La fuga dai bond non spaventa Wall Street

I rendimenti dei titoli del Tesoro degli Stati Uniti a 10 anni sono sui massimi dal 2007, a 5,19%, mentre quelli dei titoli a 7 anni toccano i livelli più alti dal 2009. Ieri a Wall Street, l’S&P500 ha chiuso sulla parità, stesso risultato per il Nasdaq.
I future delle borse dell’Europa sono in rialzo di circa lo 0,4%.
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Attesa come uno dei possibili eventi di rilievo di questa seconda parte del 2026, la storica visita di stato del presidente cinese Xi Jinping a Washington ha per il momento prodotto poco a livello sostanziale: a guidare i mercati in questi giorni di ossessiva attenzione mediatica sui ricevimenti e sugli incontri di gala organizzati dal presidente Donald Trump, sono i tentativi delle diplomazie di mettere in sicurezza il Mar Rosso ed il Golfo Persico.
Le quotazioni del petrolio si muovono in funzione dei retroscena in arrivo dai colloqui, i prezzi dell’energia contribuiscono a muovere a loro volta le obbligazioni, le azioni, complessivamente sono in una fase di attesa.
Ieri a Wall Street, l’S&P500 ha chiuso sulla parità, stesso risultato per il Nasdaq.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future del Dax di Francoforte +0,4%.
In Asia sono chiuse le borse della Cina e della Corea del Sud. Il Nikkei di Tokyo guadagna l’1,2%.
BOND
I rendimenti dei titoli del Tesoro degli Stati Uniti a 10 anni sono sui massimi dal 2007, a 5,19%, mentre quelli dei titoli a 7 anni toccano i livelli più alti dal 2009.
Diversi fattori hanno spinto al rialzo i rendimenti, tra cui l'aumento dei prezzi del petrolio, l'attesa di una politica più restrittiva da parte della Fed e la debole domanda registrata nell'asta dei titoli del Tesoro di ieri, osserva Angelo Kourkafas, Senior Global Strategist per le strategie di investimento presso Edward Jones in una nota ripresada Barron’s.
“Sebbene una solida crescita economica e solidi fondamentali societari suggeriscano che i tassi di interesse non siano ancora sufficientemente restrittivi da compromettere l'espansione, il rapido rialzo dei rendimenti e l'elevata volatilità del mercato obbligazionario stanno creando un ostacolo più significativo per il mercato azionario. A nostro avviso, un'eventuale attenuazione delle tensioni geopolitiche, contribuendo ad allentare la pressione sui prezzi dell'energia, potrebbe favorire notevolmente la stabilizzazione del mercato obbligazionario. Fino ad allora, riteniamo probabile che permanga una pressione al rialzo sui rendimenti, dato che le aspettative di un ulteriore inasprimento della politica monetaria da parte della Fed rimangono elevate”.
I tassi di interesse sui mutui Usa a 30 anni hanno superato il 7% per la prima volta in quasi due anni, al 7,03%, secondo i dati di Freddie Mac, raggiungendo livelli che non si vedevano dal gennaio 2025. L'impennata dei rendimenti sul mercato obbligazionario accresce i timori sull'accessibilità economica degli immobili.
L'aumento dei costi del debito potrebbe alimentare negli americani la percezione di una crisi di accessibilità economica, proprio mentre i repubblicani lottano per mantenere il controllo del Congresso in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.
BTP
Nell'asta del prossimo 29 settembre il Tesoro offrirà BTp a 5 e 10 anni e CcTeu per massimi 8 miliardi di euro.
Nel dettaglio, si legge in una nota del ministero dell'Economia, sarà offerta la prima tranche del BTp a 5 anni scadenza 01/02/2032 per un importo compreso tra 3 e 3,5 miliardi di euro e la terza tranche del BTp a 10 anni scadenza 01/10/2036 per un importo compreso tra 2,5 e 3 miliardi. Nella stessa data, inoltre, sarà offerta la nona tranche del CcTeu scadenza 15/04/2036 per un importo tra 1,25 e 1,75 miliardi di euro. La data di regolamento delle emissioni cade sul prossimo 1 ottobre.
OAT-FRANCIA
I conti pubblici francesi sono sempre più seguiti da investitori sempre più preoccupati. Lo spread OAT- Bund è sui massimi degli ultimi quindici anni.
Dai dati emersi questa settimana emerge che le famiglie francesi rimangono prudenti. Le intenzioni di risparmio sono vicine al massimo storico e la fiducia dei consumatori si è arrestata, il che suggerisce che la ripresa dei consumi del secondo trimestre 2026 potrebbe non durare. Anche le indagini bancarie indicano una domanda di mutui contenuta nel terzo trimestre 2026. Questa cautela contrasta con un messaggio più deciso proveniente dalle indagini sulle imprese. Il settore manifatturiero è rimasto resiliente durante l'estate, sostenuto dai settori della difesa, dell'aeronautica e dell'elettronica, mentre i servizi sono migliorati più recentemente con l'attenuarsi delle ondate di calore.
