetto al 2022, creando una serie di sfide peculiari per il FOMC. Sebbene il profilo dellโ€™inflazione sia molto piรน rassicurante rispetto al 2022, sottolineano gli esperti di State Street Markets, รจ comunque rimasto sopra il target per cinque anni, un aspetto che molti membri del FOMC hanno posto tra le prioritร . Anche il profilo della crescita รจ piรน debole, con le recenti revisioni del PIL che sollevano dubbi sulla soliditร  dellโ€™economia allโ€™inizio dellโ€™anno. La relativa novitร  dello shock petrolifero, insieme allโ€™imprevedibilitร  dellโ€™evoluzione della guerra, limiterร  inoltre la capacitร  della Fed di arrivare a conclusioni solide e condivise.

Per il momento, State Street Markets prevede che le divisioni interne al FOMC persisteranno, con il SEP che mostrerร  inflazione headline e core piรน elevate per il 2026 e la possibilitร  di ulteriori pressioni sui prezzi nel 2027. Anche la crescita potrebbe essere rivista moderatamente al rialzo nel 2026, in linea con le attuali aspettative degli economisti.

Proiezioni, rischi e divisioni interne

Sebbene negli ultimi trimestri il FOMC abbia acquisito maggiore fiducia nelle proprie proiezioni (misurata attraverso la diffusione dei rischi), lโ€™incertezza complessiva su tali aspettative rimane a livelli storicamente elevati. Lโ€™incertezza su crescita, inflazione e occupazione รจ aumentata nel corso del 2025, anche mentre ci avvicinavamo alla fine del ciclo di normalizzazione. Lโ€™interazione tra rischio e incertezza, secondo State Street Markets, puรฒ offrire indicazioni su come il comitato stia bilanciando la duplice influenza dei prezzi piรน alti del petrolio su inflazione e crescita.

Da un lato, spiega State Street Markets, una guerra breve potrebbe limitare il trasferimento dei prezzi energetici piรน elevati allโ€™inflazione core; dallโ€™altro, un conflitto piรน prolungato potrebbe spingere al rialzo le aspettative di inflazione ma avere anche un impatto piรน profondo sulla crescita. Per il momento, State Street Markets ritiene che lโ€™incertezza aumenterร  mentre il rischio rimarrร  relativamente stabile.

Lโ€™obiettivo dei fed funds non dovrebbe cambiare in questa riunione secondo State Street Markets, anche se lโ€™ampia gamma di opinioni potrebbe spostare verso il basso il dot mediano per il 2026. Attualmente, i dots mediani indicano un solo taglio questโ€™anno (al 3,375%) e un ulteriore taglio il prossimo anno (al 3,125%). Il dot neutrale di lungo periodo al 3% dovrebbe essere raggiunto solo dopo lโ€™orizzonte di previsione triennale, il che renderebbe questo il ciclo di normalizzazione della Fed piรน lungo.

Per le proiezioni 2026, osserva State Street Markets, vi sono solo 4 voti al livello mediano, 8 voti per piรน di un taglio (3,125% o meno) e 7 per nessun taglio e/o un rialzo. Perchรฉ il valore mediano scenda sarebbe sufficiente che un voto al 3,375% si sposti verso il basso, mentre un rialzo richiederebbe che tre voti mediani si spostino verso lโ€™alto. La matematica rende quindi piรน facile lโ€™inclusione di un ulteriore taglio nella previsione, anche se State Street Markets continua ad aspettarsi nessun cambiamento nelle proiezioni.

Comunicazione della Fed e ruolo di Powell

State Street Markets ha interpretato la dichiarazione di politica monetaria di gennaio come un miglioramento rispetto a quella di dicembre, con attivitร  economica solida, un mercato del lavoro in stabilizzazione e inflazione ancora elevata. State Street Markets prevede che il tono del comunicato della Fed torni a una crescita moderata, a un rallentamento della creazione di posti di lavoro e a unโ€™inflazione ancora elevata. Per quanto riguarda il riconoscimento della guerra, State Street Markets ritiene il comunicato che introdurrร  una maggiore incertezza su crescita e inflazione derivante dal conflitto e dai prezzi del petrolio piรน elevati, mentre la parte finale del comunicato continuerร  a indicare una politica dipendente dai dati in arrivo. Come precisa State Street Markets, Miran e Waller probabilmente dissenteranno nuovamente, votando per un taglio dei tassi di 25 punti base questo mese.

Questa sarร  la penultima conferenza stampa post-FOMC di Powell, a meno che non vi sia un rinvio dellโ€™audizione di conferma di Warsh. Dato lโ€™elevato grado di incertezza, State Street Markets non si aspetta che possa spingere con decisione verso una direzione di politica monetaria specifica. Ciรฒ che Powell potrebbe tentare di fare รจ respingere la risposta quasi esclusivamente restrittiva dei mercati ai prezzi piรน elevati del petrolio.

Dallโ€™inizio del conflitto i tagli dei tassi sono stati praticamente eliminati lungo tutto il 2026, con un solo taglio previsto entro dicembre. Dato che i dots segnalano anchโ€™essi un solo taglio, spiega State Street Markets, Powell potrebbe essere restio a consentire che ulteriori tagli rientrino nelle aspettative di mercato, anche se una visione piรน equilibrata dello shock petrolifero, che consideri sia inflazione sia crescita, potrebbe offrire al FOMC maggiore flessibilitร  qualora la crescita continuasse a indebolirsi. Allo stesso tempo, conclude State Street Markets, non ci sono molte ragioni per prezzare rialzi dei tassi in questa fase, come indicano anche le recenti opzioni che mostrano una probabilitร  del 25% di un rialzo entro dicembre.

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