Nel prossimo meeting, la Fed potrebbe pazientare ancora

18/08/2026 06:15
Nel prossimo meeting, la Fed potrebbe pazientare ancora

La combinazione di prezzi dell'energia piรน elevati, dazi doganali e forti investimenti in conto capitale legati allโ€™IA alimenta i timori che le pressioni sui prezzi possano diventare piรน diffuse e persistenti.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Giornata piuttosto densa sul fronte dei dati macro, soprattutto per gli Stati Uniti, mentre in Europa il calendario รจ piรน leggero ma non privo di spunti interessanti. Negli USA lโ€™attenzione รจ concentrata soprattutto sul settore immobiliare e sulla produzione industriale. Al mattino arriveranno i dati sulle Housing Starts e sui Building Permits di luglio, due indicatori che danno unโ€™idea abbastanza chiara di come sta andando il mercato delle nuove costruzioni residenziali. Dopo le recenti oscillazioni, i mercati cercheranno di capire se il settore riesce a reggere o se i tassi ancora elevati continuano a frenare lโ€™attivitร . In seguito sarร  la volta della produzione industriale e del tasso di utilizzo della capacitร  produttiva. Questi numeri aiutano a capire se lโ€™economia reale sta tenendo il passo o se si intravedono segnali di raffreddamento. A chiudere la giornata americana ci saranno poi le Pending Home Sales, un altro tassello del puzzle immobiliare che spesso anticipa lโ€™andamento delle vendite effettive.

Sul fronte europeo, il dato piรน interessante รจ lโ€™indice ZEW sul sentiment economico di agosto, sia per lโ€™Eurozona sia per la Germania. Si tratta di unโ€™indagine basata sulle aspettative degli analisti e degli investitori, quindi piรน che un dato โ€œhardโ€ รจ un termometro del clima di fiducia. Dopo le ultime letture, sarร  utile vedere se il miglioramento atteso si concretizza o se prevale ancora una certa cautela, soprattutto alla luce delle incertezze sulla crescita e sulla politica monetaria della BCE.

Le ultime due settimane non sono state certo prive di eventi di rilievo, fra tutti l'inflazione statunitense. Fortunatamente, la settimana ha portato buone notizie per gli investitori su questo fronte. Siamo convinti che l'attenzione degli investitori rimarrร  concentrata sull'inflazione, e a ragione. La combinazione di prezzi dell'energia piรน elevati, dazi doganali e forti investimenti in conto capitale legati all'intelligenza artificiale alimenta i timori che le pressioni sui prezzi possano diventare piรน diffuse e persistenti, spingendo potenzialmente la Fed a riprendere gli aumenti dei tassi per tenere sotto controllo i rischi inflazionistici.

Tuttavia, la recente gamma di indicatori di inflazione statunitensi ha mostrato tendenze incoraggianti da diverse prospettive. Per cominciare lโ€™Inflazione al consumo in calo. Lโ€™indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense, che monitora le variazioni dei prezzi pagati dai consumatori per un paniere di beni e servizi, ha ripreso la sua graduale tendenza al ribasso dopo l'aumento registrato all'inizio dell'anno, trainato principalmente dal settore energetico. Rispetto a un anno fa, il CPI complessivo รจ aumentato del 3,4%, in calo rispetto al 3,5% del mese scorso e in linea con le aspettative. Escludendo le categorie piรน volatili di alimentari ed energia, il CPI core รจ aumentato del 2,5%, in calo rispetto al 2,6% del mese scorso, anch'esso in linea con le aspettative.

Anche lโ€™Inflazione all'ingrosso รจ in calo. I dati dell'indice dei prezzi alla produzione (PPI) statunitense, che misurano le variazioni di prezzo percepite dai produttori e potrebbero fornire un'indicazione precoce delle pressioni inflazionistiche che potrebbero in ultima analisi ripercuotersi sui consumatori, sono risultati inferiori alle attese. Il PPI complessivo รจ aumentato del 4,7% rispetto a un anno fa, in calo rispetto al 5,5% del mese scorso. Escludendo alimentari ed energia, il PPI core si รจ moderato al 4,2%, dal 4,7% di giugno.

Ma sono soprattutto le aspettative di inflazione che rimangono contenute. Le misurazioni delle aspettative di inflazione basate sul mercato e sui sondaggi contribuiscono a fornire una visione piรน lungimirante dell'inflazione e/o potrebbero indicare potenziali comportamenti dei consumatori. Sulla base dei prezzi dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni protetti dall'inflazione, i mercati obbligazionari riflettono l'aspettativa che l'inflazione CPI rimanga contenuta, con una media potenzialmente intorno al 2,2% nei prossimi 10 anni. Inoltre, queste aspettative si sono mantenute entro un intervallo relativamente ristretto per diversi anni e sono vicine all'estremitร  inferiore del loro intervallo per il 2026, il che suggerisce che รจ improbabile che shock temporanei dei prezzi si trasformino in fenomeni di natura piรน strutturale o di lungo termine.

