Il rame aggiorna i massimi a tre mesi spinto da AI, scorte e dazi Usa

Comunicazione Pubblicitaria di Simone BorghiAnalisi
08/09/2026 12:30
Il rame aggiorna i massimi a tre mesi spinto da AI, scorte e dazi Usa

Il rame aggiorna i massimi a tre mesi a 14.747 dollari a tonnellata, portando il rialzo da inizio anno vicino al 17%. Dietro il rally si intrecciano la crescente domanda legata a elettrificazione, reti e data center AI, le difficoltร  nellโ€™aumentare lโ€™offerta mineraria e soprattutto una distribuzione sempre piรน squilibrata delle scorte tra Stati Uniti, Londra e Shanghai, accentuata dalla politica commerciale americana.

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Il rame corre tra AI, elettrificazione e nuova domanda

14.747 dollari a tonnellata. รˆ il nuovo massimo intraday a tre mesi raggiunto oggi dal rame sul London Metal Exchange. Il precedente record era durato meno di ventiquattro ore. Da inizio anno il rialzo รจ ormai vicino al 17%.

Come si legge nel commento di Gabriel Debach, market analyst di eToro, il record arriva mentre anche altre materie prime esercitano pressione sui costi. Il Brent vicino ai 100 dollari al barile e il gas europeo TTF tratta poco sotto i 74 โ‚ฌ/MWh. Il rame aggiunge quindi un altro tassello a un quadro nel quale le pressioni a monte della catena produttiva stanno nuovamente aumentando.

Per decenni gli รจ stato attribuito il soprannome di โ€œDr. Copperโ€, per la capacitร  di anticipare lo stato di salute dellโ€™economia. Fabbriche che producono, case che si costruiscono e investimenti che accelerano consumano rame.

Il paziente che Dr. Copper visita oggi, spiega Debach, รจ perรฒ diventato piรน complesso. Alla domanda tradizionale di costruzioni, industria e automobili si รจ aggiunta quella di unโ€™economia sempre piรน elettrica. Lo stesso ciclo di investimenti che vediamo nei chip e nellโ€™intelligenza artificiale, piรน indietro nella catena, significa trasformatori, sistemi di raffreddamento, sottostazioni, reti e chilometri di cavi.

S&P Global stima che un grande data center AI greenfield possa richiedere circa 44 tonnellate di rame per MW installato. Il riferimento รจ utile piรน come ordine di grandezza che come distinta base universale. Un impianto da 230 MW porta comunque il conto vicino alle 10 mila tonnellate di rame tra alimentazione, raffreddamento e connettivitร . Sempre S&P stima che la domanda mondiale di rame possa passare da 28 milioni di tonnellate nel 2025 a 42 milioni nel 2040. Lโ€™AI e i data center rappresentano una delle nuove fonti di domanda, ma non la maggiore. Elettrificazione, reti e transizione energetica restano quantitativamente piรน importanti. La tecnologia aggiunge perรฒ un altro utilizzatore a un mercato nel quale aumentare rapidamente lโ€™offerta รจ difficile.

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Questa storia strutturale, sottolinea Debach, spiega perchรฉ il mercato sia diventato piรน vulnerabile. Per capire il record di questa mattina bisogna perรฒ guardare molto piรน vicino.

Le dinamiche del record, dove si trova il metallo

Nel primo semestre, si legge nel report di eToro, la produzione mondiale delle miniere di rame รจ diminuita dellโ€™1,1% e quella di concentrato del 2,6%. I cali in Cile, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo sono stati compensati soltanto in parte da Perรน e Mongolia. Allo stesso tempo la produzione di rame raffinato รจ aumentata del 2,4% e, nei primi sei mesi, il mercato mostrava ancora un surplus di circa 131 mila tonnellate.

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Come puรฒ un mercato ancora leggermente in surplus fare un massimo storico? La risposta per Debach sta sempre piรน nel luogo in cui si trova il metallo.

Negli Stati Uniti le scorte COMEX hanno raggiunto 766.795 short tons, equivalenti a circa 696 mila tonnellate metriche, un massimo storico. Cโ€™รจ quindi una quantitร  eccezionalmente elevata di rame nei magazzini americani.

La fotografia di Londra รจ molto diversa. Al 7 settembre le scorte LME ammontavano a 236.475 tonnellate, ma il 51,4% risultava sotto cancelled warrant, cioรจ metallo giร  destinato a uscire dal sistema dei warrant attivi. Le tonnellate sotto live warrant erano cosรฌ soltanto circa 115 mila. Shanghai manda un segnale simile. Le scorte monitorate dalla Shanghai Futures Exchange sono scese intorno a 63 mila tonnellate, circa lโ€™85% in meno rispetto a metร  marzo e il livello piรน basso da gennaio 2024. Anche la curva cinese resta in backwardation. La curva LME racconta la stessa tensione di backwardation, osserva Debach, con il mercato che continua ad attribuire un valore superiore al rame disponibile subito rispetto a quello consegnabile piรน avanti.

Il drenaggio di rame verso i depositi americani non รจ casuale per Debach. Dallโ€™agosto 2025 gli Stati Uniti hanno introdotto dazi su diversi semilavorati e derivati del rame, lasciando perรฒ fuori il metallo raffinato. Sul mercato resta aperta la possibilitร  che Washington estenda in futuro le tariffe anche alle cathode.

รˆ proprio questa incertezza, sottolinea Debach, ad aver creato un forte incentivo ad anticipare le importazioni. Se il rame raffinato rischia di diventare piรน costoso da importare negli Stati Uniti domani, conviene portarlo allโ€™interno del Paese oggi. Il risultato รจ visibile negli inventari: quantitร  record nei magazzini COMEX e disponibilitร  molto piรน ridotta a Londra e Shanghai.

La politica commerciale americana non ha quindi creato la scarsitร  strutturale del rame, ma ha contribuito a modificarne la geografia, precisa Debach, amplificando nel breve periodo la tensione sulla disponibilitร  di metallo fuori dagli Stati Uniti.

Questo aiuta anche a risolvere lโ€™apparente contraddizione del surplus. Un surplus globale del raffinato, spiega Debach, dice quanto rame viene prodotto rispetto a quanto viene consumato. Dice molto meno su dove quel rame si trovi e quanto sia effettivamente disponibile nel luogo e nel momento in cui serve. Il record attuale contiene quindi una componente strutturale e una componente di mercato molto piรน immediata. Miniere che faticano ad aumentare la produzione, domanda elettrica destinata a crescere e, nel breve periodo, una redistribuzione delle scorte provocata anche dalla politica commerciale americana.

La stessa distinzione diventa utile quando si passa dal metallo alle societร  minerarie.

Alla chiusura di venerdรฌ Freeport-McMoRan e Southern Copper guadagnavano entrambe circa il 43% da inizio anno, contro il 17% del rame. La leva operativa ha quindi funzionato. Ma entrambe le societร  arrivano al record del sottostante sotto i propri massimi.

Cโ€™รจ poi la storia geografica. Il Perรน รจ uno dei mercati che questโ€™anno ha maggiormente beneficiato del ciclo delle materie prime. Lโ€™ETF EPU segna un +27% da inizio anno. Lโ€™ETF sul Cile, ECH, era fermo al +1,09%. Essere il maggiore produttore mondiale di una materia prima non significa necessariamente avere il listino che beneficia maggiormente del suo rally. Nel portafoglio EPU i Materials pesano circa il 54%. In ECH soltanto il 18%. Come conclude Debach, il Cile puรฒ essere cioรจ il maggiore produttore mondiale di rame senza per questo avere un indice azionario che si comporti come un future sul rame.

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