Il punto di Antonio Tognoli

24/03/2022 08:00
Il punto di Antonio Tognoli

A differenza dell'inflazione europea, che ha come causa principale il prezzo dellโ€™energia, lโ€™inflazione negli USA, autosufficienti da un punto di vista energetico, รจ causata dalla dinamica salariale che per effetto della struttura del mercato del lavoro reagisce velocemente alla domanda e allโ€™offerta.

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Ordini di beni durevoli USA MoM di febbraio in uscita oggi (stima -0,5% contro 1,6% di gennaio) e richiesta sussidi alla disoccupazione USA WoW (stima 211 k contro 214k della scorsa settimana).

I dati relativi allโ€™occupazione e ai salari sono quelli che, come noto, la FED monitora molto attentamente. Lโ€™unemployment gap dovuto alla pandemia si รจ sostanzialmente chiuso e il tasso di disoccupazione staziona da un poโ€™ di tempo nellโ€™intorno del tasso naturale (stimato al 3,5% circa), confermando la flessione secolare del tasso di partecipazione al mercato del lavoro, sceso costantemente negli ultimi 20 anni dal 67,3% del 2000 al 61,6% del 2020. Inoltre, i salari negli ultimi 12 mesi sono cresciuti del 6% circa (calcolato utilizzando la paritร  del potere dโ€™acquisto che tiene conto anche del costo della vita) e alla luce dellโ€™inflazione, che riduce il potere dโ€™acquisto, รจ prevedibile che le pressioni salariali si faranno sempre piรน concrete.

Prendiamo per esempio il settore leisure and hospitality, particolarmente toccato dalla pandemia, dove oggi mancano allโ€™appello ancora 1,3 milioni di posti di lavoro rispetto al 2019. Con la graduale riapertura delle attivitร  e degli spostamenti delle persone, la domanda di lavoro molto forte attesa potrร  incontrare lโ€™offerta solo a salari crescenti, contribuendo a mantenere viva lโ€™inflazione. Un dato molto commentato sul mercato del lavoro americano รจ inoltre quello dei dimissionari: ad aprile scorso per esempio, il numero di coloro che hanno rassegnato le proprie dimissioni ha toccato un livello storicamente mai visto: 4 milioni di individui. Il dato potrebbe indicare un generale ottimismo da parte dei lavoratori sulla propria capacitร  di trovare un nuovo impiego, magari a condizioni migliori. Questo non significa tuttavia che tutti i lavoratori che hanno lasciato il proprio lavoro lโ€™abbiano fatto perchรฉ siano sicuri di trovarne uno migliore. Nonostante i sussidi straordinari alla disoccupazione siano finiti a metร  settembre dello scorso anno, in molti settori i salari continuano ad essere inferiori ai sussidi statali ed รจ evidente che i lavoratori preferiscono rifiutare lโ€™impiego. Per convincere i potenziali lavoratori ad accettare le offerte, le societร  devono quindi offrire stipendi sempre piรน alti.

Eโ€™ importante sottolineare che lโ€™inflazione negli USA non ha come causa principale il prezzo dellโ€™energia (gli USA sono autosufficienti da un punto di vista energetico), quanto piuttosto la dinamica salariale che per effetto della struttura del mercato del lavoro reagisce velocemente alla domanda e allโ€™offerta. Lโ€™inflazione che il mercato del lavoro รจ in grado di generare apre la strada, come abbiamo visto, ad una crescita dei prezzi di vendita di beni e servizi che a loro volta influiscono sui costi di produzione di altri beni e servizi influenzandosi reciprocamente. La soluzione per ridurre lโ€™inflazione indotta dalla maggiore disponibilitร  salariale รจ quella di ridurre il loro potere dโ€™acquisto, ma con le elezioni di midterm alle porte non credo che accadrร . Biden stesso rispondendo ad una domanda sulla mancanza di lavoratori ha suggerito una soluzione: pagateli di piรน. Diventa perรฒ poi sempre piรน difficile per la FED governare il sistema monetario avendo contemporaneamente come obiettivo la crescita economica, il controllo dei prezzi e lโ€™occupazione. Tutto questo con uno scenario di fondo di guerra, che รจ vero che ha il suo maggiore impatto in Europa ma essendo questโ€™ultima partner strategico degli USA, finisce per toccare anche la crescita USA.

In una fase di rialzo dei tassi progressiva come quella che ci attende, specialmente se il livello dei tassi di interesse reali รจ rimasto negativo a lungo, รจ opportuno prediligere nel portafoglio titoli di Stato USA con una bassa duration o con elevato flusso cedolare, allungando opportunisticamente (per via dellโ€™appiattimento della curva) la duration marginale in momenti di elevata volatilitร . Da non sottovalutare infine gli inflation linked: non conosciamo il livello di inflazione tra un anno, ma sappiamo con certezza che sarร  superiore a quello pre-covid. Chiaro quindi che in unโ€™ottica di medio termine, i titoli inflation linked possono garantire una buona protezione del capitale.

Sul fronte azionario, continuiamo a preferire i titoli di societร  in grado di aumentare i prezzi di vendita allโ€™aumentare dei costi di produzione, i beni reali (oro, immobili etc) e i titoli value, ovvero quelli di societร  in grado di pagare un dividendo stabile e sostenibile.

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