La BCE lascia i tassi fermi: energia e condizioni finanziarie più dure pesano su inflazione e crescita

Pausa dopo i rialzi di giugno e settembre. Francoforte non si vincola sul futuro, mentre i mercati scommettono su un nuovo aumento a dicembre.
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La decisione della BCE e le novità
La Banca centrale europea ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di riferimento. Il tasso sui depositi resta al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Sono gli stessi livelli in vigore dal 16 settembre, quando la BCE aveva alzato i tassi di 25 punti base.
Il comunicato registra tre novità.
La prima riguarda l’energia: i prezzi hanno continuato a salire, aumentando i rischi al rialzo per l’inflazione e quelli al ribasso per la crescita. La BCE ritiene che la maggiore entità e durata dello shock energetico, con i suoi effetti indiretti e di secondo impatto, farà verosimilmente salire l’inflazione e indebolire l’economia.
La seconda novità è un quadro ancora relativamente ordinato sui prezzi di fondo. Secondo il Consiglio direttivo, finora l’inflazione sottostante è rimasta sostanzialmente stabile e le retribuzioni non hanno reagito in modo significativo.
La terza riguarda il costo del denaro. Le condizioni di finanziamento si sono inasprite dall’ultima riunione, con un probabile effetto su inflazione e crescita. Sullo sfondo c’è il dato di settembre: l’inflazione dell’Eurozona è salita al 3,8%, il livello più alto da tre anni, spinta dai rincari energetici legati al conflitto in Iran. Pesa anche la Francia, dove i rendimenti dei titoli decennali hanno superato il 5%, il livello più alto da 24 anni.
Nessun impegno sul futuro
Il Consiglio direttivo ribadisce un approccio guidato dai dati, con decisioni prese di volta in volta a ogni riunione. Non si vincola a un percorso particolare dei tassi e si dice in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza. Resta pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti per riportare l’inflazione al 2% e preservare l’ordinato funzionamento della trasmissione della politica monetaria.
A questo scopo può usare anche lo strumento di protezione della trasmissione (Tpi), contro dinamiche di mercato ingiustificate e disordinate.
Sul fronte dei portafogli, il programma di acquisto di attività (Pap) e quello per l’emergenza pandemica (Pepp) continuano a ridursi a un ritmo misurato e prevedibile, perché l’Eurosistema non reinveste più il capitale dei titoli in scadenza.
Le analisi degli esperti
Gli analisti avevano anticipato questo scenario. Holger Schmieding, capo economista di Berenberg, aveva previsto che la BCE avrebbe indicato rischi per l’inflazione ancora più sbilanciati verso l’alto rispetto a settembre, per il nuovo rialzo del petrolio.
Carsten Brzeski, global head of macro di ING, osserva che l’impennata dei rendimenti dei Bund ha avuto un impatto su crescita e inflazione equivalente a un rialzo di 25 punti base, e di circa 50 punti base per la Francia. In pratica, in parte il mercato ha già fatto il lavoro della banca centrale.
Michael Field, di Morningstar, avverte che nuovi rialzi aumenteranno la pressione sui debitori, ma potrebbero essere necessari per riportare l’inflazione al 2%.
Gli economisti di UniCredit descrivono una BCE in bilico tra inflazione e rischio sovrano, e osservano che un tono più morbido potrebbe ridurre le attese di rialzo.
I mercati attribuiscono una probabilità dell’84% a un rialzo di 0,25 punti il 17 dicembre, che porterebbe il tasso sui depositi al 2,75%. Gli analisti del sondaggio Bloomberg si aspettano un ultimo aumento a dicembre, quando le nuove proiezioni daranno un quadro più chiaro dell’inflazione fino al 2028. La presidente Christine Lagarde illustrerà i motivi della decisione nella conferenza stampa delle 14:45 italiane.
Lo sguardo a dicembre
La riunione è stata preceduta da un annuncio a sorpresa. Christine Lagarde lascerà la presidenza della Bce il 7 febbraio 2027, circa nove mesi prima della scadenza del mandato di otto anni.
L’uscita anticipata dà ai leader europei il tempo di scegliere il successore ben prima delle presidenziali francesi, dove i sondaggi vedono favorita Marine Le Pen.
Tra i favoriti per la successione ci sono gli ex governatori di Olanda e Spagna, Klaas Knot e Pablo Hernández de Cos.
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