Il rovescio della medaglia รจ che sebbene i recenti dati di CPI e PPI abbiano mostrato tendenze incoraggianti, l'inflazione rimane comunque vischiosa e al di sopra degli obiettivi della Fed, il che indica che i responsabili delle politiche monetarie potrebbero dover lavorare ancora per raggiungere lโ€™obiettivo a lungo termine. Inoltre, con il mercato del lavoro statunitense lento ma stabile, la Fed ha posto maggiore enfasi sul fronte dell'inflazione, parte integrante del suo duplice mandato, aumentando l'importanza dei dati pubblicati nel plasmare le aspettative di politica monetaria.

Poichรฉ la prossima riunione della Fed รจ prevista per metร  settembre, i membri del FOMC avranno a disposizione diversi ulteriori dati sul mercato del lavoro e sull'inflazione prima di prendere la prossima decisione sui tassi. Tuttavia, i recenti segnali di un mercato del lavoro stabile e di un'inflazione in moderazione aumentano la probabilitร  che, a nostro avviso, la pazienza possa prevalere ancora una volta.

Sebbene l'inflazione rimanga una sfida sia per le famiglie che per le imprese, diverse tendenze di fondo continuano a contribuire a sostenere un contesto economico e di mercato favorevole.

In primis lo slancio economico positivo. L'Ufficio di Statistica del Lavoro degli Stati Uniti ha stimato che PIL reale negli Stati Uniti sia aumentato del 2,1% nel primo trimestre del 2026 e dell'1,5% nel secondo. Secondo le previsioni del GDPNow della Federal Reserve di Atlanta, la crescita del PIL reale per il terzo trimestre negli Stati Uniti si sta avvicinando al 4%. Sebbene la crescita possa comportare rischi inflazionistici, un solido slancio economico potrebbe anche rendere piรน agevoli eventuali aggiustamenti della politica monetaria.

La stabilitร  della spesa dei consumatori. La spesa dei consumatori รจ tra i principali motori della crescita economica, contribuendo a dare impulso all'economia. A ulteriore conferma della resilienza dei consumatori, le vendite al dettaglio negli Stati Uniti hanno registrato un'accelerazione quest'anno. Sebbene le vendite al dettaglio siano diminuite a luglio e la fiducia dei consumatori sia rimasta debole, fattori che potrebbero ridurre ulteriormente la pressione sulla Fed per un aumento dei tassi nel breve termine, le vendite al dettaglio rimangono comunque superiori del 4,7% rispetto ai livelli di 12 mesi fa.

I positivi risultati in โ€‹โ€‹diversi settori. Le aspettative sugli utili 2026 per lโ€™S&P 500 si sono rafforzate nel corso dell'anno, con stime di crescita per l'intero anno che ora superano il 30%. Le revisioni degli utili sono state particolarmente positive per i settori tecnologico, delle materie prime e per quelli sensibili all'andamento dell'economia. รˆ incoraggiante notare che quasi tutti i settori dovrebbero registrare una crescita positiva degli utili, a testimonianza dell'ampiezza del dinamismo dellโ€™economia.

Per gli investitori, riteniamo che sia fondamentale puntare sulla diversificazione per cogliere un'ampia gamma di opportunitร . Sebbene l'inflazione si sia moderata, il percorso per tornare agli obiettivi delle banche centrali potrebbe non essere del tutto agevole e lineare. Questa incertezza rafforza l'importanza di mantenere un portafoglio diversificato piuttosto che puntare tutto su un singolo scenario inflazionistico. Riteniamo che le azioni rappresentino un pilastro fondamentale di questa strategia, offrendo un potenziale di crescita a lungo termine che contribuisce a preservare il potere d'acquisto, garantendo nel tempo una certa protezione dall'inflazione, nonostante la potenziale volatilitร  periodica dei mercati.

Quando collaborate con il vostro consulente finanziario, considerate la possibilitร  di mantenere un portafoglio strategico ben diversificato di azioni e obbligazioni, in linea con i vostri obiettivi finanziari e la vostra propensione al rischio, integrando al contempo una propensione opportunistica verso le azioni, dato quello che riteniamo essere un contesto economico positivo.

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