Mps, zampata di Caltagirone: aumentata la propria quota

L’imprenditore scalda i motori in vista dell’assemblea dei soci prevista per metà aprile, quando si sfideranno tre liste, tra cui quella del consiglio di amministrazione uscente guidata da Palermo e Maione.
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Caltagirone sale in Mps
Sempre caldo il fronte Banca Monte dei Paschi di Siena in vista dell’assemblea dei soci in programma per il 15 aprile che deciderà il futuro management dell’istituto in attività più antico del mondo.
Le luci della ribalta oggi sono tutte per Francesco Gaetano Caltagirone che, secondo quanto riportato in queste ore da diversi media, avrebbe aumentato la sua quota detenuta nell’istituto senese dall’11,5% al 13,5%.
La mossa, un incremento del 2%, sarebbe stata fatta nelle ultime settimane e avrebbe avuto un costo per l’imprenditore romano e socio ‘forte’ di Mps di circa 500 milioni di euro.
Anche BlackRock aumenta la sua quota
Tra le altre ‘mosse’ nel capitale della banca, BlackRock ha aumentato la sua partecipazione al 5,196% con un'operazione datata 1° aprile 2026, come comunicato alla Consob.
La quota precedente era del 4,898%, rilevata al 19 marzo 2026 secondo le comunicazioni Consob.
Questa variazione riflette un cambio di strategia rispetto alla riduzione precedente avvenuta nel marzo 2026, quando la quota era scesa al 4,987% dal 5,021%
I grandi soci si posizionano
Intanto, continuano ad arrivare le adesioni dei soci Mps alle liste presentate per il consiglio di amministrazione e per il ruolo di Ceo della banca.
Calpers, fondo pensione dei dipendenti pubblici della California (0,1% del capitale) ha reso noto che voterà per la lista del cda che candida Fabrizio Palermo nel ruolo di ceo e Nicola Maione come presidente, unendosi così alla scelta che dovrebbe essere fatta anche da Caltagirone.
Anche Teacher Retirement System of Texas, maggiore cassa pensionistica del Texas e detentore dello 0,024% (733 mila titoli) del capitale di Mps, si è schierato per Palermo.
Per la lista dell’attuale board voterà anche New York City Comptroller, asset manager che gestisce i portafogli di investimento di cinque casse pensionistiche della Grande Mela, che a febbraio aveva depositato 2,26 milioni di azioni.
Endorsement per la lista del cda anche da Enpam, ente dei medici che detiene lo 0,10%, secondo quanto riportato da Radiocor.
Inoltre, le recenti indicazioni dei Proxy a favore di Palermo potrebbero essere seguite anche dagli asset manager regolati come BlackRock, Vanguard o State Street, mentre hedge fund e family office hanno le mani libere.
Assente, invece, il Ministero del Tesoro, ora detentore del 4,86% del capitale dopo l’Opas su Mediobanca, strategia analoga a quella seguita nell’assemblea del 4 febbraio che ha modificato lo Statuto della Banca, e già indicata dalla Premier Giorgia Meloni quando aveva avvisato che “Non parteciperemo alla nomina dei nuovi organi amministrativi e di controllo”.
Infine, Delfin (primo azionista con il 17,5%) avrebbe depositato la totalità della quota per partecipare ai lavori assembleari e dovrebbe astenersi o votare la terza lista, quella di Assogestioni.
Quanto vale Mps oggi
A Piazza Affari, intanto, le azioni Mps aprono la seduta sopra la parità (+0,30%), salendo a 7,898 euro dopo aver chiuso ieri in forte rialzo (+7%).
Il titolo ha mostrato un andamento volatile nel 2026 su Piazza Affari, partendo da circa 8,80-9 euro a gennaio dopo un forte recupero dal 2024 (da 3-4 euro). A febbraio, la performance YTD era già negativa del -6,3%, nonostante una crescita dei ricavi del 27,8%, con il minimo annuo intorno a 6,85 euro a inizio marzo. Questo calo riflette pressioni macroeconomiche e settoriali, bilanciate da fondamentali solidi come redditività migliorata e interesse istituzionale, inclusa BlackRock.
Da marzo ad aprile, il titolo ha rimbalzato: il minimo annuo di 6,85 euro è stato superato, con massimi vicini a 9,45 euro a inizio anno e recenti rialzi del 6,24% l'8 aprile, in un contesto tecnico con supporti a 7,76 euro e resistenze a 7,86-9 euro. Le previsioni degli analisti indicano un fair value medio intorno a 9,50-10 euro, con potenziale upside dell'11,3%, supportato da un nuovo piano strategico post-Mediobanca e dividendi attesi.
Nel complesso, Mps ha oscillato tra 6,85 e 9,45 euro YTD, con volatilità legata a fattori bancari italiani ma outlook rialzista grazie a utili in crescita e consensus positivi. Il sentiment resta misto, con positioning long prevalente tra i trader retail.
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