Mps, avanti su Bpm e Generali anche in caso di successo dell’Opas di Intesa Sanpaolo

L’istituto senese ha sottolineato che le offerte lanciate sulle due banche sono irrevocabili in quanto il successo dell’Opas di Intesa ne non determinerebbe la decadenza, l’inefficacia o la possibilità di revoca.
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Mps non molla su Banco Bpm e Banca Generali
Banca Monte dei Paschi di Siena intente procedere con le operazioni avviate su Banco Bpm e Banca Generali, definite “irrevocabili”, anche qualora l’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo verso il capitale dell’istituto senese dovesse andare in porto.
A sottolinearlo è la stessa Rocca Salimbeni in una nota diffusa stamattina, spiegando che il perfezionamento dell’offerta di Intesa, con il conseguente eventuale mutamento del controllo di Mps, “non determinerebbero, di per sé, la decadenza, l'inefficacia o la facoltà di revoca delle offerte promosse da Mps”, in quanto “resterebbero ferme le condizioni di efficacia previste dalle offerte promosse da Mps e le relative facoltà di rinuncia o modifica ivi previste, nei limiti consentiti dai termini delle stesse e dalla normativa applicabile, nonché le prerogative delle autorità di vigilanza”.
"Premesso il carattere irrevocabile delle offerte, esse sono soggette, come prassi di mercato, a determinate condizioni, alcune delle quali sono rinunciabili o modificabili in tutto o in parte in conformità alla disciplina vigente", puntualizza la banca nella comunicazione chiesta dalla Consob. Mps ricorda "altresì, come già indicato nelle relative comunicazioni, che le offerte promosse da Mps non sono subordinate al mancato perfezionamento dell'offerta Intesa Sanpaolo".
Un’opportunità strategica
Mps ribadisce nella nota l’importanza delle due operazioni. Per quanto riguarda l'aggregazione con Banco Bpm, questa rappresenta "un'opportunità industriale e strategica di rilevante valore per entrambe le istituzioni, per i rispettivi azionisti e per tutti gli stakeholder coinvolti".
La combinazione, continua il management del Monte, "consente di valorizzare le competenze dei due gruppi e di costruire una piattaforma bancaria più ampia e integrata, elevandone la capacità competitiva".
"Il rafforzamento della scala operativa, la complementarietà del radicamento territoriale e della base clienti amplificano la capacità del gruppo combinato di erogare credito a famiglie e piccole e medie imprese e di accompagnare le famiglie nella gestione del risparmio, contribuendo al tessuto produttivo italiano e accrescendo la pluralità competitiva nel settore bancario nazionale".
L'operazione, inoltre, configura "un'integrazione tra due banche commerciali con modelli operativi allineati, riconducibile a prassi di integrazione ampiamente consolidate nel settore bancario italiano, come dimostrato dalle numerose operazioni realizzate con successo negli ultimi anni".
A oggi, puntualizza Rocca Salimbeni, Mps "non prevede chiusure di sportelli connesse all'operazione, fatti salvi eventuali interventi richiesti in esito alle valutazioni antitrust, che si ritengono comunque limitati in ragione della complementarità della rete distributiva di BMPS e Banco Bpm".
Su base pro forma al 31 dicembre 2025, la combinazione di Mps con Banco Bpm presenta un totale attivo pari a 448 miliardi, crediti verso la clientela pari a 243 miliardi, raccolta diretta pari a 299 miliardi e masse finanziarie totali (total financial assets) pari a 693 miliardi.
Sinergie da 1,8 miliardi
L’istituto calcola che, dalle sinergie attese a regime con l'integrazione di Banco Bpm e Banca Generali, si attende un totale di 1,8 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi di sinergie di costo e 0,6 miliardi di sinergie di ricavo e di funding, oltre a oneri di integrazione una tantum ante imposte complessivi pari a circa 1,9 miliardi.
Quanto all'offerta su Piazza Meda, Mps stima sinergie run-rate ante imposte pari a circa 1,4 miliardi annui a regime, di cui 1 miliardo di sinergie di costo, principalmente riconducibili alla sovrapposizione delle funzioni centrali e delle piattaforme tecnologiche, e 0,4 miliardi di sinergie di ricavo, derivanti dal cross-selling e dalla più ampia offerta di prodotto resa disponibile sulle reti commerciali di Mps e Banco Bpm, e di funding.
Gli oneri di integrazione una tantum ante imposte relativi all'operazione sono stimati in circa 1,5 miliardi. Mps prevede il pieno raggiungimento di tali sinergie a regime nel 2029 e che gli oneri di integrazione siano sostenuti nel periodo 2027-2029.
In merito all'offerta su Banca Generali, Mps stima sinergie run-rate ante imposte pari a circa 0,4 miliardi annui a regime, di cui 0,2 miliardi di sinergie di costo e 0,2 miliardi di sinergie di ricavo e di funding.
La scala del nuovo polo Wealth Management consentirà risparmi sui costi derivanti dalla possibilità di mettere a fattor comune funzioni centrali, investimenti tecnologici, gamma prodotti e beni strumentali.
Le sinergie di ricavo saranno sostenute dall'espansione dell'offerta di Wealth Management del gruppo combinato e dalla distribuzione dei prodotti attraverso la rete di consulenti finanziari di Banca Generali, coerentemente con la logica di add-on dell'operazione e senza richiedere interventi sull'assetto operativo di Banca Generali.
Gli oneri di integrazione una tantum ante imposte relativi all'operazione sono stimati in circa 0,4 miliardi. Mps prevede che le sinergie siano realizzate a regime nel 2029 e che gli oneri di integrazione siano sostenuti nel periodo 2027-2029.
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