PETROLIO: BRENT E WTI DIVERGONO
Prezzi in calo di circa il due per cento stamattina, a fronte del +7% nelle ultime due sedute. Il mercato valuta la possibilità di una tregua tra Stati Uniti e Iran a fronte dei bombardamenti dell'Arabia Saudita da parte dei ribelli Houthi.
Intanto si allarga lo spread tra il Brent e il WTI, il più ampio da maggio, quando si attestava a 12,68 dollari, mentre ora supera i 13 dollari.
I timori di un divieto statunitense sulle esportazioni di gasolio, che potrebbe saturare il mercato interno, sono in gran parte responsabili della divergenza dei prezzi, dato che i due parametri di riferimento solitamente salgono e scendono di pari passo, nonostante il contratto statunitense venga generalmente venduto a sconto. "L'insolito ampio spread tra WTI e Brent riflette anche i diversi profili di rischio regionali in gioco", ha affermato Tim Waterer, analista capo di KCM Trade.
I negoziatori statunitensi e iraniani a New York stanno valutando un percorso graduale per l'uscita dalla guerra, che prevederebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran e la revoca del blocco economico imposto da Washington all'Iran, secondo quanto riferito questa settimana da fonti vicine ai colloqui a Reuters.
Dall'inizio della guerra, alla fine di febbraio, circa un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio e gas è stato ridotto, facendo aumentare i prezzi del 50% solo a marzo e spingendo gli acquirenti di gas naturale liquefatto a nuove e stabili fonti di approvvigionamento di questo combustibile super-refrigerato.
Ieri, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha detto che spetta agli Stati Uniti decidere quando porre fine alla guerra con l'Iran.
"È l'America che deve scegliere se vuole porre fine a tutto questo o no", ha detto Pezeshkian, rispondendo a una domanda in un'intervista andata in onda giovedì su Fox News.
L'Arabia Saudita ha intercettato missili lanciati dagli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, sventando attacchi contro la provincia meridionale di Taif e la zona di Yanbu sul Mar Rosso, secondo quanto dichiarato dalla coalizione a guida saudita in Yemen.
MISSILI
Jeff Bezos ha investito in totale 30 miliardi di dollari in Blue Origin dal 2000, inclusa un'ultima iniezione da 2 miliardi, nel tentativo di costruire un rivale di SpaceX, riporta il Wall Street Journal citando documenti aziendali.
L'apporto fa parte del primo aumento di capitale aperto a investitori esterni: la raccolta ha già superato i 10 miliardi di dollari, valutando la società 140 miliardi. Bezos, il cui patrimonio si attestava a fine settembre a 275 miliardi secondo Bloomberg, ha venduto azioni Amazon per finanziare l'iniziativa.
La società, circa 15mila dipendenti, ha ridimensionato l'organico l'anno scorso e fermato i voli turistici suborbitali. Nel 2025 ha generato 800 milioni di ricavi, con proiezioni a 1,4 miliardi quest'anno e oltre 30 miliardi entro il 2030, trainati da lanci, comunicazioni satellitari e una futura flotta di satelliti IA.
Il rivale principale resta SpaceX di Elon Musk: il nuovo vettore riutilizzabile New Glenn dovrebbe ridurne il distacco, ma ha volato solo tre volte dallo scorso maggio, quando un esemplare è esploso in Florida. Bezos ha detto di credere che nello spazio ci sia posto per più vincitori.
TITOLI
Unicredit, Banco BPM. Secondo fonti vicine al dossier sentite da Reuters, insieme a Credit Agricole UniCredit ha di recente valutato un possibile intervento congiunto su Banco Bpm nell'ambito di un piano che prevederebbe un break-up della banca tra i due gruppi.
Poste italiane, Telecom Italia. Alla vigilia della chiusura dell'Opas su Tim, in base alle adesioni pervenute, Poste è al 75,6% del capitale della società target, sotto la soglia del 90% necessaria al delisting.
Trevi, Webuild. Il Cda di Trevi ha giudicato non congruo dal punto di vista finanziario il corrispettivo dell'Opa volontaria totalitaria lanciata da Webuild e ha ritenuto l'offerta non conveniente per gli azionisti.
Avio. Advent International ha chiuso la sottoscrizione dell'aumento di capitale riservato per 109,4 milioni e ha una quota di circa 6,54% post-money.
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