Mercati in fase iniziale-media: perché materie prime, Value ed Emergenti guidano ancora il ciclo

21/09/2026 06:15
Mercati in fase iniziale-media: perché materie prime, Value ed Emergenti guidano ancora il ciclo

Quando i mercati ci parlano, dobbiamo ascoltarli. Al momento i mercati ci dicono che stanno privilegiano le materie prime, gli EM, il Giappone, le small-cap, il Value e le società più orientate al ciclo rispetto a quelle più difensive. Il rialzo dei rendimenti è guidato dai “rendimenti reali”, ed è dovuto ad una crescita nominale più elevata che a preoccupazioni sull’inflazione di lungo periodo

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it



La settimana che si apre oggi non sarà tra le più esplosive sul fronte dei dati “pesanti”, ma avrà comunque il suo bel peso, soprattutto a metà settimana. Dopo le decisioni di politica monetaria appena archiviate da Fed, BoE e BoJ, i mercati si spostano sull’analisi dello stato di salute reale delle economie e i PMI flash di mercoledì saranno chiaramente il piatto forte.

In Europa l’attenzione sarà concentrata sui PMI preliminari di settembre di Germania ed Eurozona (manufacturing, services e composite). Sono i primi indicatori “soft” che ci diranno se l’economia europea sta reggendo o se sta cominciando a sentire di più il peso dei tassi ancora elevati e della debolezza della domanda interna. Accanto a questi arriveranno anche l’indice di fiducia dei consumatori dell’Eurozona e, giovedì, l’IFO tedesco, che resta sempre uno degli indicatori più seguiti per capire il polso della locomotiva europea. Venerdì chiuderanno la settimana i dati sulla moneta M3 e qualche lettura finale di PIL nazionale.

Dall’altra parte dell’Atlantico il calendario americano è un po’ più leggero, ma non privo di spunti. Domani è atteso il Richmond Fed Manufacturing Index, poi mercoledì i flash PMI americani, che arriveranno insieme a quelli europei e permetteranno un confronto diretto. Giovedì sarà la giornata dei New Home Sales e del Current Account del secondo trimestre, mentre venerdì chiuderanno gli ordini di beni durevoli di agosto e la lettura definitiva del sentiment dei consumatori dell’Università del Michigan.

Non mancano, come sempre, diversi interventi di membri della Fed, che in questa fase possono ancora muovere i mercati se dovessero dare qualche indizio in più sul percorso dei tassi.

I prezzi e i volumi spesso indicano una direzione/tendenza dei mercati. I mercati ci parlano e quando questo accade, dobbiamo ascoltarli. Spesso ci sono indizi nelle tendenze interne ai mercati che ci aiutano a capire a che punto del ciclo economico ci troviamo o quali siano i driver di crescita più rilevanti. Inoltre, possiamo anche trovare indizi che aiutano a delineare il quadro micro. In altre parole, quali settori sono più propensi a beneficiare, dal punto di vista della redditività, mentre il quadro della crescita si sviluppa.

Attualmente, i mercati hanno un megafono, a nostro avviso. I forti outperformer da inizio anno sono stati coerenti e dovrebbero continuare ad avanzare. Questi includono le materie prime, tra cui rame e petrolio, i Mercati Emergenti, il Giappone tra i Mercati Sviluppati, le small-cap rispetto alle large-cap, il Value rispetto al Growth, e le società più orientate al ciclo rispetto a quelle più difensive. Questa attuale e coerente sovraperformance ci indica che siamo ancora nella fase iniziale-media del ciclo di un’espansione guidata dall’offerta. Siamo ancora all’inizio della costruzione dell’offerta necessaria per soddisfare la domanda naturale esistente.

È necessaria però una nuova infrastruttura per gestire la nuova economia che sta progredendo e innovando rapidamente. Questa infrastruttura richiede materie prime, tutte le forme di energia, stoccaggio di batterie, minerali, metalli, acqua riciclata, gas, prodotti chimici e tutta la capacità di computing e cloud, inclusi memoria e altri componenti, per gestire il percorso verso la tokenizzazione di massa.

L’accumulo di debito pubblico nelle economie avanzate inoltre, con l’allargamento dei deficit fiscali, sta costringendo i grandi investitori istituzionali (comprese le banche centrali e altre entità governative) a diversificare le loro basi di riserva. Ciò ha aumentato l’interesse per l’oro. I paesi che dispongono di un’ampia quantità di risorse naturali, soprattutto petrolio e gas, sono molto richiesti dagli investitori, come è evidente esaminando gli outperformer da inizio anno.

In altre parole, i mercati ci stanno dicendo che siamo ancora nella fase iniziale-media di questo massiccio sviluppo, che richiederà un’ampia gamma di asset reali, infrastrutture (vecchie e nuove), terreni e, all’interno delle azioni, un approccio più diversificato all’esposizione, in particolare verso aree più cicliche e orientate al Value. Ci aspettiamo che questa visione si estenda ben oltre il futuro prevedibile.

Nel reddito fisso può sembrare più complesso, ma in realtà è più semplice capire cosa ci stanno dicendo i mercati. Il rialzo dei rendimenti è guidato dai “rendimenti reali”, ed è dovuto più ad una crescita nominale più elevata che a preoccupazioni sull’inflazione di lungo periodo. Ciò è evidente nel mercato dei titoli del Tesoro protetti dall’inflazione, nei break-even in generale e nel rapporto tra i rendimenti dei titoli del Tesoro e quelli di altri mercati obbligazionari governativi del mondo sviluppato.

I prezzi in rialzo di petrolio e gas e gli indicatori di inflazione ancora al di sopra dell’obiettivo sono di solito le scuse per il rialzo dei rendimenti. Le preoccupazioni sui deficit sono una ragione più plausibile per l’aumento dei rendimenti, ma il driver principale siamo convinti che rimanga una crescita nominale superiore alla media. La curva dei rendimenti e i tassi in generale si stanno ancora adeguando a questo nuovo panorama economico, molto diverso da quelli del passato più recente.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione all'11,5% condizionata al tasso del BTP

Cedole annue condizionate e richiamabile

Chi siamo

Orafinanza.it è il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
è un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilità

OraFinanza.it è una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it