Italia, i dati sulla fiducia segnalano un discreto avvio del terzo trimestre

La fiducia di consumatori e imprese migliora a luglio, indicando un avvio incoraggiante del terzo trimestre per l'economia italiana. La resilienza mostrata finora agli shock geopolitici ed energetici rafforza le prospettive di crescita del Pil, con rischi che iniziano a orientarsi verso uno scenario più favorevole.
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Il miglioramento degli ultimi dati sulla fiducia in Italia è generalizzato, con il settore delle costruzioni che rappresenta l’unica eccezione. Finora l’economia si è dimostrata resiliente ai conflitti geopolitici e agli shock energetici. Come si legge nel commento di Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING, Se questa tendenza dovesse confermarsi per tutta l’estate, la crescita media del Pil per il 2026 sarà probabilmente superiore all’attuale previsione di base di ING dello 0,8%.
Da ieri abbiamo constatato che l’economia italiana si è dimostrata relativamente resiliente agli shock esterni nel corso del secondo trimestre, registrando una crescita trimestrale del Pil dello 0,2%. I dati sulla fiducia pubblicati oggi forniscono una prima indicazione sull’andamento del terzo trimestre. Secondo i dati, secondo Pizzoli sembra trattarsi di un buon inizio. Il miglioramento della fiducia segnalato dall’Istat è generalizzato e coinvolge sia i consumatori che le imprese, ad eccezione del settore delle costruzioni, dove la fiducia ha subito un calo marcato.
La fiducia dei consumatori ha registrato un netto rimbalzo
La fiducia dei consumatori è aumentata di quasi due punti, raggiungendo il livello più alto da febbraio. I consumatori sono più positivi sulla situazione economica attuale e su quella futura e segnalano coerentemente un calo delle preoccupazioni relative alla disoccupazione futura. Le opportunità di risparmio segnalate, evidenzia Pizzoli, rimangono a un livello relativamente elevato e le intenzioni di acquisto di beni durevoli mostrano un modesto miglioramento. La recente erosione del potere d’acquisto, con l’inflazione che corre più velocemente dei salari, continua a farsi sentire, ma la stabilizzazione dell’occupazione potrebbe in parte contenerne l’impatto sui consumi. Pizzoli continua a ritenere che i consumi abbiano registrate un rallentamento nel corso del secondo trimestre, ma i dati definitivi del Pil (che verranno diffusi l’1 settembre) potrebbero dimostrare che il calo è stato meno marcato del previsto.
La fiducia delle imprese è migliorata in tutti i settori, ad eccezione dell’edilizia
Anche sul fronte delle imprese arrivano buone notizie. La fiducia ha guadagnato un punto intero tra i produttori manufatturieri, i fornitori di servizi e i nel commercio al dettaglio. Il settore più brillante è quello manifatturiero, sottolinea Pizzoli, dove la fiducia ha raggiunto il livello più alto dal giugno 2023, trainata dal miglioramento degli ordini e da crescenti aspettative di produzione.
Nel settore dei servizi, il miglioramento è stato più marcato nei settori dell’informazione e della comunicazione, nonché dei trasporti e dello stoccaggio, con solidi aumenti negli indicatori delle condizioni attuali e negli ordini. Nel contempo, osserva Pizzoli, la fiducia ha subito un calo nel settore turistico – probabilmente la categoria più esposta alle ripercussioni della guerra in Medio Oriente.
Il settore delle costruzioni rappresenta l’eccezione. Qui la fiducia è scesa di quasi cinque punti, raggiungendo il livello più basso dal febbraio 2021. Tuttavia, precisa Pizzoli, le nette differenze tra i sottosettori – evidenziate da un forte calo nei lavori specializzati che ha superato i miglioramenti registrati nella fiducia nell’edilizia residenziale e nelle opere infrastrutturali – sono difficili da conciliare. Pizzoli continua a ritenere che la spinta nel settore delle infrastrutture sia legata al completamento dei progetti previsti dal piano di ripresa finanziato dall’UE. Per quanto riguarda l’aumento della fiducia nella componente residenziale, secondo Pizzoli ciò potrebbe riflettere la recente approvazione da parte del governo italiano del cosiddetto “piano casa”, volto a recuperare gli immobili inutilizzati, la cui implementazione richiederà ancora alcuni passaggi e non appare quindi imminente.
I rischi orientati al rialzo per il Pil
Cercare di tradurre i segnali di fiducia in implicazioni per la crescita del Pil sta diventando sempre più difficile. I dati preliminari sul Pil del secondo trimestre, pubblicati ieri dall’Istat, sono stati piuttosto eloquenti a questo proposito. I dati sulla fiducia avevano indicato una relativa debolezza nel settore dei servizi e una resilienza nel settore manifatturiero; come spiega Pizzoli il comunicato sommario che accompagnava la pubblicazione dei conti nazionali trimestrali indicava, tuttavia, che sarebbe vero il contrario, con il valore aggiunto in aumento nei servizi e in contrazione nel settore manifatturiero. È quindi opportuno, osserva Pizzoli, prendere con le pinze le deduzioni tratte dai dati sulla fiducia di luglio riguardo a come potrebbe presentarsi la crescita del Pil nel terzo trimestre.
Detto questo, precisa Pizzoli, il messaggio principale che si può trarre dai dati odierni sulla fiducia è che il terzo trimestre sembra partire su basi solide, nonostante le persistenti incertezze geopolitiche e legate all’energia. Lo scenario di base di ING per la crescita del Pil nel 2026 è attualmente dello 0,8%, in linea con la crescita acquisita dopo la pubblicazione dei dati del Pil del secondo trimestre. A meno di una nuova escalation prolungata e di un’estensione del conflitto, conclude Pizzoli, i rischi per la nostra previsione sono ora orientati al rialzo.
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