Fitch declassa il rating della Cina

04/04/2025 13:45
Fitch declassa il rating della Cina

Lโ€™agenzia Fitch abbassa il rating di lungo termine della Cina da A+ ad A: debito pubblico in forte crescita e domanda interna debole. Lo scenario fiscale si deteriora, ma la resilienza esterna resta un punto di forza.

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Rating in discesa: i motivi del downgrade

Fitch Ratings ha annunciato il declassamento del rating a lungo termine in valuta estera della Cina da โ€˜A+โ€™ a โ€˜Aโ€™, con outlook stabile. Secondo lโ€™agenzia, la decisione riflette โ€œle nostre aspettative di un continuo indebolimento delle finanze pubbliche cinesi e una traiettoria del debito in forte ascesa durante la fase di transizione economica del Paese.โ€

La Cina sta infatti sostenendo la crescita economica con stimoli fiscali prolungati, mentre affronta una domanda interna debole, pressioni deflazionistiche e tariffe commerciali crescenti.

Secondo le stime di Fitch, il deficit pubblico complessivo della Cina raggiungerร  lโ€™8,4% del PIL nel 2025, rispetto al 6,5% del 2024. Si tratta di un valore ben al di sopra della media del 2,7% della categoria 'A'.

โ€œIl ruolo fiscale del governo centrale continua ad ampliarsi,โ€ sottolinea Fitch, โ€œa causa del limitato margine dโ€™azione degli enti locali.โ€ Questi ultimi ricevono infatti trasferimenti crescenti da Pechino per far fronte alle proprie esigenze.

La debolezza fiscale รจ accentuata da un calo strutturale delle entrate: Fitch prevede che il rapporto entrate/PIL scenderร  al 21,3% nel 2025, rispetto al 29,0% del 2018, a causa di tagli fiscali e minori ricavi dalla vendita dei terreni da parte degli enti locali.

Nonostante alcune riforme fiscali annunciate nel luglio 2024, lโ€™agenzia osserva che โ€œuna marcata ripresa delle entrate sarร  difficile senza riforme strutturali profonde.โ€

Nel frattempo, la necessitร  di sostenere i consumi interni e gli investimenti in settori avanzati manterrร  alta la spesa pubblica.

Uno dei punti piรน critici รจ rappresentato dal debito pubblico. Fitch prevede che il rapporto debito/PIL salirร  al 68,3% nel 2025 e al 74,2% nel 2026, in netta crescita rispetto al 60,9% del 2024 e al 37,9% del 2019. La media della categoria โ€˜Aโ€™ resterร  attorno al 57%.

Secondo Fitch, โ€œla traiettoria del debito รจ peggiorata rispetto alla nostra revisione del 2024โ€ e potrebbe raggiungere lโ€™80% del PIL entro il 2029.

Criticitร  e punti di forza

Fitch chiarisce che i rischi fiscali latenti restano elevati, a causa del peso dei debiti impliciti. Le passivitร  delle imprese non finanziarie hanno raggiunto il 168,4% del Pil e sono spesso finanziate da un settore bancario dominato dallo Stato.

Un piano di rifinanziamento da 10.000 miliardi di yuan (7,4% del Pil) รจ stato annunciato nel novembre 2024 per trasferire parte del debito degli enti locali sui loro bilanci ufficiali, migliorando la trasparenza e riducendo i costi di finanziamento. Tuttavia, secondo Fitch, โ€œqueste misure non alleviano il carico complessivo di debito.โ€

La crescita del Pil รจ prevista al 4,4% nel 2025, in calo rispetto al 5,0% del 2024. I problemi legati al settore immobiliare e ai consumi deboli continueranno a pesare sullโ€™economia, nonostante gli incentivi fiscali e il rilancio del settore tecnologico.

La nuova ondata di dazi imposti dagli Stati Uniti rappresenta un ulteriore fattore di rischio. Fitch segnala che lโ€™impatto delle tariffe โ€œsupera la nostra ipotesi di base del 35%โ€ e potrebbe avere effetti negativi su crescita e finanza pubblica, anche se la Cina appare oggi piรน resiliente rispetto al passato, grazie alla diversificazione dei mercati di esportazione.

La debole domanda interna sta generando pressioni deflazionistiche: lโ€™agenzia prevede che lโ€™indice dei prezzi al consumo salirร  solo allo 0,9% entro fine 2025, mentre lโ€™indice dei prezzi alla produzione resterร  negativo.

Nonostante le sfide, la Cina mantiene punti di forza rilevanti. Fitch riconosce โ€œlโ€™importanza della Cina nel commercio globale, le sue ampie riserve valutarie e il ruolo centrale nella manifattura avanzataโ€ come elementi di stabilitร .

Il saldo delle partite correnti positivo, la posizione di creditore netto verso lโ€™estero e la capacitร  di attrarre investimenti continuano a offrire resilienza sul fronte esterno, anche in un contesto di tensioni geopolitiche.

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