Il report sul lavoro conferma la forza dell’economia USA, Wall Street verso apertura negativa

Con un’economia forte e un’inflazione ancora sopra l’obiettivo della Federal Reserve, la prospettiva di un prossimo aumento dei tassi di interesse spinge al ribasso la Borsa di New York.
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Il report sul lavoro negli Stati Uniti
Se dal report sul lavoro negli Stati Uniti diffuso oggi non sono arrivate sorprese, i suoi numeri sembrano chiudere però le porte a qualsiasi ipotesi di allentamento monetario per la Federal Reserve, se non addirittura indicando una prospettiva di aumento dei tassi di interesse.
Nel dettaglio, i dati diffusi oggi hanno mostrato un tasso di disoccupazione rimasto stabile al 4,3% negli Stati Uniti di maggio, in linea con le attese, con la crescita del salario medio orario salita a +0,3% su base mensile (in linea con le previsioni) dal +0,2% del mese precedente, e scesa a +3,4% annualmente rispetto al +3,6% di aprile.
A questo si aggiungono i numeri delle nuove buste paga non agricole, ridottesi a 120 mila a maggio, dalle 123 mila precedenti, anche se sono risultate superiore alle attese degli analisti di 85 mila.
Wall Street oggi
La diffusione dei dati spinge all’accelerazione in negativo Wall Street e i future sul Nasdaq aumentavano il loro calo (-1,30%) che aveva caratterizzato la mattinata (italiana), mentre i contratti sullo S&P500 cedevano mezzo punto percentuale e il Dow Jones restava intorno la parità.
Il dollaro recuperava le perdite nei confronti dell’euro, con la coppia EUR/USD a 1,1607, mentre il Bitcoin aumentava le vendite e scendeva sotto quota 62 mila dollari.
Calano (-0,70%) le quotazioni dell’oro: prezzo spot a 4.444 dollari e future con scadenza a luglio a 4.469 dollari l’oncia. Fermo il petrolio, con il Brent a 94,80 dollari e il greggio WTI a 92,80 dollari al barile.
Cattive notizie
"È difficile definire il mercato del lavoro in altro modo se non forte. Per quanto riguarda il mercato dei tassi, il rischio sarà maggiormente orientato verso aumenti dei tassi e una riduzione delle probabilità di una loro riduzione. Sarà difficile per Kevin Warsh convincere gli altri membri del FOMC a ridurre i tassi. Non riteniamo che un aumento dei tassi sia imminente, ma con qualche altro dato sull'occupazione come questo, qualche aumento dovrà diventare il nostro scenario di base", scrivono da Jersey finance.
Questi dati “demoliscono qualsiasi ipotesi di taglio dei tassi di interesse da parte della Fed nei prossimi mesi”, prevede Chris Anstey, Senior Editor di Bloomberg, aggiungendo che “Warsh apparirebbe isolato se iniziasse a sostenere questa tesi nella riunione di politica monetaria di questo mese”.
Per Anstey, “queste buone notizie dal fronte del mercato del lavoro si traducono in cattive sul fronte della Fed, con conseguente aumento dei tassi di interesse”.
Verso la Fed
I dati macro di oggi arrivano prima della prima riunione di politica monetaria del nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, prevista per la fine del mese. Il nuovo boss dell’istituto centrale eredita un’economia alle prese con un’inflazione elevata, in parte peggiorata dal conflitto in Medio Oriente.
I mercati monetari si aspettano che la banca centrale mantenga i tassi invariati fino al prossimo anno. "Finché il mercato del lavoro resterà in buone condizioni, l’attenzione rimarrà sul lato inflazione del mandato della Fed, che è salito sempre più sopra l’obiettivo a causa dello shock energetico", ha scritto in una nota Jim Reid, strategist di Deutsche Bank.
Azionario sui semiconduttori in calo
L’azionario legato alla produzione di semiconduttori continua a indebolire il sentiment, mettendo a rischio il prosieguo del rally dello S&P500. Se le perdite si confermeranno nel corso della seduta, l’indice registrerebbe il primo calo settimanale da aprile, mentre resta a caccia della sua decima settimana consecutiva di guadagni, la serie più lunga dal 1985. Anche il Nasdaq è destinato a chiudere la settimana leggermente in ribasso, mentre il Dow Jones, ponderato per prezzo, è sulla strada per il terzo rialzo settimanale consecutivo.
A guidare i ribassi dei tech sono Nvidia (-1,50%), Intel (-1,70%), Micron (-3%), Amd (-2,60%) e Broadcom (-1,40%). I guadagni del settore sono erano stati fondamentali per la ripresa che aveva portato Wall Street dai minimi di marzo fino a toccare nuovi ai massimi storici
"Il momentum nel settore AI/semiconduttori sembra più instabile", secondo Emmanuel Cau, strategist di Barclays, citando posizioni affollate, eventi di liquidità in arrivo da grandi IPO e rischi di politica monetaria.
"Dopo un periodo di revisioni al rialzo delle aspettative sugli utili in tutto il settore, gli investitori stanno adottando un approccio più selettivo verso nuove informazioni e aggiornamenti sulle previsioni", spiega Tomás García-Purriños, senior asset allocation strategist di Santander Asset Management. "Interpretiamo la recente debolezza principalmente come una presa di profitto e una fase di consolidamento dopo un forte rally", prosegue.
Intanto, Citi ha annunciato di ridurre l’esposizione azionaria dopo un forte rally. Il broker aveva assunto una posizione rialzista quando la tregua in Medio Oriente era entrata in vigore ad aprile, ma ora segnalava rischi di inflazione crescente e di posizionamento, pur mantenendo una visione costruttiva a lungo termine sulle azioni USA, sostenute dagli utili trainati dall’IA.
Notizie societarie e pre market USA
Lululemon (-10%): prevede per l'anno fiscale 2026 ricavi compreso tra 11 e 11,15 miliardi di dollari, inferiori alla precedente previsione di 11,35-11,50 miliardi.
Apollo Global Management (-1,50%): interrotte le trattative per l’acquisizione della britannica Bodycote per 1,52 miliardi di sterline (2 miliardi di dollari).
Cooper Companies (+4%): prevede per l'anno fiscale 2026 ricavi compresi tra 4,29 e 4,32 miliardi di dollari, leggermente al di sotto delle precedenti previsioni che andavano da 4,31 a 4,35 miliardi.
Abm Industries (+2%): utile rettificato nel secondo trimestre di 90 centesimi per azione, superando le stime degli analisti di 87 centesimi per azione.
Amonty Industries (-10%): annuncia l'offerta di 700 milioni di dollari in obbligazioni convertibili al 2,25% con scadenza nel 2031. Il prezzo di conversione iniziale di 27,40 dollari rappresenta un premio del 32,5% rispetto all'ultima quotazione del titolo di 20,68 dollari registrata ieri.
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