Non basta costruire l'AI: adesso bisogna raffreddarla

Anche i data center devono fare i conti con temperature sempre più estreme. Per gli investitori si apre un nuovo filone di opportunità: le aziende che costruiscono reti elettriche, sistemi di raffreddamento e infrastrutture per un mondo sempre più caldo. Fra queste spicca Siemens Energy
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Con temperature in continuo aumento, la sfida diventa complessa
Non soffrono solo le persone: il grande caldo sta mettendo sotto pressione anche l'AI. I moderni data center che alimentano ChatGPT, Copilot e gli altri sistemi di AI consumano enormi quantità di elettricità e producono molto calore. Raffreddarli è già oggi una delle principali voci di costo. Se le temperature esterne continuano ad aumentare, la sfida diventa ancora più complessa. E proprio questa potrebbe trasformarsi in una nuova opportunità d'investimento.
È il messaggio che emerge da due approfondimenti pubblicati da CNBC, nei quali gestori e analisti individuano alcune società destinate a beneficiare di un fenomeno destinato probabilmente a durare negli anni.
Dalla decarbonizzazione all'adattamento: ecco le aziende più attive
Per oltre un decennio gli investitori hanno premiato soprattutto le aziende impegnate nella riduzione delle emissioni di CO2. Oggi, però, si sta affacciando una seconda grande tendenza: investire nelle imprese che aiutano economie e infrastrutture ad adattarsi a un clima già cambiato.
“Cerchiamo società che aiutino le persone a reagire e a costruire resilienza in un contesto sempre più difficile”, ha spiegato a CNBC Stephanie Niven, co-portfolio manager del fondo Global Sustainable Equity di Ninety One. Il concetto è semplice. Se le estati diventano sempre più lunghe e torride, serviranno reti elettriche più robuste, sistemi di raffrescamento più efficienti, impianti energetici più moderni e infrastrutture capaci di funzionare anche in condizioni climatiche estreme.
Secondo Michael Field, chief equity strategist di Morningstar, aziende come Siemens Energy, Johnson Controls e Trane Technologies potrebbero essere fra le principali beneficiarie di questa trasformazione. Un altro analista di Morningstar, Matthew Donen, richiama invece il ruolo di ABB, Schneider Electric e ancora Siemens Energy nella modernizzazione delle reti elettriche, oggi sempre più sotto pressione.
L'attuale ondata di caldo ne offre già un esempio concreto. La domanda di elettricità per il condizionamento è aumentata sensibilmente, facendo salire i prezzi dell'energia. In Francia alcune centrali nucleari hanno dovuto ridurre la produzione per la scarsità di acqua disponibile per il raffreddamento.
L'intelligenza artificiale scopre il problema del caldo
Secondo uno studio della società specializzata First Street, citato da CNBC, il 79% della capacità mondiale dei data center è esposto a rischi climatici elevati, come ondate di calore, incendi, alluvioni o eventi meteorologici estremi.
“«Gli eventi meteorologici estremi non possono più essere considerati un rischio che sta sullo sfondo”, osserva Patrick McBride, responsabile internazionale Construction di Zurich Insurance.
Il problema riguarda soprattutto il raffreddamento. Secondo Mishal Thadani, fondatore della società Rhizome, i sistemi di cooling rappresentano circa il 40% dei consumi energetici di un data center anche in condizioni normali. Durante le ondate di calore questa quota aumenta proprio mentre milioni di condizionatori stanno già mettendo sotto pressione la rete elettrica.
“I data center hanno bisogno della massima quantità di energia esattamente nel momento in cui la rete ne ha meno a disposizione”, sintetizza Thadani.
Microsoft e Nvidia si stanno già preparando
I grandi protagonisti dell'intelligenza artificiale non stanno aspettando che il problema diventi ancora più serio. Microsoft ha spiegato a CNBC che i suoi nuovi data center vengono progettati tenendo conto di condizioni climatiche sempre più estreme, attraverso una scelta accurata dei siti, sistemi ridondanti e monitoraggio continuo delle infrastrutture.
Anche Nvidia sta innovando sul fronte del raffreddamento. La società ha annunciato che i nuovi server AI potranno utilizzare liquidi di raffreddamento fino a 45 gradi centigradi. Secondo il gruppo californiano, aumentare di appena un grado la temperatura del sistema di raffreddamento consente di ridurre di circa il 4% il consumo energetico destinato al cooling.
È un dettaglio tecnico che racconta molto bene come stia cambiando il settore: più diventano potenti i chip per l'intelligenza artificiale, più acquistano valore le tecnologie che consentono di alimentare e raffreddare i data center in modo efficiente.
Focus su Siemens Energy
Fra le società citate dagli esperti di CNBC, Siemens Energy occupa una posizione particolare perché opera lungo gran parte della filiera energetica.
Il gruppo tedesco sviluppa turbine a gas e a vapore, sistemi per la trasmissione e distribuzione dell'energia ad alta tensione, impianti per la produzione di energia rinnovabile e tecnologie dedicate alla decarbonizzazione industriale, comprese le soluzioni per la produzione di idrogeno.
Secondo il consensus degli analisti, nell'esercizio 2025-2026, che si chiuderà il 30 settembre, Siemens Energy dovrebbe registrare ricavi per 43,9 miliardi di euro, in crescita del 12,5%, mentre l'utile netto è atteso a 3,6 miliardi di euro, in aumento del 157%. Per l'esercizio successivo le stime indicano un'ulteriore crescita dei ricavi del 14% e utili vicini ai 5 miliardi di euro (+38%).
La fiducia degli analisti resta elevata. Da inizio anno il titolo ha guadagnato circa il 25% e, secondo il consensus, 19 dei 25 analisti che seguono il gruppo raccomandano l'acquisto delle azioni. Il prezzo obiettivo medio è pari a 195 euro, circa il 26% sopra le quotazioni attuali.
La nuova economia del caldo
Per gli investitori sarebbe probabilmente un errore considerare il caldo record di questi giorni come un semplice fenomeno stagionale.
Le ondate di calore stanno accelerando una trasformazione già in corso. Se la prima fase della transizione energetica era dominata dalla decarbonizzazione, la seconda potrebbe essere guidata dagli investimenti necessari per rendere città, industrie, reti elettriche e data center più resilienti.
È un cambiamento meno appariscente della corsa all'intelligenza artificiale, ma potrebbe rivelarsi altrettanto importante. Perché dietro ogni chip di nuova generazione, oltre alla potenza di calcolo, serviranno sempre più energia, più infrastrutture e soprattutto più capacità di gestire il calore.
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