Lenovo sorprende il mercato: ricavi +43%, l’AI accende il rally in Borsa

Il fatturato trimestrale raggiunge 26,9 miliardi di dollari, molto oltre le attese. I ricavi legati all’intelligenza artificiale salgono del 60% a 9,3 miliardi e valgono ormai il 35% del totale. La Borsa scommette sulla trasformazione del gruppo in protagonista delle infrastrutture AI
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Alla Borsa di Hong Kong titolo in rialzo del 20%
Lenovo sorprende il mercato con una crescita dei ricavi che non si vedeva da cinque anni e conferma che dietro lo spettacolare rally del titolo (+264% dall’inizio dell’anno) c’è qualcosa di più della tradizionale leadership nei personal computer. A spingere i conti del gruppo di Hong Kong è soprattutto l’intelligenza artificiale, che sta trasformando rapidamente il profilo della società e, soprattutto, il modo in cui gli investitori la valutano.
Nel primo trimestre dell’esercizio fiscale, chiuso il 30 giugno, Lenovo ha registrato ricavi per 26,94 miliardi di dollari, in crescita del 43% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e nettamente superiori ai 22,3 miliardi attesi dagli analisti. È il ritmo di crescita trimestrale più elevato degli ultimi cinque anni.
La risposta della Borsa di Hong Kong è stata immediata: dopo la pubblicazione dei risultati le azioni Lenovo sono arrivate a guadagnare oltre il 20%, aggiornando ancora una volta i massimi storici.
L’intelligenza artificiale vale già il 35% dei ricavi
Il dato che più ha colpito gli investitori riguarda il business legato all’intelligenza artificiale. I ricavi AI sono aumentati del 60% su base annua, a 9,3 miliardi di dollari, e rappresentano ormai circa il 35% del fatturato complessivo.
Ancora più impressionante è il portafoglio potenziale degli AI server: la pipeline ha raggiunto 54 miliardi di dollari, con un aumento del 157% rispetto al trimestre precedente, sostenuta dalla domanda degli hyperscaler, degli operatori di AI cloud e dei clienti aziendali.
È proprio questo sviluppo che sta cambiando la storia raccontata dal titolo in Borsa. Lenovo continua a essere il primo produttore mondiale di PC, ma il mercato comincia a considerarlo sempre meno come un semplice gruppo dell’elettronica di consumo e sempre più come uno dei beneficiari della corsa globale agli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
“I risultati hanno registrato un forte miglioramento generalizzato, rafforzando la storia di crescita strutturale trainata dall’AI”, hanno commentato gli analisti di Citigroup guidati da Kyna Wong.
Il business tradizionale dei PC continua a crescere
Anche l’attività più tradizionale continua comunque a dare soddisfazioni. La divisione che comprende PC, tablet e smartphone, responsabile di circa il 64% dei ricavi del gruppo, ha registrato un aumento del fatturato del 27% rispetto all’anno precedente.
Lenovo ha inoltre mantenuto saldamente la leadership mondiale nei personal computer, con una quota di mercato del 25,6% nel secondo trimestre.
Un risultato particolarmente significativo in una fase non semplice per il settore. Secondo Counterpoint Research, nel secondo trimestre del 2026 le spedizioni globali di PC sono diminuite del 2%, penalizzate dall’aumento dei costi delle memorie. La scarsità di chip NAND e DRAM ha infatti spinto verso l’alto i prezzi e costretto i principali produttori ad aumentare i listini.
Lenovo aveva già avvertito nei mesi scorsi che la carenza di memorie avrebbe potuto frenare le vendite di PC e ha a sua volta aumentato i prezzi per compensare almeno in parte l’incremento dei costi.
Perdita da 609 milioni, ma per effetto di una voce contabile
Lenovo ha chiuso il trimestre con una perdita netta attribuibile agli azionisti di 609 milioni di dollari, contro l’utile di 505 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente e soprattutto contro i 589 milioni di utile attesi dal consensus.
La perdita deriva principalmente da una minusvalenza non monetaria di 1,7 miliardi di dollari, legata alla rivalutazione al fair value di warrant emessi nel 2025.
Depurato dalle componenti straordinarie e dagli oneri non cash, il quadro cambia completamente: l’utile netto rettificato è più che raddoppiato, raggiungendo 1,075 miliardi di dollari.
Parallelamente Lenovo continua ad aumentare gli investimenti necessari per sostenere la trasformazione del gruppo: nel trimestre le spese per ricerca e sviluppo sono cresciute del 30% rispetto all’anno precedente.
Da campione dei PC a scommessa sull’AI
Già prima della pubblicazione dei conti Lenovo aveva raggiunto nuovi massimi storici e il rally di stamattina successivo ai risultati ha ulteriormente accelerato una corsa che ha trasformato il titolo in uno dei migliori performer del mercato di Hong Kong.
Il punto centrale è il cambiamento nella valutazione attribuita dagli investitori alla società. La leadership mondiale nei PC rimane una base importante, ma non è più il principale motore delle aspettative. Con oltre un terzo dei ricavi collegati all’intelligenza artificiale e una pipeline di server AI da 54 miliardi di dollari, Lenovo è ormai considerata dal mercato il mercato una società di infrastrutture per l’AI. Considerando il tasso di crescita, l’attuale valutazione di Borsa pari a 20 volte l’utile del 2027 non sembra affatto cara.
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