Istat: Pil fermo nel terzo trimestre e inflazione al 5,4% a ottobre, massimo da agosto 2023

Doppio segnale negativo dall'Istat: il Pil del terzo trimestre è invariato sul trimestre precedente e cresce dello 0,8% su base annua, sotto le attese, mentre la stima preliminare di ottobre porta l'inflazione al 5,4%, ben oltre il 4,6% previsto. A spingere i prezzi sono gli energetici regolamentati, quasi raddoppiati in un anno.
Indice dei contenuti
- 1. Pil: crescita zero sul trimestre, +0,8% sull'anno
- 2. Industria in calo, crescita acquisita 2026 ferma allo 0,8%
- 3. Inflazione al 5,4% a ottobre: il dato più alto da agosto 2023
- 4. Energetici regolamentati +59,5%, si allarga il carrello della spesa
- 5. Stagflazione alle porte: le implicazioni per i mercati
Pil: crescita zero sul trimestre, +0,8% sull'anno
Oggi venerdì 30 ottobre l'Istat ha pubblicato la stima preliminare del Pil italiano del terzo trimestre 2026. Il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, dopo il +0,2% del secondo.
Su base annua la crescita è dello 0,8%, in lieve rallentamento dall'1% del trimestre precedente.
Entrambi i dati sono inferiori alle attese degli economisti, che indicavano +0,1% sul trimestre e +0,9% sull'anno.
«Dalla stima preliminare a 30 giorni del Pil per il terzo trimestre dell'anno emerge una sostanziale stazionarietà rispetto al trimestre precedente», commenta l'istituto di statistica.
Industria in calo, crescita acquisita 2026 ferma allo 0,8%
La variazione congiunturale nulla è la sintesi di andamenti divergenti. Dal lato dell'offerta, l'Istat stima un aumento del valore aggiunto nei servizi e nell'agricoltura e una diminuzione nell'industria.
Dal lato della domanda, la componente nazionale (al lordo delle scorte) dà un contributo positivo, compensato dall'apporto negativo della domanda estera netta.
Il trimestre ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al secondo e una in più rispetto al terzo trimestre 2025.
La stasi lascia invariata allo 0,8% la crescita acquisita per il 2026: è il risultato annuale che si otterrebbe con una variazione nulla anche nell'ultimo trimestre. Nella stessa mattinata la Germania ha sorpreso in positivo con un Pil in crescita dello 0,2%.
Inflazione al 5,4% a ottobre: il dato più alto da agosto 2023
Alle 11 è arrivata la seconda sorpresa negativa. Secondo la stima preliminare dell'Istat, a ottobre l'indice dei prezzi al consumo Nic è salito dello 0,9% sul mese e del 5,4% su base annua, dal 4,2% di settembre: è il livello più alto da agosto 2023.
Il dato è molto superiore alle attese degli economisti, che indicavano un +0,1% mensile e un'accelerazione al 4,6% annuo.
L'indice armonizzato Ipca, quello utilizzato dalla Bce per i confronti europei, registra un +1,2% sul mese e un +5,6% sull'anno (da 4,2%), contro il 4,6% previsto.
L'inflazione acquisita per il 2026 sale al 3,4% per l'indice generale (dal 3,1% di settembre) e resta all'1,9% per la componente di fondo.
Energetici regolamentati +59,5%, si allarga il carrello della spesa
L'accelerazione è guidata dai beni energetici, i cui prezzi salgono del 31,4% su base annua (da +22,6%), ancora sotto l'effetto del quadro geopolitico internazionale.
Il balzo è concentrato negli energetici regolamentati, passati da +25,8% a +59,5% con un aumento del 18,8% in un solo mese; i non regolamentati accelerano da +22,5% a +29,4% (+4,9% sul mese).
La pressione si sta però allargando oltre l'energia:
- gli alimentari non lavorati passano da +5,5% a +7,5%;
- i servizi relativi ai trasporti da +1,6% a +3,1%;
- il carrello della spesa accelera da +1,5% a +2,5%;
- l'inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, sale da +1,6% a +2%, e quella al netto dei soli energetici da +2% a +2,5%.
In controtendenza solo i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, in calo dello 0,9% sul mese.
Stagflazione alle porte: le implicazioni per i mercati
La combinazione di Pil fermo e inflazione al 5,4% delinea per l'Italia un quadro di stagflazione, con i prezzi che corrono più veloci che nel resto d'Europa: nelle stime flash di oggi la Francia è al 3,4% e la Spagna al 4,9%.
Sui mercati Piazza Affari aveva aperto in calo dello 0,69% e lo spread tra Btp e Bund si era allargato a 117 punti base in apertura, dai 114 della chiusura di ieri, già prima della pubblicazione dei dati sui prezzi.
Per gli investitori il messaggio è duplice. Da un lato l'inflazione energetica riduce il reddito reale delle famiglie e i margini della politica fiscale, nel giorno dopo la decisione della Bce di lasciare il tasso sui depositi al 2,5%.
Dall'altro, un'inflazione italiana al 5,6% armonizzato alimenta le attese di una linea più restrittiva da Francoforte, con la stima flash dell'area euro in arrivo il 4 novembre e i dati definitivi italiani il 17 novembre.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!




