Mercati e incertezza: perché conviene restare selettivi

02/11/2026 07:15
Mercati e incertezza: perché conviene restare selettivi

Per gli investitori non mancano mai le possibili fonti di preoccupazione. Gli intoppi lungo il percorso non significano necessariamente che l'economia stia andando fuori rotta

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Settimana che si annuncia ricca di spunti macro, con un peso nettamente maggiore per gli Stati Uniti rispetto all’Europa. Negli USA il calendario è piuttosto fitto e ruota intorno a due temi principali, ovvero lo stato di salute dell’attività economica e, soprattutto, il mercato del lavoro.

Si parte oggi con l’ISM Manufacturing e i dati sulla spesa per costruzioni, che offriranno una prima fotografia del settore industriale e immobiliare di ottobre. Domani arriveranno i dati definitivi su ordini di fabbrica e beni durevoli, insieme alle JOLTS sulle posizioni aperte, mentre mercoledì l’attenzione si sposterà sull’ADP e sull’ISM Services, quest’ultimo particolarmente importante perché il terziario rappresenta la vera spina dorsale dell’economia americana. Il vero momento clou, però, sarà venerdì con il report sull’occupazione di ottobre: Non-Farm Payrolls, tasso di disoccupazione e salari orari. Dopo i segnali di raffreddamento emersi nei mesi scorsi, il mercato cercherà conferma sul ritmo di decelerazione del job market. I jobless claims di giovedì e il sentiment dei consumatori del Michigan offriranno ulteriori indizi, ma sarà il NFP a guidare le reazioni di bond, azionario e dollaro.

In Europa il calendario è decisamente più leggero, ma non privo di interesse. Il dato più rilevante è l’inflazione flash di ottobre dell’Eurozona, in uscita mercoledì. Un numero che arriverà a pochi giorni dalle ultime decisioni della BCE e che potrà influenzare le aspettative sui prossimi passi di politica monetaria. Venerdì, invece, arriveranno le vendite al dettaglio di settembre, utili per valutare la tenuta dei consumi. Sul fronte nazionale si guarderanno anche i dati tedeschi su produzione industriale e retail, oltre alla decisione della Bank of England di giovedì.

Anche quest’anno è arrivata la stagione delle zucche. E per gli investitori, non mancano certo le possibili fonti di preoccupazione. I prossimi giorni porteranno importanti dati sulla crescita economica e sull'inflazione, oltre alle elezioni di medio termine di domani. Se a tutto ciò si aggiungono i tassi di interesse elevati, le tensioni in Medio Oriente, l'incertezza commerciale e i bilanci familiari sempre più ristretti, gli investitori non possono dire che non hanno parecchi motivi per preoccuparsi.

Sebbene nell’ultimo meeting la Fed abbia mantenuto invariato il suo tasso di interesse di riferimento, riteniamo che gli investitori dovrebbero concentrarsi meno su questa singola decisione e più sul percorso futuro. I prezzi elevati dell'energia e di altri beni, le turbolenze geopolitiche e la forte domanda di investimenti legati all'intelligenza artificiale continuano infatti ad alimentare le pressioni inflazionistiche. A nostro avviso, queste pressioni dovrebbero in ultima analisi indurre la Fed ad ulteriori rialzi dei tassi e a mantenere elevati i tassi di interesse a lungo termine. Insieme ai dazi, all'aumento dei costi di finanziamento e all'indebolimento del sostegno fiscale, questi fattori avversi probabilmente rallenteranno l'economia e potrebbero rendere il percorso fino al 2027 più accidentato per gli investitori.

Gli intoppi lungo il percorso non significano necessariamente che l'economia stia andando fuori rotta. Continuiamo ad aspettarci che l'economia statunitense si dimostri resiliente fino al 2027, anche se la crescita dovesse rallentare. La spesa dei consumatori è rimasta sostenuta, mentre un'adeguata liquidità del mercato e condizioni di credito bancario favorevoli dovrebbero fornire ulteriore supporto. Gli utili aziendali sono stati solidi e le imprese continuano ad investire in intelligenza artificiale, infrastrutture e altre tecnologie che migliorano la produttività. Ciononostante, con il mercato azionario rialzista che entra nel suo quinto anno, ci aspettiamo che gli investitori chiedano alle aziende di dimostrare di poter mantenere la promessa di crescita degli utili.

Riteniamo che queste tendenze contrastanti rafforzino l'importanza di un approccio selettivo piuttosto che difensivo. Nel settore azionario, gli analisti hanno alzato il rating del settore industriale, in virtù delle interessanti opportunità legate alle infrastrutture per l'intelligenza artificiale, all'energia, alla difesa e all'aerospazio. Hanno viceversa portato il settore dell'Information Technology a neutrale, a seguito dei forti guadagni e delle elevate aspettative, mantenendo l’opinione secondo cui l'intelligenza artificiale dovrebbe continuare a sostenere la crescita delle vendite e degli utili del settore. Da questo punto di vista occorre porre attenzione al fatto che l’arrivo sul mercato di Anthropic potrebbe causare qualche scossone. L’arrivo di una IPO rilevante nel settore potrebbe infatti indurre gli investitori a vendere i titoli tech in portafoglio per “creare spazio” e non aumentare così il peso relativo del portafoglio.

I mercati raramente offrono agli investitori un segnale di via libera definitivo. Ci sono sempre rischi in agguato e non escludiamo che la settimana possa riservare qualche sorpresa. Quindi, godetevi la stagione delle zucche, ma non lasciate che ogni notizia allarmante faccia saltare la vostra strategia di investimento, ovviamente concordata con il vostro consulente finanziario. Mantenete una visione d'insieme. Riteniamo che il contesto economico e degli investimenti a lungo termine offra ancora opportunità per gli investitori disposti a guardare oltre l'incertezza del breve termine.

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